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Qualcosa si muove sul fronte Biden

Ho scritto e inviato un’edizione speciale della newsletter americana – che di solito arriva il sabato – per parlare un po’ della potenziale candidatura di Joe Biden e rispondere a un po’ di domande che avevo ricevuto. La prima parte, quella che riguarda Biden, è quella che segue; la seconda l’hanno ricevuta solo gli iscritti. Ci iscrive qui, gratis.

–440 giorni alle elezioni statunitensi
–159 giorni all’inizio delle primarie, in Iowa

presidential seal

Quindi Joe Biden si candida? In questa edizione speciale della newsletter la risposta a questa domanda non c’è. Ma nel giro di pochi giorni la stampa statunitense ha tirato fuori una serie di notizie e retroscena affidabili che hanno dato nuova credibilità non solo all’ipotesi che Joe Biden ci stia pensando – quello possiamo darlo ormai per scontato – ma anche che questa possibilità stia diventando ogni giorno più seria e concreta. Ho pensato che valesse la pena fare un punto della situazione, perché una candidatura di Biden cambierebbe radicalmente le primarie dei Democratici per come le abbiamo immaginate fin qui.

Domenica Biden ha avuto un incontro riservato con Elizabeth Warren, influente e popolare senatrice di sinistra del Massachusetts che molti per mesi hanno considerato una potenziale sfidante di Hillary Clinton. Sempre domenica il Wall Street Journal – che normalmente su queste cose è affidabile – ha scritto che Biden si sta convincendo a candidarsi, secondo persone a lui vicine. Lunedì l’ufficio di Biden ha annunciato la nomina di una nuova responsabile della comunicazione, si chiama Kate Bedingfeld ed è una funzionaria con esperienza elettorale: era la portavoce di John Edwards ai tempi delle primarie del 2008.

Sempre lunedì il comitato politico che propone la candidatura di Biden – ufficialmente senza il suo consenso – ha inviato un documento di due pagine ai dirigenti del Partito Democratico per spiegare il senso dell’eventuale operazione. In serata poi la CNN – che è meno affidabile del Wall Street Journal ma resta la CNN – ha pubblicato un retroscena secondo cui Obama avrebbe dato a Biden una specie di amichevole via libera: non un’autorizzazione a candidarsi né la promessa di un sostegno formale che non potrebbe arrivare, quanto l’impegno a non mettersi in mezzo e non chiedergli di ritirarsi. Martedì il Washington Post e Politico hanno scritto che un gruppo di importanti finanziatori del Partito Democratico è stato invitato a una riunione con Biden che si terrà a settembre.

Questi sono i fatti. Aggiungiamoci qualche informazione di contesto. Il primo dibattito televisivo tra i candidati Democratici si terrà il 13 ottobre. Il 9 e il 10 novembre scadono invece i termini per presentare formalmente le candidature alle primarie dell’Arkansas e del Texas; nelle settimane a seguire scadono di Florida, Illinois, Michigan, North Carolina e Virginia. Lo staff di Biden dice che il vicepresidente prenderà una decisione finale entro la fine dell’estate: qualche settimana fa dicevano che avrebbe deciso entro i primi giorni di settembre. Teoricamente potrebbero prendersi ancora qualche settimana. Sempre più teoricamente, potrebbero anche aspettare il 2016, guardare cosa succede nei primi stati in cui si vota – Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina – e fare un passo avanti in caso di catastrofe di Hillary Clinton (solo in caso di catastrofe di Hillary Clinton). Sarebbe tardi per candidarsi a moltissime primarie importanti, ma Biden potrebbe comunque ottenere un buon numero di delegati e cercare di farsi dare la candidatura alla convention. In ogni caso qui davvero siamo alla fantapolitica.

Pausa!
Tutto il mostruoso talento oratorio di Biden in un video da 4 minuti. Questo è un pezzetto di una conferenza stampa del 2010. I giornalisti gli chiedono cosa pensa del fatto che il capo della compagnia petrolifera BP si sia lamentato dei troppi soldi chiesti dal governo per risarcire i danni causati dalla grossa perdita nel Golfo del Messico. Biden forse si aspetta la domanda ma comunque va a braccio. In quattro minuti passa da un registro comico perfetto al tono serio da vicepresidente, poi ci mette un accento minaccioso e un po’ di cose da uomo-del-popolo: il tutto mantenendo perfettamente il controllo, senza mai fare quello che “si sfoga”. Il video su YouTube ha i sottotitoli in inglese.

Dicevamo della candidatura
Ho scritto qualche tempo fa di quale potrebbe essere la strategia di Biden nel caso dovesse candidarsi, quindi su questo non mi dilungo: punterebbe soprattutto sull’affidabilità, sull’autenticità e sul carattere. Almeno un pezzo dell’establishment dei Democratici – anche quelli che oggi stanno con Clinton – passerebbe dalla sua parte, e così anche un po’ di finanziatori. L’altissima popolarità di Clinton all’interno del partito e l’enorme vantaggio economico e organizzativo che ha accumulato fin qui fanno pensare però che – qualora Biden si candidasse – davvero solo un colpo di scena potrebbe dargli una strada plausibile verso la vittoria. Per quanto clamorosa, nemmeno una vittoria di Sanders in Iowa e in New Hampshire sarebbe secondo me quel colpo di scena: sono due stati dall’elettorato particolare – abitanti quasi solo bianchi – e poco dopo si vota in Nevada e in South Carolina, demograficamente più simili al resto del paese, dove Clinton oggi ha un vantaggio abissale. Inoltre Biden è un responsabile uomo di partito, non è un fuori di testa: non sfiderebbe Clinton se pensasse di non poterla battere ma soltanto indebolirla. Il colpo di scena determinante potrebbe essere l’apertura di un’indagine dell’FBI su Clinton per la storia delle email, ma oggi quello scenario è considerato molto improbabile.