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Trattare i grillini da adulti

La decisione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle sul ballottaggio per la presidenza del Senato è una storia politicamente importante, e non solo perché Grillo – in qualità di proprietario del partito – ha deciso di mettere fuori i senatori che hanno votato per Grasso. È importante perché al primo voto un po’ delicato la rivendicata compattezza del gruppo si è spaccata, ed è importante soprattutto perché prendere i grillini sul serio vuol dire anche trattarli da adulti, e non concedere loro indulgenze che non siano concesse anche a tutti gli altri parlamentari. Quindi è il caso di capirla bene, questa storia, e a tale scopo serve che Vito Crimi, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, spieghi qual è la versione vera tra le due diverse che ha raccontato.

In un video pubblicato su YouTube sabato 16, Crimi dice che:

«La linea che abbiam seguito, diciamo, che il gruppo è uscito all’unanimità con un’unica speranza, che era quella della non rielezione di Schifani: questa è stata la coerenza del gruppo. In questa linea la quasi totalità del gruppo ha proseguito nel voto bianca, qualcuno nulla, qualcuno ha riscritto Orellana per confermare il nostro candidato, qualcuno non ha votato, insomma, questa è stata la linea del Movimento. Sicuramente nella cabina elettorale qualcuno ha agito in coscienza, e questa è stata anche una grande espressione di libertà e di quello che è il nostro spirito, per cui il risultato, alla fine, ha visto Pietro Grasso vincere di larga misura su Schifani»

Crimi ha detto quindi che la linea decisa dal gruppo era far perdere Schifani, che per far questo la quasi totalità ha votato scheda bianca o nulla (nonsense) e chi ha votato “in coscienza” – per Grasso, fa capire – non ha fatto niente di male, e anzi si è trattato di «una grande espressione di libertà». Sabato sera è arrivato il prevedibile livido post con cui Grillo ha dato la linea, come sempre accade nei momenti di difficoltà del Movimento, smentendo Crimi. Domenica 17 Crimi ha scritto un post su Facebook e ha raccontato una storia un po’ diversa.

Alla fine si è deciso di votare per alzata di mano tre opzioni: 1) Votare Grasso 2) Lasciare libertà di voto 3) Non votare ne Grasso ne Schifani (scheda bianca, nulla, con scritto Orellana, non votare erano tutte opzioni equivalenti ai fini della terza opzione) Su ogni opzione si è votato liberamente, senza il vincolo che chi votava per una non potesse votare per l’altra, e per ciascuna si è cercata una maggioranza, e la maggioranza assoluta ha votato per la terza opzione.

Crimi stavolta dice che ogni senatore poteva votare per più di un’opzione (nonsense, di nuovo) e che la linea decisa dal gruppo è stata “non votare né Grasso né Schifani”. Che però è una linea diversa da “non far rieleggere Schifani”. Poi va avanti dicendo che chi ha votato Grasso ha fatto tutt’altro che dare mostra «di quello che è il nostro spirito» o «una grande espressione di libertà».

Questo atto è sicuramente una violazione del regolamento del nostro gruppo parlamentare, confermo in ogni parola quanto scritto da Beppe Grillo nel suo minipost, e chi viola il regolamento del gruppo automaticamente si può ritenerne escluso.

Segue una sequela un po’ penosa di giustificazioni, in cui si dà la colpa di quanto accaduto alla “trappola dei vecchi volponi della politica”, al fatto che i senatori del Movimento 5 Stelle sono “ingenui” e pensano “di poter scalare l’everest con le infradito”, alle “pressioni”, alla “situazione fuori dall’ordinario”, addirittura alle “famiglie lontane”, ai “mille pensieri per la testa”, al fatto che in Parlamento “ci si ritrova a prendere decisioni in tempi rapidissimi”. In realtà quella di sabato è stata l’unica decisione presa in due giorni interi, altro che tempi rapidissimi, ed era relativamente facile: un ballottaggio tra due persone, o l’una o l’altra, o Grasso o Schifani. Hanno avuto persino il tempo per indire una riunione e discuterne per due ore. È stata probabilmente una delle decisioni più semplici tra quelle che i senatori del Movimento 5 Stelle dovranno prendere in questa legislatura. Nei prossimi mesi arriveranno cose tipo gli emendamenti alla legge di stabilità. Benvenuti.