Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Qualcosa di nuovo

La novità di cui vi siete già accorti è che dopo sei anni questo blog ha finalmente ricevuto una rinfrescata: ci voleva, e grazie mille a Laura che mi ha dato una grossa mano. Ora è più leggibile, è più grande, si vede bene anche sugli smartphone, si vede bene anche se stringete la finestra del browser, insomma, è più contemporaneo. La tagline ufficiosa di questo blog è diventata la tagline ufficiale. Ed è tornata la social-junk-food-map, la mappa preferita dei mangiatori di schifezze, che riprenderò ad aggiornare con costanza.

La novità di cui qualcuno si accorgerà tra poco è che non ci sono più i commenti. Ci ho pensato parecchio – per anni, direi – e c’è da molto tempo un esteso e interessante dibattito sul loro uso e la loro utilità. Nel mio piccolissimo, ho concluso che nel 2013 per un blog personale i commenti siano uno strumento inadeguato ai tempi, in certi casi persino dannoso: generano la formazione di comunità di commentatori molto ristrette, enormemente più ristrette del numero totale di persone che leggono il blog, che finiscono spesso per parlarsi addosso e rendere il luogo un po’ inospitale. Quando si riesce a portare avanti una discussione costruttiva, fatto piuttosto raro, lo si fa dribblando il commento aggressivo di quello che ha letto solo il titolo del post, il commento di Gino che vuole solo prendere in giro Pino, gli insulti rituali dei soliti due o tre, il commento di quello che scrive una cosa che non c’entra niente, quello livoroso e basta: e tutti quelli che rispondono a ciascuno di loro. Se ne avete visti di meno, negli ultimi tempi, è grazie alla moderazione preventiva: che però è un lavoraccio che rovina le giornate. Insomma, anche al di là di alcune cose molto episodiche ma molto spiacevoli che sono accadute negli anni (minacce di ogni tipo, e altre giornate rovinate a occuparsene), sono arrivato alla conclusione che nel 2013 i commenti non siano un gran servizio né per la grandissima parte di chi legge questo blog né per chi lo scrive, e che ne peggiorino la sua qualità generale (tesi che ormai poggia su basi piuttosto concrete).

Chi vuole scrivere qualcosa in risposta a un mio post può farlo ancora con almeno tre strumenti diversi, tutti a loro modo migliori e più efficaci dei commenti su un blog, e che spesso coinvolgono già oggi molte più persone di quelle poche decine che scrivono qui: la mia pagina pubblica su Facebook, dove i commenti a un post appaiono tutti nella stessa conversazione (come su un blog); il mio account su Twitter, interpellando direttamente me ma in pubblico; il sempre valido indirizzo email, interpellando direttamente me e in privato. Attraverso questi tre canali già oggi cerco di rispondere sempre a tutti, cosa che sui commenti ormai non faccio da tempo. Fine del comunicato. Ah, i Peanuts ci sono ancora.