Perché il PD dovrebbe offrire la guida del governo al M5S e perché non succederà

È passata una settimana dalle elezioni politiche, un’altra passerà da qui all’insediamento delle nuove camere. Di fatto siamo dove eravamo il giorno dopo il voto: ci sono solo due maggioranze possibili (PD-M5S e PD-PdL), Bersani non vuol sentir parlare di alleanza col PdL e continua a ripetere che andrà in Parlamento a proporre “otto punti concreti” rivolti al M5S; il M5S continua a ripetere che non voterà la fiducia a nessun governo che non sia il loro, senza spiragli (e quei pochissimi spiragli, suggeriti o equivocati dalla stampa, vengono puntualmente immediatamente smentiti).

Ognuno è libero di auspicare quello che vuole, ma allo stato attuale non ci sono fatti che facciano pensare che il Movimento 5 Stelle possa dare la fiducia a un governo Bersani o, peggio ancora, fare qualche trucchetto per tenere in piedi un governo Bersani. Quindi, allo stato attuale, Bersani nemmeno ci arriverebbe in Senato a chiedere la fiducia sugli otto punti: Napolitano ha già fatto capire che non ha intenzione di dare l’incarico e far giurare un governo che rischi di andare a sbattere al primo giorno di vita, e come dargli torto. Siccome siamo dove eravamo prima, e con poche possibilità di uscirne, rinnovo la mia idea – offrire la presidenza del Consiglio al M5S – argomentandola ulteriormente. Lo faccio sapendo che si tratta di un esercizio intellettuale su uno scenario che non ha possibilità di verificarsi, ma a questo arriviamo poi. Lo faccio benché la cosa non mi entusiasmi affatto, ma mi entusiasmi ancora meno un nuovo governo tecnico o l’idea di votare domani senza cambiare legge elettorale. E lo faccio premettendo che sono abbastanza convinto di quanto sotto, ma non del tutto sicuro: nessuno è sicuro di niente, in questa situazione, nemmeno quelli che lo sembrano.

Qual è la priorità?
Detto che l’unica maggioranza che il PD ha detto di voler prendere in considerazione è quella col M5S, bisogna innanzitutto mettersi d’accordo su una cosa: se la priorità è fare un governo sostenuto da PD e M5S o se la priorità è fare un governo guidato dal PD e sostenuto dal M5S. Sono due cose diverse. Il fatto che il PD abbia vinto – per un pelo – alla Camera concede a Bersani il diritto di fare la prima mossa, ma non quello di considerarsi indispensabile: siamo una repubblica parlamentare, Napolitano potrebbe dare l’incarico a lui come a un altro, e d’altra parte la storia italiana ha già visto governi di coalizione guidati da esponenti di partiti minoritari della coalizione (su tutti i governi Craxi, per esempio, che prendeva un terzo dei voti della DC: il M5S ne ha presi molti di più, in proporzione).

Se la priorità è fare un governo a guida PD, il discorso inizia e finisce in fretta: ammesso – e tutt’altro che concesso – che Bersani riceva l’incarico, sciolga la riserva, formi un governo e presti giuramento, oggi non possiamo che pensare che in Senato riceverebbe uno schiaffone al primo colpo.

Ma così mettiamo Grillo in difficoltà.
Se la strategia è andare a sbattere per mettere all’angolo il Movimento 5 Stelle, non credo che funzionerebbe: la sconfitta sarebbe solo e soltanto di Bersani, che doveva stravincere e invece ha perso, e non del partito che vuole mandare tutti-a-casa e si comporta coerentemente, nell’attesa di governare solo con i suoi voti. Tra l’altro dopo il fallimento di Bersani lo scenario più probabile non è “elezioni subito” bensì “governo PD-PdL”, cosa che darebbe al Movimento 5 Stelle tutto il tempo di recuperare i consensi eventualmente persi e pure molti altri. Insomma, gli otto punti di Bersani oggi non mettono affatto Grillo in difficoltà, come dimostrano questi giorni in cui ogni offerta è stata respinta a male parole.

Perché proporre un governo guidato dal M5S potrebbe funzionare?
Offrire la presidenza del Consiglio al M5S – non sottobanco ma pubblicamente, solennemente, rumorosamente – sarebbe innanzitutto una mossa politica vera, l’unica in grado di cambiare lo scenario rispetto a quanto uscito dal voto, rispetto a una settimana fa, e fare uscire Bersani dall’angolo. Sarebbe davvero buttare la palla nel campo di Grillo, più di qualsiasi retorico invito a “prendersi le sue responsabilità”. Bersani, che d’altra parte ha già ammesso la sconfitta, direbbe che il M5S è vincitore politico di queste elezioni e ha il diritto/dovere di guidare il governo: il PD prometterebbe di sostenere solo i punti che sono compatibili con le proprie idee, che immagino siano molto simili a quelli che intende proporre Bersani. Gli altri non li voterebbe e non passerebbero, dato che il PD ha la maggioranza assoluta alla Camera.

E se una volta al governo il M5S comincia a fare di testa sua per mettere in difficoltà il PD?
Certo, il M5S potrebbe usare un pulpito così importante per proporre al PD cose indigeribili. Ma la stessa cosa potrebbe fare un governo Bersani con il M5S, che ha ottime ragioni per non fidarsi. Ed è chiaro chi ha il coltello dalla parte del manico, tra PD e M5S, così come è chiaro che nel guaio in cui siamo non esistono situazioni prive di rischi. Se accettasse, il M5S avrebbe il vantaggio di potersi intestare le riforme e dire poi, al momento del voto: vedete? ci volevamo noi per fare questo e quello. Il PD avrebbe il vantaggio di evitare sia un nuovo voto che un governo col PdL, e contribuire in modo insostituibile al cambiamento del paese.

Ma credi davvero che il M5S accetterebbe?
No, non credo. Ma credo che l’offerta li metterebbe seriamente in difficoltà, più di qualsiasi lista di otto vaghissimi punti. E credo che a quel punto sarebbe molto più facile per il PD accusare Grillo di non essersi voluto prendere delle responsabilità: di avere avuto l’opportunità di mantenere le promesse elettorali e di avere declinato.

Lo sai che questo non accadrà mai, vero?
Lo so. Oggi nel PD esistono solo due posizioni. Bersani, i bersaniani e diversi altri per il momento tirano dritti su questa storia degli otto punti, o la va o la spacca: se funziona, bene; se non funziona, niente governi col PdL. Dico “per il momento” perché il rifiuto categorico del governo tecnico in questa fase serve anche a rafforzare l’offerta al M5S: quando questa si squaglierà, verrà meno anche qualche intransigenza sull’ipotesi di un nuovo governo-Monti-senza-Monti. Un gruppetto molto minoritario di vecchi dirigenti e di “anti-bersaniani” pensa invece che, fallito l’esperimento Bersani, ci si debba affidare a Napolitano e alla sua probabilissima proposta di governo tecnico.

Mi rendo conto delle difficoltà che comporta l’idea di offrire il governo al M5S. Bersani ha impostato tutta la sua campagna elettorale contro i populisti e finirebbe per offrire il suo sostegno al re dei populisti. Ma d’altra parte, non lo sta già facendo? Il fallimento di Bersani è quello certificato il 24 e 25 febbraio: le altre sono solo conseguenze. Gli anti-Bersani si fidano molto di Napolitano e molto poco sia di Grillo che dei tentativi di leggere il Movimento 5 Stelle come il frutto politico di un PD troppo poco di sinistra, soprattutto in vista del prossimo congresso. Insomma: salvo grandi sorprese, non succederà.

61 commenti

  1. Gala:

    Ti stupirebbe sapere quanti parlamentari (anche insospettabili) la pensano come te. Con una piccola variante: “stanare” Grillo in due fasi. Prima sull’appoggio a Bersani (con mandato esplorativo), poi su un loro governo. Per “esasperare” i loro elettori, sia che vgliano l’accordo sia che vogliano il governo M5S.
    Vedremo domani se questa idea sarà maggioranza.

  2. Giorgio Rutigliano:

    Ho espresso anche io la stessa posizione poco dopo aver conosciuto il responso delle urne. Temo, però, che sia giusto un esercizio accademico: i politici della vecchia guardia continuano a ragionare su schemi preconcetti, ed offrire il governo al M5S è una ipotesi troppo ardita.

  3. Angelo Chiello:

    Sai, un tempo, avevo delle certezze, due: la morte e che i politici avessero istinto di autoconservazione.
    Adesso ne ho solo una.
    Potrei essere etichettato da cassandra ma avevo previsto la fine dei partitini, a cominciare dall’UdC, quando questi si rifiutarono di modificare la legge elettorale (l’UdC cambiò sottobanco l’accordo con il PD a favore della proposta del PdL e questo fece saltare il cambio della legge).
    Questo mi ha portato a credere che i politici non abbiano più quell’istinto di autoconservazione. Pensavo anche che quell’istinto fosse dettato dalla furbizia. Ma questi politici non sono furbi.
    Ho immaginato la fine del PD qualora Bersani non faccia la mossa oggetto di questo post. Mi auguro di sbagliare ma purtroppo ci sono solo residue speranze che questo non si avveri.
    Ci ritroveremo tutti a votare M5S perché nessuno di noi vuole votare b.. che tristezza!

  4. Lowresolution:

    Concordo con il commento di Gala: prima Bersani vada avanti con i famosi 8 punti (anche se quelli presentati da Fazio non vanno ancora bene, e poi deve cambiare linguaggio e approccio), e se non funziona offra a M5S il governo. Sarebbe una mossa coraggiosa che metterebbe il PD dalla parte di quelli che vogliono il cambiamento.
    I governi tecnici, di responsabilità e le ammucchiate in questo momento a mio parere vanno evitate come la peste. Servono solo a prendere tempo ma peggiorerebbero la crisi di credibilità dei “vecchi partiti”. Sono troppe le cose che devono cambiare a partire dalla legge elettorale e i costi della Politica. Il PD vada deciso in quella direzione, Grillo o non Grillo.

  5. francesca:

    #M5S non mi piace per nulla, ma ammetto di ritenere questa l’unica strada percorribile.

    Inoltre la composizione del parlamento, con la camera a maggioranza PD, consentirebbe a quest’ultimo di avere sempre e comunque l’ultima parola, ma di lasciare tutte le responsabilità in carico al governo #M5S.

  6. giaimeddu:

    A me continua a sembrare una minchiata (scusa il francesismo). Ma ho ampiamente motivato in articoli precedenti. Aggiungo solo che io vedo un’altra mossa politica vera. Certo che se gli 8 punti rimangono così vaghi, lo stallo è quasi inevitabile. Ma se domani dalla direzione uscissero 8 proposte di legge con articolato e relazione tecnica, la palla sulla fiducia da votare caso per caso salterebbe. Ci si presenta in Parlamento con queste 8 leggi, con alcune settimane di tempo per studiarle e poter argomentare al voto di fiducia il perché si o perché no. E secondo me sarebbe una mossa politica molto più ardita di lavarsene le mani. Ponzio Pilato ha già dato 1980 anni fa.

  7. Roberto:

    Bersani che si sostituisce a Napolitano nell’indicare il possibile premier… o che glielo suggerisce, una volta che ha il mandato esplorativo, ovvero che lo chiede a Grillo e lui dice: certo che sì, con i tuoi voti…
    Non è neanche esercizio di fantasia è, forse, masochismo puro :)

  8. Luca.P:

    Concordo con Gala. Se ci stanno pensando non lo dicono, altrimenti l’effetto sorpresa va a farsi benedire. Tuttavia, Francesco, non credo che il tuo ragionamento consideri a sufficienza il fatto che se, come lucidamente osservato da Fillioley ieri, l’obiettivo dell’M5S è la pars destruens, soprattutto verso il PD, farebbero di tutto per mettere in crisi il loro stesso Governo, presentando SOPRATTUTTO e INNANZITUTTO le proposte più indigeribili per il PD per costringerlo a votare contro e trovando così il pretesto per incolpare il PD del fatto che non vuole fare le riforme, far dimettere il Governo e puntare su un governo tecnico. Quindi, come vedi, “going big” potrebbe portare a conseguenze anche peggiori.
    P.S. Non considerare neppure possibile l’ipotesi di governo PD-PDL

  9. cervelletto:

    offrire la presidenza ad un gruppo di fascistelli esaltati? no grazie

  10. Giovanna:

    a furia di leggere i tuoi articoli comincio a pensare che una cosa del genere sia possibile… SIGH! (eppure sarebbe così SEMPLICE…)

  11. EBTG:

    Condivido l’analisi. Sarebbe una bella mossa da parte del Pd, peccato che il Pd (come il Pdl) si muove su una scacchiera molto diversa da quella del M5S. Almeno nei suoi vertici, parla ancora il linguaggio della vecchia politica che i grillini avversano. Bersani, che tra i leaders Pd è uno dei migliori, non ne azzecca una quando si rivolge a Grillo: “Me lo deve venire a dire in parlamento che non ci vuole stare…. se andiamo a casa noi ci va pure lui… ecc, ecc.” Sai che paura! Io la vedo tragica.

  12. derlok:

    In pratica per il PD dare il governo a Grillo sarebbe un Win-Win e dato che il PD non conosce verbo TO WIN sara inevitabilmente un TO LOSE, l’ho detto!

  13. giuliana:

    Ma comunque anche un Governo stellato deve andare in Parlamento a chiedere la fiducia. Non è anche questa una “alleanza”. E allora come se ne esce? O vogliono introdurre il concetto di fiducia “attiva” e “passiva”?

  14. Emanuele:

    Mah, grillo andrebbe in difficoltà se rifiutasse la proposta non se l’accettasse. Perché una volta al governo il M5S comincerebbe a chiedere di votare i punti forti del suo programma. Ce lo vedete il PD che di punto in bianco vota il dimezzamento degli stipendi, la rinuncia da subito ai rimborsi elettorali, il dimezzamento delle camere ecc.? Se il PD volesse veramente queste cose le avrebbe proposte chiaramente da tempo e a quel punto se il M5S non gli avesse dato la fiducia (e di certo non gliel’avrebbe data il PDL) sarebbe stato Grillo a rimetterci alle prossime (in tutti i sensi) elezioni.
    Con il governo a Grillo sarà facilissimo per quest’ultimo dire a masse di italiani nei guai: vedete? Io voglio tagliare e il PD dice no. Alle elezioni successive prenderebbe la maggioranza assoluta da solo.

  15. Zen lento:

    Concordo pienamente, ma aggiungo che nel Pd avrebbero pure il tempo di gestire il passaggio per una nuova leva di dirigenti. Lo faranno ? No, a meno che Napisan non intuisca che è la soluzione migliore. Comunque sia si ballerà alla grande.

  16. animale politico:

    tutto quello che è scritto in quest’articolo è ragionevole, ma proprio perché ragionevole sembra impossibile che il PD, detto anche punteruolo rosso (http://animalepolitico.blogspot.it/2012/11/punteruolo-rosso.html), possa decidere di seguirlo.

  17. Alessandro:

    L’idea è giusta e politicamente sensata.
    Ma gli stessi limiti che hanno messo in crisi il PD alle elezioni, impediranno di perseguire questa via.

    Il punto cruciale sono quegli “otto vaghissimi punti”. Il M5S sarebbe in grossa difficoltà solo di fronte a un programma riformista aggressivo, serio, convincente. A quel punto conterebbe poco il nome del capo del Governo.
    Attenzione a non cadere nella vecchia mentalità delle poltrone, perchè quello che vogliono gli elettori del M5S, e almeno la metà degli elettori del PD, è un cambiamento di rotta vero.

    Dobbiamo domandarci non se il M5S accetterà un’offerta di poltrone, ma se mai vedremo un giorno nel quale il PD ci proporrà “otto punti non vaghissimi”. Una volta si diceva “senza se e senza ma”, ma il PD è diventato il partito “sensa sì e senza no”, sempre indeciso, goffo, balbettante.

    Il PD non ha abbracciato istanze di cambiamento perchè non aveva alcuna intenzione di cambiare granché. Hanno passato gli ultimi sei mesi a contrattare la spartizione del potere con Monti. Il PD non ha alcun interesse a modificare lo status quo e pestare i piedi agli amici e ai nemici. In questo sistema il PD prospera.

    Il risultano elettorale spiazza il M5S come il PD. I primi adesso devono ragionare in termini di governo e riscrivere le proprie strategie. I secondi devono ragionare in termini di riforme e pensare a quali fette di torta possono rinunciare. Una torta che pensavano di spartirsi con gli amici degli amici e adesso gli si sbriciola davanti.

    Io intravvedo l’occasione di fare bei passi avanti, ma non sono dentro al PD.

    Bersani lo manderei ad arare i campi della Padania.
    Bersani è andato in giro per l’Italia a predicare calma e serenità mentre la gente stava con la bava alla bocca. Ha inseguito il consenso dei moderati, che in Italia puoi tenere tutti dentro uno stadio, mentre Grillo riempiva le piazze e parlava ai milioni.
    Ha continuato a corteggiare Monti che ha disastrato migliaia di piccole aziende e esodato migliaia di persone. Direi che basta e avanza, no?

  18. Meis:

    la strana sensazione di essere d’accordo con Costa, capita anche questo. Comunque ancora più sensata se prima si insiste con gli 8 punti dettagliati e poi si ricorre a questa come hanno detto sopra.

  19. EBTG:

    Se Napolitano conferisse l’incarico al M5S io ci vedrei una logica congrua. Dopotutto è il movimento che ha vinto moralmente le elezioni. Hanno voluto la bicicletta, e che pedalassero! Che si andassero a cercare il sostegno ai loro progetti! Se non ci riescono peggio per loro. Vuol dire che non sono stati capaci. Siamo tutti buoni a governare col 51% dei voti! Basta che non gli si dia i motivi per dare la colpa agli altri in caso di insuccesso, che è il classico giochino infantile del Pdl.

  20. derlok:

    “Non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l’unica soluzione che proponiamo è un governo del movimento 5 stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto”

    Nota appena uscita sul blog.

    la palla nel campo di grillo c’è ma non ce l’ha buttata il PD se l’è presa LUI, giocare d’anticipo e vincere le partite a centrocampo.

  21. Roberto Taiola:

    A mio parere, il vero problema è che i partiti ragionano per loro e non per il paese.
    Capisco perfettamente il tuo punto di vista, e la ragione con cui hai scritto l’articolo. Io però non penso che il movimento 5 stelle ragioni come gli altri: io penso e spero che loro mettano in primo piano le necessità del paese, quindi a loro non interessa fare gli inciuci. Ma questo non perchè così al prossimo voto prendono più voti: piuttosto perchè questo non interessa al paese. Il fatto che questa situazione gli porterà più voti alle prossime elezioni, è un problema dei partiti e non una risorsa del movimento.

    Io sono certo che se gli venisse offerta la presidenza del consiglio, questi accetterebbero alla grande: ma questo significa che alla camera partirebbero di getto con proposte che hanno promesso agli elettori. E sappiamo benissimo che il programma loro è rivolto al popolo e non alla casta: loro sono liberi di pensare e fare come vogliono perchè non condizionati da secondi fini.

    Pensate che un Bersani sia libero di muoversi come vuole?
    Pensate solo ai rimborsi elettorali. Grillo ha detto in anticipo ai suoi che di soldi non ce ne sono: quindi la campagna era da fare con i propri soldini. Bersani, Monti e ovviamente Berlusconi questo discorso non l’hanno fatto di certo ai loro compagni. Quindi non possono andare ora al governo e togliere quei soldi, altrimenti la loro gente, resterebbe “trombata” in modo incredibile!

    Basta, ho scritto fin troppo e penso di aver spiegato la mia posizione.

    Volentieri a disposizione per ulteriori approfondimenti.

  22. spago:

    continuo a noncapire bene perchè ritieni che se facesse così sarebbe Grillo a essere in difficoltà e Bersani ne uscirebbe meglio..

    secondo me la gran parte degli italiani, la grandissima parte di quelli che non lo hanno votato e una certa parte di chi lo ha votato, considera ridicolo e assurdo un governo M5S, perchè considera assurdo che un movimento siffatto sia anche solo ipotizzabile governi. Li considera un altra cosa rispetto ai partiti, li considera validi e utili, se si tratta di protestare, dare la spallata, mandare in pensione “la vecchia politica”, etc.. e magari per imporre di forza alcuni punti, ma assolutamente non in grado di governare in prima persona. Straordinari come movimento, ma assolutamente impreparati e improponibili come partito di governo.

    Se parti dalla convinzione che la maggior parte degli elettori consideri ridicola l’ipotesi di un governo 5S, Bersani sembrerebbe un deficente continuando a insistere per affidare a un clown il governo, a un movimento nato per irridere lui e quelli come lui.

    Finirebbe a fare la figura del fesso, perchè Grillo stesso non ci pensa probabilmente a fare questo governo (lo scrivi anche tu che non accetterebbe), conosce bene pregi e difetti del suo movimento, e quindi coglierebbe semplicemente l’occasione per irridere, appunto, Bersani e il Pd, per dipingerli come degli intronati. Cosa in cui è maestro e che gli riuscirebbe benissimo, anche considerando che al contrario il Pd è uno zero in comunicazione.

    Bersani apparirebbe esattamente così agli occhi di tutti: un intronato, uno a cui ripeti le cose cento volte e ancora non capisce, uno che continua a ragionare con la logica del “tutto si può sistemare distribuendo poltrone”.

    Secondo me è un’illusione credere si possa dipingere Grillo come irresponsabile e levargli consensi. Gli irresponsabili risulteranno sempre e solo gli altri.

    Capisco non sia un’opinione molto costruttiva, ma..

  23. majortom:

    Il governo M5S come primo provvedimento presenta l’abolizione del finanaziamento pubblico ai partiti; alla Camera il PD vota contro e il governo M5S cade e il PD c’ha il cerino in mano.
    Meglio dettagliare gli otto punti in otto proposte di legge.

  24. Luca.P:

    Come si vede, non c’è alcuna volontà di governare, ma solo di far saltare il banco. A prescindere da chi governa.

  25. belili:

    Ho pensato subito a questo scenario e penso anch’io che sembra essere l’unico possibile. Ma sono anche convinta che M5S metterà come primi punti da realizzare quelli più indigesti per il PD come il reddito di cittadinanza che prevede una pseudo copertura finanziata attraverso la riduzione delle pensioni dei dipendenti pubblici, ad esempio. Ed è facile capire il seguito di proposte del genere.

  26. Roberto DFR:

    Visto che, anche se per pochissimo, la coalizione di Bersani ha un maggioranza relativa, dovrebbe provare a formare un governo e spiegare chiaramente in parlamento le sue proposte/idee per governare (e non solo gli otto punti). Se con una operazione di chiarezza trova una fiducia bene, altrimenti poi saranno gli altri a doversi assumere una qualche responsabilità. Ma adesso basta inseguire strategie pro-contro le altre formazioni elette.

  27. rafeli:

    aspetto che mi pettino un momento le sopracciglia, ché nel mio piccolo sta cosa la scrissi il 26 Febbraio

    http://rafeli.org/2013/02/26/si-fossi-napolitano/

  28. dtm:

    Continuo a non capire perchè non si possono approvare gli 8 punti come proposte di legge avanzate da parlamentari e non come ddl governativi, lasciando lì il governo Monti dimissionario.
    “Noi non siamo il Belgio” non è un’argomentazione; quanto alla “governabilità”, se da questa legislatura uscissero attuati quegli otto punti staremmo tutti meglio.

  29. franz:

    Continuo a pensare che non sia necessario giocare al massacro e a chi resta il cerino in mano.
    Un PD coraggioso (e generoso) potrebbe proporre un governo tecnico di ispirazione “democratica”, un governo con persone fuori dai partiti e che potrebbe essere votato dai parlamentari del m5s.
    Il PD penso non avrebbe problema a trovare queste persone. Penso ad es. a Rodota’ che viene presentato come persona gradita dal m5s, ma che e’ chiaramente orientato a sinistra.
    Uno dei problemi e’ che secondo me nella direzione del PD c’e’ gente che gia’ assaporava la poltrona e ora fa veramente fatica a pensare di rinunciarci.

  30. francf:

    Il re della tattica è d’alema che non ha fatto fare una grande strada ai partiti in cui ha gestito il potere. Quindi linearità che, come in tutti paesi, prevede che chi ha più parlamentari fa il presidente del consiglio; diversamente lo fa uno che non è parlamentare. Nel caso specifico naturalmente secondo me mai insieme al PDL, con cui è impossibile fare alcuna riforma.

  31. giaimeddu:

    Aggiungo che non capisco perché si debba dare il governo del Paese ad una forza che disprezza il 75% degli elettori. La politica è compromesso non necessariamente deleterio. Bisogna fare il possibile per accontentare al meglio tutti e per tutti intendo i cittadini (quelli veri, non quelli in Parlamento) e dar loro gli strumenti per costruirsi una vita degna di essere vissuta pienamente. Non è possibile, certo, è un’utopia. Ma cominciare a dare il Governo a chi da dei morti viventi ai miei rappresentanti, se permettete, mi secca alquanto…

  32. Giuseppe:

    Esiste però un’alternativa: un governo Rodotà (o un’altra figura simile) con ministri esterni ai partiti, che concordi un programma comune con PD e M5S – in pratica i famosi 8 punti. Il PD ha la garanzia di non essere messo alle strette con proposte irricevibili e il suo gruppo dirigente si ritrova un governo amico, chiaramente “di sinistra”; Grillo può presentarlo come un governo non partitico cui si possa votare la fiducia senza rimangiarsi i proclami di prima del voto; così evita anche di fare la figura dell’irresponsabile (in base a che cosa dire di no?) e di correre l’alea di nuove elezioni subito. È vero che oggi ha detto di no a un governo tecnico, ma se si legge bene il no è in realtà a un governo Monti o simil-Monti bis. Sbaglierò, ma a me sembra un buon compromesso per tutti e due.

  33. uqbal:

    Io credo che il PD non potrà appoggiare questa proposta, che pure sarebbe la soluzione migliore. E ciò perché Grillo porterebbe subito all’odg l’abolizione del finanziamento ai partiti. E lì il PD dovrebbe votare il proprio salasso.
    Poi verrebbero votate le norme di trasparenza, e tante altre cose che la partitocrazia non si può permettere.
    Però, non fare tutto questo sarebbe anche peggio. Il PD deve scegliere tra morte certa (sfiducia sbattuta in faccia a Bersani, governo col PDL, governo tecnico montista -che per me non sarebbe un dramma se non fosse che sarebbe condizionato da Berlusconi, che ci porterebbe alle stesse debolezze di Monti), e un pericolo mortale (dare spazio al M5S). Ci vuole coraggio per fare la scelta giusta, e s’è capito che il pd e Bersani non hanno né questo né l’intelligenza politica necessaria.

  34. omar:

    come qualcuno ha già anticipato, le prime proposte di grillo, non durante il governo, che non ci sarebbe, ma durante le consultazioni, sarebbero reddito di cittadinanza e altre cose non attualmente realizzabili. il pd direbbe di no, e lui potrebbe dire che il pd non gli ha lasciato fare il suo meraviglioso governo a 5 stelle e 0 rifiuti.
    secondo me non funziona.

  35. Roberto:

    Omar, però poi succede che Fassina si arrabbia davvero e dice che allora non ci gioca più con i grillini e che è meglio tornare alle elezioni.
    E allora Bersani lo chiama e gli spiega (per la settima volta) che non si può andare ad elezioni finchè non si è eletto un nuovo Presidente della Repubblica e.. lo mena (Fassina, non il PdR).
    Poi Igroia chiama Grasso (che chiama la Bocassini) e decidono di aprire un’inchiesta su Casaleggio&Grillo… e tutto torna al suo posto.
    Scusate, non ho resistito (e spero di essere, veramente, lontano dalla realtà..:)

  36. Corrado Truffi:

    Una cosa a margine senza aver letto ancora né tutto il post né i commenti (lo faccio subito): hai notato che tutti i tentativi di mediazione dei supposti amici di Grillo, tipo il buon Don Gallo, Dario e Jacopo Fo ecc., sono completamente ignorati da Grillo Casaleggio e tutti i suoi. Direi che è coerente con l’irrilevanza della sinistra radicale stile Ingroia…

  37. Broono:

    Costa state facendo lo stesso identico errore che fu fatto nei confronti di Berlusconi: scrivere l’agenda del giorno in base ai capricci di un imbonitore folle e al terrore che questi capricci generano.
    Bersani NON deve avere come unico faro di navigazione Grillo e i suoi dictat ma il fatto che il 75% dei votanti NON è Grillo.
    La caciara che il genovese fa ogni giorno è e deve restare un problema tutto interno al M5S, la fiducia non la voterà lui ma i suoi parlamentari e per questo se interlocutore va indicato quell’interlocutore dev’essere il gruppo alla camera e il gruppo al senato.
    Loro eseguono gli ordini del capo?
    Perfetto, problemi loro, ma al momento è scenario che non si è verificato se non su un blog e in una riunione del circolo degli scout.
    Seguire semplicemente il percorso indicato dalla costituzione, a prescindere da cosa ne pensi uno dei partiti in teatro, è opera così disdicevole da suggerire?
    Le urne non hanno indicato un paese che vuole Grillo al governo e che le menti pensanti del PD suggeriscano a chi ha vinto di consegnare non un panino ma il governo del paese a chi NON l’ha vinto solo perché così vediamo se la teoria del caos è vera o meno, è semplicemente la legittimazione di Grillo non in quanto M5S ma in quanto incendiatore di pozzi.
    Grillo non è stato eletto e finché la sua strategia di devastazione costituzionale non sarà materializzata in una devastazione compiuta, sarebbe il caso che chi quella distruzione non la vuole non operasse portandosi avanti con l’opera al posto suo.
    Non lo so quale dovrebbe essere l’agenda di un governo di scopo, certo non l’innalzamento dei finanziamenti ai partiti o l’irrigidimento delle sanzioni equitalia, ma immagino che Bersani non abbia bisogno di suggerimenti in merito, quello che so è che se il partito che vince il dovere di proporre un governo, a prescindere dal delirio che la legge elettorale gli ha incatenato alle caviglie, decide di passare la mano, per l’ennesima volta, a qualcun altro, quel partito farebbe bene ad avere come unico punto dell’agenda null’altro che il proprio onesto scioglimento.

  38. karl:

    Condivido una delle prime proposte sarebbe il reddito di cittadinanza, se il pd accetta manda all’ aria i conti delli stato, e neanche si prederebbe il momentaneo merito che sarebbe di grillo, se rifiuta passerebbe come la casta che affama i poveri. Molto meglio cercare di ottenere la fiducia sugli 8 punti e poi eventualmente porre la sfiducia su temi su cui il m5s è debole tipo diritti immigrati o coppie di fatto.

  39. emanuel:

    secondo me è una buonissima idea: che il M5S proponga (invece di dire sempre di no).

  40. fra:

    Ma avete letto il programma del M5S? Perchè se l’avete letto,allora non potete dire che i punti presentati dal Pd(intervista di Repubblica, a Che tempo che fa Bersani ha fatto giusto una chiacchierata) siano vaghi! Io penso che l’Italia non è un laboratorio scientifico e gli italiani non sono delle cavie su cui fare esperimenti. Grazie ma abbiamo già dato!

  41. Emilo Ceroni:

    Francesco, una domanda, se hai la voglia di rispondermi:

    Ho espresso nei tuoi post precedenti la mia perplessità verso questa strategia, quindi non mi ripeto, probabilmente mi sfugge qualcosa che chi è più addentro alla cosa pubblica, e tu sei fra quelli, percepisce di più e meglio.

    Ma:

    Sui vari social e su questo blog hai più volte, nell’ultima settimana, hai più volte sottolineato nella sordità di Bersani e del PD nel continuare quella strategia comunicativa del “dica Grillo cosa vuol fare”, come a dare il fianco a Grillo di stare un passo avanti nelle risposte.

    Ma non si dovrebbe fare lo stesso discorso anche a parti rovesciate?

    Non c’è la stessa sordità da parte del P5S di fronte ad una chiara apertura del PD ai temi grillini, probabilmente anche ad un governo misto? Grillo invoca l’inciucio, l’inciucio viene smentito, Grillo invoca il governo Passera, e Bersani a che Tempo che Fa è stato più che chiaro nell’accantonare la possibilità. Insomma a me pare che siano due, i sordi, al momento.

    Ovvero: siamo così sicuri che questa strategia sia vincente agli occhi degli 8 milioni che l’han votato, al netto degli esaltati dei meetup (che sono una percentuale molto piccola di quegli 8 milioni)?

  42. rinko:

    Il fatto è che il M5S ha molti modi per uscire vincente o trionfante da quasi ogni possibile scenario, in effetti l’unica possibilità che hanno i partiti, ed in particolare il PD, per metterlo all’angolo è dargli in mano il volante, condizionando però la fiducia ad un’agenda di cose fattibili nel breve termine e che non siano troppo ardite (quindi niente reddito di cittadinanza, niente referendum sull’Euro, nessuna moratoria contro i termovalorizzatori, etc.).
    Nel momento in cui il PD ed eventualmente altri che ci stanno votano la fiducia condizionata ad un “governo a 5*”, con tutti i punti dell’accordo messi ben bene alla luce del sole, allora Grillo non avrà più alibi e non potrà far saltare il banco dicendo “questa cosa meravigliosa pdelle e pdmenoelle non me l’hanno fatta fare”.
    In questo scenario il M5S diventerebbe il principale responsabile dei possibili successi, ma d’altro canto sarebbe anche uno dei primi responsabili degli eventuali fallimenti.

    Però attenzione: questa attualmente sembra la strada migliore per stanare Grillo, ma non è detto che sia anche la strada migliore per l’Italia.

  43. pp29:

    ma perchè il M5S è cosi’ ostico col PD visto che una larga fetta del suo elettorato proviene da li’ e dalla FIOM?
    Siamo sicuri che il pensiero dei leader (visto che una testa un voto ) rappresenti veramente il volere della base M5S??????????

  44. carlo:

    Ma chi sarebbe il candidato Premier del M5S? Grillo? E con che titoli gestirebbe un Consiglio dei Ministri?

  45. reta:

    per tutta la campagna elettorale i grillini non hanno mai indicato un candidato premier. adesso, se ho capito bene, grillo andrà a parlare con napolitano….bersani non deve fare un passo indietro perchè lo dice grillo. è un’offesa ai suoi di elettori

  46. Piergiorgio:

    Apprezzo la dubbiosità.
    Io, con franchezza ribadisco il mio disaccordo.

    -Qual’è la priorità?
    La priorità è dare al paese un buon governo.E un governo guidato dal 5stelle per me non lo sarebbe, anzi sarebbe deleterio. Punto. Motivi? vi rimando ai miei post precedenti. Io non cambio idea sui 5stelle solo perchè han preso più voti di quanto ci si aspettava. Un conto è dire che portano alcune istanze sacrosante (e sotto questo profilo sono 10 volte meglio di qualsiasi partito tradizionale PD compreso non c’è dubbio, e certo piacerebbe anche me che la loro carica “rivoluzionaria” costringese davvero anche il PD ad accettare certe riforme della politica). Altro conto però è pensare che oggi possano guidare un governo.

    Del resto anche sul piano politico-istituzionale i paragoni col passato non reggono. Certo ai tempi del pentapartito c’è stato Craxi o Spadolini ecc. ma allora avevamo un sistema pienamente proporzionale non un porcellum che da ad una coalizione alla Camera la maggioranza assoluta dei seggi: la DC mica ce l’aveva ai tempi di Bettino. Per non parlare di tutte le altre condizioni politiche di fondo completamente cambiate ma lasciamo perdere sennò mi allungo…

    -ma così mettiamo in difficoltà Grillo
    L’errore che, permettimi fai tu, è di confrontare la tua proposta solo con quella di Bersani premier con gli otto punti appoggiati da Grillo. Certo che anche la proposta attuale del PD non ha speranza, a quanto pare, e infatti io per es. non ho appoggiato nemmen questa, anzi l’ho criticata. Per cui se il confronto lo fai solo con quella come se non ci fossero altre possibilità…

    -perchè un governo 5stelle potrebbe funzionare
    1) dare questa iper-accreditamento a grillo (cioè dire che “ha vinto lui le elezioni al punto da avere IL DIRITTO DI GOVERNARE) equivale a suicidarsi una volta e per sempre
    2) la palla la butti solo fino a un certo punto. Intanto dai un successo clamoroso al tuo “avversario” e poi gli dai una posizione tattica formidabile per guidare qualunque manovra. hai un bel dire che il PD prometterebbe di votare solo quello che lui condivide e il resto non lo voterebbe. Ma a quel punto intanto Grillo potrebbe legittimamente dire anche lui che non può stare al governo con un alleato infido che non sai cosa ti vota e quando ti fa cadere ecc. e questo sarebbe un motivo ben comprensibile dai suoi elettori per rifiutare. E poi se il pallino glielo dai a Grillo anche lui può fare come Bersani, cioè presentarsi alle camere non con pochi punti veri, essenziali, rimettendosi ai singoli voti parlamentari sul resto; bensì con un programma di legislatura tutto 5stelle (stendiamo un velo pietoso sugli 8 punti di Bersani che coprono più o meno tutto lo scibile umano…diritti sociali, diritti civili…alla faccia dei “punti”). Ovviamente un bel programma iperppopulista che poi se il PD non desse la fiducia vaglielo tu a spiegare agli elettori, Grillo direbbe “ecco avete visto hanno bluffato e basta, ci hanno fatto dare l’incarico ma era solo una trappola, al dunque il nostro programma non lo votano”. E la palla torna a te. In faccia.
    3) In ogni caso vale quanto detto sopra: il punto di partenza non sono le sorti del PD mi spiace tanto. Prima il paese. E un governo 5stelle se mai nascesse sarebbe pernicioso per l’Italia. Un conto è appoggiare votando in parlamento determinati provvedimenti del governo su cui una condivisione coi 5stelle si può trovare; altro conto è metterli alla regia. Ragazzi sarà lapalissiano ma il governo governa ;p
    4) poi non ho capito ma tu pensi ad un monocolore 5stelle o ad un governo di coalizione nel senso che la compagine di governo (ministri ecc.) sia fatta di membri dei due partiti?
    No perchè nel primo caso siamo alla follia, l’autocastrazione più completa; e nel secondo basta già questo a giustificare il no di grillo di fronte ai usoi elettori: “noi non facciamo governi in coalizione coi partiti, noi non ci sediamo a palazzo chigi con Dalema e Fioroni” E stop. già risposto.

    -e se una volta al governo ecc.
    garantito.
    Tu ti metti dal pdv del 5stelle e dici in sostanza che anche loro correrebbero questo rischio appoggiando un governo PD. INtanto non è del tutto vero, ma non mi dilungo…in ogni caso tu dai troppo credito alla sincerità del grillismo. Il problema per loro non è che non si fidano: che problemi avrebbero a far cadere, in caso di cose irricevibili su cui il governo mettesse la fiducia, un governo dell’odiato e criticato PD? della serie “noi avevamo promesso SOLO DI VOTARE -che ne so- l’abolizione del finnanziamento pubblico ecc. ecc. e invece il governo mena il can per l’aia, non fa andare avanti APPOSTA quelle cose lì e invece ci sottopone queste altre cose sbagliate qua ecc. ecc.” credi che un discorso così non sarebbe facilissimo per i suoi elettori?
    la verità è che loro vogliono costringere PD e PDL a mettersi insieme, agitando lo spettro delle urne e contando sul “senso di responsabilità” degli altri che sentono di non poter lasciare il paese senza un governo, in modo da andarci poi sul serio alle urne ma nelle migliori condizioni per loro stessi, per i 5stelle.

    -ma credi davvero che il movimento 5stelle acceterebbe
    Ecco appunto: tu la proponi perchè in fondo in fondo non ci credi che acceterebbero. Come dicevo nell’altro thread questa è una roba da teoria dei giochi: funziona a patto che l’altro rifiuti, e noi pensiamo che le condizioni siano tali che lui rifiuti.
    Ma vale quantov scirssi allora: non possiamo esserne sicuri, Grillo è troppo imprevedibile, il rishcio è troppo grande. Inoltre Grillo a sua volta come detto sopra può trovare cmq ottimi motivi (per i suoi elettori) per rifiutare (si presenta alle camera con un programma sul quale il PD non può dare la fiducia, oppure ancor prima dice che lui a tavola con Dalema e BIndi a palazzo chigi non ci si può mettere ecc.)

    Io penso che nella situaizone in cui siamo il vero “go big” sia andare alle urne.
    La mia prima idea era: un governo a guida PD, Bersani o non Bersani non importa, oppure anche a guida neutra, purchè non guida Grillo, che faccia SUL SERIO un ruolo di mero traghettatore DICHIARANDO APERTAMENTE IN PARLAMENTO CHE LUI DARA LE DIMISSIONI ENTRO TOT, NONAPPENA FATTA UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE ecc. NOn come Bersani che ti presenta 8 punti che sono un ambizioso programma di legislatura e c’ha pure la faccia tosta di dire che dopo non si sa cosa succede (come dire intanto fammi andare al governo poi magari barcamenandomi posso restare lì pure 5 anni!) Sono due cose completamente diverse, ancorchè il presidente del consiglio possa essere lo stesso.

    Se persino questa limitatisimo governo-ponte non è accettabile da Grillo (la condizione ovviamente sarebbe sempre che io PD l’appoggio se viene appoggiato anche dai 5stelle)allora si va big-big direttamente alle urne dopo l’elezione del nuovo capo dello stato.

  47. edo:

    Sulla carta l’idea puo’ funzionare, ma temo non si tenga conto del limite principale della proposta, che non riguarda affatto il tatticismo politico, ma la sostanza di un simile scenario.
    Non credo che Grillo possa accettare un Governo a guida 5 Stelle. Certo, per rifiutarlo dovrà arrampicarsi sui vetri, ma per il Movimento, ad oggi, Palazzo Chigi resta un rischio inaccettabile.
    Un Governo, per quanto “a tempo”, “tecnico” o “di scopo”, resta sempre un Governo. Chi ci mette, Grillo, agli Esteri (tanto per fare un esempio). Con quali nomi riempie le caselle dei Dicasteri? Il rischio è una figuraccia mediatica planetaria e, peggio ancora, una debacle di risultati che potrebbe davvero trascinare il Paese nel baratro.
    Oggi, la stampa estera e persino alcuni potentati economici, guardano a Grillo con curiosità, attenzione e simpatia. Ha la ribalta mediatica che voleva: ha fatto fuori i “nemici” (giornalisti italiani) dimostrando che con gli “amici” (giornalisti esteri non asserviti al potere) lui non solo ci parla volentieri, ma li ammalia a tal punto da meritarsi prime pagine a raffica.
    Votare gli otto punti sarebbe fattibile, ma tutto il resto no. Si puo’ pensare che l’Italia metta in stand by per 12 mesi la sua politica estera mentre ci sono missioni militari in diversi Paesi, il nord Africa è tutt’altro che stabile, la Siria è sull’orlo del collasso e Gaza è sempre il solito ordigno inesploso? Per non parlare dell’Europa e del posizionamento del M5S nel quadro della politica dell’Unione. E di tutto il resto, dalla Cina agli Usa.
    Non so. Ma se Grillo non ha una decina di nomi giusti nel suo cilindro (ne dubito fortemente), accettare di guidare un Governo potrebbe essere la sua fine.
    Credo che questa questione di sostanza, prima di ogni altro calcolo sulle maggioranze possibili, impedirà ai 5 Stelle di accettare lo scranno di Palazzo Chigi con tutti i suoi (pesantissimi) annessi e connessi.
    ciao a tutti

  48. Piergiorgio:

    Ah…ovviamente perchè sia un go big con qualche possibilità di successo alle urne bisogna andarci presto e COMPLETAMENTE RINNOVATI.Il che significa con Renzi leader ma anche con un programma che contempli esplicitamente tutti gli impegni sulle cose anti-casta sostenute da grillo: abolizione finanziamento pubblico, abolizione province ecc.
    (vedete Crocetta che le cose le ha capite? dopo come fai a dire col solito politichese che le Province servono perchè sennò qui, sennò là…?)

  49. amedeo bifenile:

    Ecco quello che potrebbe succedere se il PD proponesse a Grillo o al 5S di guidare un governo:

    A) Grillo non accetterebbe gridando al complotto, inciucio, “io non vado coi morti, governeremo solo da soli”, ecc. Si ritorna come prima, al massimo 10 italiani iniziano a pensare che ‘sto Grillo forse parla ma non sa quello che vuole, ma non + di 10.
    B) Grillo accetta e diventa lui, (o Casaleggio o chi cazzo vogliono: Dario Fo?), presidente del consiglio. Secondo me è l’ipotesi più realistica.
    Appena al governo iniziano, (sempre col tono di voce di adesso), a proporre leggi irrealizzabili vuoi per manifesta insensatezza, (reddito di cittadinanza, uscita dall’euro, ecc.), oppure perchè difficilmente digeribili dai partiti tradizionali, ad esempio il dimezzamento dei parlamentari, l’abolizione dei finanziamenti ai partiti.

    Su provvedimenti che fanno venire in mente la battuta di quello che si taglia le palle per far dispetto alla moglie come ad esempio l’euro o la busta paga x diritto di nascita magari l’ostilità dell’opinione pubblica riusciamo ad averla, mica gli italiani si sono bevuti il cervello tutti? Se poi insistono ci pensano i mercati a far capire come funziona il mondo. Diciamo che Grillo, se è un citrullo, insiste e perde la credibilità di chi l’ha votato, ma non è detto che lo sia.

    Però su provvedimenti condivisibili e popolari come la riduzione del potere dei partiti, (N° parlamentari, finanziamenti), inizierebbero discussioni infinite all’interno degli stessi per evitarli o ridurne la portata: ci pensi a Bersani che dice ai suoi dal prossimo anno siete metà? Tocca far saltare il governo con Grillo che dice che ecco, sono sempre i soliti, non vogliono toccare i privilegi, elezioni, (e c’ha pure ragione). Oppure dopo lunghe e soprattutto sicure discussioni ci si mette d’accordo per provvedimenti un po’ più limitati, (finanziamento dimezzato anzichè abolito e parlamentari a 3/4 anzichè metà). Col risultato che sempre Grillo è il riformista/rivoluzionario e gli altri i conservatori che vanno trascinati coi ricatti sennò non riformano niente.

    In poche parole al di là della presunta buona volontà riformista del PD, Grillo al governo fa il bello ed il cattivo tempo: Vuole condurre delle riforme? Le conduce trascinandosi dietro il PD come Berlusconi per anni si è trascinato Fini e Casini, (che sono diventati dei comprimari); vuole andare a elezioni? Propone cose irrealizzabili.

    Come finisce questa bella storia?
    SE, (non sono in grado di dirlo ma ci scommetterei 1 euro), Grillo oltre al carisma del “guru” ha anche quella del vero leader, (ad esempio Berlusconi ce l’ha), e SE l’italiano è più stupido di quello che sembra, (ma io credo di no), abbiamo il fascismo, (senza aggettivi: proprio quello originale). D’altra parte le storie degli inizi dei vari fascismi sono piene di quello intelligente dell’establishment che lo fa entrare nella stanza dei bottoni apposta perchè ci si scornasse col potere; un minuto dopo ne esce lui per decenni.

    Ma Grillo è fascista? Io credo di sì: è un comico, (e bravissimo BTW!), vede la realtà in maniera disorta, allegorica, esagerata, è un narcisista come tutti gli uomini di spettacolo, arringa la folla come tiene in mano il pubblico ad uno show. Una volta al famoso 51% non diventerà uno dell’establishment.

    E gli italiani accetteranno questo fascismo? Qui sarei più cauto; al netto di alcune proposte giuste ed altre senza importanza, (NO inceneritori, beh faremo le discariche e chissene), molte delle istanze di Grillo a mio parere non godono di una chiara maggioranza nell’opinione pubblica, (sbrocchismo contro le banche, contro l’euro, reddito di cittadinanza,…); dubito che gli italiani siano così scemi.

  50. marckuck:

    Che idea bislacca. Il PD cambi cavallo, cerchi di formare un governo in qualche modo e se non ce la fa, si torni al voto.

  51. gae:

    Mi ha indirizzato al tuo blog mia figlia, perché le avevo espresso la tua stessa opinione già il giorno dopo i risultati, quindi concordo quasi completamente con la tua analisi. Aggiungerei il fatto che da convintamente democratico, sono fiducioso nel fatto che sia proprio una prova di democrazia applicata quella che come una cartina al tornasole ci farà capire immediatamente la reale natura del M5S.
    Le sparate demagogiche verrebbero subito smascherate da una prova di verità e, su un programma di governo che data la situazione di crisi dovrà affrontare e provare a risolvere situazioni molto difficili, misureremo subito le loro reali capacità.
    Il fatto stesso di dover governare metterà a dura prova anche la loro organizzazione di movimento politico: chi sulle questioni dove non c’è concordanza di pensiero detterà la linea ? come verranno considerate le voci dissidenti ? quale sarà il ruolo di Beppe Grillo ?
    Se, come ritengo possibile, l’M5S non riuscirà a superare la prova, forse sarà proprio dalla sua trasformazione che potrà nascere un vero movimento politico innovatore, e questo a chi ha votato PD non può certo dispiacere.
    La buona riuscita di un’azione di governo sarà viceversa possibile solo se si consoliderà l’alleanza con il PD, o meglio con quella parte del PD che si renderà disponibile a un percorso di vera novità rispetto alle politiche fin qui praticate.
    Scoprirlo già in questa legislatura sarà comunque meglio che scoprirlo nella prossima o peggio ancora non scoprirlo mai se dovesse prevalere di nuovo il pensiero della destra.

  52. Loris Furlan:

    “… Io vedo una sola mossa politica vera.
    Certo che se gli otto punti rimangono così vaghi, lo stallo è quasi inevitabile.
    Ma se domani dalla direzione uscissero otto proposte di legge con articolato e relazione tecnica… ci si presenterebbe in Parlamento con queste otto leggi, con alcune settimane di tempo per studiarle… E secondo me (lautore dell’intervento) sarebbe una mossa politica molto più ardita di lavarsene le mani”.
    (ripreso da altro intervento con cui concordo)

  53. Marco_N:

    La proposta di questo post ha senso se la soluzione è che Grillo rifiuterebbe un governo 5 stelle.
    Purtroppo non sono affatto sicuro che questo accadrebbe.
    È già successo nel 1933 e si è visto il seguito.
    Sarebbe troppo rischioso, perché se il Pd abbandonasse Grillo al primo sbandamento, a quel punto chi passa per traditore è il Pd.

    Non ha senso fare questi discorsi da interessi di bottega.
    Il Pd faccia pure le sue proposte a Grillo, ma tratti anche col Pdl, tratti con entrambi delle condizioni utili non a sé stesso, ma all’italia.
    Questo mi aspetto da un partito degno di questo nome.

  54. matteocarrera:

    tutto molto giusto, bisogna vedere, però, quello che accade fuori dal parlamento. a piazza affari, tanto per intenderci, e vedere quanto questa variabile possa incidere sullo scenario.

  55. Felicità:

    è da qualche giorno che ho la stessa idea. Mettiamo alla prova il M5S, e ricordiamo che a parte Grillo l’urlone, sono probabilmente persone più serie e capaci di quel che crediamo.

  56. reta:

    secondo me i grillini sono come i fascisti delle origini, come idee. e vengono giustificati sempre perché sono contro la casta. i giornalisti come lei passano sopra tutto, a cominciare dall’apologia di fascismo della capogruppo grillina. ci vuole più coraggio da parte della stampa nel denunciare un movimento che segue uno solo…..anzi due….e grillo metta on line la sua dichiarazione dei redditi, e non se la meni dicendo che è un porivato cittadino. non mi pare proprio…e chiarezza anche su casaleggio e sulla proprietà del fq. quello sarebbe il simbolo della stampa libera? giornale più fazioso non esiste

  57. MAgo:

    da parte mia solo applausi a Marco_N

  58. Piergiorgio:

    mi unisco agli applausi per marco_N

  59. Piergiorgio:

    P.S. salvo per l’idea di mettersi d’accordo col PDL. Sarebbe la cosa normale in qualsiasi altro grande paese, ma è inutile spendere parolo sappiamo che in Italia non è più possibile. Si può chiedere tutto al PD ma non il suicidio

  60. alexx:

    Scusami, ma questo post è davvero un inutile esercizio intellettuale. Grillo ha detto che è disponibile ad appoggiare i singoli provvedimenti di un governo cui comunque non sarebbe disposto a concedere la fiducia. Questo comporta che l’unico governo possibile sarebbe uno diverso da quello PD M5S (ossia un PD PDL o tecnico sostenuto dai medesimi e da chi altri lo voglia). In più: Far nascere un governo M5S, del tipo a guida Rodotà (dando per scontato che non sia a guida Grillo) significherebbe comunque essere emarginati in Europa in poche settimane, viste le posizioni in materia sostenute da Grillo in campagna elettorale e prima. E lo spread? Ma davvero pensi che un paese con la quantità di titoli del debito pubblico in mano a BCE e investitori internazionali, come l’Italia, possa permettersi un governo non strettamente europeista?

  61. Marco_N:

    @piergiorgio: chi non risica non rosica.
    Il Pd dovrebbe imporre al PDL presidenzialismo e doppio turno, poi puntare tutte le fiches su Renzi. Riforme e tra un anno si vota. Stravincerebbe.
    Purtroppo a questo non stanno affatto pensando, nemmeno come ipotesi secondaria. Accetteranno di governare col Pdl tirando a campare fino a che non passa la nottata della crisi economica (se passerà).
    E non andranno al voto subito, non ci andrebbero nemmeno con la pistola alla tempia (a dispetto di quel che dicono), non farebbero che perdere voti.