Dichiarazione di voto

Con parecchi dubbi, domani voterò Partito Democratico alla Camera e al Senato. In regione, con nessun dubbio, voterò Umberto Ambrosoli come candidato presidente e Pietro Bussolati (PD) come candidato a consigliere regionale. Questa è la versione breve. Di seguito la versione lunga, dove spiego il perché e il percome.

Quattro brevi premesse
La prima cosa da dire, per capire il resto, è che sono liberale e di sinistra (esistiamo, sì). Ho votato Renzi alle primarie, ho criticato a lungo il celodurismo spaccone da branco di Giovani Turchi e post-marxisti del PD (invidiando sinceramente, però, la loro capacità di muoversi collettivamente e fare squadra). Vado dicendo dal 2008 che l’approccio “coalizionale” di Bersani è costitutivamente debole e porta dritti, piaccia o no, alla costruzione di alleanze larghe abbastanza per vincere, forse, ma non per governare. Nel giochino “Voi siete qui” – per quel che vale – il mio pallino appare praticamente sovrapposto alla lista dei Radicali, molto vicino a quella del PD e poi, nell’ordine, a Fermare il Declino e Scelta Civica.

La seconda cosa da dire è che avrei potuto considerare risolta la scelta di chi votare basandomi sul pezzo di carta che ho firmato quando ho votato alle primarie, che mi impegnava a sostenere il centrosinistra, e ho preferito di no. Capisco le ragioni di quel meccanismo, anche se non le condivido, ma credo che sia banale buon senso dire che i voti non si promettono, e che a fronte di fatti nuovi – la candidatura Monti, per esempio, oppure il caso Monte dei Paschi, oppure qualsiasi cosa non sia successa – ogni elettore è politicamente libero di cambiare idea. Chi pensa che sarebbe stato inopportuno e scorretto si chieda se davvero nessun fatto nuovo – scandali, bugie, candidature impresentabili – avrebbe potuto mai fargli cambiare idea.

La terza cosa da dire è che il funzionamento della legge elettorale attribuisce a questo voto un significato politico generale, rendendolo piuttosto distante dalla scelta delle persone candidate in ogni lista. Quindi mi sono sforzato di decidere a prescindere dal fatto che tra i candidati del Partito Democratico e di Scelta Civica ci siano due amici veri, Ivan Scalfarotto e Marco Simoni, ma considerando un merito per le liste di cui sopra averli candidati, insieme a molte altre persone di cui ho ottime opinioni (per esempio Pippo Civati, candidato con il PD, o Andrea Romano e Irene Tinagli, candidati con Scelta Civica).

La quarta cosa da dire, quindi, è che ho preso in considerazione di votare Partito Democratico, Scelta Civica, Fermare il Declino e i Radicali, diversi tra loro ma con diverse cose in comune. Scartati gli ultimi due per le loro dimensioni – sono i grandi partiti a cambiare le cose, nelle grandi democrazie – e le diverse impresentabilità dei loro leader, alla fine la scelta si è ridotta a Partito Democratico e Scelta Civica.

Scelta Civica
Sono tra chi avrebbe preferito che Mario Monti non si fosse candidato alla presidenza del Consiglio, tenendo fede a quanto aveva detto a lungo sul carattere temporaneo della sua esperienza politica: penso che abbiamo perso uno statista – non ce ne sono molti, in circolazione – e abbiamo guadagnato un politico migliore di molti altri, ma non eccezionale. Credo che Monti sia sincero quando dice di essersi voluto candidare per evitare che vada sprecato quanto fatto nell’ultimo anno, perché non si fida di una politica che non è cambiata abbastanza. Ma allora avrei preferito una sua collocazione più netta e di rottura col passato: in altre parole, avrei preferito che Monti e i migliori tra i suoi (quelli che fanno le liste di Scelta Civica alla Camera, diciamo) avessero tentato di fare un’OPA ostile nei confronti di Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini, che rappresentano il fallimentare passato italiano almeno quanto Berlusconi e Bersani, invece che allearsi con loro. Penso che questo avrebbe giovato alla forza della loro proposta e – lo so, non esiste controprova – anche in termini elettorali avrebbe fruttato di più di quei voti (sempre meno, peraltro) che questi due personaggi portano in dote con loro. Devo affidare le mie speranze di riforme liberali a Casini e Fini? Scusate, non mi fido. Questa è la prima ragione per cui – benché teoricamente più vicino alle idee liberali di molti che stanno dentro Scelta Civica – ho deciso di votare Partito Democratico.

La seconda è che, tuttora, nessuno sa bene cosa succederà dopo le elezioni a questa coalizione. Mario Monti con ogni evidenza non è il capo di un partito e non lo diventerà. Il suo peso politico è stato già ridotto dalla decisione di “salire in politica” e sarà ulteriormente logorato dal risultato elettorale, a meno che questo non sia incredibilmente positivo, cosa improbabile. Scelta Civica esisterà ancora, dopo le elezioni? Diventerà un partito? Esisterà da sola o insieme a UdC e FLI? Cosa terrà tutto insieme? La generica adesione ai principi dell’agenda Monti? Se il centrosinistra dovesse avere bisogno di 10 seggi al Senato, chi deciderà cosa fare dentro Scelta Civica? Monti? Monti e Casini? La storia italiana recente ha mostrato quanto si possono rimescolare le carte in una legislatura. Anche senza dubitare, per adesso, della lealtà dei parlamentari di Scelta Civica a Monti, sono piuttosto certo che, se penserà gli possa essere utile, Casini impiegherà una frazione di secondo ad andare per la sua strada e sbarazzarsene. Sono bipolarista, anzi, bipartitista: votando Scelta Civica voterei un terzo polo, che potrebbe diventare facilmente un terzo e un quarto polo (e ritrovarsi in assoluto quinto o sesto, superato da centrodestra e M5S).

Partito Democratico
Il Partito Democratico, bene o male, mi ha dato potenzialmente la possibilità di partecipare alla scelta del segretario del partito, il candidato alla presidenza del Consiglio e un po’ di futuri parlamentari. La sua linea politica – discutibile – è frutto delle scelte di cui sopra. Dentro il Partito Democratico e le sue liste ci sono moltissime delle persone che hanno votato e sostenuto Renzi alle primarie, e che ci riproveranno la prossima volta: se ci riusciranno, il Partito Democratico diventerà un’altra cosa. Insomma, il Partito Democratico è una cosa che esiste da prima di ieri e che continuerà a esistere oltre domani: e qui dobbiamo scegliere qualcuno su cui contare almeno per i prossimi cinque anni. Questo non è poco, e quando vi viene di darlo per scontato – a me capita spesso – guardate cosa succede altrove.

Dal punto di vista programmatico, ci sono cose su cui il PD mi dà più garanzie di quante me ne dia Scelta Civica (diritti sociali e civili, attenzione generale ai più deboli, valorizzazione della scuola pubblica), e altre su cui me ne dà di meno (politiche fiscali e del lavoro). Ma sulle cose su cui ho meno garanzie pendono comunque i dubbi generali che ho su Scelta Civica e mi rassicura il pragmatismo di Bersani, che viene da una tradizione politica che ha sempre fatto l’opposizione un po’ più a sinistra e il governo un po’ più al centro (con conseguente smarrimento della base elettorale, ma questo è un altro discorso). Per il resto, non me la sto a raccontare: il Partito Democratico di Bersani ha tutti i difetti storici dei partiti della sinistra italiana, tra cui un’allarmante lentezza e un deprimente e subalterno collateralismo con il sindacato e con la magistratura. Ma la sua offerta mi pare globalmente la più solida e credibile tra quelle in campo, la meno improvvisata, quella di cui potersi fidare di più; e il modo in cui si è arrivati a quell’offerta mi pare ragionevole e scalabile, così come mi pare sensato che Bersani abbia l’opportunità di mettere in pratica quanto ha promesso vincendo prima il congresso del Partito Democratico e poi le primarie del centrosinistra. Così da non avere più alibi, dopo: né lui, né noi. Nei grandi paesi occidentali, quelli a cui noi liberali di sinistra vorremmo molto assomigliare, funziona così.

 

73 commenti

  1. Geffe:

    Anch’io farò così. Mi stuzzicava molto Fare, ma è finita com’è finita.

  2. Giorgio:

    Voti PD? cioè voti PDL! non riuscite a vedere più in là del vostro naso.

  3. Davide:

    E come è finita FARE?! FARE non è finita! FARE rimane il miglior programma di riforme che domani si presenterà alle elezioni.

  4. uqbal:

    Sono d’accordo su tutto, però non ce la faccio proprio a votare di nuovo PD: mi sento troppo preso in giro, e vedo nel PD, in Bersani e tanti suoi collaboratori troppa disonestà intellettuale.
    Penati, MPS, Bassolino, sostegno a Lombardo in Sicilia, primarie napoletane, PD laziale, ecc. ecc.

    Su scelta civica ci sono quei dubbi, ma penso: sono tre o quattro anni che Bersani vuole governare col centro, che cerca Casini in chiave antiberlusconiana, che parla di “secondo anello”, di “coalizione dei volenterosi”, di “antiberlusconismo”. E allora gli darò retta: voterò il centro.

  5. marco:

    I liberali di sinisstra non solo esistono ma possono essere più a sinistra del pd

  6. Sylya:

    Condivido gran parte di quanto hai scritto e credo proprio che farò la stessa scelta, confermandola anche grazie alle tue considerazioni.
    Non mi stupisce che ci si dimentichi di quanto sia importante votare un partito che possa dare la certezza di esserci anche in un ipotetico “domani”, perchè io stessa ho avuto bisogno di leggerlo qui, per ricordarmelo.
    Adesso incrociamo le dita. Temo sinceramente che il risultato di queste elezioni possa essere l’ultimo colpo di cui abbiamo bisogno per affondare la nave. Ma chissà.

  7. marco:

    I liberali di sinistra non solo esistono ma spesso sono più a sinisrtra del pd

  8. trololol:

    Grande Giorgio! PDL e PDmenoL! BA$TA KA$TA! NO SCII KIMIKI!!111!!!111!!uno

  9. Lorenzo:

    Io ero relativamente convinto a votare PD, prima che la campagna elettorale iniziasse a prendere l’andazzo che poi ha preso. Il PD ha sbagliato molto, dopo le primarie mi ero convinto avessero un po’ capito cosa serviva per attrarre altro elettorato, invece non hanno capito nulla. Allo stesso tempo però capisco che non votare il PD sarebbe dal mio punto di vista sbagliato, non tanto per quello che penso faranno, ma per quello che penso possa servire al paese. Siamo in bilico e serve una qualche stabilità, e l’unico partito in grado di darla è il PD che piaccia o meno. Se fossi certo che la coalizione giungesse al 40% in tranquillità probabilmente voterei Fare, ma anche se Grillo fosse al 5% mi sarebbe probabilmente venuta voglia di votare il M5S. Però se le cose al conclave stanno così, mi toccherà dare un mezzo voto di protesta, non votando il PD, ma votando Tabacci che è in coalizione con loro e mi sta simpatico. Dal voto utile al voto sarcastico. Se la campagna elettorale fosse andata avanti ancora a lungo il PD probabilmente avrebbe raggiunto il suo obiettivo: riperdere.

  10. Michele:

    Quoto Uqbal. Voto Monti per rendere più forte la prospettiva di governo in chiave di una futura alleanza con il PD. Da liberale di sinistra, non credo alla svolta governativa dei vendoliani, soprattutto alla luce della presenza di 100 grillini in Parlamento. Il richiamo antisistema sarà troppo forte. Scelta Civica nella speranza che Udc e Fli facciano il flop.

  11. Denis Brandolini:

    Scusa ma con la massima stima e rispetto, devo dirti che il “sono i grandi partiti a cambiare le cose” suona solo come un giustificativo per il non riuscire alla fine a staccarsi dalla tranquillizzante consuetudine.

    I partiti diventano grandi o piccoli – come dimensioni – banalmente in funzione dei voti che ricevono: se si votano solo quelli *già* grandi vuoi dire che a priori continueranno a governare gli stessi. Stessi che hanno dimostrato di non riuscire né a cambiare le cose – di fatto anzi di essere la causa del problema, visto che già hanno largamente governato nei precedenti anni – e che hanno dimostrato di non riuscire a cambiarsi dall’intero. Berlusconi, Bersani, Fini e Casini: siamo stati catapultati in un flashback?

    Questo senza contare che oggettivamente il voto individuale ha peso trascurabile, è più probabile restare fulminati mentre si va al seggio che la singola scheda cambi non dico un governo, ma anche solo un seggio. Si va quindi a votare come gesto di responsabilità, come presa di posizione, come impegno sperabilmente contagioso nel lungo termine: condizionare il gesto al “realismo” del “voto utile” è una contraddizione in sé.

    Ulima nota sul “impegno di voto” per l’accesso alle primarie: assurda ennesima trovata per il mantenimento del potere da parte di chi già l’aveva, l’esatta contraddizione del “grandi partiti per grandi cambiamenti”. Già questo basterebbe per ridere di quel pezzo di carta, ma anche volendogli prestare fede direi che ogni impegno nella vita deve essere reciproco: e il PD non ha minimamente mostrato, nella campagna elettorale e nel suo programma, di avere una qualsiasi intenzione di fare diversamente da quanto ha fatto nell’ultimo ventennio – incluse alleanze con chi è massimamente a-liberale.

    Sei ancora in tempo per tornare sui tuoi passi, pensaci tu prima di altri anni di rimorsi.

  12. Z:

    Per quel che vale, il giochino Voi siete qui dice che sono tra Radicali, PD e Fare: ho votato Fare. Intanto, dovendolo fare dall’estero, ho votato prima che succedesse quel che e’ successo, e poi non ce l’ho fatta a votare di nuovo PD. Essenzialmente per due motivi: il primo e’ stato mettere in mezzo la figlia di Ichino. Il secondo e’ stato che i patronati all’estero, se glielo chiedi, ti dicono che loro ce l’hanno il candidato da suggerirti, quello proprio “loro”. E allora no, stavolta no.

  13. Giorgia66:

    Il giochino “io sono qui” mi mette dalle parti di Ingroia e “Trova il tuo candidato” sulla Stampa me l’ha confermato. Ma voterò Sel alla Camera e, turandomi il naso come fece il vecchio Montanelli, con aggiunta di benda sugli occhi, l’indigesto (perché per me troppo Montiano) ma onesto candidato del Pd al Senato. Per gli stessi motivi di cui sopra, anche se il richiamo alla disobbedienza civile è fortissimo. Ma, condivido, esercizio di stile del tutto inutile, soprattutto con questo sistema elettorale.

  14. 101931x:

    Questo articolo è come se l’avessi scritto io, condivido su tutto, ho fatto gli stessi ragionamenti e ho votato per le stesse cose (o meglio, per ora solo Renzi). Pure nel test per capire la distanza dai partiti abbiamo avuto lo stesso ordine e quasi le stesse distanze.
    http://politiche2013.voisietequi.it/risultato/8d0834049140814c68302697d51fb0c6/

    Quasi mi sento sollevato a sapere di non esser l’unico a fare certi ragionamenti! Però non hai spiegato perché voti Bussolati (che non conosco) alla regione.
    Pure io avevo fatto un mio piccolo endorsement sul mio blog e anche se prendevamo strade differenti (io ad esempio non ho escluso a priori il M5S) alla fine arrivavamo alla stessa conclusione.

  15. Lorenzo82:

    “Liberale e di sinistra”.
    Per me un ossimoro!!!
    Non capisco perchè i liberali in Italia vogliano posizionarsi a forza a sinistra.
    Ma createvi un vostro spazio e partito. Renzi avrebbe fatto bene a fondare un proprio movimento insieme a quelli di Fare, non a caso suoi sostenitori alle primarie, sfidando Berlusconi a destra. Invece no, i liberali al’italiana vogliono i voti del Pd.
    La sinistra per quanto mi riguarda è altro!!
    Non costringetemi a votare Vendola!!

  16. Mao:

    E’ perfettamente sovrapponibile alla mia posizione. Non so cosa pensare.

  17. Manuele:

    Ti chiedo solo una cosa: come la metti con il fatto che voti una coalizione con due partiti (sostanzialmente, centro democratico non esiste) che presentano due programmi alternativi? Il programma di SEL è molto più vicino a Rivoluzione Civile che al Partito Democratico, eppure saranno in coalizione. So che sarà un rapporto 1:10 ma è probabile che al senato saranno decisivi.

    Io naturalmente voterò Rivoluzione Civile e ritengo la tua analisi completamente incompatibile con le necessità italiane. Ma questo è un altro discorso.

  18. marquinho:

    I liberali di sinistra esistono e spesso sono più a sinistra del PD ma se poi votano FARE o Scelta Civica forse non hanno proprio le idee chiare chiare.
    Comunque comincio a stufarmi di questa solfa e “il PD è troppo moderato” e “il PD è troppo di sinistra”, “è troppo cattolico”, “è troppo laicista”, “troppo legato alla CGIL” “ha dimenticato le sue radici del mondo del lavoro” “la dirigenza non mi rappresenta”.
    Meglio una civile separazione che un matrimonio troppo litigioso, torniamo a prima del 2007 sostituiamo un partito che fatica a costruirsi un’identità con un’alleanza con due soggetti distinti: un solido partito socialdemocratico ed un liquido partito liberaldemocratico. Ci sarebbero meno malumori e si prenderebbero più voti.

  19. gregor:

    Non so se davvero come dici tu i liberali di sinistra non fanno squadra, io so che condivido al 100% quello che hai scritto.. Voterò sia alla camera sia al senato PDI… Perchè è l’unica scelta razionale, intelligente e democratica da fare…

  20. piti:

    I renziani che non votano PD asseriscono la libertà di voto, che chi la nega. Ma di fatto, cooperano per l’ingovernabilità. Nei loro piani questa ingovernabilità sarà seguita dalla candidatura, finalmente, del loro uomo, e allora finalmente il sol dell’avvenire liberale di sinistra (!) scalderà il Paese. Ma -a prescindere dalla opinioni su Renzi e le sue idee- il rischio che corre l’Italia, i sacrifici che toccheranno ai cittadini, per il giro a vuoto che queste elezioni possono comportare se il PD non avrà una maggioranza piena, sono un prezzo irresponsabile. Ergo, i vari renziani in sonno, che si parcheggiano presso Monti (per non parlare di FID), in attesa della loro occasione pensano solo ai loro vantaggi specifici e non al bene dell’Italia. Poi loro votano come vogliono, ma da quali intenti sono mossi si vede molto bene.
    Brutta gente, direi.

  21. EBTG:

    Ma si! Facciamogli fare sto giro a Bersani. Abbiamo sopportato di molto peggio.

  22. Marco:

    Scelta argomentata e rispettabilissima. Ma, da liberale, perché non dare un segnale di fiducia a Fare?

  23. spago:

    Ti capisco, ma io farò diversamente. Da anticlericale, pro matrimonio gay, pro testamento biologico e eutanasia, pro antiproibizionismo, pro divorzio breve, pro ricerca scientifica, etc.. etc.. non posso votare Casini. Da liberale mi riesce difficile votare il Pd di Fassina alleato con Sel, considerando anche quanto ricorda uqbal. In particolare dopo questa orrenda campagna elettorale, al termine della quale il Pd mi sembra un partito privo di un programma preciso, che si propone di governare a braccio, alleandosi con Casini che ho appena definito invotabile.. non ce la faccio! Quindi siccome ho questo rifiuto forse irrazionale a non andare a votare.. voterò FARE alla camera e al senato. Li voterò più per simpatia che per altro. Intendiamoci ne condivido in buona parte i programmi, anche se mi sembrano assenti o lontani da me su alcune questioni, ma considerando che probabilmente non eleggeranno nessuno o al massimo eleggeranno quattro gatti, mi sembra quasi secondario. Li voto per stima, per simpatia, per incoraggiamento.. un voto forse troppo sentimentale, o poco razionale, magari un voto “inutile”. Ma a questo giro preferisco così.

    In regione invece voto Ambrosoli senza se e senza ma, semplicemente perchè Pdl e Lega sono il peggio e perchè non posso sopportare che dopo tutti gli scandali tornino nuovamente al potere in Lombardia!!

  24. tobuto:

    @Piti:
    Questa fa il paio con quella che chi ha votato Bersani alle primarie ha barattato l’interesse generale di un PD al 40% guidato da Renzi con l’interesse particolare di un PD al 35% guidato da Bersani. Sinceramente sono un po’ stufo di queste accuse incrociate.

  25. Step:

    Io avevo più o meno il tuo stesso ventaglio di opzioni come partenza, ma mi spiace, dopo aver sentito Fassina ad Omnibus, mi verrebbe assolutamente contro un voto al PD. Non si può reagire a scandali come MPS sostenendo che le fondazioni bancarie debbano restare come e dove sono attualmente perché funzionano. Quando il PD si riformerà sbarazzandosi di certi personaggi e certe politiche, li considererò nuovamente. Penso che alla Camera voterò Fare perché ritengo che in un paese civile debba riuscire ad entrare in Parlamento, per il suo programma e per la sua coerenza (al netto delle menzogne gianniniane, che pur sospettavo da tempo, e che comunque ha assunto responsabilità dimettendosi), mentre per il Senato devo ancora decidere e sono parecchio in crisi.

  26. Maperpiacere:

    Spero in una vostra lettura della sottostante:

    http://whitetraces.wordpress.com/2013/01/23/10-buoni-motivi-per-non-votare-pd/

    PS: cercate di prendere la politica non come uno sport e cercate di essere piú cittadini che tifosi.

    Buone elezioni a tutti

  27. nunzio:

    Francesco, con tutta la stima possibile trovo che hai scritto dieci cartelle per giustificare una scelta ovvia. Il PD e’ l’unico partito in campo, il resto sono accozzaglie messe insieme per sfruttare la legge elettorale che si dissolveranno un minuto dopo le elezioni e partiti personali di personaggi piu’ o meno svitati e improvvisati. ma davvero ci vogliamo far ridere dietro da tutto il mondo facendo vincere le elezioni a un comico e un guru capellone che credono nelle scie chimiche e nel signoraggio bancario? o da un movimento messo in piedi 20 giorni fa da un simpatico dandy con finte lauree e un gruppo di prof americani che non vedono l’italia da 30 anni? nella vita arriva anche il momento di uscire dall’adolescenza, per le persone come per le nazioni. Siamo stati per 20 anni lo zimbello del mondo, adesso ricreazione finita e persone serie al governo, perche’ se no finisce molto male.

  28. EBTG:

    @Piti
    Non condivido la scelta dei Renziani che si rifiutano di votare Bersani, ma non sono per niente brutta gente. Anzi, nell’affermare questo gli si da una ragione in più. T’invito a rifletterci sopra.

  29. floris:

    Ho lo stesso voisietequi di F.Costa, domani voterò Fare.
    Quello di Giannino è stato un brutto colpo, ma in fondo ho sempre pensato che avrei votato quel movimento nonostante Giannino, quindi non cambia molto.
    Al mito del voto utile ci credo il giusto.
    Tutto fa pensare che il csx non sarà indipendente, e non lo sarà per deliberata scelta nei confronti della opportunità Renzi.
    Hanno preferito il rischio ingovernabilità piuttosto che perdere il loro assetto di potere ( quando penso al PD mi viene sempre in mente l’ immagine del nuovo supermercato di *quella* cooperativa aperto nel mio paese in cui la prima volta che sono entrato mi è sembrato di essere nella sezione giovani del partito visti chi erano i neoassunti ), ora non possono venire a chiedere il voto utile.

  30. piti:

    tobuto, i numeri che fornisci sono illazioni tue. Non c’è uno straccio di prova che Renzi avrebbe portato tutta ‘sto bendiddio. E questo tacendo del problemino di un candidato con troppe simpatie a destra e verso la chiesa.
    Invece, se adesso i renziani si sfilano dal voto al PD, adducendo pretesti vari, sono numeri veri, voti veri che mancheranno. E potrebbero essere decisivi per avere un Paese governato. Ma si vede così bene che ai renziani interessa solo il loro orticello (se non i loro interessi politici personali) e solo con questa ragione nella lavorano per un governo il più precario possibile. Per fare il giro che vogliono loro, come vogliono loro, il più presto possibile. Solo che -dettaglio non trascurabile- nel frattempo l’Italia va a puttane. E -con mia sorpresa- ho letto del voto utile di L Sofri dichiarato su Wittgenstein, e l’ho apprezzato.
    Ripeto: renziani in fuga, brutte persone. Ma si sapeva.

  31. albert:

    Io credo che un giorno magari potrò votare per il PD non prima però di vedere questo partito fare una bella legge contro il falso in bilancio.
    la poteva fare nel 1996 e nel 2006 ma non la fece.
    Se dovesse vincere e dovesse fare una simile legge che possa servire a limitare il potere di una certa persona da Arcore, allora potrò anche votare PD.. in futuro.
    fino ad allora per me il pd è solo il PDL – L

    nb: mi piacerebbe anche sapere perché alcuni deputati PD hanno votato alcuni leggi ad personam e perché gli stessi hanno votato contro a stragrande maggioranza ad una proposta di legge che diminuiva i loro ingenti emonumenti alla Camera.

  32. Massimo:

    @Piti forse e’ il caso di fare una puntualizzazione che per me fa parte un po’ dell’ABC. C’e’ piu’ probabilita’ che da qualche parte nell’Universo esistano i Vulcaniani che non i Renziani, i Montiani o i Bersaniani. Esistono i Cittadini titolari del loro diritto di voto, che in una situazione sana votano chi vogliono in base ad un’ ampia informazione (ho detto situazione sana). Quelli tra loro a cui piace Renzi ma non questo PD decidono chi votare in base alle proprie motivazioni, giustamente criticabili come tutte SE SOLO TU LE CONOSCESSI.
    Il tuo intervento, considerando anche quanto in esso e’ implicito, sintetizza mirabilmente alcune delle ragioni che mi tengono alla larga dal PD. Ce ne faremo entrambi una ragione.

  33. floris:

    @nunzio
    Vota come meglio credi, ma al netto del grave errore gianniniano -peraltro risolto in maniera inedita nel panorama italiano-, meglio chiarire che i professori amerikani sono almento sette anni che dedicano tempo e risorse all’ approfondimento e alla comprensione dei problemi italiani, non venti giorni, e che in questi mesi si sono radicati non fra i libri ma fra migliaia di persone reali.

  34. ilsensocritico:

    A questo punto mi chiedo: a cosa serve fare le primarie se poi, chi ha votato per il candidato sconfitto, cioè Renzi, voterà comunque per il PD? Tanto vale non farle le primarie e lasciare che Francesco Costa voti comunque il PD, sognando di quando un giorno [forse nel 3000 o giu di lì] seguirà le sue idee, anziché quelle di Fassina.
    Tanto vale fare elezioni limitate agli iscritti al partito, così ha un senso votare per il PD anche se la tua linea ha perso.

  35. tobuto:

    Il voto utile comunque è anche Scelta Civica, UDC o (probabilmente) FLI. Negarlo è offendere la propria onestà intellettuale.

  36. uqbal:

    Marquinho

    1) Evidentemente tu non hai mai sentito parlare dei fratelli Rosselli o di Gobetti, ma poco male.

    2) Decidetevi: ma i liberali se ne devono andare perché hanno rotto le balle, o devono restare “perché non si va via portando via il pallone” (scemenza evidente, ma spesso ripetuta).

    Pensaci un po’ e facci sapere cosa dobbiamo fare.

    Nunzio

    Sei ineffabile: non basta votare PD, bisogna pure votare PD e non rompere troppo le balle. Impagabile.

  37. tobuto:

    @Piti:
    Guarda che stavo stigmatizzando anche i Renziani che colpevolizzano i Bersaniani, numeri indimostrabili inclusi. Ma pure la tua posizione è indimostrabile: innanzitutto chi ti dice che anche con i Renziani delusi il PD raggiungerebbe l’autosufficienza? E, soprattutto, immagino che i Renziani ripiegheranno perlopiù su Scelta Civica. Ossia un partito che SICURAMENTE governerà assieme al PD. Quindi non vedo perché non votare PD per votare Scelta Civica sia meno responsabile che votare Vendola o Tabacci.
    Io non farò nessuna di queste cose, per la cronaca. Avrei votato uno tra Monti e Bersani al Senato, come voto utile, ma la costituzione più imbecille del mondo me lo impedisce.

  38. citoyenne:

    “Quoto Uqbal. Voto Monti per rendere più forte la prospettiva di governo in chiave di una futura alleanza con il PD. Da liberale di sinistra, non credo alla svolta governativa dei vendoliani, soprattutto alla luce della presenza di 100 grillini in Parlamento. Il richiamo antisistema sarà troppo forte. Scelta Civica nella speranza che Udc e Fli facciano il flop.”

    condivido questa scelta!

  39. nkkiblues:

    Io non andrò a votare. Non è questione di persone o formazioni politiche. E questione di sistema. L’Italia è un paese neofeudale con incrostazioni di lobby non espresse, corporazioni e camarille. Sostazialmente attraverso il nostro voto democratico abbiamo la facoltà di poter scegliere i signroi di turno con relativi valvassori. Noi elettori naturalmente saremo i servi della gleba gravati da corvèe, tassse sul macinato e decime. Poichè non c’è nessuna formazione realmente anti-sistema (neppure il sommo Comico di turno!) sopporto da servo della gleba in attesa di qualche rivoluzione che mi porterà la Storia.

  40. piti:

    EBTG, credimi, vorrei poter non dire che i renziani in fuga dal voto PD sono brutte persone. Ma non trovo un modo più conciso ed efficace per indicare chi, non avendo avuto la propria sagoma, il proprio io micragnoso vincitore in un partito che dovevano pur avere a cuore, se si sono smazzati le primarie, allora prende la porta e se ne va. E se ne va, bada bene, mentre la fuori fra Grillo e Berlusconi abbiamo solo l’imbarazzio della scelta del modo in ci rovinarci. Ma non c’è Renzi, e loro se ne vanno, ecco. La maturità politica del puffo Brontolone, a voler essee bonari. Calcoli personali, forse. In ogni caso, mettono l’Italia dentro un tunnel di incertezza pur di non sporcare le loro manine con Bersani e Bindi. E poi si prendono il lusso di fare le menti libere, quando il momento (riconosciuto persino da Luca Sofri, il maggior sostenitore su piazza di Renzi) è delicatissimo.
    Se uno che è andato a votare alle primarie PD e ha perso e finisce per votare Monti o FID, questo en passant è la prova che le primarie vanno riservate agli iscritti o vengono falsate da figuri siffatti.
    Vigliacchi, ti piace di più?

  41. australopiteko:

    Alla frase “sono i grandi partiti a cambiare le cose, nelle grandi democrazie” mi è venuta in mente la legge sul cambio di sesso (164/40) e la protesta in piscina a Milano, nel 1979, di un manipolo di transessuali con il seno al vento.
    A quel punto ho smesso di leggere il resto.

  42. Lapis:

    Continuando a votarli si faranno solo vede di noi per sempre. Basta, potete inventare qualunque auto giustificazione ma saranno uguali a quelle che si da il precario architetto super qualificato, che parla inglese e usa il computer e che lavora per il vecchio architetto ignorante. Lui guadagna 1.000 euro e permette al vecchio di andare in giro in sub, però si auto-giustifica, si fa sfruttare e continua a credere che un giorno gli lascerà lo studio.

    No, basta! L’hanno voluto così adesso se lo votano.

  43. aguy:

    Mi scusi costa ma dire che i partita di sinistra sono storicamente “collateralmente subalterni” alla magistratura ha senso se per “storicamente” si intende dalla seconda repubblica in poi. (Avrei da criticare in merito, ma capisco il ragionamento).

    Ma precedentemente i partiti di sinistra e la magistratura non erano esattamente in buoni rapporti.

    P.s. non capisco cosa intenda uqbal con quel “PD Lazio”. Non mi risulta sia successo nulla al pd Lazio.

  44. nunzio:

    ragazzi, odio dirvelo ma siete come quel giapponese rimasto a combattere nella foresta dopo che la guerra era finita. Renzi ha fatto le primarie, le ha perse (di 21 punti, per inciso) e poi si e’ messo lealmente a dare una mano perche’ ha capito che quando verra’ il suo momento, e verra’ di sicuro, avra’ bisogno di un partito forte e organizzato per selezionare una classe dirigente, vincere e governare. altrimenti finira’ a fare figure del menga come Monti che non solo gli tocca presentarsi con Buttiglione e Bocchino, ma gli tocca far venire il guru dall’america e presentarsi in tv col cagnolino per raccattare qualche voto di Uqbal e pochi altri coraggiosi. La politica si fa cosi’. strutture, radicamento, territorio, elaborazione politica, cursus honorum etc etc. se no si va a xfactor o a masterchef.

  45. ilsensocritico:

    Avevo appena scritto, sul mio blog, la mia scelta: FARE alla Camera, PD al Senato. Poi ho letto il post di Piti delle 20:06 e ho deciso che voterò PDL e PDL [ironia].
    Dunque, è un’illazione dire che con Renzi il PD avrebbe avuto il 40% mentre con Bersani avrà il 35%; due secondi dopo dice che molti renziani [40% dei votanti alle primarie, ricordiamolo] voteranno per Monti. Complimenti, in quanto a coerenza di quello che dici non hai nulla da invidiare a Berlusconi.
    Poi fa ridere sentir definire Renzi come “uno con simpatie verso la Chiesa”, quando è Bersani ad aver parlato del parroco di Bettola, ad aver citato un papa nel suo Pantheon ideale, ad aver sempre detto che dopo le elezioni avrebbe cercato un’alleanza con Casini e Monti.
    Sono curioso di sapere cosa avrebbe fatto Piti in caso di vittoria di Renzi: puLtroppo morirò con questa curiosità perché non ne avremo mai la controprova.

  46. giovanna fanesi:

    Potrei sottoscrivere quasi in toto la tua dichiarazione di voto, senza l’esitazione sui radicali, aggiungerei un fatto che mi sembra essenziale o, per lo meno lo è per me: in un momento in cui l’abbattimento dei partiti, l’assunzione a valore dell’inesperienza, la corte assurda alla società civile come se essa fosse altro dai politici che esprime, tutto ciò mi fa sembrare oltre misura valorosa la resistenza di un partito vero, non legato a figure carismatiche e ligio ad una democrazia interna discutibile certo ma indubbiamente presente e funzionante

  47. marquinho:

    Uqbal
    1) Lasciamo stare Gobetti o i Rosselli per piacere, per me, oggi come oggi, Scelta Civica o FARE non sono partiti di sinistra, neppure in senso lato, quindi un liberale di sinistra che li vota o ha le idee confuse o per motivi suoi decide di non fare una scelta progressista.
    2) Io ho detto che i liberali se ne devono andare perché hanno rotto le palle? Penso ci sia un equivoco mi sono rotto le palle di dover sentire lamentele in continuazione, non necessariamente da parte dei liberali. Ai tempi di DS-Margherita c’era meno conflittualità. La fusione tra le varie culture non c’è stata, se ne prenda serenamente atto e si torni alla classica alleanza.

    A il senso critico
    “A questo punto mi chiedo: a cosa serve fare le primarie se poi, chi ha votato per il candidato sconfitto, cioè Renzi, voterà comunque per il PD” a cosa servite fare le primarie negli USA se poi chi ha votato per H. Clinton ha votato comunque anche per Obama e Democrats? E in Francia dove chi ha votato per Aubry poi ha votato comunque anche Hollande e PSF?

  48. dtm:

    “mi pare sensato che Bersani abbia l’opportunità di mettere in pratica quanto ha promesso vincendo prima il congresso del Partito Democratico e poi le primarie del centrosinistra.”
    Con la stessa gente, sparando all’ultimo qualcosa copiata da Grillo, rinnovando il partito ma solo un pochino. Andiamo bene.

  49. Matteo:

    :) potrei sottoscrivere la prima frase del post: votero’ esattamente come te. Pietro l’ avevo gia’ votato 3 anni fa ma non ce la fece, speriamo questa volta vada bene

  50. karl:

    @ilsensocritico non ti ho capito, che serve fare le primarie se poi non voti il partito se il tuo candidato ha perso, tanto vale scindersi e fare due partiti.

  51. andrea61:

    @uqbal: hai assolutamente ragione. Ma, per completezza, dovresti anche aggiungere che un Gobetti scaricherebbe la Camusso senza alcuna esitazione, considerebbe Vendola politicamente inconciliabile e manderebbe i Giovani Turchi a pelare patate a Lampedusa.
    Dunque la conclusione è che un liberale, oggi, non può coerentemente votare per il PD di Bersani.

  52. spago:

    Ieri ho sentito su Radio Radicale un comizio di Renzi e Bersani in Sicilia.. parla Renzi e mi tiene incollato alla radio, boati a iosa dalla piazza o comunque dal pubblico, sa evocare, far sognare, infiammare gli animi, ed è anche preciso cita uno doo l’altro una serie di proponimenti precisi, di più collega le parole d’ordine alte a cose concrete.. per es. parla di solidarietà, di diritti umani, di responsabilità verso i nostri vicini e di ius soli per la cittadinanza agli immigrati.. sfila pure Balotelli a Berlusconi, racconta la sua storia come simbolo dell’Italia giusta da costruire.. non ha potuto indossare la maglia della nazionale. Insomma sa comunicare, lo sa fare in modo alto e in modo furbo, sa “picchiare” sugli avversari e lanciare un richiamo ai propri.. Parla talmente bene anche del Pd di Bersani, lui che ha perso, che mi vien voglia di credergli.. Poi passa la parola a Bersani.. il quale attacca con una voce smorta e deprimente che non sembra la sua, forse è la registrazione non so, passa in corriddoio mia madre e le dico “Di chi è secondo te questa voce?” e mi risponde, giuro, “Uno che imita Bersani”. La prima cosa che dice, più o meno, è: “Se non vinciamo noi vincono loro, ma vinciamo noi”. E io non ci credo.. Le prime parole che pronunci in un discorso sono: “Se non vinciamo”!? sei un babbeo! “Se non vinciamo noi vincono loro”?!?!? Non ci voglio credere! Ma lo ripete più volte dicendo anche: “Se non vinciamo noi, vincono Pdl e Lega”.. Ecco il discorso di Renzi era perfetto, ha lasciato a Bersani una piazza infiammata, è arrivato Bersani e a giudicare dalle reazioni la piazza s’è spenta.. come me.. Ecco Bersani è il leader del centrosinistra. Fare politica è anche saper comunicare, perchè altrimenti i tuoi programmi restano nel cassetto. Renzi ha studiato comunicazione non è nato imparato, ha dimostrato umiltà, concretezza e intelligenza. L’avversario di Bersani era Berlusconi, cioè un ex genio della comunicazione, ora piuttosto rinco, ma sempre abbastanza bravo. Bersani, tutto considerato, non ha ritenuto di dover studiare comunicazione, non ha ritenuto (o non è stato capace?) di dover imparare a comunicare un po’ meglio. Non ha avuto l’umiltà di mettersi a studiare. Studiare per comunicare il programma, le idee, i valori, agli elettori.. per lui evidentemente è secondario. Ora qualcuno dice che dovrei votarlo a prescindere, ma io non voglio. L’atteggiamento di Bersani per me è una delle cose che dimostra che è inadatto a governare.

  53. uqbal:

    Nunzio

    Io ho le mie idee, continuo a sostenerle anche se un candidato che mi piaceva molto ha perso le primarie, e continuo a crederci perché le sottopongo al vaglio dei fatti. E non me ne sbatte niente di essere maggioranza o minoranza: io penso con la mia testa.

    Tu stai già dicendo che quando cambierà il vento, tu ti adeguerai, “perché la politica si fa così”. Un militante piccolo piccolo.

  54. floris:

    @marquinho
    Sono CTD alle poste. Ai neoassunti a TD rifilano le zone peggiori che costringono a ore ed ore di straordinario non pagato, i fissi invece hanno la loro zona e passano le due ultime ore di lavoro a organizzare tornei di cruciverba o ruzzle. Io quelli che denunciano la situazione scandalosa della dualità del mercato del lavoro li chiamo progressisti, e trovo piuttosto confusi invece coloro che teorizzano ancora la necessaria contiguità fra sindacato e partito, come fa il PD, ritenendola cosa di sinistra. A me sembra sempre che la gente si sia affezionata a certi mezzi ritenuti di sinistra dimenticando i fini di questa visione del mondo e perdendo la possibilità di cambiare e migliorarsi.

    Sulle primarie, Obama e Hollande non hanno preso i voti degli avversari alle primarie per diritto di appartenenza – ci si scorda sempre che il voto appartiene sino all’ ultimo giorno all’ elettore e non a questo o quel partito/candidato.
    I voti se li sono conquistati in campagna elettorale.
    Se lo avrà fatto anche bersani, lo sapremo domani.

  55. Massimo:

    @aguy (commento 43)Nopn so a cosa si riferisse Uqbal, io quando penso al PD del Lazio penso a quello che

    1) E’ riuscito alle ultime Regionali a far perdere Emma Bonino contro la Polverini (dicasi la POLVERINI). A volte il “radicamento nel territorio” sortisce di questi effetti.
    2) In nome del “rinnovamento” ha condizionato per le prossime elezioni l’accordo coi Radicali alla defenestrazione dei due cosiglieri uscenti del loro partito che hanno consentito l’emergere dello scandalo del consiglio regionale. I due reprobi sarebbero stati paradossalmente tra i pochi a pagare questo “nuovo corso”, essendo i consiglieri uscenti PD (che partecipavano allegramente e/o silenziosamente alla spartizione) in buona parte direttamente o indirettamente “prermiati”.

    Ovviamente al PD non lo prescrive il dottore di fare l’accordo coi Radicali.E non so come finira’ l’eventuale inchiesta circa l’assunzione del buon Zingaretti a ridosso della sua elezione a Presidente della Provincia. Diciamo che credo di avere gia’ ora elementi sufficienti per farmi un’idea.

  56. Gian Domenico Pedretti:

    Molto e dolorosamente convincente. Non hai sciolto i miei dubbi, che sono gli stessi tuoi, ma hai delineato una logica senza sbavature. Restano molte cose irrisolte, dal mio punto di vista soprattutto la tenace immodificabilità della nomenclatura PD, che ho sperimentato e che riesca di rafforzarsi con la vittoria, come è sempre accaduto. Ma l’opzione di perdere per fare dispetto la lascio alla sinistra massimalista e conservatrice.

    Gian Domenico Pedretti

  57. marco:

    i liberali facciano quello che gli pare, i grillini uguale : se non vince il PD, il default nel giro di 12 mesi è una certezza.
    chu ha mutui a tasso variabile, o prende un salario, o ha qualche parente che vive di pensione, farebbe bene a rifletterci.

  58. Meis:

    Per me i liberali di sinistra non sono di sinistra, o perlomeno hanno le idee confuse su certi meccanismi della società. Ma, siccome che non c’ha proprio senso dare patentini su etichette, se non per comodità personale, e siccome che queste sono diversificate per Stati e periodi storici, e quindi andrebbero contestualizzate troppo per poter essere utili in discorsi brevi e concisi, potete pure definirvi di sinistra. Sempre ribadendo che si tratta della vostra personale idea di sinistra. Liberali invece lo siete meno quando scrivete che Fassina etc. sono post-marxisti. Prima di tutto questa espressione non ha corrispettivo nelle idee di F.&co. (in campo politico non significa proprio niente); in secondo luogo perché viene usata solo per chiudere in un recinto, semplificare e dare addosso, senza accludere motivazioni razionali (una roba tipo B.: chi non è con me è comunista, o è un criptocomunista), le idee di un gruppo di persone. Lo sapete bene che non sono post-marxisti (perché ripeto, a dispetto di tutte le glosse possibili, non significa nulla) ma poiché siete nemici “ideologici” (ebbene si anche il liberismo è un’ideologia) allora affibbiate en passant colorite diciture. Molto poco liberal devo dire. Aggiungo che mi piacerebbe davvero che i G.T. avessero anche solo lontane ascendenze marxiste, ma purtroppo non è così.
    Taccio sui liberal che votano Monti e L’UDC! (il peggio della partitocrazia, del cattolicesimo baciapile e conservatore) per non votare PD, perché il PD non è liberale. O_o

  59. uqbal:

    Meis, va e goditi questo partito. Tra 6 mesi, quando tutti ci nutriremo di nettare ed ambrosia grazie alle politiche economiche di Fassina e Damiano ci rinfaccerai la nostra miopia.

    Però se non andrà così, ti prego di farla tu una bella riflessione.

  60. Luciano:

    Sono d’accordo con Francesco Costa, come sempre, e condivido il commento di Gian Domenico Pedretti. Però non sono sicuro che alla Camera voterò PD (da lombardo il voto per il Senato non è in discussione) perché proprio non mi è andato giù l’attacco alla figlia di Ichino, e ancora meno l’abbraccio di Bersani alla giovane esecutrice materiale della fatwa

  61. Giancarlo:

    @Luciano : Fermo restando l’odiosità dell’attacco alla signora Ichino cerca di usare i termini adatti, che fatwa è cosa ben diversa da una frase per quanto odiosa e sgangherata.

  62. tobuto:

    Comunque noto che siamo almeno in tre ad aver riconsiderato seriamente il PD dopo la diffamazione di Giulia Ichino. Questo mi dà un po’ di speranza.

  63. Meis:

    uqbal,
    non voterò neanche Pd. Dico solo che i liberali che odiano il Pd perché non ha vinto Renzi (volevo un gatto nero con te non gioco più) se votassero Fare sarebbero un filo più coerenti. Perché co’ l’Udc proprio no, mostrano solo quello che davvero sono (o quello che davvero è l’ideologia liberal).

  64. uqbal:

    Fare era un’opzione validissima, precipitata nel ridicolo (a scorno delle tante persone serie che ci sono dentro), ma non era “voto utile”, come invece lo è il voto a Monti, visto che è quasi sicuro che poi governeranno insieme (come Bersani sogna da anni, lo ripeto).

  65. francf:

    Perché vuole trasformare il PD in un’altra cosa? E’ nato nel 2007, e si è dato un modo democratico di selezionare la sua classe dirigente; è praticamente l’unico partito presente in Italia che non sia legato ad una singola figura. Bersani è segretario dal 2009, e mi sembra che lo conduca verso una crescita intelligente. Per essere un grande partito deve contenere i “liberali di sx “ ed i “ giovani turchi “ ( ed altri ) che si confrontano e cercano una sintesi; diversamente si vota e si sostiene chi ha vinto. Per l’alternativa a questo metodo basta guardare alla ns. sinistra. Inoltre al massimo sono due volte che si vota PD; prima di giudicarlo un fallimento, proviamo a farlo governare

  66. marquinho:

    Ho scritto 2 post e mi sono trovato 2 straw man argument! Statemi bene, buon voto a tutti e non ciucciate le matite copiative

  67. stefano:

    L’indecisione fra un moderno partito socialdemocratico (PD) e uno turbo-liberista (FiD) mi sembra un segno di follia, o dell’autore o dell’attuale offerta politica. Diciamo la seconda.

  68. Benso:

    Quoto Stefano, un giorno vorrei capire pure io come si possa dichiararsi “liberali di sinistra” e nello stesso tempo prendere in considerazione un voto convinto a FARE, la cui politica economica è largamente allineata alle posizioni del GOP (poi basta vedere chi sono i fondatori di FARE per averne ulteriore conferma).

  69. Benso:

    Ah, marquinho +1.

  70. glasgowsmile:

    Stefano, chiediti il perchè. Io sono convinto che molte delle persone in Fare siano decisamente troppo ideologiche in questo senso, ma non puoi eludere la domanda con “sono tutti scemi”. La mia risposta è che in questo momento il liberismo in Italia è uno dei modi possibili, e mai provati, per scardinare le piccole mafie, apparati di potere etc che bloccano questo paese e impediscono al figlio di un operaio di fare qualcosa che non sia l’operaio. Non son del tutto d’accordo, ma non si può dire a questa gente “non siete di sinistra! andatevene dalla mia coalizione! siete berlusconiani!”. Se mi dici che molti in Fare sono di destra è vero, ma il progetto Fare non è di destra e molti dei suoi elettori sono senz’altro liberali di sinistra, categoria che esiste quantomeno dai citati fratelli Rosselli.

  71. tobuto:

    Se è per questo il PD è più liberista del PDL. Non che sia un male, intendiamoci.

  72. stefano:

    @Glasgowsmile

    1) l’impostazione programmatica, i principi e le chiavi di lettura di Fare sono di destra: una destra coerentemente e dichiaratamente liberista, ispirata dalla scuola di Chicago (anche senza il master…) che in tutte le democrazie occidentali sta dall’altra parte della sinistra, e pure lontana. Poi e’ ovvio che nel programma ci sono alcune cose condivisibili anche a sinistra, ma proprio perche’ sono trasversali non sono caratterizzanti.

    2) Esiste invece un liberalismo che pesca anche alcune pratiche liberiste, ma con un’ispirazione solidaristica e il riconoscimento del ruolo dello stato. Questa liberalismo e’ di sinistra, e non a caso le liberalizzazioni in Italia le ha fatte Bersani

    3) Il fatto che ci siano persone indecise se votare il primo o il secondo e’ un sintomo della follia dello scenario italiano, in cui non e’ mai esistita una destra liberista, buona parte dell’establishment si comporta traversalmente come un freno a mano alla crescita, e per finire i partiti di sinistra e di destra si sono dimenticati da anni le proprie ispirazioni ideologiche, e quindi non riescono neanche a spiegare la differenza fra gli uni o gli altri.

    4) In altri paesi sarebbe invece un sintomo della follia (o incompetenza) degli elettori indecisi.

  73. ilsensocritico:

    @marquinho & Karl
    certo, in un mondo ideale in cui Renzi non è definito “fascistoide” da un editorialista del giornale di partito. Ce l’hanno menata per tutta la campagna per le primarie con la storiella secondo cui “i liberali non sono di sinistra”, “i renziani se ne andassero in un altro partito”, “siete il 2%” e simili…Poi ve la prendete se si vota per un altro partito.
    Io ho votato PD al Senato ad esempio, anche se vivo nel Lazio, ma credo di esser stato troppo ingenuo a riguardo