Cambiare idee aiuta ad averne di migliori
Una decina di giorni fa stavo leggendo cose davanti al computer mentre con un orecchio ascoltavo Matteo Renzi a Otto e mezzo. A un certo punto ho carpito un paio di frasi che mi hanno fatto alzare lo sguardo, perché facevano riferimento a un concetto a me caro con delle espressioni e un esempio che avevo usato in un articolo. Solo che quell’articolo non era ancora uscito e quindi la consonanza mi ha favorevolmente colpito. Questo è il passaggio di Renzi:
«Noi non dobbiamo pensare che chi ha votato di là sia un nemico. In un mondo normale succede che lei la volta prima vota centrodestra, poi è delusa e vota centrosinistra, o viceversa, e io non do un giudizio etico e moralista, moraleggiante, su chi cambia idea. Invece è accaduto tante volte che noi abbiamo detto: i voti di quelli non li vogliamo. Siam matti? Noi abbiamo un paese in cui si ironizza sui cittadini che cambiano idea, però in Parlamento mandiamo gente, lei pensi a Scilipoti e Razzi, che sono quelli che hanno cambiato idea sulla base di un mutuo. […] Intendiamoci: chiediamo ai parlamentari di essere coerenti, e invitiamo i cittadini a cambiare opinione, se possono, con serietà.»
Il mio articolo è uscito venerdì scorso su IL, il mensile del Sole 24 Ore, e si può leggere online qui. Un pezzetto:
A giudicare dalle analisi dei flussi elettorali, non sono molte le persone che da un’elezione all’altra cambiano idea da uno schieramento all’altro. Gli elettori indecisi di cui sopra probabilmente sono indecisi fino a un certo punto: non è che non sanno chi votare, non sanno se votare. Se voteranno, voteranno per chi hanno già scelto in passato. Per questo motivo alle elezioni chi viene corteggiato di più da candidati e partiti non sono gli elettori delusi dell’altra parte ma gli elettori delusi della propria parte. C’è una grande differenza. Per un personaggio politico italiano, investire sul voto in movimento da uno schieramento all’altro è improduttivo, autolesionista: il segmento di popolazione è troppo piccolo e il suo corteggiamento presta il fianco a sospetti e diffidenze, se non apertamente ad accuse di tradimento. [...]
Al contrario di quel che accade in molti altri Paesi europei, quindi, la lotta per ottenere il consenso della maggioranza degli elettori non avviene al centro dello schieramento politico bensì sulle sue porzioni marginali, estreme. Questo perché manca un blocco elettorale fondamentale allo sviluppo di un sano sistema dell’alternanza: quello degli elettori contendibili, autenticamente indecisi, che non votano per appartenenza o per tradizione, che sono disposti a cambiare idea. Quando scegliere chi votare diventa come scegliere chi tifare – alle brutte non si rinnova l’abbonamento e si parla male dell’allenatore – il sistema politico perde un significativo e naturale incentivo al suo rinnovamento.
La conquista di nuovi elettori, che dovrebbe essere ineludibile, diventa trascurabile: tenersi stretti i propri conta più che cercarne altri. Ne risultano coalizioni sterminate e litigiose, tatticismi esasperati, cartelli elettorali estemporanei, programmi vaghi, governi instabili. Per avere una politica migliore, insomma, non basterebbe avere un po’ meno politici disposti a cambiare casacca; dovremmo avere anche un po’ più elettori disposti a cambiare idea.

48 commenti
Io, di quelli che ridono e applaudono Berlusconi che importuna la signora a Mirano, sono nemico, e se mi accorgessi che loro e io ci accingiamo a votare dalla stessa parte, non mi presenterei neanche al seggio.
13 February 2013 alle 23:05Scusate, ma si può cambiare idea e/o desiderare includere persone di altri schieramenti purché ci si trovi in un mondo di valori di base condivisi.
Voi, condividete i valori di base di quei signori che ridono alla spiritosissima domanda, Signorina, lei viene?
Mi piacerebbe sapere quante persone conosci – conosci-conosci – che hanno votato Berlusconi: io dico meno di tre.
14 February 2013 alle 00:47Mi sfugge la conclusione: le coalizioni sterminate e litigiose vengono dal sistema elettorale, non dal posizionamento dei partiti.
Anzi, se un partito inseguisse gli elettori mobili, come aveva fatto a suo tempo Veltroni, correrebbe proprio il rischio di replicare al proprio interno programmi vaghi e correnti litigiose per far convivere elettori diversi. (v. Veltroni).
Al contrario, un partito che mobilita soltanto la base, se riesce a vincere le elezioni lo fa con una maggiore solidita’ di programma e di organizzazione. (v. Bush 2004)
Poi una cosa diversa e’ lavorare sul lungo periodo per convincere elettori nuovi delle proprie ragioni, ma e’ un processo lungo perche’ si tratta di cambiare l’agenda e la cultura politica: basta pensare a quanto ci ha messo il partito repubblicano per costruire i Reagan democrats, e quanto ci han messo i democratici a riprenderseli.
14 February 2013 alle 03:01Sul punto della scarsa mobilità degli elettori hai ragione, d’altronde siamo il paese delle lotte tra comuni ed è raro che si cambi casacca.
Però…
Davvero in queste elezioni avrebbe avuto senso rincorrere quelli che hanno creduto in b e tutt’ora credono alle sparate su condoni imu etc, dette da uno che ha fatto uno dei governi peggiori della storia occidentale del dopoguerra?
Con quali argomenti seri e ragionati li si sarebbe potuti attrarre?
(ok, sarebbe bastata candidatura di Renzi: ma non è un grande argomento, è sempre personalizzazione totale solo che cambia il soggetto.)
Anche io credo che dobbiamo mirare a un sistema come quello usa/uk, ma prima è indispensabile rieducare alla politica e al bene comune chi è traviato dal ventennio dell’individualismo sfrenato al servizio di pochissimo.
14 February 2013 alle 09:58Con altre parole questo tema l’ha affrontato anche Sofri poco tempo fa. Io resto convinto che parte del problema risieda nella credibilità dei partiti: se lo scopo della campagna elettorale è tenersi stretti i propri elettori minacciando cataclismi nel caso di vittoria dell’avversario e non mettendo al centro la propria proposta politica, che speranze ci sono di convincere addirittura chi, l’altra volta, ha votato l’altro schieramento?
14 February 2013 alle 10:05scusa “piti” a mio parere il problema sta proprio qui. io voto e scelgo di votare (soprattutto) un programma, un’idea, un personaggio che mi rappresenta perché ho fiducia che le sue promesse possano diventare (in parte) realtà. Tu invece mi dici che scegli di votare non per questo principio ma (anche) per le cose (sbagliate o giuste) che IO ho fatto nella mia vita. Anzi, accelerando, non vuoi neanche entrare nel seggio perché IO ho usato “forse” la stessa matita. PS. non conosco i valori di quei signori (io proprio non li conosco quei signori).
14 February 2013 alle 10:09rispondo al primo commento: non tutti gli elettori di centro-destra sono così. E’ questa semplificazione dell’elettorato (e del rifiuto della “migrazione” di quel bacino elettorale) che limita il potenziale del PD.
14 February 2013 alle 10:17Completamente d’accordo con stefano, il nesso logico della conclusione e’ quanto meno azzardato, per non dire ribaltato. Proprio perche’, secondo Costa, un partito dovrebbe tendere alla (ri)conquista dall’astensionismo delle proprie “porzioni marginali, estreme”, i programmi dovrebbero rispecchiare questa “estremizzazione”. Percio’ non capisco, perche’ Costa dice che la riconquista di questo elettorato porterebbe a programmi vaghi? Questi programmi vaghi sono esattamente la causa dell’astensionismo, specialmente a sinistra, dove il panorama e’ francamente desolato, militarmente occupato da una coalizione di centro-centro-centro-sinistra in cui attualmente l’unico stimolo al voto e’ fare da argine all’ultimo rigurgito berlusconista. Bastera’ questo a far tornare alle urne i delusi di quel campo? Per me personalmente, elettore di sinistra che si rispecchia nel quadro delineato da Costa di astensionista (peggio, grillino) irredento, non basta piu’.
14 February 2013 alle 10:25Concordo con Stefano che la questione della legge elettorale provoca dei cambiamenti notevoli anche nella composizione delle alleanze e dei partiti. Dal ’94 al 2006, con una legge elettorale prevalentemente maggioritaria, si stava andando verso il bipolarismo e quindi verso quel che tu auspichi, la contendibilità di vasti settori dell’elettorato. Una legge proporzionale cambia gli equilibri e, se nel 2006, comunque, c’è stato un tentativo di mantenere il bipolarismo, 5 anni dopo, le criticità del proporzionale sono emerse tutte. 6 candidati premier, 6 tra coalizioni e partiti che corrono da soli. Questo non può che scoraggiare la sintesi. Questa viene lasciata agli accordi post elettorali. Perché rischiare di perdere dei voti da una parte se quell’area può essere meglio presidiata da un’altro partito, comunque alleato?
14 February 2013 alle 10:34credo che tutto questo vada di pari passo con l’immagine distorta a proprio uso e consumo che ciascuno si fa dell’altro. Non c’è lo sforzo di capire le ragioni e di comprendere e rispettare i motivi di una scelta. C’è una visione manichea, quasi antidemocratica, di ciò che è giusto e di ciò che non lo è. Un riduzionismo costante. Per cui per chi è di sinstra non esistono ragioni per votare centrodestra e viceversa. E si disprezza chi compie la scelta opposta, lo si vede come un nemico, si parla di differenza antropologica, di valori opposti e inconciliabili. Ma ciascuno vota secondo una valutazione personale che può non essere condivisa, ma dovrebbe essere da un lato rispettata, dall’altro indagata, capita, valorizzata, anche per eventualmente contestarla. Insomma bisognerebbe guardare sempre le cose con maggiore laicità. Almeno come auspicio, visto che non è sempre facile.
@ Piti non conosco i valori di base delle persone che hanno riso a quella battuta.. per me è stata una scena patetica e abbastanza rivoltante.. ma dire che chi ha riso lì è un mio nemico, e affermare con disprezzo che sapendo voterebbe come me non andrei neppure al seggio, è qualcosa che mi ha fatto sobbalzare leggendolo e che è anche più lontano dai mei valori.. è qualcosa che trovo davvero concettualmente antidemocratico. Io voterei tranquillamente insieme a te e a quelli che hanno riso, senza inquietarmi minimamente. Non mi basta certo così poco per passare in giudicato qualcuno e ritenere che si appartenga a due umanità differenti. Sarò un cinico?
14 February 2013 alle 10:43Partiti che provano a convincere gli elettori (delusi) degli altri o partiti che si fanno convincere dagli elettori (delusi) degli altri?
14 February 2013 alle 10:44@piti: mi dici che partito voti, in che città risiedi, che film guardi, che cibi mangi e che libri leggi? Perché mi disgusterebbe anche solo l’idea di condividere un’idea o un luogo con te.
14 February 2013 alle 11:22Anno **** coalizione rossa 40%, coalizione blu 60%.
Anno **** se la coalizione rossa vuole vincere, da dove li dovrebbe prendere i voti mancanti per il 51%, se non dalla coalizione blu?
Tutto questo discorso è davvero assurdo…
14 February 2013 alle 11:27Condivido l’articolo e le parole di Renzi e non riesco a capire la chiusura mentale di chi non condivide queste parole.
Non si tratta ovviamente di svendere il proprio programma ed i propri ideali per prendere il campo avversario, ma si tratta di essere convincenti e saper parlare anche ad un elettorato diverso.
Nella sinistra vi è un pregiudizio nei confronti degli elettori del centrodestra , si ritiene che siano tutti stupidi e poco informati. Non è vero ! io sono un avvocato e vi dico che tra i miei colleghi bravi, informati ed intelligenti ve ne sono tantissimi che votano PDL e che in una discussione politica su temi economici e non metterebbero KO tanti amici presuntuosi di centrosinistra che poi tanto informati in realtà non sono. Idem per altri professionisti che conosco.
Ovviamente non si tratta di conquistare tutti gli elettori dell’altra parte, cosa impossibile, ma di riuscire a parlare la lingua anche di quegli elettori dell’altra parte che non sono così ottusi come si pensa.
Ai tanti Bersaniani che odiavano Renzi (ed ora odiano un pò meno) perchè guardava anche a destra dico sempre : non volevate Renzi perchè avevate paura che fosse troppo a destra.. bene, ora beccatevi un PD al 29-30 % che deve per forza governare con Monti ma peggio ancora con Fini e Casini…
Comunque questa logica dovrà cambiare in quanto può valere solo con questa legge elettorale che consente di prendere il 55 % alla camera con un coalizione che vale il 30 % . Quando si cambierà questa legge con una che darà un premio di maggioranza giustamente più risicato sarà necessario conquistare una buona parte di quel 69 % che non ti voterebbe ad occhi chiusi..
14 February 2013 alle 11:30“non conosco i valori di base delle persone che hanno riso a quella battuta”
Cos’è questo rumore? Sembrano unghie su uno specchio…
14 February 2013 alle 11:40Mi piacciono veramente tanto, sia l’estratto dell’articolo, che l’accostamento alle parole di Renzi. Aggiungerei che esiste anche un ostracismo sociale nei confronti degli stessi elettori indecisi: avendo votato sempre un certo schieramento, recentemente mi sono dichiato indeciso e quando mi è capitato di dirlo a familiari e conoscenti sono stato subissato di improperi. Trovo questa reazione estremamente infantile, indice di un’adesione acritica ad una parte politica. Negli ultimi anni siamo passati attraverso cambiamenti epocali della nostra società e ancora c’è chi ragiona da tifoso come se esistessero veramente dei compartimenti stagni ed immutabili (quelli che a prescindere hanno ragione e quelli che a prescindere hanno torto)? Credo che molti di quelli che criticano Berlusconi debbano fare un esame di coscienza, perché il riflesso condizionato con cui votano il proprio partito è lo stesso che Berlusconi è riuscito ad instillare nei propri supporter. Sono due faccie della stessa medaglia. Il sistema ormai sembra in corto circuito.
14 February 2013 alle 11:40La teoria del gelataio può forse esserci di un qualche aiuto
14 February 2013 alle 12:15http://www.ilpost.it/mauriziocodogno/2011/05/14/di-elezioni-e-gelatai/
Mi pare sensato quello che ha detto Renzi in sintonia con Costa, non capisco questa tendenza masochistica di chi dice che i voti di quelli che hanno votato Berlusconi non li vuole, come si è già scritto allora si potrebbe vincere un’elezione solo per astensionismi di massa a senso unico o grazie ai nuovi elettori.
14 February 2013 alle 12:58Cerchiamo di non essere troppo frettolosi e duri nel giudicare gli elettori di centrodestra, non tutti hanno votato Berlusconi perché fa il simpatico con le ragazze, diciamo così, se uno si rende conto di errori di valutazione passati o cambia idea perché è deluso ben venga, le porte dovrebbero essergli aperte, meglio tardi che mai.
Questo non significa, mi pare chiaro, che per conquistare i delusi da Berlusconi lo si deve rincorrere sul suo terreno delle promesse mirabolanti e delle battute da osteria.
C’è uno speciale di dodici pagine nel numero di due settimane fa dell’Economist, una panoramica sulla situazione dei paesi nordici, che vale la pena leggere e dimostra quanto queste parole siano giuste ed importanti.
La Scandinavia, per decenni legata ad una visione del mondo socialista e statalista, da più di vent’anni ha abbandonato una visione ideologica del mondo e, abbaracciando un atteggiamento più pragmatico (scientifico, se vogliamo), ha riformato il sistema dei suoi paesi con liberalizzazioni e alleggerimenti burocratici che sarebbero stati inconcepibili solo qualche anno prima perché in conflitto enorme con i principi socialisti.
Una democrazia matura va oltre alle ideologie, che sono sempre semplificazioni, per permettere alla gente di discutere dei problemi nel merito, in modo da affrontare il mondo che cambia senza pregiudizi. Per questo serve un livello alto di educazione, una realtà purtroppo assente nel nostro paese. Molti dei nostri elettori cercano aderenza ideologica dai loro rappresentanti, piuttosto che dati e proposte concrete, e questo è un problema vero.
14 February 2013 alle 13:07[“non conosco i valori di base delle persone che hanno riso a quella battuta”
Cos’è questo rumore? Sembrano unghie su uno specchio…]
Perche’ tutti si stanno alzando in piedi?
14 February 2013 alle 14:41Ah, entra la Corte del Processo alle intenzioni.
Stefano
La legge elettorale non è però ispirata da Dio ai suoi profeti: l’ha fatta Berlusconi e i partiti sono stati ben contenti di tenersela.
Poletti
Quelli che credono nel rimborso dell’IMU e altre menate varie potranno pure essere sciocchi, ma forse si perde di vista PERCHE’ credono alle promesse di Berlusconi: certo, a destra ci sono i grandi interessi costituiti, per cui si vota anche per avere un governo più amico dell’impresa che del lavoratore, ma tanti votano a destra solo perché vogliono un po’ più di soldi in saccoccia, un po’ meno burocrazia, più lavoro.
14 February 2013 alle 14:50Tutto questo in parte è incompatibile con alcuni valori progressisti, ma per larga parte, anzi larghissima, l’elettorato chiede semplicemente sviluppo.
Un partito progressista, senza vendersi l’anima, può avere qualcosa da dire a questa gente, mantenendo fissi i propri ideali. Come dire, ad es.: non ti porterò Reagan su un piatto d’argento, ma l’efficienza amministrativa e la rapidità nei pagamenti della PA, quella te la posso garantire, insieme con una serietà di fondo mostruosamente più grande della destra.
E invece no. Bersani e il PD sembrano convinti che tra il partito e gli Italiani, siano gli Italiani a doversi adattare al partito, e non viceversa.
E molti elettori di sinistra sembrano essere d’accordo…però poi se i governi durano due anni scarsi non è che ci si può lamentare.
a) Di elettori di area berlusconiana ne conosco quanti me ne bastano per dire quello che dico, ovvero molti.
14 February 2013 alle 15:36b) Lorenzo, non disturbarti, non ci tengo nemmeno io ad aver vicino un ragazzetto presuntuoso che non capisce mai quello che un interlocutore ha intenzione di dire.
c) Allora, parliamone, degli scenari politici, culturali, umani di chi ha creduto e apprezzato il signore del Quante volte viene?
sacrosanto. E fondamentale. E’ una delle ragioni del nostro declino, come paese, perchè è causa dell’immobilismo e della refrattarietà ad ogni cambiamento del nostro sistema politico; che, significativamente, si unisce poi invece ad un elevatissimo trasformismo dei singoli politici.
Purtroppo per decenni si è alimentata una visione “antropologica” della differenza sinistra-destra. Non è però solo “colpa” della gente, è un tipo di (in)cultura alimentata consapevolmente e interesatamente dalle classi dirigenti perchè fa molto comodo avere un bacino elettorale “fisso”, almeno tendenzialmente, che ti vota solo per tradizione, per “appartenenza”. Fa molto comodo perchè così non devi convincere le persone con veri progetti politici, e con la verifica dei fatti, non devi innovare, sperimentare, RISCHIARE (la parola peggiore per la politica italiana! purtroppo), stai sul conosciuto e ti conservi in sella. Na volta vinci, n’altra perdi ma tanto che te frega? l’importante non è fare qsa per il paese…anche se perdi, nel sistema italiano, riesci sempre ad avere cmq brandelli,spoglie di potere e sottopotere sufficienti a garantire il perpetuarsi del tuo pezzo di classe dirigente, le tue clientele. Anche perchè mica c’è solo il governo nazionale, ci sono 5000 comuni, 100 province, 20 regioni, migliaia di società municipali, enti, consorzi, fondazioni ecc. ecc. Insomma l’importante è rimanere “nel giro”.
POi se le cose vanno bene, bene; se le cose vanno male, non c’è verifica: la colpa la si fa ricadere sui “nemici” o sugli alleati “traditori”..
Da noi abbiamo ancora gente che vota partiti “di destra” perchè il nonno o il bisnonno era stato repubblichino, e che vota partiti “di sinistra” perchè il bisnonno era partigiano…
Poi c’è anche un altro problema che alimenta il conformismo e l’immobilità all’interno degli schieramenti ed è la struttura clientelare dei partiti e il dominio partitocratico su un ampia fetta dell’economia nazionale. Ci sono milioni di persone (x il n. di componenti delle relative famiglie) che “vivono” direttamente o indirettamente di politica, che ottengono il posto in comune piuttosto che nella cooperativa piuttosto che nell’ente…tramite le conoscenze nel partito ; questi magari lo capiscono che la differenza antropologica è un gran cavolata, vedono le cose dietro le quinte, ma finiscono per “crederci” d’ufficio…ci devono credere perchè la loro vita è organizzata così, tutta sull’appartenenza a questa comunità-partito.
14 February 2013 alle 15:41Chi non condivide il discorso di Renzi ha davvero paura che il Paese possa cambiare, anche in meglio. Come sappiamo, in Italia l’appartenenza alle comunità politiche è sempre stata una forma identitaria fortissima, dai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini alla specularità perfetta delle due chiese, cattolica e comunista.
14 February 2013 alle 15:47Nel proprio buco, circondati da gente che la pensa esattamente come te, che ha le tue stesse abitudini, che va negli stessi luoghi, si sta comodi. Per inciso, chi non facesse parte delle due chiese principali, troverà la sua setta, la sua forma autonomista, ancora più chiusa e radicale (e stracciacazzi). Oggi a Sinistra la questione si complica: da una parte c’è l’area PD, che nasce dal compromesso tra le due chiese di cui sopra, e che si è inventata la risibile formula “Popolo di Sinistra”, dall’altra la “sinistra-sinistra”, per cui, in varie gradazioni, vale ancora la pura contrapposizione sociale. Qualche giorno fa Vendola ha definito («scherzosamente») «le élite di Monti» come «un’etnia» (!). La mobilità sociale diventa necessariamente una sorta di tradimento di classe, se la si pensa così. Ma sono troppo storditi, non se ne accorgono.
Quando guardo l’elettore medio italiano non mi chiedo se abbia la capacità e/o il diritto di cambiare idea. Mi chiedo cosa bisognerebbe fare per far sì che finalmente si faccia delle idee proprie e non semplicemente segua chi urla di più.
14 February 2013 alle 16:40Perché presupposto per cambiare idea è… avere almeno un’idea.
Saluti,
Mauro.
Così a occhio negli ultimi due turni delle politiche l’astensione è aumentata di un 10-15% e da un anno a questa parte sono comparsi Lista Monti e M5S che messi insieme fanno un 30% dei votanti. Tutta roba che prima non c’era. Siamo sicuri che l’elettorato italiano sia così tanto immobile?
14 February 2013 alle 17:16@Matteo:
No, di assurdo c’è solo la rappresentazione dell’elettorato attraverso due dati entrambi teorici e completamente scollegati dalla realtà:
14 February 2013 alle 17:54la divisione dell’elettorato in due uniche parti e l’assegnazione di quote % a totale 100.
La realtà è al contrario fatta da un numero di partiti per i quali non bastano le dita delle mani e una % di votanti che quando raggiunge il 70% si parla di entusiasmante partecipazione.
Allora adesso prova a rileggere il ragionamento considerando che fatto 50milioni gli aventi diritto, ne votano forse 30 e quindi ne restano a casa circa 20.
Fatto questo primo conto considera che di quei 30, il partito che prende di più ne prende il 30%, quindi nemmeno 10 milioni, mentre la parte che non prevale ne prende il 25 quindi facciamo nemmeno 8.
Hai quindi i (tuoi) Blu che hanno convinto 10 mln e i (tuoi) Rossi che ne hanno convinti 8.
Allora cosa ha più senso per i Rossi, mettere in piedi una macchina persuasiva tale da dirsi talmente efficace da essere attraente per il 30% degli elettori Blu (una roba che non riesce nemmeno agli stessi partiti vs i propri elettori indecisi figurati vs quelli opposti) o vogliamo dire che forse se qualcuno cominciasse ad accorgersi che là fuori ci sono circa 20 milioni di persone, equamente divise tra i due schieramenti e quindi facciamo un bel 10 milioni a testa, che GIA’ sono predisposte a votare la propria parte se solo gli si fornisce un motivo un po’ solido di “Perchè gli altri sono caccapupù”, magari hai margini di raccolta decisamente maggiori di quanti ne abbia chi si avventura nella meravigliosa impresa di convince un berlusconiano che berlusconi è un farlocco o un bersaniano che bersani è un comunista?
La riattivazione di un disilluso della propria parte dovrebbe essere, per chi crede nelle proprie idee, una cosa decisamente meno complessa (faticosa) perché puramente formale, di quanto non risulterebbe faticoso riformularsi nella sostanza per essere attraenti per l’altra parte.
Senza contare che se io fossi capace di convincere chi ha sempre avuto un’idea pessima di me, significherebbe il mio disporre di qualità e capacità persuasive di dimensioni storiche.
Ma se dispongo di quelle qualità si torna a bomba: perché allora non mi rivolgo ai miei 10 un po’ titubanti ma pronti e quindi facili a riattivarsi, per convincere i quali non deve nemmeno utilizzarle tutte a fondo?
Se sono così capace nell’arte della persuasione, perché non vado a prendermi quelli che già sono sulle mie posizioni e hanno solo un problema di fiducia, che sono numericamente molti di più di quelli che non mi hanno mai creduto ma lo stesso sono pronti a ridiscutersi, che in una “fazione” che non sposti nemmeno se gli arresti tutti i candidati se sono il 2% sono fortunato?
La risposta, assente, a questo quesito rende il discorso dell’andiamo a prendere i loro un discorso puramente teorico e privo di qualsiasi base concreta.
@ piti tu hai detto di conoscerli.. spiegami le deduzioni sui valori di quelle persone che hai fatto vedendo la scena. Fammi l’identikit: se ridi davanti a quella scena questo dimostra inoppugnabilmente che..??
@Il delatore per favore illustrami i valori di base delle persone che hanno riso a quella scena.. io non li ho colti. non vorrai lasciarmi nell’ignoranza! illustra i caratteri che distinguono la tua razza dalla loro.
14 February 2013 alle 18:45Solo io vedo un elefante a pois nella stanza? Si parla tanto di conquistare la barbarica tribù dei berlusconiani, cosa che i militanti di sinistra vedono (a torto o a ragione) come un patto col diabolo. Ma solo io vedo le ampie praterie che si stendono altrove? Iniziamo: un mese fa il PD galleggiava intorno al 38%: dove sono finiti quei voti? Erano berlusconiani delusi che erano stati semicivilizzati, ma hanno ceduto al richiamo selvaggio delle battute del loro capotribù? O più semplicemente il PD ha sbagliato campagna elettorale?
14 February 2013 alle 18:47Poi, più a nord si estende la neonata tribù dei grillini, trogloditi che non chiedono altro che partiti più puliti. Costerebbe tanto dare quantomeno l’impressione di pulizia, di onestà, di interesse per il popolo? O quelli che votano Grillo lo fanno perché gli ha promesso la Biowashball?
Infine una nota sui leggendari popoli dell’estremo ovest, oltre le Colonne d’Ercole, i cui perduti voti spuntano fuori a ogni campagna: ma esistono? sono così tanti? No, perché io vedo tutti gli atomi della sinistra extraparlamentare che assieme non fanno il 2%, ma magari ci sono schiere di neomarxisti astenuti. Eppure nelle leggende costoro sarebbero un esercito infinito, che il giorno del Ragnarok ritornerà per combattere di fianco agli Dei.
Riassunto per chi odia il fantasy (ma segue la politica…): PD ai livelli di un mese fa + voti dei grillini = maggioranza assoluta.
Per non parlare poi, di quelli che votano CONTRO il PD, ma lì si scoperchierebbe il vaso di Pandora…
BROONO e TOBUTO messi insieme mi piacciono assai. Aggiungo che gli ultimi sondaggi vedono un significativo calo della quota astenuti/indecisi e, a occhio, a me pare che il grosso delle variazioni intervenute da un mese in qua sia sostanzialmente dovuto alla “discesa o salita in campo” di parte di costoro.
14 February 2013 alle 19:04mi stupisce che quando si parla di questo tema ci si barrica sempre nelle due fazioni opposte, concentrandosi solo su un lato del problema. e non è un tema limitato alla tifoseria italica, provate a chiedere a un elettore democratico registrato in USA (la differenza è che in USA i “tifosi” politici sono molto meno in % e quindi il peso relativo minore).
è ovvio che “convincere gli elettori dell’altra parte” significa anche “avvicinare le proposte a quelle dell’altra parte”. quindi, nel merito, l’apertura a destra o al centro è una faccenda di contenuti. se si tralascia questo, resta solo l’aspetto folkloristico, della simpatia o dell’antipatia. se voglio portare più rockettari alla Scala, forse devo mettere in cartellone un paio di cover di Springsteen fatte dalla filarmonica. Il contenuto viene prima.
discutere di aperture, quindi, è discutere di programmi. i più liberali sono più favorevoli dei più socialisti, non per questione di metodo (perché sennò sembra solo una questione di metodo) ma per questioni di merito.
14 February 2013 alle 19:30A chi critica l’opinione di Francesco Costa e giustamente cita il caso degli elettori che credono alle favole di Berluscone, vorrei dire una cosa.
14 February 2013 alle 19:45Gli elettori si dividono in due tipi: i tifosi sfegatati che votano per un partito o un leader a scatola chiusa, e le persone concrete che votano in base a criteri più razionali, quali la solidità dei programmi, le alleanze proposte, il carisma del leader ecc.ecc.
Chi invita il PD a guadagnare voti nell’elettorato del PDL allude al secondo tipo di elettori, cioè a quelli che votano PDL più per disperazione che per adesione concreta a quel partito. Esistono, faccio un esempio, molte persone che voteranno Monti o Giannino e che in passato hanno votato Berluscone perché non esistevano alternative serie a Berluscone: di certo un imprenditore del nord est non potrebbe mai votare per una coalizione che ha creato quell’abominio rappresentato dall’IRAP, ad esempio….
Io ho [quasi] sempre votato per i Radicali, eccetto due volte in cui ho votato Ulivo e SEL [era alle europee e votai più per i candidati proposti da SEL che per il partito in sé]. Questa volta volevo dare fiducia al PD, nonostante Renzi avesse perso alle primarie, ma Bersani e Fassina sono riusciti a convincermi a votare per Giannino.
Immaginate quanti ex-elettori del PDL avrebbero potuto votare per il PD, e invece voteranno ancora PDL oppure opteranno per l’astensione?
…azz’, Broono. Hai sempre due marce in più. Pensieri e parole, ma davvero.
14 February 2013 alle 20:34Sacrificate me, vi prego, sull’altare della moderazione/censura dei commenti, ma lasciate parlare Broono. Mi sacrifico volentieri, in questo caso.
Condivido quanto scritto da Costa. Renzi poteva essere il primo politico a cambiare il gioco della politica italiana, uno dei pochi a uscire dalla logica che ha sempre dominato la sinistra: “non è colpa di Berlusconi ma di chi lo vota.”
14 February 2013 alle 21:23La destra non comprende solo maleducati corruttori ma anche tanti imprenditori autonomi, orgogliosi nazionalisti, anziani conservatori che odiano la democrazia di piazza, e tante altre tipologie di persone oneste che non si riconoscono nella sinistra attuale ma non vogliono la nuova dc di monti casini.
C’è un vuoto come in passato e incredibilmente Berlusconi è l’unico che si presenta decisamente a destra. Non dico che Renzi potesse prendere i voti “buoni” della destra ma avrebbe senz’altro spinto questi voti “buoni” all’astensione o verso Giannino.
La destra “buona” in realtà non ama Berlusconi e le sue idiozie ma vuole una rappresentanza parlamentare tra i cui principali obiettivi non ci siano: il matrimonio omosessuale, la concertazione con la cgil, la preferenza del pubblico sul privato, l’ecologia. Ho detto principali ma non assenti.
A me è bastato vedere scavalcare i tornelli in metro per non pagar e il biglietto a tanti che andavano a manifestare in Duomo per “Se non ora, quando”, per avere la conferma che chi divide manicheisticamente gli elettori in blocchi omogenei ha le idee quantomeno confuse.
14 February 2013 alle 23:56Tempo fa mi è capitato di essere ad una cena di conoscenti dove tra gli invitati c’erano alcuni tra i più fetenti evasori che conosco. Peccato che non ci fosse Piti perchè avrebbe potuto ascoltare tante parole suadenti sulle gioie di essere progressisti e di come il PD rapprsenti il sol dell’avvenire.
Io sono d’accordo. Se il PD mi garantisse che non vuole (più) il finanziamento dei partiti, che (davvero) abbatterà i costi della politica, che (finalmente) ha deciso di non fare più la TAV, che diventa (realmente) laico, che (questa volta) farà una legge sul conflitto d’interessi, che (magari!) manda in pensione D’Alema, potrei anche votarlo.
15 February 2013 alle 00:00Ulteriore nota a supporto della tesi che vede la ricerca dei voti dell’altra parte una strada perdente per definizione:
15 February 2013 alle 03:46Teniamo sempre buoni i 10mln che al momento ti votano.
Se decidi di provare ad aumentarli andando a prenderne altri dagli 8 della parte opposta, puoi farlo solo riposizionando alcune tue scelte, in particolare quelle di politica economica, portando in secondo piano perché siano meno evidenti (e quindi vincolanti) quelle di politica sociale che per i nuovi arrivi costuiscono “valori non negoziabili” la cui intangibilià è la prima garanzia che pretendono in cambio del loro seguirti sul resto.
Mettiamo che ci riesci, perfetto, hai riscritto la tua politica economica perché divenisse attraente per chi fino a ieri votava berlusconi e come cocktail di benvenuto gli hai offerto le tue posizioni sulle libertà civili.
Quanti dei tuoi 10mln precedenti restano lì ad attendere il torpedone con i nuovi amici e quanti invece ti mandano definitivamente a quel paese come sono tentati di fare da quando per metterti con la Binetti hai accettato di zittire il dibattito su quei valori di cui sopra?
Un berlusconiano lo convinci solo allontanandoti ancora di più e in maniera il più possibile definitiva da quelle briciole di sinistra che erano riuscite a sopravvivere al meraviglioso processo di fusione tra sinistra progressista e cattolici moderati che oggi porta il nome di PD.
Ma se abbandoni anche quelle ultime briciole, è evidente che quelli che fino a oggi ti hanno votato nonostante l’evitente processo di erosione, non staranno lì a prendersi l’ennesimo (e ultimo) calcio, il che significa che per ogni berlusconiano convinto a passare di qua avrai non meno di due dei tuoi che ti fanno ciao ciao, visto che da quando i partiti marcatamente di sinistra sono scomparsi dal parlamento, in quei tuoi 10mln non sono pochi gli elettori che si sono turati il naso ma non è che possono stringere ancora e anche fossero pochi saranno comunque in numero superiore ai berlusconiani che sarai in grado di persuadere.
Allora la scelta di spostarsi più “in là” per avvicinare il confine con l’altra parte fino a dissolverlo, così fascinosa quando raccontata davanti a un mecbuc, è una strada che flussi alla mano non può che rivelarsi inutile nella migliore delle ipotesi, distruttiva nella peggiore.
Perché nella migliore delle ipotesi per ogni Blu convinto hai un Rosso che ti saluta e quindi tutta ‘sta fatica e i tuoi 10mln sempre 10 restano e se una quota % cresce grazie a questa tua pensata quella quota è l’astensione.
Nella peggiore delle ipotesi invece, quella che ti ha visto giocarti il tutto per tutto quindi le tue parti più identitarie pur di piacere ai tuoi ex avversari, per ogni Blu convinto ne hai dai 2 ai 3 dei tuoi Rossi che ti salutano e quindi tutta ‘sta fatica + il sacrificio di quel poco che ti differenziava e ne esci pure con % ridotte rispetto a quelle di cui disponevi quando hai avuto ‘sta tatticissima pensata.
La politica non è un CdA, dove i presenti votano tutti e per avere la maggioranza, che funziona col principio dei vasi comunicanti, devi per forza convincere chi votava contro la tua mozione.
Non è vero che per aumentare i tuoi voti l’unico modo è pescare dall’altra parte e chi sostiene questa tesi o sta consapevolmente mentendo nascondendo la consapevolezza del fatto che la scelta è a somma negativa o comunque azzardata quanto il giocarsi un secco alla roulette, o ha veramente e definitivamente trasformato la politica da quel processo storico fatto di cicli decennali che è sempre stato, in quel televoto a chi viene meglio in tv per 5 minuti che è diventato oggi.
Se questa è l’idea che il PD ha della politica, allora la strada è inversa, è da quella parte che c’è posto per voi, non da questa per loro.
(grazie Piti, ma non serve sacrificio; lo scambio dei prigionieri è come la ricerca del voto di destra: a somma negativa in ogni caso. Sto bene così, espulso e felice)
Sottoscrivo in pieno la posizione di Broono. Spesso la “sana alternanza” che Costa auspica e che apprezza in altri paesi – il pensiero va subito alle tanto decantate democrazie anglosassoni – è solo il sintomo di un’appiattimento dell’offerta politica, e dunque a un indebolimento della democrazia.
15 February 2013 alle 11:12Non a caso nelle succitate democrazie anglosassoni l’astensionismo raggiunge livelli altissimi, proprio perché ormai molti si sono stancati da decenni di votare partiti praticamente uguali, che rispondono alle stesse logiche e agli stessi interessi economici.
Condivido la tesi di Costa. Un partito non si deve necessariamente snaturare, ma innanzitutto dovrebbe puntare sul proprio programma e cercare di dimostrare che è migliore del programma degli avversari e non puntare sulla demonizzazione degli avversari, perchè così facendo si è ottenuto soltanto una balcanizzazione dell’elettorato e una notevole perdità della qualità degli eletti (favorita in parte anche dalle nostra legge elettorale).
15 February 2013 alle 12:47Faccio un esempio: il csx ha sempre puntato sull’impresentabilità morale di B., a prescindere dalle proprie idee politiche e dal proprio programma, ottenendo il risultato di vincere le elezione ma non riuscire a governare il Paese e consegnando maggiornaze incredibili a B. alle elezioni successive
spago
15 February 2013 alle 14:51la scena di B che dice, Lei viene? e scatena l’ilarità in platea dimostra indubbiamente, in coloro che hanno gradito il simpatico siparietto, che:
a) c’è un rispetto ormai acquisito verso la donna, non più vista come un hardware fatto di culo tette e bocca ma di cervello dignità e qualità umane e professionali;
b) c’è il rispetto per un interlocutore in condizioni di inferiorità economica e professionale, senza abusare della condizione padronale;
c) c’è l’acquisizione, certo lenta ma sicura, di quel buon gusto culturale in senso lato, che ti fa sorridere di fronte a battute francamente esilaranti e giammai sentite prima;
d) c’è il senso del disprezzo per l’effetto branco, quel brutto sentirsi forti quando si è in tanti e l’altro è solo, effetto branco evidentemente rigettato dalla platea;
e) c’ il senso della propria dignità, che non si piega a compiacere battute da umorismo aziendale di serie C, ma sa mantenere la schiena dritta.
Io, nel pubblico che rideva, ho visto questi valori.
E voi, parlatemene, voi, che vorrei vedere cosa ci avete colto.
più efficace di Renzi
15 February 2013 alle 15:52Sono in gran parte d’accordo con Broono, però ci sono un paio di punti di cui vorrei parlare.
15 February 2013 alle 17:011) Sofri l’altro giorno ha riportato un articolo straniero in cui il giornalista si stupiva che i partiti parlassero praticamente solo ai loro. Ora tra “parlare solo ai propri” e “parlare ai berlusconiani” tertium est datur: piddini e berlusconiani assieme faranno un terzo degli Italiani. Perché non si parla agli altri due terzi?
2) Senza pretendere che sia la chiave definitiva, tendo a interpretare la politica sotto forma di narrazione (cfr. http://www.ibs.it/code/9788842814955/westen-drew/mente-politica-ruolo.html), anche perché non credo che ci sia tutta questa consapevolezza circa la “politica economica” (punto su cui tornerò in seguito). In questo senso, sempre restando nell’ambito economico, il conflitto pubblico – privato è declinato sotto forma di due opposte narrazioni:
- Imprenditore grande lavoratore, che manda avanti l’Italia, vessato dal pubblico e dallo stato e dal dipendente pubblico fancazzista e corrotto e dalle tasse, la cui evasione è comprensibile.
- Imprenditore ignorante, disonesto ed evasore, che schiavizza i lavoratori e che inquina, contro dipendente pubblico unico onesto, indefesso lavoratore, il cui lavoro è senza prezzo e senza possibilità di valutazione, giacché ogni forma di controllo rappresenterebbe un attentato alla sua autonomia di giudizio.
Ora, entrambe le narrazioni sono delle vaccate, e non serve che spieghi il perché. Mi piacerebbe che il partito cercasse di rendersi conto che ci sono cose giuste e cose sbagliate in entrambe. Invece mi ritrovo Bersani che attacca Renzi perché ha parlato con i finanzieri e blatera di fondi alle Cayman: è evidente che sta parlando solo alla base che ha già abbracciato questa narrazione. Solo che con la base e basta non si vince.
3) Detto questo, arrivare ad appendere una stella di David a chi ha votato Berlusconi non mi pare né intelligente né utile: come c’è chi vota PD pur conoscendone i profondi limiti (voi affidereste la gestione finanziaria di un paese a un partito che ha portato Montepaschi al disastro?), c’è chi vota Berlusconi pur conoscendone i limiti.
4) La politica economica:
Ma veramente pensate che ci siano tutti questi margini di decisione in politica economica? La gestione del bilancio pubblico dipende in gran parte dagli accordi europei; gli investimenti pubblici sul territorio e in grandi opere dipendono in gran parte dai fondi europei; gli accordi commerciali sono fortemente condizionati dall’Europa (abbiamo visto che succede a fare patti con Gheddafi senza consultare i Francesi, per dire); non c’è la capacità di fare riforme strutturali della PA, né di riformare la giustizia (se poco poco il PD ci prova si ritrova un caso Montepaschi al mese). Monti e Bersani, al netto della campagna elettorale, hanno lo stesso programma economico. Berlusconi e Grillo hanno programmi evidentemente irrealizzabili. Quando stiamo parlando di politica economica, di che stiamo parlando?
L’unica decisione che FORSE abbiamo in politica economica è dove prendere i soldi per fare quella finanziaria correttiva l’anno che ci siamo di fatto impegnati a fare. E considerata la forma del parlamento credo che si risolverà in un banale scontro tra lobbies.
@ broono
dipende.. può darsi che i voti che hai conservato siano quelli che era più facile conservare e che i disillusi che ti hanno abbandonato siano anche i più fanatici e che per riavvicinarti alle loro posizioni non dovresti fare così poca fatica, ne potresti conservare tutti i tuoi elettori attuali. Immagina che il Pd peschi in un elettorato che va appunto dal centro alla sinistra, dai liberali agli “illiberali”, dagli aperti sui diritti civili, ai “chiusi”, e che sia chi è più vicino a un estremo che all’altro sia “volatile”. Se stai in equilibrio conservi i tuoi elettori ma se ti sposti da una parte o dall’altra ne perdi.
Ti racconto una storia.. considera questo scenario.. a sinistra il tuo tot di elettori, che si asterrebbero o voterebbero qualcun’altro. A destra il Pdl allo sfascio, Berlusconi che si è ritirato dopo che il suo ultimo governo è crollato nell’ignominia portando il paese alla bancarotta e consegnadoci al govenro tecnico, travolto dagli scandali sessuali e dai processi, condannato, abbandonato da molti dei più validi dei suoi (Crosetto, Cazzola, Straquadanio, Albertini.. per es.), al posto suo Alfano che non convincerebbe neanche Berlusconi a votare per lui.. i sondaggi danno l’elettorato Pdl in fuga libera: il 15% e passa ha abbandonato il partito.. Per di più la Lega a sua volta è finita nella m. per le vicende Bossi, Belsito, Etc.. Intanto continuano a uscire nuovi scandali su gente del Pdl.. da Fiorito a Verdini, passando per l’intera giunta lombarda, Firmigoni compreso..
In questo scenario, dove a sinistra hai il tuo tot da riconquistare e a “destra” hai ben più di quel tot in libera uscita, arriva un Renzi, che per personalità e proposta politica, potrebbe convincere una parte importante dell’elettorato libero a votare Pd. Lo dicono i sondaggi, lo dicono gli opinionisti, lo dicono i giornali di centrodestra e anche quelli più di sinistra (piccati, accusatori, preoccupati). Pare addirittura che Berlusconi non accetterebbe la sfida per paura di perderla e non tornerebbe in campo. Pare addirittura che il premier del govenro tecnico non si trasmuterebbe da tecnico a politico. Tutta questa gente disposta a votare il Pd di Renzi è gente disposta a votare un programma immensamente più a sinistra di quello di un Berlusconi o di un Casini: basta confronare la proposta di Renzi con quella di Berlusconi e si può constatare la distanza.. D’altro canto Renzi è nuovo, propone la rottamazione, ha uno stile ben differente dai suoi predecessori, per chi ha un problema di stomaco a votare Bersani Renzi è accettabile, sono stufi marci, gli fa schifo l’intera cloaca del centrodestra, insomma perchè no?
Secondo me in queste condizioni cercare di papparsi una buona parte di elettorato berlusconiano era più che fattibile. E avrebbe voluto dire lasciare il Pdl senza buona parte del suo elettorato, metterlo fuori gioco. E allargare la base elettorale del Pd oltre i suoi limiti consueti, oltre le sue categorie e consorterie abituali. Avrebbe comportato la perdita di una parte di elettorato più a sinistra. Ma penso che il bilancio sarebbe stato positivo.
Ma ci sono state le primarie e si è scelto altrimenti, Ichino se n’è andato, Fassina è responsabile economico del Pd, la linea è di contiguità con la Cgil e ci si è alleati con Vendola, dalle liste si è discretamente provveduto a tner fuori la gran parte dei liberali e dei renziani. Insomma si è seguita in buona parte la tua strategia! Adesso vediamo quanti milioni di voti il Pd recupera..
Ma per andare in questa direzione fino in fondo il Pd dovrebbe chiudere completamente a Monti, perchè non penso che a chi è più a sinistra possa andare bene allearsi con Monti-Fini-Casini (se uno è da sinistra contro Renzi e a favore di Monti Fini Casini è matto), quindi questa alleanza brucia sicuramente tutto il recupero a sinistra.
Ora te lo chiedo: se completasse il percorso, mandasse a quel paese Monti, che è evidentemente di destra (liberale, moderato, quelche si vuole, ma come impostazione è di destra) e si rivolgesse ai delusi alla sua sinistra, secondo te potrebbe vincere?
secondo me assolutamente no.
15 February 2013 alle 19:02Vedo che è venuto fuori un bel dibattito, complimenti soprattutto a Broono e Tobuto per i loro interessanti contributi.
17 February 2013 alle 20:05La questione della migliore strategia elettorale per il PD comunque rimane abbastanza aperta: è meglio evitare emorragie a sinistra e cercare di convincere gli indecisi di area o conviene di più intercettare il consenso moderato in libera uscita con programmi meno caratterizzati ideologicamente?
Sinceramente non ho la risposta, l’unica cosa che mi sembra di poter dire è che per tradizione l’elettorato italiano che si identifica con un’offerta di sinistra (prendendone tutte le possibili gradazioni) sia stato sempre o quasi minoritario nel paese, perciò immagino che con un’ offerta politica progressista meno “schierata” il saldo elettorale potrebbe essere positivo.
Quello che scrive Spago è in buona parte condivisibile, anche se ovviamente non avremo mai la controprova: la strategia del PD, determinata dall’esito delle primarie, probabilmente renderà ancora più certa una complicata alleanza con Monti (quindi con UDC, FLI ed altri che certamente hanno poco a che fare con la sinistra), cosa che vanifica in buona parte il tentativo di tenersi i voti a sinistra e non a caso è spuntato Ingroia con l’intento di fare cassa. Nel frattempo gli indecisi moderati saranno sempre più tentati da Monti (visto che poi si allea col PD…), Grillo (moderati forse, ma un po’ rotti), Giannino (se ideologicamente più liberal) o da un ritorno barbarico alle origini berlusconiane (“e se l’IMU ci tornasse veramente indietro?”).
Con Renzi alla guida della coalizione di centrosinistra, Igroia ci sarebbe stato lo stesso, forse sarebbe anche cresciuto un po’, però al netto di un mancato ritorno di fiamma berlusconiano e di un minor appeal del centro montiano, di Grillo e Giannino, non sarebbe stato così improbabile, a legge elettorale invariata, un’autosufficienza numerica dei partiti di sinistra nei due rami del parlamento, cosa che di per sé avrebbe mantenuto più a sinistra la loro agenda rispetto a quella che c’è da aspettarsi seguirà all’ormai inevitabile e problematico compromesso con la lista civica di Monti.
Però bisogna dire anche una cosa: il PD attuale, come da tradizione, soffre di un’incapacità enorme nel fare campagna elettorale, perciò esiti elettorali deludenti vanno attribuiti anche a questo aspetto comunicativo e non solo a questioni di strategia.
In tutto questo poi va ribadita una cosa: va anche bene non snaturare programmi e strategie per corteggiare i berlusconiani delusi, però sarebbe meglio evitare di gridare in giro che al PD quei voti lì proprio fanno schifo… come si diceva giustamente anche tra gli ex-elettori del PDL ci sono diversi gradi di approvazione e assuefazione.
@Spago:
17 February 2013 alle 21:11Essendo molta roba provo a tentare con tutto il mio impegno una sintesi di cui, è noto, non sono capace.
Tempo fa in uno scambio sul medesimo argomento, proposi di spostare il punto di vista, perché mi sembra che puntualmente la questione sia condizionata dal fatto che viene sempre affrontata tenendo come unico obiettivo la vittoria, come fosse il punto fermo condiviso intorno al quale si fanno poi girare le rispettive ricette.
Provai in sostanza a proporre di affrontare la questione eliminando la vittoria come unico faro di navigazione.
Ottenni naturalmente poche risposte e comunque contrarie, dal momento che per i più se non c’è vittoria non c’è proprio questione di cui parlare.
Qui sta secondo me invece proprio lo stallo di ogni possibile soluzione che contenga in sé sia la ricerca di una identità forte sia la necessità di allargare il più possibile il bacino di chi in quell’identità di riconosce, ricerca che non può che esaurirsi nel momento in cui si scontra inevitabilmente con la necessità di vincere, obiettivo che per essere raggiunto richiede il sacrificio di uno dei due elementi, generalmente il primo.
E lì arriva infatti il cuore del tuo intervento, nel momento in cui per supportare l’efficacia della tua ricetta descrivi non tanto l’area identitaria da costruire, quanto la balcanizzazione dell’area opposta, per un (breve) periodo caratterizzata dall’esodo di migliaia di profughi che come ogni profugo sarebbero pronti a qualsiasi stravolgimento pur di essere salvati, stravolgimento che tu sei pronto a offrirgli per vederli considerarti un possibile salvatore.
C’abbiamo bombardato Belgrado usando questo meccanismo logico, figurati se “qui a sinistra” non sappiamo usarlo per legittimare meno cruenti allontanamenti dalla propria natura.
Il punto è che non si possono rapportare due % come l’esodo della parte opposta causato dall’implosione e i disillusi della propria, perché sono % entrambe matematiche ma che si riferiscono a elementi completamente diversi tra loro.
E’ la stessa differenza che caratterizza i concetti commerciali di “volume” e “valore”, se sai cosa intendo, che non a caso nelle raccolte dati vengono considerati separatamente pur riferendosi ai medesimi prodotti.
Puoi anche avere un numero di profughi affamati dieci volte superiore al numero dei tuoi disillusi, ma questo non è elemento sufficiente per dire corretta la scelta di orientarti verso di loro, a meno che appunto la politica non venga ridotta a una semplice sequenza di scadenze elettorali.
Basta identità, basta progetti a lungo termine, basta politiche d’ampia visione, testa bassa verso un unico obiettivo vincere vincere vincere, vincere domani, non dopodomani, non tra un anno, domani, l’unità di misura della storia ridotta a giorni, quel che succede dopodomani è questione che verrà affrontata dopodomani, oggi tutti a testuggine per vincere, costi quel che costi.
Allora come darti torto, se di là hai una % di indecisi pronti a venire da te, tira fuori il vestito della domenica e portali a cena, correranno di qui perché di là è balcani e tu vincerai, vincerai, vincerai.
In volume o in valore?
In volume, come il tuo confronto % conferma e come quindi è tuo unico obiettivo.
In valore?
No, in valore no perché appena di là si zittiscono i cannoni e torna il messia, la tua % di nuovi amici ci mette sei secondi netti per tornare a casa e tu con la tua vittoria vittoria vittoria ci riempi al limite i racconti al bar perché altro non potrai farne.
Viceversa la % di tuoi disillusi, magari inferiore e meno bella nelle foto della convention con i palloncini, sono anni che manda giù rospi ma lo stesso ti vota ed è servito un vero terremoto come l’esclusione dal parlamento perché nemmeno tutti ma una piccola, piccolissima parte di loro ti abbandonasse, gli altri sempre lì a portarti in parlamento qualsiasi cosa tu gli abbia sbattuto in faccia, foss’anche la Binetti.
Vuoi vincere domani?
Non serve nemmeno scomodare la parola identità, basta seguire l’esempio di Grillo: balcanizza ancora di più e solletica la forca, in un paese stremato come questo toccherai risultati a due cifre in poche settimane.
Mi sto ovviamente dilungando, taglio e rispondo quindi alla domanda che mi poni in chiusura:
“se completasse il percorso, mandasse a quel paese Monti, che è evidentemente di destra e si rivolgesse ai delusi alla sua sinistra, secondo te potrebbe vincere?”
Come te rispondo no, ma a differenza di te e per tutto quanto detto sopra non la vedrei come una sconfitta del progetto, ma come una vittoria.
Se sono di più quelli che la pensano diversamente da me è ovvio e persino giusto che io perda.
E se credo in quello che ho in me e nella mia storia, sono anche contento che vada così.
@Spago:
18 February 2013 alle 01:24Scusa, mi sono reso conto dopo che il cuore del tuo intervento era il taumaturgico potere di Renzi e non volendo ignorare la questione ti rispondo tornando a usare i numeri (visto che con i “pare che pare che pare che” che hai incasellato non si va da nessuna parte) così ti dimostro quant’è facile giocarci a proprio favore.
Aventi diritto 47mln.
Elezioni 2008:
38mln votanti attivi (no schede bianche e nulle), PD: 12mln (33%).
Elezioni 2013:
Intenz di voto PD a inizio campagna elettorale: 38% (18mio)
Ultima rilevazione a fine campagna elettorale 35% (16.400k)
18.000 – 16.400 = 1.600k persi durante la campagna.
Primarie PD 2012:
votanti circa 3mln che sui 12mln di votanti sono il 25%, un quarto.
Il 40% a Renzi = 1.200k
Tenendo come campione il 25% primarie/politiche 1.200k di Renzi = 4.800k elettori per le politiche.
Mettiamo un attimo da parte la matematica e facciamo un salto nella realtà: dopo l’esito delle primarie, leggendo e ascoltando le reazioni, si può dedurre che su 10 che hanno sottoscritto l’impegno a votare PD alle politiche a prescindere dall’esito delle primarie, se alle urne ne porta 2 il PD è fortunato.
Non si è letto altro che fughe, scarica barili, individuatori di colpe altrui, giustificatori di violazione di parola per colpa ovviamente dell’altro, una musica che a un berlusconiano tipo deve suonare abbastanza familiare insomma, il che spiega anche la consapevolezza di avere le basi per poterli avvicinare.
Al netto del personale giudizio sul valore che il mondo renziano (non lui, i suoi elettori) ha mostrato di dare all’impegno della propria parola, si può dire che di quel 1.200k che votò alle primarie, un bel milioncino ha deciso di non tenere fede all’impegno e quindi di non votare PD dopo che in campagna elettorale Bersani ha coerentemente sottolineato la direzione Vendola.
Torniamo alla matematica.
1.600k voti persi durante la campagna elettorale condotta in direzione di Vendola e di CGIL.
4.800k stima elettori renziani su campione % primarie.
Se se ne sono andati quanti sembrano essersene andati leggendo le reazioni se n’è andato il 90%, ma facciamo i bravi e diciamo il 60%: 3mln.
Un numero sufficientemente ampio da poter dire che se solo la metà dei renziani ha deciso di violare il patto elettorale (e sai che sono molti di più), non hai bisogno di andare chissà dove per dare un nome a quei 1.600k persi.
E non c’entra Vendola o la CIGL, la direzione in caso di vittoria di Bersani era nota all’atto della sottoscrizione dell’impegno per votare alle primarie, non è stata rivelata solo dopo.
C’entra quindi l’idea che l’elettore renziano ha dell’impegno e della parola.
Un’idea che lo ha fatto sentire legittimato a cambiare direzione un giorno dopo aver firmato l’impegno a non farlo.
3mln in Volume – 1.600k in Valore.
Qui sopra si dice che cambiare idea aiuti ad averne di migliori.
Vero, per esempio un’idea migliore sarebbe di non sottoscrivere nulla, la prossima volta, se si è di quel tipo là che non gli da alcun valore.
@ broono
mi pareva che il tuo discorso fosse che era più facile riattivare gli elettori più a sinistra e non catturare quelli più a destra, senza entrare nel merito di quale fosse la proposta politica migliore. Chiaro che probabilmente è quest’ultima considerazione che dovrebbe prevalere sulle tattiche per vincere.
Io ho risposto evitando quel piano: in generale il tuo ragionamento filava, ma secondo me nelle circostanze particolari che si erano create (e Renzi c’entra qualcosa, anche senza taumaturgia) poteva essere possibile il contrario.
Ho inoltre di striscio fatto notare che la contrapposizione fra puntare sulla sinistra e puntare sul più a destra fosse in qualche modo fuori dalla realtà presente: Renzi proponeva di catturare gli elettori ex centrodestra (semplifico), Bersani di allearsi con Monti, Fini e Casini. Quindi le due ottiche a confronto erano: puntare sugli elettori di centrodestra, puntare su alleanze con partiti di centrodestra. Di fatto alle primarie si è scelta la seconda: alleanze interne al sistema dei partiti, convincimento degli elettori in secondo piano.
Chiaro che di fonfo al tuo ragionamento, lo chiarisce perfettamente quel che hai scritto dopo per rispondermi, c’era in realtà la considerazione che spostarsi più a sinistra fosse la cosa giusta, perchè nel merito dei programmi e delle posizioni tu sei convinto di questo. Per onestà, è anche chiaro che io sia convinto che i lavoratori, i disoccupati, i precari, i diritti, in particolare dei più deboli, si tutelino con la riforma Ichino e che le proposte di Fassina o di Vendola siano negative, dannose, inefficaci. O che la CGIL non rappresenti che una piccola minoranza, e goda di un peso inappropriato rispetto alla politica e ai partiti di centrosinistra, nonostante si batta contro le riforme che serivrebbero, e sempre a mio parere contro i giovani, i precari, i disoccupati, nuocendo all’intero paese. O che la patrimoniale sia una fesseria.
P.S. scusa se rispondo solo ora.. chissà se tornerai a leggere la risposta? Un saluto!
20 February 2013 alle 10:44ho provato a contattare Bersani, Grillo, Renzi, a pubblicare una lettera aperta al riguardo, niente da fare, io cittadino nessuno non riesco a parlare con questi vertici!!
Il succo della questione è questo:
Il paese è diviso in 4, 1 astenuti, 1 bbb ( banda B e B ), uno Grillo, 1 PD. potete anche variare le percentuali, ma la sostanza non cambia.
via i ladri. E’ un concetto che tutti vogliono. Conflitto di interesse, anticorruzione, legge elettorale, finanziamento ruberia….
E’ chiaro che la bbb, che ha fatto il finanziamento furto, depenalizzato falso in bilancio, porcellum e ruberie varie, conflitti di interesse… non sosterrà un governo che metterà veramente mano a questo, che è quello che serve al paese, compreso eliminazione sprechi e ruberie !!!
quindi, 1 astenuti, lasciamoli stare, come hanno voluto ( che credono, che i ladri smettano solo perchè loro si astengono ?? )
1 bbb, già detto. resta 1 PD + 1 Grillo. Lo capiscono la maggioranza che hanno ?? non capiterà mai più!!!
La maggioranza TUTTA vuole risolvere questi problemi !! che cavolo non smettono di offendersi e non si rimboccano le maniche insieme a risolvere queste faccende ?? Grillo, che cavolo fai, il qualunquista ?? fai il gioco della mummia ?? quello che vuole la bbb è proprio questa situazione !! vogliono fare come con la lega a suo tempo, e poi tutti a mani piene !! oppure con Monti, che prima non gli lasciano fare quello che bisogna e poi lo mollano quando gli fa comodo dandogli tutta la colpa !!!
Che Cavolo, Via i ladri !! e poi vedremo, sistemiamo prima questo Paese !! cosa devo fare io cittadino qualsiasi, devo per forza andarmene ?? cosa credi Grillo che torniamo a votare e prendi la maggioranza assoluta dopo che il Paese sarà immerso nella merda ?
E’ da quando ero ragazzo che questi cittadini non cambiano il voto, 35 Dc, 25 PC, Craxi che fa il bello e brutto !!!!
Abbiamo la maggioranza, SIAMO CONTRO I LADRI !! Fuori i ladri !!
Per Favore.
Sapore, Un cittadino veramente stanco
occorre fare una legge sul conflitto di interesse,
28 February 2013 alle 16:45