Perché le “domeniche a spasso” sono una sciocchezza

Milano ha un grosso problema di traffico e inquinamento, come è noto. La giunta Pisapia ha fatto alcune cose buone in relazione a questo problema, soprattutto una: si chiama Area C, è una “congestion charge”. In sostanza, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, per entrare con la macchina nel centro di Milano bisogna pagare 5 euro. Chi paga 5 euro entra ed esce tutto il giorno. I residenti hanno 40 accessi gratuiti l’anno e poi comunque pagano meno degli altri. Sono esenti i veicoli elettrici, quelli delle forze dell’ordine, le ambulanze, le moto, gli scooter e ovviamente le bici. Io sono un grande fan dell’Area C. Mi sembra un provvedimento moderno, sensato, che cambia la città in modo strutturale, migliorando anche le abitudini delle persone. Non è un provvedimento che limita la libertà di nessuno – chi vuole entrare in auto può farlo, pagando per il traffico e lo smog che produce – ma stabilisce un sistema positivo di incentivo e disincentivo. Ovviamente tutto questo perde un po’ di senso se gli introiti si utilizzano per fare cassa e non per potenziare i mezzi pubblici, ma comunque ci siamo capiti. Viva l’Area C, facciamone di più.

Poi ci sono le cosiddette “domeniche a spasso”. Questa domenica sarà una “domenica a spasso”. Non vuol dire soltanto, come potrebbe sembrare, che il comune ha organizzato un sacco di cose belle in giro per la città e ha potenziato i mezzi pubblici invitando i cittadini a farsi una passeggiata. Vuol dire che, oltre a fare quanto sopra, dalle 10 alle 18 non si può circolare in auto su tutto il territorio della città. L’ordinanza che ne motiva l’istituzione parla di necessità di contenere le emissioni inquinanti e promuovere comportamenti virtuosi relativamente all’uso dell’automobile. Obiettivi giustissimi. Ma in questo caso il metodo scelto è una sciocchezza, illiberale e ideologica. Si prende il giorno meno trafficato e meno inquinato della settimana, che è anche l’unico giorno in cui moltissimi possono andare a farsi un giro o a fare qualcosa anche di importante o a trovare qualcuno o a fare quel che gli pare, e si stabiliscono condizioni enormemente più pesanti di quelle dell’Area C, già coraggiose e contestate. Divieto assoluto di circolazione: nemmeno pagando. Su tutta la città e non solo nel centro. E solo una domenica ogni tanto, quando ci pare, per essere proprio sicuri che non serva a niente.

79 commenti

  1. Davide:

    1) Le condizioni enormemente più pesanti si possono porre proprio perché è domenica, e la maggior parte delle persone non deve lavorare.

    2) Credo che si possa fare un giro, la domenica, anche senza usare l’auto. Sia per chi è milanese sia per chi viene da fuori. E da pedone/ciclista sono contento che, una domenica ogni tanto, si possa vivere la città in maniera un po’ più tranquilla.

    3) Di cose belle in giro per la città ce ne sono, e sul sito del Comune c’è l’elenco. Poi possiamo contestare che non siano abbastanza e che non siano così belle, però ci sono.

    4) Non sono domeniche “quando ci pare”, ma domeniche in concomitanza di eventi sportivi (Milano City Marathon, Stramilano, questa volta il Giro d’Italia).

    Poi si può criticare, migliorare, contestare, dire che la lotta all’inquinamento non è la motivazione primaria. Ma una sciocchezza no :)

  2. Barbara:

    Si può andare a fare quello che ci pare usando i mezzi pubblici, la bici, o anche a piedi organizzandosi per tempo.

  3. Valerio:

    “La giunta Pisapia ha fatto alcune cose buone in relazione a questo problema, soprattutto una: si chiama Area C, è una “congestion charge”.” Non era frutto di un referendum cittadino?!? Ora è opera di Pisapia?!? Bah..

    Se puoi pagare una tassa per andare a trovare qualcuno o per farti un giro, puoi anche pagarti un taxi o i mezzi pubblici..o fatti una bella camminata a piedi, che sicuramente male non ti farà!

  4. Paolo Pinzuti:

    Illiberale e ideologica? Ma come parla?
    Illiberale: cioè, la sua libertà di impestare la mia aria viene prima del mio diritto di respirare aria pulita?
    Ideologica: quale ideologia? l’ariapulitismo?

    Si faccia un giro per le città del nord Europa e guardi cosa succede quando vuole usare l’auto in città. Se sente l’esigenza di usare l’auto può andare fuori città, se sente l’esigenza di muoversi in città, provi a usare i mezzi pubblici, la bicicletta etc.

    Benvenuto nel XXI secolo.

  5. francescocosta:

    1) Le condizioni enormemente più pesanti si possono porre proprio perché è domenica, e la maggior parte delle persone non deve lavorare.

    E possono dover fare altre cose, anche molto importanti, che non sono lavorare. E non possono.

    2) Credo che si possa fare un giro, la domenica, anche senza usare l’auto. Sia per chi è milanese sia per chi viene da fuori. E da pedone/ciclista sono contento che, una domenica ogni tanto, si possa vivere la città in maniera un po’ più tranquilla.

    Tu credi che si possa, altri possono non avere voglia o dover andare in posti non raggiungibili coi mezzi pubblici (ce ne sono moltissimi). Per non parlare di chiunque voglia o debba andare fuori città, per esempio, che non può farlo: a meno di non aggrapparsi a treni regionali o uscire di casa la mattina e tornare la sera, obbligatoriamente. La domenica a Milano è sempre tranquilla, fattelo dire da uno che ha vissuto anche a Roma e a Catania: non c’è in giro praticamente nessuno. Quei pochi che sono in giro li costringiamo a stare a casa, senza un motivo.

    3) Di cose belle in giro per la città ce ne sono, e sul sito del Comune c’è l’elenco. Poi possiamo contestare che non siano abbastanza e che non siano così belle, però ci sono.

    E chi lo ha contestato, ho scritto proprio che ci sono tante cose belle.

    4) Non sono domeniche “quando ci pare”, ma domeniche in concomitanza di eventi sportivi (Milano City Marathon, Stramilano, questa volta il Giro d’Italia).

    Tre volte l’anno è quando ci pare. Poi non è un dramma eh, non è una vergogna, cerco di non usare parole a caso: è una sciocchezza.

  6. Gianluca:

    io credo che la cosa positiva della “domenica a spasso” può essere quella di abituare il cittadino a non usare l’auto ; ci vuole un cambio culturale in italia, partendo dalle piccole cose magari riusciamo a creare una città più vivibile

  7. francescocosta:

    Però cercate di fare obiezioni un po’ più sensate, su. Barbara, vuoi che ti faccia l’elenco delle cose che non si possono fare senza auto, dei posti in cui non si può andare, o delle persone che non possono andare in bici o sui mezzi pubblici? Sforzatevi di spiegare la limitazione della libertà, ma sostenere che la limitazione non esista mi pare assurdo. Paolo Pinzuti, che sostiene che io voglia “impestare l’aria” e debba guardare alle città del Nord Europa, si legga cosa ho scritto dell’Area C prima di sbracare.

  8. francescocosta:

    Gianluca, sono d’accordissimo sul cambio culturale: penso si faccia con cose strutturali, coraggiose e grosse come l’Area C, non con la sciocchezza di tre domeniche l’anno senza macchine.

  9. Lorenzo:

    Caro Davide, facile dire che si può fare un giro la domenica senza auto. Io DEVO usare l’automobile: la bicicletta non la posso usare per motivi di salute e anche a piedi non posso camminare più di tanto. Naturalmente nulla di così grave che mi dia diritto ad un posto invalidi. Ah, naturalmente non posso permettermi un’auto elettrica. I mezzi pubblici potrei prenderli ma sono comunque un disagio sufficiente a tenermi chiuso in casa la domenica.
    Bravo ecologistino mio, hai appena condannato uno che è già sfigato di suo a starsene chiuso in casa la domenica. Riflettici.

  10. aisai:

    Ok, domanda sensata: perchè l’area C è libera per le auto elettriche ma non per quelle a metano e a GPL?
    L’unica risposta che mi sono dato io è: superficialità. Però non so.

  11. gregor:

    Tempo fa leggevo i risultati in termini ecologici dell’area C… L’area C è inutile come sono sempre stati inutili i blocchi del traffico, le targhe alterne e tutte le varie limitazioni del traffico…

    Il principale inquinamento viene dal riscaldamento casalingo, in inverno, dalle attività industriali e dagli aereoporti, le automobili inquinano, ma in proporzione meno…

    Non ho ancora trovato una giunta e un sindaco che abbiano capito il fenomeno dell’inquinamento umano, tutti pensano alle auto e nessuno a tutto il resto.. Che professionisti…

  12. akiro:

    >E solo una domenica ogni tanto, quando ci pare, per essere proprio sicuri che
    >non serva a niente.

    Ecco l’unico punto che mi sento di quotare: andrebbero fatte più spesso.
    Per il resto le motivazioni sono proprio labili: non si può andare a farsi un giro? Ma dove???

  13. Bruno:

    si penso anch’io che la domenica a piedi serva molto poco contro l’inquinamento. Ma allo stesso modo rende la città molto più piacevole.
    Rilevo una lacuna di informazione, se proprio ho bisogno dell’auto in quel giorno posso usare il carsharing. Mi si dirà, “non faccio l’abbonamento per usare un servizio un solo giorno”. Vero, ma potrebbe essere un modo per scoprire una validissima alternativa all’auto privata ed usarla anche in altre occasioni.
    Provare per credere :-)

  14. marco:

    a parte i racconti da libro cuore la limitazione è che dalle 10 alle 18 se usi l’auto senza il permesso rischi la multa.

    quindi in casi particolari i vigili ti possono rilasciare il permesso (e questo ovviamente riguarda una percentuale bassissima dei casi), la gita fuori porta o comunque nei casi in cui puoi anticipare/posticipare l’impegno uno se la cava ugualmente, se davvero proprio non puoi farne a meno rischi 200 euro di multa (non ho idea del importo preciso), non l’impiccagione.

    ora che ci siano disagi siamo daccordo ma a sto punto è anche una sciocchezza impedire di apprezzare 3 volte l’anno la bellezza di andare in giro per milano in bici (e se ci hai provato con le auto in giro sai benissimo che son 2 cose totalmente differenti)

  15. Fasteno:

    A me sembra una buona idea, se affiancata da un potenziamento dei mezzi pubblici. Serve a far percepire agli abitanti l’idea che la macchina non sia poi cosí necessaria. Vista da questo punto di vista, si spiega anche l’utilizzo sporadico: non é un’idea per ridurre l’inquinamento, ma per cambiare la mentalitá della gente.
    E Francesco, qui a Berlino (vale come Nord Europa?) non c’é nessun ticket da pagare per utilizzare l’auto, solo la gente preferisce usare biciclette, treni e mezzi pubblici per spostarsi, perché ci é abituata.
    Infine: Vero, per andare fuori cittá serve la macchina, poche storie, ma il blocco é dalle 10 alle 18, se si vuol fare una gita fuori cittá non vedo drammi nel dover uscire di casa alle 9.30

  16. thorfinn:

    Spero che tutti leggano con attenzione il post di Lorenzo.
    E magari, qualcun’altro potrebbe considerare gli effetti dell’area C su gente che, come una mia amica, per lavoro deve necessariamente entrare in automobile a Milano (maestra di musica, deve girarsi magari tre posti in un giorno, spesso ubicati in centro, carica di materiale). Pagare 5 euro al giorno è una drastica riduzione dei già non troppi soldi che riesce a tirare su in questo modo.

    Sarò pure antiecologista, ma odio qualunque riduzione della libertà personale in questi contesti. Perchè si, dire “autoriduciti lo stipendio di 200 euro al mese o cambia lavoro” E’ una limitazione della libertà, come lo è dire “fatti crescere delle gambe migliori” agli anziani.

  17. giaime:

    @aisai: per le auto ibride è gratuito almeno fino al 31.12.2012.

    Sulla domenica a piedi, trovo che così com’è congegnata sia una baggianata. Soprattutto perché mi costringe a restare a Milano, mentre questa domenica, per esempio, dovrei andare a casa di amici sul Lago di Garda. Hai voglia ad andarci a piedi…

  18. Bruno:

    a tutti quelli che non possono assolutamente fare a meno dell’auto, rispondo: abbonatevi al car sharing: http://www.atm-mi.it/it/guidami/Pagine/default.aspx
    Risparmiate un sacco di soldi, potete girare in lungo e in largo anche sulle preferenziali e parcheggiare senza pagare.

  19. Davide:

    Bene, quindi se se ne fanno poche non va bene perché sono domeniche a caso, mentre se se ne fanno tante non va bene perché è liberticida. O forse ho capito male, perciò: qual è l’alternativa? Non far niente?

    Io non ho l’auto, eppure con i mezzi pubblici sono sempre riuscito ad andare dove volevo, quando volevo. Appena si indice una domenica a piedi, però, improvvisamente tutti i possessori di automobili si accorgono di dover frequentare luoghi impervi e irraggiungibili.
    Chi vuole andare fuori città parte prima delle 10 e torna dopo le 18: non mi sembra una tragedia. O altrimenti prende il treno, faremo una colletta.

    Per Lorenzo: mi dispiace, ma non credo che restare a casa per tre domeniche all’anno sia una cosa così tragica. Detto con tutto il rispetto di questo mondo.

  20. Bruno:

    a tutti quelli che non riescono a rinunciare allo “status di automobilista”, dico: peggio per te.
    Gli “automobilisti senza se e senza ma” non solo inquinano ma ingombrano, investono le persone, intasano le città rendendo difficile la circolazione dei mezzi pubblici e di soccorso. Rendono la vita difficile ai non automobilisti.

  21. Bruno:

    @LORENZO dal momento che hai dei seri problemi a camminare, immagino che non sia il massimo trovare i marciapiedi pieni di auto parcheggiate.

  22. frullino:

    E’ illiberale perché liberale significa che ognuno può far sempre quello che gli pare? Non capisco l’uso che si fa di questa parola. Anche io che liberale non sono riesco a capire che in questo caso non c’è nulla di illiberale. E’ la monetizzazione della mia possibilità di inquinare e impestare l’aria che è illiberale. Posso pagare per un danno che è infinitamente più grande di qualsiasi cifra possa pagare; una deresponsabilizzazione di fatto degli individui. Ma questo è un altro discorso.
    Piuttosto è in effetti ridicolo una domenica a piedi ogni tanto. Su questo in effetti ce ne sarebbe da discutere. E sul fatto che nessuno tocchi il problema del riscaldamento delle case che è la causa maggiore di inquinamento stando ai dati.

  23. Stefano:

    Giustissimo. 3 domeniche a spasso non bastano nemmeno per cominciare. Tutte le domeniche dovrebbero essere a spasso. E possibilmente anche un giorno la settimana. E in prospettiva tutta la settimana.

  24. Giacomo:

    Per una volta non sono d’accordo. La città è piena di auto per 360 giorni l’anno, se qualche domenica si blocca il traffico e si dona ai cittadini la possibilità di esperire la circonvallazione in bicicletta senza rischiare la vita non mi sembra si possa parlare di sciocchezza illiberale e ideologica.

    In fondo si chiede a chi vuole andare in gita in campagna di partire entro le 10 e tornare dopo le 18 e in cambio si offre all’intera cittadinanza una serie di iniziative che permettono di vivere meglio la città.

    Personalmente mi pare uno scambio equo ed anzi, potessimo fissarne una al mese organizzando un percorso di eventi più solido credo convinceremmo anche qualche commerciante del centro..

  25. uqbal:

    Invece illiberale ci sta tutto, e forse è anche poco.
    Prendiamo Davide: “Le condizioni enormemente più pesanti si possono porre proprio perché è domenica, e la maggior parte delle persone non deve lavorare.” E la minor parte delle persone? Quelli che comunque devono lavorare o devono fare cose altrettanto importanti? Che gli diciamo?

    Pretendere che tutti o quasi facciano le stesse cose per adeguarsi alla massa può essere definito in un modo solo: conformismo. E conformismo coatto, che fa ancora più schifo. A Milano e dintorni ci sono milioni di persone. Ma noi semplifichiamo tutto adattando alla vita degli altri le nostre esigenze e le nostre convinzioni. E abbiamo la spudoratezza di chiamarlo “ecologia”. Così Barbara pensa di potersi rivolgere a centinaia di migliaia di persone dicendogli “Si può andare a fare quello che ci pare usando i mezzi pubblici, la bici, o anche a piedi organizzandosi per tempo”. Ma tu che ne sai della vita della gente e di che tempo ha per organizzarsi? Idem Akiro: “non si può andare a farsi un giro? Ma dove???”. Ma tu, Akiro, che ne sai di quel che la gente può o non può fare?

    Altro tipo di osservazione, per Bruno: ““automobilisti senza se e senza ma”. Se tu uscissi dalla tua visione semplificata del mondo, capiresti che la maggior parte della gente non guida per scelta, ma per necessità. Io odio guidare, ma se viene uno qualsiasi a dirmi che non devo, mi inca**o, perché se uso la macchina, io che la odio, evidentemente è perché non posso farne a meno.

    L’idea di fondo di tanti interventi qui è che una città, Milano, e il mondo, possano essere visti solo

    Infine, tanto per chiarire: una congestion charge non ha come fine l’abbattimento dell’inquinamento (altrimenti si chiama pollution charghe, la faceva la Moratti e non serviva a niente), ma liberare gli spazi pubblici dall’ingombro delle macchine. Quindi bisognerebbe considerare anche quelle elettriche e miste, ma non lo fanno.

  26. Luciano:

    Parole sante. Se abitassi a Milano sarei molto incazzato per le domeniche in gabbia e molto contento per l’Area C. D’altra parte sono quasi sempre d’accordo con quello che scrivi e apprezzo molto la tua chiarezza e la brevità dei tuoi post.

  27. frullino:

    Uqbal ma da quand’è che i commenti personali(che non hai capito, ma ammettiamo che tu abbia ragione) ad un argomento diventano la controprova che l’argomento è giusto o sbagliato. Non è illiberale non perché io penso che i 4 tizi che vogliono per forza guidare il loro suv sono degli egoisti, ma perché non è illiberale proibire la circolazione dei mezzi. Sarebbe come a dire che Il Giro d’Italia è stato illegale quando ha bloccato il centro della mia città, e io che volevo andare in macchina da A a B non ci sono potuto andare, e invece mi serviva, e questi si sono intromessi con le loro manifestazioni, e invece io ne avevo bisogno, e ne avevo voglia. Nessuno dei loro commenti presupponeva semplificazioni ardite, solo che qui la vita della gente e il saperne o no diventano importanti a seconda delle ideologie. e questo è francamente ridicolo.

  28. Davide:

    @uqbal: le persone che devono lavorare possono usufruire delle deroghe (“sono derogati dal divieto i veicoli di turnisti con inizio o fine turno al di fuori dell’orario di funzionamento dei mezzi pubblici oppure che abitino o lavorino in una sede non raggiungibile in altro modo e che abbiano con sé la certificazione del datore di lavoro”).

    Alle persone che devono fare “cose altrettanto importanti” suggerisco di utilizzare i mezzi pubblici, come facciamo noi sporchi conformisti 365 giorni all’anno e non 3 su 365.

  29. Bruno Sacchi:

    @UBIQUAL se mi dici che usi l’auto solo perchè non puoi farne a meno vuol dire che non ti devi sentire chiamato in causa quando si parla di “automobilisti senza se e senza ma”.
    Anch’io uso l’auto solo quando non posso farne a meno. Ammetto di avere la fortuna di poterne fare a meno molto spesso. Al punto di essere passato al car sharing.
    Io vorrei che, quando uno deve andare da qualche parte sentisse l’OBBLIGO MORALE di chiedersi devo proprio usare la mia auto oppure posso anche:
    -usare i mezzi/piedi
    -usare la bici
    -usare lo scooter
    -andare in taxi (se uno l’auto non ce l’ha del tutto di corse in taxi ne fa saltare fuori tante)
    -usare il carsharing
    e solo dopo che ha sinceramente risposto no a tutte queste domande allora girare la chiave dell’accensione.
    Le limitazioni del traffico, di qualunque natura siano, aiutano a rafforzare l’obbligo morale di cui sopra.

  30. antonio:

    @francescocosta
    ti straseguo, quoto, stimo, ma stavolta la visione laterale della questione è fuori fuoco. E fors’anche un pò troppo snobbettona. Ma guarda che c’è un mucchio di gente nella periferia milanese che se non mette il sulo in macchin non esce nenache a prendere il giornale! Credo che queste persone, solo se costrette da un ordinanza, possano vivere una esperienza di “uso” della città alternativa.
    Per tutte le cose importanti inderogabili resta comunque il sabato.

  31. uqbal:

    Bruno, se fai una regola per gli automobilisti senza se e senza ma, ma poi la devono rispettare anche gli altri, la distinzione diventa impossibile. In altre parole, mi stai facendo sentire il famoso obbligo morale anche se non me lo merito.

    Io sono favorevole a pedonalizzazioni di massa (odio, ODIO la macchina), ma solo se ci sono alternative: i taxi li lascio ai radical chic e a chi se li può permettere, il mio sogno sono le metropolitane e i tram (e Milano ha qualcosa da esprimere al riguardo).

    Ma una zona pedonalizzata, sempre, permette di costruirsi delle alternative, di attivare abitudini virtuose. Le domeniche una-tantum no. La domenica una-tantum vuol dire: “In nome dell’Idea -e nient’altro, perché gli effetti pratici sono inesistenti- rompo le scatole alla gente disponendo arbitrariamente del suo tempo”.

    Frullino, non vedi quanto semplifichi? E chi ha detto che quelli che hanno bisogno di girare la domenica sono 4 Suv? Ma lo vedi come è unilaterale e superficiale? E se fosse un’utilitaria? Il problema è che quando queste banalizzazioni devono cascare sulla pelle della gente, combinano disastri, disastri di vera sofferenza e frustrazione.

  32. thorfinn:

    >> “In nome dell’Idea -e nient’altro, perché gli effetti pratici sono inesistenti- rompo le scatole alla gente disponendo arbitrariamente del suo tempo”.

    Esatto.
    E soprattutto, in nome di un’idea nemmeno valida, visto che come ricorda Gregor non sono certo le automobili il fattore principale di inquinamento. E magari qualcuno potrebbe ricordarsi che l’inquinamento non ha fatto altro che scendere, nei decenni… Tutto questo isterismo è fuori luogo rispetto a quello che ci respiravamo negli anni ’80 e ’90.

  33. Barbara:

    @uqbal: della vita della gente e del tempo che ha per organizzarsi ne so più o meno quanto te, credo, e se tu credi che senza macchina non ce la si possa fare, io penso il contrario. è tutta mentalità, scusami. prendiamo l’esempio di giaime, che si duole perché non può andare al lago di garda. nemmeno gli viene in mente di partire, che so, alle 9.30 e tornare alle sette. preferisce lamentarsi. vorrei soffermarmi anche su questa tua frase: “Pretendere che tutti o quasi facciano le stesse cose per adeguarsi alla massa può essere definito in un modo solo: conformismo”. nel caso non te ne fossi accorto, la “massa” va in macchina. mi sembra infinitamente più conformista pensare che la domenica si sia chiusi in gabbia perché per otto ore non si può girare in auto.

  34. Bruno:

    @UBIQUAL sono pienamente d’accordo con te quando dici meglio zone pedonalizzate sempre. Assolutamente d’accordo.
    Se vedi un mio commento precedente definisco le domeniche a piedi inutili per contenere l’inquinamento anche se piacevoli, ovvio, per chi non ha impegni precisi.
    Fosse per me, raddoppierei l’area C per estensione e tariffa.
    Ti posso garantire (ho un valido osservatorio) che, durante i primi 40gg di area C, i tempi medi per arrivare a destinazione con i mezzi ATM si sono ridotti di circa un quarto.

  35. dtm:

    aggiungi pure che bloccano il traffico anche quando piove, cioè l’unico momento in cui l’inquinamento atmosferico è bassissimo, e l’idiozia è completa.
    per quanto riguarda l’area c: non so come siete messi a milano, ma spero ci siano parcheggi scambiatori gratis, sennò è molto fastidioso.

  36. Bruno:

    @thorfinn è vero che l’inquinamento è legato molto al riscaldamento. E quì si potrebbe discutere per ore su quali interessi ci siano a non cambiare le caldaie; ma non è l’argomento di questo articolo.
    Ma non è solo una questione di inquinamento dell’aria, c’è l’inquinamento acustico, le persone che vengono investite, i mezzi dell’ATM, le ambulanze, i pompieri e la polizia che fanno fatica a viaggiare, le auto aprcheggiate OVUNQUE!
    A Milano ci sono troppe auto, ogni provvedimento che cerca di ridurne il numero è sacrosanto.

  37. Bruno:

    mi associo a Barbara

  38. pino:

    Chi difende strenuamente l’istituzione auto una piccola, piccolissima considerazione: per 3 gg l’anno subite un (per voi)enorme ma parziale (10-18) disagio e per i rimanenti no.
    Fare un passo indietro e dire con un pochino di umiltà: 3 domeniche a piedi (che è la metà, più o meno, del tempo che si spreca nel traffico [provincia di Milano])? Giusto, glielo dobbiamo.
    Punto, fine della (non)storia.

  39. Giacomo:

    Non se ne può più, è una fesseria.
    I dati per favore: quanto è l inquinamento su gomma rispetto al totale?se mi ricordo bene il 10% se mi sbaglio il 30%.
    E allora ma che vuoi dal centro di milano che è ghettizzato perchè c’è la gente coi danè?
    Chi vive in centro ha i soldi e allora deve pagare per poter usare la macchina? bello bel gesto incivile , ricordo che solo nei regimi totalitari la proprietà privata non è un diritto inalienabile, invece a milano se abiti in centro e hai la macchina devi PAGARE per usarla.
    INVECE cari i miei fautori della liberazione dalle macchine chiedete al sindaco di incentivare l’utilizzo di energie pulite e l’ammordernmento delle caldaie e dei mezzi di riscaldamento.
    magari chiedete al sindaco di convertire la sua carissima IMU in sovvenzione per queste cose…… vedrete che lo smog NON andrà giù fino a zero perchè la pianura padana è quello che è ma almeno si smetterà di fare caciara sull’inquinamento e intatno PAGARE TASSE E BALZELLI INIQUI.

  40. frullino:

    uqbal? ma scrivo così male? no perché io non penso che siano 4 suv etc etc. e mi sembra chiarissimo. era proprio un altro il discorso che facevo. come hai fatto ad interpretare così male? dì la verità non l’hai letto tutto il commento. :) il tuo sogno poi è anche il mio uqbal. lo sottoscrivo. anni fa con un mio amico architetto sognavamo di come rendere milano diversa, nuova, pedonalizzata, riaprire i navigli fino in duomo e nelle periferie brutte, rimetterle in piedi collegarle al centro e mezzi pubblici e parchegggi enormi ai lati della città in zone non abitate etc etc…

  41. uqbal:

    thorfinn

    Sono d’accordo, ma non è per l’inquinamento che si fa una congestion charge, che riguarda l’intasamento, non direttamente l’inquinamento (anche se è chiaro che le strade intasate sono più inquinate).

    Rispetto agli anni ’70 la tecnologia poi ha ridotto di molto lo smog (fatevi un giretto a Calcutta o nelle altre megalopoli per un termine di confronto: a Calcutta evitate di uscire con magliette bianche, se non volete ritrovarvele grigie), ma Milano e Torino sono ancora su livelli alti, rispetto al resto d’Europa. Ma non sono solo le auto, verissimo.

  42. uqbal:

    Barbara, forse repetita iuvant:

    “@uqbal: della vita della gente e del tempo che ha per organizzarsi ne so più o meno quanto te, credo, e se tu credi che senza macchina non ce la si possa fare, io penso il contrario.”

    Non è una questione di opinioni o di relativismo. E’ questione che ogni persona ha esigenze e possibilità diverse, e solo a Milano e dintorni stiamo parlando di milioni di persone. Milioni! Che senso ha che tu “pensi il contrario”. Prendi l’elenco del telefono, passa in rassegna tutti i nomi a cominciare dalla A e chiediti se ognuno, OGNUNO di loro, ce la può fare oppure no. E vediamo che viene fuori.

    Davide: “suggerisco di utilizzare i mezzi pubblici” Ottimo suggerimento, bravo! Peccato che i mezzi pubblici non siano tarati per una città completamente pedonalizzati, e per di più durante un festivo. Quando una persona si trova bloccata si ricorderà del tuo prezioso suggerimento, ma dubito che avrà parole gentili per te.
    La mia domanda a questo punto è: tu vuoi risolvere il problema della mobilità e dell’inquinamento o vuoi semplicemente moralizzare il prossimo? Non è la stessa cosa.

  43. thorfinn:

    uqbal: sono d’accordo su quasi tutto. Nel senso che un po’ di rinnovamento urbano a Milano non mi dispiacerebbe affatto, e che pure io trovo delirante andarsi ad infilare con un’auto nel centro, *se c’è un’alternativa*. Io abito in periferia vicino alla metro 3, e quasi sempre me ne guardo bene dal prendere l’auto per andare in area C… tanto che mi riesce difficile credere, francamente, che ci sia tutta questa gente che si infila in quella bolgia potendo scegliere facilmente un’altra opzione.
    Gli sfaticati ci saranno pure, ma il traffico stesso è già un tale deterrente che far pagare altri 5 euro al giorno per me suona come un’ulteriore bastonata a molti sfigati già di loro.

    Vedo però molta gente che ha deciso che il suo stile di vita può senz’altro valere anche per tutti gli altri che non conosce…

    Io detesto l’idea di costringere la gente a fare qualunque cosa, anche quelle giuste: lo potevo accettare, mugugnando, giusto dai miei genitori quando ero ragazzo. Approvo invece tutto ciò che tende ad aumentare la possibilità di scelta: più mezzi pubblici, gestiti meglio, riqualificazioni di aree al momento sprecate, eccetera eccetera.

  44. tobuto:

    Io ancora non ho capito per quale motivo una maggioranza che adotta una metodologia di spostamento più efficiente dovrebbe piegarsi a una minoranza che ne adotta una meno efficiente.

  45. uqbal:

    thorfinn

    Esatto, e secondo me con questo definiamo il liberalismo, che verte tutto sul rispetto dell’individuo. E secondo me questo si può benissimo declinare in maniera “di sinistra”: dare a tutti la possibilità di vivere una vita piena, non dirgli come deve viverla.

  46. uqbal:

    Frullino

    Sì, ho capito meglio. Diciamo che la rottura di palle di una chiusura del traffico per colpa di un Giro d’Italia si giustificherebbe con l’interesse generale REALE (non l’Idea) a far posto ad una manifestazione prestigiosa con ricadute economiche, ecc. ecc. e che cmq non rompe le scatole dalle 10.00 alle 18.00, bensì molto meno.
    Ma in linea di principio anche il Giro d’Italia, vero…che a me peraltro fino a qualche anno fa tornava utile soltanto per conciliare la pennica del dopopranzo, e adesso neanche quello.

  47. Broono:

    Perché poi sul punto resta inaffrontata la vera e propria questione e cioè: nella domenica in cui puoi andare in bici dove ti pare, alla fine dove ‘zzo vai?
    No perché a leggere qui sopra pare che il problema che affligge Milano sia lo stesso che, come da citazione, affligge Palermo: il traffico.
    Eliminato il quale la città si rivela finalmente per quella che non può essere nel resto dell’anno perché costretta sotto una coltre di piombo e cioè il paradiso del cicloturismo e dei bambini finalmente liberi di giocare al fùbol.
    E mi sa che ho vissuto io una Milano extraplanetaria, diversa da quella di cui parlate voi, perché la Milano che conosco io è quella che la pista ciclabile è una linea di pittura gialla che condivide la salubrissima circonvallazione con la 90/91 (che non mi pare sia soggetta a blocco del traffico) e quando non è quella allora sono intere fette di città con pavé così devastato che ti ci vuole un quad, nemmeno una MBike, per uscirne vivo, sempre tenendo conto che se non vieni travolto dalla 90 e riesci a guadare il pavé, il grande gioco ti riserva il level gold: i binari dei tram in ogni fetta di città, sempre e comunque ricordandoti che l’alternativa a finire con la ruota tra il binario e la lastra di pavé è il finire dentro una buca improvvisa nell’asfalto profonda qualche decina di centimetri finendo, alla fine del volo in catapulta, impalato sui resti di un archetto giallo troncato alla base ma lasciato lì come moncone azzoppa pedoni.
    E tu ti fai ‘sto safari che copre quasi il 70% del territorio urbano calpestabile, per poter ammirare, le rare volte che ti puoi permettere di staccare gli occhi dalla tua ruota davanti, querce laghi e rondini danzanti nell’aire?
    No, macché.
    Per vedere la darsena che è più verde l’italsider e nemmeno i topi ci girano più perché pure loro un limite ce l’hanno, per trotterellare per il giambellino, con tutto il rispetto per il giambellino, scorribandare lungo Buenos Aires letto di un fiume fatto di saracinesche chiuse, attraversare la lastra di cemento di dieci chilometri quadri che è piazza della Repubblica, infilarsi in quartieri che regalano allo sguardo tonalità di colori talmente compresi solo entro i confini di due/tre grigi al massimo, che se ci giri un documentario in super8 nessuno pensa di doverlo retrodatare e il 90% dei milanesi lo scambierebbe per immagini prese da streetview.
    E tutta ‘sta roba te la ritrovi bella in evidenza nelle giornate di blocco del traffico, non è che magicamente scompare insieme alle auto.
    Ma di che città state parlando?
    Casi specifici, per favore.
    Qualcuno di quelli che si dice così entusiasta di poter girare in bici per milano da esserlo anche solo per tre giorni l’anno e vuol dire davvero entusiasta, può per cortesia infilare un elenco concreto e reale di destinazioni urbane che quel giorno e solo quel giorno può godersi, che non siano zone nelle quali può andare in qualsiasi altro giorno?
    Perché se è il parco nord ci si può andare quando si vuole, idem Villa Litta e che te lo dico a fare il Sempione.
    Resta la circovvallazione.
    Dai su, alzi la mano quello de “la circonvallazione in bici è bellissima la domenica senz’auto viale corsica è un paradiso per i sensi”.
    Non aver paura.
    Nessuno ti spiegherà quel fatto là che il piombo del giorno prima non si vaporizza dopo 24 ore e che l’unico boschetto che incontrerai sarà quello della tua fantasia, promesso.
    Solo il piacere di vedere che al netto dei discorsi alti sulla libertà, c’è davvero qualcuno che ha il coraggio di dire che Milano non è la città più umano-respingente d’italia per duecentomila motivi l’ultimo dei quali è il traffico e dei restanti centonovantanovemila nemmeno uno è mettibile in stand-by per editto comunale.

  48. Broono:

    @Uqbal:
    Solo una cosa, su quel fatto là dei taxi che lasci ai radical chic.
    Detto di cuore da milanese ex automunito convertito al taxi.
    Anche basta con ‘sta storia che se vedete qualcuno scendere da un taxi lo guardate come se stesse scendendo lo sborone di turno.
    Ho anni d’esperienza comparata e se avrai voglia te lo dimostro dati e conti alla mano: fatto 12 euro la corsa media urbana, se prendi due dicasi due taxi al giorno, nell’anno hai comunque ancora speso meno di chi possiede un auto (a Milano).
    Se per un giorno non li prendi il giorno dopo puoi anche mandarci a casa a spese tue la tizia conosciuta nel locale, sarai ancora sotto il tizio che quando scendi dal taxi, lui seduto sul 206, guarda lui te come quello che ha i soldi.
    Se non lo prendi per 3 giorni puoi farci la scampagnata la domenica e ancora sei in attivo.
    Conti alla mano, eh.
    No davvero fatevela passare ‘sta roba che il taxi è per ricchi e la macchina è per gente che fatica ad arrivare a fine mese, perché non se ne può più.
    E’ esattamente il contrario.
    A Milano, per come è gestita la questione, è se hai la macchina che sei uno con i soldi.
    La differenza con quello che gira in taxi non è nel tuo spendere di meno, ma nel tuo spendere peggio.
    Libero di farlo, eh.
    Ma se consapevolmente spendi di più e peggio e chiami questo libertà, in una città come Milano quello radical chic sei tu.

  49. Scarpantibus:

    @Giaime: Se vuoi venire qui sul Garda, non occorre che tu lo faccia pedibus calcantibus: alzati prima la mattina e vedrai che ce la farai a uscire dalla Città in tempo per evitare una multa.
    Scarpantibus da Riva del Garda, felice di non stare più a Milano.

  50. Paukzen:

    Mah … quanta polemica per una domenica (? dalle 10 alle 18!!!) a piedi. E viviamo pure in una città piena di servizi pubblici.
    Dico solo che ho vissuto 8 anni a Venezia e nessuno scambierebbe la propria città con una con le macchine. Non c’è la macchina? Si prende il vaporetto o si va a piedi e nessuno che si lamenta (vecchi, giovani, disabili, uomini d’affari, ecc…). E non rinunciano a niente

  51. libera:

    Parafrasando questo suo, intitolerei “perché gli articoli di Costa sono una sciocchezza”. Certo, gli editori glielo consentono, ma come lettore mi chiedo: come si permette questo giovane di sparare sentenze? E aggiungo, da giornalista in pensione dopo 37 attività, come glielo consentono i suoi editori se ha passato l’esame per l’Ordine appena nel settembre scorso? Non solo questa sua ultima sparata su una Milano che conosce dal 2010 (vedi sua biografia), ben contrastata dalla maggioranza dei lettori, ma le sparate precedenti: 1 su tutte la propaganda al junk-food? Purtroppo il suo mi appare come l’esempio di quel junk- giornalismo (neologismo!)che premia la provocazione piuttosto che serietà e rigore. Ma hanno allungato i tempi per la pensione e Costa ha tutto il tempo per maturare. Auguri!sentono, ma da

  52. uqbal:

    Broono

    Capisco molto il tuo discorso sulla invivibilità di Milano (ti credo sulla parola), ma se mi vuoi far passare l’idea che il taxi può essere un sistema urbano di massa vuol dire che stavolta la 90/91 ti ha investito più forte del solito, oggi.
    Anche perché vorrei vedere chi si può permettere di dire “vendo la macchina tanto c’è il taxi!”. Su, un po’ di buon senso.

    Paukzen, grazie per l’esempio di Venezia. Brillante.

  53. chiara:

    Sfodero una lancia a favore del taxi poco più che proletario. Ho passato un’intera vita lavorativa a Milano senza auto e senza le spese annesse e connesse. Quanto ho risparmiato prendendo il taxi se necessario! adesso, trasferita in una cittadina dove taxi e mezzi sono rarità, che delizia (ironico) spendere e spandere (gas) con l’auto diventata una necessità.

  54. giumar:

    io sto a Roma, molto peggio credo di Milano. Sono ultrasettantenne,ma il bl0cco del traffico è deleterio se i mezzi non funzionano.. Qui ho seri problemi fra l’altro a scendere dai predellini degli autobus perchè ogni volta rischio un forte dolore e blocco del ginocchio per giorni. Non sono l’unica in queste condizioni. Conclusioni: sono molto favorevole alle zone pedonali, ma i mezzi devono funzionare ed essere adatti agli anziani! Invece in Italia,specie a Roma, fanno veramente schifo.

  55. Broono:

    Uqbal, non è mia intenzione sfinirti di esempi solo per portarti su posizioni che non sposi non perché te ne manchino i dati ma perché non riesci proprio a considerarne la logica.
    Né è mia intenzione fare l’errore segnalato sopra e cioè esporre formule dandole per universali.
    Quello che ti posso dire è che il taxi come sistema “di massa” è (potrebbe essere) un film molto meno surreale di quanto pensiero comune porti a pensare.
    E lo sto dicendo con le demenziali tariffe attuali, figurati se seguissimo l’esempio di paesi ben più avanti di noi che a colpi di tariffe dedicate l’hanno eccome fatto diventare sistema di massa.
    Non a caso parli di “buon senso”, perché è quello (che notoriamente è il risultato di una condivisione di senso, ma come tale può esserlo anche di una condivisione di errori di valutazione che diventano senso comune e quindi -buon- senso solo per il numero di coloro che la condividono non perché qualcuno di questi abbia portato agl altri prove infallibili) e non la logica che ti fa rigettare la sola idea.
    Se scendessi sul piano della logica e della matematica, fidati ribalteresti la tua prospettiva.
    Vuoi che ti dica che tutti, chiunque, potrebbe sostituire l’auto personale con il taxi?
    Non te lo dico.
    Vuoi che ti dica che sto estendendo ad altri una cosa che in realtà funziona solo per me che magari faccio una professione che si sposa perfettamente con l’uso del taxi?
    Non ti dico nemmeno questo.
    Quello che dico è che se mollassi un attimo nel cassetto quello che per te (per te) è buon senso, notoriamente diga per flussi di ragionamenti che altrimenti viaggerebbero molto più liberi, potresti scoprire che le categorie che, abbandonando l’auto privata per passare al taxi come sistema quotidiano, spenderebbero decisamente meno di quanto percepiscano al solo pensiero, sono un sacco di più di quanto senso comune e quindi buon senso ti fa pensare.
    E quel sacco di più basterebbe da solo a decongestionare città come Milano in un lampo e senza bisogno di ulteriori interventi.
    Io, fatto 10 la gente che conosco, ad almeno 8 persone potrei scambiare l’auto col taxi senza che la loro vita si sposti di un millimetro se non nel fatto che si ritroverebbero con un bel po’ di soldi in più in tasca a fine anno.
    Solo che se glielo dici ti danno del pzzo.
    Il fatto è che l’italiano trova più facile separarsi dalla moglie che dalla macchina ed è questo che gli rende la prospettiva così impossibile anche solo da valutare, mica un ragionamento concreto.
    Solo che non lo può dire, perché significherebbe affrontare il tema dell’estensione del pene e nessuno si azzarda, quindi più facile è dire che lo si fa per economia.
    Ma non è così e il ragionamento economico lo dimostra.
    Il carsharing si basa sugli stessi calcoli, provali.

  56. MarcoB:

    Quindi la sostanza è che se io non posso usare la macchina perché non posso spendere i 5€ giornalieri per inquinare va bene, ma se chi ha i 5€ giornalieri da spendere non può andare col suo SUV in giro per Milano non va bene? OK, questo è chiamarsi liberali.
    Bastava la Moratti per l’area C, da Pisapia mi sarei aspettato qualcosa in più, ma vedo che va bene così…

  57. Stefano Barazzetta:

    Mi sembra che ti sfugga completamente il senso delle Domeniche a Spasso.
    Ci sono migliaia di cittadini che vorrebbero vivere in una città più a misura d’uomo, di pedone, di bicicletta, i cui diritti sono calpestati dal lunedi al sabato, 52 settimane all’anno.
    La Domenica a Spasso serve in primis a restituire la città a questi cittadini, almeno una domenica al mese.
    Come è ovvio, la Domenica è anche il giorno in cui un provvedimento del genere crea meno problemi: il blocco è tra le 10 e le 18, il disagio è minimo e ci si può benissimo organizzare senza auto.

  58. jamesnach:

    Qui sopra ho letto molti esprimere concetti del tipo:
    “Io detesto l’idea di costringere la gente a fare qualunque cosa, anche quelle giuste”.
    *
    Sinceramente, non so se ridere o piangere.
    Siamo in democrazia, non in anarchia: abbiamo elezioni, un parlamento, e quindi delle leggi.
    Le leggi, guarda un po’, fanno esattamente questo: costringere la gente a fare delle cose, e soprattutto a non farne delle altre.
    Seguendo il vostro “ragionamento”, nessuna legge avrebbe senso, per definizione.
    Indi: o accettate di vivere in anarchia, o rispettate le leggi e i regolamenti, anche quelli che non vi piacciono.
    La prossima volta, voterete qualcun altro che faccia delle leggi e dei regolamenti a voi più congeniale.
    Molto semplice.

  59. thorfinn:

    Il limite della libertà individuale è, come sempre, la libertà degli altri: dunque la legge deve ovviamente vietarmi di sottrarre la proprietà di un altro, usare violenza nei suoi confronti, eccetera, e perseguirmi quando lo faccio.
    Ogni altro tipo di imposizione nei confronti del singolo a me generalmente sta antipatica, e tendo a richiedere delle ragioni estremamente valide per giustificarla. Se questa è anarchia, boh, sarò un anarchico allora.

  60. marquinho:

    Quoto jamesnach, basta rifletterci un attimo e si prende atto di quanti siano gli obblighi per poter avere il diritto di circolare con mezzi propri:
    - patente
    - bollo
    - assicurazione
    - utilizzo delle cinture (o casco per i motoveicoli)
    - revisione periodica del mezzo
    - disponibilità di triangolo e di giacca catarifrangente.
    Non parliamo poi dei divieti. Tutto questo per gli interessi superiori della collettività e per la tutela degli stessi automobilisti. Una vergogna illiberale? Forse per i fan del dr Paul non per le persone di buon senso.
    Io non so se le domeniche a spasso servano a qualcosa, ma se servissero a migliorare sensibilmente la vita e la salute dei cittadini non ci dovrebbero essere remore ideologiche ad adottarle.

  61. bruno Sacchi:

    Sono contento che BROONO scriva quello che scriverei io, così mi posso godere questa bellissima Milano con poche auto. Purtroppo non proprio senza.

  62. bruno Sacchi:

    Vendete l’auto e andate in taxi. Vi avanzano un mucchio di soldi.

  63. FaustoB:

    Non se le domeniche a spasso siano utili o meno alla riduzione dell’inquinamento o alla crescita di una cultura più moderna e sostenibile della mobilità. Non lo so e quindi non so se siano una sciocchezza o meno.
    Non vedo però cosa ci sia di illiberale in una misura del genere. Tuttalpiù inutile o, appunto, sciocca; ma illiberale……..

  64. uqbal:

    Jamesnach

    No, le leggi non servono per costringere la gente a fare qualcosa. Le leggi servono per gestire i conflitti. Alla fine coartano il nostro arbitrio, ma il principio è diverso. Una legge non dice che non posso invadere una proprietà privata perché non si deve o non è giusto in astratto, ma perché se si comincia ad entrare nelle proprietà private altrui si generano casini. Quindi la legge non fa che mediare tra la mia volontà di andare dal punto A al punto B e quella di chi la casa situata tra A e B. Non è un ordine, è il modo di regolarsi civilmente, nella maggior parte dei casi peraltro con reciproca soddisfazione e adesione al dettato della legge.

    Marquinho: appunto, se servissero a qualcosa. Non servono ad un accidente, quindi imporre qualcosa di inutile è sbagliato.

  65. nicola:

    Totale disaccordo con l’articolo: chi vuole usare l’auto può “uscire” prima delle 10 che non è proprio un’ora antelucana. E’ più facile la domenica: è vero ma da qualche parte si dovrà pur cominciare. E’ illiberale? Quando ero piccolo mi insegnavano che la mia libertà finiva dove cominciava quella degli altri e quindi una decina di volte all’anno posso respirare un’aria più pulita. E’ ideologica? Detto che mi sembra un’affermazione da “guerra fredda”, possiamo però considerare la guerra all’inquinamento una guerra ideologica: speriamo di avere tanti adepti

  66. aurora:

    A parte il referendum…ma quelli che vanno in auto anche dal panettiere sotto casa e nelle domeniche a piedi non sanno dove andare, a Milano poi.. hanno mai provato a prendere il tram sotto casa, andare in Centro, parlare con la gente che non si conosce sui mezzi pubblici, in Piazza, entrare nei capannelli di persone che parlano di sport, di politica o solo di domeniche a piedi.. si familiarizza con tutti e si sorride di più! Provare per credere!

  67. Paukzen:

    Allora… Ora che è passata, così tragica la domenica a piedi? Cosa avete fatto? Cosa non avete fatto perchè impossibilitati?

    Io sono andato in piscina in bicicletta e ho scoperto che era gratis.
    Poi sempre in bici sono andato a festeggiare il compleanno di mio nipote.

    Bilancio personale:
    Cose positive: Domenica migliore delle altre perché non ho pagato la piscina, perché la città era più silenziosa, perché c’erano famiglie in giro in bici e la cosa mi rallegrava
    Cose negative: nessuna

  68. marquinho:

    @Uqbal
    Appunto è sbagliato imporre una cosa inutile, non è sbagliato imporre di per se. Se le domeniche a spasso servissero a migliorare la salubrità e la vivibilità delle città allora sarebbe giusto imporle.
    Lo stato non ti impone forse di utilizzare le cinture di sicurezza? Eppure circolando senza cinture non dai fastidio agli altri, in caso di incidente poi danneggi solo te stesso.
    Molte città non hanno forse regolamenti di decoro urbano che vietano o impongono ai proprietari di case di fare/non fare determinate cose? E lo scopo non è solo evitare di generare casini.
    Vogliamo parlare poi dell’istruzione obbligatoria?
    Le leggi non servono solo per gestire i conflitti ma anche per tutelare e promuovere il bene della collettività. Checché ne dicesse quella signora la società esiste, non esistono solo gli individui.

  69. Cristina:

    ma quante auto c’erano in giro ieri? tutte col permesso??? daaaai!

  70. jamesnach:

    @uqbal

    La tua spiegazione sulla funzione delle leggi è una delle cose più assurde che abbia mai letto.
    Copiata e mandata via mail a tutti gli amici avvocati, si stanno spanciando, dico davvero..

  71. dtm:

    Ci sono molti commenti che sottolineano l’utilità ecologica delle domeniche a piedi: non è così, dati alla mano. Non si respira aria più pulita dopo uno stop al traffico, soprattutto se quella domenica piove. I blocchi del traffico sono decisi a priori e in modo del tutto antiscientifico.

  72. Barbara:

    @uqbal:: mi ero persa la tua risposta, posto che il contraddittorio mi pare inutile ti faccio solo una domanda che esula forse anche un po’ dal dibattito, ma a questo punto mi incuriosisce. Tu dici: Non è una questione di opinioni o di relativismo. E’ questione che ogni persona ha esigenze e possibilità diverse, e solo a Milano e dintorni stiamo parlando di milioni di persone. Milioni! Che senso ha che tu “pensi il contrario”. Prendi l’elenco del telefono, passa in rassegna tutti i nomi a cominciare dalla A e chiediti se ognuno, OGNUNO di loro, ce la può fare oppure no. E vediamo che viene fuori.” La domanda è, tu in base a cosa stabilisci nome per nome se possono passare tre domeniche all’anno senza prendere l’auto dalle 10 alle 18? Dalle allitterazioni tra nome e cognome? Dalle eventuali rime interne? O è un sistema tipo cabala, basato sulla numerologia? Sono curiosissima, perché io non ci riuscirei nemmeno in cento anni a capire, solo passando in rassegna i nomi sull’elenco e ponendoimi una domanda, a capire se la persona corrispondente (non so se vale solo per la persona che risponde al nome o a tutto il suo nucleo familiare, dimmi tu) sia in grado di farcela, a passare tre domeniche l’anno senza usare la macchina dalle 10 alle 18.

  73. Magar:

    In generale i divieti di legge non dovrebbero “promuovere il bene della collettività”, tantomeno il bene degli individui adulti che sanno badare a se stessi, bensì limitarsi a regolare i conflitti tra i diritti (di prima istanza) degli individui stessi.

    (Più o meno, il mio diritto vivere una città decorosa e il mio diritto a non pagare le spese mediche agli automobilisti imprudenti giustificano i regolamenti comunali sul decoro urbano e la norma sulle cinture di sicurezza. Forse.)

    Il senso in cui Francesco Costa dice che questo provvedimento è illiberale è chiaro, per chi lo vuol vedere: a fronte di benefici infinitesimali sul versante del diritto all’aria pulita, si limita fortemente la libertà di movimento dei cittadini.

  74. Felice:

    Domenica tra le 9.30 e le 10 arterie in uscita da Milano intasate, così come la tangenziale, il fuggi fuggi prima del blocco. Ci ho messo uno sproposito ad uscire, per un appuntamento fuori città nel pomeriggio.
    Macchina necessaria, ho dovuto affittarla, a Milano non ce l’ho neppure, proprio il giorno giusto per averne bisogno…
    Ma le considerazioni di Francesco le condividevo già prima dell’esperienza.

  75. marquinho:

    Magar
    Non mi risulta che un atto sia illiberale o meno a seconda della sua utilità. Quanto al discorso sulle leggi non ho capito se vuoi convincere me o te stesso.

  76. akiro:

    Ragazzi, se non ce la fate a limitare l’auto per 3 o 4 giorni per un fine nobile non so che dirvi, se non vedete alternative al prendere l’auto vorrà dire che sono vissuto in una campana di vetro e che masochisticamente prendo i mezzi da 25 anni. E se non posso uscire con l’auto nel w-e uso mi adeguo.
    Per chi lavora nel w-e dalle 10 alle 18 mi sembra un orario più che fattibile per andare e tornare in tranquillità.
    Ma in fin dei conti cos’è un po’ di smog nell’ambiente, è così grande.
    Buona vita futura.

  77. Uqbal:

    Marquinho

    secondo me si’. Ogni limitazione della liberta’ deve essere giustificabile per essere legittima. Come dire: non ti dovrei limitare, ma lo faccio in vista di un obiettivo comune che serve anche a te.

    Jamesnach

    L’idea che mandi in giro per email un commento di un blog (che non rinnego ma se vuoi spiego meglio) ai tuoi “amici avvocati” mi fa pensare che hai una vita ben triste.

  78. thorfinn:

    Aridaje, akiro, nn è un fine nobile, è un fine cretino. Come già spiegava Costa nel suo articolo, l’effetto sull’inquinamento è insignificante.

  79. Magar:

    Marquinho, un divieto è (sostanzialmente) illiberale quando non serve a risolvere il conflitto tra due diritti contrastanti, dando precedenza a quello più importante, bensì ne conculca uno senza far rispettare l’altro. Magari non è illiberale nelle intenzioni, ma lo è negli effetti.

    Su quanto siano effettivamente indispensabili certe norme di decoro urbano, oppure l’obbligo di indossare la cintura di sicurezza, si potrebbe discutere per ore, valutando i pro, i contro e le possibili alternative. Non ho, al momento, una posizione precisa su quei temi specifici, ma ciò non toglie che neppure quelle norme, comunemente accettate, siano scritte sulla pietra.