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L’ha fatto di nuovo

Chi legge questo blog questa storia la conosce: una delle migliori qualità di Barack Obama è sapersi tirar fuori di slancio dai momenti di difficoltà. Dove gli altri politici minimizzano, si avvitano, cercano scappatoie e formule di circostanza, Obama sale sul podio, passa all’attacco e ribalta la situazione. La più nota di queste mosse è il discorso A more perfect union, che nel 2008 doveva servire a chiudere le polemiche provocate dalle dichiarazioni del reverendo Wright e fece molto di più, risollevando Obama e consegnandogli un posto nella Storia prima ancora di arrivare alla Casa Bianca. Ce ne sono state molte altre. Ben Smith ha sintetizzato così questo approccio: “When in trouble, go big”. Regola che ogni politico dovrebbe imparare a memoria.

Oggi Obama l’ha fatto di nuovo. Dopo anni di lotte e cambiamenti sociali, dopo mesi di battaglie politiche in ogni stato, alcune vinte e alcune perse, dopo la dichiarazione del fantastico Joe Biden, dopo l’orribile referendum di ieri in North Carolina, la Casa Bianca ha organizzato rapidamente un’intervista con la ABC e Obama è andato big sui matrimoni gay. Nonostante questa sia ancora una posizione tendenzialmente poco popolare, su un tema divisivo, nonostante manchino quattro mesi alle elezioni presidenziali e Obama non sia certo sicuro della rielezione: cose così normalmente non si fanno, a questo punto. Si fanno, forse, solo nel secondo mandato. E per questo oggi è un bel giorno anche per quelli che fanno politica.

Volendo parlare di cose per impallinati – che non sono così importanti, oggi, ma è sempre utile capirle – naturalmente Obama non ha alcuna intenzione di suicidarsi politicamente. L’analisi migliore della situazione l’ha fatta Maggie Haberman su Politico. Il sostegno politico al matrimonio gay per Obama può essere un guaio in diversi stati, alcuni oggi in bilico tra repubblicani e democratici. Può essere un guaio ben peggiore però mostrarsi tentennante, cincischiare, essere percepito come debole e opportunista davanti a un tema importante. Il presidente deve fare il presidente, se vuole fare il presidente. La mossa rende vulnerabile Obama in tre segmenti di elettori: bianchi anziani, neri, ispanici. Nella prima categoria ci sono moltissimi di quelli che comunque non lo avrebbero votato. Nelle altre due categorie Obama va fortissimo e Romney è molto debole. Dall’altra parte, se Romney vorrà attaccare selvaggiamente Obama su questo tema, lo farà rischiando di inimicarsi due importanti segmenti di elettori che sono in maggioranza a favore del matrimonio gay: indipendenti e under 40. Elettori che Romney non può permettersi di perdere. Il tutto, poi, accade in un ciclo elettorale nel quale l’economia è praticamente l’unico tema che conta, anche a fronte della notizia di oggi. Game on.

10 commenti

  1. Gianluca:

    Romney il supporto degli elettori omosessuali, o a favore del matrimonio gay o di un qualche riconoscimento dei diritti agli omosessuali, l’ha perso nel momento in cui il suo portavoce Richard Grenell – attivista gay – si è dimesso all’inizio del mese (dopo due sole settimane di incarico) perché discriminato dallo staff del candidato presidenziale e dal partito. Obama, da perfetto stratega, ha colto il momento giusto per pigiare ancora di più il piede sull’accelleratore dei diritti gay. Secondo me ce la fa…. 4 more years!

  2. piergiorgio:

    abituato alla palude italica in effetti sono sbalordito.
    E ovviamente positivamente sopreso: nel merito sono ben d’accordo col Presidente! anzi plaudo entusiasta.
    Certo che un poco di preoccupazione per la rielezione ce l’ho avuta…pensando che in fondo gli americani su queste cose sono ancora assai conservatori in molti stati, che hanno un sacco di fondamentalismo religioso ecc.. dentro di me ho pensato “che strano! poteva anche essere più sfumato, più evasivo pur riconoscendo il valore sociale delle unioni gay, rimandare, dire che devono decidere gli stati ecc….” Ma, giustamente, questa è introiezione della mentalità italiana! ormai anche non volendo ne siamo pervasi.
    Invece altrove esistono anche altri modi di pensare e di fare per fortuna. E qualche volta vengono fuori.

  3. raffaele ibba:

    Sulle qualità politiche di Obama concordo … sulle sue qualità di statista, capace di incidere nel periodo medio … non lo so.
    Vedremo fra quattro anni … di certo già ora è assai meglio di Clinton o di Blair.
    Questa del matrimonio omosessuale non so a chi lo renda amico, so che lo rilancia in quanto “interlocutore” di peso per tutti in queste tematiche … è il Presidente! perbacco.
    Il senso è solo questo ed è un senso politico assai grande.
    Per questo sono disturbato dalla mia perplessità sulla sua capacità di fare cose importanti, di quelle che “aggiustano il futuro attraverso la cura del presente”. Qui lo vedo debole.
    Ma Romney contro di lui non esiste … po’ carirari … dicono a Cagliari …
    Invece e paradossalmente vedevo Rick Santorum messo meglio per creargli difficoltà serie … e poi perdere … ma sono l’unico al mondo a pensarla così, immagino.
    ciao r

  4. gigi:

    leggetevi però anche l’ottima analisi di Christian Rocca, che va oltre il facile entusiasmo:
    http://www.camilloblog.it/archivio/2012/05/09/obama-marriage/

  5. marquinho:

    OT ma sempre su Obama
    Nelle primarie democratiche del West Virginia ha vinto con meno del 60%, perdendo addirittura in 9 contee. L’autore di questo exploit è stato un tizio che sta scontando una pena in un carcere del Texas.
    Quando ci si lamenta delle divisioni del PD nostrano pensate che negli Stati Uniti ci sono democratici che odiano così tanto il proprio leader da preferirgli un criminale.
    Secondo politico.com pare che la causa di tale ostilità non siano le posizioni sulle unioni omosessuali ma la politiche energetiche della Casa Bianca.

  6. Chris:

    Obama ha espresso una sua posizione personale perchè di fatto non cambia nulla. Magari porterà a se qualche elettore in più e qualche soldino in più (tutto da dimostrare perchè al momento i cittadini americani nei vari stati dicono diverso), ma alla fine la Casa Bianca ha lasciato la patata bollente dov’era. E’ indubbio che però Obama veda un calo di consensi (gli ultimi sondaggi Rasmussen e Gallup lo evidenziano) e tenti di recuperare. Vedremo…

  7. nonunacosaseria:

    comunque, obama non è il primo candidato democratico a esprimersi così sui matrimoni gay… l’aveva già detto george clooney nel film “le idi di marzo”!

  8. LucaGras:

    Senza entrare nel merito: grande mossa.

    Enfatizzerei la speranza, da parte di Obama, di una reazione virulenta di Romney, ma anche la consapevolezza di aver fidelizzato una buona parte di quell’elettorato che sul tema non la pensa come lui, ma resta convinto di votarlo lo stesso. O, all’inverso, che convincere l’altra parte di quell’elettorato sia comunque impossibile se non a prezzo di tirare inaccettabilmente la coperta in quella direzione.

  9. nello russo:

    Perché i nostri politicanti non dicono mai:
    “ho sbagliato”?

  10. piergiorgio:

    Bé ma…! questa poi…http://www.repubblica.it/esteri/elezioni-usa/2012/05/11/news/elezioni_usa_romney_s_adozioni_gay-34943287/?ref=HREC1-2

    non è curioso? uno a favore delle adozioni e non del matrimonio ancora mi mancava…e comunque ma ci rendiamo conto che questo è il candidato conservatore negli USA! voglio dire: ma ve lo immaginate qua in Italia il candidato di destra che afferma pubblicamente cose così per di più in campagna elettorale…anzi – riformulo – ve lo immaginate il candidato della SINISTRA qui in italia dire cose così in campagna elettorale…