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Occhio con le parole

Ho trovato deludente la dichiarazione del ministro Cancellieri oggi alla Camera, riguardo la storia dei migranti rimpatriati con la bocca chiusa dallo scotch. Sorvoliamo su tutto il triste e sgradevole contesto del rimpatrio forzato e prendiamo per buona la versione delle forze dell’ordine, che è quella fornita dal ministro, anche se sarebbe il caso di ascoltare quella dei tunisini.

Cancellieri dice che l’uso dello scotch da pacchi è stato “del tutto estemporaneo” e volto a “fissare le mascherine ed evitare che i due cittadini algerini […] potessero in qualunque modo rimuoverle”. Sul fatto che l’uso dello scotch fosse “del tutto estemporaneo”, per usare un eufemismo, fortunatamente non avevamo dubbi. Vista la foto, a me pare abbastanza evidente che lo scotch non sia lì a fissare le mascherine bensì a chiudere la bocca, pure con parecchi giri attorno alla testa. Ma la foto non è nitida e posso sbagliarmi.

Il ministro peggiora però le cose qualche secondo dopo, quando dice che l’impiego del nastro adesivo è sbagliato non solo perché non previsto dalle norme ma perché “nei fatti si traduce in un comportamento che la coscienza collettiva percepisce come offensivo alla dignità della persona”. La coscienza collettiva percepisce come offensivo? Occhio. Occhio con le parole, anche quelle benintenzionate come queste. Primo: ci siamo dati delle leggi e dei principi, nazionali e internazionali, per capire che cosa è offensivo per la dignità della persona. In base a queste, possiamo dire tranquillamente che chiudere la bocca con lo scotch a qualcuno è offensivo verso la sua dignità. È un trattamento degradante e ingiustificato. È. Secondo: se proprio vogliamo tirare in ballo la “percezione della coscienza collettiva”, sarebbe interessante allargare l’estensione del suo giudizio a tutta la storia. Al rimpatrio forzato di due persone disperate al punto da essere disposte a ferirsi e rischiare (almeno) le botte pur di restare in Italia. Terzo: non vogliamo. Non vogliamo tirare in ballo la “percezione della coscienza collettiva” nel giudicare cosa per lo Stato è giusto e cosa per lo Stato è sbagliato, perché sappiamo che un tempo la “coscienza collettiva” avrebbe percepito come “offensivo” il matrimonio tra una donna bianca e un uomo nero, per fare un esempio tra cento, e oggi percepisce probabilmente come “offensivo” un bacio in pubblico tra due uomini, per fare un altro esempio. Non vogliamo. Ci basta avere delle leggi e avere la possibilità di cambiarle democraticamente.

“Chi ha chiuso la bocca con lo scotch a una persona ha fatto una cosa sbagliata e illegale e offensiva: per la dignità umana, per lo Stato e per i suoi colleghi. Indagheremo su quanto accaduto perché noi non siamo così e queste cose non le facciamo”. Bastava che il ministro Cancellieri dicesse così.

51 commenti

  1. francescocosta:

    Anticipo la risposta alla prima obiezione: i poliziotti dovevano lasciarsi sputare addosso e mettere a rischio i passeggeri? No. Detto che secondo me la mascherina poteva bastare, e alle bruttissimissime potevano davvero usare lo scotch solo per fissare la mascherina e non per chiudere le bocche, potevano segnalare ai loro superiori che i due migranti erano pericolosi per loro e per i passeggeri, e quindi in quel momento non era possibile farli partire, dato che chiudere loro la bocca con lo scotch sarebbe stato una pratica non prevista dalle norme: come avevano fatto il giorno prima. Nel frattempo magari si cercava di calmarli, li si faceva parlare con un assistente sociale, con un avvocato. Magari scopriamo che i rimpatri sui voli di linea – o i rimpatri forzati in generale – non sono una grande idea.

  2. Wilson:

    +1

  3. Benedetto_Croce:

    Il Ministro delude non solo per quello che dice (che è gravissimo perchè giustifica comportamenti coercitivi durissimi) ma anche per il linguaggio!
    Ma possibile mai che il “burocratese” sia ancora il linguaggio ufficiale dei nostri politici ancorchè sedicenti tecnici come quelli che ci ritroviamo nostro malgrado?
    Bastavano 10 righe semplici per dire quello che si doveva dire (se proprio il Ministro voleva coprire i suoi uomini) e cioè che c’era stato un eccesso di zelo colposo, fuori dai regolamenti, che si era tuttavia aperta un’inchiesta interna e si erano inviate circolari atte ad evitare il ripetersi di simili comportamenti fuori dalle norme e dalle leggi… bastava questo!
    Ma ovviamente non lo si è fatto e quindi non lamentiamoci poi se qui ci capitano le Diaz e che anche questo venga considerato tollerabile…

  4. Matteo G.:

    Però le leggi non possono regolamentare qualsiasi pratica o comportamento. Per quanto dettagliate possono essere, ci sarà sempre un riferimento ad un principio più generale che vada a coprire i casi non espressamente previsti nelle norme.
    La Cancellieri fa riferimento a misure che “siano proporzionate e non eccedano un uso ragionevole della forza, né ledano la dignità o l’integrità fisica del rimpatriando”. Ora, non si può pretendere che la legge specifichi che non si può chiudere la bocca con lo scotch marrone, se no domani ne usano uno verde e siamo punto e a capo. Ogni legge avrà sempre dei “vuoti” che vanno “riempiti” con un interpretazione. In quest’ottica il riferimento alla “coscienza collettiva” mi pare del tutto appropriato.

    Tutto ciò senza entrare nel merito della questione specifica.

  5. marquinho:

    Post + commento n.1 ineccepibili.

  6. Filippo Filippini:

    La cosa si trascinava da tre giorni, dice la Cancellieri. Con i soldi della dilazione continua ci si paga tranquillamente un giorno di ospedale ad un bambino, perché no immigrato. Disperazione o no quelli erano due mascalzoni. Mi piacerebbe sapere che ne dicono gli altri passeggeri del volo. Quanto al fotografo, lo avrei messo la fila davanti, a farsi sputare sangue addosso.

  7. francescocosta:

    L’argomento economico è un imbroglio: si potrebbero pagare molte notti di ospedale in più buttando i migranti a mare, ma non lo facciamo. Sai perché? Perché le leggi stabiliscono cosa fare in questi casi su criteri non solo economici. Però dimmi: quale altre violazioni della legge proponi alle forze dell’ordine pur di risparmiare soldi? Quello delle notti di ospedale pagate ai bambini, poi, è un espediente dialettico da Alessandra Mussolini. Sul “due mascalzoni” meglio non dire niente.

  8. enzo:

    10 giorni fa 2 tunisini hanno colpito con un coltello un amico di mia figlia solo per essersi rifiutato di consegnare un cellulare del valore di (forse) 100€, da quando,per eccesso di democrazia,permettiamo l’ingresso dei cosiddetti disperati dell’est o del maghreb la delinquenza é esplosa: circolano ubriachi senza patente e assicurazione,vendono droga,rapinano abitazioni picchiando a morte chiunque trovino etc,forse il Sig.Costa non ha mai avuto contatti con questo mondo o forse e solo dietrologia di sinistra fuori luogo

  9. max ventura:

    io sono assolutamente d’accordo coi “comportamenti coercitivi durissimi” e anzi, spererei in un introduzione delle tecniche di polizia americane che non mettono quasi mai a repentaglio la vita degli agenti. Chi commette crimini in america e’ come se rinunciasse alla propria immunita’. Chi punta un’arma, giocattolo o vera, a un agente, viene correttamente freddato sull’istante, non “convinto a riporre l’arma” come dalle nostre parti. Chi sputa agli agenti nelle carceri viene incappucciato con una reticella. il discorso si chiude qui.

  10. Z:

    Concordo per quanto riguarda il contenuto del post, che pero’ rimane una discussione sulle parole. Il commento 1 invece, che si spinge a dire come andavano fatte le cose, soffre di una grande limitazione: non credo l’autore sia esperto di rimpatri e gestione di detenuti pericolosi (neanche io, a scanso di equivoci), quindi non sarei sicuro che bastava la mascherina.

  11. docbrown:

    Ingenuità canaglia.Mi stupisce che c’è ancora chi pensa che le parole contenute in certe dichiarazioni (specie del Ministero dell’Interno di Qualunque Governo italiano) siano scelte a caso.
    Occhio con le parole ?Occhio alle vostre teste semmai vi capitasse di trovarvi al posto sbagliato nel momento sbagliato.

  12. sope 68:

    Idea, perché non te li portate a casa vostra e gli insegnate te regole e le leggi italiane?
    nb forse e meglio lasciarli liberi tutti . .
    libertà di essere fuorilegge!!
    tutti voi contrari allo scotch siete come quelli che dicono si purché non tocchi a me!
    VERGOGNATEVI perché col falso buonismo riuscite a mentire pure a voi stessi!

  13. Ale:

    Curioso come gli USA siano percepiti come la terra di mad max. Per carità, per molti versi sono un far west legislativo, vedi il recentissimo caso Treyvon, ma da qui a dire che la polizia ha la possibilità di spararti sul momento e che ti possano incappucciare (incappucciare! vi rendete conto di cosa significa?) e mettere in prigione per resistenza a pubblico ufficiale ci passa qualche oceano, non solo l’atlantico. Che poi può pure essere successo (come dicevo hanno certi casini legislativi…), ma non certo come norma e cosa accettata dalla società.

    Sapete che negli USA (e non solo) ogni poliziotto deve girare con un numero identificativo ben in vista e che le macchine della polizia hanno una telecamera che deve essere in funzione quando fermano qualcuno? In Italia non abbiamo nulla del genere, e davvero dovremmo.

    Sapete che, (cosa che stranamente dimenticano tutti in queste discussioni) la nostra legge sulla legittima difesa dice che il pericolo deve essere vero o ragionevolmente presumibile, e che quindi puntare una pistola finta con fare minaccioso TI DA’ la legittima difesa?

  14. flavio:

    L’uso del nastro adesivo non e’ stato affatto qualcosa di estemporaneo: io ho assistito a una scena simile 5 anni fa su un volo Roma-Milano di Alitalia. Persona di colore scortata da due signori in divisa, nastro adesivo sulla bocca al momento del decollo per bloccarne le grida.
    Non discuto in merito a cosa fosse giusto fare o no, ma sarebbe bello che qualche volta ci si prendesse le proprie responsabilita’…

  15. abbes e antonio:

    salve chiedo scusa a tutte l italiane e spero che mi capiscono bene perche e un lavoro che sie fatto ne anche duranti il fascismo o il nazismo perche questi algerini sono degli essere umani e hanno il diritto di vivere in italia come lo hanno gli italiane che vivono in algeria che nessuno agente delle forse del ordine si azzarda di fare qualcosa del genere e oltre queste andate chiedere l italiane chi lavorano in algeria e 31000 invece gli algerini in italia siamo 2000 e sessa esagerare tropo ignoranza contro gli algerini perche non abbiamo un ambacciado chi interviene a fare capire alla comunita italiana cosa voglie dire un algerino io sono in italia da 21 anni e sono una persona molto serio lavoro come un animale giorno notte e ho subito delle cose vergognose in un paese civile figuriamoci uno che none serio GRAZIE ONE TWO THRE VIVA L ALGERI

  16. MAgo:

    secondo me i clandestini non devono essere trattati come comuni criminali, ma come potenziali terroristi e quindi vanno intercettati in mare ed eventualmente sparati dai marò, per proteggere i patrii confini

  17. Filippo Filippini:

    Francesco, non e’ un imbroglio. Giusta o no la legge dei rimpatri qui si tratta di eseguirla, presto bene e con uso calibrato della forza e dei mezzi, compre o il denaro. Riordiamoci che e’ denaro pubblico.

  18. francescocosta:

    Ok, adesso dimmi quale parte della legge permette alla polizia di mettere lo scotch sulla bocca di chi va rimpatriato.

  19. TULLIO:

    Francesco Costa sei sicuro che i più deboli in quel caso siano i Tunisini? Sai cosa hanno fatto i Tunisini in questione? Tu al posto dei poliziotti cosa avresti fatto? Sentiamo, sono curioso! Questa stronzata del radical chic davvero non la capisco.. La polizia ha fatto bene, queste persone sono adulte e si sono assunte la responsabilità delle proprie azioni, questo è anche un principio di fisica, sputando o urlando in un aereo hanno accettato il fatto che lo stato, la polizia, reagisse con metodi “anti-democratici”.

  20. Lorenzo Tondi:

    Francesco, ma il tuo blog è frequentato da nazifascisti?!? Alcuni commenti sono veramente ripugnanti.

    E, al di là dell’aspetto morale, sono infondati. Il commento numero 8 di Enzo dice cose semplicemente false. Basta andare sul sito dell’ISTAT e guardarsi l’evoluzione storica del tasso di criminalità negli ultimi 50 anni, e possiamo vedere che è diminuito progressivamente per poi diventare costante. Quindi è falso dire che più immigrazione = più criminalità. Attenzione, non è un’opinione discutibile, è semplicemente falso.

    Poi vorrei capire perché dovremmo considerare questi due clandestini dei mascalzoni. Vorrei proprio avere una risposta. Perché sono entrati illegalmente in Italia? Se arrivi in un paese per cercare lavoro sei un mascalzone??

  21. Simonluca Merlante:

    Grande Francesco, adesso che hai i troll sei ufficialmente una blogstar.

  22. Ale:

    Io spero che siano troll, Simonluca!

    A me preoccupa sinceramente il fatto che sia già passata l’idea che i clandestini sono tali solo per aver passato una linea immaginaria, non per aver commesso un reato pericoloso socialmente o fisicamente.

    Detto questo, avevo postato un commento abbastanza lungo prima, non è mai apparso… filtro anti-spam carnivoro?

  23. elena:

    Non si può trattare così una persona. Punto. Poi si sta parlando di rimpatrio per due persone delle quali non si sa nulla, quindi potrebbero anche essere due brave persone, colpevoli di essere clandestini (un reato totalmente inventato dal nulla, essendo al limite una condizione), cosa vogliamo fare, dare per scontato che siano delinquenti? Algerino = delinquente? A parte il fatto che qua, tra gli italiani veri, di delinquenti ne abbiamo a mucchi e a pacchi, chi vi dice che magari domani un poliziotto non si sentirà in diritto di imbavagliare anche qualcuno di voi, italiano vero e puro?
    Mi é successo in treno di vedere scene non così estreme ma altrettanto sgradevoli: poliziotti che in malo modo chiedevano i documenti solo a persone nere, in uno scompartimento pieno di gente. Alla mia domanda: “Ma allora controllate la gente su base razziale? Come fate a sapere che io sono italiana?” oltre ad aver chiesto i documenti pure a me, hanno risposto “Lo facciamo per la vostra (Vostra? di chi?) sicurezza”

  24. Filippo Filippini:

    O mioddio Francesco, non ci sarà mai una legge del genere. Fa parte dell’uso discrezionale della forza che è consegnato (con i dovuti controlli) alla Polizia. Trovami una legge in cui sia lecito manganellare sulla testa un manifestante…

  25. Filippo Filippini:

    Elena, è molto idiota mettersi in mezzo con la Polizia, perché tu non sai cosa stanno facendo e non hai le loro informazioni. Se hanno avuto la segnalazione di uno stupratore, o di un rapinatore, o di uno spacciatore, di pelle nera, che dovrebbero fare? Cominciare a controllare dai vichinghi?

    Disclaimer: non sto dicendo assolutamente che esista una propensione maggiore a commettere crimini da parte di chi ha la pelle nera. Non lo sto dicendo ma non l’ho mai nemmeno pensato, se mi credete.

  26. elena:

    Filippo, era un treno Como Milano, alle 9 del mattino e i poliziotti stavano chiedendo i documenti per vedere se avevano il permesso di soggiorno, non mi pare di aver fatto una domanda illegittima! Mi sembra più idiota controllare solo la gente nera, cosa che capita regolarmente anche sugli autobus atm a Milano: di solito chiedono il biglietto a quelli che sembrano stranieri (sembrano, non é detto che uno biondo e bianco, per dire, non sia che so, australiano). Controllano per razze, vedi un po’ se é giusto!?

  27. Simonluca Merlante:

    Non credo fosse quello il caso, visto che poi hanno controllato i documenti di Elena…

  28. elena:

    Ovviamente mi hanno chiesto i documenti perché mi sono intromessa, erano anche un filo seccati, ma a volte faccio fatica a far finta di niente…
    ps comunque i due, il permesso di soggiorno ce l’avevano!

  29. Filippo Filippini:

    Però la Polizia lasciamola lavorare. Sui bigliettai OK. C’è una percentuale di xenofobia o razzismo nella nostra società, è evidente. Nella stanza accanto a dove mi trovo ora c’è mio figlio con il suo compagno di classe Alì, nato in Italia ma tunisino. Un ragazzino di 10 anni che solo nell’ultimo:

    – è stato accusato da una rimbambita di averle rubato la bici; questa lo ha preso per una mano, non lo mollava, ha chiamato i vigili e questo bimbo si è subito un interrogatorio per strada. Poi la rimbambita si è accorta che la bici aveva il cestino a differenza della sua, che era regolarmente a casa sua (a 30 metri dal punto dove si trovavano)

    – è stato travolto da una bici mente tornava a casa dal parco e chi lo ha travolto non si è fermato a soccorrerlo.

    Non sono insensibile ai temi della discriminazione (ho cominciato a fare politica per questi temi, sono di Coccaglio, ti dice niente?).

    Tornando al Post ed ai commenti: i due espulsi hanno tutta la mia empatia, posso comprendere la frustrazione, etc etc. Fatto sta che si sono opposti ad un provvedimento esecutivo (giusto o sbagliato che fosse) ben oltre i limiti tollerabili, anche per ragioni di sicurezza – in un aeromobile è bene non scoppino risse o il panico.
    Non auspico certo che lo scotch diventi una prassi ed è certamente un comportamento lesivo della loro dignità. Ma erano andati ben oltre il tollerabile e – nella logica dell’hic et nunc e prendendosi anche una responsabilità che ormai non si prende più nessuno in Italia – i poliziotti hanno preso una decisione. E’ il loro lavoro.

  30. TULLIO:

    Il ministro è stato molto coerente.. Poteva dire che l’incerottamento è da evitare perchè è un abuso di potere, invece ha detto che è mal visto, non è assurdo, è come dire, di un poliziotto che manganella un criminale che è abuso di potere, come risposta pre-confezionata per la plebaglia e gli pseudo-giornalisti, ma il ministro è andato oltre, ha detto la verità, probabilmente il fatto, se accadesse in futuro, verrà affrontato diversamente, ma nulla impedisce alla forza pubblica di ristabilire l’ordine.

  31. tobuto:

    Elena, dai: se stai cercando stranieri senza permesso di soggiorno (giusto o sbagliato che sia), iniziare da quelli con il fenotipo inusuale in Italia è puro buon senso. O se preferisci una corretta applicazione della legge di Bayes.

  32. albertog:

    in tanti decenni di repubblica italiana, migliaia di criminali di tutte le nazionalità sono stati dati in custodia alla forza pubblica, ma è la prima volta che esce una foto di questo genere. ignorare il disagio che questo porta con sé, anche per i poliziotti, e non cercare di capire come evitarlo mi sembra sbagliato. mi chiedo se il fatto che non si siano mai visti prigionieri con la bocca tappata sia dovuto al fatto che vengono intimiditi in altro modo, oppure se effettivamente ci sia un imbarbarimento nella gestione dell’ordine pubblico, oppure se ci sono altre risposte.

  33. olga tanti:

    sono rimasta esterrefatta quando ho letto la notizie e visto le immagini, ma ancora di più lo sono per il ragionamento contorto della ministra Cancellieri mah?!

  34. albertog:

    ma forse è solamente che dai tempi di renzo tramaglino ai prigionieri viene impedito di gridare alla folla

  35. Gina:

    condivido appieno le considerazioni di Filippo Filippini.

  36. Ale:

    Filippo Filippini, mi spiegheresti la storia della legge sulle manganellate?

    No perché come lo hai scritto tu sembra che stai dicendo che è giusto così, eh.

  37. John Doe:

    Io sono un rozzo, e quindi tutto sto dibattito su un pezzo di scotch tendo a definirlo “seghe per segaioli”. Non voglio insultare nessuno, ma l’argomento è inesistente, e il ministro (prima di tutti) dovrebbe spiegare cosa deve fare il poliziotto dopo 2 giorni di tentativi. Portarsi a casa gli sputatori di sangue?
    In carcere, oltre che non c’è posto, non li puoi mettere, hai un ordine di espulsione da eseguire e quello sputa sangue sui passeggeri.

    Invece di nastrarlo dovevano drogarli? E se poi uno è allergico o malato e lo accoppi? Che ha lo scotch che non va? In cosa è peggio delle manette, che sono accettate da tutti?
    Arrivi a destinazione, lo togli e non lascia traccia. Oppure il ministero pagasse i voli dedicati, se riesce a farsi dare i soldi da Monti Mario, ma la vedo dura.

    Già il ministero paga, ad ogni volo, fior di risarcimenti alle compagnie, lo sapete che ogni volta bisogna ricomprare i sedili perchè ci orinano sopra? Strappano le maschere dell’ossigeno e tutto quello che si può rompere…..
    Parlate con i piloti, altro che scotch.

  38. albertog:

    john doe, prova a rovesciare la prospettiva. se una situazione ti porta a comportamenti mortificanti, devi modificare la situazione, non cedere a quei comportamenti.

  39. Filippo Filippini:

    Mi si chiedeva dove è descritta la procedura dello scotch. Io chiedo dove è scritta la procedura delle manganellate. Punto.

  40. MAgo:

    qualche commentatore sicuramente mi è antropologicamente superiore perchè gli basta guardare in faccia un clandestino per sapere con certezza che questi è venuto a cercare lavoro, anzichè essere (chissà) un infiltrato speciale di una potenza nemica straniera

  41. Stefano:

    Ma io guardo che c’e gente che perde tempo qua anziche’ vergognassi di gente che ruba milioni e va in tv e da interviste sui giornali. Credo che semplicemente quello che ha fatto le foto poteva farsi i cazzo suoi sto’ stronzo e lasciare lavorare in pace i poliziotti (che per in inciso mi stanno pure sulle balle perche’ raccontano un sacco di balle loro),e ribadiscoche quello che hanno fatto e’ stato poco perché li dovevano impacchettare e messi nella stiva bagagli così nn avrebbero rotto i coglioni come state facendo voi adesso con mille seghe mentali. Andate a prendere quelli che rubano a meno che nn fate parte della stessa categoria e allora e’ chiaro che vi interessano due pezzi di merda con lo scotch

  42. docbrown:

    Stefano,spero che tu subisca il “trattamento Cucchi/Aldrovandi” prima o poi, così capirai cosa vuol dire essere pezzi di merda…

  43. John Doe:

    albertog, io non “cedo a quei comportamenti”, quelle sono le regole della convivenza civile. Abbiamo tutti accettato che le forze dell’ordine possano usare la forza, arrivando anche a quella letale (secondo te perchè girano armati?), commisurandola ovviamente al tipo di minaccia.
    Bene, io di forza in quel pezzo di scotch ne vedo poca, e comunque commisurata alla minaccia, o tu hai tecniche alternative da proporre?

    Senza tornare a quelle che definisco irrispettosamente seghe, e restando sul piano pratico, dimmi cosa avresti fatto tu al terzo giorno di tentativi di imbarcarli.

  44. Stefano:

    Caro dottormarrone vedi di nn spaccarli i marroni perché gli esempi che porti nn hanno nulla a che vedere con quello scritto qua erano due pezzi di merda che da due giorni rompevano i coglioni per essere rimpatriati anzi li dovevano buttare in acqua e lasciarlo li

  45. marquinho:

    Stefano, anche Aldrovandi e Cucchi vennero considerati due pezzi di m**da: uno faceva troppo casino la notte, l’altro era un tossico, più volte fermato.
    Attento che un giorno puoi finire anche tu nel novero di chi rompe troppo i co***oni e allora spera di trovare gente che applica la procedura corretta.

  46. plato:

  47. peppe:

    Interessante e necessario post per riflettere sull’importanza del linguaggio. Linguaggio è sinonimo di stile, che a sua volta diventa atteggiamento pubblico e poi ancora opinione pubblica, poi politica, quindi scelte.
    poi la società.
    quindi il futuro.
    mi viene in mente sempre quella frase di Parise sulla pedagogia…
    grazie

  48. albertog:

    @john doe
    gli immigrati clandestini quando vengono arrestati vengono trattati in maniera ben peggiore di questa, lo so. noi non abbiamo mai occasione di entrare in una stanza di interrogatorio o in una cella e quindi abbiamo pochissime occasioni di farci un’idea di queste cose. questa è una di quelle rare occasioni e se non si è chiari su qual è il limite oltre il quale non si può andare in questo caso, abbasseremo molto l’asticella anche per i casi in cui le cose vanno in maniera molto peggiore. qui il problema è che la violenza è stata esercitata in un luogo pubblico. non è accettabile, punto. se ci sono migliaia di rimpatri ogni anno e una decina è problematica, quella decina ci spendi due soldi in più e esegui il rimpatrio con un mezzo dedicato. imho.

  49. John Doe:

    @ albertog: se il problema è “non saperlo” non vedendolo, allora capisco il tuo punto di vista. Devi però tenere conto che se parli con i piloti ti diranno che sui voli dedicati è mooolto peggio, e li impacchettano ancora di più. Il rapporto agente-rimpatriato è quasi uno a uno, perchè altrimenti quelli distruggono l’aereo in volo, e si è arrivati (in un caso di cui sono a conoscenza) vicini al milione di danni per un solo volo. Il ministero paga senza fiatare, con i soldi dei contribuenti ovviamente.
    Ma se il problema era non saperlo allora va bene così, di quei voli le anime candide di facebook non ne sanno nulla. Occhio non vede…..

  50. albertog:

    il problema è proprio quello, la nostra attenzione è concentrata sui pochi casi di cui vengono a conoscenza i media mainsteam, ma siamo completamente impotenti rispetto a quanto avviene fuori dalla vista. ci vorrebbe un movimento occupy per rappresentare il 99% delle persone che subiscono abusi senza che nessuno ne sappia nulla. purtroppo non è possibile, non sapremo mai nulla di questi episodi. possiamo solamente prendere posizione sull’1%, con l’unico obiettivo di determinare qual è il sentire sociale rispetto a certi comportamenti, sperando che queste prese di posizione abbiano un minimo effetto su quel 99%, confidano nella coscienza di chi commette quegli abusi.

  51. Dario:

    D’accordo sul fatto di non appellarsi alla coscienza collettiva – eviterei gli esempi, imbarazzanti dato il fatto che in Italia ancora adesso una coppia gay o mista fa stupore – ma siccome questo comportamento va contro le leggi le scuse sono facili e doverose, no?

    Dario