Malattie mortali (cit.)

Ultimamente, avrete notato, ho meno tempo che mai per scrivere da queste parti, ma mi sembrava valesse la pena segnalare il livello allarmante raggiunto da un fenomeno di cui qui si era parlato parecchio, già a settembre e poi di nuovo e meglio a novembre: la tendenza intollerante di un pezzo della sinistra italiana di ergersi a unica sinistra italiana possibile, liquidando come “di destra”, spesso senza nemmeno discuterle e con rara violenza verbale, le idee di persone appartenenti a pieno titolo alla sinistra italiana ma colpevoli di avere idee più liberali e meno tradizionali delle proprie. Come se la sinistra tout court non fosse compatibile col liberalismo e come se persino la loro sinistra, scremata dalla demagogia paracula e dalla retorica muscolare, non avesse già oggi e da tempo significative commistioni liberali. È una regressione culturale incendiaria e pericolosa.



29.02.12 - Diario

9 commenti »

  1. E quindi?

    Commento di Oscar Luigi Ferreira Pinto del 29 February 2012 alle ore 10:58
  2. signor Costa , pur essendo d’accordo che “l’estrema (?) sinistra italiana” sia una farsa, le vorrei far notare che la violenza non è confinata alle loro parole . La violenza è insita nella visione liberale ( e quindi inevitabilmente liberista?)di cui lei sembra essere fautore. uno Stato che permette che gli appartenenti alla propria comunità possano morire di fame o di freddo o di malattie curabili è di per sé uno stato violento ! Non scordiamo poi l’enorme violenza che una comunità sovranazionale come l’UE sta facendo alla Grecia : ridurre alla fame migliaia di persone e poi salvare i conti delle Banche , le quali in teoria dovrebbero accettare il rischio LIBERALE di fallire ! . Vorrei inoltre ricordarle che una delle basi dell’economia liberale è quella di “stuzzicare ” l’anima aggressiva e brutale del capitalismo ! insomma la violenza è un elemento costitutivo della sua visione del mondo ! Quindi più che delle parole di Mussi mi preoccuperei di ciò che sta accadendo nella società ed è qualcosa di molto più volento delle parole dei politici. Le vorrei anche far notare che nella storia ci sono stati accadimenti come le rivoluzioni e le guerre !! e l’ottusità e la meschinità “liberale” hanno sicuramente aiutato a fomentarle. La inviterei anche a riflettere che uno “Stato liberale” classico come gli Stati Uniti è stato fondato su un genocidio ! e che un’altro stato molto liberale come la Francia ha ancora come inno “La Marsigliese” un inno estremamente sanguinolento che però ben richiama la natura violenta della politica ( e della vita ?). Insomma più che prendersela con una sinistra ridicola la inviterei ad effettuare una profonda riflessione sulla natura amorale ed ipocrita del modello di cui lei è fautore .. La lascio rimandandole l’impressione di ipocrisia e selvaggio cinismo che il suo intervento ( trovato per caso in internet)mi hanno suscitato ! pensi che siamo “ad un tornante della storia ” e che probabilmente queste visioni amorali ed ipocrite dovranno scontrarsi presto con la brutalità della realtà !! si faccia un bel giro nel mondo reale! cerchi di entrare in empatia con chi ha perso tutto e lo Stato Liberale lo tratta come un rifiuto residuale !! la massa di dolore che il suo sistema sta creando avrà un giorno uno sbocco e purtroppo le esperienze delle due guerre mondiali, del fascismo e del nazismo ci hanno ben insegnato di cosa sono capaci gli stati liberali !

    Commento di Marcello Bini del 29 February 2012 alle ore 11:24
  3. Giusto. La tendenza intollerante di un pezzo della sinistra italiana di ergersi a unica sinistra italiana possibile,liquidando come “conservatrici, neobertinottiane, novecentesche, dalebane” (talvolta financo “brigatistiche”), spesso senza nemmeno discuterle e con rara violenza verbale, le idee di persone appartenenti a pieno titolo alla sinistra italiana ma colpevoli di avere idee più socialdemocratiche e meno tradizionali delle proprie. Come se la sinistra tout court non fosse compatibile col socialismo e come se persino alla loro destra, scremata dalla demagogia paracula e dalla retorica muscolare, non ci fossero state numerose e autorevoli prese di distanza dal pensiero neoliberista, messo in discussione da suoi ex sostenitori (penso ad esempio a Roubini e Fitoussi). È una regressione culturale incendiaria e pericolosa.
    Buon QdR a tutti.

    Commento di Massimo S. del 29 February 2012 alle ore 13:21
  4. Massimo S, un commento meraviglioso. Né più né meno. Osservo a margine che la sinistra liberale ha imparato molto bene una cosa dalla destra italiana: attribuire e incolpare gli altri di comportamenti tipicamente propri.

    Commento di piti del 29 February 2012 alle ore 15:25
  5. Ok, Piti e Massimo S. preso atto che nessuno, neppure Costa, può scagliare la prima pietra, che facciamo? Ci dilaniamo, come si fa sin dalla prima internazionale (a proposito di atteggiamenti novecenteschi od ottocenteschi), oppure abbassiamo le armi e troviamo il modo di discutere in modo sereno?
    P.S.
    Di chi è la citazione?

    Commento di marquinho del 29 February 2012 alle ore 16:26
  6. Grande Massimo S, maestro di jujitsu.

    Commento di mdr del 29 February 2012 alle ore 22:00
  7. Mi rendo conto che il gioco sembra infantile. Ma non vedo nulla d’incendiario e pericoloso nelle opinioni di Rossi e di Vendola. Di certo decisamente molto meno incendiarie e pericolose di chi addita delle opinioni come incediarie e pericolose.

    Il Pd non è un partito di sinistra, non nel senso classico. Questo non vuol dire però che non debba comprendere posizioni di sinistra a cui appaiano di destra delle posizioni che legittimamente stanno nello stesso partito. Destra e sinistra non sono titoli onorifici o offese mortali ma posizioni ideali all’interno di un quadro di riferimento.

    Commento di Fabio Palermo del 29 February 2012 alle ore 22:10
  8. chi dimentica il passato è destinato a ripeterlo: sembra di essere alla seconda internazionale quando i socialisti rivoluzionari sconfissero i socialisti riformisti.
    solo che queste lotte ci hanno portato ad essere menscevichi.

    Commento di Andrea del 1 March 2012 alle ore 00:16
  9. Bini e Massimo S.

    Riassumo la vostra raffinata disamina politica in questi termini: “Chi lo dice lo e’!”.

    Commento di uqbal del 6 March 2012 alle ore 07:56

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