A che punto siamo con “l’acqua pubblica”

La scorsa primavera su questo blog si era molto discusso dei referendum sull’acqua e soprattutto del secondo quesito, ideologicamente sballato, pericoloso e contraddittorio. E infatti sette mesi dopo il voto sui referendum non è ancora cambiato niente: il 7 per cento di remunerazione del capitale investito non era un “guadagno garantito”, come spiegò lo stesso Vendola pochi giorni dopo il voto, e l’idea di eliminare del tutto le gare aperte ai privati per la concessione dei servizi pubblici fa a pugni con quella cosa chiamata Unione Europea. Marco Surace ieri ha spiegato bene la situazione sul Post.