Nozionismo per maniaci sul discorso sullo stato dell’Unione

Ho messo insieme un po’ di cose che avevo scritto in passato riguardo il discorso sullo stato dell’Unione per maniaci di politica americana e appassionati ammiratori dei riti delle democrazie.

1. La Costituzione americana prevede che il presidente “di tanto in tanto” dia informazioni al Congresso riguardo lo stato della nazione e i suoi programmi per il futuro. Nel tempo l’appuntamento ha assunto una scadenza fissa: una volta l’anno, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, il presidente degli Stati Uniti riferisce al Congresso in seduta plenaria alla presenza dei membri del governo e della Corte Suprema: rende conto delle condizioni della nazione e descrive la sua agenda e le sue priorità per l’anno a venire.

2. Il discorso si tiene alla Camera, che ospita anche i cento membri del Senato. Accanto allo speaker della Camera siede il vicepresidente degli Stati Uniti, in questo momento Joe Biden, che è anche presidente del Senato.

3. Obama ha appena cominciato il suo quarto anno alla Casa Bianca ma quello di ieri è stato il suo terzo discorso sullo Stato dell’Unione: il primo discorso, pronunciato a pochissimi giorni dal suo insediamento, tecnicamente non è un discorso sullo Stato dell’Unione bensì un semplice discorso alla seduta plenaria del Congresso (questo perché si presume che il presidente non possa ancora rendere conto al Congresso sullo stato dell’Unione, essendosi appena insediato).

4. Il primo discorso sullo Stato dell’Unione è di George Washington e risale al 1790. Nel 1801, però, Thomas Jefferson interruppe la tradizione, limitandosi a inviare al Congresso una copia scritta del discorso: pronunciarlo in aula gli sembrava un tentativo di scimmiottare il “discorso del trono” che si teneva abitualmente in Regno Unito. La tradizione venne reintrodotta da Woodrow Wilson nel 1913, sebbene con qualche eccezione: nel 1981, per dire, Jimmy Carter non si presentò in aula e inviò al Congresso una copia scritta del discorso. Da quel momento in poi, comunque, nessun presidente rinunciò più alla possibilità di occupare un’ora di spazio televisivo in prima serata senza poter essere contraddetto e soprattutto senza spendere un dollaro.

5. Durante il discorso tutti i deputati, tutti i senatori, tutti i membri del governo, i giudici della Corte Suprema, il presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti sono riuniti nello stesso posto. Per quanto il Congresso sia blindato e super protetto, si tratta di una circostanza piuttosto pericolosa: in caso di attentato, esplosione, bombardamento, aereo di linea dirottato, eccetera, gli Stati Uniti si troverebbero decapitati, privi di qualsiasi forma di autorità nazionale riconosciuta. Per questa ragione ogni volta che un presidente si rivolge al Congresso in seduta plenaria – quindi anche ma non solo durante il discorso sullo Stato dell’Unione – un membro del governo non partecipa all’evento: se ne sta da un’altra parte, in una località sconosciuta e sicura, e fa il designated survivor, il sopravvissuto designato, pronto a guidare la nazione dovesse accadere il patatrac. Ieri il designated survivor è stato il ministro dell’Agricoltura, Tom Vilsack.

6. La pratica è stata istituita durante la guerra fredda, nel timore di un attacco nucleare. Durante il discorso sullo Stato dell’Unione, al designated survivor viene assegnato un servizio di protezione speculare e identico a quello solitamente riservato ai presidenti, compreso un accompagnatore che porta con sè il nuclear football, la valigetta con i codici nucleari. In momenti particolarmente complicati della storia degli Stati Uniti, il designated survivor è stato il vicepresidente, così da assicurare al paese una leadership forte in caso di catastrofe: nel 2001, durante il discorso del presidente Bush in seguito agli attentati dell’11 settembre, il designated survivor fu proprio il vice presidente Cheney.

7. Suggerita giustissimamente da Kerub nei commenti.

President Josiah Bartlet: Oh, Roger. If anything happened, you know what to do, right?
Secretary of Agriculture Roger Tribbey: I honestly hadn’t thought about it, sir.
President Josiah Bartlet: First thing always is national security. Get your commanders together. Appoint Joint Chiefs, appoint a chairman. Take us to defcon 4. Have the governors send emergency delegates to Washington. The assistant Attorney General is going to be the Acting A.G. If he tells you he wants to bring out the National Guard, do what he tells you. You got a best friend?
Secretary of Agriculture Roger Tribbey: Yes, sir.
President Josiah Bartlet: Is he smarter than you?
Secretary of Agriculture Roger Tribbey: Yes, sir.
President Josiah Bartlet: Would you trust him with your life?
Secretary of Agriculture Roger Tribbey: Yes, sir.
President Josiah Bartlet: That’s your chief of staff.

8. Obama è protetto a stretta distanza dalla scorta anche quando si trova dentro l’aula del Congresso.

9. È tradizione che il partito di opposizione tenga una “risposta” al discorso del presidente, trasmessa dai network televisivi poco dopo la fine del discorso al Congresso. È un modo per catalizzare l’attenzione dei mezzi di comunicazione e per fornire una risposta immediata alle affermazioni del presidente, anche se non è uno strumento di grande efficacia: non si ricordano grandi e storiche risposte ai discorsi presidenziali, mentre invece sentire un discorso normale da un luogo normale da parte di un politico normale, spesso sconosciuto ai più, poco dopo la massima solennità del discorso del presidente al Congresso, finisce spesso per mettere in imbarazzo e ridimensionare l’opposizione stessa, piuttosto che giovarle. Ieri sera la risposta repubblicana a Obama l’ha fatta Mitch Daniels, governatore dell’Indiana. Herman Cain ha tenuto un surreale discorso di risposta a nome dei tea party.

11 commenti

  1. Kerub:

    President Josiah Bartlet: Oh, Roger. If anything happened, you know what to do, right?
    Secretary of Agriculture Roger Tribbey: I honestly hadn’t thought about it, sir.
    President Josiah Bartlet: First thing always is national security. Get your commanders together. Appoint Joint Chiefs, appoint a chairman. Take us to defcon 4. Have the governors send emergency delegates to Washington. The assistant Attorney General is going to be the Acting A.G. If he tells you he wants to bring out the National Guard, do what he tells you. You got a best friend?
    Secretary of Agriculture Roger Tribbey: Yes, sir.
    President Josiah Bartlet: Is he smarter than you?
    Secretary of Agriculture Roger Tribbey: Yes, sir.
    President Josiah Bartlet: Would you trust him with your life?
    Secretary of Agriculture Roger Tribbey: Yes, sir.
    President Josiah Bartlet: That’s your chief of staff.

  2. francescocosta:

    Ci sta così bene che la inserisco, grazie.

  3. dbok:

    “He shall from time to time”, The West wing S01E12 (per tutti quelli che grazie a Sorkin conoscono le pieghe del cerimoniale politico statunitense come le proprie tasche)…

  4. Francesco.SP:

    appena ho letto il titolo del post mi è venuta in mente quella puntata di the west wing. eccezionale!
    inoltre mi ricordo che toby e sam ci misero 4 settimane a redigere il discorso che venne poi modificato la sera precedente (per dire quanto sia importante questo evento).
    senza dubbio una grandissima serie.

  5. gofre:

    “nel 2001, durante il discorso del presidente Bush in seguito agli attentati dell’11 settembre, il designated survivor fu proprio il vice presidente Cheney.”

    stiamo parlando del 2002, vero?

  6. francescocosta:

    No, parliamo del 2001: non era un discorso sullo stato dell’Unione ma un discorso alla seduta plenaria del Congresso. http://www.historyplace.com/speeches/gw-bush-9-11.htm

  7. Fabio Venneri:

    Sempre sul designated survivor…

    La fine del mondo a Washington
    http://www.camilloblog.it/archivio/2009/10/05/2010-la-fine-del-mondo-a-washington/

  8. Francesco Cerisoli:

    “nel 1981, per dire, Jimmy Carter non si presentò in aula e inviò al Congresso una copia scritta del discorso”
    Forse perche’nel 1981 il presidente era Reagan?

  9. francescocosta:

    Reagan si insediò il 20 gennaio 1981. Il discorso sullo Stato dell’Unione fu consegnato da Carter in forma scritta il 16 gennaio 1981.
    http://www.presidency.ucsb.edu/sou_minutes.php#axzz1ka6Gaat4
    Qui il testo: http://janda.org/politxts/State%20of%20Union%20Addresses/1978-1981%20Carter%20T/JEC81.html

  10. Francesco Cerisoli:

    Interessante: sai mica se han fatto lo stesso Clinton nel 2001 e GW Bush nel 2009? (mandare o fare un discorso sullo stato dell’Unione a 4 giorni dall’insediamento del successore)

  11. Francesco Cerisoli:

    Mi rispondo da me: dalla lista che hai linkato pare di no. Forse a Carter gli bruciava la sconfitta di novembre ;-)