10 gennaio, New Hampshire

Il 10 gennaio si vota in New Hampshire, e i sondaggi danno a Mitt Romney un vantaggio di venti punti sul secondo, un Ron Paul in difficoltà. Poi si voterà in South Carolina, il 21 gennaio, dove gli ultimi sondaggi condotti davano in testa Newt Gingrich. Solo che erano “ultimi sondaggi” fatti il 19 dicembre. Ne hanno fatto uno adesso, dopo l’Iowa, e in vantaggio c’è Romney, seguito da Santorum e Gingrich. La tendenza è destinata a consolidarsi dopo la vittoria in New Hampshire. Se Romney le vince tutte e due ci sono ottime possibilità che si porti a casa facilmente anche la Florida, il 31 gennaio, e di fatto chiuda la partita per la nomination in meno di un mese. Che cosa deve succedere per evitare che questo accada così presto? Che almeno due tra Perry, Paul, Gingrich e Santorum si ritirino il prima possibile, così da far convergere i voti di quelli che voterebbero chiunque tranne Romney. In New Hampshire è importante tenere d’occhio anche il risultato di Jon Huntsman: i sondaggi lo danno sopra il 10 per cento, lui non corre per il 2012 ma per il 2016, se arriva terzo ammazza uno tra Paul e Santorum e si prende una bella soddisfazione. Domani notte c’è il dibattito, intanto: il primo del 2012, il primo dall’inizio delle primarie, il primo dopo il voto in Iowa.

2 commenti

  1. marquinho:

    Vista da un profano come il sottoscritto la campagna di Huntsman pare un insuccesso, è vero che l’impresa si presentava ardua sin dall’inizio ma penso che anche le più prudenti aspettative andassero oltre un terzo posto per ammazzare Paul o Santorum.
    L’ex governatore dello Utah dall’annuncio della sua candidatura praticamente vive in New Hampshire. Aveva puntato tutto su quello stato perché lì i repubblicani sono meno ideologici e soprattutto perché alle primarie locali possono votare pure gli elettori registrati come indipendenti ragion per cui lo spostamento a destra del GOP veniva attenuato. Malgrado questo rischia di non arrivare nemmeno alla doppia cifra.
    A questo punto perde quota pure la sua candidatura presidenziale del 2016, salvo improbabili investiture di Gingrich, Santorum o Paul, il cacciatore non potrà presentarsi tra quattro anni come l’uomo sobrio e affidabile chiamato a risollevare il partito dopo l’ubriacatura degli ultraconservatori. Anzi, se Romney fallisse contro Obama, i repubblicani scarterebbero a priori l’idea dare ancora credito ad un altro pallido mormone.

  2. Giacomo:

    Gli ultimi sondaggi danno Huntsman ben oltre il 15%, Nate Silver lo colloca – anche – al secondo posto dopo Romney però la partenza in ritardo lo ha penalizzato definitivamente.