Un metodo infallibile
Ho già scritto come la penso sulla manovra e su certe critiche che girano, alcune troppo ingenue, altre decisamente troppo poco. Ciò non toglie che il dissenso rispetto alla manovra o ad alcune delle sue misure sia una posizione politica pienamente legittima. Oggi per esempio due deputati piemontesi del PD, Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi, hanno detto che se alcune norme non saranno modificate voteranno contro la manovra. Scelta delicata, vista l’aria che tira nel paese e visto che il loro partito deciderà di fare il contrario.
Ora, c’è un metodo praticamente infallibile per capire se quella di Esposito e Boccuzzi è una posizione politica di merito oppure un modo per cercare un po’ di visibilità personale. Il metodo consta nell’ottenere risposta a queste due domande. Nel caso in cui la manovra restasse questa, senza modifiche, i deputati Esposito e Boccuzzi sarebbero soddisfatti se la maggioranza del Parlamento decidesse di votare come loro, facendo quindi cadere il governo Monti a un mese dal suo insediamento? Si batteranno per convincere i colleghi a votare come loro? Se la risposta è sì, trattasi allora di posizione politica di merito: discutibile, legittima, peraltro già condivisa da un pezzo di Parlamento. Se invece la risposta è no, se Esposito e Boccuzzi votano contro la manovra ma pensano che sarebbe molto meglio approvarla che affondarla, se votano contro augurandosi che la maggioranza dei parlamentari non faccia come loro, allora stanno semplicemente e irresponsabilmente sparandola grossa, cercando di prendere in giro i sindacati e attirare un po’ di attenzione – domani i loro nomi saranno su tutti i giornali – alle spese di chi si sta facendo carico di varare questa manovra dolorosa e necessaria, battendosi senza sosta per migliorarla e senza fare ricattelli a mezzo comunicato stampa.
Tweet

con costa concordo spesso sul metodo, quasi mai sul merito.
per una volta, concordo su entrambi : la manovra è dolorosa -e ingiusta- ma se l’alternativa è il fallimento non si può non votarla, magari lanciando maledizioni.
detto questo, il ricatto del fallimento vale solo per le manovre strettamente economiche : le riforme che disegneranno l’italia del domani, in primo luogo quella del lavoro, non hanno la stessa urgenza e il PD le deve votare se coincidono con la sua linea, o sono compatibili con essa, altrimenti tradiscono non solo il mandato elettorale , ma anche le stesse deliberazioni dei propri organi eletti.
Non so, forse il mio pensiero è un po’ più ampio rispetto al tuo punto di partenza, però (l’ho anche twittato oggi https://twitter.com/#!/ivys83/status/146250913663819776) vedo molta gente che quando espone le proprie opinioni (parlamentari compresi) non esprime la posizione del PD, meglio, posizioni che esprimano i valori del PD, quelli del manifesto, che per me restano fondanti…
Ho una copia del discorso di Monti al Senato confrontato con quel manifesto, e i punti in comune sono moltissimi.
Gente che si fa eleggere o dice di votare per il PD e poi sostiene posizioni di Sel, di Rifondazione, dell’IdV e chi più ne ha più ne metta. Hanno paura di fare outing? Suona “meglio” dire di essere del PD e sostenere posizioni altrui perché almeno si ha un posto in parlamento?
La manovra non ci salverà dal fallimento. L’economia non si rilancia con i tagli o le tasse. Lo manovra rimanderà il fallimento solo di un anno o poco più. Quando non potranno più tagliare o aumentare tasse, e prima o poi accadrà perchè non si può tagliare all’infinito né la pressione fiscale può superare il 100%, allora saremo costretti a uscire dall’euro e svalutare la moneta.
Se lo facessimo subito, magari potremmo risparmiarci questa manovra di lacrime e sangue.
Ci sono volute tre settimane, ma finalmente posso levarmi la soddisfazione di dire a Francesco “te l’avevo detto”. Infatti, condividendo in toto quel che scrive qui, sia sui personaggi in questione che sulla loro posizione, mi tocca fargli notare che costituiscono ESATTAMENTE il contraltare di chi, appena tre settimane fa, sosteneva che il governo Monti fosse “un miracolo”.
Mentre invece, come è ovvio adesso che i contenuti della manovra sono noti e le sue inesistenti possibilità di modifica pure, un conto è la necessità, un conto è non poter fare altrimenti, ma i miracoli sono un’altra cosa.
E quindi, se chi si nega per visibilità personale è cretino, uguale e contrario è chi invece fa il governativo entusiasta senza che davvero sia il caso, e senza capire quanta delusione e rabbia ci siano, là fuori.
Scusa, Francesco, ma questa volta ti tocca.
Potrebbero votare contro ma astenersi dal convincere altri parlamentari dal farlo perché, in cuor loro, non vogliono far cadere il governo. Quindi rimangono nella loro posizione ma non fanno praticamente danni. Anche questa potrebbe essere una posizione politica di merito, non credi?
Paolo, riprendi quella discussione: io non difesi mai il merito del biglietto di Letta quanto il suo diritto a mandarlo senza che gli si desse dell’inciucione, in sintesi. Te lo scrissi in un’altra sede, se ricordi. Poi, volendo discutere del merito, non serve che il governo Monti sia il governo ideale per trovare argomenti per sostenerlo “un miracolo”, visto come eravamo messi e dove stavamo finendo, anche se io userei altre definizioni.
Giacomo, non credo, non capisco proprio il senso. Se voto no a una norma è perché penso che sia sbagliata, quindi desidero che non passi. Se penso che votare no farebbe cadere il governo e non voglio che il governo cada, voto sì. Non volere la manovra Monti ma volere la manovra Monti mi sembra una posizione talmente assurda che non si riesce a commentare. A meno che non si voglia solo fare un giochetto, come ho scritto.
Senza contare un’altra cosa (parlo di nuovo con Paolo): e se a Letta la manovra piacesse? Se la considerasse tutto sommato giusta e apprezzabile? Cioè, per te è legittimamente una cosa da approvare perché è necessaria, magari a lui piace.
Credo che una parte del problema stia proprio nel fatto che a Letta la manovra piace. Ma è il meccanismo logico che non torna. Non dubito che quelle misure fossero necessarie, e che lo fossero a prescindere, l’ho pure scritto. Però andavano bilanciate, e come era ampiamente prevedibile, si scopre oggi che questo non è possibile. La Camusso, che è pur sempre la segretaria della Cgil, aveva detto in tempi ampiamente non sospetti che la riforma delle pensioni le sarebbe perfino stata bene, a patto che si toccassero le rendite. Che è come dire: ti autorizzo a bastonare, l’importante è che le bastonate siano per tutti. Se viene fuori che me le prendo solo io, non puoi pretendere di blandirmi spiegandomi che le avrei prese comunque. E quindi, ecco, se a Letta tutto questo piace, ebbene sì, oggettivamente è un problema.
In tante parole, mi piace ricordare una cosa. Che uno dei pochi parlamentari che non è un politico di professione nè un ricco professionista o imprenditore, insomma è uno dei pochissimi (forse il solo) che rappresenta l’Italia che si fa il mazzo è l’operaio Boccuzzi.
Il quale ha un punto di vista particolare, certo minoritario fra il migliaio scarso di parlaentari, ma guarda caso ampiamente maggioritario nel Paese.
Aggiungo una cosa.
La manovra, di una iniquità DISUMANA, e certamente un vulnus di alcuni aspetti sostanziali della democrazia (la pensione verso i 70 anni equivale al ripristino della schivitù), trova la sua giustificazione (traballante) nello stato di necessità.
Bene.
Allora, con calma e disponendo del tempo necessario, l’anno prossimo recuperiamo l’evasione, colpiamo le rendite, chiamiamo i patrimoni a contribuire al risanaento del Paese e nello stesso tempo alleggeriamo il gravame sui lavoratori?
No, perché se fuori dall’emergenza si tengono le stesse misure adottate in emergenza, allora vuol dire che l’emergenza non c’entra. Si è solo scaricata, ma stavolta oltre il tollerabile, il peso del Paese intero su una categoria sola, che è anche la più fragile.
Piti, io te lo dico, qualsiasi persona dotata di senno dopo una stronzata tipo “la pensione verso i 70 anni equivale al ripristino della schiavitù” smette di leggere. Poi fai tu.
Francesco, le porte della comprensione si aprono solo dall’interno. A te manca la maniglia, evidentemente.
La dichiarazione dei due deputati serve al PD per ricordare al paese che esso è un partito sì di governo, ma anche di lotta.
Questa manovra è una colossale presa in giro. L’unico scopo è portar via tutto il possibile a noi “inferiori” (ricordate Fantozzi?) prima del fallimento. La crisi attuale potrebbe essere il migliore dei trampolini per un radicale cambio di sistema economico. Ovviamente lasciando il potere in mano a chi ha creato questo sistema non è proprio possibile aspettarsi niente di diverso dallo schifo che stiamo vivendo. C’è davvero qualcuno convinto che le cose si sistemeranno? Che a questa manovra non ne seguirà un’altra (già a primavera, probabilmente) e poi un’altra e poi un’altra ancora fino all’esaurimento del “materiale umano” da spremere e l’inevitabile crollo economico? Ma in Grecia, che ha intrapreso con qualche mese di anticipo la stessa strada, vi sembra che le cose si stiano risolvendo? Come al solito la politica, serva dei poteri economici, ci sta “distraendo” dall’unica scelta possibile: un rinnovamento totale, una nuova era. L’età della pietra non è finita perchè sono finite le pietre.
Io concordo con Giacomo: se questo fosse un governo di centrosx e si stesse votando, che so, per i PACS, potrei capire la posizione di un cattolico che voti contro ma, posta la fiducia, “cambi idea”. Resterebbe il dubbio del giochetto (“fare la mossa”, credo si dica a Napoli)ma anche il merito di rinunciare, laddove costretto, alle proprie istanze per “un bene più grande” (il bene che il tuo governo può fare restando al potere).
Francesco, evidentemente o sei stupido o disonesto. Quale delle due?
Andare in pensione dopo i 70 equivale sì a ripristinare la schiavitù. Tu quanti anni hai? Guarda che fare un lavoro vero passati i 60 diventa estremamente difficile, oltre che avere tutti questi ultrasessantenni al lavoro nuoce al rendimento. Per dire, tu ce lo vedi uno di 65-70 anni a guidare un autobus? Io un autobus guidato da un ultrasessantenne non lo prenderei mai.
Mia nonna ha 67 anni, e qualche mese fa mentre faceva la spesa ha avuto un calo di pressione, è caduta e si è fratturata il naso e ferita alla fronte. Forse i 65-70enni che conosci te sono tutti ex-campioni olimpionici, ma guarda che la realtà è ben diversa.
Chiunque viva nel mondo reale (quindi politici e giornalisti esclusi) si rende conto che far lavorare la gente fino a 70 equivale ad un massacro sociale.
Evidentemente voi non sapete che cos’è e che cos’è stata la schiavitù, e questa è una cosa abbastanza grave. Oppure lo sapete e dite parole a caso, ed è ancora più grave.
Hai mai sentito parlare di iperbole? E’ una figura retorica che una volta si insegnava a scuola.
Chi ci comanda vive nel lusso, mentre noi viviamo per lavorare, e lavoriamo per mantenere lo Stato con le nostre tasse. Questi sono i fatti. Il resto è semantica.
Concordo poi con Sean: in Italia non c’è niente di più definitivo delle misure provvisorie. Sulla benzina paghiamo ancora le accise per la guerra di Abissinia (del 1935!).
Ah, ok, quindi erano parole a caso. Buono a sapersi.
A parte la schiavitù a cui andrebbero incontro, sorridendo, gli italiani stupidi ma che, almeno, sarebbero in buona compagnia visto cosa succede nel resto del mondo, ci si potrebbe anche chiedere cosa succederà, al “metodo infallibile” per smascherare i furbetti della politica, fra qualche mese (presente i 150 milirdi di titoli da piazzare fra gennaio e aprile) e come riusciremo ad arrampicarci sugli specchi, molto scivolosi, ma non per l’olio.
I sindacati devono ingoiare che almeno il 40% delle pensioni al minimo a cui si è mentenuta l’indicizzazione, alimenteranno ancora il reddito di ex commercianti ed ex artigiani che non hanno neanche il pudore di ammetterlo e che, insieme alle varie caste (farmacisti, avvocati, compagnie petrolifere, commercianti, ecc.) stanno continuando (legittimamente) a lavorare per difendere i loro interessi nel silenzio generale (rotto solo dai belati contro la politica e la relativa casta..).
E’ solo l’inizio della manovra (questa trance) e vengono i brividi se arriveremo in queste condizioni (di dibattito, prospettiva, comprensione) alle scadenze vere e a quello che ne conseguirà.
Francesco Costa, per favore, non mollare :)
Francesco, mioddìo.
Respira. Fai il vuoto interiore.
Esci dal cerchio magico di una simile incapacità di cogliere.
Lo sai che se dico che piove a catinelle non vuol dire che c’è uno in cielo che rovescia catinelle di acqua, vero?
Riesci a cogliere che se la vita coincide con il lavoro, senza scampo, fino all’ultima goccia da spremere, si chiama schiavitù?
Comunque, se ti piace di più, lo chiamiamo ergastolo, così sei più contento, occhei?
Intanto, nei due più importanti Paesi europei ci si può pensionare a 62 anni (Francia) e 63 con penalizzazioni (Germania). Non 66 o 67 perdipiù in continuo e automatico aumento.
Questo per quanto dovuto alla chiarezza.
Quanto al resto, al dibattito, la comprensione e tutte quelle cose di cui alcuni ritengono di avere l’esclusiva. Bene, le misure non basteranno, fra sei mesi o un anno o tre saremo daccapo, dunque, e forse è pure vero.
Allora, cosa si fa? Mettiamo l’età pensionabile a 80 anni? E poi, a 90?
O iniziamo a farci venire il dubbio che non si può andare avanti tutti quanto nel mondo se alcuni, da trent’anni, e parlo esplicitamente di chi gode di profitti e rendite, e dispone di patrimoni immensi, si prendono quasi tutto e quel poco che resta non può sostenere il sistema nel suo complesso economico e sociale?
@piti, sorry, ma chè vol dì: “se alcuni, da trent’anni, e parlo esplicitamente di chi gode di profitti e rendite, e dispone di patrimoni immensi, si prendono quasi tutto e quel poco che resta non può sostenere il sistema nel suo complesso economico e sociale” ?
Chè facciamo, socializziamo i patrimoni e, ovviamente i relativi mezzi di produzione (chè gli ereditieri si sà sono pochini…).
Si vive più a lungo e le risorse (attuali) per gestire tutto il vecchio welfare non le ha nessuno: pensioni per quindici anni in più cadauno, sanità e assistenza relativa, reddito minimo da mobilità, ecc.
Nessuno si diverte a lavorare di più, semplicemente, nessuno ha le risorse in un cassetto per impiegarle allo scopo e canadesi, norvegesi, americani, australiani, giapponesi, inglesi, tedeschi, (tutti meno chi la pensione, semplicemente, non ce l’ha!) stanno allungando l’età e cercando risorse per sopravvivere.
Il tutto anche e specialmente per sostenere schemi previdenziali integrativi per i giovani che, se non ti è chiaro, andranno in pensione, oltre che a 70 anni, con il 50% dell’ultimo salario…
roberto, in sintesi:
a) la riforma previdenziale che nasce dalla manovra è la quinta o sesta negli ultimi vent’anni. Erano tutte, quale più quale meno, più severe della normativa precedente. Ancora vent’anni fa era raro pensionarsi oltre i 55 anni, con metodi di calcolo da paura per le casse previdenziali. Amato, Dini, Maroni, e vivaddio, mettere un limite minimo di 62-63 con il metodo contributivo puro significherebbe aver assorbito, per età e metodo di calcolo, gli aumenti della speranza di vita fino al tremila d.C.
b) Una cosa, mica da ridere, sfugge a praticamente tutti, quando si parla di allungamento dell’aspettativa di vita. Tutti parlano della speranza di vita ad ANNI ZERO. Che in effetti è aumentata moltissimo.
Un neonato maschio del 1970 era atteso vivere 69 anni, uno del 2007 era atteso vivere quasi 79.
Però, bada bene che le PENSIONI non si erogano ai neonati: la loro aspettativa di vita non ha significato quando si parla di pensioni.
Se andata a controllare (dati ISTAT, annuario, capitolo sulla demografia)
vedrete che un sessantenne maschio del 1970 aveva quans 17 anni di vita residua, un sessantenne del 2007 ne ha quasi 22 di anni di vita residua.
Mi avete seguito? Allora, rispomdete: la pensione la si paga a un neonato (che ora vive DIECI anni più di due generazioni fa) o a un sessantenne (che vive CINQUE anni più del suo coetaneo di due generazioni prima).
Conclusione: in tanto baccagliare, un sessantenne standard oggi campa 5 anni più di quello che viveva quaranta anni fa, ma gli si chiedono almeno dieci anni di lavoro in più, e calcolati peggio.
c) in ogni caso: col contrbutivo puro, ognuno prende una pensione pari a ciò che deve avere. E allora, dove sta il problema, se non che si vuole la schiavitù, che il tenutario del presente blog non riesce a cogliere perchè trattasi di schiavitù soft? E capire che è pura ideologia trattenere persone al lavoro, dato che NE’ il datore di lavoro NE’ il lavoratore stesso lo vogliono, e che con metodo contributivo si salva la capra della vita e i cavoli dei conti previdenziali.
Poi, se la questione è solo che chi ha meno di trent’anni se ne fotte delle pensioni tanto è lontano da quel momento, e poi fa il giornalista, e non l’operaio o l’impiegato o ferroviere o la maestra o l’infermiere, e che gli altri si impicchino, allora io, che non ho figli, cosa dovrei dire, che potremmo cancellare asili nido, scuole, università, tanto a me che mi importa?
“Chè facciamo, socializziamo i patrimoni e, ovviamente i relativi mezzi di produzione (chè gli ereditieri si sà sono pochini…)”…beh, in effetti, non sarebbe una cattiva idea.
facciamo così : voi dite alla gente che deve diventare più povera, più debole, lavorare in vecchiaia , rinunciare a sicurezza, salute, se no il sistema non ce la fa.
e noi invece gli diciamo che il loro nemico è proprio il sistema, che deve essere abolito, completamente ribaltato, o la loro vita non potrà che peggiorare anno dopo anno.
vediamo alla lunga a chi danno più retta. eh ?
Tornano in topic, fossi al posto di Esposito e Boccuzzi, modificherei la posizione così:
chiarissimi professori, campioni della società civile, magnifici rappresentanti della parte migliore d’Italia, questa manovra è il massimo che riuscite a produrre? Va bene ve la voto per senso di responsabilità, ma dal giorno dopo però mi batto perché ve ne andiate a casa anche voi, insieme al “miracolato” Letta.
Ormai non è più questione di scarsa equità, quello che manca è proprio la capacità o la forza di portare avanti qualsiasi cosa che non sia una stangata.
Che facciamo? Iniziamo a far pagare le tasse alla Chiesa (inclusi i luoghi di culto), che possiede il 20% del patrimonio immobiliare italiano. Tagliamo stipendi e benefici di tutti quelli che orbitano attorno alla politica (incluso il portinaio della camera che prende 8000 euro al mese). Tagliamo auto blu, scorte e vitalizi. Risquotiamo i miliardi di debito che i gestori di videopoker hanno con lo Stato. Liberalizziamo. Facciamo una battaglia seria contro l’evasione fiscale e il lavoro in nero (in USA gli evasori fiscali vanno in galera, vedi Al Capone). Questo solo per cominciare…
Poi tassiamo le rendite finanziarie, ma quelle vere (non l’assicurazione contro infortuni del povero operaio). E pesantemente, visto che gli speculatori ci hanno portato dove siamo ora.
Altro che l’allungamento dell’età della vita. Fra il 2010 e il 2011 di quando può essersi allungata l’aspettativa di vita media?
Di questi tempi mi sono dovuto ricredere su Berlusconi: aveva ragione lui, i comunisti esistono ancora e sono molto di più di quanto credessi. E dunque ecco che di fronte alla crisi dell’euro si tira ancora fuori il solito populismo per cui i soldi ci sarebbero, eccome, se solo si lasciassero in mutande i ricchi. Mi chiedo quanto tempo manchi perché qualcuno, anche qui, inizi a parlare di Stato Imperialista delle Multinazionali.
La ragione che la maggior parte degli economisti internazionali ritiene responsabile della crisi dell’UE (la politica imposta dalla Germania), e delle nostre manovre lacrime e sangue, invece non interessa nessuno.
piti:
“la pensione la si paga a un neonato (che ora vive DIECI anni più di due generazioni fa) o a un sessantenne (che vive CINQUE anni più del suo coetaneo di due generazioni prima)? (…) in tanto baccagliare, un sessantenne standard oggi campa 5 anni più di quello che viveva quaranta anni fa, ma gli si chiedono almeno dieci anni di lavoro in più, e calcolati peggio.”
Nessuno chiede niente, con il debito che abbiamo, quello che avrebbe potuto essere sufficiente – con le precedenti manovre – e con la separazione dell’assistenza dalla previdenza, NON REGGE.
La quantità di risorse per sostenere il peso della massa di ultra sessantenni sul totale della popolazione (e in rapporto ai giovani che non ci sono- lavorano – a sufficienza) non le abbiamo, e dovremo fare ulteriori debiti per finanziarlo. Ci sono milionate di pensionati che (per fortuna) hanno quell’aspettativa di vita che ricordi anche tu e che si aggiungono a quelli che ci andranno (e ai quali si chiede, appunto di ritardare o di rinunciare a pezzetti di pensione).
E’ un po’ delirante definire “disegno ideologico” (di chi, di Monti, della UE, del mondo capitalistico cattivo…?) il tentativo di quadrare conti nazionali squilibrati da decenni e in cui ogni sottogruppo accampa le proprie intoccabili diversità, particolarità, necessità e la spesa pubblica complessiva “è fuori controllo”. E’ giusto ed equo picchiare sui lavoratori dipendenti e le loro pensioni? NO
Si potrebbero bastonare solo tutte le pensioni da ex lavoro autonomo e completamente in deficit da trent’anni (e pagate da pantalone)? NO, perchè c’è l’ex-commerciante con sei appartamenti ma anche l’ex-agricoltore che con i soldi della minima ci paga le patate per la minestra serale e il latte per la zuppa della mattina.
Piti, l’età lavorativa media di un tedesco parte a 16 anni e finisce a 65, noi da 22 a meno di 60, il resto è, veramente, ideologia.
Piti, puoi tranquillizzarti, non ci sara’ nessuna schiavitu’. Non crederai mica che le aziende possano davvero accollarsi questa massa di vecchi che costano un casino e non rendono piu’ niente? Un giovane costa la meta’ e rende il doppio, chi glielo fa fare alle aziende di tenersi i 65enni? Di questo per ora non se ne parla, che deve prima passare la fase uno, ma poi ci sara’ la fase due: la possibilita’ di licenziare pagando una buonuscita pari a qualche mese di stipendio. E cosi’ quadreranno il cerchio: nessuno dovra’ lavorare fino a 70 anni perche’ sara’ licenziato prima, chi a 60, chi a 63 e chi a 66, a seconda delle mansioni e dello stato di salute. Piu’ equo di cosi’…
Fra qualche settimana, archiviata la fase uno, sara’ questo il tema caldo della politica.
Riguardo al PD, mi stupisce che siano due quelli che hanno il coraggio di ribellarsi, di Boccuzzi gia’ sapevo che era l’unica persona normale in mezzo al migliaio di nostri eroi, adesso vado a vedermi chi e’ quell’altro.
Piti,
quello che non cogli è un punto di giustizia intergenerazionale. Il punto non è che i giovani se ne fregano delle pensioni altrui perché tanto la loro è lontanissima; il punto è che si trovano a fronteggiare un sistema squilibrato in cui alcuni hanno più tutele (retributivo eccetera) mentre a loro (quando saranno vecchi, e sentiranno tutto il peso del lavoro che secondo te arrogantemente ignorano) rimarranno comunque le briciole, come spiegato da Roberto nel commento 22. Tu puoi permetterti di fregartene di asili e scuole elementari, però intanto hai già usufruito di un servizio di istruzione doverosamente fornito dallo Stato. Beh i giovani di oggi, se non si cambia qualcosa nel sistema, del servizio pensionistico non usufruiranno mai, o a condizioni miserevoli.
OT, scusate. sono moderatamente a favore del governo Monti, però vorrei chiedere un vostro parere su questa norma: a me sembra pura benzina sul fuoco.
http://www.linkiesta.it/monti-toglie-ai-dipendenti-pubblici-la-possibilita-di-fare-causa-di-lavoro
A tutti quelli che si lamentano sulla troppo alta età pensionabile. Non vorrei sbagliarmi (nel caso, prego, correggetemi), ma i sindacati non stanno protestando per i 70enni che saranno costretti a lavorare ancora tra quarant’anni, ma per i sessantenni che adesso devono lavorare qualche anno di più.
Come dire: del fatto che i giovani di oggi andranno in pensioni ad età oggi impensabili non impensierisce affatto chi strepita per la storia dei vecchietti costretti a lavorare.
Giusto per la precisione.
Caro Costa, cercherò di chiarirti le ragioni della mia posizione, facendo una piccola premessa, come avrai potuto vedere i nomi sui giornali non ci sono, sia perchè la gran parte è in sciopero sia perchè non frega niente a nessuno dell’opinione di 2 peones. Quindi almeno una delle tue argomentazioni viene meno, peraltro la meno acuta e la più banale.
Sul merito invece ti confermo che non arrivando da Marte ma avendo fatto opposizione per 3 anni al governo Berlusconi, so abbastanza bene quali siano state le battaglie che abbiamo fatto per provare ad evitare che la situazione precipitasse, come purtroppo è avvenuto, e ho altrettanto chiaro quali siano stati i punti sulla base dei quali ho espresso il mio voto di fiducia a questo governo, RIGORE, EQUITA’ SVILUPPO. Purtroppo questa manovra contiene, al momento una sola di queste parole chiave RIGORE, tutto messo sulle spalle di quei ceti sociali che di sacrifici se ne intendono, lasciando ancora una volta liberi di continuare a fare le cicale a coloro che anche nella crisi guadagnano e si arricchiscono. Chiedere che si dia qualche piccolo segnale che si vuole invertire questa tendenza non mi pare una richiesta da rivoluzionari, esprimere il convincimento che i sacrifici vanno bene, sono necessari, ma che non si può picchiare solo su un lato dell’incudine direi che corrisponde a ciò che il PD, non altri, hanno urlato in questi ultimi 3 anni, chiedere che si vendano le frequenze televisive per trovare le risorse necessarie a rendere mono dura la manovra sulle fasce deboli mi appare come una richiesta da buon padre di famiglia non da rivoluzionario nicaraguense e mi fermo quì per non offendere la tua intelligenza. Tu a questo contrapponi lo stato di necessità, io non ci sto responsabili si, coglioni no. Berlusconi può porre limiti all’azione di questo governo e noi dobbiamo vergognarci di chiedere piccole modifiche che aiutino i nostri ceti di riferimento? Non solo non mi vergogno, vorrei che il mio partito facesse convintamente la scelta che ho annunciato io in assenza di modifiche, per tua informazione non voterò contro ma mi asterrò, perchè mischiare il mio voto con quello di DI Pietro non rientra nel mio orizzonte politico e culturale,ma per ora la linea scelta è altra, sono un nominato libero, non devo dar conto a nessun capo bastone, devo invece dar conto ai tantissimi militanti ed iscritti che mi chiedono, in realtà lo chiedono al loro partito, di fare qualcosa per rendere migliore e più equa questa manovra, intendo farlo con gli strumenti di cui dispongo, compreso il voto, pronto ad accettare le conseguenze politiche di questa scelta. Se poi per te è tutto semplice e lineare, un po ti invidio, ma come ho detto alla Fornero mentre lei si commuove ci sono milioni di italiani che piangeranno per molto tempo e credo sia giusto per chi fa politica provare almeno a porgergli un fazzoletto.
E’ vero, c’è l’emergenza, c’è poco tempo, il rischio è il fallimento.
Ma vi rivolgo una semplice domanda: siete proprio sicuri che per far fronte a quanto esposto sopra fossero solo queste le misure necessarie e non fosse proprio niente altro da fare che contenesse una maggior quota di equità?
Vi invito a riflettere su un altro aspetto.
Se è vero che le misure del governo sono state impacchettate in 15 giorni, è altrettanto vero che questo governo è formato da persone che non arrivano da Marte, conoscono molto bene la realtà del nostro paese per le funzioni e le responsabilità ricoperte fin’ora, alcuni ministri sono altissimi esponenti dell’amministrazione dello stato.
Siamo proprio sicuri che non si poteva fare di meglio?
C’era bisogno dei professori per ribadire la vecchia filosofia dei due tempi in cui il primo (quello dei sacrifici dei soliti) è sempre necessitato dalla pressione della salvezza del paese ed il secondo non arriva mai?
Da ultimo, sembra che le poche misure per la crescita e l’equità slitteranno al 2013.
Varie:
a) I tedeschi hanno i 63 come età minima con penalizzazioni per andare in pensione. Noi, grazie a Monti, 66-67. Non è la stessa cosa. Il fatto che la maggior parte di voi sia considerevolmente lontana da quelle età non significa che il vostro punto di vista sia corretto: i primi sixties non non sono gli ultimi sixties.
b) Per uqbal: se si riesce a contenere l’età pensionabile per chi vi è relativamente vicino, c’è speranza di mantenerla a livelli umani anche per i giovani, quando verrà il loro momento di implorare la pensione (perché verrà, non ti illudere, oh, se verrà, giovanotto). E in ogni caso non trovo olto corretto il tuo giochino sofistico, di dire che i giovani non sono difesi nel loro pensionamento settantenne, mentre si strepita per i sessantenni costretti a qualche (SEI-SETTE, caro amico) anno in più. Non solo c’è una differenza relativa fra il mio pensionamento e il tuo (ho oltre quindici anni più di te), ma mi pare anche ovvio che si cominci con le proteste per chi è colpito oggi da queste misure, non per i loro effetti fra quarant’anni.
c) il metodo contributivo puro paga cento a chi ha versato cento e paga ille a chi ha versato mille: ogni altra considerazione su furti generazionali, collassi del sistema ecc sono balle.
d) Osservo che il mio diciamo pippone (Costa li chiama spiegoni) sulla questione dell’aspettativa di vita (pippone che è fatto di dati e numeri e non di sole cuore amore) che dimezza gli argomenti della corrente severa con le pensioni non particolarmente confutato. Come mai? Perché mette in dubbio, o perlomeno riduce di molto, la portata effettiva della pigra frase fatta della Crescente Aspettativa Di Vita?
Caro Esposito
1) Non si lamenti del fatto che dei due peones non frega niente a nessuno. E’ un espediente retorico di bassissima lega.
2) “Berlusconi può porre limiti all’azione di questo governo e noi dobbiamo vergognarci di chiedere piccole modifiche che aiutino i nostri ceti di riferimento?” Sa cosa mi chiedeva mia madre quando avevo otto anni? “Se quello si butta dalla finestra, ti butti pure tu?”. Berlusconi è quel che è. Chi non vi si riconosce vorrebbe rappresentanti politici il cui comportamento dovrebbe basarsi su qualcosa di più del “Se lo fa lui, allora anche io”.
3) Mi illustri un’alternativa possibile. Con stime di costo e tempi e realizzabilità “parlamentare”, altrimenti è un ennesimo proclama.
Grazie.
Caro Esposito, non mi rispondi. Le tue critiche alla manovra sono tutte legittime, con alcune sono pure d’accordo: quello che contestavo era la minaccia di non votare la manovra. La tua risposta è: perché i ricatti può farli Berlusconi e non possiamo farli noi? Perché fino a prova contraria noi non dovremmo essere come lui. Fate benissimo a trattare senza sosta per cambiare la manovra negli aspetti che non vi piacciono. Non ho contestato “la richiesta di piccole modifiche”, come scioccamente mi metti in bocca, bensì il cercare di far passare quelle piccole modifiche attraverso un ricattello irresponsabile. Non potreste fare come Bersani e usare i toni di Bersani, per fare un esempio vicino vicino?
Caro Costa,
è chiaro che tu sei un monti boys senza se e senza ma, posizione rispettabile. assomigli a quei bambini dell’oratorio che portavano il pallone per giocare a calcio e se erano troppo scarsi per giocare e finivano fuori dagli 11, si riportavano a casa il pallone per non fare giocare gli altri.
detto ciò, questo è il lavoro che stiamo facendo assieme al resto del gruppo PD e questi sono i risultati raggiunti al momento. Nella notte speriamo di fare ulteriori passi avanti! Mentre tu fai il rivoluzionario da tastiera, assieme a Boccuzzi, provo a dare una mano alle persone in carne ed ossa che tutti i giorni ci scrivono chiedendoci una mano.
buona serata
Sulle questioni che abbiamo posto ieri nel comunicato congiunto con Antonio Boccuzzi al momento ci sono alcune importanti novità che vi comunico: sull’indicizzazione delle pensioni è stato approvata la proposta del PD di portare il tetto da 960euro al 1440euro sia per il 2012, sia per il 2013. Per quanto riguarda la permanenza al lavoro con la nuova normativa prevista nella manovra, per intendersi lo “scalone” si è ottenuto una riduzine da 6 anni a 3 anni in alcune situazioni limete a 4 anni. Per quanto concerne le penalizzazioni che rano previste al 2% per ogni anno di anticipo sull’accesso alla pensione, è in corso una battaglia per la loro abolizione, al momento il governo ci ha proposto una riduzine per i primi 2 anni all’1% mantenedo il 2% per gli anni successivi di antico sull’accesso alla pensione, questa proposta è un passo avanti non sufficiente, vi terremo informati durante la nottata su eventuali sviluppi. Sull’IMU la detrazione di 200euro è stata integrata con 50 euro in più per ogni figlio a carico finio ad un massimo di 400euro totali. E’ stato inserito, finalmente, un prelievo di solidarietà, pari al 15%, sulle cosiddette pensioni d’oro a partire da 200 mila euro. P.S Le circoscrizioni delle citta metropolitane saranno sciolte a scadenza naturale e non verranno tagliati i compensi i gettoni di presenza a consiglieri e presidenti.
Mamma mia, questo è il modo in cui un deputato del PD risponde – anzi: non risponde – alla domanda di un giornalista? Siamo messi bene. Sul “senza se e senza ma” basti leggere il mio ultimo post. Suli vari “rivoluzionario da tastiera”, “bambini da oratorio” e scemenze del genere soprassiedo: visto che tu fai il ventenne, a me tocca fare il quarantenne. Ho chiesto e continuo a chiedere in che modo riprodurre gli stili e i ricattelli di Berlusconi debba essere considerato utile e apprezzabile, e faccio notare che gli risultati ottenuti dal PD in queste ore si devono a una linea molto distante dalla tua e da quella di Boccuzzi. Le leggi le interviste del segretario, vero? Bersani non hai minacciato di non votare la manovra, e quello contestavo io fin dall’inizio. Quando minacci di non votare la manovra sei pronto a fare cadere il governo Monti o è una mossa? Aspetto ancora una risposta. Saluti.
Siccome non sono certo che Francesco sia del tutto in grado di valutare l’interlocutore, mi permetto di ricordare che sì, l’onorevole Esposito ha ragione, in un grande partito convivono tante posizioni diverse, succede, ed è legittimo manifestarle, specie quando corrispondono al sentimento di una parte del suo elettorato. Quella legittimità che Esposito stesso nega, in modo estremamente conflittuale, quando qualcuno del Pd solleva dubbi sulla reale utilità della Tav. Sarà il caso di ricordarsene – e di ricordarglielo – quando capiterà l’occasione.
Anzi, non c’è neppure bisogno di scomodare la Tav: solo sei mesi fa, a fine agosto, proprio Esposito era primo firmatario di un appello – contro la linea espressa da Bersani – che invitava a NON partecipare allo sciopero indetto dalla Cgil, perché bisognava impegnarsi a migliorare la manovra in aula. Ed era la manovra del Governo Berlusconi, per intenderci:
http://archiviostorico.corriere.it/2011/agosto/26/nasce_fronte_antisciopero_co_9_110826014.shtml
Ne deriva che scioperare contro Monti è più opportuno che scioperare contro Berlusconi, secondo Esposito.
vale per Esposito quello che è valso per la Dorina Bianchi e varrà per ichino, quando sarà il momento : il partito decide in direzione come ci si comporta, e tutti si comportano conformemente alla decisione, stop.
le posizioni diverse sono legittime, finchè nel voto ci si attiene a quanto stabilito dalla maggioranza espressione della maggioranza congressuale.
all’ On. esposito dico anche : sia che Costa abbia ragione o torto, non si risponde ad un’obiezione, fondata o provocatoria che sia, con questa aggressività.
ricordarsi di essere un parlamentare del PD, quando si dibatte e quando si vota, e tenere un comportamente conforme.
Marco, guarda che questa cosa del partito che decide una linea e poi la si segue semplicemente non esiste. La direzione nazionale non si riunisce da agosto, e l’assemblea nazionale che era convocata per venerdì è stata appena annullata. Nel frattempo è caduto un Governo e il Pd ne sostiene un altro, mica poco. Non se ne è discusso da nessuna parte, in nessuna delle numerose e pletoriche sedi che sarebbero competenti: e i motivi hanno esattamente a che fare col fatto che, essendoci nel Pd opinioni diverse, non si vuole la discussione per paura delle sue possibili conseguenze. Dopodiché, certo, Bersani è il segretario, e in quanto tale è autorizzato a guidare il partito: ma non è un potere assoluto, e soprattutto quando intervengono importanti novità da qualche parte se ne deve pur poter discutere. E invece no. Il Partito Democratico è questa roba qui, al momento, altro che linea.
Caro Costa, la miglior risposta alle tue opinioni, compresa quella contenuta nel tuo ultimo commento pubblicato sul tuo sito, sta nelle modifiche che abbiamo ottenuto a tutela di coloro che vogliamo rappresentare, per te sono uno sbaglio, opinione legittima, per me invece sono giuste e sono una vittoria seppur molto parziale, ma da qualche parte bisogna iniziare. Quindi come vedi ognuno secondo il proprio ruolo e secondo la propria coscienza, ha contribuito ad ottenere qualche risultato, io da sabato ricomincerò ad andare nei circoli per fare assemblee con il popolo del PD che chiede e vuole sapere, tu continuerai a scrivere che la manovra così modificata non va bene, io devo costruire il consenso per il mio partito, tu da giornalista hai il compito di scrivere le tue opinioni, sono mestieri diversi, quindi io non spiego a te come fare il tuo, ti consiglio di fare lo stesso. Ovviamente ad alcuni no tav non rispondo per scelta, se poi si chiama Cosseddu non perdo neanche il tempo a spiegarti il perchè. Buon lavoro.
Onestamente la discussione degenera cosa significa se si chiama Cosseddu non rispondo e non sto a spiegarti il perché? Boh si vede che vi conoscete e avete avuto dei contrasti.
Comunque vanno chiarite due cose:
1) le modifiche, più o meno positive, alla manovra sono state ottenute con la minaccia del non voto o con un altro atteggiamento?
2) perché ad agosto eravate contro lo sciopero e oggi a favore?
Io continuo a trovarmi senza una risposta all’unica questione politica che avevo posto, quella sulle minacce di non voto come strategia di trattativa sulla manovra, e anche senza parole, davanti a un deputato del PD che chiede a un giornalista (che poi è anche un cittadino e un elettore, peraltro del suo partito) di farsi i fatti i suoi e non immischiarsi col suo lavoro. Ma ce ne siamo dette abbastanza, diciamo.
Le modifiche sono stae ottenute con il lavoro di tuuti, ognuno con il proprio ruolo e con le forme che si sono scelte, peraltro se non verrà inserito l’azzeramento delle penalizzazioni del 2% all’anno per coloro che hanno gli anni di lavoro ma non l’età, costo per l’erario 78 milioni di euro, una sciocchezza io non voto la manovra. Ad agosto abbiamo posto un problema che rigurdava l’opportunità di fare uno sciopero generale di un solo sindacato chiedendo che si ritrovasse l’unità sindacale per il bene dei lavoratori che il sindacato deve tutelare, era talmente guista la nostra posizione che quello di qualche giorno fa è stato uno sciopero unitario, evidentemente non era una richiesta da marziani.
Marco
Sono d’accordo con le tue parole ad Esposito Stefano (come si firma al 43), però non tirerei Ichino in questa polemica: Ichino ha sempre portato avanti le sue idee, e con molta convinzione, ma anche con molta attenzione al partito, alla sua segreteria e ai suoi colleghi. Tant’è che con la “mozione no Fassina” lui non c’entrava niente.
Ad Esposito consiglierei anche di non fare la mosca cocchiera: non è di certo stata la posizione sua e di Boccuzzi a favorire la discussione in commissione bilancio, dato che, come poco elegantemente diceva lui stesso, non sono altro due peones cui non frega niente a nessuno (questa è la mia piccola lezioncina di retorica: non affibbiatevi definizioni che vi si possono ritorcere contro).
Consiglierei anche di rispondere alle domande di Costa e farei anche io una domanda: ritiene di avermi convinto a votare PD con questi begli interventi? Che ne dice?
Credo che le risposte di Esposito, compresa quella al sottoscritto, non abbiano bisogno di ulteriori chiarimenti. Il personaggio l’abbiamo capito tutti, giusto? Ecco. Buona serata.
Quindi l’unità sindacale è un valore, quella del PD no.
Mi scuso per il fatto di approfittare dei commenti di Francesco, ma ho fatto qualche ricerca, e ho scoperto cose interessanti:
http://www.popolino.org/2011/12/15/la-figura-di-cache/
Su Repubblica di Roma di oggi: “Regione, vitalizio anche agli assessori”.
Facciamo così: noi paghiamo l’INPS e le pensioni/vitalizi d’ora in poi li prenderanno solo i politici. Tanto è lì che si vuole arrivare…