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Posare le armi e ricostruire

Considerate le disastrose condizioni di partenza – dell’elettorato, del Parlamento e del Governo – ci stiamo avviando probabilmente al miglior risultato possibile. Aspettiamo di vederlo sul serio, questo governo Monti, per farci idee più fondate e articolate. Ma intanto non credo che questa crisi politica potesse avere esito migliore di un governo che non permetta a nessun grande partito di lucrare elettoralmente sulle misure impopolari che toccherà approvare, che veda all’opposizione le due forze politiche più estreme e populiste del Parlamento e che sia guidato da una persona affidabile e credibile. Il merito di tutto questo è essenzialmente di Giorgio Napolitano. Con la nota di martedì sera ha certificato le dimissioni di Berlusconi, che erano tutt’altro che scontate; con la nota di mercoledì pomeriggio ne ha dettato i tempi rapidissimi; con la nomina di Monti a senatore a vita ha dato al futuro premier slancio e soprattutto il peso istituzionale che servirà a non farlo fagocitare dai partiti – vedi alla voce Romano Prodi – lui che un partito non ce l’ha. La fine di Berlusconi apre una nuova fase, come abbiamo detto per anni fino a farlo diventare un luogo comune. Se vogliamo che la nuova fase non sia il secondo tempo della guerra civile, se non vogliamo un’altra campagna elettorale feroce e un altro governo inutile costretto alle dimissioni dopo qualche mese di battaglie brutali, tocca posare le armi e ricostruire con senno ed equilibrio. Posare le armi e ricostruire.

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