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L’intervento prioritario contro la crisi

Un sondaggio diffuso ieri da Ballarò sostiene che secondo una larga maggioranza di italiani “l’intervento prioritario contro la crisi” sia la riduzione del numero dei parlamentari. Il dato è incredibile – ma credibilissimo – e mostra come nemmeno in questo periodo di grave emergenza nazionale la maggioranza degli italiani abbia la più pallida idea di quello di cui sta parlando, ma proprio nemmeno col binocolo. C’entra naturalmente lo stato penoso dell’informazione italiana, della tv e anche di molti giornali. Certo. C’entrano anche l’aria che tira, la scomparsa del rapporto tra elettori ed eletti, il comportamento indecente di molti politici. Ma c’entra soprattutto, secondo me, una generale e antica superficialità dell’elettorato, distratto da molte concretissime preoccupazioni ma per niente interessato a capire le ragioni di quelle molte concretissime preoccupazioni. I benintenzionati che ambiscono a cambiare questo paese si trovano davanti un compito ben più impegnativo e difficile della vittoria delle prossime elezioni. E non è un compito al quale potersi sottrarre: l’unica alternativa ad alzare l’asticella del dibattito pubblico è venire neutralizzati dalla sua mediocrità. Chi ha obiettivi nobili e importanti non può pensare di realizzarli in una democrazia basata sulla demagogia, nemmeno tentando di lisciarle il pelo. Eccolo, quindi, l’intervento prioritario contro la crisi. Non questa crisi: quella che dura da vent’anni.

56 commenti

  1. Ivan:

    Siamo d’accordo sul fatto che è ancora lunga la strada da percorrere per avere, in Italia, un’opinione pubblica che abbia voglia e necessità di approfondire gli argomenti prima di giungere a delle conclusioni. ma è pur vero che qualche gesto, neanche troppo simbolico, la politica nazionale potrebbe farlo per recuperare un pò della credibilità (quasi tutta ormai) persa di fronte agli elettori. è quanto meno difficile che milioni di persone, a cui il governo (quello attuale ma qualunque fosse in carica in questo momento) chiede dei sacrifici in termini economici, non vivano come un sopruso la mole di privilegi e di abusi esercitati di gran parte di coloro che detengono il potere.

  2. pandadriver:

    non a caso Renzi, proprio ieri sera a Ballarò ha citato ossessivamente, e spesso a sproposito, l’abolizione dei vitalizi quale provvedimento da prendere subito. Naturalmente niente da dire sul merito della questione, piuttosto è interessante notare la connessione perfetta tra Renzi e gli umori popolari prevalenti. Dopo Berlusconi sembra continuare la maledizione italiana che chiede cialtroneria e disprezzo per la complessità in cambio di popolarità.

  3. reb:

    @ivan: concordo

  4. simone:

    Non si tratta semplicemente di una mera questione economica, ma quello che l’elettorato chiede a gran voce è di essere governati da persone competenti, che hanno a cuore veramente il bene del paese e non mirino alla carriera politica solo per i vantaggi economici che ne avrebbero.

  5. Carlo M:

    come diceva churchill, ogni popolo ha il governo che si merita.

  6. Arnaldo:

    Tutto quello che dici è vero, ma la possibilità di rispondere “riduzione parlamentari” è del tutto fuorviante. Varrebbe come risposta se uno volesse dimostrare quanto tu hai scritto, ma messa lì alla pari di “patrimoniale” come se il guadagno per le casse dello stato fosse identico, a me sembra capziosa.

  7. marco:

    Liberalizzazioni 5%
    riduzione spesa pensionistica 4%

    chi glielo dice a Menichini ?

    in ogni caso, il PD una proposta, briciole o no che siano, sui costi della politica la deve fare, perchè vincere le elezioni è anche bello.

  8. Giancarlo:

    Sarebbe stato perfetto se invece di “riduzione dei parlamentari” ci fosse stsato “ricambio della classe dirigente”. Che con questa l’intervento prioritario perde completamente di senso.

  9. Marco:

    E infatti la riduzione dei costi della politica è la prima delle 10 proposte per la finanziaria del Pd: http://beta.partitodemocratico.it/doc/215177/litalia-di-domani—10-proposte-del-pd.htm

    Che poi, diciamo la verità, il PD di proposte ne ha tante, anche serie. Magari non condivise con gli alleati, magari poco diffuse tra la gente, peró ci sono: http://beta.partitodemocratico.it/Allegati/brochure_2.pdf (saranno 60 pagine…)

  10. giova_P:

    @ francesco
    almeno l’intervento sui costi della politica sarebbe (se non altro) simbolicamente positivo, anche se ininfluente dal punto di vista di una fantomatica uscita dalla crisi (al massimo si può attribuire alla proposta un qualche effetto “credibilità” da giocarsi sui mercati).

    quello che a me sconforta è che un provvedimento a tutti gli effetti nocivo (la patrimoniale) sia al secondo posto, mentre due misure non solo sensate, ma drammaticamente urgenti (liberalizzazioni e pensioni) siano al 4 e al 5%.

    le cose da fare per far crescere questo paese sono talmente macroscopiche da essere diventate invisibili: sono le raccomandazioni di Draghi contenute nella tanto vituperata lettera (che peraltro Draghi ha portato avanti durante tutto il mandato alla Bd’I). il problema è che, pur condividendo la tua frustrazione, non vedo “benintenzionati” all’orizzonte. proprio sul tuo giornale leggevo questa cosa sul PD (non che ce ne fosse bisogno peraltro):

    “Ho parlato con un importante dirigente del centrosinistra che me l’ha messa così, semplifico un po’: per raddrizzare le condizioni economiche – e non solo – dell’Italia in questo momento ci vogliono scelte molto drastiche, risolute e coraggiose, con sicure conseguenze di impopolarità e dissenso di cospicui gruppi di elettori. Nessuno, e dico nessuno – nemmeno il partito del mio interlocutore, dice lui – è in grado di fare quelle scelte oggi, nessuno è capace di andare incontro alle conseguenze: “nemmeno noi”.”

    (il titolo dell’articolo è “commissariare l’italia?” non metto il link altrimenti l’antispam mi blocca il commento..)

    sul cdx stendiamo un velo, per carità di patria.

    i maggiori partiti in italia sono composti e sono stati eletti da irresponsabili che non guardano oltre il proprio tornaconto di bottega di breve (brevissimo) periodo, e sono abituati a lisciare il pelo al proprio presunto elettorato in ogni sua inclinazione, anche la più autolesionista. questa è la realtà delle cose, se la si vuole guardare senza fette di prosciutto sugli occhi.

    i risultati di quel sondaggio sono niente di più e niente di meno che l’espressione di questa realtà. e a meno di uno shock esterno di qualche tipo (un governo tecnico venuto su in emergenza che metta in atto riforme serie alla faccia dei mal di pancia di tutti, o una decina d’anni di recessione tipo argentina) non vedo seri motivi per i quali gli italiani e i loro rappresentanti debbano divenire tutti più maturi e responsabili dall’oggi al domani..

    two cents..

  11. Fabio Palermo:

    La demagogia è un problema serio. Ma la relazione tra democrazia e demagogia è molto complessa. Opporre i demagoghi a quelli che hanno intenzioni serie è una mossa a mio avviso sbagliata che il più delle volte svela idee elitiste e tecnocratiche. In breve, si dovrebbe lasciare fare ai tecnici, a quelli che la saprebbero più lunga. Questo spiega l’attenzione alla lettera della BCE e la critica della critica del neoliberismo.

    Forse non avrei risposto la stessa cosa, ma quando l’intervistatore chiede qual’è la scelta prioritaria, chi risponde può pensare che una qualsiasi scelta di ordine economico-finanziario non possa in alcun modo determinare un quadro di circostanze completamente diverso. Nessuna cecità in questa risposta. Invece, la tendenza è quella di dire che il problema è in generale la classe dirigente italiana, inefficiente ed oltre.

    Anche qui, non sarà la riduzione in sé il problema ma una serie di decisioni da prendere per migliorare le istituzioni repubblicane, sebbene si potrebbe dire che se l’istituzione fondamentale dello Stato è pletorica questo non può che rendere scarsi la qualità della decisione legislativa e lo Stato in generale.

    Insomma, è ingiusto accusare chi ha risposto come ha risposto di essere accecati dalla demagogia e dalla disinformazione.

  12. mx:

    Io proporrei l´abolizione dei sindaci (soprattutto quando parlano troppo) e la reintroduzione dei podestà di mussoliniana memoria. Non c`è nessuno ancora che ha proposto di abolire le elezioni e le assemblee elettive, perchè, signora mia, si spende tanto ed è tutto un magnamagna? Concordo con Churchill (e con Carlo M).

  13. Filippo Zuliani:

    Tutto giusto, Francesco. Solo un appunto: nel link che riporti sul peso degli stipendi dei parlamentari si compara uno stock finanziario (il debito pubblico) con un flow (le spese per gli stipendi dei parlamentari), che è una cavolata. Volendo usare altri numeri, 200 milioni sono l’1% di una robusta manovra economica nazionale da 20 miliardi, oppure sono un terzo dei guadagni annuali di Autostrade Spa. Che non spostino una gran cosa siam daccordo, che’ mica apri voragini nazionali pagando 500 lauti salari e bonus. Lo preciso per alzare il tono dei dibattito, come auspichi anche tu, cominciando da noi stessi.

  14. John Doe:

    Marco, sono sicuro che persino i responsabili (!) abbiano prodotto o copiaincollato documenti di politica economica. Qui si tenta di ragionare su una presunta e auspicata autorevolezza del partito che si candida a governare il paese.
    È ovvio che abbiano mille mila proposte su tutto, ma un partito che non comunica è un partito che non fa politica, di fatto non esiste. Si tratterebbe poi di ragionare sul fatto che, viste anche le contraddizioni che contiene, finchè scrive va bene ma se parla con gli elettori apriti cielo…allora le proposte diventano 3 o 4 per argomento, e tutte contradittorie.
    Quindi non mi sentirei di giurare che non comunicare non sia una scelta.

  15. Marco:

    @john Doe. Esatto, non siamo capaci di comunicare le nostre idee, e non facciamo gioco di squadra.
    Questo è un problema secondo me, non la mancanza di proposte.

  16. Francesco:

    Forse gli italiani sono un po’ faciloni, negarlo sarebbe ipocrita, del resto chi oggi in Italia ancora non sa che per risolvere la crisi, in Italia come nel mondo tutto, basta un poco di zucchero?
    Voglio dire: che dimezzare i parlamentari non risolva nulla è evidente almeno quanto il motivo per cui gli italiani, a domanda scema con opzioni risibili, non possano che rispondere con l’opzione che almeno li fa godere di più.
    Giusto per curiosità: quale sarebbe dovuta essere la risposta corretta, non demagogica o mediocre?

  17. Aubrey:

    Francesco, non entro nel merito, ma (forse) ti sei perso un pezzettino. La slide che fai vedere è la risposta ad una domanda “Qal’è l’intervento prioritario contro la crisi”, ma poi ne hanno fatta un’altra: “Qual’è l’intervento più vantaggioso per le finanze pubbliche?”, come a dire: una cosa è quello che vuoi subito (magari (anche) per una questione morale/etica), un’altra è quello che razionalmente ritieni più opportuna per il paese. Comunque Floris spiega bene.
    Rimane quello che dici, in tutto e per tutto, ma le percentuali sono lievemente diverse, ed è venuto fuori anche in trasmissione.
    Il video è qui (http://www.youtube.com/watch?v=nLhY4xkGO84), dal 05:50 circa in poi.

  18. Roberto:

    Il dimezzamento del numero dei parlamentari e’ urgente non per i risparmi finanziari che comporta, ma perché si spera che avendo la meta’ delle caselle da riempire i partiti riducano drasticamente gli scilipoti nelle liste. Ovvero la speranza e’ che un parlamento di 500 finisca per essere piu’ competente e piu’ direttamente responsabile verso gli elettori dell’ attuale parlamento di 1000 infarcito di peones e clientele

  19. Marco:

    @francesco:
    Riforma del mercato del lavoro, con incentivi per assunzioni e diminuzione del cuneo fiscale per i contratti a tempo indet, flexicurity, Lotta all’evasione (ma vera, con le banche dati incrociate, la tracciabilitá di tutto), la liberalizzazione di farmacie, taxi, ordini professionali, la riforma del sistema penale e civile…
    Tutte robe scritte anche nelle 60 pagine del PD “l’Italia di domani”

  20. nonunacosaseria:

    l’altro giorno ero da un cliente che dopo essersi lungamente lamentato della crisi e del fatto che non sa se andrà avanti, ha risolto dicendo che stiamo perdendo l’identità nazionale con tutti questi stranieri.
    ecco, lui ha dato la colpa agli immigrati.
    un 61% dà la colpa ai parlamentari che guadagnano troppo.
    però poi se un’azienda non ha liquidità per pagare il fornitore e il fornitore non ha i soldi per pagare i suoi dipendenti hai voglia di tagliare parlamentare e rispedire in africa gli immigrati…
    insomma, qui a me pare che il punto è che – probabilmente diseducati da vent’anni di demagogia (da quella leghista a quella berlusconiana, da quella dipietrista a quella grillina) e da una stampa che preferisce il sapido retroscena all’approfondimento vero – non riusciamo più a inquadrare il centro del bersaglio, andiamo sempre più verso falsi obiettivi.

  21. Marcello:

    Io comincerei anche con lo smetterla di chiamarci “elettori”, io non sono un elettore, io sono un cittadino. Sempre. E non penso da elettore, penso da cittadino. Sempre. Per il resto sono d’accordo. E aggiungo che la scuola dovrebbe avere un ruolo in tutto ciò: che senso ha studiare al liceo geografia astronomica e non sapere una fava di economia?

  22. piergiorgio:

    Impressionante. Specialmente liberalizzazioni 5%!!! Perchè posso capire patrimoniale 16% (lo dico indipendentemente dal merito e da quel che ne penso io; dico solo che capisco che la gente possa rispondere così, con non troppo entusiasmo, della serie “le tasse non piacciono a nessuno, hai visto mai che in qualche modo tocchi anche me”), ma liberalizzazione al 5% è proprio analfabetismo.
    Anche perchè, non vorrei allargarmi troppo, ma penso che (dati i criteri con cui si formulano le domande nei sondaggi) questo dato abbia un senso più ampio, e cioè la dica lunga sul fatto che la maggioranza degli italiani, di destra e di sinistra, è statalista/corporativa, e non percepisce ciò come un grande problema.

    Io avrei messo “liberalizzazioni” (inteso in senso ampio) come questione n.1.
    Secondo, e peraltro connesso, riduzione STRUTTURALE della spesa pubblica. Peccato che manco c’era nell’elenco, se non per la sola spesa pensionistica (che cmq, per quanto il sistema sia OGGI ancora pieno di sprechi,disparità di trattamento,privilegi e ritardi almeno è avviata sulla buona strada, nel senso che quando le riforme andranno a regime…).
    Ma la spesa è tutta da ridurre, complessivamente. Senza una riduzione strutturale della spesa pubblica, non avrebbero senso nè patrimoniali né lotta all’evasione (so di dire una cosa urticante ma è così)= perlomeno non serivirebbero a risolvere i problemi del paese nel medio termine, perhé spostare sempre più risorse dal settore privato al settore pubblico senza che la dinamica della spesa pubblica sia sotto controllo significa solo bruciare risorse, e continuare il circolo vizioso=bruci risorse che finiscono in spesa improduttiva o scarsamente produttiva/diminuisci quindi le risoprse per investimenti e consumi/dimunisce quindi la tua competitività e il tuo tasso di crescita potenziale del PIL/quindi continui a indebitarti e hai bisogno ancora di spremere maggiori risorse con altre tasse/quindi la dinamica debito-PIL non migliora o peggiora, per cui permane sfiducia sulla sostenibilità del tuo debito/aumentano i tassi d’interesse/e anche solo il peso degli interessi si mangia le nuove risorse ecc. ecc. UN avvitamento.

    Peccato che nessun partito, in testa il PD, dica chiaramente che LA SPESA PUBBLICA VA RIDOTTA STRUTTURALMENTE. Poi va anche meglio distribuita. Ma senza riduzione non usciremo mai dal tunnel.

    P.S. cmq voglio essere ottimista, a parziale “scusante” degli intervistati: come dicevo sopra le risposte penso vadano intese in senso largo. La riduzione dei parlamentari, in sé, è misera cosa, ma se intendiamo questa risposta come “riduzione dei costi, diretti e indiretti, della politica” allora è un altro discorso.
    Perchè, anche qui, si ripete spesso che il problema non sono le province, e non sono i troppi parlamentari, e non sono i vitalizi, e non è questo, non è quell’altro…ecc. C’è sempre qsa di ben più importante. Vero, ma è diventata una clausola di stile per non cambiare né questo, né quello, né quell’altro. Se si mettono insieme tutti gli sprechi sono cifre molto grosse e insospettate, considerando anche i costi indiretti della casta,colossali. Ma questo è un altro discorso.

  23. Francesco:

    @Marco
    come vedi hai dovuto rispondere con una complessità di azioni che dubito siano un’opzione praticabile per quel tipo di sondaggi. Inoltre può darsi che abbia ragione Roberto, e chi ha risposto per il dimezzamento l’ha fatto per segnalare l’esigenza di un ciclo di virtuoso rinnovamento politico, precondizione indispensabile per attuare qualunque bel proposito.
    Non so, poi forse ha ragione chi pensa che il popolo italiano sia atavicamente superficiale, ma allora non ci sono 60 pagine che tengano, e stiamo qui a raccontarci di quanto siamo economicamente più preparati della maggioranza degli elettori.. suvvia

  24. Massimo:

    Chissà, riducendo alla metà i parlamentari e togliendo loro il vitalizio, magari molti cialtroni potrebbero non reputare più interessante fare politica.

  25. reta:

    un articolo interessante, ma anche disperante. ci sarebbe da ricominciare a pensare…ma come?

  26. giovannim:

    Fin dai tempi di Ramesse, l’alleato più potente degli schiavisti è l’imbecillità degli schiavizzati.
    Con l’aggravante che oggi si dovrebbe un po’ tutti essere in grado di far due conti, per comprendere almeno l’ordine di grandezza delle cifre che si pensa siano associate alla politica.
    Che hanno parecchi zeri di differenza da quelle spaventose che riguardano i problemi dell’economia globale

  27. biagio:

    Mi chiedo come avrebbe risposto al sondaggio un sindacalista della Cgil…

  28. MaBi:

    Complimenti, proprio una bella occasione per la tua solita tirata contro la demagogia e l’antipolitica. Ma *davvero* pensi che ci sia qualcuno cosi’ scemo da credere che riducendo i parlamentari si risolvono i problemi? E addirittura pensi che di questi scemi ce ne siano il 60%? Se vuoi ci sono anch’io tra questi scemi, non nel senso che fai finta di intendere tu (in malafede), ma nel senso che ritengo che il cambio di questa classe politica sia una “conditio sine qua non” per qualsiasi speranza di risolvere i problemi dell’Italia. Se *prima* non cambi la classe politica puoi fare tutte le patrimoniali che vuoi e serviranno solo a spostare i problemi in la’ nel tempo.
    Se poi mi dici che questi politici sono solo la fedele rappresentazione dell’elettorato, allora ok, magari hai ragione e allora amen, prendiamo atto che non c’e’ speranza e andiamo all’estero.
    Pero’ non e’ stato sempre cosi’, nel dopoguerra la classe politica era diversa. Sono peggiorati gli italiani? Puo’ darsi, forse allora ci vuole un altro trauma tipo la guerra mondiale per risollevarsi.

  29. Paolo:

    Wow, grande Costa. Ho avuto la stessa assurda discussione un paio di settimane fa con i miei inlaws italiani… Per fortuna adesso son tornato a casa… in USA.

  30. francesco miglino:

    NELLA TRASMISSIONE DI LERNER GLI “INDIGNATI” CHIEDEVANO CON ANGOSCIA DI CONOSCERE I RESPONSABILI DELLA LORO CONDIZIONE DI INCERTEZZA : SILENZIO TOMBALE DEGLI ASTANTI SUI POLITICI CORROTTI ED INCAPACI CHE DEVASTANO L’ ECONOMIA DEL PAESE.
    Di francesco miglino

    NON SAPPIAMO SE PER TERRORE O PER SERVILISMO O PER QUALE ALTRA MALEDIZIONE, SIA DALLA FINANZIARIA CHE DALLE NUMEROSE DISCUSSIONI TELEVISIVE, E’ SPARITA LA PAROLA CORRUZIONE CHE, RIPETUTAMENTE, LA CORTE DEI CONTI CI DICE ESSERE AUMENTATA DEL 30% IN CONFRONTO AL 2010.

    SI MACCHIANO DI COLLUSIONE I PRESENZIALISTI DEI MEDIA PUBBLICI, CHE HANNO IL SACROSANTO DOVERE DI INFORMARE E FORMARE L’ OPINIONE PUBBLICA E CHE, INVECE, HANNO RIMOSSO DAI LORO INTERVENTI QUALUNQUE ACCENNO A QUESTO GRAVISSIMO FENOMENO CHE SVUOTA DI 78 MILIARDI DI EURO ALL’ ANNO, PARI A 213 MILIONI AL GIORNO, LE CASSE DEL NOSTRO STATO.

    GRAZIE ALLA MANCATA DENUNCIA DEI DANNI CHE I PUBBLICI AMMINISTRATORI PROCURANO AL NOSTRO PAESE, IN UN MOMENTO DI GRANDE BISOGNO DI LIQUIDITA’, RISCHIAMO DI PERDERE QUASI 3 MILIARDI DI EURO DELLA COMUNITA’ EUROPEA PER PALESE INCAPACITA’ O INERZIA DEI DEPUTATI REGIONALI , CHE SI PERMETTONO DI SNOBBARE QUESTI FONDI NON PRESENTANDO I PROGETTI IDONEI RICHIESTI DALL’ EUROPA.

    E’ GIUNTA L’ ORA CHE IL GIORNALISMO PRESENZIALISTA SI RICORDI DEL VINCOLO ALLA PROPRIA DEONTOLOGIA E DENUNCI CON DETERMINAZIONE I GRAVISSIMI DANNI PROCURATI A TUTTI NOI DALLA CORRUZIONE E DALLE IMPUNITE OMISSIONI DI CUI I DEPUTATI REGIONALI DOVREBBERO RISPONDERE CIVILMENTE E PENALMENTE CON IL LORO PATRIMONIO PERSONALE .

  31. viarigattieri:

    Forse chi ha risposto al sondaggio si è rifiutato di scegliere l’opzione PROVINCiE per via dell’ortografia scorretta…

  32. Benedetto_Croce:

    La demagogia è merce che è sempre stata apprezzata dagli italiani, che si son beccati 20 anni di fascismo quasi senza fiatare tranne pochissime eccezioni. La diminuzione del numero dei parlamentari (il rapporto ideale di rappresentanza delle democrazie anglosassoni è UN rappresentante ogni 100.000 elettori che guarda caso è l’attuale rapporto tra i 630 parlamentari e la popolazionie italiana) è una “boiata pazzesca” che la dice lunga sul disastro provocato dalla “disinformazia” che opera con efficacia da anni per frantumare il cervello e le capacità di giudizio degli italiani… come dice Guzzanti nel Piano Originale

    http://www.youtube.com/watch?v=fcI5eapevJ0&feature=related

    1° punto: rovinare le nuove generazioni con i sourd la fessa e il calcio
    2° punto: occupare le istituzioni la stampa, magistratura i carabinieri , e fa a cosa…
    3° punto: levarci tutti quanti  o cappuccio che sto morenn’ i cald!!
    e meno male che scherza vero ?!?!? Grande Guzzanti.

  33. Stefano B.:

    Sarà demagogia, ma quando si leggono notizie come queste l’incazzatura sale a livelli di scala Richter
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/19/il-governo-si-taglia-i-tagli-ministri-e-sottosegretari-rimborsati-dal-fisco/164907/

  34. piti:

    A me fa impressione la sicumera di chi trova sbagliata a tutti gli effetti la patrimoniale. Non si sa perché, ma per i ricchi c’è sempre un salvacondotto e un mucchio di gente che glielo recapita graziosamente. Sembra non facciano parte di questo Paese.
    A chi dura 40 anni di lavoro e fatica si chiede, si pretende altro sacrificio, chi ha milioni di euro di ricchezza non deve essere disturbato.

    Complimenti. Se a voi pare giusto e funzionale…

  35. Wilson:

    @piti: il problema della patrimoniale è che non colpisce solo le grandi ricchezze, anzi, siccome quelle scappano al primo annuncio, di solito colpisce di più i “risparmi di una vita”. Quando contano i patrimoni privati in Italia il grosso sono le case di proprietà, quindi o la patrimoniale consiste in una stangata micidiale per i soliti tartassati (tipo qualche anno di ICI in una botta secca), oppure ha un gettito troppo limitato per fare una vera differenza; in entrambi i casi chi ha milioni di euro li tiene indisturbati altrove.
    Sarebbe diverso se si pensasse di ridurre le tasse sui redditi aumentando quelle su consumi (e magari proprietà, ad esempio rimettendo l’ICI), per ridurre le possibilità di evasione (tipo maxi IVA sui beni di lusso), anche se non saprei valutarne tutte le conseguenze, ma qui si parla di tirare su in fretta una frazione significativa del debito pubblico.

    ps: concordo con chi dice che la prima condizione per l’uscita dalla crisi è una classe politica diversa (anche le liberalizzazioni vanno fatte da gente competente e in grado di imporle), dubito che si ottenga con la riduzione del numero di parlamentari, ma se non c’era un’opzione diversa (dimissioni governo, legge elettorale con preferenze…) forse non è poi una risposta così stupida, può essere un modo per dire “sappiate che abbiamo capito dov’è il problema, datevi subito una regolata”.

  36. Michele C:

    Bisogna rifondare il patto sociale. Nessuno pensa che i politici siano della nostra stessa razza. Sono una delle tante invasioni barbariche che ha subito il paese: sono arrivati i politici e ci hanno messo sotto a noi, quindi è logico che sia prioritario farla pagare a loro, per sentirci meglio noi.
    Come si fa a restituire al paese la percezione del fatto che i delegati a esercitare il potere fanno parte del popolo da cui provengono?

  37. Valerio:

    Quello che dice il post è giusto, ma potrebbe sembrare che si vuole negare o posticipare una questione che invece va risolta, altrimenti si rischia di fare il solito discorso “sì, ma il problema è un altro…”.
    Il taglio dei costi della politica potrebbe non avere molta efficacia come misura anticrisi ma sarebbe innanzitutto un inizio e inoltre leverebbe di mezzo molti degli eletti; eletti che avrebbero dovuto affrontare queste situazioni e che invece per molti cittadini ne sono i responsabili.
    Le altre misure, poi, non sono così facilemnte licenziabili come utili a combattere la crisi: non credo si faccia fatica a trovare favorevoli e oppositori di ognuna delle misure proposte, con argomenti più o meno validi.
    Senza considerare l’abolizione delle province(per cui si può fare un discorso simile quello proposto nel post) le altre misure sono restrittive (meno spesa pubblica, più imposte) di discutibile efficacia e che soprattutto credo nessun cittadino sia contento di autoinfliggersi oppure considerano le liberalizzioni, che sono un po’più fuori dal dibattito comune e che comunque sono anch’esse soggette a ripensamenti.

  38. piergiorgio:

    @Benedetto guarda però che noi non ne abbiamo 630, ne abbiamo 945! perchè poi ci sta pure il senato. E poi gli USA, tanto per dire un paesino sconosciuto, sono una democrazia anglosassone, sono in 300milioni e quanti sono al congresso? se non vado errato 535 in tutto!
    Poi per carità posso essere d’accordo che ci sono tanti altri sprechi che si potrebbero aggredire prima di tagliare i posti (a partire dagli assurdi vitalizi agli ex) però come numero dei parlamentari siamo davvero un pò un unicum.

    @piti uhmmmm…ma chi sarebbe? ho letto un pò frettolosamente ma non mi pare di aver visto queste posizioni…Io per esempio ho solo detto che capivo la risposta della gente, che peraltro la patrimoniale l’ha messa sulla piazza d’onore.
    E ho detto che, senza una riduzione strutturale della spesa pubblica (non un “taglio”, espressione che nel lessico italiota significa che la spesa in realtà aumenta lo stesso, ma meno di quanto sarebbe aumentata senza appunto “il taglio”), aumentare le tasse in qualsiasi modo significa solo bruciare risorse e aggravare nel medio termine il problema.
    Questo sì e lo ribadisco= quando le manovre di luglio-agosto andranno a regime avremo una pressione fiscale intorno al 45%, 46% (vado a memoria) cmq al record storico. Nessun paese ad economia di mercato può reggere una simile pressione fiscale a lungo.
    Quindi la patrimoniale per me si può fare (l’ha proposta perfino confindustria!), ma ci vuole un serio patto di riduzione strutturale della spesa pubblica.
    Poi bisogna anche vedere che patrimoniale è…perchè non è tutto oro quel che luccica e cisarebbe molto da dire ma non voglio dilungarmi sul punto che poi si va troppo OT.

  39. Davide:

    Il grande assente e’ una riforma del mercato del lavoro come si deve. Il che e’ sorprendente, vista la situazione di guano in cui si trovano giovani e non.

  40. andrea61:

    E non c’é da essere neanche ottimisti……
    Sabato abbiamo visto i giovani accusare la speculazione come causa del debito pubblico e la sua cancellazione come risoluzione dei problemi.

  41. andrea61:

    Sui costi della politica gli italiani poi dovrebbero decidersi.
    Non si ouo’ inneggiare alla sua riduzione e poi votare all’unanimità per il mantenimento del monopolio pubblico dei servizi locali visto che é proprio lí che si annida il 90% del malaffare e della moltiplicazione delle poltrone.

  42. Alessandra:

    Le domande secche che si pongono nei sondaggi, veicolano le risposte. Concordo che è banale pensare di risolvere i problemi riducendo il numero dei parlamentari. C’è ben altro da fare se vogliamo parlare di riforme e crescita.

    Tuttavia può essere un modo, per chi ha risposto, per indicare una necessità molto importante:

    VOGLIA DI ONESTA’.

    Sento parlare pochissimo di questo valore così importante per la dignità di ogni singolo uomo e per la collettività.

  43. Valerio Gori:

    Forse sembrerà banale, ma leggendo il sondaggio mi viene il forte dubbio, il triste dubbio che il problema non sia la crisi in sé. “Si sta tutti un po’ peggio, ok, ma perché qualcuno no? O tutti ricchi o tutti poveri” Questo sembra suggerire quel sondaggio. Non importa quanto incida in bilancio il costo dei parlamentari, quanto il fatto che gli italiani non sopportano chi sta meglio di loro quando loro stringono la cinghia. E questo discorso mi sembra avvalorato dalla tentata mossa populista di mettere una tassa una tantum ai ricchi / ricchissimi (utile quasi unicamente a placare i meno ricchi, però). In questo, siamo un popolo geloso ed invidioso. Invece che pensare al nostro benessere (chiedere politiche economiche concrete), tutto quello che vogliamo è che se Sansone deve morire, beh, muoiano pure i Filistei.

  44. piti:

    Mi sembra che decenni di propaganda ben diretta alla compassione dei ricchi stia dando i suoi frutti.
    Che discorso è quello dell’invidia? Ma è possibile che se si devono cacciare dei soldi nel condominio Italia, si chieda di più a chi sta in un monolocale che a chi abita un attico di trecento metri quadri?
    Parlate come roba da niente aggiungere altri anni di lavoro ai 40+1 che tocca smazzarsi, per due soldi.

    Poi, ci si rivolge a chi in teoria fa parte della stessa collettività nazionale, per chiedere di togliersi mille o duemila euro in ragione di ogni milione di euro di capitale posseduto, vista l’emergenza. E a quel punti tutti a dire, Ma no, e poi non pagherebbero (e in Francia che la patrimoniale esiste, come fanno?), e poi non serve e poi sono brutti sentimenti.

    Ma allora, di cosa stiamo parlando, scusate? Se chi potrebbe pagare di più soffrendone meno è esentato per extraterritoriale morale, di cosa stiamo parlando?
    Facciao così, chiudiamo gli ospedali pubblici, non paghiamo le pensioni, sbattiamo fuori casa gli inquilini pubblici, così non facciamo la parte degli invidiosi e veniamo bene in fotografia.

    Mi sembra di sognare.

  45. piti:

    Mi chiedo se a questo punto non si debba deplorare la democrazia, che in fondo altro non è che l’istituzione politica dell’invidia del popolo verso il sovrano.

  46. Piccola Dorrit:

    Al contrario, la risposta al sondaggio m’è sembrata arguta e politica. E la dice lunga sulla sfiducia che circonda da fuori questo parlamento.

  47. ezio:

    Centratissima l’osservazione di Filippo Zuliani: nello stesso momento in cui si critica il livello dell’opinione pubblica italiana ci si dimostra approssimativi (se non faziosi) nel selezionare le proprie fonti.

    Poi “prioritario” può voler dire “da fare per primo”, e non necessariamente “più importante in termini quantitativi”. Io penso che i politici non avranno mai nessuna credibilità nel chiedere sacrifici se non si dimostreranno pronti a farne loro. Non avendo credibilità rischieranno sempre di pagare un alto costo in termini di voti e preferiranno vivere alla giornata, prendere tempo e, alla fine, non fare quel che è necessario fare.

  48. Famoso Iole:

    La riduzione dei parlamentari, dei previlegi, la cancellazione dei vitalizi e’ secondo me una priorita’ per un altra ragione.
    L’Italia ha bisogno di una marea di riforme altamente impopolari, dalle pensioni al mercato del lavoro, indebolire le corporazioni e in generale modificare uno status quo che nessuno vuole veramente toccare.
    Una qualunque classe politica, per avere l’autorevolezza di implementare riforme del genere, deve essere moralmente inattaccabile. Con i privilegi che ha il nostro parlamento non lo sara’ MAI.

    PS: e’ incredibile che al giorno d’oggi ci sia ancora gente che pensa di poter andare in pensione a sessant’anni o meno, quando in tutta Europa si finisce di lavorare minimo minimo 5 anni piu’ tardi. Ed e’ incredibile che i 45 enni o meno di oggi non si incazzino davvero per cambiare un sistema che e’ tutto sulle loro spalle. Forse perche’ molti di loro dipendono dai propri genitori, che godono/godranno di tale trattamento?

  49. Benedetto_Croce:

    Perdonatemi ma nessuno valuta il fatto che un numero più ridotto di parlamentari (sotto la soglia del rapporto 1/100.000 che è anche il valore minimo per consentire ad un rappresentante di portare in Parlamento le istanze di un territorio) consentirebbe alle segreterie dei partiti di liberarsi delle dissidenze?

    Tutti i malpancisti ed i non ossequienti alle segreterie o ai capi carismatici avrebbero più chance di essere in parlamento oppure no?

    Scusatemi davvero ma sta storia della riduzione del numero dei parlamentari a me continua a sembrare demagogia pura. Non è sullo stipendio di un parlamentare che si è fatto il buco finanziario ma sul fatto che in ogni famiglia italiana c’è almeno un componente mantenuto direttamento o indirettamente dai costi della politica…
    E’ l’esercito dei consiglieri comunali, cirscoscrizionali, sindacalisti in perenne permesso, etc etc è il il buco in questo specchio gli italiani non si riconoscono tanto … forse perchè allo specchio c’è la loro faccia non quella dello scilipoti di turno su cui si fa e si farà il piazzale loreto mediatico

  50. piti:

    A molti sfugge come in diversi Paesi in Europa si va in pensione prima dei 65, accettandone la conseguente penalizzazione in termini di importo della pensione medesima.

    Poi morirò senza capire come a che preme entrare al cesso faccia tanto piacere che chi c’è già non ne esca più.

  51. antonio:

    Di chi è la colpa se il 61 per cento degli italiani pensa che la riduzione dei parlamentari sia la ricetta contro la crisi? basta guardare la puntata di ballarò per scoprirlo. A Floris non interessava informare ma procurare voti alle sinistre. La tesi della puntata era sostanzialmente questa: la colpa degli scontri di sabato è del governo, la colpa delle auto bruciate è del governo, la colpa della crisi è del governo, la colpa di tutto è del governo. Se Renzi e Sacconi volevano parlare di politica Floris li fermava. Il dibattito sulla lettera della BCE l’ha stroncato sul nascere. Quello sulla riforma delle pensioni idem. Il conduttore non sembrava molto interessato a queste quisquilie. Poi uno si chiede il perché di quei preoccupanti sondaggi.

  52. Corrado:

    Massimo Gramellini parla della stessa cosa e, pur senza contraddire il punto sollevato da Francesco, mi sembra colga molto bene nel segno: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

  53. piti:

    Quando uno scrive “le sinistre” ha già messo in chiaro che parla solo per pregiudizi.

  54. piergiorgio:

    hehehe piti sul tuo commento 44 ti do ragione. no, l’invidia non c’entra proprio nulla.

  55. antonio:

    Rispondi sul fatto, se vuoi, invece di darmi del pregidzialmente del prevenuto. Meno male che sono io quello che parla per pregiudizi.

  56. piti:

    Le sinistre sono un linguaggio sottilmente allusivo a qualcosa di torbido. Poi se uno ha la sensibilità semamtica di una rapa, o va dietro a come parla Berlusconi, cosa posso farci?