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L’intervento prioritario contro la crisi

Un sondaggio diffuso ieri da Ballarò sostiene che secondo una larga maggioranza di italiani “l’intervento prioritario contro la crisi” sia la riduzione del numero dei parlamentari. Il dato è incredibile – ma credibilissimo – e mostra come nemmeno in questo periodo di grave emergenza nazionale la maggioranza degli italiani abbia la più pallida idea di quello di cui sta parlando, ma proprio nemmeno col binocolo. C’entra naturalmente lo stato penoso dell’informazione italiana, della tv e anche di molti giornali. Certo. C’entrano anche l’aria che tira, la scomparsa del rapporto tra elettori ed eletti, il comportamento indecente di molti politici. Ma c’entra soprattutto, secondo me, una generale e antica superficialità dell’elettorato, distratto da molte concretissime preoccupazioni ma per niente interessato a capire le ragioni di quelle molte concretissime preoccupazioni. I benintenzionati che ambiscono a cambiare questo paese si trovano davanti un compito ben più impegnativo e difficile della vittoria delle prossime elezioni. E non è un compito al quale potersi sottrarre: l’unica alternativa ad alzare l’asticella del dibattito pubblico è venire neutralizzati dalla sua mediocrità. Chi ha obiettivi nobili e importanti non può pensare di realizzarli in una democrazia basata sulla demagogia, nemmeno tentando di lisciarle il pelo. Eccolo, quindi, l’intervento prioritario contro la crisi. Non questa crisi: quella che dura da vent’anni.