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I “black bloc” non esistono

Una cosa a freddo su quanto accaduto sabato a Roma. Moltissimi hanno commentato le violenze rimestando nel vecchio repertorio dei complotti, degli infiltrati e degli agenti provocatori. C’è gente che ha addirittura ricominciato a far circolare la foto farlocca che già girava dopo gli scontri del 14 dicembre, o che ha preso un giornalista del Tempo per uno 007 al lavoro. Fin qui tutto secondo programma. Ma vedo, sento e leggo un preoccupante meccanismo di rimozione di quanto accaduto che va oltre i complottisti di professione. È molto comodo pensare ai violenti di Roma come a delle strane entità arrivate da chissà dove, dei fenomeni paranormali, degli alieni, dei mostri incappucciati che niente hanno a che fare col resto dei manifestanti e quindi non possono che essere fascisti di Casa Pound o servizi segreti deviati.

Questo meccanismo è preoccupante perché sottovaluta, fino al punto da rimuovere del tutto, quanto di enorme sta succedendo da tempo in una zona grigia del movimentismo di sinistra in Italia e nel suo rapporto con la violenza. Ed è preoccupante perché ci troviamo, in questo caso, in una situazione in cui c’è poco da ipotizzare. Basta osservare. Andate a leggere cosa si dice delle violenze di sabato sui siti Internet dei centri sociali, su Militant, su Indymedia, sui siti dei No Tav. Andate a parlare con queste persone, se ne conoscete, chiedete loro cosa pensano dei fatti di Roma: vedete se vi parlano di “infiltrati” o di “rivoluzionari”. Ricordatevi di quanto era successo qualche mese fa in Val di Susa, oppure il 14 dicembre dello scorso anno. Certo, ci sono tante sfumature: ci sono quelli armati fino ai denti, ci sono quelli che tirano le pietre, ci sono quelli che si limitano a fare il tifo, ci sono quelli non violenti che però sputano in faccia a Pannella (a Berlusconi cosa avrebbero fatto? Pensateci), ci sono quelli che corrono a diventare fan di Massimo Tartaglia su Facebook. Ma ci sono, esistono.

Sono i “black bloc” che non esistono. Esistono sedicenti rivoluzionari di sinistra, minorenni, di mezza età e più stagionati. Persone che si considerano in missione per il bene del pianeta e pensano che fare quello che è stato fatto a Roma sia necessario, buono e giusto. Non serve supporlo: basta leggerlo, ascoltarlo. Ed esiste una crescente parte dell’opinione pubblica di sinistra che non tirerebbe mai una pietra, ma frustrata da anni di umiliazioni e cresciuta a pane e populismo si ritrova capace di dire cose bestiali su Berlusconi e la fine che dovrebbe fare. Prima ce ne rendiamo conto e meglio è. Per la politica, se vuole ricostruire il Paese al di là delle prossime elezioni e vuole farlo evitando di evocare i morti in piazza e i dittatori del Novecento. E anche per chi vuole cambiare il mondo a colpi di manifestazioni di piazza, che non può più limitarsi a pensare che questi siano solo problemi della polizia.

77 commenti

  1. sara:

    Unica nota: non riguarda solo l’opinione pubblica di sinistra. Fa un salto nei bar di paese, tra i bicchieri di vino rosso acidulo… la rabbia non ha connotazione ideologica, oggi come oggi. Le cose bestiali su Berlusconi, cavalcate da un po’ di tutto, si stanno montando già da un po’. eh…

  2. Carlo M:

    il “movimentismo di sinistra”, di chi si considera più a sinistra degli altri (così come quello di chi si considera più a destra), è stato sempre così, sin dagli anni ’70. e sin dagli anni ’70 a prendere nettamente le distanze dalla violenza è stato chi di sinistra lo era veramente (ricordiamoci please chi si è sempre opposto a trattative con le br, e chi invece voleva trattare…).

    nelle manifestazioni organizzate da chi è davvero di sinistra queste cose non sono mai succcesse (non foss’altro perché c’è un servizio d’ordine che funziona). quindi quando si dice che c’è chi “sottovaluta” e “rimuove” vorrei capire bene a chi ci si riferisce, perché chi è davvero di sinistra non ha mai sottovalutato e non ha mai rimosso, e le manifestazioni alle quali ha partecipato sono sempre state pacifiche e democratiche.

  3. Emilio:

    D’accordo sul principio, ma quoto Sara. Non mi convince neanche l’articolo di repubblica (http://www.repubblica.it/politica/2011/10/17/news/black_bloc_piani-23345453/index.html?ref=HRER3-1) che guarda caso parla di un nero.

    Il problema non è più politico di orientamento, ma generalizzato in un malessere diffuso di chi non vede futuro. per se stesso, per i figli, per chi gli sta intorno.

    Quindi sono perfettamente d’accordo, ma non parlerei del malessere di sinistra, ma del malessere del “popolo” in senso lato. gioco forza che un parte di questo popolo faccia ricorso alla violenza. gli si può dare torto?

    Sul metodo sicuramente si, sul punto sicuramente no. ma il metodo giusto qual’è? guardando al nostro paese, non è forse la classe politica stessa che ci ha insegnato lo scontro, l’insulto, lo sberleffo?

    penso alla vignetta di Makkox di oggi e mi chiedo se ci possa essere altra soluzione…

  4. Niccolò:

    Unica nota da aggiungere alla precedete: la manifestazione di Sabato era apartitica e vi hanno partecipato anche tantissime persone che non simpatizzano ne per Bersani, ne per Di Pietro, ne per Vendola.
    Molti di loro simpatizzano per il principale partito italiano (no…non il PDL ma l’astensionismo) ed alcuni altri di loro simpatizzano per movimenti collocati molto a destra.
    Questa riflessione, quindi, va posta verso tutti i movimenti giovanili; senza distorcere le proprie riflessioni collocando questi manifestanti in un solo schieramento politico.

    Per concludere, in fine, ritengo che, nel nostro paese, ci sia poi, parallelo a tutti i movimenti politici, un movimento di “facinorosi” che appoggia, di default, qualsiasi manifestazione-movimento pur di poter creare disordini restando impunito.

  5. Mattia:

    “Esistono sedicenti rivoluzionari di sinistra, minorenni, di mezza età e più stagionati. Persone che si considerano in missione per il bene del pianeta e pensano che fare quello che è stato fatto a Roma sia necessario, buono e giusto……” …. Quindi mi pare una conferma. I Black bloc .. esistono eccome.

  6. Stefano:

    Sono d’accordo con tutto, tranne che con la conclusione: e’ un problema della polizia, almeno finche’ si sta in piazza.
    Le manifestazioni sono un evento pubblico, in un luogo pubblico, e l’ordine pubblico e’ responsabilita’ della forza pubblica.
    Chiedere ai manifestanti di farsi carico o di prendere le distanze dai violenti e’ inaccettabile perche’ presuppone una continuita’ che non esiste: e’ vero che c’e’ un estremismo di sinistra che abbraccia la violenza, ma essere di sinistra non determina una qualche etichetta di corresponsabilita’. Tu ti senti responsabile, in quanto di sinistra, di dover prendere le distanze da un violento?
    Aggiungici il fatto che molti di quelli scesi in piazza a Roma manco sono di sinistra, e dimmi tu che responsabilita’ vuoi che abbiano…
    Cominciamo invece a considerarlo un problema della polizia, e andiamo a chiedere a chi ha questa responsabilita’ come mai, con tutti i siti e i post che hai segnalato tu, sia tanto difficile infiltrare questi gruppi, prevenire le violenze o compiere arresti.
    Non sto a dire che ci sia dietro un complotto, non e’ quello il punto. Penso invece che si debbano chiedere risultati. Li si chiede nella lotta alla mafia, che e’ ben piu’ difficile, non vedo perche’ non chiederli nei casi in cui protagonisti e reati stanno nero su bianco su internet.

  7. Luca.P:

    @ emilio: “Gioco forza che una parte di questo popolo faccia ricorso alla violenza. gli si può dare torto?”

    Sì, sul merito e sul punto.

    Un conto è comprendere, un altro è condividere. Dare ragione, sia pure con tutti i “distinguo” significa fiancheggiare…significa creare, spesso inconsapevolmente, quell’area grigia dietro la quale la violenza prospera.
    E di questo non c’è assolutamente bisogno, perché la violenza non costruisce nulla…e non fa altro che legittimare “l’ordine costituito”.
    Eterogenesi dei fini.

  8. Luca.P:

    @ Stefano: pensare solo a quello che faccio io, il disinteresse per quello che succede accanto a me, pensando di delegare tutto alle forze dell’ordine, è il ragionamento meno di sinistra che conosca…

  9. Giorgio:

    Unica falsità è che si tratti solamente di individui provenienti da aree di sinistra, il problema è molto più esteso ed in piazza c’erano veramente anche militanti di Casa Pound, ci sono filmati confrontati con una puntata di Lucignolo sul centro sociale di destra in cui si vede la stessa persona.
    Come dice questo ragazzo, in guerra non esistono “rossi” e “neri”.
    http://www.youtube.com/watch?v=B1JSN1tfm_g
    Questo è il vero problema.

  10. francescocosta:

    Dal fare un servizio d’ordine degno di questo nome, dal segnalare alle forze dell’ordine i moltissimi che da giorni si preparavano a menare le mani, o non invitare quelli dei centri sociali (almeno dei centri sociali che tentano di rifare le BR ogni sei mesi), si possono fare un sacco di cose per evitare episodi di questo genere. E nel momento in cui i violenti travolgono e annullano le cause della manifestazione, sono eccome un problema di chi organizza il corteo. Sono IL problema, se gliene frega qualcosa delle cose per cui sfilano.

  11. Stefano:

    @Luca P.

    Non e’ una questione di interesse, ma di responsabilita’. Se scendo in piazza e’ evidente che mi interessa chi mi sta di fianco, ma se questo tira fuori un ariete e si mette a sfasciare una vetrina, io non ne sono mica responsabile, e in due sensi: non ho la responsabilita’ morale (accountability) dei suoi comportamenti, e non ho la responsabilita’ (responsibility) di fermarlo. Perche’ con quella persona non ho niente in comune, ed e’ sbagliato pensare che ce l’abbia perche’ siamo nella stessa piazza.
    Poi magari cerco di fermarlo, e molti a Roma, bonta’ loro, l’hanno fatto e si sono pure presi un po’ di botte. Ma l’hanno fatto non perche’ avessero una qualche continuita’ con i violenti: ma per limitare i danni d’immagine, o semplicemente perche’ era la cosa giusta da fare.

  12. Stefano:

    @Francesco

    Sulle segnalazioni hai ragione, e difatti in molti casi ci sono state. Alcuni manifestanti hanno addirittura cercato di fermare i violenti e consegnarli alla polizia (che peraltro non sapeva cosa farsene).
    Sul fatto che siano IL problema, sono completamente d’accordo.

    Non credo pero’ che sia la loro responsabilita’, come detto sopra, e faccio riferimento anche al servizio d’ordine: e’ un retaggio che abbiamo dalle lotte sindacali e dagli anni ’70, ma se ci pensi non e’ mica normale che in uno Stato un gruppo di cittadini che indice una manifestazione pubblica debba pensare a come organizzarsi da sola la sicurezza. Quello e’ compito della polizia, e non e’ solo il loro dovere, e’ anche una garanzia per i cittadini: la sicurezza affidata a chi ne e’ capace, ed e’ il solo soggetto legittimato ad occuparsene.

  13. gianluca:

    no, mi dispiace, sbagli su tutta la linea. La tua analisi è totalmente condivisibile se vogliamo parlare, in modo molto generico, del cambiamento che si sta verificando in questi ultimi mesi, forse in questi ultimi anni, fra le persone, esasperate dalla politica italiana; lo so perché io sono uno di quelli, e quando ho sentito – da parigi – degli scontri del 14 dicembre ho rimpianto di non essere a roma. ma tu sabato non c’eri, e non si capisce il ventre di una manifestazione leggendo i giornali: sabato il corteo era e voleva restare pacifico, e chi ha applicato violenza è venuto con il proposito esplicito di farlo, non per esasperazione nei confronti della classe politica ma per altre motivazioni che non so e non mi riguardano, perché non riguardavano la manifestazione

  14. francescocosta:

    Ti informo che loro, i violenti, dicono tutt’altra cosa sulle loro motivazioni.

  15. Alessandro:

    Ma tu c’eri? Se non c’eri quello che dici mi pare aria fritta. Ancor più se non sei a contatto con i movimenti e le associazioni che individui come parziali responsabili dei fatti.
    Forse, se ci fossi stato, ti renderesti conto che è difficile pensare che delle persone disarmate possano andare contro a gruppi di 30-40 individui armati di bastoni, petardi, sanpietrini, e bloccarli. Forse, se fossi stato all’interno di quelle associazioni di cui dicevo prima, ti renderesti conto che per partecipare a una manifestazione del genere non c’è bisogno di alcun invito nè del pass stampa: ci si va e basta.

    Se ci fossi stato, invece di guardare le cose dal tuo pc.

  16. Michele:

    Assolutamente d’accordo con Stefano.
    Lo Stato non può delegare ai manifestanti la sicurezza.
    Peraltro per organizzare un servizio d’ordine che sia in grado di fermare gente armata quanto meno di mazze e spranghe toccherebbe dotare di altrettante armi il servizio d’ordine stesso con le inevitabili conseguenze (leggi: responsabilità penali di chi fa parte del servizio d’ordine).
    Dato che manifestare è un diritto e la sicurezza mia e di chi abita sul percorso del corteo anche, considero intollerabile (se è negligenza) o addirittura criminale (se è una scelta) concentrare le porze di polizia, come è stato fatto a Roma, a difesa dei “siti istituzionali”. E’ stato progetto in forze Palazzo Grazioli, che pure è una residenza privata, a scapito delle residenze private dei cittadini comuni che pure sono quelli che con le loro tasse pagano anche gli stipendi dei poliziotti e, soprattutto, del questore che hanno, per negligenza o dolosamente, deciso preferire la sicurazza di qualcuno a quella di qualcun altro. E stante che neppure c’era stato il divieto di parcheggio e la rimozione dei cassonetti sul percorso del corteo (cosa che avviene nelle vicinanze di qualsiasi stadio in occasione dell’80% delle partite) il dubbio che si volesse lasciare mano libera ai soliti vandali mi rimane.

  17. marco:

    concordo con stefano :
    le dietrologie stanno a zero, ma secondo me queste cose accadono perchè si vuole, e si tollera, e sotto sotto si spera, che accadano.
    questi postano sui siti, fanno riunioni, collezionano denunce…non è difficile sapere chi sono : solo che fa più comodo che arrivino e spacchino tutto.
    non si tratta di infiltrati, non c’è bisogno di infiltrare nessuno : violenti che si credono comunisti o anarchici e sono invece fascisti nei modi e nell’anima ce ne sono tantissimi.
    ma non li si persegue, perchè è bene che ci siano -per il potere-almeno finchè l’ingestibilità della piazza non autorizzerà lo scioglimento a manganellate anche una manifestazione del sindacato pensionati.

    non penso che un movimento senza piattaforme, senza rappresentanza, senza struttura, che si fa un vanto di essere “liquido”, possa evitare di essere distrutto da questo.

    concordo in pieno, con l’articolo di costa, ma volevo sottolineare quanto detto sopra.

  18. eduardo:

    Mettiamo i puntini sulle ‘i’ (sia per Costa che per Emilio).
    Il nero, internazionalmente, è il colore degli anarchici.
    Quando Repubblica scrive “nero” tra virgolette, indica (non troppo chiaramente, sono d’accordo) uno dei ‘Black’ Block, per evitare di ripetere ‘st’espressione per l’ennesima volta nell’articolo.

    Secondo voi la definizione “Black Block” indicherebbe fascisti?
    I Black Block sono non necessariamente di sinistra, ma certamente non prevalentemente di destra. Sono un movimento “contro” e si spendono nello sviluppo della guerriglia, non nella definizione di posizioni politiche. Per loro stessa ammissione.

    Nessuno, che io sappia, ha voluto implicare che i “Black Block” siano tutti fascisti infiltrati.
    (Che poi nel recente passato manifestazioni di sinistra siano state infiltrate da mestatori fascisti e/o polizia/carabinieri/ecc. è cosa nota, il che dà un sacco di buone ragioni ai complottisti, ma secondo me distrae dalla questione reale: perché non hanno individuato e fermato per tempo i facinorosi organizzati dei Black Block? Apposta -seguendo la lezione di Cossiga- dice qualcuno. Soprattutto per inefficienza, penso io.)

    Se invece, caro Costa, intendi dire che nella frustrazione montante nel Paese, cresce chi è esasperato al punto da simpatizzare con i violenti, mi sembra ovvio (e se i Black Block avessero pestato Berlusconi, anziché spaccare tutto indiscriminatamente, sarei tra chi simpatizza); ma dire che i Black Block non esistono, non si organizzano in maniera paramilitare, da guerriglia urbana, che non hanno picchiato i manifestanti che hanno tentato di fermarli… è un insulto all’intelligenza.

  19. Gian Michele:

    Le motivazioni alla base della protesta del movimento degli “indignati” sono le più pertinenti. Nel mondo globalizzato è nata un’associazione di finanzieri e banche che, con la complicità della classe politica, non sembra più interessata ai beni ed agli interessi comuni, ma solo a quelli particolari: dalla “communitas” alla “immunitas”.
    Il movimento ben indirizza la sua protesta contro i veri fautori della crisi e contro tutte le forze politiche, complici.
    Logico che questo movimento venga il più possibile screditato. In Italia hanno inziato Montezemolo, Draghi ed altri comprendendo le ragioni dei giovani, ma con l’intento di riproporre la contrapposizione tra giovani precari e vecchi super garantiti (la solita lotta tra poveri e favore dei ricchi). Poi si è proseguito, durante la manifestazione di Roma, lasciando impunemente agire una minoranza di violenti che il movimento degli indignati, mancando di un adeguato servizio d’ordine, non è riuscito ad isolare e che la polizia ha tollerato.

  20. Luca.P:

    @ Stefano: capisco quello che dici, anche se non condivido l’idea che non ci fosse contiguità tra un pezzo della manifestazione più largo di quello dei violenti e i violenti stessi.
    Al di là di questo però per come la vedo io una manifestazione non è una passeggiata in centro: chi va lì ci va con un intento politico.
    E’ quindi responsabile, in quota parte, anche di ciò che succede accanto a lui, affinché il suo impegno non venga rovinato da messaggi politici opposti ai suoi.
    Certo, i primi responsabili sono gli organizzatori, che hanno permesso a facinorosi di aderire alla manifestazione, aprendo la porta ai violenti.
    Sulla polizia, non credo che un corteo sia assimilabile ad una mandria di mucche al pascolo che hanno bisogno di un mandriano. La polizia deve garantire che la manifestazione non sia turbata da disordini. Quando vengono da fuori è più facile. Quando vengono da dentro molto meno, come mi confermi indirettamente tu quando ricordi come molti manifestanti si siano sentiti in dovere di provare a fermare lo scempio

  21. Stefano:

    @Luca

    Guarda che una manifestazione non e’ un club privato o un concerto: non ci sono le transenne. Chi ci vuole andare ci va, punto.
    Se poi leggi i racconti chi era in strada a Roma, o di chi ci e’ sceso per un po’ come Gilioli, scopri che i violenti potevano essere fermati, se fosse cambiata la strategia della polizia.
    Ma non e’ questo il punto: se e’ difficile fermare le violenze per la polizia, che lo fa per lavoro, allora e’ ancora meno giusto chiedere di farlo ai manifestanti.
    La manifestazione ha un intento politico, e risponde del proprio intento, non di chi ci inserisce con altri intenti e obiettivi. A maggior ragione se in un luogo pubblico, di cui e’ responsabile lo Stato.

  22. marco:

    mi fanno ride : “ci vuole il servizio d’ordine…” l’ultimo servizio d’ordine fu quello che non riuscì a impedire che i leader di CGIL-CISL-UIL prendessero le bullonate nel ’93.

    chi lo fa, il servizio d’ordine ? quelli di zagrebelsky ?

    LORO, sono il servizio d’ordine !

    non esiste una legittimità alternativa a quella dello stato : bisogna che chi si dice di sinistra lo capisca, e definitivamente.

  23. Nice:

    La violenza non è “buona” o “giusta”, è sintomatica. De resto, chi è che usa la paura per raccogliere i voti ?

  24. Carlo M:

    cmq francesco, ho rivisto il video sulla contestazione a pannella e francamente mi sembra che in quell’occasione non sia successo nulla di particolarmente sconvolgente.
    lui è voluto andare fra della gente a cui non era particolarmente “simpatico”; ovvio che è un suo diritto andarci, ma pannella è troppo intelligente per non sapere che sarebbe stato contestato.
    un tizio gli ha tirato un uovo, e un altro gli ha sputato, e diciamo che un paio di esaltati li si trova all’interno di qualsiasi gruppo di persone, no? per il resto si è preso una fraccata di insulti, ma anche qualche saluto, qualche sorriso amicale, e un paio di pacche sulla spalla, ed ha pure dialogato con alcuni manifestanti.
    sicché non mi pare proprio che il bilancio possa definirsi drammatico ed essere portato ad esempio di inciviltà e violenza.

  25. giova_P:

    @ carlo M
    ma cosa dici? il “bilancio” non denota inciviltà e violenza? ma cosa fai, la media tra uno sputo e una stretta di mano? quindi se ti abbraccio e ti bacio e poi ti spezzo una gamba, a “bilancio” cosa metto? siamo sempre in pari?

  26. ugo:

    > a Berlusconi cosa avrebbero fatto? Pensateci

    Ma cosa c’entra? Che argomento è? Berlusconi non ci sarebbe andato lì in mezzo in quel modo. Come Bush non sarebbe andato da solo a New Orleans subito dopo Katrina. Come una donna evita certi quartieri in certi orari.
    La libertà è una figata, ma spesso è più sensato obbedire all’opportunità. Si chiama buon senso.

  27. tobuto:

    @Stefano:
    Guarda, se è vero quello che ha dichiarato il “nero” dell’intervista di Repubblica, era praticamente impossibile che la Polizia potesse assicurare l’ordine. 800 persone organizzate e armate con esplosivi e armi improprie in mezzo a una folla terrorizzata non sono qualcosa che la Polizia è addestrata ad affrontare. Figuriamoci se ha ricevuto l’ordine di fare di tutto per salvaguardare l’incolumità di folla e violenti (nelle camionette non c’erano nemmeno armi). D’altra parte è ancora più impensabile che potesse fermarli la folla.
    Di fronte a scenari simili si doveva o inviare l’Esercito (con la consegna di sparare per legittima difesa, non esiste che in un paese civile si tenti di UCCIDERE dei militari dentro una camionetta e quelli non aprano il fuoco) oppure vietare la manifestazione. Non mi sembra che alcuna di queste soluzioni sarebbe stata apprezzata dall’opinione pubblica o dai manifestanti.

  28. Godzilla:

    Ci sono troppe cose che andrebbero dette e non si possono dire, almeno non pubblicamente. Il resto è ipocrisia da quattro soldi.
    Quello che posso dire è che ieri sull’autobus ho sentito uno affermare che quegli imbecilli vestiti di nero non sono tali perché hanno fatto quel che hanno fatto, ma perché l’hanno fatto su obiettivi risibili e che se avessero dato l’assalto a Palazzo Grazioli probabilmente sarebbe andato con loro.
    La sera invece, in fila per entrare al cinema, un altro diceva che tutta questa repulsione per la violenza fa un po’ ridere. A pensarci, diceva, viviamo in una repubblica fondata sulla violenza della II Guerra Mondiale e della Resistenza (che non venne fatta lanciando fiori), violenza che viene (giustamente) festeggiata ogni anno con cerimonie solenni, quindi di che ciarlano costoro?
    Questo è quanto.

  29. antonio:

    Del tutto d’accordo con l’autore. Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno. La violenza è entrata a far parte dello scontro politico da 17 anni a questa parte. I giornali di sinistra gridano al “Regime”, alla “Repubblica delle banane” ogni due per tre. Impersonificano Berlusconi e la sua cricca come il male assoluto.
    Ora si meravigliano che le cose stiano degenerando. E allora perché non etichettare i violenti come un corpo estraneo? Sono black bloc, neri e quant’altro. CAZZATE. Sono militanti di sinistra che credono di essere sotto un regime, come gli viene ripetuto da anni. Se uno pensa di essere in dittatura è logico che usi spranghe e bastoni.
    Ma voglio darvi una notizia. In Italia non c’è nessuna dittatura.

  30. Stefano:

    @tobuto

    Le forze di polizia dei Paesi moderni, in cui includo il nostro, hanno a disposizione vari strumenti strategici e tattici per evitare di trovarsi in una situazione del genere, senza arrivare ad impedire la manifestazione: possono organizzare controlli e azioni preventive, a partire dai siti citati li’ in alto, possono infiltrare i propri agenti fra quelle organizzazioni, possono spezzare il corteo, e possono fare tante altre cose per evitare che si arrivi in quella situazione. E’ il loro lavoro, e ci sono decenni di studi e simulazioni che li aiutano a svolgerlo, compresi training internazionali ed esercitazioni. E non e’ che si tratti di qualcosa di imprevedibile: fenomeni simili ci sono da Seattle, e senza andare oltreoceano la polizia avrebbero potuto imparare qualcosa da Genova. Dal 2001 ad oggi i violenti sono aumentati di numero, ma le tattiche e le modalita’ di organizzazione sono le stesse.
    Il resto e’ incompetenza, sottovalutazione, pressapochismo, o mala fede.

  31. antonio:

    Ora l’intellighenzia di sinistra fa orecchi da mercante. Si comporta come trent’anni fa. Le stesse teorie del complotto, la stessa rimozione. Mi dispiace ma io non ci sto. La colpa è anche delle anime belle della sinistra che hanno fomentato questa gente per anni. I vari Michele Serra, Gad Lerner, Santoro, Travaglio, Colombo etc che si fingono paladini del politically correct hanno brutalizzato la lotta politica in maniera criminale. Ora si facciano un’esame di coscienza. Ma non accadrà. La colpa è sempre altrui. La verità, cari amici, è che la cultura di sinistra è intrinsecamente violenta in sé, poiché l’avversario politico è sempre il male assoluto.

  32. antonio:

    Una volta era la DC, la borghesia, il Capitale. Ora è Berlusconi, la bce, il Capitale. Il nemico è comunque da abbattere. E ogni volta finché non sfasciano tutto, ai manifestanti viene offerto pieno appoggio. Sono semplicemente esasperati. Precari. Gli hanno tolto il futuro. Esasperati un cazzo. SONO POLITICAMENTE INEDUCATI COME ANCHE CHI LI ISTIGA. APRITE GLI OCCHI, GLI INTELLETTUALI CHE LI PROTEGGONO, A PAROLE COSì LIBERALI, NON HANNO MAI CAPITO COS’è LA DEMOCRAZIA, NON RIESCONO A SOPPORTARE CHE AL GOVERNO NON CI SIANO I ROSSI.
    A VEDERE LE REAZIONI ODIERNE, CAPISCO CHE LA CULTURA DI SINISTRA NON VUOLE PROPRIO CAMBIARE, E FORSE NON CAMBIERà MAI. RIMARRANO SEMPRE DEI VIOLENTI ILLIBERALI. Detto da uno che non ha mai votato Berlusconi.

  33. maria:

    si possono immaginare tutte le spiegazioni che si vuole ma c’è una rabbia fortissima e apolitica che sta crescendo nel paese e che per ora si sfoga/comprime/nasconde nelle manifestazioni ma che poi scoppierà.

    Un esempio è la val susa: per ora pochi violenti solo supportati dalla massa… ma quella stessa massa si prepara se non avra alternative a fare come quei pochi. Non ci credete ? Vediamo tra un anno.

  34. Uqbal:

    Quale servizio d’ordine avrebbe mai potuto far fronte a centinaia di briganti organizzati in maniera semiprofessionale?

    Nessuno. Forse tra gli organizzatori si e’ stati timidi a denunciare, ma questo ennesimo episodio certifica l’avvenuto trapasso dei nostri sistemi di intelligence. Lo sapevano anche i sassi che sarebbe successo qualcosa, e trovare i mestatori e’ fin troppo facile.

    In realta’ utilizziamo con questi criminali di stampo eversivo lo stesso metro che usiamo con gli ultras: una violenza altrettanto eversiva che si e’ creata spazi di extraterritorialita’ che di fatto accettiamo (come Stato che ancora non li sbatte tutti dentro).

    Come se fosse semplicemente “colore”. Beh, non lo e’. E noi siamo vigliacchi a non volere una lotta serrata, salvo poi lamentarci. Ma questo riguarda tutti, non solo o in particolare i manifestanti.

  35. Uqbal:

    La valsusa e’ un esempio di vigliaccheria: accettiamo l’inaccettabile (anzi accettano, se permettete) per stare al centro dell’attenzione, per ottenere qualcosa, perche’ loro sbagliano ma (e ritorniamo al discorso di Costa.

  36. antonio:

    Ma quale rabbia apolitica Maria? Non ho mai visto uno di centrodestra negli ultimi vent’anni partecipare a queste manifestazioni violente. Siete voi che siete incazzati e non si sa per quale ragioni.Anzi si sa vorreste essere al governo.
    L’esempio Val di Susa è emblematico. Tutto quel casino per una cazzo di ferrovia. E la prendete come chissà quale esempio di regime. LA TAV è STATA FATTA IN TUTTA EUROPA. MA SOLO IN ITALIA ABBIAMO DEI BUFFONI QUALI SIETE VOI, SPALLEGGIATI E PROTETTI DA UNA CLASSE INTELLETTUALE E POLITICA RIMASTA NEGLI ANNI SETTANTA, SE NON NELL’OTTOCENTO. SMETTETELA DI DIRE CAZZATE E TROVATEVI UN LAVORO.

  37. Fausto:

    Una domanda per tutti coloro che spiegano (qualcuno arriva anche a giustificare) i violenti con la considerazione sull’esasperazione dovuta alle particolari ed eccezionali condizioni di precarietà insicurezza, etc etc, specifiche della situazione odierna: e allora nel 2001, e prima ancora anni 80 e 70?

  38. marco:

    antonio, te lo ricordi le quote latte, con le barricate sulla statale ? quelli erano-e sono- leghisti.
    e l’assalto al commissariato dei tifosi della lazio ( noti comunisti) ?

    lasciamo perdere, per favore, che se c’è uno che in questi anni ha fomentato la violenza, offendendo metà del paese, soffiando su ogni fiammella che gli riusciva di trovare, quello è il caimano -e se non finisce come preconizzato da Moretti, e solo perchè gente disposta a rischiare-gratis- qualcosa per lui quella merda di B. non li trova.

  39. Andrea:

    http://bresciaacolori.blogspot.com/2011/10/delle-responsabilita-sconfitte-e.html

    I black bloc esistono, quello che è successo a Roma è frutto di un’organizzazione mirata e non di rabbia momentanea e cieca.

    Mi sembra che qui sopra come al solito si usino degli scontri di piazza di una minoranza per ripete sempre la solita solfa trita e ritrita su una sinistra che deve cambiare e storie simili.
    E’ dal ’68 che si sentono sempre le solite opinioni, addossando sempre ai partiti di sinistra che fanno opposizione le responsabilità degli scontri, senza mai pensare che gli scontri, sempre e comunque condannabili, sono imposti anche dall’incapacità dei governi in carica

  40. Fabio B.:

    “e allora nel 2001, e prima ancora anni 80 e 70?” I diseredati, i disgraziati e quelli che si sono rotti le palle con o senza violenza ci sono sempre stati. Ma cosa è stato ora come ora non conta perché quello che conta è il “cosa sarà”. E sarà sempre peggio, se le cose non cambieranno. I balletti di piazza, le trobette e i comunisti democratici col cappellino di lana e le clavette da giocoliere non servono più a niente (ammesso che mai siano serviti a qualcosa) perché se si vuole cambiare davvero le cose, se si vuole togliere il boccone ai leoni, lo si farà con la lotta vera e non con i discorsi.

  41. antonio:

    Ciao Marco, Berlusconi ha offeso metà del paese, qualche volta, è vero.Ma mettiamoci anche nei suoi panni. Da quando è sceso in politica è stato trattato come IL MALE. Lo hanno accusato di tutto. Almeno la metà degli elettori di sinistra lo vorrebbe morto. Ci credo che poi scleri contro i comunisti: è anche umano credo.
    Per Andrea: come volevasi dimostrare. Il tuo commento che dovrebbe confutare la mia tesi non fa altro che avvalorarla. Gli scontri sarebbero giustificati dall’incapacità dei governi in carica??? Poi un bel no alla violenza. Non sei un tantino contradditorio? Ecco, questa è la vostra maleducazione politica mai guarita. Tu sei l’esempio lampante dell’ostilita incrollabile della sinistra ai valori della democrazia.

  42. marco:

    @Fabio

    e allora falla, la lotta come solo voi sapete fare.
    il problema è che volete farla nelle manifestazioni di chi non intende giocare alla guerra.
    non fare pagare ad altri il prezzo delle scelte tue.

    comunque, tra una settimana c’è la manifestazione in Val di Susa : centri sociali e siti barricaderi hanno già detto che ci sarà “la lotta”, come la chiamano loro.
    attacco alla polizia, invasione del cantiere.

    chi ci va, e poi fa finta di cascare dalle nuvole allo scoppio del casino, e piagnucola dicendo che lui c’era andato per “manifestare pacificamente”, fa ridere i polli.

  43. Godzilla:

    Per forza Antonio, voi siete troppo occupati a mettere a pecora prostitute minorenni, portare soldi in svizzera, volare a Napoli per una cena d’affari con un pluripregiudicato, raccomandare quel minorato di vostro figlio per un posto ben pagato e così via.
    Capisco che di tempo a disposizione per scendere in piazza ne resta ben poco.

  44. antonio:

    Caro Godzilla, a qualche pezzente mentale come te sfugge il fatto che qualcuno, per puro amore di verità, possa difendere Berlusconi senza averlo mai votato. Ma amen, questo è il clima di oggi in Italia, questi siete voi, i duri e puri della sinistra. Sempre dalla parte del giusto.

  45. atos:

    esiste un solo modo per evitare questi fatti: dare risposte. se non si danno, a nulla servono operazioni preventive e di repressione (fatte da chiunque) prima durante e dopo i cortei. si potranno arrestare e tenere a lungo in carcere 500/1000/10.000 persone: quello che accadrà sarà soltanto una radicalizzazione della violenza. ciò che è accaduto a roma è partorito (nel senso letterale del termine) da un mondo che è in evidente stato di travaglio. i manifestanti pacifici, i black bloc, coloro che non vanno più a votare ed i miliardi di silenziosi insoddisfatti sono parti dello stesso corpo sociale. cosa fare, allora ? faccio un esempio (non posso scrivere un libro..): chi è sinceramente interessato ad una vera pacificazione, a disarmare i “violenti” deve dargli-invitarli alla parola, deve chiedergli di esprimere pubblicamente cosa pensano e cosa vogliono. se diranno al mondo delle evidenti puttanate e falsità avranno compiuto un bel passo in avanti verso il proprio isolamento più totale; se, al contrario, diranno delle cose vere sarà allora necessario rispondergli in maniera adeguata. se accadrà la seconda ipotesi ci accorgeremo che questa “politica” non è in grado di dare risposte…è indispensabile immaginarci, tutti assieme, un altro mondo, adeguato agli anni 2000. anni che dovrebbero essere della ricchezza e non della scarsità, visto il fantasmagorico livello di progresso tecnologico a cui siamo giunti. come non capire che proprio questa voragine tra ciò che ci viene presentata come povertà e ciò ci spetterebbe come esseri umani che esplorano lo spazio, è esattamente la ragione di quel che stiamo vivendo..

  46. Fabio B.:

    @ marco
    Le manifestazioni pacifiche si fanno con la pancia piena. La pancia ormai è vuota da un pezzo, a differenza di quella dei soggetti contro i quali si manifesta. Capisco che a te e ad una ristretta minoranza, vuoi per paura, vuoi per convenienza, le cose possano anche andare bene così. Ma per molti è giuto il momento di darci un taglio. E quando il taglio deve essere netto, come lo sarà questo, sarà molto difficile accontentare tutti. Ma questo non conta quando è in gioco la vita, il futuro, la pelle della maggioranza delle persone.

  47. marco:

    @Fabio
    la pancia piena ce l’avrai tu, sciocco.
    e a giudicare dall’arroganza con cui parli, senza conoscere, della vita altrui, mi sa che alla minoranza di chi dà ordini appartieni più te che io.

    comunque, ci vuoi dare un taglio ?
    e daccelo !!!
    sul piatto però mettici la tua di vita, non quella di altri.
    troppo comodo, pretendere di essere l’avanguardia di una massa che invece ti disprezza.

  48. Fabio B.:

    Io non ti ho offeso, ma visto che non sei in grado di argomentare la tua posizione se non attaccado, da vile, sugli argomenti di largo consenso lo farò adesso, razza di servo. E la lotta, per tua informazione, non è mai stata all’avenguardia: la lotta è sempre esistita quando la situazione non può essere risolta a parole, anche e sopratutto per colpa dei collabarozionisti e degli ignavi, che con la peggio feccia del mondo vanno a pane per paura di possibili rappresaglie. Ma le cose cambieranno, te ne accorgerai se cambieranno.

  49. gianni:

    A quelli che abbandonano il parlamento per protesta, fanno comodo i violenti contro le discariche e la TAV mentre sono scomodi quando non riescono a fare il morto e “vincere” come a Genova.

  50. Arnaldo:

    Sono d’accordo con te. Ma approfitto dello spazio per commentare il particolare caso di Pannella. Pannella fa un’operazione simile a quella degli inviati di Striscia. Arriva lì con una telecamera dei Radicali e non con una telecamera qualsiasi perchè sa perfettamente quello che sta per accadere (o c’è un reality show su Pannella e una videocamera lo segue costantemente?). Staffelli va in un posto augurandosi di essere minacciato o picchiato o cos’altro, perchè a lui è quello che interessa. Non fare una domanda, o “difendere i cittadini”, ma far passare per colpevoli quelli che lui considera i colpevoli. Del Noce è colpevole di truccare i pacchi, Del Noce picchia Staffelli, Del Noce è colpevole di entrambe le cose. Pannella fa questo giochino qui. E’ andato in piazza perchè condivide qualcosa della manifestazione!? Sa che avrebbe trovato delle bestie che avrebbero fatto qualcosa. Spera di trovarne. Mette il video su internet. E cerca così di far passare il suo messaggio. Questi sono violenti ergo la manifestazione fa schifo. Se fosse andato, che ne so Capezzone, magari qualcuno gli alzava pure le mani addosso. Sarebbero diventati colpevoli così? Certamente. Però, se tu ieri sera ti fossi presentato ai tifosi della lazio (non dico neanche agli irriducibili) con la maglia di Osvaldo e qualcuno si fosse incazzato sarebbe stata solo colpa loro?

  51. marco:

    Fabio,
    di me non sai nulla.
    del mio lavoro, dei prezzi che si pagano per NON essere servi, senza che ci sia qualcuno che ti fa da scudo..tutte cose che tu sai solo per sentito dire, perchè le leggi sui libri -nemmeno, sui siti-se no questo bla bla ideologico non ti basterebbe.
    io la gente che tira avanti con difficoltà la vedo DAVVERO,non per finta, e non vanno a bruciare macchine di altri disgraziati.

    IO me ne sono già accorto che le cose sono cambiate, anche se in senso opposto a quello che immagini te, sei TE che mi sembra che non hai ancora idea : ma prima o poi realizzi anche te, basta avere pazienza.
    non discutere con un’idiota, diceva quello, la gente potrebbe non notare la differenza : quindi non replicherò in futuro, e ti lascio volentieri l’ultima parola.

  52. makkox:

    commento solo un punto che proprio non m’ha convinto.
    servizio d’ordine significa finire a I guerrieri della notte, o ai film di bruce lee con la guerra tra scuole di kung fu.
    il problema è che noi ci s’è abituati col tempo che la pubblica sicurezza delimiti, occasionalmente e per alcune situazioni rognose, zone franche al cui interno tutto è concesso: manifestazioni di piazza o percorsi del tifo calcistico. Un po’ modello pamplona.
    Nessuna prevenzione, nessun intervento, solo contenimento.
    Non va bene. Sul lungo lo si è pagato: sia derby che protesta di piazza oggi evocano “disordini”, manganellate, carcimbocca, invece che momenti di aggregazione sportiva o di civile manifestazione del dissenso.
    È lo Stato che manca ed ha mancato, in quei casi, non io che ero andato semplicemente a guardare una partita, o a dimostrare in forma legittima e autorizzata il mio malcontento politico.

    notarella sul tuo pezzo in toto.
    vero è che se calcinculavano berlusconi invece che pannella, confesso avrei fatto il tifo urlando daje!
    Questo mi fa paura. Hai ragione: il problema “voglia di mazzate” c’è, non è una questione di quattro scemi che chissà come gli girano sempre le balle, ma non è un problema di sinistra: è un problema di tutti e tutti le strizzano l’occhio. È un problema del quartiere Italia che ormai è una pila carica, come in Fa la cosa giusta (per terminare citando n’altro film).

  53. Godzilla:

    A me, a parte i semilavorati tipo il nostro piccolo Antonio, fa molto ridere questa sensazione diffusa di vivere “alla fine della storia”, questa vulgata per cui guerre, rivoluzioni e spargimenti di sangue a vario titolo appartengono al passato e non si possono ripetere. Oppure sì, si potranno ripetere, ma nei vari buchi del culo del mondo tipo in uno dei Qualcosistan caucasici o in qualche repubblica delle banane centroamericana, certo non qui perché noi ormai il peggio ce lo siamo lasciato alle spalle e marciamo compatti verso la luce del progresso, forti della nostra certezza che qualunque problema si possa risolvere con una bella chiacchierata (sempre con toni pacati, ci mancherebbe altro), due pacche sulle spalle e una scheda colorata da infilare in un’urna di quando in quando.
    Ma vi sbagliate, e di grosso.

  54. andrea:

    ma allora francescocosta.net mi spieghi come è possibile che ad ogni grossa manifestazione la polizia non li piglia mai?
    agiscono in gruppo,sono circoscritti,facilmente individuabili, non si guardano mai attorno, si vede che non hanno nessuna preoccupazione di essere beccati
    la polizia ha archivi stracolmi di questa gente perchè non ci prova mai a prenderli? perchè proprio mai? non ci sono neanche mai andati vicino,sempre lo stesso copione: devastano tutto quello che trovano e la polizia arriva solo per caricare il fronte pacifico del corteo (vedi genova 2001)
    dacci anche tu queste risposte per piacere ed evita anche di bollare queste manifestazioni di sinistra o di destra; a parte il significato vuoto di queste specifiche mi sembra di poter dire che il movimento sceso in piazza ieri è assolutamente trasversale. il giovane senza lavoro e senza futuro non è di nessuna parte politica (e di entrambe)

  55. Godzilla:

    @Andrea (e gli altri alfieri dello stupore):
    ma a chi faceva oltremodo comodo che la manifestazione di ieri andasse a puttane? Chi non vedeva l’ora di puntare il dito contro tutti quelli che avevano appoggiato i cosiddetti “indignati”? Non è che per caso sono gli stessi che danno ordini alla polizia? Ma guarda tu che coincidenza.
    Ma ce lo vedi il Ministro dell’Interno che dice al Capo della Polizia “Oh, mi raccomando, bloccate i facinorosi alla prima sassata così centinaia di migliaia di persone potranno sfilare in santa pace per darci degli inetti e dei cornuti”

  56. marquinho:

    @godzilla
    pensa che con gente come Scalfaro, Rognoni e anche Pisanu, questo è accaduto.

  57. andrea61:

    Ho fatto il poliziotto ausiliario nel terzo reparto mobile di Milano alla fine degli anni 80 con diverse giornatacce in ordine pubblico. Fosse semplice prendere i facinorosi …….. Quando sei in ordine pubblico ti occupi dell’ordine pubblico e no di arrestare la gente, attività che comporta la distrazione di agenti, la traduzione del fermato intribunale, etc. etc. L’attività é sempre sul filo del rasoio dell’intervenire o restare fermi perché quando carichi non puoi metterti a discernere chi tra i caricati é un black block e chi invece una placido studente; se carichi non puoi fare altro che manganellare tutto quello che si muove. Brutto ma non ci sono alternative realistiche. E allora sbagli sempre perché se intervieni qualche persona normale prende le botte e questo ovviamente non va bene, ma se non intervieni sei quello che lascia i delinquenti liberi di devastare e anche questo non va bene.
    Poi c’é il problema della professionalità: l’ordine pubblico é materia specifica e il 90 di poliziotti e carabinieri non ha la piú pallida idea di cosa voglia dire stare in una piazza con problemi di ordine pubblico. Senza preparazione specifica non é facile mantenere la calma in mezzo ai disordini e Genova ne fu la massima riprova.
    Prevenire ? Sarebbe bello ma il nostro codice non prevede il fermo preventivo. Anzi, il nostro codice ha eliminato il fermo di Polizia e su questo magari si potrebbe fare una riflessione, a patto peró di non urlare alla fine della democrazia non appena un paio di appartenenti a certi sociali o del comitato no tav finiscono al gabbio preventivo.
    Vorrei ricordare che siamo il paese dove parlamentari ( o ex) come Cento o Larussa difendono il diritto degli ultras di tiranneggiare negli stadi. Last but not least, vorrei ricordare cosa successe qualche anno con quei personaggini che misero a ferro e fuoco Corso Buenos Aires distruggendo negozi e bruciando auto: mobilitazione di parte della sx milanese a difesa del loro diritto di reagire ad una provocazione fascista. Il messaggio che passó allora e che anche oggi mi sembra aleggiare su certe dichiarazioni é che se ci sono serie motivazioni fondanti, allora vale tutto. Ma cosí credo che non si andrà mai da nessuna parte.

  58. ezio:

    commetti un errore logico abbastanza frequente: il fatto che ci sia continuita’ non significa che un certo concetto, in questo caso ‘black bloc’, non trovi applicazione, cosi’ come il fatto che ci siano l’arancione e il rosa non significa che il rosso non esista.

    un’altra cosa: sostituisci, nel tuo ragionamento, ‘brigate rosse’ a ‘black bloc’. hai per caso dimostrato l’inesistenza delle brigate rosse? magari!

  59. Riccardo M. Cefalà:

    Pare che nessuno se ne accorga che sono dei 20enni… L’importante è condannare e prendere le distanze per non scontentare l’elettorato. Il mio modesto contributo, se vi va di leggerlo: http://riccardo.cefala.net/2011/10/io-amo-i-black-bloc/

  60. xxx:

    Abolire ogni manifestazione in italia per almeno 3 anni, torture e castrazione per i deficienti che distruggono tutto quello che noi abbiamo pagato…e che cazzo…ora basta…no tav, no ponte, no questo , no quello , ma andate a cagare pezzi di merda….non rispettate la libertà degli altri e vi meritereste di essere torturati a vita…

  61. marco:

    un momento, caro xxx.
    capisco l’incazzatura, e secondo me quello che è stato fatto -o concesso di fare-a Roma, è stato fatto anche per fartela venire ( la vecchia dottrina Cossiga)

    ma io non do’ l’assalto alla camioneta della polizia, e spero che i violenti di ieri siano presi e puniti, perchè è la forza dell’ordine di uno stato costituzionale e democratico ( anche se non sempre si comporta come tale -ieri sì, però)

    e voglio che si difenda in modo costituzionale e democratico.

    il tuo sfogo lo capisco, ma io sono per la democrazia, e mi batterei sia contro il fascismo “squadrista” dei BB, sia contro quello “poliziesco” di uno stato che divenisse incostituzionale.

    @andrea61, andrea, rispetto la tua esperienza ma ti chiedo :

    SE, come dici tu, le infiltrazioni di violenti non si possono prevenire.

    SE, quando accade, non si può che intervenire pestando chi si trova e sciogliendo di forza la manifestazione.

    ALLORA, ne consegue che questo sarà l’esito di tutte le manifestazioni, d’ora in poi, e che la libertà costituzionale di manifestare viene sospesa, nei fatti.

    con 500 uomini decisi, si abolisce la costituzione : niente male.

    e quindi ? spero che sarai d’accordo con me nel ritenere sicurezza e libertà quasi dei sinonimi, e insensati, l’uno senza l’altro.
    vorrei capire che ne pensi tu, su questo.

  62. miriam:

    io il mondo lo cambio con la riduzione dei consumi e l’autarchia dove posso (anche cosmetica), questi vengono su a nestlé e unilever.

  63. Il Senso Critico:

    Sono d’accordo con chi ha scritto l’articolo, che solleva un problema poco descritto nei grandi dibattiti. In Italia c’è anzitutto un linguaggio violento che permea la società e che penso dipenda da una sorta di frustrazione che ci ha colpito. Penso che sia il sintomo di un malessere dovuto a un paese completamente immobile, in cui la classe dirigente è esattamente la stessa da almeno 20 anni e, nonostante si sia dimostrata incapace di risolvere i problemi del paese, resta ancora al potere imperterrita. Assenza di prospettive, classe dirigente immobile e statica, dibattito frustrante sui tatticismi della politica, le uniche ricette proposte per risolvere i problemi del paese sono sacrifici enormi e, soprattutto, la netta sensazione che non ci sia nulla di concreto che le persone possano fare per cambiare questa situazione: tutto ciò acuisce un senso di frustrazione che si riversa nei toni esasperati con cui affrontiamo la politica

  64. piergiorgio:

    bè,penso che quello che chiamiamo il “movimento”, è probabilmente il temrine con l’articolo “il” è improprio, sia qualcosa di molto eterogeno, vasto e composito, quindi ci saranno anche moltissime voci responsabili, o più responsabili, poi magari si potrà argomentare che alcune sigle si aggregano impropriamente, per così dire, cercando di cavalcare fenomeni nuovi e diversi per riprendere loro vecchie battaglie…comunque fattostà che mi son fatto un giretto per i link che ha messo, Costa, e….brrrrr…mettono i brividi.

  65. andrea61:

    @marco: per come la vedo io con le leggi attuali non c’é molto da fare. Io inizierei ad apllicare le leggi utilizzate per i violenti degli stadi, ovvero Daspo, arresto differito, estensione del concetto di flagranza e riti per direttissima.
    E poi ci vuole la fine del doppiopesismo per cui la violenza diventa libertà all’occorenza. vedi discussione avuta con un collega ieri alla macchina del caffé. Per l’amico le violenze di Roma erano da condannare mentre i quei NoTav che bruciano camion e tirano molotov sono cittadini che lottanomper i loro diritti. Cosí non si va da nessuna parte.

  66. Ernesto:

    Un servizio d’ordine efficiente ed esperto avrebbe evitato sicuramente ciò che è successo sabato. Organizzare una manifestazione non è come mettersi d’accordo per l’happy hour, chi va in piazza, chi organizza una manifestazione si deve assumere anche la responsabilità della sua sicurezza come del resto si assume l’onere della sua riuscita.
    Se i partiti della sinistra e i sindacati non avessero avuto un servizio d’ordine organizzato, se si fossero limitati a piangersi addosso e a prendersela con i cattivi (come si usa fare oggi) probabilmente la storia di questo paese sarebbe stata differente.
    I black block esistono solo nella fantasia limitata e convenzionale dei giornalisti, sono come il babau per i bimbi. E bisogna dire che questa dinamica che già er avecchia 30 anni fa, ancora oggi funziona perchè trovi sempre qualcuno che invece di assumersi le proprie responsabilità incolpa il mostro di turno (che sia chiami anarchico, autonomo, black-block o chissà cos’altro si inventeranno) .

  67. mattia:

    Ma parlare del problema politico del 15 Ottobre no? Fare informazione? Dire che i Black Bloc non esistono perché ma che esiste (oggi no) IL Black Bloc (che è una tattica, un modo di stare per strada)? Stiamo ancora qua a parlare di una decina o centinaia di persone? Ma scusate, ammesso che alla manifestazione non ci sia andato nessuno di quelli che commentano, avete visto dei video? Secondo voi erano un centinaio? Almeno erano 800 (quelli organizzati), più tutti gli altri che si sono aggregati e che in qualche modo hanno partecipato.
    Non si parla nemmeno dell’errore primordiale di questa manifestazione, cioè l’aver concentrato tutto su Roma quando in tutto il mondo le manifestazioni si sono fatte in tutte le grandi città (in Spagna a Barcelona e a Madrid ad esempio).. Secondo errore primordiale. Zero organizzazione, zero obiettivi, zero punti in comune. Dentro il calderone romano c’era tutto, c’erano tutti, gente che non ha punti in comune, c’erano elementi della destra sociale e della sinistra antagonista, c’erano no tav e democratici, magari c’era pure qualche boy scout. Credevate in un esito diverso? Pensate che la prossima manifestazione a Roma finisca diversamente?

    Buona navigazione in questo mare di m++++

  68. mattia:

    scusate se il #67 è pieno di orrori e brutture ma sono di fretta.

  69. Massimo:

    Lunga vita ar compagno Pelliccia, che è vivo e lotta tra noi. Per momento è ar gabbio, ma sortirà fora presto.

  70. Frankie:

    @mattia C’erano anche i boyscout! Li ho visti. Era una manifestazione “accozzaglia”… ovvio che in un contesto del genere dove tutti protestano contro qualsiasi cosa senza slogan condivisi è facile che accadano cose simili.

  71. giovanni:

    non capisco proprio il perchè sti black debbano essere proprio di sinistra e non di destra.Dove sta scritto che sono di sinistra? Nella testa di quelli di destra? Non vi viene invece di pensare che possano far parte di un gruppo addestrato,pilotato per fare solo queste delinquenze in queste occasioni. Ho sentito l’intervista fatta ad alcuni. Uno di questi(uno sbarbatello) ha detto che lui esce di proposito da casa quando ci sono queste manifestazioni per unirsi a quelli che menano.Quello che ha parlato di pannella,poteva risparmiarsi Berlusconi,in quanto se avessero voluto fargli qualcosa,gliel’avrebbero gia’ fatto da molto tempo,non ne vale la pena.

  72. LukeC.:

    Oggi durante l’interrogazione al Senato del ministro Maroni ho trovato condivisibile l’intervento del centrista D’Alia,soprattutto laddove chiedeva come mai le leggi attuali (già abbondantemente preventive e talvolta repressive) come la vigente legge Reale non sono state e continuano a non essere applicate.La responsabilità è dei governi che appositamente permettono ai violenti di sfasciare per poter utilizzare il consenso dell’opinione pubblica (pompato da qualche giornalista servo e in malafede) per poter limitare/sospendere diritti civili o in futuro legittimare la violenza sui manifestanti pacifici (scuola Diaz docet).Da qui il populistico richiamo ad ulteriori leggi volte alla repressione da parte di Maroni e del sempre più sconcertante DiPietro.

  73. lele:

    Quelli del blocco dei Pirla de Il Giornale, i Pirla Bloc, non sono, già loro, un problema più importante per il paese?

  74. Stefano M.:

    Sedicenti rivoluzionari di sinistra, terroristi senza un vero scopo, individudui addestrati paramilitarmente alla guerriglia e alla violenza, black block,collettivi autoorganizzati violenti il risultato non cambia.Certi tipi di persone negli ambienti extraparlamentari sempre sono esistite e sempre esisteranno, e in questa società si potranno eliminare solo con la repressione come per tutte le forme di estremismo fanatico.Tale discorso però non c’entra affatto con tutte le persone che risentite da un sistema iniquo manifestano più o meno pacificamente il loro dissenso senza bruciare macchine lanciando molotov contro la polizia distruggendo vetrine e tentando di uccidere poliziotti.Un discorso tale sembra invece portare discredito su tutto un movimento che invece desidera solo un cambiamento verso una società migliore invece di celebrare lo status quo. La politica è ovviamente indispensabiile per cambiare ma lo sono sempre stati anche gli eventi di piazza dei quali non si può mai fare a meno.L’unica alternativa resta altrimenti solo la partecipazione passiva.

  75. Giorgia:

    è la prima e unica riflessione intelligente letta da sabato ad oggi.Finalmente.

  76. xxx:

    Guarda che se veramente quelli che erano al corteo avrebbero voluto dissociarsi dai violenti avrebbero dovuto fare una cosa semplicissima, alla prima vetrina spaccata o auto bruciata avrebbero dovuto trasformare il corteo in un “sit in” semplicemente occupare la strada stare seduti a terra…cosi i violenti avrebbero avuto due possibilità o continuare ma sarebbero stati caricati molto facilmente…o arrendersi alla massa e smettere di fare casino….ma siccome io penso che dietro le frange violente ci sono le file non violente i “cervelli pensanti” del corteo che erano a conoscenza dei piani dei coglioni vestiti di nero, finiscila di dire che i giornali avrebbero dovuto parlare del 99% di corteo sano perche non esiste al massimo le persone che davvero erano allo scuro o non immagginavano cosa avevate in mente erano appena il 10%.

  77. Stefano M.:

    Senti: 1)I cortei di 200000mila persone non si possono trasformare in sit-in e non si può scappare in massa (cosa che tra l’altro non avrebbe senso) da una situazione congestionata,cose fuori da ogni legge spazio-temporale 2) non sai quali sono le tattiche di guerriglia che possono rendere un gruppo di un numero di persone inferiore molto più pericolose di tutte le forze dell’ordine ma ti assicuro che certe cose funzionano in ogni caso con o senza il sostegno della folla 3)Tutti noi “cervelli pensanti” eravamo a conoscienza dei rischi che correvamo in un evento del genere ma non abbiamo avuto alcuna intenzione di mollare tutto solo perche sapevamo che potesse succedere ciò, non è certo la filosofia della pavidità la nostra base di pensiero 4) Io non ho parlato dei giornali in generale ma di articoli come questo che fanno il gioco del governo e dell’establishment