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Ora

Riconosciute in modo praticamente inoppugnabile sia l’inettitudine di questo governo sia la mancanza di un’alternativa pronta e definita, a me piacerebbe che l’opposizione tentasse di accelerare la fine della legislatura, vista l’aria che tira, invece che attendere il suo arrivo. Mi piacerebbe che Pier Luigi Bersani, in quanto segretario del partito-di-governo-momentaneamente-all-opposizione, cominciasse subito un giro di consultazioni con i principali leader dell’opposizione, da Di Pietro a Vendola, da Fini a Casini. Mi piacerebbe che nel giro di 48-72 ore annunciasse quali sono i partiti pronti a far parte di una coalizione pronta a governare il Paese, indicando alcuni obiettivi minimi di programma e la sede per approfondire i dettagli. Mi piacerebbe che indicasse contestualmente la data delle elezioni primarie per scegliere il candidato premier di quella coalizione. Mi piacerebbe che il tutto venisse annunciato subito, prima di venerdì, ché d’altra parte ci giriamo attorno – immobili – da mesi ed è in corso un’emergenza. L’incapacità del governo fa spavento, ma quelli che cincischiano non saranno ben ricordati dalla Storia. A un certo punto bisogna muoversi e dire che si è pronti: e se non si è pronti, fare in modo di diventarlo il prima possibile. Dare un segnale politico, come si dice in questi casi. Fare accadere le cose, invece che aspettare che accadano. Provarci, quanto meno.

40 commenti

  1. #6:

    Ci abbiamo provato a dicembre dell’anno scorso. È andata male.

  2. francescocosta:

    E quindi non ci riproviamo più?

  3. AV:

    Troppo bello per essere vero. Ma io credo che Bersani rappresenti in un certo modo tutti noi italiani. Siamo, a quanto pare, un popolo privo di attributi, se neanche nei momenti più bui (e questo è un periodo terribile) siamo in grado di darci una mossa. L’inettitudine della classe politica sembra evidente, tuttavia non siamo capaci di organizzare qualcosa per dimostrare il nostro dissenso. Non parlo di una rivoluzione, ma semplicemente di una grande manifestazione popolare senza partiti, prima che si organizzino i ragazzi di licei ed università per le manifestazioni di metà ottobre.

  4. #6:

    No, perché il risultato finale è stato il suo rafforzamento, almeno in Parlamento.
    Bersani ripete quello che vuole il PD da mesi, e ripete che lui è a disposizione senza pregiudiziali nei confronti di nessuno.
    Purtroppo le pregiudiziali sono gli altri ad averle.

  5. marco:

    il 5 novembre, manifestazione nazionale del PD, contro il governo e contro la sua politica economica.
    non è un desiderio, è già stata indetta .

  6. Antonio:

    Lo diceva anche Francesco Pancetta (aka Francis Bacon): “L’occasione si deve creare, non aspettare che arrivi”.
    E se lo dice il tuo sponsor per gli MBA…

  7. Stefano:

    Bersani è da 3 anni che ripete lo stesso mantra da te proposto, e il risultato lo vedi bene da solo. Che poi l’armata Brancaleone del centrosinistra possa avere risultati migliori del Berlusca è cosa alquanto dubbia. Ti rammento il disastroso governo Prodi 2006-2008, appeso alla salute dei senatori a vita.

  8. francescocosta:

    Che ripete cosa? A me non risulta ci sia una coalizione né un leader né un programma né un percorso per individuarli. E non vedo dove avrei chiesto una nuova armata Brancaleone. Insomma, siamo alle solite, da queste parti: commenti attinenti al post, per favore, magari che non chiedano cose la cui risposta è già nel pezzo.

  9. uomomag.com:

    bersani chi?

  10. Passante:

    Ora, prima che si esaurisca la marea e si ribaltino i sondaggi? Anche con un programma chiaro e vincolante per vincere (sono anni che non riescono a buttarne giù uno decente nemmeno per il PD da solo, figurati per the brand new olive) poi chi ci proteggerà dalle solite pretese dei soliti alleati di comodo quando dovranno rispondere al loro elettorato con iniziative dipietriste o vendoliane? L’unica cosa che al momento distingue e accomuna i partiti all’opposizione è il dito puntato contro un singolo uomo.

  11. riccardo:

    io non credo che le opposizioni dovrebbero riprovare a far cadere il governo, credo piuttosto che dovrebbero rimanere attendisti e aspettare che arrivi l’occasione. Il punto è che devono essere pronti a coglierla e fare quello che francesco propone, ovvero, fare la conta di chi ci starebbe (sondando anche gli scontenti pdl tipo pisanu), decidere un minimo di obiettivi e magari anche proporre una nuova legge elettorale condivisa.

  12. Stefano:

    “A me non risulta ci sia una coalizione né un leader né un programma né un percorso per individuarli”

    Non ci sono perchè non sono capaci di trovarli, troppo impegnati a farsi le scarpe tra loro: se no perchè sarebbe un’armata Brancaleone?

  13. gert:

    @Passante: questo mantra sta cominciando a diventare fastidioso… e´da anni che un sacco di gente dice queste cose, senza basarsi troppo sui fatti. Non é che le cose a furia di ripeterle diventano vere. Vorrei proprio sapere che vi ha fatto Vendola di male per continuare ad essere additato come il demonio spacca coalizioni…

    Sul post: mi sembra che all´incontro di Vasto si sia detto qualcosa di simile, con tanto di impegno a mettersi a scrivere un programma da sottoporre poi a chi “ci vuole stare”. Peró, siamo ancora a cercare di coinvere Fini (che é palese che non conti nulla) e Casini? Fino a non troppo tempo fa stavano con chi ora ci sta ztrascinando nel baratro…

  14. nonunacosaseria:

    se Bersani facesse quel che hai detto farebbe una cosa diversa da quelle tentate finora.
    Non la solita sterile e inascoltata richiesta di dimissioni.
    Non il voto di sfiducia in Parlamento, ché tanto sappiamo come andrebbe a finire.
    Ma qualcosa che inchioderebbe finalmente chiunque alle proprie responsabilità.
    Dal punto di vista pratico-istituzionale non cambierebbe granché rispetto ad ora (Berlusconi rimarrebbe lì, inutile nasconderselo), ma perlomeno avremmo:
    a) un punto di chiarezza da parte dei partiti oggi all’opposizione;
    b) un freno alle argomentazioni – fino ad oggi non smentibili – di chi sostiene che non c’è alternativa a questo governo.

  15. Dario Salvelli:

    Bersani in giro a fare sondaggi? Io apprezzerei invece che si consultasse con tutta l’opposizione nel proporre ENTRO 72 ore delle soluzioni concrete per il Paese da fare subito e da discutere con la maggioranza. La palla poi passa alla maggioranza che a quel punto in questo momento si troverebbe di fronte ad un ultimatum.

  16. Passante:

    @gert
    1- Cosa vi ha fatto di male Vendola? Da dove comincio, è una lista lunga così, faccio prima a dirti quante sono le ragioni per votare Vendola: zero.
    2- il programma non assicura che poi non saltino fuori pretese e ricatti
    3- il fatto che si stia finendo in un baratro non vuol dire che qualcuno ti ci stia trascinando (http://www.youtube.com/watch?v=-e0llpU3y2U)

  17. Elia:

    Ho provato ad esortare bersani a dirci se perlomeno lui intende candidarsi. Pare che sia un’offesa enorme. Concordo ovviamente con quanto dici, ma, strano ma vero, non lo farà perché e` troppo intelligente.

  18. gert:

    @Passante:
    premesso che la tua é una non risposta (anche perché non ti ho chiesto quantre sono le ragioni per votare Vendola, ma solo perché lo reputi inaffidabile e da evitare come la peste), con “trascinando nel baratro” intendo che non hanno fatto nulla per evitare che ci si finisca e tentare di venirne fuori, cosí come non hanno fatto nulla negli ultimi 3 anni (in cui hanno passato il tempo a dire come erano fighi e come erano stati bravi a rispondere alla crisi…)

    In ogni caso mi pare che finora abbondino gli esempi in cui Vendola si é dimostrato un buon alleato

  19. Massimo:

    Alla opposizione manca un leader ed un programma comune accettabile da una eventuale coalizione. Non è che non esistano proposte nel PD, ma sono molte ed antitetiche tra loro. Un leader vero farebbe la sintesi delle proposte e, in quanto PD forza maggioritaria, la sottoporrebbe al vaglio dei possibili alleati. Ditemi voi che forza ha Bersani oggi di imporre qualcosa a Vendola o a Di Pietro. Voi dite di no, ma un orrore di simil governo Prodi è dietro l’angolo.

  20. Passante:

    @gert Vota Vendola, alleati con Vendola, il buon alleato, amico dei giorni più lieti, e impedisci che i fighi che non fanno nulla ti trascinino nel baratro. Bravo, però fallo un po’ più in là, se possibile, senza schizzarmi, grazie, ciao.

  21. Fabio Palermo:

    Scusa, ma oggi, oggi come oggi, Bersani è un semplice deputato e non il Presidente della Repubblica. Non fa le consultazioni. Questa non è una annotazione costituzionale ma non possiamo fare finta che Bersani alza il telefono da attore alla pari e tutti gli altri attori della politica si mettono dietro.

    Il quadro non è chiaro e tutti cercheranno di avvantaggiarsi della propria posizione. Cosa fa Berlusconi? Si ricandida? Chi al posto suo? Non possiamo dire che sia irrilevante, altrimenti ipersemplifichiamo la situazione attribuendo a qualcuno tutta le difficoltà che abbiamo fatto finta di non vedere.

    Nemmeno si può dire che questa sia mancanza di responsabilità. Mi rendo conto che è frustrante, ma in questo momento siamo in uno stallo perché il PdL non è un vero partito e nemmeno la lega. Non c’è nessuno sotto a cui rendere conto. Il massimo di cui ci si preoccupa e di non rovinare troppo il prodotto che si dovrà rivendere la prossima volta. La maggioranza parlamentare, come si dice, non da più la fiducia al governo ma, fuori dall’assetto costituzionale (si ripensi ai discorsi sulla eccezionalità dello stato in cui siamo capitati), è il governo che è nelle condizioni di ricattarla. Si veda Zapatero che chiede le elezioni anticipate e cerca un accordo con le opposizioni. Che piaccia o no, ora siamo nelle mani degli inetti capitanati da Silvio Berlusconi.

  22. Ernest:

    Si sarebbe bello!
    Fare ad esempio il nome di chi si vuole al governo senza tante menate!

  23. Alessio:

    Io non capisco come possa rimanere al suo posto il premier che dice di governare un paese di menta, che pretende di presentarsi con gli avvocati quando è chiamato a testimoniare ad un processo, che dice che il downgrade subìto dal ns paese è colpa dei media comunisti, che dipinge come “cicciona inchiavabile” il premier tedesco. Abbiamo una credibilità da Fossa delle Marianne e lui (e la sua maggioranza) continuano a dare la colpa all’opposizione e ai giornali. Basta, non se ne può più!!!!

  24. #6:

    Piggi ti ha ascoltato ed esce l’opuscolo (L’Italia di Domani) con le proposte del PD. Che contiene le stesse cose dette alle assemblee nazionali e che si trovano sul sito, ma vuoi mettere l’odore della carta?

  25. Philip Michael Santore:

    Il problema è che il PD non è pronto per ragioni strutturali: se il governo è inetto, cosa puoi aspettarti da un’opposizione il cui nucleo del gruppo dirigente viene dal PCI?

    Un’altra considerazione: l’inettitudine del governo non dipende da limiti culturali. Berlusconi & co. sanno perfettamente cosa occorrerebbe per fare ripartire la crescita, ma sono misure impopolari che il paese non intende prendere.

    In soldoni: occorre tagliare le pensioni, per iniziare. Ma se il paese è contro, Berlusconi non ha nessuna intenzione di suicidarsi una seconda volta come fece nel 1994.

    E se non lo fanno gli inetti, come puoi sperare che lo faccia la sinistra, che della difesa di questo stato sociale ha fatto una bandiera?

  26. Dario Salvelli:

    Comunque l’ha detto Malvino meglio di me e forse anche di Costa. http://malvinodue.blogspot.com/2011/09/if.html

  27. gert:

    @Philip Michael Santore: quindi invece di suicidarsi loro suicidano il paese…e tu li giustifichi pure…

  28. Philip Michael Santore:

    @gert

    Se fosse possibile per il governo decidere di tagliare le pensioni, farlo approvare dal parlamento e farlo entrare in vigore, pur a prezzo dell’impopolarità e di una successiva sconfitta elettorale, io ci metterei la firma.

    Il problema però è che, oltre a buona parte del paese, oltre all’opposizione, c’è pure una parte della maggioranza parlamentare (la Lega) che si oppone.

    Pertanto un tentativo del genere non andrebbe da nessuna parte. Sarebbe un suicidio senza il risultato: a che serve un kamikaze che si schianta non sulla portaerei nemica ma direttamente in mare?

  29. Cachorro Quente:

    “occorre tagliare le pensioni, per iniziare. Ma se il paese è contro, Berlusconi non ha nessuna intenzione di suicidarsi una seconda volta”

    a) suicidio e eutanasia sono due cose diverse.
    b) il problema non è tanto che Berlusconi non voglia fare riforme impopolari (l’attuale maggioranza non è in grado nemmeno di fare riforme popolari), ma che nessuno voglia farle. Per questo Bersani non si mobilita: nessuna persona sana di mente che intendesse avere una carriera futura in politica vorrebbe governare l’Italia ORA.

    L’unica soluzione secondo me è che Berlusconi si dimetta e passi la palla a un governo tecnico. L’iniziativa deve partire da lui o da una percentuale sufficientemente grande di figure significative della sua maggioranza (altrimenti si griderebbe al golpe).
    Quindi: o Maroni & co. decidono di spegnere il respiratore, o si offre sottobanco a Berlusconi l’immunità totale per lui e le sue aziende. Io non farei lo schizzinoso.

  30. andrea61:

    Cerchiamo di essere pratici.
    Qualsiasi governo che decidesse di affrontare veramente i problemi del paese dovrebbe prendere una serie di provvedimenti, a partire dalla abolizione immediata delle pensioni di anzianita’ e l’introduzione del contributivo pro-rata per tutti a prescindere dai ogni privilegio acquisito, o la riduzione cospicua del costo della PA, che lo renderebbero elettoralemte perdente.
    Siamo sicuri che ci sia in giro un solo partitello politico disposto ad accollarsi questa agenda ? Tra l’altro la vastita’ dei temi che devono essere toccati dalle riforme sono tali che alla fine gli scontenti sarebbero il 90% degli italiani.
    Percio’ credo che l’opposizione e ampie fette della maggioranza sperino tanto in un Governo tecnico che faccia tutte quelle riforme senza che gli elettori possano poi darne la colpa specifica a questo o quel partito.

  31. gert:

    Non si tratta di sperare. Se qualcuno nella maggioranza fosse intenzionato ad avere un governo tecnico, basterebbe che facesse cadere l’attuale governo. Questo non può certo farlo il PD.

  32. marco:

    “il gruppo dirigente che viene dal PCI”…e menomale, che almeno un po’ di garanzia che questa volta paghera un po’ anche chi sta meglio, c’è .
    tagliare le pensioni…ma ancora con questa solfa liberista, che in 20 anni ha distrutto non il paese, il mondo ?
    eppure si è votato su un referendum in cui il 95% di 30 milioni ha appena detto che vuole che sia il pubblico, non il mercato, a gestire un settore come l’acqua.
    comincia a far pagare chi ha 7-8 case, e non c’è bisogno di tagliare un bel niente.
    chi ha di più, pagherà di più : è giusto.

    siamo tutti sulla stessa barca ? certo, ma qualcuno è ai remi, e qualcuno se la gode sul ponte.
    ora si fa un po’ a turno…

  33. Philip Michael Santore:

    @andrea61

    “credo che l’opposizione e ampie fette della maggioranza sperino tanto in un Governo tecnico che faccia tutte quelle riforme senza che gli elettori possano poi darne la colpa specifica a questo o quel partito.”

    Le riforme non le fa il governo, che può tutt’al più proporle, ma il parlamento. Ora supponiamo pure che arrivi un governo tecnico e che proponga il taglio delle pensioni: quali partiti voteranno a favore in parlamento?

    Se stiamo alle posizioni che hanno tenuto fino ad oggi, la Lega, il PD e l’IdV voteranno contro. E già con quei numeri la proposta non passa.

    Per cui, come ho già detto, oltre a un governo tecnico paradossalmente occorrerebbe un parlamento tecnico, cioè un parlamento che approvi le riforme potendo infischiarsi del consenso del popolo.

    Quindi chi ciancia di governo tecnico dovrebbe avere il coraggio di proporre una legge costituzionale che per un periodo deleghi il potere legislativo ordinario a un organo diverso da esso (per esempio il CNEL).

    Siete sicuri di volerlo?

  34. Stefano Bakara:

    Bersani non può mettersi a capo di una maggioranza alternativa da offrire al posto di questo governo. Senza un passaggio elettorale, la cosa verrebbe percepita e venduta benissimo dalle tv del Cav come golpe di palazzo e nel 2013 il cdx rivincerebbe le elezioni in carrozza. No, Bersani deve andare a cercare quei 20-30 parlamentari del PDL (ci saranno pure, mi auguro) sensibili alle sorti del paese, consapevoli che questo governo è morto, e magari interessati alla propria sopravvivenza politica oltre il 2013. Trovati questi è indispensabile un governo tecnico. Quello e soltanto quello. I diritti acquisti, che siano privilegi o meno, in uno stato di diritto serio, non si toccano. Le pensioni di anzianità perciò devono rimanere tali, per chi le ha già maturate. Si può intervenire sull’età pensionabile, e una parificazione di quella delle donne molto più celere del 2028 come è prevista da questa manovra. Per il resto, un governo tecnico non dovrebbe fare altro che rimettere l’ICI (con le dovute esenzioni), estenderlo alle proprietà della Chiesa, spostare il fisco dai redditi ai patrimoni, reintrodurre soglie serie di utilizzo del contante come aveva previsto Padoa Schioppa, e finalmente andare a mettere le mani nelle tasche delle partite IVA. Che non è impossibile, nè difficile. È che in questi decenni sotto sotto, per ovvi motivi elettorali, si è sempre chiuso un occhio sull’evasione dilagante dei piccoli artigiani, commercianti, e liberi professionisti

  35. andrea61:

    @stefano bakara: la storia dei diritti acquisiti intoccabili e’ una storiella che esiste solo in Italia. Le pensioni di anzianita’ per come sono erogate costano decine di miliardi all’anno e un carico contributivo che non ha eguali in Europa. Pensare di risolvere i problemi come vorresti fare tu elevando in continuazione la pressione fiscale vuol dire solo strangolare il paese e fare la fine della Grecia a cui resta solo il default per no morire. La lotta all’evasione e’ sacrosdanta e andrebbe fatta anche con le manette, ma i suoi frutti devono servire a ridurre il carico a chi gia’ le paga.

  36. andrea61:

    @philip: eppure e’ gia’ successo con Amato e Ciampi

  37. Telebolla:

    Ancora con sta storia!
    Cosa ci vuole per farvi capire che in democrazia i governi cadono quando viene a mancare qualcosa al suo interno e non in virtù delle belle proposte/iniziative/sticazzi dell’opposizione.
    Smettetela e andate a studiare.
    Il governo cade se un pezzo di Pdl o le Lega lo fanno cadere.
    Basta, non c’è nient’altro, il resto è fuffa che a noi di sinistra piace raccontarci.
    Di tutte le cose che potreste chiedere al Pd o all’opposizione tutta state a rompere i coglioni con l’unica che non possono fare.

  38. Philip Michael Santore:

    @andrea61

    Semmai con Ciampi e Dini: e che hanno mai fatto quei governi tecnici di strutturale? Nulla.

    Prendi per esempio la riforma delle pensioni: la voleva fare il governo Berlusconi del 1994; il governo Dini poté fare solo quello che la sua maggioranza gli permetteva, cioè una non riforma, a causa della quale oggi -anno 2011- stiamo ancora a parlare dell’abolizione delle pensioni di anzianità.

    Come detto, tutto ciò che un tecnico propone deve poi essere approvato dai partiti in parlamento. Perché mai i partiti dovrebbero digerire delle stangate solo perché sono dei tecnici a proporle?

    @stefano bakara

    “Bersani deve andare a cercare quei 20-30 parlamentari del PDL”

    E che gli offre?

    E poi non credi che Berlusconi lo accuserebbe -peraltro a giusto titolo- di fare compravendita e ribaltone?

  39. roberto:

    L’idea che mentre la tedesca Siemens e i Lloyd’s di Londra ritirano i propri sostanziosi depositi dalle banche “di alcuni Paesi periferici della UE” (lancio di stampa di qualche minuto or sono), noi ci dilettiamo di governi tecnici e opposizioni efficaci, non è folle. Sta realmente accadendo. E poi qualcuno si chiede perchè ci è toccato Berlusconi, a nnnnnoi…

  40. Fausto:

    @TELEBOLLA (21 settembre h. 12.11) a parte il tono inutilmente volgare, ha ragione nella sostanza affermata con le sue prime righe. Finché la maggioranza in Parlamento non perde pezzi ….. con quel che ne segue. La questione non è dunque avere QUI ed ORA una proposta compiuta di alternativa, piuttosto è avere una road map credibile (per modi, soggetti e tempi) che abbia quello come obiettivo. Mi sembra precisamente quello che è stato concordato (oltretutto in forma pubblica) a Vasto: PD, IDV e SEL come base del centrosinistra, se ascoltate bene verso la fine del dibattito di fatto Di PIetro ci conferma che gli incontri sul programma sono in atto già da tempo, programma fondamentale entro fine anno (la tre giorni di cui ha parlato Bersani) e poi disponibilità a confrontarsi con chiunque sia disposto ad accettare la sostanza di tutto ciò Mi pare che ci siamo anche con i tempi, o si vota nel 2013 o in caso di anticipo nella primavera 2012. Si vincerà, si perderà? Con quale legge elettorale? boh… Ma la strada mi sembra tracciata e, per quanto mi riguarda, è anche giusta. A proposito dei legge elettorale, secondo me il Berlusca ci farà una sorpresina: nuova legge proporzionale tipo tedesco con sbarramento almeno al 5%, preferenza, nessun premio di maggioranza. Se, Dio non voglia, né centrosin né centrodes né centrocentro avrebbero la maggioranza, SEL potrebbe davvero rischiare di rimanere fuori, potrebbe venirne fuori un governo PDL, Lega, Centro (UDC e FLI) senza Berlusconi premier con un bel patto di ferro sul nuovo presidente della repubblica. BBBBRRRRR…..