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Nelle mani dei pazzi

La prima cosa da pazzi è stata purtroppo avvalorata in questi giorni anche da molti autorevoli commentatori, ed è l’idea che il governo può cambiare quanto vuole la manovra purché faccia in fretta e soprattutto purché i saldi restino invariati. L’idea che il contenuto di una manovra si possa cambiare a piacimento conservandone i saldi, persino dopo la sua approvazione sotto forma di decreto legge (“necessità e urgenza”, ricordate?). L’idea che ai fini del salvataggio della nostra economia sia indifferente dove si prendono e dove si investono i soldi, chi paga più tasse e chi ne paga meno, dove si decide di stringere e dove si decide di allargare, purché i saldi rimangano invariati.

La seconda cosa da pazzi è riscrivere la manovra d’emergenza, quella a cui sono appese le sorti di questo paese – cioè più prosaicamente i nostri conti in banca, le nostre scuole e le nostre professioni – basandosi su provvedimenti spudoratamente elettorali. La nuova manovra decide di non toccare i lavoratori autonomi e i redditi medio alti del settore privato, massacrando invece pensionati, laureati, lavoratori del settore pubblico e cooperative. Un’operazione scientifica: l’unica cosa positiva è che lascia immaginare che le elezioni non siano così lontane.

La terza cosa da pazzi è, appunto, l’idea di non avere nemmeno lontanamente non dico una politica economica – non c’è niente nella manovra che guardi al futuro, sia questa una liberalizzazione, un investimento, una riforma, niente – ma neanche un piccolissimo piano, un’idea striminzita per tirare l’Italia fuori dai guai. Fare una manovra d’emergenza prima dell’estate, farne un’altra a Ferragosto e poi stravolgerla alla fine di agosto. Il tutto prima ancora di cominciare la discussione vera in Parlamento, prima di discutere gli emendamenti, prima di tutto il sausage making che conosciamo. E sempre che i saldi restino davvero invariati, cosa tutt’altro che probabile. Sperare che i mercati si fidino di un governo così irresponsabile e scellerato, e se poi non si fidano dare la colpa ai famigerati “speculatori”, ché sono un po’ come i calciatori: la sinistra ci casca sempre e chi vuoi mai che li difenda.

23 commenti

  1. Baser:

    Ormai più l’irrazionalità politica sorprende di più la rassegnazione pubblica, almeno per quanto riguarda me!
    Sarebbe bello se noi giovani ci unissimo per trovare una soluzione insieme, il partito dei giovani, meglio se senza fini di lucro.

    Gli stipendi dei parlamentari dovrebbero basarsi sulla politica del merito, non su quella del “magna magna”!

  2. nonunacosaseria:

    non vorrei sbagliarmi e magari approfondisci la cosa, francesco, però anche il famoso slogan “non viene alzata l’Iva” temo sia vero solamente a metà. infatti, sembra che resti l’art. 1 co. 6 lett. a) che prevede l’anticipo di un anno per il taglio di contributi, esenzioni, deduzioni varie. tale comma prevede che se non entreranno abbastanza soldi, si provvederà aumentando l’aliquota delle imposte indirette.

  3. duffogrup:

    Lungi da me difendere in alcun modo questo governo ma in quest’occasione il criterio di necessità e urgenza per emanare il decreto, secondo me, è stato rispettato. Nel momento di maggior attacco speculativo ai titoli di stato la BCE ha praticamente detto al governo “se volete che acquistiamo subito titoli italiani dovete fare entro una settimana una manovra da 45 miliardi e anticipare al 2013 il pareggio di bilancio”, praticamente un ultimatum.

  4. francescocosta:

    Certo che è stato rispettato: io dico che per queste ragioni bisognava evitare queste due settimane di farsa, l’attuale completa riscrittura e quella che seguirà in Parlamento. La BCE non ha detto “fate una manovra da 45 miliardi, quello che ci mettete dentro non importa, decidete pure con calma in due mesi”.

  5. duffogrup:

    @francescocosta hai perfettamente ragione e secondo me questa farsa andrà anche a peggiorare la famigerata “credibilità dell’Italia” sui mercati.

  6. Fulvio:

    no, è fin troppo ovvio che i mercati non si fideranno. mettiamoci in testa che, Grecia a parte (che è in una situazione chiaramente insostenibile, solo più da certiifcare), l’Italia è il Paese messo peggio di tutti quelli in difficoltà. e questo non solo per il suo debito pubblico mostruoso (che, a fronte della nostra crescita quasi inesistente, ci rende di fatto tecnicamente insolventi), ma soprattutto per la nostra disastrosa situazione politica e sociale. un governo ridicolo e un’opposizione di fatto inesistente. una società lacerata da anni e anni di politiche mirate a contrapporre più che a unire e quindi incapace di quel moto di solidarietà che rappresenterebbe la nostra unica speranza.

  7. nonunacosaseria:

    (stamani ho problemi a postare commenti, non so perché)

    non vorrei prendere una cantonata, ma anche ‘sta storia dell’Iva che non aumenta a me non convince.
    l’art. 1 co. 6 lett. a del decreto prevede che se dall’anticipo di un anno del taglio alle esenzioni e deduzioni e detrazioni varie non arriva l’importo prefissato, si ricorrerà all’aumento delle imposte indirette (Iva, accise and so on).
    se l’articolo è stato confermato, beh… il rischio di un aumento dell’Iva lo corriamo comunque. O sbaglio?

  8. Raffaele Birlini:

    La manovra è partita con il solo obiettivo di far risultare più appetitibile il debito italiano ottenendo rapidamente il pareggio di bilancio, ecco il senso del vincolo dei saldi imposto da Tremonti (semmai parliamo del fuoco di paglia delle soluzioni non strutturali), la tua prima obiezione è respinta. Il pareggio o surplus di bilancio non è da pazzi.

    I contenuti elettorali, come se fosse ipotizzabile una politica svincolata da lobbies (purtroppo da noi occulte) e varie referenze, oltre a fardelli storici di ideologie che si rifiutano di morire, vagolando zombescamente sotto programmi esca che sanno di consigli per gli acquisti. Obiezione respinta, sarebbe bella una classe politica nuova ma non c’è e se un Renzi (di destra o sinistra che sia) trova il coraggio di alzare il capino, magari arrampicandosi sulle spalle di un Veltroni (di destra o sinistra che sia), son pronti in mille a segargli le gambe. Senza citare il solito problema italiano dei governi deboli, dove è già un successo trovare accordi maggioritari su questioni marginali senza dover ricorrere al bipartisan.

    La terza è conseguenza delle prime due. Da sempre le storture denunciate da intellettuali e cani da guardia della democrazia vengono affrontate a parole, sfruttando l’indignazione perpetua dei militanti e degli attivisti, per il tempo necessario a conquistare qualche punto nei sondaggi e ficcarle nel dimenticatoio. Da sempre conosciamo quello che si dovrebbe fare per fare assomigliare un po’ di più il nostro paese al capitalismo liberista o allo statalismo comunista, e la ricerca dell’equilibrio ha mantenuto la struttura ossea ereditata dal fascismo e si è strasformato in un mostruoso ibrido di partitocrazia del socialismo monolitico, burocratico-mafioso-anarchico-libertario, con prefissi catto a piacere. O questo o il ritorno della dittatura autoritaria, il collasso totalitario, il reflusso di socialnazionalismo patriottico, che a molti soggetti, ormai abituati al sopruso e rassegnati alla mentalità trogloditica degli italioti, va rappresentando in maniera preoccupante al minore dei mali, il naturale svelamento di un bisogno collettivo represso, l’elisir miracoloso dal sapore cattivo del dottor dux che ti guarisce anche dalle malattie che non hai.

  9. Spago:

    La cosa che a me pare più pazzesca è che nel momento di maggiore difficoltà e rischio, nel momento in cui occorre la maggiore serietà e determinazione, nel momento in cui bisognerebbe rompere tutti gli indugi ed essere disposti a fare anche cose difficili e impopolari, nel momento di maggiore crisi, ma anche di maggiore opportunità, perchè in fondo la crisi e i rischi e il destino di altri paesi sono sotto gli occhi di tutti e abbiamo tutti chiaro in mente che è il momento di mettere le palle sul tavolo come disse Vespa (ricordo bene?) una volta.. si sbrachi completamente si porti in tavola la peggiore manovra finanziaria mai vista, e si dia il via a un teatrino assurdo, senza capo ne coda, dando di noi uno spettacolo come non si era mai visto, da lasciare allibiti persino i peggiori detrattori di Berlusconi. Una cosa che non ci sono parole abbastanza dure per descriverla. Se non è questo il momento dei forconi non so quando dovrebbe esserlo. Quanto ai contenuti elettorali: ma se da anni ci spiegano che le tasse sono una rapina, che soffocano l’Italia, che la ricetta per il risanamento è diminuirle drasticamente.. questa resta una manovra fatta di nuove entrate e non di minori spese, quindi i primi che mi aspetterei di vedere dirigersi ad Arcore armati di fiaccole sono gli elettori di centrodestra.

  10. Barbablu':

    Beh c’è una antica consuetudine tra i politici attuali (non solo) a considerare che vincolando i totali marginali il risultato non cambia ( invertendo Toto': è il totale che fa la somma !). Un po’ come in URSS , quando raggiungere il piano quinquennale dell’acciaio fabbricando il 90 % di chiodi era un grande successo.
    Poi l’hanno capita.

  11. Gaetano:

    I medici specialisti dirigenti ASL sono gli unici elettori berlusconiani toccati dalla manovra. Probabilmente ad horas arriverà un condono per le loro anzianità pregresse.

  12. tobuto:

    Non capisco perché massacrare gli autonomi e i redditi medio-alti non sarebbe un provvedimento spudoratamente elettorale, mentre invece massacrare pensionati (in realtà no, non ci sono ulteriori norme a loro sfavore, o sbaglio?), laureati (che si avvicinano alla pensione, cioè una consistente percentuale degli autonomi e dei redditi medio-alti di cui sopra), dipendenti pubblici e cooperative non lo sarebbe.
    Per me l’unica cosa davvero, ma davvero brutta, è aumentare le tasse alle cooperative e non al chiesame vario.

  13. uqbal:

    Una cosa e’ chiara: e’ un governo di destra che fa cose di destra. Male, furbescamente, con improvvisazione ed incompetenza devastanti, ma di destra.

    Chiunque non sia Galliani e lo ha votato con chissa’ quali speranze qualche domandina sul suo fiuto di elettore se la dovrebbe fare.

  14. La casalinga di Roma:

    Non so se sono OT.
    Io vorrei tanto scendere in piazza!!!! Vorrei scendere in piazza e sedermi a piazza Venezia come gli Indignados. Che faccio? Lo faccio da sola (casalinga/mamma 55enne)? A me non basta scrivere e lamentarmi nei post su internet!
    Una volta c’erano le sezioni, i collettivi, i comitati di quartiere….. Avete delle indicazioni su come si fa a riunire un gruppo di cittadini semplici e sdraiarsi a Piazza Venezia? Grazie

  15. Barbablu':

    @casalinga, la propensione a menar le mani aumenta esponenzialmente, anche tra i “veci”.
    Io ho avviato un nuovo businness, fabbrico all’antica : zappe per la rieducazione e forconi per l’indignazione.
    Conto presto di diventare milionario.

  16. Loud:

    Guarda, siamo arrivati al peggio del peggio. Non sanno quel che fanno, né quel che vogliono fare. Ogni giorno se ne sente una nuova, con lo scontento di molti. Insomma, che vadano a casa.
    Personalmente il disegno di legge che mi piace, che mi pare ragionevole, è quello dell’IdV. Parte dall’eliminazione dei vitalizi ai parlamentari, per passare alla responsabilità disciplinare e civile dei dirigenti pubblici, fino ad arrivare alla razionalizzazione degli sprechi e al contributo di solidarietà solo su coloro che hanno goduto di condoni fiscali. Proprio per queste ragioni non sarà mai approvato.

    Un caro saluto
    Luca

  17. marquinho:

    Cara casalinga cosa vuoi che ti dica “Una volta c’erano le sezioni, i collettivi, i comitati di quartiere” poi si è deciso che questo non andava bene, troppo novecentesco e solo i grandi leader carismatici che sapessero fare i dj potevano veramente cambiare le cose.
    Una volta c’erano gli scioperi e le manifestazioni, poi si è detto che questo era un “degrado della politica” anche perché la vera agorà era internet. Ora anche io come te, sono stufo di frequentare solo piazze virtuali, se non trovo una sezione, un collettivo, un comitato di quartiere magari lo creo.

  18. spago:

    @ uqbal non so se sia di destra sicuramente non è liberale. Basta vedere quanto i veri liberali come Oscar Giannino siano fuori dai gangheri. La ricetta di una destra liberale dovrebbe essere chiara: riduzione del peso dello Stato, riduzioni delle tasse finanziate con riduzioni di spesa, semplificazioni burocratiche e fiscali. Per non parlare del fatto che chi è liberale dovrebbe essere anche un po’ libertario.. mentre questo governo dal testamento biologico ai provvedimenti su droga e prostituzione è solo liberticida. Una delle fregature che sta tirando è questa: dopo B. si corre il rischio che le idee liberali vengano seppellite con lui, mentre di liberale B. non ha avuto nulla. Ieri sentivo Antonio Martino su Radio Radicale e non c’era una singola cosa fatta dal governo su cui fosse d’accordo..

  19. Gian Maria:

    Questa manovra è sbagliata da capo a fondo: nei tempi, nei modi, nei contenuti.
    Ora la cosa interessante è cercare di capire cosa succede nel prossimo mese o due:
    – Il governo mette la fiducia o si apre allo stillicidio degli emendamenti?
    – La Lega si sfila dalla maggioranza, il governo cade e si vota a Marzo? intanto chi si occupa della manovra?
    – Il governo riesce a varare la manovra, che sarà per forza iniqua e insufficente? e quindi subito dopo l’Europa la “boccia” e quindi ci sarà una correzione dopo Natale?
    – Il governo apre a Casini e lo riporta all’ovile (poco plausibile)?
    – Tremonti, una volta approvata una manovra anche in scala ridotta, si dimette?
    – Altre idee?

  20. Gaetano:

    C.V.D. saltata la norma sulle pensioni probabilmente per l’opposizione dei medici, gli unici interessati la cui opinione è importante per il governo. Del resto nessun governo populista di nessun paese latino può sopravvivere “democraticamente” prescindendo dal consenso della maggioranza dei medici di famiglia.

  21. piergiorgio:

    irresponsabili allo sbando. Dopo il primo decretino di aggiustamento volevano andarsene al mare e il parlamento era già pronto a chiudere i battenti con riconvocazione posticipata per pellegrinaggi…ci son volute due settimane di passione, il direttorio esterno merkel-sarkozy e infine il diktat (giustificato peraltro) della BCE per obbligarli a riconvocare il CDM varare la manovra di ferragosto e riaprire il calendario parlamentare per consentirne la presentazione e discussione in commissione.
    Ma, passata PER ORA la bufera in borsa e sui titoli di stato, ecco che, come se niente fosse, si ricomincia come prima. Per l’ennesima volta. E la manovra peggiora decisamente.
    Anzitutto per la dimunizione dei tagli della spesa pubblica vero cancro dela nostra democrazia (capisco molto bene Giannino!), in particolare per le richieste leghiste: ormai abbiamo capito che la Lega è diventata un partito della iper-spesa pubblica, più “statalista” degli altri perfino, solo che invece dello stato centrale vuole soldi da spendere a livello di amministrazioni regionali e locali (dove alleva tutta la sua pletorica classe dirigente e sistema i suoi numerosi militanti) insomma lega partito dello statalismo decentrato si potrebbe dire. Naturalmente salta per l’ennesima volta il tentativo anche solo di cominciare a sfoltire le inutili province (anzi probabilmente si userà il solito trucco di aumentarne le funzioni per dire poi che servono= si vedano i rumors sulle funzioni di collaborazione nella lotta all’evasione da affidare a comuni e province appunto).
    Anche l’eliminazione del contributo di solidarietà mi pare sbagliata. ‘E vero, colpiva chi i redditi li dichiara, ma se si ragiona con questo argomento allora sono sempre sbagliate tutte le misure fiscali sui redditi che non possono non colpire chi i redditi li dichiara, e quindi che si fa? il problema è che nell’emergenza non si possono usare misure basate sulla lotta all’evasione, perchè ovviamente qualsiasi cosa si faccia in quest’ambito per definizione (trattandosi di redditi occultati appunto) è incerta nel risultato, non può essere cifrata e dunque non offre quelle garanzie di prevedibilità del gettito assolutamente necessarie in questo frangente.
    Quindi: la lotta all’evasione va fatta, e va fatta in maniera strutturale, ma le misure anti-evasione che ci devono essere non devono servire invece, nell’ emergenza, per “tappare” contabilmente “buchi” di gettito.
    Il contributo di solidarietà era un obbrobbrio (considerando le già alte aliquote fiscali italiane) ma cmq in questa situazione di estrema gravità, e dato il suo carattere temporaneo poteva essere accettabile: dopotutto chi percepisce 100000 € all’anno o giù di lì, anche se è fra chi le tasse già le paga dichiarando tutto, non è certo un poveraccio e uno sforzo quindi lo poteva fare. Dopodichè ci volevano a latere misure anti-evasione per far sì che emergessero quanto più possibile redditi in futuro.
    Invece via anche quello sostituito non si sa bene come, con non meglio precisate misure di lotta all’evasione
    Anche sulle pensioni c’era da lavorare parecchio specie in chiave di riequilibrio fra generazioni, e trovo ormai insoppportabile la cantilena del “non si toccano le pensioni” perchè “pensioni=poveri”. E le pensioni dei manager, alti dirigenti ecc. che ancora possono sfruttare residui del (assurdo) sistema retributivo? poveri anche quelli? naturalmente nessuno difende invece le pensioni di chi ancora ci deve entrare nel mondo del lavoro o c’è entrato da poco…chissene sbatte del futuro? conta chi mi da i voti oggi.
    ecc. ecc. ecc.

  22. elisa:

    del resto il governo ha cambiato la manovra solo perchè i calciatori hanno scioperato…

  23. francescocosta:

    No, Elisa, davvero: lo sciopero dei calciatori non ha niente – ma proprio niente – a che fare con la decisione del governo di cambiare e ri-cambiare la manovra (tant’è che oggi sembra che la cambino di nuovo reinserendo il contributo di solidarietà).