“Presidenti sfasciatutto in esilio”

Ultima, spero, sul cosiddetto sciopero dei calciatori. Per quelli che pensano ancora che sia stata colpa o volontà dei calciatori. Quelli che seguono sono estratti da un’intervista della Stampa a Gianni Petrucci, presidente del CONI, Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Il capo dello sport italiano, in pratica.

«C’è chi in pubblico dichiarava di essere contrario allo scontro frontale con l’assocalciatori e in Lega si vestiva da falco. Prendiamo l’accordo ponte proposto da De Laurentiis e accolto dal sindacalista Tommasi. De Laurentiis chiamava Beretta e il presidente di Lega, il suo presidente, non si faceva trovare».

Ma l’accordo ponte eludeva le richieste dei club sui fuori rosa e non affrontava la questione del contributo di solidarietà a carico dei calciatori.
«Guardi, la questione dei fuori rosa interessa pochi club di serie A che nel corso degli anni hanno voluto comprare troppo e adesso non sanno come gestire rose esorbitanti. Ma nessuno li ha obbligati ad acquistare 40 e più giocatori».

E il contributo di solidarietà?
«Il tipico falso problema. La manovra finanziaria non è ancora legge, non sappiamo quali modifiche verranno apportate al decreto, e in ogni caso nelle ultime ore ci sono state le dichiarazioni distensive del ministro Calderoli. In questa vicenda manca l’oggetto del contendere eppure ci si scalda come se in ballo ci fossero le tavole di Mosè».

O più semplicemente la leadership di Giancarlo Abete. La Juve gli ha dichiarato guerra dopo la «non decisione» sullo scudetto 2006, De Laurentiis gli ha chiesto di farsi da parte, in generale i grandi club vogliono contare di più in consiglio federale. E poi c’è Lotito, l’inibito senza inibizioni…
«E allora facciamo chiarezza: Abete rimarrà al suo posto. É una persona seria e corretta, ha fatto tutto quello che era nelle sue possibilità per evitare questo strappo, è il primo degli eletti nella Giunta Coni, ossia il governo dello sport, e soprattutto è vice presidente della Uefa. Tutti ottimi motivi per non toccarlo. [...] Io non ce l’ho con i presidenti dei club, indistintamente. Negli ultimi anni sono entrati nel calcio personalità di spessore come De Laurentiis, Della Valle, Agnelli. Siamo pronti ad ascoltare i loro suggerimenti, ad esempio la proposta di un’Authority può essere approfondita. Piuttosto è innegabile che il clima nella Lega Calcio sia cambiato. Ricordo un mondo solidale, costruttivo. Adesso vanno d’accordo solo a Natale, per gli auguri. Poi tutti in ordine sparso. Ma non è che se qualcuno grida più forte di Abete, allora Abete è un incapace. Non lascerò che venga dimissionato dai presidenti sfasciatutto in esilio [riferimento a Lotito, ndr]. Contro l’arroganza, noi abbiamo la legge».

4 commenti

  1. cristiano valli:

    si, l’unico problema di tutto ciò, è che a dir tutto questo è petrucci, l’ennesima cariatide inamovibile senza meriti del governo nostro sport. che vabbè, ogni tanto potrà anche aver ragione, ma è impresentabile come tutti gli altri. salvo, forse, damiano tommasi.

  2. francescocosta:

    Parzialmente OT: sto venendo a capo di quella faccenda dei contratti al netto. Se riesco ne scrivo oggi, mi mancano ancora un paio di pezzi.

  3. marco:

    domanda da ignorante, perchè lotito è un presidente sfasciatutto in esilio?

  4. Sascha:

    Signor Costa, in questa vicenda le do pienamente ragione: oltretutto lei prende una posizione veramente impopolare (vorrei che lo facesse anche su altre cose ma vabbe’, nessuno è perfetto…)