Bersagli facili

Insomma, giorno dopo giorno sta venendo fuori – si leggano i quotidiani sportivi di ieri, e oggi l’intervista di Massimo Cellino a Repubblica – che i calciatori avrebbero voluto giocare (infatti ieri hanno lavorato regolarmente, giocando o allenandosi) e che avrebbero voluto giocare anche molti dei presidenti delle società. Sta venendo fuori che l’accordo sull’articolo 7 si poteva trovare senza muro contro muro e che la discussione sul contributo di solidarietà era davvero una barzelletta impacchettata a uso e consumo dei giornali: non solo per la nota questione dei contratti al netto ma soprattutto perché è assurdo anche solo discutere dell’inserimento in un contratto nazionale di lavoro di una clausola che fa riferimento a una legge che non esiste (e forse non esisterà mai). Giorno dopo giorno sta venendo fuori che le persone che hanno insistito per fermare tutto sono tre, Galliani, Lotito e Beretta. Sostenuti dall’opinione pubblica – nonché da parecchi solitamente avveduti analisti e commentatori – che si sono bevuti senza farsi problemi gli appelli accorati alla Responsabilità Morale dei Calciatori Viziati provenienti da patrioti del calibro di Adriano Galliani e Roberto Calderoli.



28.08.11 - Diario

9 commenti »

  1. Non è un caso che Galliani sia stato tra i primi a porre una questione (improponibile) su chi debba pagare, tra società e calciatori, l’aliquota aggiuntiva irpef [perdonami, ma chiamarlo "contributo di solidarietà" lo trovo lesivo del comune senso dell'intelligenza].

    Ieri ho sentito Zamparini dire serenamente che il Palermo, in quanto sostituto d’imposta, lo tratterrà dallo stipendio, se poi il singolo calciatore lo riterrà, farà ricorso. Cosa che per me non fa una piega, ma chissà perché, il coro unanime di stampa e tv nel raccontare i motivi dello sciopero insiste sulla questione economica e tralascia la questione originaria del dissenso (il problema dei fuori rosa).

    Il problema è che la strada del moralismo è sempre in discesa, e la pendenza aumenta all’allontanarsi dal fulcro delle questioni…

    Commento di bruno alfiero del 28 August 2011 alle ore 13:15
  2. Di sicuro non è stato tanto chiaro ai più i motivi dello sciopero dei calciatori. Ma fatto è che, indipendentemente, dalle ragioni dello slittamento dell’avvio di campionato, nello stato attuale in cui versa l’Italia, è vergognoso che si discuta dei milionari stipendi di calciatori e dei loro presidenti di società. Questo è possibile perché si è dato troppo potere al mondo del calcio, ormai vero e proprio business ed una delle economie più forti al mondo. E’ questo l’errore. Per questo invitiamo tutti a mettere in atto lo sciopero del tifoso che è semplicissimo: non si deve scendere in piazza a protestare, non si deve fare guerra con nessuno. Basta solo non spendere nemmeno un euro per tutto quello che è collegato al mondo del calcio: non andare allo stadio a meno che non sia ingresso gratuito, non scommettere sulle partite e non guardarle in tv acquistandole su Sky o Premium. E se si riesce, si può pure boicottare i prodotti che sponsorizzano le società di calcio professionistico. E’ semplice. Io lo faccio
    http://www.facebook.com/notes/idioteque/sciopero-del-tifoso-io-lo-faccio/266003910096355

    Commento di Enzo del 28 August 2011 alle ore 15:22
  3. un solo appunto, forse pedante: la legge esiste.

    si tratta del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 che è entrato in vigore il giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

    è comunque vero che la parte che riguarda il contributo di solidarietà (come del resto l’intero decreto) potrà essere emendata in vario modo, e financo soppressa, durante la discussione del decreto in Parlamento, il quale dovrà convertirlo in legge definitivamente entro 60 giorni dalla entrata in vigore, pena la decadenza fin dall’inizio del decreto stesso.

    Commento di ppork del 28 August 2011 alle ore 15:32
  4. Sempre pensato che questo non fosse uno sciopero, ma una “serrata” imposta dalle società, che vogliono esercitare la superiorità nei confronti dei calciatori. Che hanno avuto la colpa o non hanno avuto la capacità di parlare dei veri problemi (l’articolo 7 e la questione dei fuori rosa) e si sono trovati in mezzo a un polverone di polemiche, aggrappandosi allo spauracchio dello sciopero (che, a mio avviso, sarebbe stato sbagliato visti i modi e i tempi, ma soprattutto inutile).

    Commento di Zemme del 28 August 2011 alle ore 15:36
  5. Lo so che suona male, ma… l’avevo detto.
    http://www.francescocosta.net/2011/08/17/la-legge-e-uguale-anche-per-i-calciatori/#comment-19659

    Commento di Wilson del 28 August 2011 alle ore 15:45
  6. gramellini sarebbe un commentatore “solitamente avveduto”?
    ti sono sfuggite le bestialità che ha scritto per esempio sulle pensioni?
    del resto, è un granata…

    Commento di enrico del 28 August 2011 alle ore 16:51
  7. Cagliari e Siena sono state le uniche due società a votare a favore della sottoscrizione dell’accordo con l’Aic. Tutte le altre hanno votato contro. I colpevoli sono solo quelli citati?

    Commento di balanchine del 28 August 2011 alle ore 18:14
  8. “è immorale”

    Commento di elisa del 29 August 2011 alle ore 03:50
  9. Molte squadre non erano (sono) ancora complete o in forma, c’è una pausa per la nazionale, conveniva a tutti iniziare il campionato più tardi. E’ arrivata un’opportunità e i presidenti l’hanno colta. Forse hanno peccato di disonestà e hanno preso in giro molti tifosi, ma sinceramente credo che i problemi del calcio siano altri.

    Commento di SLM del 29 August 2011 alle ore 09:35

Il feed RSS dei commenti a questo post.

Commenta

L'autore di questo blog invita i commentatori a dare il meglio di loro: a restare in tema, a non fare osservazioni la cui risposta è già contenuta nel post, a non esporre una tesi senza argomentarla, a evitare insulti e commenti inutili. Lui si impegna a fare il possibile per rispondere ed evitare che troll e perditempo possano compromettere la qualità e la civiltà della conversazione. C'è un filtro antispam, qualche commento potrebbe restare impigliato: abbiate pazienza e aspettate qualche minuto, prima di gridare alla censura.

I contenuti di questo blog sono protetti da una Licenza Creative Commons, ergo possono essere diffusi liberamente per la rete purchè siano correttamente citati l'autore e la fonte, e non a fini commerciali. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post.
(c) 2012 Francesco Costa | Il Post | powered by WordPress with Barecity