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Le comiche finali

La nota irresponsabile cialtronaggine di questo Governo ha trovato la sua perfetta rappresentazione in questa storia della Finanziaria. Giorni e giorni di attese e accuse e polemiche riguardo i tagli alle tasse, la crescita da spingere e il debito da aggredire, per arrivare a una conclusione che è una barzelletta. La colossale manovra finanziaria da 47 miliardi è in realtà un moscerino da appena 2 miliardi per il 2011 e 5 per il 2012. Nient’altro. Perché i 20 miliardi all’anno nel 2013 e nel 2014 sono molto sulla carta: si riferiscono a periodi successivi alle prossime elezioni politiche, quando un nuovo Governo avrà il diritto e il dovere di perseguire legittimamente le proprie politiche economiche al di là dei progetti ereditati dal Governo precedente. Tremonti riesce nel miracolo di fare una Finanziaria che non taglia le tasse né aggredisce il debito: dopo settimane a logorarsi di fronte al bivio tra rigore dei conti pubblici e spinta alla ripresa, il Governo ha deciso di non prendere nessuna di queste due strade. Speriamo bene, ché qui al primo sbuffo di Moody o Standard & Poor’s si balla.

28 commenti

  1. pierarita Agazzi:

    la montagna ha partorito il topolino, ridicola la liberalizzazione delle professioni tranne notai, architetti, avvocati e via cantando,praticamente quasi tutte

  2. Stefano Bakara:

    Secondo me la vera notizia della giornata ė che con molta probabilità si va a votare nel 2012. Era decisamente troppo anche per loro scaricare tutta la manovra sul 2014, e quindi hanno per forza dovuto metterne un bel pezzo nel 2013. Abbastanza impensabile che il cdx decida di andare alle elezioni politiche a primavera 2013 con l’elettorato che già da gennaio comincerà a sentire gli effetti della vera manovra

  3. Fulvio:

    credo sia fin troppo facile prevedere che le cose non andranno come spera il governo. come sottolinea giustamente francesco, le agenzie di rating e i mercati non si accontenteranno mai di una manovra che scarica quasi tutto il peso dell’aggiustamento su un prossimo governo che a oggi non si può ovviamente sapere che intenzioni avrà. piano piano (nella migliore delle ipotesi) i rendimenti dei nostri titoli cominceranno a salire fino a quando, in tutta fretta, si dovranno adottare delle misure correttive che modificheranno in modo sostanziale la tempistica della manovra. che l’Italia un giorno dovesse riprendere contatto con la realtà lo si sapeva; a questo punto prima si comincia meglio è.

  4. Hirondo:

    “che l’Italia un giorno dovesse riprendere contatto con la realtà”

    quale? quella di chi campa con dieci/ventimila euro all’anno (o meno) o quella di chi ne gode ventimila al mese?
    il ponte, dove sta?

  5. Paolo:

    Moody ha messo sotto osservazione l’Italia a causa di un “potenziale stallo politico”. Direi che questa finanziaria glielo conferma.

  6. Verso Nord:

    Ormai l’era di Berlusconi (e, forse, del berlusconismo) sta giungendo al termine e il governo scricchiola. Ciononostante bisogna fare quadrato attorno a Tremonti, soprattutto appoggiando i tagli ai costi della politica proposti dal ministro.
    La proposta di tagli, dai vitalizi per chi non è più in servizio alle auto e aerei blu, alle indennità di carica per chi la carica non ce l’ha più, subirà sicuramente delle resistenze fortissime. Perciò in questo momento Tremonti non va lasciato solo, nell’interesse del paese e anche per ridare autorevolezza al sistema politico.

  7. Alessio:

    Era probabile che la montagna avrebbe partorito il più classico e sfigato dei topolini.
    Ma come, in Grecia fanno un casino per una manovra da 23 miliardi di euro e noi ne dovremmo accettare una da 40 senza batter ciglio???
    Questo governo stà tirando odiosamente a campare, forse qualche spiraglio per l’inizio 2012 c’è ma intanto ci dobbiamo sorbire ogni giorno il sapere se Scilipoti, Razzi, la Siliquini e compagnia cantante voteranno a favore o contro il governo.

  8. RicPol:

    Sarò davvero felice quando l’espressione “comiche finali” tornerà ad essere adoperata solo in senso tecnico dagli storici del cinema. E’ fra le più abusate e nauseanti in circolazione. Prego, cambiare titolo al post per rimettersi in pari con il tono generalmente intelligente di questo blog. Grazie.

    Quanto al merito: facciamo una scommessina? Vediamo se passa questa manovra così come l’ha pensata Tremonti, e vediamo che cosa ne diranno la bce, il fmi e le agenzie di rating. Se, come penso, ci sarà una sostanziale approvazione, mi piacerebbe tanto vedere qui un post breve breve, in caratteri minuscoli, anche solo per mezza mattinata: “Qui i casi sono due: o sono tutti cialtroni e irresponsabili tranne me, oppure, ops, mi ero sbagliato”.

  9. marquinho:

    Quoto Stefano Bakara questa è una manovra da elezioni anticipate nel 2012. Nel frattempo non ci si chieda di far quadrato attorno a Tremonti, i tagli ai vitalizi, auto blu e aerei sono meritori ma non sono strategici e alla fine non son altro che fumo negli occhi.

  10. StradediFrancia:

    Sí è un moscerino. Sì l’analisi di Bakara pare azzeccarci. Vedendo il poco sforzo del Governo, mi giunge un pensiero: vuoi vedere che questi ci tengono proprio che il rating dell’Italia venga abbassato al più presto?

    PS.: Marquinho anche nel migliore dei casi (non questo) un po’ di fumo agli occhi è sempre necessario.

  11. Emilio Ceroni:

    @RicPol

    BCE, FMI e compagnia bella non possono (e non devono) fare considerazioni di carattere politico, ma solo di carattere economico e finanziario. Rispetto agli impegni presi a livello europeo e alla scadenze fissate, la manovra presentata è coerente, il fatto che non sia credibile politicamente non spetta certo alla BCE giudicarlo.

    Quindi, imho, non è che se la BCE approva la manovra allora in questa sede si debba fare mea-culpa.

    politicamente e pragmaticamente, questa manovra è non-sense: non sarebbe stato meglio distribuire il peso dei 40 miliardi su tutto il periodo, invece che concentrarlo negli ultimi 2?

    abbiamo forse l’impressione che da qui a 2 anni la situazione sarà così cambiata da permettere una gestione più efficace e quindi un minor peso della manovra sull’ utente finale?

    Il problema sempre più evidente è l’incapacità di questo governo di adottare ottiche non dico di lungo, ma almeno di medio periodo. Questa manovra, invece di manifestare una presa di coscienza e responsabilità da parte dell’Amministrazione, è l’ennesima dimostrazione del concetto “tirare a campare” alle spalle dei cittadini.

    E se poi gli stessi cittadini dovranno affrontare un “lacrime e sangue” stile Ciampi ’94 quando al governo ci sarà qualcun’altro….cui prodest?

  12. RicPol:

    @ emilio ceroni:
    questo è nascondersi dietro un dito. E’ ovvio che gli organismi internazionali daranno solo un parere tecnico, ma è altrettanto ovvio però che questo parere avrà conseguenze politiche. Del resto se appena appena un’agenzia dice che forse, vagamente, in un lontano futuro, il rating dell’Italia potrebbe peggiorare, subito si leva il coro unanime degli indignati di sinistra: “ecco, berlusconi porta l’Italia al disastro!”. Dunque è legittimo fare letture politiche sui giudizi tecnici negativi, ma non lo è quando i giudizi tecnici dovessero essere positivi? Comodo, e peraltro già molto visto.

    Quanto al merito: anche io penso che la “manovra” sia troppo sbilanciata nel futuro. Però resta uno strumento legittimo, per un governo, progettare sacrifici da compiersi nel futuro, ed eventualmente a carico di un governo differente. Vale dalla riforma delle pensioni fatta qui da noi in passato, ai sacrifici che in questi giorni si stanno prospettando in Grecia, etc.
    Toccherà poi al governo successivo, eventualmente, prendersi la responsabilità di smantellare tutto e proporre qualcosa di ancora meglio. Tra parentesi è questo, probabilmente, che spaventa oggi le opposizioni: hanno paura che, stringi stringi, la manovra di Tremonti sia talmente “giusta” che non potranno più smantellarla in futuro senza prendersi giudizi negativi e severi dalle agenzie internazionali.

    Ovviamente si può criticare oggi la manovra, se si pensa che *adesso* la situazione sia abbastanza grave da richiedere maggiori sacrifici subito. Forse Tremonti pensa di no, o che comunque non ci siano i presupposti, e qui si può dissentire: ciò che mi infastidisce però è questo uso pavloviano di termini come “cialtrone”, “irresponsabile”, “comiche finali”.

  13. Gian Maria:

    Se vuole allungare la lista delle cose inutili, Tremonti potrebbe abbassare dello 0.05% l’Iva sul colorante delle amarene o aumentare dello 0.008% la tassa sulla vendita del mangime biologico per colibrì.
    Il centrodestra si sottrae all’obbligo di riformare, tagliare, pianificare (cioè: governare), e poi è il centrosinistra che si trova con la patata bollente e fa la figura dell’aguzzino, con i vari Visco e Padoa Schioppa che ci mettono la faccia. Già visto, no?

  14. StradediFrancia:

    Lascia stare le opposizioni ed una loro paura (di che?). La situazione è quella che è. Tremonti non si è impegnato abbastanza nel corto periodo e questo avrá impatti immediati. Mi riferisco al rating.

    Avrei voluto più coraggio. Un segnale più forte.

    Cmq ora è evidente ne 2012 si vota.

  15. Massimo:

    Ok, sono dei pagliacci, non ci piove, figuriamoci, però. La situazione italiana è grave per motivi strutturali, oltre che contingenti alla crisi, anche perché dalla crisi i paesi seri stanno pian piano uscendo. Il centro destra in questi anni non ha fatto nulla per modernizzare, liberalizzare, spingere l’economia vera. E’ un fatto. Il mio timore è che alle prossime elezioni nemmeno una possibile sinistra vincente avrà la forza di fare tali interventi, e non perché nel frattempo, per colpa della destra, le cose siano peggiorate chissà di quanto, ma per debolezza politica intrinseca. Quindi avranno buon gioco ad incolpare chi c’era prima per l’impossibilità di operare, per evitare macelleria sociale, e le solite menate in politichese. Se va bene ci ritroviamo con Visco che alza le tasse e nessuno che taglia le spese. Ieri sentivo che la spesa sanitaria per i materiali (siringhe, medicine, lenzuola) è aumentata del 50% in 5 anni, in assenza di epidemie evidenti. Un governo serio dovrebbe tagliarla del 30% netto subito, varare listini ufficiali, e licenziare anche molti dirigenti collusi.

  16. John Grady Cole:

    Voi che ne capite bene di economia, mi spiegate che cavolo di senso ha abolire alcuni ordini e altri no?

  17. Emilio Ceroni:

    @RicPol

    non confondiamo la stampa urlante con il giudizio pensante. non è legittimo dare giudizi politici a fronte di questioni meramente tecniche, ne sfruttare le posizioni neutre di organismi internazionali ne in un senso ne nell’altro. almeno questa è la mia visione, e non la sfrutto nè a vantaggio nè a svantaggio.

    detto questo, entriamo nel merito:

    una manovra non può essere giusta quando ti chiede 0 oggi e tutto domani. E’ semplice questione di buon senso. Ancora di più, non dico che avrebbe dovuto prevedere tutti gli esborsi oggi per lasciare liberi i futuri governi, ma insomma le logiche economiche, ormai di fatto sovranazionali, non possono essere assoggettate alla condizione politica del momento.

    La manovra di Tremonti è “giusta” in termini assoluti, il problema è la distribuzione. chi arriverà dopo, troverà una necessità di spesa di 40 Mld e solo 2 anni per farvi fronte. 2 anni prima hai 47 mld di necessità e 4 anni di tempo.

    Qui è questione di buon senso, non di conoscenza tecnica.

    io non critico le misure, per quelle ci vuole tanta preparazione e questa non è la sede adatta.

    ma fare i conti in tasca agli altri per il futuro senza assumersi nessuna responsabilità…è da cialtroni della politica.

    poi se li vogliamo chiamara incompetenti, irresponsabili…fai un pò tu, non mi attacco alla parola. i concetti sono importanti.

  18. RicPol:

    “Il centrodestra si sottrae all’obbligo di riformare, tagliare, pianificare (cioè: governare)…”: ovviamente no, visto che stiamo qui a parlare di una manovra di 47 miliardi o giù di lì. Se NON avesse fatto una manovra si sarebbe sottratto. Semmai si può discutere COME sta affrontando l’obbligo, ma non c’è dubbio che lo stia affrontando.

    “Tremonti non si è impegnato abbastanza nel corto periodo e questo avrá impatti immediati. Mi riferisco al rating.”
    Appunto: ne sei sicuro? Mano sul fuoco? Buon per te. E se poi, puta caso, succede che invece la manovra sarà bene accettata dalle agenzie e dagli organismi internazionali? Diremo che anche loro sono cialtroni e incompetenti e sono arrivati anche lì alle comiche finali? Diremo che sono solo pareri tecnici ma la sostanza politica non cambia? Seppelliremo la notizia a pagina 47 in basso di Repubblica?

    A costo di essere noioso: non dico che questa idea di spalmare sul futuro mi pare buona, ma aspetterei prima di innescare il riflesso pavloviano “cialtroni-buffoni-eccetera”. E osservo a margine che forse il riflesso pavloviano nasconde anche qualche piccola paura: “…e poi è il centrosinistra che si trova con la patata bollente e fa la figura dell’aguzzino”. Appunto, la paura di ereditare una manovra giudicata _corretta_ in tutte le sedi che contano, e di non poterla più disfare.

  19. Emilio Ceroni:

    come si fa a disfare una manvora che chiede 40 Mld in due anni, perchè dovuti?

    ma non ci dovremmo chiedere perchè nei prossimi 2 anni ne chiede solo 7?

    Se tu devi pianificare una spesa, a parità di entrate, cerchi di distribuire uniformemente per quanto possibile la risorse, oppure continui a girare con la porsche ed andare in resort di lusso per due anni…tanto poi ci pensa qualcun’altro?

    E’ così che ragiona un governo serio?

  20. rr:

    La politica italiana fa così, dice una cosa e ne fa un’altra.
    Tremonti ha promesso una manovra da 40 mld e ne fa una da 2.

    A suo tempo Prodi limitò per legge il numero dei ministri del governo, ma di quelli futuri, non del suo…

  21. RicPol:

    @Emilio Ceroni
    Ok, parlando nel merito. Magari immaginiamo che per un attimo Tremonti abbia un minimo di competenza in economia (fermi, eh! Ho detto “immaginiamo”). Magari capisce che, a grandi linee, c’è bisogno di una manovra da 40 miliardi in 4 anni, ma giudica che non ci sono le condizioni per distribuirla in modo più uniforme. Perché stiamo ancora uscendo dalla crisi, perché in questi ultimi due anni sono già stati fatti altri sacrifici, etc. Così si fa due conti e predice che nel giro di un biennio si potrà dare un’altra mazzata al sistema, ma non prima di un biennio.
    Attenzione! Io non metto la mano sul fuoco che questo sia un argomento valido: dico solo che, a sentirlo, non mi sembra un’idea così da cialtrone e incompetente. Mi sembra anzi che potrebbe esserci buon senso anche in un’idea come questa.
    Un’altra cosa: quando dici che ci sarà “una necessità di spesa di 40 Mld e solo 2 anni per farvi fronte”, questo non è esatto. La manovra indica *già adesso* quali saranno i risparmi da effetture tra tre anni. Quindi non è vero che Tremonti non si prende nessuna responsabilità, anzi. Quindi non è che un futuro governo si troverà con l’obbligo di tirar fuori 40 miliardi senza avere nessuna idea di dove prenderli, anzi.
    Si possono contestare le previsioni e le cifre, per carità: ma l’idea in sé non è affatto da cialtrone, da incompetente, da comica finale.

    Ma se guardi i commenti, e il post originale, capisci che la cosa che dà più fastidio qui non è tanto il merito, la correttezza della manovra in sé, quando il fatto che, presumendo sfacciatamente che “tra due anni governiamo noi”, la manovra impegnerà un futuro governo *di centrosinistra*. Ma questo che c’entra? Anzi, se la manovra dovesse essere giudicata buona dalle agenzie internazionali (che, tu mi insegni, danno solo pareri tecnici), un futuro governo dovrebbe solo essere felice di trovarsi la strada giusta già tracciata. O no? E se poi volesse modificare qualcosa, potrebbe farlo senz’altro – attenzione, dovrà tirar fuori un piano *altrettanto valido*, però.

    Infine, quanto alla distinzione tra “stampa urlante e giudizio pensante”, mi limito a osservare sottovoce che stiamo commentando in calce a un post che continua a intitolarsi “comiche finali”.

  22. Stefano Bakara:

    Sul fatto che la manovra indichi già adesso dove e come prrendere i 40 miliardi del biennio 2013-2014 la cosa è opinabile. Vedremo giovedì quando finalmente la bozza e le indiscrezioni saranno sostituiti da qualcosa di ufficiale. Ma con quello che è filtrato ieri non occorre essere economisti per rendersi conto che non ci si arriva a recuperare 47 miliardi. Giannini su Repubblica ha fatto u calcolo a spanne che arriva a 18 miliardi. Molto meno della metà

  23. gigiK:

    A parte i punti che riguardano la riduzione dei costi della politica (che verrano molto ridimensionati, altrimenti i “responsabili” e i Rotondi saranno i primi ad abbandonare la nave) credo che la manovra passerà senza grandi cambiamenti, ed è anche probabile che riceverà un parere moderatamente positivo dagli osservatori finanziari internazionali.

    Detto questo è però innegabile la debolezza politica che emerge dalla scelta di concentrare 40 mld su 47 sugli anni 2013-2014 (sempre che non saranno necessarie ulteriori correzioni), nell’assenza di veri segnali di ripresa e con l’unica certezza che nel frattempo ci saranno le elezioni politiche, quindi il ragionamento è molto semplice quanto irresponsabile: meglio non peggiorare l’appeal della maggioranza di governo più di quanto non lo sia già, e le scelte impopolari (più dei ticket per il pronto soccorso e dei blocchi agli aumenti salariali nella PA) si affidano a chi vincerà le elezioni.

    Per carità, se poi ci si accontenta da cittadini di questa fuffa e dopo tante battaglie per l’abbassamento delle tasse ci si fa bastare la “rimodulazione”, beh, allora si continui pure a difendere l’indifendibile.

  24. Valerio:

    Il punto è che questo governo non basa le sue scelte sulla base di idee di destra. E neppure di sinistra. Non segue ideologie, non non è un governo minimamente legato agli “ismo” (socialismo, liberalismo, ecc.), ma punta a galleggiare. Perciò non c’è da stupirsi che non sia stato in grado di prendere una direzione coraggiosa con la finanziaria. Puntare sulla crescita avrebbe richiesto sacrifici impopolari (tasse, debito pubblico, tagli ingenti di sovvenzioni, ecc) che Berlusconi non può permettersi semplicemente perché non gli interessa il benessere del Paese, ma mantenere il suo ruolo. E può farlo solo attraverso il mantenimento di un consenso ampio, ma fragile.

  25. Stefano Bakara:

    Spunta l’ipotesi di una sovrattassa per le auto di maggior potenza. Ricordo che all’epoca del Prodi II ci fu una sollevazione popolare all’idea del superbollo per i SUV, definito la tassa sull’invidia. E scoprimmo che la stragrande maggioranza dei proprietari di SUV era gente che piangeva miseria. Vedremo se gli indignati di allora faranno sentire la loro voce anche stavolta, e se il governo Berlusconi saprà mantenere il punto o ritirà il provvedimento in tutta fretta

  26. Valerio:

    @Stefano:
    credo lo farebbe, perché mentre chi ha un SUV non piangerà a lungo (non sarà una tassa del genere a colpire il suo patrimonio, ammesso e non concesso che la tassa la si paghi e che non si trovi un sotterfugio tipo SUV aziendale…), mentre chi è – usando la definizione dell’epoca Prodi – invidioso vedrà questo provvedimento come giusto e come una rivincita. E dato che gli invidiosi immagino siano di più dei possessori di SUV che piangeranno, il consenso dovrebbe tendere ad aumentare. Secondo me è stata questa la ratio della norma.

  27. Stefano Bakara:

    E invece sono stato facile profeta. Provvedimento ritirato alla svelta prima ancora che partissero i piagnistei. E ogni ora che passa scopriamo che la manovrona si sta tramutando in una manovrina. Ben lontana dall’indicare dove e come prenderà tutti i 47 miliardi necessari, si sta rivelando la solita robetta che punta tutto sugli statali e sui tagli ai trasferimenti agli enti locali. Adesso sono chiusi nello stanzone a litigare sul taglio ai costi della politica, che è facile prevedere che si rivelerà una cosa poco più che simbolica.

  28. Stefano Bakara:

    E adesso a fine telegiornali della sera il bollo sulle auto di grossa cilindrata rientra. Poche idee, ma ben confuse. A questo punto vedremo se resisterà all’assalto del passaggio parlamentare. E Tremonti ha praticamente confermato che siccome i conti per il 2011 e il 2012 sono a posto lui ha fatto la manovra sostanzialmente per questi 2 anni, mentre ai 40 miliardi del 2013-2014 ci penserà chi verrà dopo. Gran bel ministro