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Un po’ di numeri su affluenza e quorum (e il grosso errore dei referendari)

Incuriosito da quanto accadrà tra domenica e lunedì con i dati dell’affluenza ai referendum, sono andato a dare di nuovo un’occhiata ai dati delle ultime elezioni amministrative. Anche stavolta valga la raccomandazione che si tratta di paragoni grossolani, utili solo ad avere dei punti di riferimento: alle elezioni comunali la presenza dei candidati e dei partiti è cruciale nel portare alle urne o tenere a casa intere fasce di elettorato, mentre i referendum sono occasioni meno politicizzate. Ho preso in considerazione i dati delle quattro maggiori città, e con questo credo di avere leggermente sovrastimato le possibilità di raggiungimento del quorum: perché l’affluenza nelle grandi città è storicamente più alta che nel resto del paese e perché nel computo del quorum ai referendum influiscono anche i quattro milioni di italiani residenti all’estero, tra i quali l’affluenza di solito sta intorno al 35-40 per cento. Un paio di conclusioni si possono trarre comunque, ma di quelle parliamo dopo i numeri.

Milano
Gli aventi diritto al voto al comune di Milano sono 996.400. Questo vuol dire che nella città il quorum è fissato a quota 498.201. La metà più uno. Se ai prossimi referendum andassero a votare tutti gli elettori che al ballottaggio hanno scelto Pisapia, tutti, andrebbero a votare 365.657 persone. Abbondantemente sotto il quorum. Se andassero a votare tutti gli elettori che hanno scelto Pisapia e la metà di quelli che hanno scelto Moratti, andrebbero a votare 514.594 persone. Sopra il quorum. Al ballottaggio di Milano sono andate a votare 671.417 persone, il 67,38 per cento.

Napoli
Gli aventi diritto al voto al comune di Napoli sono 812.450. Questo vuol dire che nella città il quorum è fissato a quota 406.226. La metà più uno. Se ai prossimi referendum andassero a votare tutti gli elettori che al ballottaggio delle comunali hanno scelto De Magistris, tutti, andrebbero a votare 264.730 persone. Abbondantemente sotto il quorum. Se andassero a votare tutti gli elettori che hanno scelto De Magistris e la metà di quelli che hanno scelto Lettieri, andrebbero a votare 334.832 persone. Abbondantemente sotto il quorum. Al ballottaggio di Napoli sono andate a votare 410.907 persone, il 50,57 per cento.

Torino
Gli aventi diritto al voto al comune di Torino sono 707.817. Questo vuol dire che nella città il quorum è fissato a quota 353.909. La metà più uno. Se ai prossimi referendum andassero a votare tutti gli elettori che al primo turno delle comunali hanno scelto Fassino, tutti, andrebbero a votare 255.242 persone. Abbondantemente sotto il quorum. Se andassero a votare tutti gli elettori che hanno scelto Fassino e la metà di quelli che hanno scelto Coppola, andrebbero a votare 415.400 persone. Abbondantemente sopra il quorum. Alle elezioni comunali di Torino sono andate a votare 470.946 persone, il 66,53 per cento.

Bologna
Gli aventi diritto al voto al comune di Bologna sono 301.834. Questo vuol dire che nella città il quorum è fissato a quota 150.918. La metà più uno. Se ai prossimi referendum andassero a votare tutti gli elettori che al primo turno delle comunali hanno scelto Merola, tutti, andrebbero a votare 106.070 persone. Abbondantemente sotto il quorum. Se andassero a votare tutti gli elettori che hanno scelto Merola e la metà di quelli che hanno scelto Bernardini, andrebbero a votare 137.970 persone. Sotto il quorum. Alle elezioni comunali di Bologna sono andate a votare 215.534 persone, il 71,40 per cento.

Quindi?
Due cose, secondo me, si possono azzardare. La prima è la conferma di una cosa già nota: raggiungere il quorum sarà un’impresa molto dura, possibile ma improbabile. La seconda è che non c’è errore più grande che possano fare i sostenitori dei referendum che caricare questa consultazione di contenuti antiberlusconiani. Dando per scontato un 20-30 per cento di astensionismo fisiologico, le persone che non vanno a votare mai e in nessun caso, mi sembra i numeri dicano che il raggiungimento del quorum è possibile solo con una cospicua partecipazione al voto degli elettori di centrodestra. Ora, se si spiega agli elettori che si va a votare per decidere cosa fare dell’acqua, del nucleare e del legittimo impedimento, forse qualche elettore di centrodestra deciderà di dire la sua e andare al seggio. Se invece si spiega agli elettori – come moltissimi stanno facendo in questi giorni, mi pare – che si va a votare per dare la spallata finale al governo Berlusconi, con ogni probabilità gli elettori di centrodestra sceglieranno l’opzione mare (e avranno fatto bene, dal loro punto di vista).