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Quelli che alle elezioni perdono sempre

Sui risultati elettorali c’è poco da dire, tanto sono chiari. E quindi approfitto di questo day after per dire qualcosa dei sondaggi, anzi: dei sondaggisti italiani. Quanto accaduto ieri mi convince ancora di più di una cosa che penso da tempo: in Italia, probabilmente nel timore di sbagliare o per rassicurare i committenti, quando una rilevazione ottiene risultati sorprendenti si decide di normalizzarla, piallandola secondo l’aria che tira.

È successo molte volte. Alle regionali del 2005 con le impreviste vittorie di Vendola e Marrazzo. Alle politiche del 2006, quando i sondaggi – e persino gli exit poll – dicevano che l’Unione era in vantaggio di cinque punti ed è andata a finire pari. Alle regionali del 2009 in Sardegna, quando i sondaggi parlavano di testa a testa fra Soru e Cappellacci e invece Cappellacci spazzò via il suo avversario. Alle regionali del 2010, quando gli istituti decisero addirittura di non diffondere gli exit poll perché l’affluenza molto bassa aveva reso inaffidabili i loro modelli statistici. A queste amministrative ne abbiamo viste delle altre.

Soltanto alla fine di aprile Piepoli diceva che la vittoria di Letizia Moratti non era in discussione e che Pisapia non aveva possibilità. Tutti i sondaggi, anche quelli interni condotti fino al giorno precedente al voto, dicevano che Moratti sarebbe arrivata a un paio di punti dalla vittoria al primo turno (alcuni la davano addirittura vincente), mentre Pisapia si sarebbe fermato intorno al 42%. Gli intention poll, tutti sbagliati: a Milano davano Moratti al 47,5% e Pisapia 43%, a Napoli davano Lettieri al 41%, Morcone al 25%, De Magistris al 21%. Lo stesso con le proiezioni: secondo Piepoli alle 16 Moratti e Pisapia stavano 44 pari. La Palma d’oro va all’agenzia Tecné, che alle 16 aveva diffuso queste “stime elettorali”: Letizia Moratti tra il 44-50%, Giuliano Pisapia tra il 40-46%. Forbice di 6 punti, margine di errore di 3 punti, e lo stesso non ci sono andati vicini.

I ballottaggi – con l’eccezione di Termometro Politico – sono stati un altro capolavoro. I sondaggi, come sempre, si limitavano a certificare il risultato che tutti a naso consideravano più probabile: Pisapia in leggero vantaggio a Milano, testa a testa a Napoli. Alle 15 gli intention poll di Digis si limitavano a dare Pisapia e De Magistris vincenti, senza fornire nemmeno un numero. Poco dopo è arrivata la prima proiezione EGM su Milano, annunciata come attendibile dalla frase “i risultati finali non si discosteranno molto da questi”: Pisapia 50,8% Moratti 49,2%. Su Napoli, gli stessi sondaggisti che fino al giorno prima davano De Magistris al 51% iniziavano ad adeguare i loro dati a quelli reali: la prima proiezione diceva 54,5%, poi 57,7%, poi 60,2%, poi il 61%, eccetera. È finita che De Magistris ha vinto con il 65,3%, mentre Pisapia ha vinto con il 55,1%.

Non ha senso giustificare questi disastri con l’elettorato mobile e lo scenario politico mutevole e l’affluenza che cambia. Le presidenziali statunitensi del 2008 hanno visto un enorme cambiamento nella demografia dell’elettorato e l’affluenza più alta degli ultimi quarant’anni, eppure i sondaggi hanno funzionato bene praticamente in tutti gli stati. Alle scorse elezioni britanniche, nonostante l’imprevista esplosione dei libdem e l’alta affluenza avessero scombinato ogni modello, gli exit poll hanno fornito praticamente l’esatta composizione della Camera dei comuni. Gli exit poll, non le proiezioni. I sondaggi servono e funzionano, se si fanno bene.

Certo, ogni tanto i sondaggisti italiani le azzeccano: così come ogni tanto io azzecco qualche pronostico o vinco qualche euro scommettendo sulla Champions League. Ma il talento dei sondaggisti dovrebbe essere saper prevedere risultati e fenomeni imprevedibili, non fotografare le opinioni degli addetti ai lavori: a fare i pronostici da bar a naso, sulla base dell’aria che tira, siamo bravi tutti, chi più chi meno. Se la ragione di questi fallimenti è la prudente correzione dei risultati sorprendenti, quanto accaduto in questi anni dovrebbe suggerire un cambio di strategia. Se invece si tratta di rassicurare o compiacere il loro committente, evidentemente il problema è proprio il committente che nonostante tutto continua a ritenere affidabili certi istituti. Se invece semplicemente non li sanno fare, i sondaggi, si può sempre cercare di aggiornarsi e imparare. Magari prima del 2013.

44 commenti

  1. Davide:

    I ragazzi di Termometro Politico però ci hanno azzeccato ancora con il loro instant poll.

  2. Diego Guidi (Default):

    >Alle politiche del 2006, quando i sondaggi
    >dicevano che l’Unione era in vantaggio di cinque punti
    >ed è andata a finire pari.
    Cavolata. Quella elezione fu decisa dalla capacità di berlusconi di portare l’80% degli elettori a votare negli ultimi giorni della campagna elettorare (do you remember “toglieremo l’ICI?)

  3. francescocosta:

    Hai ragione, lo aggiungo nel post.

  4. cristiano valli:

    secondo me il problema non sta nel sondaggio [anche se la cialtroneria degli addetti nel raccoglier dati attenendosi al campione credo sia una roba tutta nostra. se non altro per una questione di diversa etica del lavoro].

    secondo me son dei cani ad applicare i modelli statistici che poi dovrebbero evitare gli errori o porre delle correzioni. ad esempio, la percentuale di chi agli ecsitpoll dice il voto contrario a quel che ha dato è prevedibile, come qualsiasi comportamento statisticamente più o meno rilevante. se non torna qualcosa, è più facile che si sia sbagliato lì, non a monte. soprattutto per queste elezioni, visto che si votava con un sistema elettorale super collaudato e di modelli statistici avrebbero dovuto averne a strafottere.

  5. francescocosta:

    Diego, addirittura l’80 per cento degli elettori? Chi te l’ha dato questo numero, l’IPSOS? Comunque: nei sei giorni che separono il dibattito elettorale dal voto i sondaggisti italiani non si accorsero di nulla, nemmeno negli exit poll (che sono fatti su chi HA GIA’ votato), nemmeno sulle prime proiezioni.

  6. Diego Guidi (Default):

    >Diego, addirittura l’80 per cento degli elettori?
    mi sembra, vado a memoria: cmq ricordo distintamente che ci fu una (imprevista) affluenza elevatissima, proprio perchè misterb riuscì a mobilitare il suo elettorato (cosa che evidentemente questa volta non è riuscito a fare)

  7. francescocosta:

    Quindi secondo te l’80 per cento degli elettori italiani ha deciso di andare a votare negli ultimi giorni? E i sondaggisti credevano che l’affluenza si sarebbe fermata al 5 per cento? Spiegami cosa vuoi dire.

    (sì, ci fu una fetta di elettorato, pari non più che al 6-7 per cento del totale, che negli ultimi giorni cambiò preferenza e decise di votare invece che astenersi: ma tu hai dato tutt’altre cifre)

  8. Diego Guidi (Default):

    >ci fu una fetta di elettorato,
    >pari non più che al 6-7 per cento del totale,
    >che negli ultimi giorni cambiò preferenza
    >e decise di votare invece che astenersi
    perdona la fretta, ma proprio questo volevo dire, aggiungendo che questo 6% erano in gran parte elettori di berlusconi.
    non potevi “spiegarmi” meglio, grazie

  9. francescocosta:

    Ok, chiaro. Cristiano, sono d’accordo: penso lo stesso del cosiddetto Shy Tory Factor, quella cosa per cui gli elettori conservatori sono meno propensi a dire per chi votano nei sondaggi. Un’altra cosa che si sa da decenni, eppure a ogni errore di questo tipo arriva la spiegazione che gli elettori di destra sono meno propensi a dire per chi votano.

  10. Famoso Iole:

    Di Cagliari vogliamo parlarne?
    Se dai una forbice di 6 punti percentuali e una precisione del 95%, mi aspetto tu possa poi sbagliare una volta su 20.
    Se non e’ cosi’ evita di millantare una precisione che on esiste.

  11. Sergio:

    Quello che sarebbe bello capire e’ perche’, a fronte di risultati deludenti, non arrivi qualcuno che i sondaggi li sappia fare davvero e li venda a prezzo piu’ alto. Non mi sembra ci siano particolari barriere all’entrata e i gruppi che li fanno all’estero potrebbero benissimo organizzarsi e fare sondaggi anche in Italia.

  12. francescocosta:

    “Ma che cazzo ne sanno ‘sti americani daa politica italiana, dei municipi a Roma”
    (risposta media del funzionario di partito medio all’eventuale offerta di un istituto americano)
    (toccherebbe in effetti trovare un funzionario di partito medio che sappia parlare in inglese)

    Non so se ti ricordi: alle elezioni politiche del 2006, l’unico sondaggio ad azzeccare il pareggio fu il famoso “sondaggio americano” sbandierato da Berlusconi, se non ricordo male di PBS (cioè Mark Penn).

  13. beppe:

    nelle politiche del 2006 si è anche verificato uno strano fenomeno: durante lo scrutinio i dati hanno visto progressivamente abbassarsi la oercentuale di schede bianche, all’inizio la percentuale era alta alla fine sono quasi sparite.
    Qualcuno sostiene che il fenomeno sia cessato quando d’alema ha mandato la torre a “vedere” al viminale

  14. Diego Guidi (Default):

    >qualcuno sostiene che il fenomeno sia cessato
    >quando d’alema ha mandato la torre a “vedere” al viminale
    ricordo misterb che se la prese con pisanu (mi sembra) dicendo: “non puoi farmi perdere per 20mila voti”

  15. francescocosta:

    È complottismo. Le schede bianche del 2006 furono sostanzialmente le stesse delle schede bianche del 2008. Furono molte meno del 2001, quando si votava con un sistema elettorale completamente diverso: paragonarle non ha senso.

  16. marco oliva:

    grazie per l’opportunità e per iniziare vorrei farvi i complimenti per la campagna elettorale che, mi è parso di capire, è stata un mix di web e suole delle scarpe. credo che la riappropriazione del territorio, da anni in mano alla lega, sia fondamentale. ovvio che bisogna aver qualcosa da dire. per quanto riguarda i sondaggisti penso che abbiano dei clamorosi ed imbarazzanti deficit di aggiornamento scientifico uniti ad una certa superficialità, ho ceduto anche io al ragionamento sul loro essere al soldo del potente di turno o del committente ma a che pro? i risultati non si possono nascondere. spero che la politica non mandi al macero le energie e il ritrovato spirito di servizio di questi mesi che, unitamente al ritorno al voto di tanti, rappresentano un tesoretto da non sprecare. grazie ancora. un caro saluto.

  17. francescocosta:

    Marco, grazie, ma se parli con me io non ho lavorato alla campagna di Pisapia. Sono solo un suo elettore :)

  18. Stefano:

    @Francesco,

    domanda a margine, ma non do dove altro portela: puoi mica fare una bella spiegazioncina della tranvata piu’ sanguinosa che ha preso Berlusconi, quella di Napoli? Dopo quel che han fatto centrosinistra e centrodestra in quella citta’, e escludendo che i napoletani siano stati fulminati sulla via di Damasco, sarei curioso di leggere un’analisi del voto un po’ approfondita…
    E’un argomento interessante per il tuo blog o per Il Post.

  19. Sergio:

    Ah che i partiti possano essere cretini e disdegnare gli amerikani, non ne dubito, ma i giornali? Da quanto tempo prima delle elezioni non si possono piu’ pubblicare sondaggi? Che poi anche questa regola e’ ridicola.

  20. francescocosta:

    Due settimane (sì, regola assurda)

  21. francescocosta:

    Stefano, se trovo del materiale interessante me ne occupo nei prossimi giorni.

  22. Francesco:

    Domanda per chi conosce come vengono fatti i sondaggi? E’ possibile che si usino sempre e solo i numeri di telefono fissi? Se cosi’ fosse si escludono tutti quelli che il telefono fisso non l’hanno piu’, che sono ormai una fetta ben larga della popolazione….

  23. Stefano:

    Grazie.

    Per quanto riguarda il tuo post, hai ragione, ma e’ un risultato della somma di cialtronismo italiano e inettitudine di buona parte della politica: quando ero in Italia ho lavorato con molti istituti di ricerca su progetti di marketing dei beni di largo consumo, ed il livello era spesso mediocre, ma non disastroso, perche’ le aziende clienti pagavano per avere rilevazioni affidabili, e in caso di errore al giro successivo sceglievano un altro; nel caso della politica, si commissionano sondaggi per tutto il periodo della campagna, e gli istituti di ricerca tendono soddisfare un cliente che ha voglia di essere rassicurato (non di conoscere i dati reali) fino all’ultimo, per tenere il contratto, e quando emergono le contraddizioni fra rilevazioni e dati reali, e’ gioco facile dire che si sono sbagliati tutti.
    Che e’ vero, perche’ tutti risentono degli stessi incentivi, e si comportano nello stesso modo.

    (Fatte salve le eccezioni piu’ specializzate e amatoriali come TP)

  24. Paolo:

    Questa e’ solo l’ennesima categoria in cui si fa male il proprio lavoro e non si hanno responsabilita’. E’ il tradizionale mantra italiano del “non si poteva fare meglio”/”ho fatto tutto quello che ho potuto”/”non e’ colpa mia, e’ andata cosi'” etc.
    Ieri ho visto Mentana e mi son ricordato che esiste un giornalista televisivo anche in Italia. Ma ci rendiamo conto dell’abisso di incompetenza in cui navigano un mare di professionisti, sotto gli occhi di tutti?
    Io vivo in USA, e al ritorno delle mie visite in Italia una delle cose piu’ divertenti e’ raccontare agli amici americani gli episodi di vita quotidiana, per vedere i loro volti sbigottiti (“Davvero non sapevano dirti quando il pacco sarebbe stato consegnato?”, “In che senso il treno aveva 40 minuti di ritardo?”, “Cioe’, non son stati capaci di smacchiartelo, te lo hanno restituito, e tu li hai dovuti pagare lo stesso?”, etc.).
    Tolleriamo quotidianamente un livello di inefficienza ed incompetenza che all’estero e’ inimmaginabile, dall’edicolate al CEO dell’agenzia demoscopica, dal trasporto pubblico al consigio dei ministri.
    E, in fondo, alla maggior parte degli italiani sta bene, perche’ e’ un modo per giustificare la propria, di inadeguatezza.

  25. marquinho:

    Interessante il dibattito
    do ragione a Costa sul complottismo del 2006, anche perché, a differenza di quel che molti pensano i dati del viminale non sono ufficiali, sono le corti d’appello a ratificare i risultati.

    Sui sondaggi: ci saranno impreparazione, metodi vetusti, approssimazione (a proposito e forse lo sbaglio di quest’anno fosse dato dalla sovracompensazione dello shy tory factor e di fronte a risultati negativi per il PDl avranno pensato “mah saranno elettori di destra che si vergognano di dirlo), ma perché in certe realtà sono meno imprecisi ? A Bologna sia quest’anno che nel 2009, sondaggi ed int. poll erano stati piuttosto precisi. Solo culo?

    Quelli di Termometro Politico sono bravi, ma tutt’altro che infallibili: a Milano i loro sondaggi indicavano Moratti al 44, Pisapia 41,7 a Torino Fassino 51, Coppola 32 (reali 56,6 a 27).

  26. marco:

    quelli di termometro politici i ballottaggi li avevano imbroccati, ma non si fidavano nemmeno loro, e nelle ultime “temperature” mettevano le mani avanti, dicendo che i risultati gli sembravano eccessivi.

    quanto ai telefoni fissi, sì, in effetti secondo me la società è un po’ cambiata, orse è anche quello.

    secondo me un motivo della vittoria di pisapia a milano, non l’unico, è il fatto che il “tipo” dell’elettore di centrodestra, non appartenente a nessuna minoranza, conservatore, con famiglia tradizionale, ormai è minoranza in città, dove aumentano i single venuti per lavorare, famiglie sì ma anche immigrate…insomma se cambia la società, cambiano i dati.

  27. Gianluca:

    Per Marquino 2 precisazioni:
    1) il sondaggio su Milano che citi e’ del 28 Aprile ed e’ tra quelli che circolavano in quei giorni quello che dava i candidati piu’ vicini (gli altri, Piepoli e Ghisleri per esempio davano addirittura la Moratti vincente al 1 turno!). Inoltre il famoso faccia a faccia che tutti dicono essere stato determinante per il clamoroso errore della Moratti e che ha spostato tanti voti e’ avvenuto dopo! Come si poteva prevedere il 29 aprile quello che sarebbe successo dopo? Forse tu dai sondaggi pretendi un po’ troppo!
    2) Su torino il dato del Termometro era Fassino 51 e Gariglio 28 mica 32… E poi quelle erano primarie mica elezioni vere, gli istituti sbagliano le elezioni vere che sono fatte su un campione noto, immagina quanto e’ difficile indovinare tutto alla perfezione su un campione da inventare per la prima volta…

  28. Alberto:

    @Francesco (commento 22):

    quando si tratta di sondaggi “a popolazione” come quelli politici, ovviamente non esiste a priori una lista di persone da chiamare (come ad esempio gli abbonati in un sondaggio per sky), quindi i numeri:
    a) si prendono da elenchi pubblici (con tutte le regolamentazioni del registro delle opposizioni, almeno in teoria);
    b) oppure si generano casualmente a partire da archi di numerazioni noti.

    Certo, potresti generare dei numeri di cellulare casuali (anche se da un punto di vista privacy la faccenda è ancora alquanto fumosa), ma chi ti dice che ti risponderà proprio un milanese (che deve votare) e non un romano (che vota sto giro non vota)?… Anche in caso di rilevazioni commerciali o di elezioni in cui votano tutti, tipo le politiche, conviene usare gli elenchi così le celle sociodemgrafiche di area (nord centro sud) e di habitat (piccolo, medio, grande centro) sono già coperte dalle info sul prefisso. Con i cellulari andresti alla cieca. E butteresti una marea di soldi.

    Quanto al tema del post, nessuno che ha un cliente che lo paga ha mai voglia di sbilanciarsi e quando anche avresti voglia il cliente non telo permetterebbe. Non è solo il committente politico che vuole essere rassicurato o una testata televisiva che non vuole passare alla storia per una colossale figura di merda, ma anche e soprattutto un committente “commerciale” che poi deve vendere quei dati all’interno del sua organizzazione.
    Nessuno ha bisogno di un fornitore che lo mette in difficoltà.

    E’ evidente che non si cerca di minimizzare l’errore, ma le conseguenze commerciali dell’errore stesso.
    Pensiamo a Napoli:
    caso a) i sondaggisti dicono testa a testa e LDM stravince;
    caso b) i sondaggisti dicono che LDM vince a mani basse e invece perde o se la suda.

    Nel caso a), post di Francesco Costa a parte :), la figuraccia vale 10 e domani todos caballeros, nel secondo caso, se ben amplificata dalla TV, la figuraccia vale 100 e sparisci dal mercato (come ai tempi di Fede e delle bandierine).

  29. Gianluca:

    Per Marco: vedi che tu confondi gli articoli sulle temperature (che riguardavano indiscrezioni ma non erano fatti dal Termometro Politico col dato di Milano che invece e’ quello che dava Pisapia 55,5% (ha preso il 55,1%) che e’ stato pubblicato da Affari Italiani. Quello e’ stato l’unico sondaggio fatto da Termometro, poi ci sono state le proiezioni di Cagliari e Gallarate e se vedi le vittorie del csx (guarda la diretta di Repubblica) sono state chiamate subito gia verso le 15.30…
    Le famose “temperature” erano indiscrezioni provenienti da altri istituti quindi mettere le mani avanti e’ d’obbligo…

  30. marquinho:

    Gianluca, una risposta ironica e una seria
    1) se il faccia a faccia avesse spostato così tanti voti, vorrebbe dire che aveva ragione Bersani quando sostenne che la Moratti si era sparata sui piedi, ma poiché il segretario del PD non può MAI aver ragione, neppure per sbaglio, il faccia a faccia non ha spostato voti ;)
    2) il dato che cito di Torino è anch’esso di fine aprile e si riferisce alle elezioni non alle primarie (non hai visto che si parla di Coppola?) e fece notizia perché quelli di TP erano i soli a dare Fassino sotto al 55%.
    Nessuno siam perfetti.

  31. Andrea:

    Non c’e stato alcun boom dei libdem alle ultime elezioni inglesi. A quanto pare anche i sondaggisti inglesi si erano sbagliati. Gli exit poll pero’ ci presero alla grande sulla distribuzione dei seggi.

  32. francescocosta:

    Il boom ci fu dopo il primo dei tre dibattiti e rientrò prima del voto, e i sondaggi seguirono tutta la parabola.

  33. Francesca:

    IPR a Torino dava Fassino sotto il 50%, me lo ricordo con certezza perché lavoravo nel comitato elettorale di Fassino.

    E poi il grosso problema è che non si possono paragonare i sondaggi di 15 giorni prima con l’esito finale, in mezzo ci possono essere fatti che fanno cambiare idea a molti elettori…

  34. Gianluca:

    Caro Marquinho
    1) c’e’ una quantita’ di persone che decide nelle ultime settimane, la campagna elettorale, le parodie virali ecc hanno certamente inciso… non e’ assurdo pensare che gli indecisi siano andati in gran parte verso Pisapia… e cmq quell’errore nel faccia a faccia ha fatto perdere un sacco di voti alla Moratti direi che e’ di tutta evidenza a parte le battute su Bersani…
    2) Ti chiedo scusa per non aver capito che ti riferissi al sondaggio di aprile, comunque non mi risulta affatto che ci fosse come dici tu, io guardando i sondaggi su Torino negli stessi giorni vedo un IPR Fassino 49% Coppola 37%! Crespi dava Fassino al 51% e Coppola 32% (quindi peggio del Termometro nel valutare Coppola).
    Altri sul sito ufficiale del ministero:
    http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/
    non ne vedo… e questa e’ una risposta seria che mi porta a chiederti dove hai letto la notizia che Termometro fosse il solo a dare sotto il 55% Fassino? Nessun sondaggio pubblicato ufficialmente ha dato Fassino sopra il 55% (e come direbbe Pagnoncelli fanno testo solo quelli).
    Se poi ce ne sono altri che non ho visto sul sito ufficiale non lo so… resta il fatto che di quelli certificati alla fine era quello che si avvicinava di piu’ (non dimenticare che si parla sempre di 2 settimane prima del voto se fosse un exit poll vabbe’ ma nelle ultime 2 settimane di campagna elettorale difficilmente non si sposta nulla anzi… E’ bravo quello che si avvicina di piu’ e capisce il trend

  35. Gianluca:

    Errata corrige: Crespi da le stesse identiche cifre di Termometro ma le pubblica il giorno dopo, quindi e’ lui che casomai si e’ adeguato ed ha seguito il trend come suggerisce Costa nell’articolo.
    Curiosamente ha ignorato IPR dovendo seguire qualcuno ha fatto copia carbone del sondaggio TP…

  36. marquinho:

    Ciao Gianluca, evidentemente ricordavo male, in effetti anche altri avevano dato Fassino sotto al 55 (un apocrifo della Ghisleri lo dava al 53)
    L’unico che lo dava sopra al 55 era un sondaaggio del PD del 1 aprile, per fortuna che non era uno scherzo, forse un auspicio azzeccato.

  37. riccardo:

    hai dimenticato di citare le proiezioni rai (fatte da IPR), che mi pare siano andate bene, anche ai ballottaggi..

  38. Andrea:

    http://en.m.wikipedia.org/wiki/United_Kingdom_general_election,_2010

    I sondaggi della vigilia davano i libdem pari o anche sopra labour. Fini’ 29 a 23 con i libdem che nonostante un piu 1 pc persero 5 seggi rispetto al 2005. Ricordo i commenti sorpresi in tv proprio dovuti alla scarsa prestazione dei libdem rispetto alle aspettative generate dai sondaggi. Anche quei sondaggi erano sbagliati nel senso descritto in questo post.

  39. francesco:

    ringrazio per il chiarimento sul fatto che ancora oggi i sondaggi si facciano utilizzando i numeri di telefono fissi.
    Capisco benissimo il problema che ad oggi impedisce ancora di farli usando anche i numeri dei cellulari, ma questo bias spiega a mio modo di vedere molto della crescente inefficienza dei sondaggi. La fetta di popolazione che usa solo il cellulare ed è quindi insondabile è già enorme e lo diventerà sempre di più.
    Ricordo peraltro che questo problema era già emerso 3 anni fa durante la campagna presidenziale americana.

  40. Alister:

    Ai (da me rimpianti) tempi della proporzionale, nelle proiezioni i dati dei partiti piccoli erano sempre sovrastimati rispetto al quelli reali. E nessuno mi toglierà la convinzione che ciò fosse dovuto a piccoli brogli diffusi nei seggi (i piccoli partiti spesso non hanno raprreentanti di lista). Ho fatto per anni il presidente di seggio. Io ero integerrimo al punto di difendere voti dubbi a partiti da me odiati (una volta litigai per un voto al PSDI, figuratevi!), ma mi sono reso conto che fare brogli di dimensioni modeste non è affatto difficile, volendo.

    Naturalmente tutto questo non c’entra nulla con le ultime elezioni, ma è un ricordo che mi è venuto e volevo farvene partecipi. Non sono assolutamente un complottista, ma sono convinto che di brogli in Italia se ne siano sempre fatti e se ne facciano ancor oggi. Solo che ai tempi del (presunto) bipolarismo, probabilmente si compensano. ;-)

  41. Arda:

    Essendo statistico ti ricordo che il confidence interval (cosiddetta forchetta in termini volgari) del 3% significa che 47 a 43 può benissimo essere capovolto a 44 a 46, ancora lontano dai risultati reali ma nn così tanto. In termini tecnici gli exit-poll non hanno mai funzionato in Italia. Le possibilità sono o uno scarso disegno campionario (in cui alcuni segmenti dell’elettorato sono sovra-rappresentati) oppure da errori out-of-sample, il più importante dei quali è la risposta non corrispondente al voto vero espresso. Ecco io credo che quest’ultimo sia la causa ultima di tale scempio, non posso immaginare che TUTTI i sondaggisti siano delle pippe. L’elettorato italiano è poco incline a dire la verità, sia essa fuori dal seggio o al telefono da casa. Cosa che paragonata ai paesi anglosassoni, dove il livello di precisione è assoluto, ha una sua logica: non siamo italiani mica per niente, i difetti di un popolo non solo si palesano nella cabina elettorale, ma pure fuori.

  42. Fausto:

    Per fortuna che i sondaggisti non ci prendono tanto, sennò che gusto ci sarebbe a votare? e soprattutto: a cosa servirebbe? niente più elezioni, un bel “campionamento” ogni tanto, adeguamento del parlamento e delle amministrazioni locali e via andare……….

  43. lsd:

    Conosco il proprietario di una società di sondaggi. Nel 2006, due giorni prima del voto quando tutti davano Prodi a valanga mi disse che se la giocavano. A queste amministrative, una settimana prima del voto, mi ha detto che la Moratti era spacciata.
    Io ho il dubbio che il mecanismo dei sondaggo sia molto poco trasparente e che esistano spesso differenze sostanziali tra i dati che vengono consegnati ai committenti e quelli pubblicati che, guarda caso, replicano sempre il risultato che sembra più probabile

  44. TD:

    Diciamocela tutta, i sondaggi forniscono dati che possano mettere di buon umore chi li commissiona. Termometro politico è praticamente schieratissimo a sinistra, alle ultime regionali del lazio ha anche appoggiato direttamente Ricciardelli del PD e tutti i blog che ospitano sono apertamente schierati a sinistra (alcuni ad un livello che sfiora il vergognoso anche per chi il csx lo vota davvero, come me). Non ne beccava uno di risultato prima che iniziasse l’onda lunga della sinistra e tornerà a non beccarne quando, prima o poi, l’onda si esaurirà. Giusto per portare un altro esempio: euromedia, società vicina a Berlusconi, e Crespi, che il TP ha apertamente sempre deriso al punto da non considerarlo nemmeno nella media sondaggi, quando c’era l’onda lunga elettorale di destra, ne beccavano veramente tanti (come le nazionali 2008).