RINO
Jon Huntsman farà bene ad abituarsi a cose del genere (secondo me gli fanno bene, comunque). Il rinoceronte fa riferimento all’acronimo RINO, cioè Republicans In Name Only.
(hat tip: Nomfup)
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Jon Huntsman farà bene ad abituarsi a cose del genere (secondo me gli fanno bene, comunque). Il rinoceronte fa riferimento all’acronimo RINO, cioè Republicans In Name Only.
(hat tip: Nomfup)
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Sì tutto interessante, interessantissimo.
Ma scrivere qualcosa anche dei referendum che si svolgono tra 2 settimane pare brutto?
Lo scrivo qui perché è più comodo, ma è un invito che faccio a tutta la redazione del Post.
Grazie. Mentre che sei qui, ascolta: stasera a cena, invece, cosa dovrei mangiare? Poi non so, magari dimmi anche tu che lavoro fai, così ti dico come lo devi fare.
Mmmm, mica sono del tutto d’accordo con la tua risposta Francesco. Cioè, la nota di marquinho è OT e questo è sempre fastidioso. Ma se fai un lavoro “al pubblico” – la commessa, il giornalista, l’impiegato di sportello o il capo del governo – ti sottoponi al giudizio dei tuoi fruitori. E – segnatamente – l’affermazione “la stampa tutta parla troppo poco dei referendum” mi pare fondata e mi pare anche che siano proprio i fruitori della stampa tutta a poterla fare.
Faccio proprio uno di quei lavori citati da Emidio e mi capita di ricevere critiche. A volte mi irritano i toni (e se ciò è accaduto in questo caso mi dispiace e chiedo scusa) ma in generale le prendo come regali. Segnalazioni e suggerimenti, anche se imprecisi, possono solo aiutarmi a fare meglio.
Quindi riformulo in maniera più cortese: da lettore del post gradirei molto trovare articoli che trattassero i temi oggetto di referendum. Non fosse altro che per il fatto che lo Stato italiano spenderà diversi milioni di euro per le consultazioni e sarebbe giusto fornire a tutti le adeguate informazioni in modo da effettuare una decisione in modo maturo. Grazie
La questione riguardo questo blog non ha a che fare con i suggerimenti, verso i quali sono naturalmente disponibile, quanto alla buona educazione con cui sarebbe meglio porli: e qui Marquinho ha già risposto.
La questione riguardo i referendum – di cui il Post si è già occupato e di cui certamente si occuperà ancora – ha a che fare con due cose. La prima è che domani e dopodomani si vota l’elezione più importante e determinante dell’anno, cosa che ha comprensibilmente attirato le attenzioni delle persone e dei giornali e della politica. La seconda è che non esiste un dibattito o una discussione nazionale sui referendum e sui loro temi, in questo momento. I giornali se ne possono occupare di più, il Post lo farà di certo, informando su quanto messo in ballo dai quesiti, segnalando opinioni e studi che reputiamo interessanti, cercando di fare del nostro meglio come facciamo per tutto il resto. Ma non si può inventare un dibattito dal niente se non esiste nel Paese (o meglio: si può fare – quanti dibattiti sul futuro-del-socialismo su certi giornali – ma è una cosa che non ci piace fare). Le ragioni sono tante: ci sono le importanti elezioni di cui sopra, finite le quali sicuramente si parlerà di più di referendum; c’è l’oggettiva debolezza di quesiti che non mettono in gioco niente (nucleare e legittimo impedimento); c’è la decisione di una grossa parte politica di questo paese, discutibilissima ma legittima, di fare campagna per l’astensione. Vediamo se qualcosa cambia dopo le amministrative.