Letture per prepararsi agli editoriali di domani

“Siamo il più bel corteo degli ultimi 150 anni”. Uno slogan ironico, ma neppure tanto. Per usare altre parole del nemico della piazza, quello di ieri è stato un miracolo italiano. Quando sarà finita l’era Berlusconi, si parlerà ancora del x xxxxxxx come di un giorno che ha cambiato la storia.

Nel mondo non s’era mai vista una simile folla di persone convocata attraverso la rete. E’ l’ingresso ufficiale della politica nell’epoca di Internet.

E’ una rivoluzione.

Allegra e vincente: nelle cifre, nei modi, nei linguaggi, nei volti, spesso di giovanissimi.

Di fronte all’enormità del fatto nuovo, colpisce la decrepitezza di un ceto politico a fine corso, evidente nelle reazioni scontate, conservatrici, impaurite. Di tutto il ceto politico, di maggioranza e d’opposizione.

Passeggiare per le strade di Roma ieri, a parte tutto, era un esercizio utilissimo per un politico. Le facce, le storie dei partecipanti raccontavano un’Italia che non comparirà mai al Tg1 ma opera ogni giorno nel famoso territorio. Associazioni di ogni tipo, che hanno movimentato già sulla rete decine di battaglie locali e nazionali, sulla Tav, il Ponte di Messina, il precariato, la scuola. Volontari, lavoratori, ceti medi, centri sociali ed elettori di destra delusi, gente del Nord, del Sud, immigrati: bella gente. Più giovani di quanti ne compaiano di solito nei cortei, quasi soltanto ventenni o cinquantenni, col buco in mezzo delle generazioni cresciuti negli ultimi decenni di egemonia televisiva.

Tanti pezzi di un’Italia non qualunquista, non rassegnata, che non sta mani nelle mani tutto il giorno a chiedersi “che cosa possiamo fare?” o a lagnarsi della casta dei politici. Domani non torneranno a casa a guardare la televisione. La rivoluzione non finisce qui e non finirebbe neppure con le dimissioni di Berlusconi. Continuerà a far politica nei nuovi modi, con o senza il permesso di chi pensa che la politica sia decidere tutto nelle fumose stanze di un vertice a palazzo.

(frasi da un editoriale di Curzio Maltese pubblicato il giorno dopo
la manifestazione antiberlusconiana del 5 dicembre 2009,
che ha proprio cambiato per sempre la storia di questo paese)

18 commenti

  1. Fabio Chiusi:

    C’è da dire che una cosa l’ha beccata: sul Tg1 hanno dato il solito taglio nordcoreano alla notizia:

    http://ilnichilista.wordpress.com/2011/02/13/le-%C2%ABpoche-radical-chic%C2%BB-al-tg1/

    Sul resto concordo al 1000%.

  2. Aubrey Bezzi:

    :) bel colpo.
    Ma: in effetti il primo No B-day fu il primo segnale dell’uscita dal torpore solo istituzionalista dell’opposizione parlamentare e sì, anche una manifestazione molto partecipata. A posteriori, si può leggere anche come un segno del fatto che, da questa parte del Mediterraneo, le democrazie parlamentari sono abbastanza “bloccate” in un mancato recepimento delle istanze movimentiste.
    Oggi, comunque, il fatto davvero potente è stata la presenza femminile. Non causerà crisi di governo, ma spesso il movimento femminile (non necessariamente femminista, nel senso delle teorie) lavora molecolarmente, sull’associazionismo, nei collettivi etc. Per cui domattina non vedremo grandi sconvolgimenti, ma in compenso leggeremo tantissime cose stupide.
    Chi invece si volesse fare un’idea di alcuni punti di vista femministi e psicanalitici, il manifesto ci ha fatto un mini-dossier: http://www.ilmanifesto.it/?id=347

  3. Stefano:

    Francesco, ma perché continuare ad arroccarsi nel proprio bunker e sfottere la manifestazione?
    Che non piacciano le manifestazioni in generale posso capirlo. Che non si sia d’accordo con le motivazioni per manifestare anche.
    Ma è un fatto che la giornata di oggi sia stata un successo: grande partecipazione, per una volta niente bandiere di partito a invadere la piazza, niente leader politici a tentare di metterci sopra il cappello e prendersi il merito. Non è stata, come molti si auguravano, una manifestazione livorosa per vomitare il solito antiberlusconismo sterile, e non ci sono stati i violenti a tentare di conquistare i 15 minuti di celebrità.
    Persino il Corriere, che non ha fatto dirette video (come invece aveva fatto per le due manifestazioni numericamente insignificanti del cdx di venerdì e sabato), che fino a ieri sotto sotto gufava e si augurava il flop (http://tinyurl.com/689c8sh), stasera è stato costretto a scrivere in homepage “fiume di donne”, “Roma, piazza piena”, “Milano maxi presidio”.
    Poi, per carità, le manifestazioni non serviranno ad un tubo.
    Io però noto che 2 anni fa Berlusconi aveva un consenso stellare al 70% di gradimento, il PD si era avvicinato pericolosamente alla soglia del 20% e la sinistra radicale era praticamente sparita. L’elettorato di centrosinistra era talmente sconfortato da ritenere ormai certo un dominio di Berlusconi per alemno un altro decennio.
    Oggi il consenso personale di Berlusconi si è di fatto dimezzato, resiste in parlamento grazie ad un pugnetto di parlamentari che venderebbero anche la loro madre per una poltrona, e non può andare alle elezioni perché rischia seriamente di non vincerle.

  4. francescocosta:

    Stefano, e credi che questo si debba alle manifestazioni o più in generale alle forze di opposizione? Mi pare che Berlusconi abbia proprio fatto tutto da solo.

  5. Stefano:

    Ma infatti io non dò alle manifestazioni nessun altro valore se non quello della testimonianza, della voglia di far vedere che si è vivi, vegeti, nient’affatto rinunciatari, e pronti a risollevarsi di morale.
    Tu che segui le campagne elettorali dovresti sapere bene che un clima di grande partecipazione positiva può avere una buona influenza nello spingere un partito alla risalita.
    Per quanto riguarda il declino di Berlusconi, potrei dirti che tutto cominciò nella primavera del 2009, quando un innocuo articolo di cronaca di Conchita Sannino su Repubblica si chiedeva cosa ci fosse andato a fare Berlusconi ad una festa di compleanno di un’anonima diciottenne napoletana.
    Checché se ne dica, dubito che senza la serie di scandali che sono seguiti (D’Addario, l’inchiesta sulla Protezione Civile, la P3, il Rubygate) la maggioranza avrebbe perso così tanto consenso solo per il suo immobilismo economico.
    Del resto per mesi hanno raccontato che l’Italia stava affrontando e uscendo dalla crisi meglio di tutti gli altri paesi. E l’opinione pubblica ci credeva.

  6. Fabio:

    Poi, alla fine, cosa c’è di sbagliato giornalisticamente nelle parole di Maltese? Probabilmente il fatto che si leghi la manifestazione alla caduta di Berlusconi, si dirà. Primo perché Berlusconi non è caduto, secondo perché si dubita del nesso di causalità. Poi pero ci sente rispondere che le cose non sono come quelle del 2009 e si vira su un presunto autolesionismo di Berlusconi stesso. Ammettendo, però, che le cose stanno messe male per il Presidente del Consiglio.

    Non capisco. I manifestanti non dovrebbero andare a manifestare perché tanto non serve? I commentatori non dovrebbero commentare con toni trionfanti quello che è il successo di una manifestazione?

    Dire che ha fatto tutto Berlusconi lascia il tempo che trova e non spiega l’inversione di tendenza nei consensi che ha portato due coalizioni che avevano 10 punti percentuali al sostanziale pareggio. Berlusconi ne ha sempre fatte di cotte e di crude. Certo ogni volta aiutato a destra e a sinistra da chi diceva che in fondo faceva lo stesso. Protagonista di frequentazioni mafiose a proprietario di fondi neri, legislatore ad uso personale a pagatore (ancora corruttore non si può dire) di commercialista comprato per mentire in tribunale.

    Perché le cose adesso sono diverse? Per dire che è tutta opera di Berlusconi occorre spiegare la differenza tra il prima e il dopo. Una delle spiegazioni si potrebbe ricercare nella natura sessuale degli ultimi fatti, ma da queste parti spesso si preferisce dire che i fatti sessuali non scalfiscono nemmeno l’ombra di Berlusconi. Ma se questo è vero, allora è altrettanto necessario che ci sia qualcuno che si fermi a dire che il Re è nudo.

    Se nessuno dice niente si commenta dicendo che alla fine gli italiani sono con lui, sebbene abbia una minoranza relativa e un controllo incontrastato dei mezzi di comunicazione – si guardino sulla base di quali canali d’informazione gli italiani decidono chi votare. Se le persone scendono in piazza a manifestare il loro malcontento, nemmeno li si prende in considerazione. Chissà?

  7. brainmover:

    Altro ottimo post, complimenti. In attesa del pippone di Mauro sulla grande lezione di dignità che Suor Eugenia ci ha impartito dal palco di Piazza del Popolo, mi guarderò “Belladonna: No Warning 5″.

  8. Marco D:

    La tua antipatia per “la piazza” deve avere radici psicanalitiche (tipo agorafobia) oppure devono averti costretto da piccolino (stile arancia meccanica) a leggere cento volte di seguito le pagine sui tumulti a Milano di Manzoni nei PS.
    Comunque in effetti tutte quelle donne e ragazze vestite, senza manco una minigonna, erano uno scandalo. Dove andremo a finire dico io?
    Facciamo così: vietiamo tutti gli assembramenti sediziosi per le piazze di Roma, che ne guadagna anche la pace domenicale. Visto che ci siamo però, mi ci metti pure quelle fastidiose feste della porchetta che intavolaste qualche anno per non ricordo più quale evento… Doveva essere la “festa de noartri” o qualcosa del genere.

  9. Philip Michael Santore:

    @ Stefano:

    La manifestazione sarà stata un successo se in qualche modo contribuirà alla caduta di Berlusconi. Viceversa sarà stata un insuccesso.

    Nenni diceva “piazze piene, urne vuote”, e la storia delle manifestazioni di piazza del PCI, che sapeva riempire le piazze come nessun altro in Italia, gli ha dato sempre ragione.

    Un milione in piazza ieri, quattro gatti invece advanti al palazzo di giustizia di Milano a sostenere il PDL. Tuttavia i sondaggi dicono ancora che se ci fossero domani le elezioni le rivince Berlusconi.

  10. Luca Gras:

    @Philip Michael Santore
    Non è vero. Secondo i sondaggi, Berlusconi oggi perderebbe sia – con grande margine – in una competizione bipolare (contro un’alleanza delle sinistre insieme al terzo polo), sia – con margine minore, e incerto – in una competizione tripolare (contro le sinistre, vincenti, col terzo polo autonomo). In ogni caso è evidente che oggi Berlusconi e il centrodestra raggiungono un consenso decisamente minoritario tra gli italiani. Fin troppo alto, per i miei gusti, ma comunque decisamente minoritario.

  11. Francesco Rocchi:

    Non so come andrà a finire la storia. Ma la manifestazione ci stava, era bella e scaldava il cuore.

    Una testimonianza, che putroppo non sembra riverberarsi sull’azione politica.Però qualcuno che dica “A me tutto questo non piace” se non altro è rimasto e ieri s’è visto.

    Se poi i giornalisti saranno retorici, pazienza.

  12. marquinho:

    “La manifestazione sarà stata un successo se in qualche modo contribuirà alla caduta di Berlusconi. Viceversa sarà stata un insuccesso.”
    Giusto ma bisogna intendersi cosa significa contribuire alla caduta. Se il metro è l’Egitto o la Tunisia oppure se invece il paragone sono gli stati democratici -dove stranamente si svolgono comunque le manifestazioni- e allora per valutarne l’efficacia dovremmo cercare di capire quanto la protesta di ieri abbia galvanizzato l’opposizione e/o creato imbarazzo nel governo e nei suoi sostenitori. Non è facile ma è l’unico modo per fare un’analisi seria.

    “Nenni diceva “piazze piene, urne vuote”, e la storia delle manifestazioni di piazza del PCI, che sapeva riempire le piazze come nessun altro in Italia, gli ha dato sempre ragione.”
    Mi pare, considerati tutti i fattori, che quella del PCI sia stata per anni da un punto di vista elettorale una success story, dato che raggiunse anche il 34%, mentre il partito di Nenni penso che abbia avuto come massimo storico il 14,7 o giù di lì.

    “Un milione in piazza ieri, quattro gatti invece advanti al palazzo di giustizia di Milano a sostenere il PDL. Tuttavia i sondaggi dicono ancora che se ci fossero domani le elezioni le rivince Berlusconi.”
    I sondaggi non dicono esattamente ciò, ma in ogni caso non capisco l’argomentazione: i due elettorati hanno forme di militanza storicamente diverse, ma alla fine se davanti al palazzo di giustizia ci fossero state decine di migliaia di persone certamente B. non avrebbe pianto.

  13. Philip Michael Santore:

    @ Luca Gras

    Nelle elezioni non c’è mai niente di certo, ma se la competizione sarà a tre possiamo ragionevolmente affermare che il terzo polo farà fede al suo aggettivo ordinale.
    A quel punto gli indecisi e parte degli elettori potenziali del terzo polo dovranno scegliere se continuare ad affidare il paese a Berlusconi-Tremonti-Bossi oppure se metterlo nelle mani di Bersani-Vendola-Di Pietro.
    A ciascuno dei poli l’idea che gli altri vincano apparirà ancora come uno scenario orribile, per cui entrambi cominceranno a chiedere di non disperdere il voto.
    Il resto dello scenario lo puoi immaginare da solo.

    Diverso il caso di un’alleanza PD-Centristi. Lì è probabile che l’alleanza la spunti. Ma a prezzo di un enorme salasso elettorale (per i centristi in particolare). Arriveranno al governo senza un vero mandato popolare su di un programma. Dopo di che governare con il nord all’opposizione sarà un’impresa difficile.

    @ marquinho

    per valutarne l’efficacia dovremmo cercare di capire quanto la protesta di ieri abbia galvanizzato l’opposizione e/o creato imbarazzo nel governo e nei suoi sostenitori.

    O più semplicemente capire quanti consensi ha spostato. La mia opinione: pochi.

    Mi pare, considerati tutti i fattori, che quella del PCI sia stata per anni da un punto di vista elettorale una success story

    Dieci elezioni politiche, dieci sconfitte. Chi si contenta gode.

  14. Stefano:

    Mannheimer, il sondaggista di Vespa e del Corriere che fino ad una settimana fa la maggioranza citava in continuazione per convincere tutti che l’affaire Ruby non stava incidendo per nulla, oggi sostiene questo http://tinyurl.com/67nd5gz

  15. piergiorgio:

    Mah, sostenere che oggi B rivincerebbe le elezioni è, per una volta, sbagliato. La prova provata è che non vuole (più) andarci lui stesso.

    Credo che abbia ragione marquinho: il successo non si valuta col metro tunisino. ‘E una questione indiretta, di politica culturale.
    Quanto ai consensi che si spostano in Italia…non si spostano proprio! NOn da una parte all’altra. Semmai c’è un grande bacino di incerti, delusi, indifferenti, allontanati dalla politica: e questi possono rifluire da una parte o dall’altra anche a seconda del clima che spira nel paese. Anche attraverso le piazze.

    Costa ha ragione a dire che B i guai se li è procurati da solo. L’opposizone era al palo. Però lui ha solo creato i presupposti; l’attenzione dell’opinione pubblica su quei fatti l’hanno creata giornalisti e manifestazioni, oltre a Fini. Se no sarebbero rimasti oscurati come al solito dalla disinformatia, e non avrebbero assunto rilevanza.

  16. marquinho:

    O più semplicemente capire quanti consensi ha spostato. La mia opinione: pochi.
    rispetto la tua opinione, ma è un’impressione o hai dati di fatto?

    “Mi pare, considerati tutti i fattori, che quella del PCI sia stata per anni da un punto di vista elettorale una success story

    Dieci elezioni politiche, dieci sconfitte. Chi si contenta gode.”

    Le alternative (DC a parte ovviamente) hanno sempre fatto peggio.
    Ci sarebbero da considerare altri fattori quali: l’importanza della chiesa cattolica, yalta, l’ideologia proposta… stiamo parlando comunque di quello che è stato il più grande partito comunista d’occidente, liquidarne così le vicende è un pochino superficiale non trovi?

  17. Philip Michael Santore:

    @ Stefano, Piergiorgio e Marquinho:

    I sondaggi fotografano le opinioni di ora, a legislatura in corso. Ma quando si aprisse la campagna elettorale il discorso cambierebbe.

    Andando sul concreto, le due coalizioni più forti finiranno per sottrarre voti al terzo polo. E saranno soprattutto la Lega e il PDL a sottrargli i voti, specie se si presentasse alleato del PD. In ogni caso FLI perderà molti voti.

    È ovviamente una mia opinione, ma è basata sull’osservazione di ciò che è accaduto in passato: il polo centrista nel 1994, la Lega da sola nel 1996, l’IdV da sola nel 2001, la sinistra da sola nel 2008, hanno tutti, con la sola parziale eccezione dell’UDC (che però ha il voto cattolico di appartenenza, e comunque rimane stabile sulle solite percentuali) sofferto e pagato il fatto di correre separati da chi aveva una vera possibilità di vittoria.

    Questo sondaggio, alla seconda tabella, mostra che in caso di grande alleanza i consensi ai suoi partiti calano. Resterebbero sette punti di distanza: un distacco non dissimile da quello che l’Unione aveva a fine 2005 e che si annullò quasi del tutto ad aprile 2006.

    Ripeto: quando leggete i sondaggi, dovete immaginarli ed adattarli al contesto della campagna elettorale, dove alcuni dei temi saranno la tassazione dei BOT, l’imposta patrimoniale, la reintroduzione dell’ICI o dell’imposta di successione, nonché il fatto che la grande alleanza sarebbe troppo eterogenea per avere un programma di governo coerente, e che i suoi moderati sarebbero ostaggi dell’estrema sinistra. Tutte cose che abbiamo già sentito e che hanno sempre spostato voti.

  18. piergiorgio:

    Si bè Philip sulle dinamiche future d’accordo può succedere di tutto. Quanto alla SA io sono molto critico e dubbioso (l’ho pure scritto su questo blog). Però questo è un altro discorso.

    Tu hai scritto: “Tuttavia i sondaggi dicono ancora che se ci fossero domani le elezioni le rivince Berlusconi”. E da qui è partito il discorso.
    Ora questo non si può dire.
    I sondaggi OGGI dicono che se si facessero le elezioni adesso B le perderebbe; addirittura che le perderebbe cmq sia contro la SA sia contro il CSX e il terzo polo separati.
    Questo è lo stato dell’arte, e va registrato per il suo significato politico nell’oggi: è la dimostrazione che un cambiamento c’è stato.

    Dopodichè chiaro che i sondaggi hanno un’efficacia euristica limitata e fotografano una situazione, magari possono suggerire pure una certa dinamica se osservati nell’evoluzione temporale, ma certo non possono predire il futuro né valutare l’impatto di variabili che ancora si devono dispiegare come appunto la camapgna elettorale.
    Però ripeto non si può non registrare o far finta di non vedere che una dinamica di minor consenso per B oggi c’è rispetto a ieri.
    Domani chissà.