Eterogenesi dei guai
Al netto del prevedibile citazionismo, il progetto politico descritto da Veltroni nel discorso di sabato al Lingotto – così come quello descritto al Lingotto tre anni fa – mi sembra ancora l’unico disegno coerente, progressista e adeguato ai tempi che esista in questo momento in campo, nonché l’unico realisticamente percorribile da un partito di sinistra che voglia tentare l’insolita e temeraria impresa di attrarre nuovi elettori – che poi è quello che dovrebbe fare un partito, per via della sua ragione sociale, e più è pesante più lo dovrebbe fare – e non solo corteggiare infruttuosamente i partitini verso i quali sono andati per sfinimento i propri ex-elettori.
L’ottimo impianto del Lingotto ha un grosso limite, però: cioè che in nessun universo possibile Veltroni, Gentiloni e Fioroni possono esserne credibili interpreti e ambasciatori nel Partito Democratico e nel paese, per ragioni diverse che hanno a che fare con alcune circostanze contingenti e soprattutto con le gravi responsabilità del loro recente passato che si ostinano a non voler affrontare. Se hanno a cuore il progetto descritto al Lingotto, e non dubito che sia così, farebbero meglio a rendersene conto presto e occuparsene. Altrimenti, così come successo nel biennio 2008-2009, finiranno per danneggiarlo e comprometterlo un’altra volta.
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Un’analisi perfetta, non c’è che dire. Perfino didascalica: attrarre elettori e non inseguire partitini.
E visto che sei in gamba, prevedi anche un probabile scenario: non lo capiranno. :(
@costa:
ho notato un sostegno marcato da parte di alcuni esponenti politici e del giornalismo di sinistra verso veltroni. un sostegno inatteso. fra tutti quello di scalfari. tu credi che veltroni abbia avuto il lascia-passare per concorrere alla leadership del centro-sinistra?
Scalfari e Repubblica non sono nuovi come sostenitori di Veltroni, ma secondo me Veltroni non vuole fare il leader del centrosinistra.
Scusa, parlando fuori dai denti: il tuo ultimo paragrafo inizia con “in nessun universo possibile” e termina con “farebbero meglio a rendersene conto presto e occuparsene”. Ma date le premesse (in nessun universo possibile etc.), ne consegue che “occuparsene” significa in realtà “andarsene in pensione”. Corretto? (se è quello che volevi dire, mi trovi pienamente d’accordo).
Secondo me prima porsi il problema e trovare una soluzione, poi andare in pensione. Perché se da una parte c’è l’inadeguatezza di Veltroni, Fioroni e Gentiloni, dall’altra c’è evidentemente il fatto che in questi due anni nessuno – né Franceschini né Marino né Renzi/Civati – siano stati in grado o abbiano voluto raccogliere quel testimone lì.
Esatto Francesco. Quel vuoto, in due anni non è stato colmato da nessuno… ‘ un’amara verità ma da li bisogna partire…
Piuttosto, non capisco il tuo titolo…
il PD è un cerino che nessuno vuole veramente in mano, anche perchè le probabilità di scottarsi sono altissime. Vuoi mettere stare in minoranza e criticare, pretendere posti nelle varie liste, ecc.
Qualche ex-pci vecchia scuola è abbastanza masochista da scottarsi e continuare a tenerlo convinto di illuminare il popolo, ma vanno scomparendo.
Siamo in un loop, da cui qualcuno ci farà uscire cambiando le regole del gioco. Non so chi e quando, e nemmeno se mi piaceranno le nuove regole!
Io non vedo dove e quando Franceschini abbia mostrato di non essere in grado.
Nel suo periodo di reggenza ha recuperato voti (secondo i sondaggi), e si è espresso il più delle volte in modo chiaro e aggressivo il giusto.
Non ha vinto le primarie perchè non ha fatto le Frattocchie e proviene dalla DC. Che è un’ottima ragione, per carità. Ma non ha fatto male.
Condivido (l’avevo scritto anche commentando il discorso di Veltroni) sia che il suo sia un credibile progetto politico (l’unico sulla piazza), sia che la credibilità come leader del partito democratico è compromessa. Ma, come osservi (e ancora condivido), non abbiamo ancora altri interpreti efficaci. Alcuni potranno diventarlo, ma ora non lo sono. Non so se per capacità, di sicuro per una banale problema di esperienza (Obama è una eccezione, una assoluta eccezione). E allora? Non potendo importare Milliband senior (ora è quasi disoccupato, ma non siamo nè nel calcio nè in una multinazionale), forse non è insensato ragionare sulla distinzione tra leader politico (di partito, di schieramento) e capo del governo (forse di una coalizione più larga, a legge elettorale esistente). E in questa logica anche Veltroni (anche, non solo Veltroni) mi sembra nella rosa.
Secondo me Uolter con la sua presenza ingombrante (e con l’aurea di perdente che lo circonda) rischia di tarpare le ali a un progetto di partito altrimenti interessante e soprattutto contemporaneo. Ci vorrebbe un gruppo di persone, penso a Renzi e Civati, che ne prendessero la guida; e il modo più immediato e convincente per farlo sarebbe quello di presentare una propria candidatura alle primarie del csx.
Più si lascia Vendola come unico attore dinamico e innovatore (o presunto tale) nel campo del csx, più le chance di modernizzare il pd e di vincere le elezioni si restringono. Purtroppo temo che se si andrà a votare in primavera le condizioni per un’opzione di questo tipo non ci saranno e quindi ci ritroveremo con Papi Silvio a un passo dal Quirinale (dove il passo sta per la dubbia compattezza del terzo polo al Senato).
Ma infatti il progetto era e rimane l’unico possibile, solo che Uolter e gli altri dovrebbero trovare/favorire un “giovane” credibile, intelligente e sufficientemente carismatico per interpretarlo. Lo faranno? No. E ci ritroveremo Papi prima alla presidenza del consiglio e poi al Quirinale. L’orrore.
Secondo me anche un buon progetto se affidato a Veltroni naufraga.. Veltroni quello del Baratto (http://www.kaosedizioni.com/sch_baratto.htm).. quello che non è mai stato comunista.. quello che ha dato una mano a far fuori l’ottimo governo Prodi.. ecco Veltroni dovrebbe solo andarsene in Africa. Quando avrò la possibilità di votare Civati, piuttosto che Scalfarotto, o che so io Francesco Costa, esaminerò con attenzione programmi e progetti, ma se mi si para davanti Veltroni, io non sto neppure a guardare il progetto.
A me sembra un ossimoro. Veltroni si ripresenta con un programma progressista (di nuovo). Dovrebbe coagulare seguito, formare un nuovo gruppo dirigente e lasciar loro il posto.
La seconda e la terza non sono difficili, basta volerlo.
La prima invece mi lascia perplesso: come fai a coagulare seguito attorno al gruppo dirigente attuale di Veltroni? Tu stesso noti come Fioroni, Gentiloni e lo stesso Uolter non siano piu’ credibili.
Personalmente credo che il dejavu di Veltroni, nell’Italia del personalismo politico e dei perpetui, annacquerebbe anche la piu’ meravigliosa delle buone intenzioni.
Giusto: la ragione sociale di un partito è (sarebbe) attrarre nuovi elettori.
Il buon Walter con me l’ultima volta c’era pure quasi riuscito. Dopo quell’”andiamo da soli” m’ero deciso: sarei andato a votare e avrei votato per il PD, liberato una volta per tutte dal sottobosco dei comunisti vecchi e nuovi.
Poi Walterone nostro ha aggiunto che per lui “da soli” vuol dire con Di Pietro: ecco, è proprio in quella che l’ho mandato affanculo, lui e il Pd.
Più che di eterogenesi, parlerei ai autogenesi. Insomma, se te li vai a cercare, poi i guai arrivano.
@francesco. Beh, in effetti, se riuscissero anche solo a porsi il problema, sarebbe un grande passo avanti, non c’è dubbio. Quando al fatto di trovare una soluzione, non so se siano loro i personaggi più adatti a farlo.
In effetti, con i vincoli attuali (frammentazione dell’elettorato, litigio permanente dei gruppi dirigenti, difficoltà di mettere insieme gente con vissuti e con idee completamente diverse ecc) forse il problema non ha affatto alcuna soluzione.
Sarei d’accordo su tutto il post, anche per la speranza che avevo riposto nel primo Lingotto. Nondimeno, mi pare ci sia un significativo elemento nuovo rispetto ad allora, ovvero il flirtare sempre più intenso del CSX, con Amato prima e ora con Veltroni, con improbabili, ed elettoralmente molto penalizzanti, tasse di varia natura, patrimoniali incluse. Come se, in un paese di pressione fiscale come la nostra, il CSX nn fosse già abbastanza identificato da molti come il partito delle tasse. C’è un problema? Facile, aumentiamo le tasse, mettiamo una nuova tassa, le tasse sono belle, che bella la tassa sull’europa…. sono parole suicide! Così nn si vincerà mai. La percezione di molti è questa e, confesso con amarezza, comincia ad essere anche la mia,
http://www.ilfoglio.it/soloqui/7483
Concordo. La proposta di Amato sulla patrimoniale è suicida in termini politici per la sinistra ed economici per il paese tutto. Ma ve lo immaginate un governo di qualsiasi colore che non avesse più il problema del debito pubblico? Assumerebbe un milione di precari nullafacenti come clientela, la metà al sud, in un anno. E in breve saremmo daccapo. E, inoltre, il debito pubblico non lo hanno provocato gli italiani ma la loro classe politica nella sua immensa incompetenza. Cosa ci fa pensare che tale incompetenza sia improvvisamente scomparsa? No, se passa la patrimoniale non voto nemmeno Bossi, ma mi tatuo addosso l’immagine del trota. Come fosse il Che.
Una volta uno disse “andare oltre la sinistra”: qualcun altro gli rispose oltre la sinistra c’è la destra. Infatti oggi quell’uno sta a destra.
Oggi si dice “nuovo progressismo fuori dal ’900″, per tornare all’800?
Le tasse sono il male (tranne quando servono a pagare le guerre), i poveri e i disoccupati sono tali perché se lo meritano, i sindacati hanno troppo potere, la società non esiste. Ma quanto sono progressisti certi sostenitori di Veltroni!
Veltroni è l’unico che abbia il giusto mix tra spessore culturale, esperienze di vita amministrativa reale, riferimenti politico-culturali ed età per poter interpretare l’oggi e il domani con profitto.
Gli altri leader del PD sono o vecchi, o ridicoli, o inadeguati c’è poco da fare e lo abbiamo visto in questi anni.
Il fatto che Veltroni abbia già fallito (fallito poi, ha portato il partito solo contro tutti e avendo contro anche una parte forte di esso a oltre il 30%) certamente lo penalizza nel riproporsi o nel riproporre la sua idea. Ma, sinceramente, “ohragazzimastiamoscherzando”, che idee ha tirato fuori per affrontare la modernità e i suoi problemi?
Se si riproponesse la candidatura veltroniana sarebbe l’unica per cui mi sentirei motivato a votare e a votare PD.
condivido in pieno la tua analisi. anch’io ho provato sconcerto nel leggere la standing ovation di Scalfari: a me riesce difficile, dal momento che vivo “un conto in sospeso” il loro recente passato… cristina
L’analisi si può anche condividere, ma come hai detto non c’è nessuno con gli attributi emle capacità, solo tanti bravi a filosofeggiare su cosa si dovrebbe fare… E quindi che si fa? Mi spiace ma ultimamente tutti i miei ragionamenti sul PD portano qui. Cosa si dovrebbe fare?
Solo un dettaglio: la segreteria Veltroni è stata una dalle più disastrose che si siano mai viste. Semza contare che con i suoi “ma anche” ci siamo fatti ridere dietro da tutti.
Veltroni dovrebbe lavorare per il partito e non fare dichiarazioni pubbliche per i prossimi 10-15 anni.
Quello di cui abbiamo bisogno è unità e saper parlare con una voce unica, anche se questa non corrisponde al 100% con quello che pensiamo.
Non ci servono maanchisti e rottamatori.
Unità, organizzazione e lavoro sul territorio. Il resto è controproducente.
Se Bersani sbaglia si valuterà dopo le prossime elezioni. Se ognuno va per i fatti suoi, è difficile vincere.