Leader che non lo sono

Più delle cose che Sarah Palin ha detto nei mesi che hanno preceduto la strage di Tucson, io sto trovando triste e inquietante il suo silenzio nei giorni che sono seguiti alla strage di Tucson. Sono d’accordo con i molti che in questi giorni hanno detto che è sbagliato affibbiare a Sarah Palin la colpa della follia di un disgraziato, specie se di questo disgraziato non si sa praticamente niente che non sia il suo nome.

Resto anche dell’idea che avevo espresso ai tempi dell’aggressione a Silvio Berlusconi, però: chi gode della stima e della fiducia di molte persone dovrebbe fare più attenzione degli altri a cosa dice e a come lo dice. Che da un grande potere derivano grandi responsabilità non vale solo per Spiderman o per Wikileaks, ma per chiunque abbia in mano un pezzetto delle sorti del pezzetto di mondo che abita. Non è colpa di Sarah Palin se Jared Loughner ha ucciso sei persone. Ma questo è il momento in cui una persona ascoltata e influente quanto è Sarah Palin negli Stati Uniti dovrebbe mostrarsi all’altezza del ruolo di leader e guida cui ambisce, come opinionista o come aspirante presidente. Invece abbiamo quattro righe su Facebook e quattro righe spedite via email a Glenn Beck. È una cosa deprimente e indice, questo sì, di una microscopica personalità e di una gigantesca inadeguatezza.

16 commenti

  1. giavasan:

    Questo l’hai visto?

    http://i.imgur.com/UcNWH.png

  2. francescocosta:

    Non l’avevo visto. La logica è grossolana ma tiene, anche perché in entrambi i casi gli “estremisti” sono quelli che hanno preso alla lettera quello che i “non-estremisti” si limitano ad affermare con le parole, avallare o tollerare.

  3. knulp:

    Caro Francesco, io ho trovato molto inquietante questo:

    http://scacciamennule.blogspot.com/2011/01/bersagli.html

    sinceramente, non mi sembra affatto un modo di far politica all’altezza di un candidato alla presidenza, indipendentemente dalla strage.

  4. francescocosta:

    Sono d’accordo, ovviamente, specie se siamo d’accordo che quel disegno lì con la strage non c’entra. Quella roba mi fa schifo, ma è una cosa che non ha inventato Palin: esiste purtroppo nel dibattito politico americano da almeno vent’anni, e seppure con accenti molto diversi – molto diversi – coinvolge anche i democratici. Il silenzio di Palin invece è una bocciatura, il fallimento dell’ennesimo test sulla sua statura.

  5. francescocosta:

    Questo, per dire, era lo spot di un senatore democratico eletto alle ultime elezioni di metà mandato: http://www.youtube.com/watch?v=xIJORBRpOPM

  6. knulp:

    Lo so, però ritengo sarebbe bene che chi aspira alla carica più alta, USA President, evitasse queste cadute di stile.

    Hai ragione sul silenzio, ma credo che la Palin non abbia le capacità oratorie per elaborare la questione in maniera onorevole, specialmente in un pubblico dibattito. Quel disegno sarà utilizzato come un’arma contro di lei ogni volta che sarà possibile. Oppure il suo staff sta rimurginando una posizione, ma non ne hanno ancora trovato una soddisfacente.

  7. reb:

    sono d’accordo con l’analisi e comunque si, questa e’ solo l’ENNESIMO esempio di quanto sia umanamente e politicamente piccola sarah palin

  8. comparealfio:

    mi verrebbe da dire che secondo le tesi recentemente avanzate da gasparri (il nuovo “7 Aprile”), la dovrebbero arrestare prima della prossima manifestazione dei democratici. Già, umanamente e politicamente piccoli. concordo.

  9. marquinho:

    Quando ho letto il titolo pensavo che parlassi della rottura tra Renzi e Civati.

  10. Filippo:

    La Palin ha espresso i suoi pensieri su Facebook appena è arrivata la notizia della strage invitando tutti gli americani a pregare per le vittime.
    E’ stata, come sempre presa d’assalto per quello che aveva detto dato che in quel momento si pensava fosse la mandante (neanche tanto occulta della strage).

    Un paio d’ora fa la Palin ha pubblicato un video qui http://vimeo.com/18698532

  11. Henry:

    vallo a dire a Christian Rocca che da giorni è ossessivamente impegnato sul suo blog a negare ogni responsabilità indiretta della Palin e del Tea Party. E’ peggio di Fox News. E dire che Rocca è uno dei migliori commentatori di politica Usa che ci siano in Italia. Imbarazzante.

  12. knulp:

    Alla fine i suoi ghost-writer ce l’hanno fatta: hanno trovato una posizione considerata soddisfacente, cioè che è possibile fare tutti gli ammiccamenti possibili in campagna elettorale (e anche fuori dalla campagna elettorale).
    Vediamo come continuerà la faccenda.

  13. Larry Minore:

    Anche io dal titolo pensavo si parlasse del sinda’o novativo matteo renzi.

  14. sergiod:

    Non sono esperto di comunicazione politica, è quindi probabile che quanto stia per scrivere sia uno strafalcione.
    Il mio dubbio è: se Palin si esponesse con dichiarazioni più articolate e di profilo più istituzionale rigettando la responsabilità dell’accaduto e tetando di “smontare” le ambizioni di chi avesse intenzione di ripetere cose del genere, non darebbe inevitabilmente corda a chi dice che, allora, anche lei pensa che sia ragionevole vedere un legame tra le sue dichiarazioni passate e la strage? Non rischierebbe di infilarsi in un vicolo per cui poi deve giustificare due prese di posizione e non una?

  15. Filippo:

    Vorrei rispondere a Henry che Rocca non è impegnato a negare la responsabilità della Palin e dei Tea Party, bensì è “ossessivamente” impegnato a riportare quello che è successo e non ipotesi campate in aria.

    Del resto se il New York Times, il Washington Post, il Wall Street Journal il Los Angeles Times, USA Today e Jon Stewart (tanto per citarne solo alcuni) hanno negato qualsiasi tipo di legame fra la politica e quello che è successo a Tucson, ormai possiamo dire che solo chi non è bene informato può sostenere il contrario.

  16. brandavide:

    O possiamo dire che Henry non ha capito né Costa, né Rocca, né una fava.