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“Perché ho lasciato l’Islam”

A causa di questo testo, tra gli altri, un ragazzo palestinese di 26 anni rischia di passare il resto della sua vita in prigione. Se gli va bene.

Muslims often ask me why I left Islam. What strikes me is that Muslims can’t seem to understand that renouncing Islam is a choice offered to everyone and that anyone has the right to do so. They believe anyone who leaves Islam is an agent or a spy for a Western State, namely the Jewish State, and that they get paid bundles of money by the governments of these countries and their secret services. They actually don’t get that people are free to think and believe in whatever suits them.

(continua a leggere)

3 commenti

  1. Henry:

    qualche giorno fa su Repubblica c’era un articolo di David Grossmann. Il titolo era “Amo Israele ma combatto l’illusione delle colonie”. Dopo averlo letto mi sono chiesto per l’ennesima volta perché non si possa leggere un articolo simile da parte di intellettuali e/o politici palestinesi. O più in generale arabi. Qualcuno che dica: “Amo la Palestina ma non certi estremismi, gli incitamenti alla violenza, la prevaricazione contro chi non è d’accordo, eccetera”. Mai successo, almeno che io sappia. Temo che dalle sinistre occidentali simili prese di posizione non vengano neppure chieste, non dico pretese (che sarebbe doveroso). Gli intellettuali palestinesi e arabi moderati non interessano a nessuno. La cosa tragica è che di Palestinesi ne ho conosciuti diversi e quasi tutti erano molto più moderati e razionali della loro classe dirigente e degli occidentali che hanno fatto una bandiera della loro giusta causa. Qualcuno ha delle spiegazioni convincenti?

  2. John Doe:

    “Qualcuno ha delle spiegazioni convincenti?”

    Soldi? Potere?
    Tutti e due, tanti. Ma tanti davvero. Un po’ sono anche tuoi.

  3. luny:

    Non e’ affatto sorprendente che la Bantustan creata dal regime Israeliano usi la repressione religiosa per darsi una legittimita’.
    Democraticamente, non ha nessuna legittimita’, visto che e’ composta da gente che ha perso le elezioni e che si mantiene al potere grazie all’appoggio USA e Israeliano e a una repressione politica che fa sembrare l’Iran, per esempio, il paradiso dei diritti umani.

    Notizie come questa dovrebbero convincere chiunque che l'”autorita’ Palestinese” non sia legittimata a rappresentare e firmare accordi con chicchessia.

    La vera pace ci sara’ quando sia la supremazia religiosa praticata dall’autorita’ Palestinese, sia quella etnico-razziale praticato da Israele, verranno abbandonati in favore di un’unico stato, in cui il figlio del profugo Palestinese e il figlio del colono Israeliano andranno nella stessa scuola laica, vivranno negli stessi quartieri, e avranno le stesse possibilita’ di lavorare e di studiare.

    Va a http://www.electronicintifada.net
    e http://www.mondoweiss.net
    per vedere come arrivarci.