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Avvocati

In giro per social network ho cominciato a leggere qualche commento scemo riguardo Giuliano Pisapia, per via del suo aver difeso, tra gli altri, Arnaldo Forlani, Scientology e Abdullah Ocalan nel corso della sua carriera di avvocato.

Torna utile quindi ribadire ancora una volta che si tratta di argomenti pericolosi e indegni di uno stato democratico, perché in alcun modo fare l’avvocato di un imputato rende l’avvocato complice o correo del reato. In-nessun-modo: nemmeno tirando in mezzo termini melliflui e scivolosi come “frequentazioni”, “vicinanze” e cose del genere. Se ci sembra giusto e opportuno – giusto e opportuno: non una cosa da sopportare – che anche il peggior criminale abbia diritto alla difesa, allora non si possono trattare i loro avvocati – quelli che fanno una cosa che ci sembra giusta e opportuna – come appestati, poco di buono, gente dalle dubbie frequentazioni. Fanno una cosa giusta e opportuna, fondamentale nella considerazione di un paese come libero e democratico. Magari il caso di Pisapia farà cambiare idea anche ai molti suoi simpatizzanti che hanno giudicato frettolosamente e demagogicamente quello di Schifani, ben più comodo e istintivo.