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Avvocati

In giro per social network ho cominciato a leggere qualche commento scemo riguardo Giuliano Pisapia, per via del suo aver difeso, tra gli altri, Arnaldo Forlani, Scientology e Abdullah Ocalan nel corso della sua carriera di avvocato.

Torna utile quindi ribadire ancora una volta che si tratta di argomenti pericolosi e indegni di uno stato democratico, perché in alcun modo fare l’avvocato di un imputato rende l’avvocato complice o correo del reato. In-nessun-modo: nemmeno tirando in mezzo termini melliflui e scivolosi come “frequentazioni”, “vicinanze” e cose del genere. Se ci sembra giusto e opportuno – giusto e opportuno: non una cosa da sopportare – che anche il peggior criminale abbia diritto alla difesa, allora non si possono trattare i loro avvocati – quelli che fanno una cosa che ci sembra giusta e opportuna – come appestati, poco di buono, gente dalle dubbie frequentazioni. Fanno una cosa giusta e opportuna, fondamentale nella considerazione di un paese come libero e democratico. Magari il caso di Pisapia farà cambiare idea anche ai molti suoi simpatizzanti che hanno giudicato frettolosamente e demagogicamente quello di Schifani, ben più comodo e istintivo.

44 commenti

  1. Champ:

    Faccio notare due cosette correlate a questa cosa detta da Francesco:

    1) vale (chiaramente in misura minore visto che non attiene al diritto di difesa che è un diritto costituzionale) anche per le ignobili accuse rivolte a un architetto che sarebbe stato colpevole di aver lavorato per i maggiori immobiliaristi italiani. Ovvero colpevole di essere bravo.

    2) che nè l’architetto di cui sopra nè i suoi sostenitori (nopn parlo dei singoli) non hanno mai (mai!) utilizzato quegli ignobili argomenti contro Pisapia

  2. francescocosta:

    Sacrosante entrambe le cose.

  3. John Doe:

    Beh, se proprio si deve parlare di professione….allora su Pisapia diciamola tutta. Un conto è difendere criminali, anche i peggiori, perchè stiamo nel normale svolgimento della professione. Altro conto è difendere una certa tipologia di criminalità (o terrorismo) con l’unico discrimine che è l’appartenenza all’area politica.
    Forse questo è un passettino ulteriore…

    Concordo in pieno con il ragionamento di Champ

  4. Flx:

    Anche difendere i terroristi rientra nel normale svolgimento della professione. Oppure i terroristi non hanno diritto alla difesa?

  5. Drum12:

    Argomenti pericolosi e indegni non ce ne dovrebbero essere, in uno Stato democratico. Non pericolosi, ché uno Stato democratico dovrebbe avere al suo interno gli anticorpi per disinnescarne la pericolosità; non indegni, ché non parlare di qualcosa può anche essere visto come tentativo di nasconderla.
    Nel caso di specie, poi, trovo che sia quantomeno sciocco cercare sempre di distinguere tra l’attività professionale e lavorativa svolta da un candidato, e la bontà del candidato stesso. Se non valuto un candidato sindaco da come lavora, da cosa lo dovrei valutare? E se non valuto un avvocato (specie penalista) dagli imputati che decide di difenderne (che per gli avvocati il mandato non è che sia obbligatorio), da cosa valuto?
    Credo che in uno stato democratico sia giusto e doveroso parlare dell’attività professionale sinora svolta da Pisapia e dei clienti che scelse di difendere.
    Ovviamente, con questo non voglio dire che Pisapia sia sospettato/complice di alcunché. Ma lo valuto anche dalle sue scelte in fatto di clientela.

  6. John Doe:

    Scusa Flx, cos’è che non capisci? Se dico che difendere chiunque è non solo legittimo ma anche normale, e non può essere materia di polemica…è chiaro?
    E se dico che uno appartiene ad una associazione che ha come scopo il difendere solo ed unicamente un certo tipo di imputato, posso almeno dire che è un avvocato “sui generis”?

    Ecco, spero di aver spiegato meglio, anche considerando che questo discorso non ha alcuna rilevanza rispetto alla candidatura a sindaco di Milano. Lo scopo, che io condivido, del post di Costa è esattamente contestare il chiacchiericcio che ha come unico scopo quello di deviare il discorso dalle cose che contano.
    È vero, come dice Drum12, che argomenti pericolosi e indegni non ce ne devono essere…..ma tendenziosi sì. L’importante è riconoscerli.

    ps: se fossi a Milano non voterei Pisapia e neanche la Moratti. Andrei al mare…

  7. SLM:

    Vabbè, queste non sono le primarie per scegliere l’avvocato del PD, sono le primarie per scegliere il sindaco di Milano. Andrebbe valutato circa i temi più importanti per la cittadinanza e non credo che Scientology o il terrorismo curdo siano fra questi. Avrà un programma, Pisapia. Lo si valuti su quello.

  8. Drum12:

    L’importanza del programma è indiscutibile, ma se non valuto il lavoro che ha svolto sinora come faccio a valutare la capacità di attuarlo? Si badi, io ho votato per Boeri, ora voterò per Pisapia. Ma francamente non capisco perchè non si debba anche valutare che egli, tra le altre cose, ha assunto mandati di difesa per situazioni molte note al pubblico e, a torto o a ragione, politicizzate. I terroristi hanno diritto di difesa? Assolutamente sì. Può un avvocato che ne ha difeso uno, fare il sindaco di una città? Assolutamente sì, e il motivo lo ha spiegato il proprietario del blog. Però non credo assolutamente che parlarne sia uno scandalo o un rischio. That’s my 2 cents.

  9. luzmic:

    Non sono così sicuro che nella percezione della gente anche il peggior criminale abbia diritto alla difesa. Anzi, penso che per la maggior parte degli italiani il fatto che anche il peggior criminale abbia diritto alla difesa sia percepito sempre di più come un odioso ostacolo alla realizzazione della Gistizia. Il che presuppone naturalmente che il peggior criminale sia tale ancora prima di essere giudicato, naturalmente, ma questa nozione si sta perdendo per lasciare il posto alla rassicurante convinzione che esistano delle colpevolezze “autoevidenti”. E’ questo, prima ancora del biasimo per il difensore, il dato più preoccupante.

  10. John Doe:

    Concordo in parte con Drum12. È vero che è legittimo parlare di tutto, e se si deve per forza parlare del suo passato io credo che Pisapia sia un avvocato un pelino….sui generis. Come definire altrimenti uno che non difende semplicemente criminali e terroristi (come tutti i penalisti), ma fa parte di un’associazione nata per difendere solo un tipo di imputato?
    Quando il criterio con cui si sceglie il cliente è politico, si può ben dire che ci sia una qualche….tipicità :-)

    Siccome penso che sta roba con un candidato sindaco non abbia nulla a che fare, a meno di sostenere che un garantista applicato ai parcheggi sia meglio di un forcaiolo, concordo sul fatto che sia legittimo parlarne, ma penso anche che sia fuorviante in relazione alla sua candidatura. Basta saperlo, e poi si parla di tutto.

  11. marquinho:

    @john doe
    un’associazione nata per difendere solo un tipo di imputato.

    Solo per intendersi qual è questa associazione?

  12. Drum12:

    @luzmic E’ assolutamente vero quanto dici, e io credo che dipenda da due cose, in rigoroso ordine di importanza: 1) giornalismo e comunicazione; 2) ordinamento processuale italiano. Dico la 1) perchè praticamente tutto il giornalismo che vedo in televisione semplifica, tantissimo e senza un minimo di ritegno, ad uno squallido Buoni vs. Cattivi – a prescidere dai contenuti. La massima semplificazione porta a escludere le zone di grigio, dove – per mia esperienza personale – credo risieda la maggior parte delle verità. E la Giustizia dovrebbe tendere alla verità. 2) ordinamento processuale italiano. Questo discorso vale più per il civile che per il penale, però francamente i tempi della giustizia italiana sono lunghissimi. Siccome ogni governo fa e disfa a suo comodo, l’ordinamento processuale è visto come qualcosa di nebuloso, poco chiaro e – in ultima analisi – truffaldino. Io aspetterei un momento che si sedimenti l’ultima riforma fatta (a prescindere se è tutta giusta o tutta sbagliata), vediamo come funziona e poi decidiamo i correttivi.

  13. Fabio:

    Secondo me il problema non è la difesa del peggior criminale ma l’appartenere al contesto del crimine indipendentemente dal difendere o meno il criminale stesso.

    La Mafia a Palermo non è un insieme di episodi ma un controstato che trae vitalità proprio dalla sua contiguità allo stato. Occorre considerare che l’eccezionalità del fenomeno non riguarda la sua mostruosità ma la sua capacità di essere a cavallo tra la la legalità e l’illegalità, il suo rapporto con le istituzioni.

    Mi pare di poter dire che Pisapia è esterno agli ambienti in cui sguazzano i criminali che ha difeso. Non possiamo dire lo stesso di Schifani. Anzi, sappiamo che era completamente immerso nel suo Contesto. Il punto è solo questo.

    Chi vuole dire il contario lo argomenti pure. Dica pure che il rapporto tra Schifani e Bontate era lo stesso di quello tra Pisapia e Forlani o gli imputati appartenenti a Scientiology.

  14. francescocosta:

    A parte che a voler fare il travaglino ti si potrebbe dire che Pisapia è stato deputato di Rifondazione Comunista e ha difeso Ocalan portato in Italia da un deputato di Rifondazione collega di Pisapia, devi argomentarlo tu: perché il rapporto tra Schifani e Bontade è diverso da quello tra Pisapia e un brigatista?

  15. Fabio:

    Il paragone tra Schifani e Pisapia è del tutto inappropriato anche perchè non prende in considerazione la differenza tra il ruolo politico-amministrativo del Sindaco di Milano e il ruolo Istituzionale del Presidente del Senato.

    Le due cariche prevedono dei requisiti minimi diversi. Si può essere dei potenziali buoni sindaci di Milano senza essere dei potenziali buoni Presidenti del Senato. Allo stesso modo possiamo pensare ad un potenziale buon Presidente del Senato che non sia un potenziale buon Sindaco di Milano.

    Ciononostante chiunque può sostenere di non voler votare Pisapia perchè ha difeso Forlani senza che gli si possa dire che non sa che il diritto alla difesa è sacrosanto.

    Allo stesso modo mi sembra lecito considerare che l’elezione di Schifani alla Presidenza del Senato, seppure legittima formalmente, non è opportuna perchè la Presidenza del Senato deve essere, oltre che non mafioso, anche Anti-Mafioso.

    Nessuna frettolosità o demagogismo in queste considerazioni. Solo ponderazione. Certo, sempre aperti all’errore, s’intende.

  16. Fabio:

    Chissà perchè mi merito del travaglino. Vabbè.

    Argomento facilmente che la vicinanza ideologica a Ocalan non è paragonabile all’appartenenza fattuale di Schifani all’ambiente mafioso (che non è la sua condannabilità per associazione mafiosa o concorso esterno). Per difendere ideologicamente Ocalan non si deve nemmeno ritenere che le abbia fatte tutte giuste ma solo che il suo diritto di esprimere l’indipendenza del suo popolo è insopprimibile.

    Al massimo Pisapia, rispetto ad Ocalan, può essere accusato di avere delle idee sbagliate.

    Schifani può essere accusato di non avere fatto di tutto per essersi distinto dall’ambiente mafioso che letteralemente dominava a Palermo e in Sicilia, se non in Italia, nel 1983.

  17. francescocosta:

    No, Fabio, scusa ma dici cose che non stanno né in cielo né in terra, parli di “requisiti minimi richiesti” che non sono richiesti da nessuna parte. Ti faccio poche domandine, da risposta facile.

    Una è quella a cui non hai risposto prima: perché il rapporto tra Schifani e Bontade è diverso da quello tra Pisapia e un brigatista?

    Dici che non possiamo considerare Schifani antimafioso perché ha difeso Bontade: pensi quindi che secondo un vero antimafioso gli imputati per mafia non hanno diritto a un avvocato? se pensi che i mafiosi hanno diritto a un avvocato, ti auguri che ci siano in giro degli avvocati disonesti e non antimafiosi che facciano questa cosa?

    Ultima. Pensi che essere antimafioso sia un requisito importante per fare il presidente del senato ma NON per fare il sindaco di Milano? Anche dopo le cose che ti ha spiegato Saviano ieri sera, per fare l’esempio più recente?

  18. Fabio:

    Francesco, vuoi negare che la forza della mafia sia il filo di continuità tra il legale e l’illegale e la necessità di tagliare il filo?
    Vuoi negare che uno dei modi di tagliare il filo sia il dare alla scelta delle cariche istituzionali una valenza simbolica antimafiosa importante?

    Io sostengo che la scelta delle cariche istituzionali debba necessariamente esprimere la scelta della Repubblica di ripudiare la Mafia. Semplicemente, la scelta di Schifani non esprime questa scelta e quindi non è una buona scelta.

    Avere contatti con mafiosi se si è un prete può rientrare nell’ordine delle cose, ma se dovessimo scegliere tra i preti che hanno avuto a che fare con la mafia vogliamo un Papa che si sia espresso fortemente contro la mafia oppure uno che vi ha convissuto?

  19. francescocosta:

    “Appartenenza fattuale dall’ambiente mafioso” è una calunnia e te ne prendi la responsabilità. Ed è anche una cazzata: Schifani non è stato mai nemmeno indagato per mafia. Nemmeno indagato, nemmeno per concorso esterno o favoreggiamento, che sono le cose che implichi tu: e ti ricordo che in Italia si diventa colpevoli a condanna definitiva. Qui non c’è mai stato manco il processo, manco le indagini. Parliamo di nulla.

  20. francescocosta:

    Mi rispondi, per favore?

  21. Fabio:

    La differenza è nel tipo di crimine: Mafia e Terrorismo sono due cose diverse – il loro incontro come nelle stragi degli anni novanta da origine a fenomeni nuovi. Un’altra differenza è nel fatto che le ragioni di Pisapia nell’accettare la difesa di Ocalan potevano essere ideologiche ma egli non partecipava e non poteva aver partecipato alle scelte e all’organizzazione degli eventi terroristici posti in essere da Ocalan. Lo stesso per quanto riguarda Forlani. Non aveva particepato in nessun modo alla suo modo corrotto di occupare e gestire il potere democratico.
    Solo faceva l’avvocato del foro milanese.

    Non so cosa creda un vero anti-mafioso, io però, se fossi un avvocato, se sapessi o sospettassi che le accuse siano vere, allora rifiuterei l’incarico.

    Per caso rifiutare l’incarico non è legittimo o è la soppressione del diritto alla difesa?

    Secondo me, Questo rifiuto non comporta la negazione del diritto alla difesa perchè la Repubblica non può processare in assenza di avvocato ma deve attribuirne uno d’Ufficio, quindi il mafioso sarebbe comunque difeso.

    O vogliamo dire che chi è difeso da avvocati d’ufficio non è difeso?

    Infine, sono d’accordissimo con te. Io ho solo detto in generale che le due cariche sono diverse e che in linea di principio possono essere diversi i criteri minimi.

    Sono anche d’accordo che i criteri minimi non siano scritti da nessuna parte, ma non credo che per questo noi non ne possiamo parlare. Infatti tu accetti la loro esistenza quando mi chiedi se non bisogni essere anti-mafiosi anche per essere Sindaco di Milano.

    Credo di poter dire che che Schifani fosse immerso nel suo contesto, chen era un contesto mafioso, mentre Pisapia no. Però posso sbagliare, per mia ignoranza. Se vuoi, anche perchè non mi rendo conto del tasso di mafiosità della politica e degli affari del milanese. Ma questo potrebbe solo peggiorare l’immagine di Pisapia (che comunque non ha mai istituito una società con mafiosi).

    Che le valutazioni siano difficili e che bisogni essere molto cauti non vuol dire, in nessun modo, che fare valutazioni sia impossibile.

  22. nonunacosaseria:

    Francesco,
    hai torto e te lo spiego con parole povere: se il tizio in questione mi sta simpatico (come nei concorsi pubblici, c’è un punteggio: 5 punti se è un vendoliano o un dipiestrista; 7 se sta simpatico pure a Travaglio; 10 se è in contrapposizione a uno del PD) allora le frequentazioni professionali non contano; se mi sta antipatico (e qui il punteggio è in negativo: -5 punti se è del PD; -7 punti se sta antipatico pure a Travaglio; -10 punti se è del PdL) le frequentazioni contano, eccome.
    Pisapia ha ottenuto 15 punti su 22 totali; Schifani, invece, era a -17. Non c’è partita, un divario di 32 punti totali: per cui, inutile continuare la discussione.

  23. Fabio:

    @ nonunacosaseria

    Quindi il rapporto tra Pisapia e Forlani, Scientology e Ocalan è lo stesso di quello tra Schifani e Bontate?

    Comunque ti sbagli perchè a Milano avrei votato Boeri (che non è Vendoliano nè Dipietrista, non è simpatico a Travaglio ed era anche appaggiato al Partito Democratico).

    Secondo me l’idea di sapere sempre chi si ha di fronte è stupida.

    La mia intenzione non è quella di difendere Pisapia, ma quella di dire che i casi di Pisapia e Schifani sono diversi.

    Se poi credete che Pisapia sia simile a Schifani allora datemi le informazioni che mi mancano.

    @ Francesco Costa

    Scusa ma se la frase è:

    “Argomento facilmente che la vicinanza ideologica a Ocalan non è paragonabile all’appartenenza fattuale di Schifani all’ambiente mafioso (che non è la sua condannabilità per associazione mafiosa o concorso esterno)”

    perchè citi

    “Appartenenza fattuale all’ambiente mafioso”

    Questo è scorretto e distorsivo.

    E’ chiaro quello che voglio dire: non bisogna essere imputati per Mafia, indagati per Concorso esterno per avere a che fare con la Mafia. Questo non vuol dire che chiunque ha a che fare con la mafia è sullo stesso piano. Per esempio Falcone ha avuto a che fare con la Mafia, per Combatterla. Anche il Generale Mori ha avuto a che fare con la Mafia per combatterla ma si è comportato in modo diverso ed è giudicabile moralmente prima ancora che giuridicamente.

    Magari il Generale Mori è innocente, anzi lo è fino a prova contraria, ma io posso non approvare il suo comportamento senza accusarlo di essere un mafioso.

    Eppure lui aveva il dovere di avere a che fare con la Mafia.

    Schifani non aveva il dovere di avere a che fare con la mafia. La sua è stata una scelta. Io la vogliuo valutare.

    A Milano come a Palermo.

  24. marquinho:

    @ non una cosa seria
    Pisapia totalizza 8 (5 vendoliano, 10 in contrapposizione a PD – 7 antipatico a Travaglio)

    @ francescocosta
    differenze tra difendere i mafiosi e difendere i terroristi
    a) l’onorario (molto più succulento nel primo caso)
    b) le relazioni che si instaurano, non risulta che Pisapia abbia mai frequentato o avuto come soci altri membri del PKK
    c) gli appoggi elettorali, i terroristi controllano pochi voti.

  25. francescocosta:

    Hai anche delle prove, per queste illazioni? Tipo le parcelle o le prove del sostegno elettorale dei mafiosi a Schifani? Se no siamo anche qui alla calunnia.

  26. holdenC:

    bravo francesco. repetita iuvant

  27. Fabio:

    Sei scorretto perchè tu chiedi la differenza tra i due fenomeni e quando ti si risponde che i terrorismo non porta voti mentre la mafia si tu invochi le prove nel caso si Schifani.

    Il voto di scambio è un reato, quindi se si ritiene che Schifani possa essere colpevole occorrerebbe denunciarlo. E non lo si vuole fare.

    Però, non si vuole che si dipinga il difensore di Giovanni Bontate (mafioso) come un eroe dei diritti civili in Italia. Si vuole dire, è possibile pensare che difendere Bontate porti dei vantaggi indipendenti dalla parcella.

    Pisapia si avvicina di più all’idea di difensore dei diritti civili, sebbene mi farebbe piacere sapere come intende lui la lotta alla mafia e i valori anti-mafia.

    Per esempio ha proposto una commissione antimafia del comune di Milano (http://www.scribd.com/doc/39831028/PISAPIA-URGENTE-UNA-COMMISSIONE-ANTIMAFIA-CON-EFFETTIVI-POTERI-DI-CONTROLLO-SU-APPALTI-E-SUBAPPALTI), ma che bisogno c’è della commissione antimafia se basta il tribunale? Che tipo di controlli deve fare? Che legittimità ha?

  28. francescocosta:

    Fabio, tu in sostanza dici che è giusto che i mafiosi abbiano un avvocato, e non vorresti accadesse il contrario, ma dici anche che chi fa l’avvocato di un mafioso non può essere definito anti-mafioso. Quindi, in sostanza, speri che continuino a esserci sempre un po’ di avvocati disonesti, e l’ipotesi che un giorno ci siano solo avvocati anti-mafiosi ti sembra ingiusta.

  29. Fabio:

    Il difensore di un mafioso, per il fatto semplice di avere difeso il mafioso, non è nè mafioso nè non mafioso, ma anche nè disonensto nè onesto.

    Voglio dire che l’avere difeso un mafioso nel 1983 non si può indicare come un gesto a favore dei diritti civili ma, legittissimamente, un gesto a favore della propria carriera di avvocato.

    Voglio che la Repubblica assicuri un giusto processo con tutte le garanzie e che la formulazione della prova sia dialettica. Voglio, di consegunza, che venga assicurato un avvocato a ciascun mafioso.

    Ma non possiamo discutere a priori i rapporti tra avvocatura e mafia. Questo lo sai anche tu. Non sono questi i termini della questione. Voglio dire che occorre guardare il particolare.

    Nella Palermo dell’inizio degli anni 80 la Mafia è padrona delle singole strade. Non è un periodo di inabbissamento ma è il momento della guerra di Mafia. Bontate è il fratello del precedente capo di cosa nostra e vicino ai nuovi capi corleonesi.
    A Palermo è possibile uccidere La Torre, Chinnici (che dirà di ritenere responsabile della sua morte proprio l’avvocato penalista che con Schifani difendeva Bontate), Dalla Chiesa, poliziotti e carabinieri. Lo stato è impegnato nel primo attacco frontale alla Mafia sulla base della legge Rognoni-La Torre.

    Avrei voluto che tutti gli avvocati del foro palermitano si fossero dichiarati indisponibili alla sua difesa e che fosse stato chiamato un avvocato da L’Aquila, da Perugia, da Torino, chissà magari da Milano per difendere d’Ufficio Bontate.

    Vorrei che nessuno si possa avvantaggiare, seppure la cosa è legittima, dei soldi della mafia. Nemmeno se il vantaggio è la sola parcella.

    La contraddizione non è come quella che poni tu ma riconosco che arriviamo ad una forma di contraddizione. Da questa occorre uscire, ma non se ne può uscire che tutti sono insindacabili per le loro scelte passate

  30. Raphaël:

    Io non vorrei Ghedini sindaco di Milano, o di qualunque altra città, perché è l’avvocato di Berlusconi. Questo non significa che Berlusconi secondo me non abbia diritto a un avvocato; né significa per forza che Ghedini sia “un avvocato disonesto”; significa soltanto che, nel mio giudizio di elettore e nel mio modo di “contare i punti”, uno che è avvocato di Berlusconi mi sta antipatico e non lo voglio votare.

    Per la stessa ragione non vorrei l’avvocato di Calisto Tanzi come presidente della Banca d’Italia; magari è l’avvocato più onesto d’Italia e anche il miglior economista; però se potessi scegliere preferirei un avvocato i cui clienti erano consumatori rovinati da Parmalat. Non si tratta di “requisiti” giuridici o persino morali; si tratta di pure affinità politiche con un candidato, che non avendo modo di conoscere personalmente l’elettore deve sviluppare – per forza superficialmente – sulla base delle informazioni che ha.

    Questo per dire che capisco il punto di vista di Fabio e nonunacosaseria. Ora, nel caso di Pisapia, non vedo personalmente nessun problema, però non mi pare “indegno” parlare della sua carriera perché ognuno ne tragga il giudizio che vuole. Magari se fossi un nazionalista turco potrei avere un giudizio – personale e politico, non giuridico né morale – un po’ diverso.
    Insomma, Francesco, su questo punto sono in perfetto accordo con il tuo post iniziale, meno sui tuoi commenti che mi sembrano esagerati.

    Riguardo Schifani, invece, mi sembra ci sia un punto di differenza importante rispetto a Pisapia:
    c’è una differenza fra un avvocato penalista e un avvocato civilista. L’avvocato penalista in certi sistemi giuridici ha addirittura l’obbligo deontologico di accettare qualunque cliente salvo incompatibilità personale; questo per via del sacrosanto principio che ognuno ha diritto a un difensore nel processo penale. Pisapia è un avvocato penalista. Schifani invece, nei suoi rapporti con Bontate e con altri mafiosi, ha sempre agito come avvocato civilista, il che crea un rapporto fiduciario molto diverso (e spesso molto più esteso nel tempo) fra avvocato e cliente. L’avvocato in questo caso è sempre liberissimo di scegliere i clienti come gli pare e piace secondo le sue affinità personali; e in questo caso mi sembra legittimo tenere conto di queste scelte per esprimere un giudizio sull’idoneità politica di una persona a una carica come quella di Presidente del Senato.
    Poi, “In alcun modo fare l’avvocato di un imputato rende l’avvocato complice o correo del reato” è vero nel caso di un penalista; invece l’avvocato civilista di fiducia può molto più facilmente, quando gestisce direttamente affari finanziari, appalti ecc. per conto di un mafioso, essere correo; e anche se non incorre nessuna responsabilità penale, è un rapporto di cui è più che legittimo non essere entusiasti in quanto elettori. Anzi, se uno con questo passato diventa presidente del Senato, dovrebbe come minimo dare qualche spiegazione pubblica sul fatto che i suoi rapporti di fiducia con i primi nemici dello Stato italiano siano definitivamente recisi.

  31. barbablu':

    Tutto giusto, separare l’avvocato dall’imputato. Ci mancherebbe altro. Qualche problema tuttavia l’avrei nel far entrare Scientology nel proprio curriculum. Avete presente di che si tratta, mai letto nulla in proposito ?

  32. marquinho:

    @ francescocosta
    a) devo provare che i mafiosi hanno di norma più soldi dei terroristi curdi?
    b) devo portare le prove che la mafia è anche un untuoso sistema di relazioni?

    c) sono sicuro invece di non dover provare che la mafia ha fatto votare Schifani, perché non l’ho detto – e mi dispiace se qualcuno l’ha intesa in tal senso – così come non ho detto che Schifani si debba dimettere da presidente del Senato.

    Semplicemente dato che la mafia, a differenza del terrorismo, adotta spesso metodi subdoli di infiltrazione, anche attraverso le pratiche democratiche, ritengo che partiti ed elettori debbano essere estremamente selettivi.

  33. scirocco:

    I miei cinque cents di solidarietà (e stima) per Fabio.

  34. Giacomo:

    @ Raphael, post perfetto. Complimenti.

  35. Giacomo:

    @Costa

    “A parte che a voler fare il travaglino ti si potrebbe dire che Pisapia è stato deputato di Rifondazione Comunista e ha difeso Ocalan portato in Italia da un deputato di Rifondazione collega di Pisapia, devi argomentarlo tu: perché il rapporto tra Schifani e Bontade è diverso da quello tra Pisapia e un brigatista?”

    Non c’è nessuna differenza.
    La differenza è che le brigate rosse sono state sconfitte e praticamente cancellate, mentre la Mafia è la più grande azienda italiana.
    Negli anni 70 sarebbe stasto un errore eleggere Pisapia, sarebbe significato il cedimento della cosa pubblica di fronte all’eversione. Esattamente come oggi l’elezione di Schifani significa il cedimento dello stato di Fronte alla Mafia.
    La sua costituzionalizzazione.

  36. Giacomo:

    @Costa

    Anticipo una banale obiezioni. “Dove sono le prove verso Schifani?”
    Non è una questione di prove ma di indizi. Di gravi indizi che ci testimoniano la totale indifferenza e leggerezza con cui Schifani nel suo privato affronta il problema della mafia. Bastano ed avanzano.

  37. Flx:

    @ John Doe: dire che Pisapia è un avvocato “sui generis” perché dici che farebbe parte di questa associazione ecc. ecc. è un po’ come dire che è un avvocato normale però, però… certe cose farebbe meglio a non farle. Ma Pisapia (come tutti gli avvocati) può decidere chi prendere come cliente e chi non prendere.

  38. John Doe:

    No Flx, è un po’ come dire che è un avvocato politicizzato. Come dico dal mio commento n° 6 tutto questo è assolutamente irrilevante, ma se ne parliamo…allora io la vedo così. È un avvocato e un politico di prestigio, che avuto incarichi professionali e politici di assoluto prestigio. Io penso che i secondi siano dovuti, almeno in parte e oltre che alla sua riconosciuta competenza tecnica, ai primi.

    Penso, e lo dico ancora una volta e poi rinuncio, che il suo impegno politico sia stato rilevante nella sua professione almeno tanto quanto lo è stato nei suoi mandati parlamentari.

    Quindi. Se si parla di politica tutto questo è assolutamente rilevante, lo scopo del post di Costa (che io condivido) era invece quello di evidenziare la strumentalità e l’irrilevanza di questi discorsi, visto che parliamo della sua candidatura ad un incarico amministrativo.

  39. Flx:

    @ John Doe: d’accordo sul fatto che con l’incarico amministrativo non ha a che fare.
    Che il suo impegno politico sia stato rilevante nella sua professione: nel suo ruolo di avvocato è avvocato del cliente e basta. Poi come “selezioni” i clienti sono affari suoi e del suo studio legale.

  40. Arnaldo:

    Abbi pazienza, Francesco, ma il caso di Pisapia non c’entra nulla con quello di Schifani. Perchè sul fatto che il peggior criminale della storia, chessò, l’orco di Pollicino merita una difesa. E la merita proprio, la migliore possibile, non è una cosa che gli concediamo per magnanimità.
    Ma il fatto è che i mafiosi non sono “i peggiori criminali”, sono una cosa diversa. Il mostro di Marcinelle o Ratko Mladic sono criminali peggiori di un Bontate qualsiasi, ma se Mladic – permettimi il paradosso – finisse in una galera italiana verrebbe “trattato” diversamente, meglio, di Bontate. Perchè il crimine mafioso ha una sua specificità. E questa specificità è data dal contesto che la mafia s’è saputo creare attorno. Ed è questo contesto che conta quando uno si lamenta dell’eventualità di difendere un mafioso. Non c’entra nulla col fare l’avvocato di Eichmann.

  41. Giacomo:

    @John

    “No Flx, è un po’ come dire che è un avvocato politicizzato. Come dico dal mio commento n° 6 tutto questo è assolutamente irrilevante, ma se ne parliamo…allora io la vedo così. È un avvocato e un politico di prestigio, che avuto incarichi professionali e politici di assoluto prestigio. Io penso che i secondi siano dovuti, almeno in parte e oltre che alla sua riconosciuta competenza tecnica, ai primi.

    Penso, e lo dico ancora una volta e poi rinuncio, che il suo impegno politico sia stato rilevante nella sua professione almeno tanto quanto lo è stato nei suoi mandati parlamentari.”

    Sai, penso ESATTAMENTE la stessa cosa di Schifani. Io penso che se non avesse difeso Bontade non sarebbe mai arrivato in parlamento.

  42. John Doe:

    @ Giacomo: Ottimo! Basta saperlo e avere la faccia di scrivere 2 righe e pubblicarle in gazzetta. Una roba del tipo: gli avvocati sono eleggibili solo se si sono occupati esclusivamente di vicende condominiali, accadute solo a nord di Latina.

    Naturalmente vale anche per i magistrati che, ahiloro, si fossero trovati ad assolvere, chiedere archiviazioni o anche solo riduzioni di pena per sospetti di mafia. Giusto?

    Che ci vuole? Basta scriverlo e pubblicarlo e oplà, ci si libera delle infiltrazioni.

  43. marquinho:

    Io fare un decreto in gazzetta per impedire, a chi banalizza le posizioni altrui, di scrivere nei forum

  44. Giacomo:

    Ma che decreto e decreto. Basta informare il cittadino, in modo che possa fare una scelta informata.