Un gol a porta vuota
In tutto questo gigantesco casino, non basterebbe dire semplicemente il nome del proprietario di questa benedetta casa di Montecarlo per mandare a quel paese qualsiasi complotto ordito dai servizi segreti deviati? Per carità, guai a postulare l’inversione dell’onere della prova, non si tratta certamente di un atto dovuto: ma perché privarsi e privarci di una mossa che esporrebbe a una figuraccia inenarrabile i vari Feltri, Belpietro e Capezzone? Perché non segnare questo gol a porta vuota?
E poi è anche una questione di credibilità. I dati sui proprietari degli immobili sono pubblici per legge – ovunque meno che nei paradisi fiscali, per l’appunto. Aspettarsi maturità e responsabilità istituzionale dai berlusconiani è perdere tempo: hanno notoriamente un metro di pelo sullo stomaco e calpestano le leggi come fossero foglie secche. Ma i finiani, che tengono la sbarra dritta sulla legalità e la trasparenza, possono farci sapere chi ha comprato quella casa così la chiudiamo qui, facciamo fare questa gran figuraccia ai dossieratori e torniamo una volta per tutte a occuparci dell’Italia?
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Ma gigantesco casino de che? Ma tu pensi che freghi qualcosa a qualcuno di quello che scrive Feltri in Italia? Comunque non mi sembra, lo dico snza sarcasmo, in linea con i tuoi precedenti post garantisti questo invocare “la questione politica” sulla casa di montecarlo.
Altrimenti, si scopre magari che su quest storia la pensi esattamente come Di Pietro :)
Guarda che io ho chiarissima la differenza tra responsabilità legale e responsabilità politica: sono Di Pietro e Travaglio che non ce l’hanno. Riguardo il “gigantesco casino”, oggi i finiani per via di Feltri e Montecarlo hanno rotto le trattative col PdL a una settimana dal voto di fiducia: se ti sembra poco.
ti preoccupa il fatto che hanno rotto le trattative?
Scusa Francesco, puta caso che il proprietario della casa abbia frodato il fisco, secondo te vuole finire sui giornali?
eppoi da quando un politico deve dare spiegazioni su delle mere illazioni?
inoltre io mi sto divertendo un sacco con le bufale del giornale e Fini che passa per vittima da questa storia ci guadagna e basta.
Hai visto mai che si riesca a dimostrare che sono stati messi in campo i servizi segreti contro la terza carica dello stato. E poi vuoi mettere la soddisfazione di vedere Feltri incarognirsi sempre di più.
Si, bè diciamo, a proposito dell’(ennesima) rottura, che lì il problema è più generale. Ovverosia, i finiani rompono non per il merito della questione montecarlo in sé, ma per una questione squisitamente tattico-politica: la rottura della “pax” col Berlusca, del patto di “non belligeranza”.
L’accordo era: noi per ora ti votiamo la fiducia o cmq sosteniamo il governo, e ti votiamo anche uno scudo giudiziario (in particolare: il lodo alfano costituzionalizzato e magari qualche modifica all’attuale legge ordinaria per tirare a campare nel fratempo); tu Berlusconi non ti precipiti a chiedere le elezioni e la smetti di usare tutta la potenza delle tue “bocche di fuoco” mediatiche per lanciare bordate a Fini e a noi.
Insomma: tregua armata, ognuno tesse la sua tela in attesa delle elezioni, ma senza continui attacchi espliciti.
Di fronte all’iniziativa del Giornale evidentemente Fini e i suoi avranno pensato: questo qua (Berlusca) ci continuerà ad “ammazzare” mediaticamente, e se continua così ci logora troppo impedendoci qualsiasi possibilità di organizzazione, ora la fa con questa storia di montecarlo, domani lo farà con qualsiasi di noi con qualche altro scandalo (chi non ha almeno uno scheletrino nell’armadio?) siamo tutti esposti ecc.
Io penso che sarebbe molto ma molto più divertente assistere allo sputtanamento definitivo di Feltri, Belpietro, Berlusconi, Bondi, Capezzone e compagnia bella.
E comunque non dovrebbe essere il compratore a rivelare la sua identità: dovrebbe essere AN a dire a chi l’ha venduta.
Evvabbè ma così è troppo facile. Chi ha acquistato si sa già: la società tal dei tali ecc. Il problema è chi ci sta dietro.
Ma AN può benissimo dire: e io che ne so? ho trattato con una società e non sono certo tenuta a sapere chi sono i soci (cosa che non è affatto pubblica in Italia, come ovunque del resto; solo per le società quotate in borsa, al massimo, ci sono regime pubblicitari più stringenti, peraltro anche in tal caso limitati a soci le cui partecipazioni superano determinate soglie percentuali del capitale sociale, in ogni caso qua non si tratta certo di questo).
Perchè AN “dovrebbe” sapere lei, chi erano i soci di riferimento dunque?
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P.S. questo in linea di principio,dopodichè io non sono affatto convinto che l’inchiesta del giornale sia del tutto campata in aria: che sto immobile alla fine venga affittato proprio a Tulliani appartiene al novero delle circostanze che nel mondo reale non avvengono per caso.
Ciò non toglie che Feltri, Belpietro, Capezzone e compagnia cantante sono già abbondantemente sputtanati per le modalità, al di là dei contenuti.
Bastava che Fini dicesse sì, è di quel pirla di mio cognato che è riuscito a coinvolgermi in un bordello senza fine. Ora però la casa la rivende allo stesso prezzo agli aventi causa di An che ne faranno ciò che vogliono e non mi rompete più le balle che ho cose più importanti da smazzarmi. Magari ci faceva pure una migliore figura. O no?
ma fosse che fosse l’inguacchio: a noi che ce ne duole?
non è stato un affare di denaro pubblico. non s’è intascato soldi, il fini. al limite si dovrebbe questionare sulla valutazione dell’immobile all’epoca. uff…
ok, magari, nel caso, non sarebbe stata una mossa granché elegante, ma dai, montarci ‘sto cazzo di casino… ma davvero stiamo facendo? Qui (italia) tra un po’ (novembre) per noi (poveracci) arriva la Morte a Cavallo co’ le falci in tutt’e due le mano, freganasega di montecarlo
Innanzitutto non sappiamo se non è un affare di denaro pubblico. La procura di Roma sta indagando proprio per verificare se il prezzo incongruo della compravendita non nasconda una somma versata in nero, per eludere il fisco. Allo stesso modo, c’è la possibilità che il proprietario dell’immobile sia italiano, e che abbia deciso di celarsi dietro le società offshore sempre per eludere il fisco. Detto questo, ammesso e non concesso che si possa essere certi che non è denaro pubblico, questo non può equivalere al “non ci interessa”. Il caso della villa di Arcore a cui fanno riferimento molti difensori di Fini è un altro caso senza alcun denaro pubblico: però ugualmente grave e scandaloso e notiziabile e degno di essere conosciuto dalle persone. Allo stesso modo non c’entrava denaro pubblico negli scandali su Berlusconi e le escort: o meglio, c’entrava lateralmente (i favori a D’Addario, per esempio) eppure mi sembrava fosse piuttosto forte il fronte di quelli che pensavano fosse opportuno sapere se il proprio presdelcons andava o no a puttane. Ultima cosa, c’è il punto della credibilità. Quella di amministratore della cosa pubblica, paragonata a quella di amministratore del suo partito: le persone si giudicano da quello che fanno. E dato che Fini ha sempre negato di aver venduto la casa a Tulliani, e visto che i proprietari veri non si sono ancora fatti avanti, e visto che sta facendo una grande battaglia politica all’insegna della trasparenza e della legalità e del “noi diciamo quello che pensiamo”, è interessante per tutti sapere se dice la verità o se dice bugie.
E se il gol a porta vuota fosse impossibile perché a essere in contropiede è Feltri? Ossia, se la casa fosse davvero del Tulliani? Il rasoio di Ockham impone di scegliere, in base ai dati disponibili, l’ipotesi più semplice. E se anche Fini fosse colpevole perlomeno di leggerezza e inopportunità? Pazienza: è e rimane un avversario politico, non vedo perché a mezzo Pd debbano venire le palpitazioni per la sorte sua. «Ultima cosa, c’è il punto della credibilità». Visto il panorama di politica e affarismo della II repubblica (e di buona parte della I), quanto è credibile che un politico di lungo corso come Fini sia pulito?
Bravo Francè, l’hai spiegata meglio de Belpietro e Feltri insieme.
Mò se volemo mette a parlà pure della casa a equocanone de D’Alema, de quella de Bersani pagata due anni dal sindacato, de casa de Ivanka V. a Roma, oppure come dici tu torniamo a occuparci dell’Italia?
Ma pensi che se venisse fuori oggi una notizia su un simile affare che coinvolga Bersani o D’Alema non ne parlerei e, soprattutto, non ne parleresti tu e mezzo indignatissimo mondo? Solo che non si può non vedere che la cosa di Fini sta accadendo adesso, quella di D’Alema (che poi era abissalmente diversa) è di quindici anni fa: per parlare legittimamente di Fini dobbiamo scrivere articoli – senza niente di nuovo – su una storia chiusa quindici anni fa, morta e sepolta? In base a quale criterio? Quando e se salterà fuori una notizia del genere su uno del PD, vedi se non ne parleranno, vedi se non ne parleremo.
Sicuramente Fini dovrà spiegare tutto blablablablabla. Però il punto è un altro e si chiama Schifani, seconda carica dello Stato il quale è di nuovo indagato per fatti di mafia a Palermo. Come se non bastasse a Firenze B. e Dell’Utri risultano di nuovo iscritti nel registro degli indagati per concorso in strage (Firenze, Milano e Roma). Zeru tituli su questi fatti di Mafia, ma con l’informazione che ci troviamo non mi meraviglio più. Ciò che mi meraviglia è Il Post che non ha dato manco una notiziola (tranquilli siete in buona compagnia), nemmeno un link per riuscire a capirci qualcosa di queste accuse, che non sono chiacchiere ma fatti e documenti. Forse tu sai meglio di Di Pietro e Travaglio la differenza tra responsabilità politica e legale, però allo stato attuale delle cose chi si è informato attraverso il Fatto ed il blog di Di Pietro (+ L’espresso) ora ha del materiale informativo per sapersi muovere e capirci qualcosa in queste vicende , i lettori del post no.
La “responsabilità politica” include quella “penale”, ovvero affinché vi sia correttezza politica si deve essere necessariamente corretti dal punto di vista penale, ma non è sufficiente. E’ la politica che fa confusione, poiché aspetta il terzo grado di giudizio per far mettere da parte un sospetto corruttore (delegando così alla magistratura il ruolo di selezione della classe dirigente), e se interviene la prescrizione se ne esce fuori che allora non è stato condannato, quando la responsabilità politica prevederebbe un ben altro grado di cautela. Per dirla alla Davigo: “Se dopo aver invitato una persona a cena mi scompaiono le posate d’argento da casa, mica aspetto i 3 gradi di giudizio per non invitarlo più; e se anche, dopo tutto lo svolgimento del processo, non si arrivi ad una condanna perché la magistratura non è riuscita a provare in modo certo che lui me le abbia rubate, io comunque non lo inviterò più”.
Quindi non capisco dove facciano questa confusione Travaglio e Di Pietro, la confusione mi pare la faccia chi scrive su questo blog.
Una postilla.
In realtà ho citato i sedicenti garantisti. In pratica, però, anche i condanati in via definitiva siedono allegramente in parlamento, qiuindi neanche il terzo grado di giudizio sembra sufficiente a far mettere da parte qualcuno. Chissà per questi soggetti cosa si intende per “responsabilità politica”, la mente vacilla al solo cercare di comprenderlo.
Schweitzer, che Schifani oggi sia “di nuovo indagato per fatti di mafia a Palermo” a me non risulta, e temo non sia vero: hai un link? Magari l’hai letto sul blog di Di Pietro. Sono invece sicuro che non sia vero che al Post non parliamo delle indagini e delle condanne su Dell’Utri, della presunta trattativa tra stato e mafia e cose varie: e basta fare un search per vederlo. Se c’è una notizia, la diamo.
nel tuo commento, francesco, hai messo nel calderone le troie, il premier, arcore, montecarlo, darth vader e la morte nera.
mica t’ho detto che non è lecito scriverne a parlarne, ma solo che l’argomento (impaginabile assieme a quello del troieggio di silvio e dei trans di marrazzo) in analisi politica ha stuccato. andrebbe trattato a metà pomeriggio al jerry springer, e bon. Fuffetta da etica manichea che non ha riscontro nell’esperienza di vita quotidiana (mia, della maggior parte dei viventi, immagino).
Ripeto: da entrambi i fronti (noi-voi, che sempre con ‘sta dialettica cazzara da bigliardino si finisce) matasse di riccioli di stucco in ambito improprio, soprattutto coi chiari di luna che s’approssimano.
Intanto dici bene: la magistratura sta spulciando e nessuno sta tentando di fermarla gridando mammaliturchi e invocando ddl a taglio di sartoria ;)
Quando sarà finita, maria de filippi ci spiegherà tutto in uno special alle 14.30 d’un sabato a venire.
pace.
Si, infatti non avete dato la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati a Firenze del Premier e di Dell’Utri. Su Schifani mi sono sbagliato, era stato indagato poi archiviato sempre per fatti di mafia ed ora è accusato dai pentiti di aver avuto rapporti organici con i boss Graviano.
È un discorso lungo e OT, ma ecco: la tua roboante frase sull’iscrizione del registro degli indagati a Firenze di Berlusconi e Dell’Utri si basa essenzialmente su quello che quest’estate ha scritto Fusani in un articolo sull’Unità, a cui poi sono andati tutti dietro, senza alcuna conferma. E la stessa Fusani scrive nel suo articolo che Berlusconi e Dell’Utri sarebbero indagati “forse da mesi”, quando già alla fine dell’anno scorso la procura di Firenze aveva smentito categoricamente che Berlusconi e Dell’Utri fossero indagati. È rimasto un articolo di Fusani al quale poi sono andati dietro tutti: fine. Poi magari è vero: quando sarà una notizia, quando ci sarà uno straccio di conferma, ce ne occuperemo.
Concordo con Makkox. In quanto all’ipotesi della somma versata in nero credo sia la cosa più probabile.E’ una brutta usanza molto diffusa.
Francesco, poniamo che i finiani facciano quel nome – pagando il prezzo dell’onere dell’inversione di prova, se ti pare poco – e che quel nome non coincida con quelli dei dossieristi. Che succede? Succede che qualcuno non la racconta giusta, e che ci sono due versioni, discordi, dello stesso fatto. Secondo te cambierebbe qualcosa?
Vabè per me il discorso finisce qui. Comunque spero che prima o poi darete anche voi questa notizia (anche questo sarebbe un goal a porta vuota, nel campo del giornalismo, visto che F.Q. e l’espresso a parte nessuno ha dato la notizia) almeno anche altre persone potranno sapere dei rapporti non proprio edificanti del premier e della sua spalla. E comunque non è vero che voi vi occupate di questi fatti, trattative etc. Voi riprendete ciò che scrivono siti come repubblica, corriere etc, che, detto tra di noi, è come non scrivere nulla.
Francesco, apprezzo la buona volontà ma non c’è speranza. Non ci si mette d’accordo su fatti evidenti, che sono davanti agli occhi di tutti e posso fare mille mila esempi.
Vuoi che si cominci a ragionare proprio di questo? Un bel puttanaio di carte vere e false, di paradisi fiscali e società offshore di cui nessuno sa nulla e tutti dicono tutto?
L’ora delle decisioni supreme è giunta (diceva quello), le divise sono indossate e ognuno spara al nemico, in base a fatti o pregiudizi poco importa.
Francesco, pecchi di ingenuità.
Feltri, Belpietro e Capezzoni vari sono stati smentiti e hanno preso tranvate in faccia molte volte negli ultimi anni. E hanno sempre ricominciato, peggio di prima. Fino ad oggi.
Quindi non cambierebbe niente neanche se si scoprisse che la casa a Montecarlo è di Piersilvio B. Tempo un mese, e inizierebbero i dossieraggi sul prossimo leader della sinistra, sul partito di Fini, magari sulla lega che si scosta un pò dal B. Lo sappiamo tutti. Sono i servizi, le mafie, e gli interessi del piccolo grande imprenditore che si stanno muovendo, ovvero si muove chi ha sempre, dall’ amnistia di Togliatti, comandato questa repubblichetta della bananina.
Io sono di certo ingenuo e tu furbissimo, ma quindi questo sarebbe il motivo i finiani non segnano questo gol a porta vuota? Perché tanto quelli ricomincerebbero e quindi salviamoli da una figuraccia?
No. Credo non lo facciano per non invertire l’onere della prova.
O magari attendono tempi migliori. O magari la casa davvero è di Tulliani.
In tutti i casi, il ragionamento che hai fatto qui è naive. Quelli (ma soprattutto quelli dietro dei fantocci a pagamento) non smettono perchè smentiti.
Grazie del furbissimo, ma non c’era bisogno. :)
Mi permetto di segnalare sommessamente un piccolo dettaglio: in questo ridicolo paese conta di più una “inchiesta giornalistica” (permettetemi di virgolettarlo con tutte le mie forze), che un’inchiesta della magistratura. Per cui ieri quel letamaio di parlamento che abbiamo ha impedito che venissero usati in sede di giudizio i dati raccolti con uno strumento di indagine, sol perché colui che è sotto giudizio è un parlamentare e non un qualsiasi altro cittadino. E di cosa è accusato il soggetto in questione? Concorso esterno in associazione mafiosa. Quindi in un paese che gronda del sangue di eroi ed innocenti a casua di feroci associazioni criminali, associazioni da tempo immemore penetrate a fondo nella politica e nei salotti della finanza, il parlamento si è permesso di impedire l’uso delle intercettazioni a carico di un politico sospettato di avere avuto rapporti con la camorra (attenzione, non di decidere se fosse colpevole o innocente, ma solo se si potessero usare in sede di giudizio i dati raccolti).
Il risultato sui media? Mezza giornata per liquidare la notizia, parlando quasi esclusiavamente se la maggioranza c’è o non c’è (ma chi se ne sbatte), e non entrando nel merito di un tizio che ha un mandato di cattura che pende sulla sua testa, e attorno al quale il parlamento ha fatto quadrato. Poi tutti di nuovo buoni buoni a parlare della casa di Tulliani, che questo sì è importante (deve esserlo per forza, è da un mese che ce le sfondano ininterrottamente), e poi ne parla Feltri, mica un pezzente di magistrato qualsiasi. Fini sì che deve spiegare, Cosentino invece può starsene pacioso al suo posto.
Chissà perché certe persone non provano mai vergogna.
Non capisco. Un mese fa questa era “la prima inchiesta giornalistica degna di questo nome in Italia dai tempi di quella sul premier e le escort.”?
http://www.francescocosta.net/index.php?s=la+risposta+%C3%A8+s%C3%AC
Adesso Belpietro e Feltri, che di fatto hanno iniziato (o creato?) l’inchiesta, sarebbero dei “dossieratori”. Che cosa è cambiato da quando Stille diceva che questo non era giornalismo?
Francesco mi sa che sei veramente un po’ ingenuo in questa storia: giri di societa` offshore si fanno per frodare il fisco, mica per altro, piu` che un gol a porta vuota sarebbe un autogol.
Non che l’opinione pubblica si scandalizzi troppo per aver cercato di pagare meno tasse del dovuto, ma pare che la guardia di finanza invece sia sensibile su questo tipo d’argomento.
Non segnano a porta vuota perche’ probabilmente hanno qualcosa da perderci. Insomma, AN vende una casa ad una societa’ offshore. Per chi ha un minimo di conoscenza di finanza, sa bene che “societa’ offshore” e’ sinonimo di “vaso di Pandora”. Fini ha solo da perderci a tirar fuori i nomi.
Scusate ma quali frodi fiscali, si tratta di una vendita per 300.000 euro di una casa che ne valeva 1.500.000 almeno. L’unica frode certa l’ha subita AN stessa. Solo i commentatori assidui di blog non hanno capito che il regalo di Fini a Tulliani, è un regalo di Fini a se stesso. Quando poi a sinistra si smetterà di difendere A perché è nemico di B che è nemico della sinistra stessa, forse faremo un passo avanti verso la credibilità di un sistema bizantino di potere (e di opposizione) che così com’è più che piangere fa ridere.
La barra. Credo che sia la barra che si tiene dritta.
(scusate, sono abituato al blog di Bordone)
La frode al fisco c’è, forse chi ha acquistato la casa è un italiano, ma dopo?
l’inchiesta del Giornale puntava a coinvolgere Fini personalmente tralasciando An che sapeva tutto dell’esistenza della casa e anche della vendita essendo stata messa a bilancio.
chi ha denunciato infatti ? Storace, per ripicca politica.
Il caso delle mignote di villa certosa e palazzo grazioli era MOOOOOOOOOOLTO più grave:
Voli di Stato, festini a base di coca, prostituzione, ricatti, raccomandazioni e per finire candidature politiche.
@Arda, che la casa sia del Tulliani è tutto da dimostrare….
@ Francesco Costa,
sicuramente non mi sono spiegato correttamente.
Io non credo che dobbiamo fare i cerchiobottisti, per cui se parliamo della casa di Fini, dobbiamo anche parlare della casa di D’Alema (anche se, che sia accaduto 15 anni fa, non cambia l’immoralità della cosa).
Io credo che non dovremmo parlare di case e basta, almeno che ci siano rilevanze giudiziarie per i politici in questione (non per il cugino di…., il padre de…. etc.). A te risulta che Fini sia incriminato di qualcosa? Cosa c’entra il paragone con la vicenda della villa di B, dove invece rilevanze giudiziarie ce ne sono eccome?
Ripeto mi sembra una strana posizione, non per un forcaiolo dipietrista come me :), ma per uno attento come te al garantismo. Garantismo che vale per difendere il (sacrosanto) diritto di parola di Schifani, ma non evidentemente per il diritto di Fini a non essere sputtanato sulla prima pagina di un giornale per venti giorni di fila.
Scusa luther – visto che di gol te ne sei mangiato parecchi – ma secondo te AN è Fini, più Pontone, più un altro paio di sfigati, oppure un partito con iscritti? No così, tanto per specificare che il patrimonio di una associazione non è di pertinenza esclusiva degli amministratori…
Appunto Arda, è un problema di AN e guarda caso, Storace all’epoca non era neanche un iscritto. Invece chi c’era, tipo La Russa, fa lo gnorri, come te lo spieghi?
rimani sempre dell’idea che tutta questa merda sia gran giornalismo? o hai un po’ rivisto la tua valutazione?
Segnare un gol a porta vuota ? Se un tizio che fa il presidente del consiglio ripete a distanza di mesi e per tre volte che “la prossima settimana dirò chi sarà il ministro dello sviluppo economico” e poi sistematicamente non mantiene la parola, e questo tizio continua a fare il presidente del consiglio senza essere mediaticamente e politicamente maciullato … ma che gol vuoi segnare ?
La porta è vuota ma non ci sono più ne rete ne pali.
Secondo me non segnano il gol a porta vuota perchè qsa da perdere ce l’hanno. Peccati abbastanza veniali, forse, specie rispetto alla corruttela e alla vera e propria criminalità talvolta dilagante nel mondo politico , tuttavia, giustamente, ora che la polemica si è incistata, è difficile non perderci anche rivelando una piccola magagna.
Tuttavia questa è opinione mia, una supposizione, personale e indimostrabile, seppur ragionevole.
Però ripeto: al di là delle mie illazioni da un pdv obbiettivo i responsabili di AN possono rispondere semplicemente: non possiamo tirare fuori nomi, perchè non li sappiamo e non siamo tenuti a saperli.
La casa è stata venduta ad una società, e le società esistono proprio come schermo giuridico. Chi vende non può sapere, in linea di principio, chi sono i soci di riferimento della società (e nemmeno gli deve interessare: se tu fissi un prezzo, e il mediatore ti dice bene, a questo prezzo, la casa te la compra la IMMObiliare MIlano s.r.l., tu gliela vendi e punto, basta che al cd. “rogito” ti paghino; non è che vuoi sapere chi sono i soci ecc. e cmq se anche volessi saperlo, se controparte non te lo dice spontaneamente non potresti saperlo).
Evoluzione della politica: prima si rubava per il partito, ora dal partito.