Frase del giorno
Nessuno ha intenzione di fare una alleanza con Ferrero e Diliberto, ci siamo già passati. Ma se si trova un meccanismo elettorale per cui Ferrero e Diliberto non aiutano a vincere Berlusconi ma ci lasciano i voti io non mi scandalizzerei.
Rosy Bindi
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eh???
adesso tu che sei intelligente e competente mi spieghi quale potrebbe essere “un meccanismo elettorale per cui Ferrero e Diliberto non aiutano a vincere Berlusconi ma ci lasciano i voti”.
E’ semplice, si presentano insieme alle elezioni con l’impegno che in caso di vittoria Ferrero e Diliberto si suicidino bevendo la cicuta. :)
non basta prendere le distanze da ferrero e diliberto, bisogna prenderle anche dalla bindi. comincio a pensare che su di lei avesse ragione il berlusca, e’ piu’ bella che intelligente.
ma non fare l’anima bella su, e’ un 2% in piu’, mica il reaslismo politico puo’ valere solo a intermittenza
No ma è l’idea che sta alla base. Gli elettori di Ferrero e Diliberto sono in assoluto i più convinti e intransigenti nelle loro opinioni comuniste, senza voler applicare necessariamente a questo un’accezione negativa: intendo che sono quelli che negli anni non se ne sono andati per andare nel PD, in Sinistra Democratica, con Vendola, eccetera. Sono quelli che hanno fatto una battaglia politica distintiva dal centrosinistra su tre cose tre: la falce e martello nel simbolo, il comunismo e la rinuncia a far parte di qualsiasi accordo col Male Assoluto, cioè il PD. Ferrero e Diliberto pur di avere uno strapuntino per sé e i loro partiti oggi forse si candiderebbero pure con l’API, ma l’idea che i loro elettori siano pronti a votare PD, anzi, a “lasciare i voti” al PD, è da ubriachi: da gente che pensa appunto che per parlare con gli elettori di centro ci si debba alleare con l’UdC o che per parlare con gli elettori di sinistra ci si debba alleare con Ferrero. Gente che ha una concezione aritmetica della politica che è stata smentita decine di volte, eppure continua a pensare che allargare il proprio elettorato di riferimento voglia dire allargare il numero di sigle con cui ci si mette insieme.
Ma e’ gia’ successo in passato che “gli elettori di Ferrero e Diliberto” votassero una coalizine con Ds e Margherita, non stiamo parlando di cose astratte. Che poi possa funzionare e’ chiaramente un altro discorso. Non tutti i suddetti elettori pensano il Pd sia il male assoluto, hai una visione un po’ stereotipata dell’estrema sinistra tu. Tanti che davvero fanno battaglie per il comunismo non votano da almeno almeno 3/4 tornate elettorali.
Non parlo di stare in coalizione, anche se io ricordo nitidamente Ferrero dire che questo non sarebbe mai più accaduto. Parlo di un accordo per farsi “lasciare i voti”, che poi è la cosa di cui si era vagheggiato: dieci innocui posti in parlamento alla Camera. Secondo te gli elettori di Ferrero e Diliberto sbarrano il simbolo del PD su una lista che avrà come capolista Fioroni?
Può essere che alla prossima tornata non li votino, ma onestamente l’idea non mi sembra male. Li prendi dentro e in questa maniera li neutralizzi.
Anche perché, onestamente, quelli sono tutti voti che prima o poi dovremo recuperare. L’idea di lasciare che se ne occupassero partitini minori con cui allearsi ogni volta si è rivelata fallimentare e suicida; portare quella gente dentro al proprio partito, invece, potrebbe essere la strategia corretta e vincente. In questo onestamente non ci vedo nulla di male.
Comunque non capisco cosa dovremmo fare secondo te: lasciare quei pochi voti lì fuori, senza neanche provare a recuperarli? Mi rendo conto che sarebbe meglio convincerli con programma, discorsi, eccetera, ma se hai poco tempo (e sembra che ne avremo davvero poco) in certi casi una scorciatoia bisogna trovarla.
Semplificando brutalmente, io penso che un partito delle dimensioni del PD debba parlare a tutto il Paese, e decidendo quali soluzioni proporre per ogni problema si prendono evidentemente delle posizioni: quindi ci sono fasce di elettorato da attrarre e fasce di cui si decide consapevolmente di fare a meno. Io penso che attrarre l’uno per cento di elettori molto anziani che vota Rifondazione e l’uno per cento di elettori molto anziani che vota Pdci sia un’operazione politica poco sensata: penso che faccia perdere più voti di quanti ne porta. Se si vuole parlare con loro, vuol dire che si ritiene di poter presentare una proposta per loro sensata e condivisibile e la cosa mi sembra complicata, a meno di non voler stravolgere il profilo del PD. Parliamo di Rifondazione, un partito che ha subìto una scissione e oggi è ancora più estremista di quello del 2008 che fece penare Prodi: un partito la cui maggioranza è composta da trozkisti, guevaristi, marxisti. Questo non vuol dire assolutamente che il PD non debba rivolgersi agli elettori che stanno alla sua sinistra: ma gli elettori che stanno alla sua sinistra non solo solo quelli che votano Rifondazione e Pdci. Ci sono quelli che votano Vendola, ben più giovani e importanti, e soprattutto ci sono quelli che non votano più.
Tu dici: c’è poco tempo per lanciare un’operazione “culturale”, per parlare a questi elettori e attrarli con proposte più convincenti. Quindi dobbiamo ricorrere all’alleanza. Io dico che c’è sempre poco tempo, quando lo si perde. E che non è mai troppo tardi per cominciare.
Commento che risponde (molto bene, in effetti mi trovo d’accordo) all’argomentazione ‘dobbiamo recuperare quei voti’ ma non risponde all’altra, che avevo d’altra parte solo accennato: così Ferrero e Diliberto li neutralizzi.
Mi spiego meglio: uno dei problemi che ci sono da una ventina di anni a questa parte è che l’ordine del giorno sui media lo decide l’avversario, anche partendo da dichiarazioni estemporanee di persone come Diliberto e Ferrero. Da questo punto di vista neutralizzi la tattica: te li porti dentro, e li minacci di non dare loro il seggio promesso se non stanno buoni e muti. Così eviti di sprecare intere giornate a doverti occupare delle loro dichiarazioni (anche non fossimo alleati, non giriamoci attorno, con il grido di battaglia anti-comunista Berlusconi metterebbe tutti nello stesso gruppo).
Oltre al fatto che in questa maniera ti togli una piccola ma (soprattutto simbolicamente) significativa concorrenza. Nell’ottica di riassorbimento di quei movimenti è un passaggio obbligato, quello di accettare al proprio interno alcune figure degli stessi.
Certo sarebbe stato meglio prendere dentro Vendola..molto meglio..ma considerato che D’Alema ha cercato di fargli le scarpe solo pochi mesi fa mi sembra un po’ difficile sperarlo, no?
N.B.: tutto questo discorso presuppone che Ferrero e Diliberto vengano appunto assorbiti, senza che le posizioni del PD cambino di molto. Li si prende dentro e gli si fa fare campagna mirata ai propri elettori e basta, a quelli di RC.
Secondo me la storia recente ci dice che Diliberto e Ferrero sono stati neutralizzati quando sono stati isolati, e hanno ottenuto invece i momenti di maggiore visibilità quando sono riusciti a condizionare e ricattare i partiti di maggioranza nelle coalizioni di cui facevano parte. Per questo penso che, una volta dentro, ricomincerebbero con la tiritera, e i giornali tornerebbero a chiedere loro opinioni su qualunque cosa, eccetera. Berlusconi avrebbe motivazioni fondate per gridare ai comunisti, una volta tanto: e ogni cazzata detta da Diliberto e Ferrero su tasse, politica estera e pensioni sarebbe di fatto l’opinione di alcuni candidati del PD, e Berlusconi non farebbe alcuna fatica a farlo notare. Le elezioni del 2006 le abbiamo praticamente perse per tanti motivi, tra questi le scemenze dette da Bertinotti sulla tassa di successione a due settimane dal voto. Insomma, secondo me ne vengono solo guai.
Se li prendi dentro
gli dai solo forza e visibilità
questi vanno eliminati politicamente
per il bene della sinistra e per il bene del paese