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Come se mancassero gli scandali veri

Io più leggo di questo presunto scandalo Mondadori e più mi sembra una scemenza, dato che Mondadori – assolta in primo e in secondo grado – di fatto in questo momento allo Stato non deve una lira, e dato che chiunque abbia un minimo di familiarità con i contenziosi fiscali tra fisco e imprese sa che un’acquisizione è una roba mastodontica, che ci sono cavilli dappertutto e che quindi anche l’azienda che pensa in buona fede di aver fatto tutto alla perfezione davanti al rischio di dover pagare centosettanta milioni di euro accetta un compromesso pagandone nove. Si chiama gestione del rischio: non è questione di innocenza e colpevolezza. Se poi vogliamo metterla su quel piano, beh, se due sentenze di assoluzione non bastano a concretizzare quel “ragionevole dubbio” al di là del quale la legge italiana e il buon senso impongono – in assenza di nuovi elementi – di evitare una sentenza di condanna, allora cosa? Fortunatamente non ci sono solo giornalisti prezzolati come me ad avere delle perplessità, ma anche competenti e incazzati (ex)lettori di Repubblica.