Luttazzigate
E quindi mi sono visto questo video, i quaranta minuti con le centinaia di battute che Daniele Luttazzi ha copiato – citato, dice lui – da decine e decine di comici americani. La storia delle battute copiate da Luttazzi è vecchia, quella di questo video invece è piuttosto recente ed è stata raccontata da Guido Vitiello sul Riformista. Ieri Francesca Fornario gliene ha chiesto conto sull’Unità e Luttazzi ha risposto in modo piuttosto evasivo. Sempre l’Unità pubblica il video in questione in tre parti – qui, qui e qui – e io ve lo consiglio: non tanto per smascherare Luttazzi, che ormai è rimasto poco da smascherare, quanto perché le battute recitate dai comici americani fanno ridere molto di più.
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ciao, ti seguo sempre con molto interesse,
stavolta non sono d’accordo con quanto dici quindi mi permetto di commentare…
secondo me, opinione personale, uno potrebbe sempre usare la stessa battuta da 100 anni, se ogni volta è in gradi di contestualizzarla, renderla pungente e che faccia ridere nonostante le differenze di cultura, tempo e quant’altro adattandola al contesto storico presente…
secondo me non è da poco.
è per questo che si parla di citazione e non di copiare…
la battuta citata dice qualcosa di diverso, ok non completamente diverso, ma nemmeno uguale, rispetto alla battuta originaria.
e non credo che sia una cosa facile che tutti possono fare.
e poi ma che male c’è nel prendere battute da altri comici?
esiste il copyright sulle battute?
Nicola, guarda il video, davvero: poi torna qui e dimmi di nuovo che si tratta di citazione. Non c’è alcuna contestualizzazione o modifica, mai. Carlo, c’è di male come a copiare qualsiasi opera dell’intelletto, sia questa una poesia, una canzone o un romanzo: e comunque il copyright c’è. Nel video, che consiglio anche a te, c’è anche una lunghissima strigliata di Luttazzi a Bonolis, reo di avergli rubato una battuta (la battuta in questione, ovviamente, era stata a sua volta rubata da Luttazzi a un comico americano).
comunque la spiegazione di Luttazzi mi ha convinto. Cioè no, non mi ha convinto, ma potrebbe convincere. Cioè no, ma lo ringraziamo per aver dato a chi vuol credere una possibilità di credere. Potrebbe fondare una religione.
sono un grande fan di luttazzi ma da quel che ho letto non ci son giustificazioni, “citare” (per non dir copiare) centinaia di battute di altri comici senza avvertire della cosa è sbagliato. punto.
con o senza lievi modifiche.
con o senza fantomatiche cacce al tesoro in corso.
il fatto che Luttazzi abbia anche prodotto notevoli altre battute di qualità e che sia un gran conoscitore dell’arte satirica è assolutamente ininfluente nella cosa.
va bene, riconosco che l’opera di copiatura è un po’ smaccata.
però credo che il copyright esista solo se le battute sono depositate, giusto?
Certo. E quelle battute sono depositate: si tratta dei più grandi comici americani, non di piccoli sconosciuti.
ma chi se ne frega se le battute sono protette da copyright oppure no… sarebbe ridicolo anche se avesse copiato le battute che il suo verduraio fa ogni volta che va a comprare le mele. non si copia, punto e basta. e non abbiamo bisogno di una legge per saperlo.
in questo caso, qualsiasi possibile (seppur tirata per i capelli) giustificazione viene a cadere dopo la tirata contro bonolis, che luttazzi, in perfetta malafede, riesce a fare senza mai dire che la battuta in questione era comunque di un altro, con mimica pernacchietta e tutto il resto.
Proietti quando recita Il Lonfo non dice mica che è una poesia si Fosco Maraini.
Quindi?
proietti non fa il poeta e lo fa per un’unica poesia (non centinaia come nel caso Luttazzi),
cogli la piccola differenza?
La cosa che mi fa un po’ girare la testa è che nonostante tutto ci sia gente disposta a passarci sopra. Si parla di centinaia di battute. Copiate sin dalla sua prima opera. E mai dichiarate ad eccezione di un riferimento vago e non specifico in un post del suo blog quando la cosa stava già venendo fuori via internet (post con ogni probabilità retrodatato e modificato più volte come documentato sul blog MyVoice). Troppo comodo così.
Se volete bervi le scuse che vi propina Luttazzi (magari perché è di sinistra, magari perché fino a mezz’ora fa lo amavate) siete i benvenuti ma rendetevi conto che vi state illudendo.
La propieta` intellettuale e` cosa sopravvalutata, quello che fa oggettivamente specie nel caso di Luttazzi e` la sua reazione. Negare d’averlo fatto, arrampicarsi sugli specchi di fronte all’evidenza e arrabbiarsi quando altri fanno lo stesso con lui. Questo e` oggettivamente antipatico.
Pero` a me fa ridere comunque.
Luttazzi è indifendibile. Ha perso ogni credibilità e quasi mi vergogno di aver comprato i suoi libri e di essere andato a vederlo a teatro. Che tristezza.
Poteva andare peggio; poteva citare Martufello
però credo che il copyright esista solo se le battute sono depositate, giusto?
No.
Il copyright esiste in sé quando l’opera di ingegno viene creata.
Non c’è bisogno di alcun deposito per fare in modo che il copyright esista.
Si depositano le opere di ingegno solo allo scopo di poter più facilmente dimostrare la paternità della creazione dell’opera in caso di disputa giudiziaria.
Ma di suo non sarebbe strettamente necessario.
Perciò se un comico inventa una battuta, ha il copyright su di essa, ancor prima che la dica ad alcuno.
Quando poi la dice in un teatro davanti a mille persone che possono confermare che l’ha detta il 24 settembre 1992, ha anche qualcuno che può confermare e luttazzi non può dire di averla creata il 23 settembre del 1992.
E’ che Luttazzi non ha previsto internet. Una volta l’amico di ritorno da Londra ti invitava a casa sua per farti sentire un vinile che in Italia non era distribuito. Era molto eccitante, ma era anche segnodel nostro provincialismo. Oggi è impensabile, in dieci minuti ti arriva una segnalazione via mail, o trovi un link sul sito, ti compri o scarichi l’album, e nessun artista del mondo ti è precluso. Quanta gente era in grado, negli anni Ottanta, di accedere ai programmi satellitari, alle videocassette in lingua originale, e quanti di questi avevano voglia di imparare sufficientemente bene l’inglese e poi di approfondire una cosa da noi tutto sommato completamente sconosciuta come la comicità americana? Quanti di noi, venti o più anni fa, avevano gli strumenti per conoscere il lavoro di Letterman, Leno, Bruce, Carlin? Quanti di noi, quando eravamo più giovani, sapevano che Bill Cosby, prima di fare i Robinson, aveva alle spalle decenni di carriera come comico televisivo? E chi li aveva mai visti, i suoi show?
Pochi, e intendo dire proprio pochissimi. Luttazzi, evidentemente, era tra quei fortunati, sicuramente perché gli interessava la materia (unica nota di merito che mi viene in mente in tutta questa storia, e capirete che è un po’ poco) e ci si è dedicato scientificamente. E su quello ha costruito una carriera. Ma adesso che il primo che passa e che ha un po’ di voglia è in grado di trovare un Bill Hicks d’annata, tradurlo e condividerlo, la pacchia è finita.
Luttazzi is worth losing, per dirla col maestro (quello vero).
Ma perche’ non e’ mai stato citato? Insomma, ha copiato centinaia di battute dai piu’ famosi comici americani e nessuno, dico nessuno, in 20 anni di carriera lo ha mai querelato?
>Antonio
Se non c’erano gli originali, e senza youtube, come si faceva a sapere delle “citazioni”?
E poi te l’immagini gli autori americani che si mettevano a guardare se qualcuno in qualche parte del mondo li copiav… “citava”?
Anzi, prima che ne sapevamo che esisteva gente come Bill Hicks e tanti altri? Si pensava che allora in yankopoli fossero tutti uguali, tutti reaganiani-bushiani torta di mele sogno americano…
Bill Hicks – One Night Stand (parte 1/3) SUB ITA
http://www.youtube.com/watch?v=8KGQcQILdvs
E come sempre accade in questo Paese, quando di una persona portata a livello di semidio ci si accorge che è un essere umano (coi suoi difetti, gli errori e i lati oscuri), chi fino a ieri lo idolatrava oggi gli sputa addosso.
Vedo un sacco di giustizialisti, gente pentita di aver ascoltato le sue parole e aver speso dei soldi per farlo, vedo innamorati delusi.
Questo paese ti pone su di un balcone a urlare e il giorno dopo ti appende a testa in giù in piazza con nonchalance.
Sono anni che Luttazzi dice apertamente nei suoi spettacoli, in tv, nei suoi libri, eccetera che i suoi “miti” i suoi “riferimenti” sono Lenny Bruce, Bill Hicks, David Letterman, George Carlin. Lo dice. Se mai nessuno fino a oggi si è segnato questi nomi ed è andato a controllare chi siano, la colpa è di Luttazzi?
Ha copiato, non serviva un video, sarebbe bastato informarsi.
Un po’ di cultura in più non guasta.
Non credo che non avesse previsto l’avvento di internet e tutta la tesi seguente ipotizzata da Paolocoss.
Non credo che una persona dotata dell’intelligenza e della cultura di Luttazzi possa pensare che se fa dei nomi precisi, poi nessuno mai andrà a controllare cosa questi nomi abbiano fatto nelle loro carriere, con tanto di prove video.
Negli anni ’90 non c’era una comunità americana in Italia che l’avrebbe potuto “smascherare”? Nessun anglofono? Nessuna persona che, una volta passata dagli USA e tornata in Italia lo potesse sbugiardare? Le persone che curano i palinsesti tv credete che non guardino costantemente le tv e gli spettacoli esteri per carpirne le cose migliori? (e poi creare il peggio qui da noi…) Ricordo che, dopo Rai3 (che a quei tempi era avanguardia) l’hanno portato in TV quelli della Gialappas, che non erano proprio i primi fessi ingenui.
La sua figura comunque non cambia, a mio parere. In quel video ci sono 40 minuti di frasi copiate, questo cambia il valore del personaggio? Per qualcuno sì, per qualcun altro no. Ma indignarsi, disperarsi, metterlo alla gogna… mi sembrano sinceramente delle reazioni esagerate. Prenderlo in giro e punzecchiarlo, provocarlo, come fa Fornario sull’Unità mi sembra una cosa decisamente infame, infatti ha ottenuto la risposta “evasiva” che si meritava.
Personalmente se venissi trattato allo stesso modo non risponderei così pacatamente.
Intanto quelle battute le ha fatte conoscere, il che non è poco. Mi si contesterà che poteva citare la fonte, e ripeto che lo fa da anni.
Ma il resto di tutta la sua carriera? È da buttare?
La sua visione delle cose (di certo molto più illuminata di quella di tanti altri)? Non ascoltiamola più perché chissà se è sua o di qualcun altro?
Domani andrete tutti a guardarvi i video di Chris Rock perché lui è l’originale? Bravi, è una ricchezza in più.
Sinceramente credo abbia fatto comodo a tutti il fatto che qualcuno abbia portato una comicità diversa in questo Paese in cui, pochi casi a parte (Rezza per fare un solo esempio), si ride solo per le stronzate come Zelig.
Luttazzi si nasconde nel farlo? Le chiama citazioni? È un essere umano, in quanto tale è fallibile.
Adesso dà risposte che non vi paiono sufficienti? Magari è perché non l’avete ascoltato davvero prima.
A me sinceramente non importa dove abbia preso le sue battute; se lo ascolto, quando ascolto rido e quando ho smesso di ascoltarlo penso, mi ha già reso il servizio che doveva rendere.
Di chi è Daniele Fabbri, dove sbaglia, quali siano i suoi torti, sinceramente non può fregar di meno.
A mio parere, senza Luttazzi, la parte colta della comicità italiana perderebbe un degno rappresentante. Se devo ridere con un cretino che urla dal palco il suo tormentone, aspettando che dei minus habens
rispondano a tono, preferisco non ridere.
Mi accodo al pensiero generale.
Citare una battuta ricontestualizzandola, anche recitandola immutata, è possibile e spesso ha un valore se inserita in un discorso più ampio.
Riproporre integralmente un brano di 10 minuti su Gesù che viene mandato in mezzo ai dinosauri traducendolo è plagio.
Non si discute.
E quel video mostra 40 minuti di plagi.
Ex luttazziano convinto.
Z.
L’unica cosa per cui Luttazzi meriterebbe mazzate è il fatto che lui si è lamentato degli altri comici che riprendevano le sue battute senza citarlo. Per il resto la questione credo sia un pò più complessa del Luttazzi plagiario. Riporto un frammento del pezzo di Marco Simoni sul Post e il commento di Paolo Virzì (cose che suppongo Costa abbia letto):
” io penso che la discussione su questo luttazzigate sia un po’ fuorviante, nel senso che sono sbagliate le accuse che gli vengono mosse. Prima di ieri non avevo mai visto spezzoni così lunghi dei monologhi di Luttazzi, solo spizzichi e bocconi qua e là in rete o per caso in TV, e devo dire che Luttazzi è davvero bravo. Immagino che vi siano anche battute originali, o magari tradotte da comici cinesi, ma quelle tradotte dall’inglese sono tradotte davvero bene, adattate con ritmo italiano alla comicità nostrana (infatti, non sempre il punto in cui si ride è lo stesso, se avete notato). Insomma, secondo me la “colpa”, se posso usare questa parola, di Luttazzi non sta nell’aver tradotto le battute di quei grandi comici, ma di non averlo detto”
“Se, a domanda, Luttazzi avesse risposto che una buona parte dei suoi monologhi erano traduzioni adattate dei grandi comici americani, pensate che avrebbe avuto meno successo? Se avesse spiegato che c’era una miniera a disposizione e che era un peccato non ridere a quelle battute, e che quindi lui arricchiva il suo repertorio con traduzioni, pensate che il pubblico sdegnato lo avrebbe criticato?
Invece ha fatto finta di niente, si è inutilmente attribuito quelle battute sperando di farla franca, e i video con le battute affiancate ora fanno tristezza, mentre sarebbero potuti essere una antologia ad uno sforzo non indifferente, perché tradurre non è copiare, ma capire, adattare, e provare a comunicare. Si sarebbero intitolati “Luttazzi Tribute” e l’avrebbe assemblato un sito di fan.”
il commento di Virzì:
” Prima che partano linciaggio e lapidazione del Luttazzi, vorrei ricordare sommessamente che: 1) Shakespeare rielaborava narrazioni precedente. L’Amleto è la traduzione in inglese di una della saghe danesi di Snorri Sturluson. 2) Woody Allen ha preso di peso pagine del primo Philip Roth (Portnoy) e le ha portate al cinema. 3) Ombre Rosse è, per molti versi, una rivisitazione in chiave western del Boule de Suif di Maupassant. In nessuno dei casi (e potremmo citarne un altro migliaio) l’autore ha mai dichiarato l’ispirazione originale (o come direbbero gli spietati giustizialisti: il plagio). Io credo soprattutto per non disturbare la sorpresa ed il divertimento del lettore/spettatore. E poi che i comici si rubino allegramente le battute è tradizione antica, chiedere a Ruzante, a Goldoni, a Peppino de Filippo, a Totò. E adesso mi permetto di invitare tutti, per favore, a riporre le torce e i forconi.”
Fortunatamente l’arte non è come la scienza e già l’atto di riprodurre, di tradurre in questo caso, è arte legittima.
Certo, capisco che se un anno volessero dare il nobel per la letteratura ad un comico, prima di arrivare ad un ripropositore di testi già fatti è giusto passare dagli ideatori, ma come comico e artista di uno stato della provincia del mondo, Luttazzi resta un grande.
Poi, concordo con chi dice che non avrebbe niente da perdere a dire che alcuni monologhi sono pezzi di altri comici di altri paesi. Però è pur vero che chi lo critica spesso e volentieri lo fa col sottotitolo nascosto (e vigliacco) “Berlusconi epurandolo dalla Rai in fondo… non ha fatto niente di male”
Più che altro, invece che pagare lui potrebbero farci vedere gli originali sottotitolati, si risparmierebbe, impareremmo un po’ di inglese e rideremmo molto di più divertenti visto che quelli sono dei veri comici (provare per credere)
Si, già, molto realistico in Italia Brandavide…
Non difendibile: uno che censura, ostacola chi vuol portare fatti scomodi, si arrampica sugli specchi, nega l’evidenza, dà la colpa di tutto alla stampa nemica non è difendibile quindi lui… ehm, ma stavamo parlando di Luttazzi o di Berluscomi?
quella della “caccia al tesoro” poi è così patetica che mette i brividi!