Tutta Gaza è paese
A cavallo tra il 2008 e il 2009, durante la guerra a Gaza, mi occupai di un piccolo ma nel suo genere appassionante caso giornalistico, che fu poi raccontato da Christian Rocca sul Foglio. La storia è questa, in breve: durante la guerra i due più grandi quotidiani italiani avevano sul posto i loro inviati di punta, Guido Rampoldi per Repubblica e Lorenzo Cremonesi per il Corriere. “Sul posto” però è un concetto piuttosto generico, considerato l’assedio della Striscia: erano dentro o fuori la Striscia di Gaza? E se erano dentro, dov’erano? A Gaza City o in qualche altro posto nelle vicinanze? Quest’informazione dovrebbe essere contenuta nella data che precede ogni pezzo, cioè appunto il nome della città in cui l’articolo è stato scritto.
Gli articoli di Cremonesi sul Corriere erano datati in modo piuttosto preciso: un giorno da Khan Younis (al confine con l’Egitto, dentro la Striscia ma relativamente lontano da Gaza City), un altro giorno da Bet Layiha (nella parte settentrionale della Striscia), e via dicendo. La data sui pezzi di Rampoldi su Repubblica era invece più vaga: per i primi due giorni uscì semplicemente la parola “Gaza”, e non si capiva se i pezzi erano stati scritti da qualche parte dentro la Striscia o dentro la città di Gaza City: anche perché il tono degli articoli lasciava intendere che Rampoldi fosse esattamente nel luogo in cui stavano succedendo le cose. Seguirono altri due articoli datati Rafah, che è la località della Striscia al confine con l’Egitto. Allora ci si disse: evidentemente la scritta “Gaza” degli altri giorni significava proprio Gaza City. Invece no, perché qualche giorno dopo Repubblica pubblicava una rettifica che diceva che “le corrispondenze di Guido Rampoldi del 15 e del 16 gennaio, per un errore, erano datate “Gaza” invece di “Rafah (Striscia di Gaza)”. Ce ne scusiamo con l’autore e i lettori”. Insomma, Rampoldi aveva sempre scritto da Rafah.
A quel punto nasce il caso, perché l’inviato del Corriere, Lorenzo Cremonesi, non la prende affatto bene. E commenta su questo blog, dicendo che “il fatto che Repubblica datasse “Gaza” i pezzi di Rampoldi mi è quasi costato la vita”, perché lo ha convinto a tentare di raggiungere Gaza City rischiando di venire ucciso. “Occorre che questi falsi cessino”, scriveva Cremonesi. Ne nacque un botta e risposta serrato tra Rampoldi e Cremonesi: prima qui, poi qui, poi ancora qui. Poi si stancarono di darsi dell’imbroglione a vicenda su questo blog e la storia finì lì. Perché ho ritirato fuori tutto questo? Perché ho letto la minacciosa lettera che Guido Rampoldi ha inviato – due anni dopo – a quelli di PazzoperRepubblica, che per primi s’interessarono alla faccenda.
Tweet

beh, Riotta scrisse per anni “da Washington” sul Corriere fino a che non lo beccai una volta che era a Stresa al Bilderberg e scriveva di altro “da Washington”, poi cambio la scritta con un indirizzo rcs americano e infine capitolò, ma senza mi rispondere sulla questione, si limità a dire a cso che non aveva paura di me che lo seguivo, perché lui non aveva avuto paura nemmeno delle BR, tanto per dire…
purtroppo il mondo del giornalismo è pieno di falsari, non per niente stiamo ancora aspettando una rettifica da un certo Francesco Costa che per difendere Israele ha negato che esista l’obbligo dell’indicazione di provenienza sulle etichette dei prodotti alimentari ;)
Io rettifico tutte le volte che penso di aver sbagliato qualcosa, e sai benissimo che la questione è ben più intricata del semplice obbligo dell’indicazione di provenienza sulle etichette: volendo darti una risposta scema quanto la tua domanda, ti direi che la Agrexco indica già la provenienza delle merci e quelle merci vengono da Israele. Ma appunto le cose sono più complicate di così, e io resto convinto di non aver dato informazioni sbagliate. In ogni caso, questo mio è un discorso superfluo: tu non mi accusi di aver sbagliato, ma di aver dato apposta un’informazione sbagliata “per difendere Israele”. Che parliamo a fare?
Un’ultima cosa: quando decidi di dare a qualcuno dell’impostore in malafede, faresti una figura migliore se te ne prendessi interamente la responsabilità. Quella faccina è imbarazzante.
Tu puoi “credere” quello che vuoi, ma tu hai affermato che non esiste obbligo d’indicare l’origine degli alimentari in etichetta (motivo della “sospensione” annunciata da Coop per i prodotti che non la riportavano o la riportavano infedelmente), mentre è il contrario ed è pure noto e risaputo, in ogni mercato, su ogni prodotto ci deve essere l’indicazione d’origine, ti ho fornito anche i riferimenti legislativi e tu continui a “credere” il contrario o a nasconderti dietro “complessità” che non esistono
Senza considerare che questa inutile risposta la potevi dare già tempo fa, ma probabilmente hai sperato che il tempo…
peccto, su queste cose rompo un sacco i maroni, son questioni di principio e non lascio perdere, ci hai porvato…
quanto alla faccina e alla solita solfa sull’anonimato (sei identico a Riotta e Facci in questa reazione, e non è un complimento), sei solo l’ultimo di una lunga teoria di sfotunati che non sanno o fingono di sapere che “mazzetta” è il mio soprannome e che quindi non mi nascondo affatto, anche perché non ho proprio nulla di cui vergognarmi.
comunque scusa se ti ho sopravvautato, in intelligenza o onestà, e ho pensato che tu fossi una persona in grado di ammettere l’errore
Ultima risposta. Questo tuo su Agrexco è il più classico degli straw man argument: stai sostenendo che secondo me non esiste l’obbligo di indicazione della provenienza. Ovviamente non ho mai detto niente del genere. Quella merce HA l’indicazione della provenienza. La COOP ha chiesto ad Agrexco di mettere in etichetta un’indicazione precisa quanto quella che Agrexco allega alla documentazione commerciale, che indichi se i prodotti vengono o no dai territori occupati. Tu sostieni che Agrexco abbia l’obbligo per legge di farlo, quindi che tutti i supermercati d’Italia – e la stessa COOP, fino a ieri – vendano illegalmente quelle merci con la complicità di tutti i soggetti che se fosse così dovrebbero intervenire, multare, sequestrare, e non lo fanno (quindi guardia di finanza, nas, authority varie, lo stesso parlamento italiano). E sostieni che COOP nel chiedere ad Agrexco di sanare una situazione di illegalità abbia deciso di non dirlo, che è illegale, anche davanti ad Agrexco che sostiene di fare tutto in regola. Io non sono d’accordo, semplicemente.
Sul resto, il riferimento all’anonimato te lo sei sognato: parlavo soltanto della faccina messa alla fine di un insulto, che è una cosa ridicola al punto da far cadere le braccia.
ah ecco, ero per strada e ho letto male…. pardon, ma..
perché sarebbe ridicola? pensi che sia strano ridere di chi si comporta così?
dovrei ringhiarti?
la responsabilità d riderti in faccia me la prendo eccome, non si è capito? :D
sinceramente preferisco ridere, altrimenti sai che gastrite visto lo stato dell’infosfera italiana…
cosa c’è di strano nel ridere di qualcuno che si attorciglia così nel cercare di ricostruire a modo suo il mio pensiero?
che, tutto sommato, è abbastanza semplice:
dal momento che la UE ha stabilito che Israele e Territori non sono la stessa cosa, anche sulle etichette ci deve essere un’indicazione d’origine diversa da Israele, che è quello che chiedeva Coop
facile, se non fosse che per nascondere questa banalità e insinuare che le Coop fossero animate da chissà quali impulsi, ti sei ridotto a negare esplicitamente che esista un obbligo d’indicare la provenienza in etichetta e, dopo che ti ho pure fornito le fonti, hai concluso che tu “credi” diversamente, un po’ come prima, quando “non ti risultava” che l’indicazione in etichetta fosse prescritta dalla legge
ma l’hai scritto tu: “Si parla quindi dell’opportunità – del tutto facoltativa – di dare al consumatore delle informazioni in più, non di regolamenti violati: i regolamenti UE non c’entrano. Se hai altre documentazioni che indicano il contrario, segnalacele e rettificheremo subito”
ecco, l’opportunità facoltativa è invece un obbligo di legge, te lo dice la fonte normativa che ti ho linkato, a anche chiunque faccia la spesa lo sa, è così da anni e negarlo è ridicolo
e perché allora non negarlo dopo che ti ho fornito la “documentazione” e te l’ho pure ricordato in un altro commento?
perché ti sei dato alla macchia ignorando il tutto e ti degni di rispndere solo ora?
capisco che tu sia schierato come un soldatino sulla trincea pro-Israele, è evidente sia dall’impostazione che dallo svolgimento dei tuoi post sul tema
e capisco anche che di questi tempi sia un ruolo difficile da sostenere, ma, e te lo dico sinceramente, non avevo idea di avere a che fare con qualcuno disposto a mentire sapendo di mentire pur portare la bandiera, altrimenti avrei lasciato perdere, discutere con gente del genere è una fatica senza ricompensa e negli ultimi giorni è stata un’alluvione di cazzate, insulti e balle provenienti da quelle parti
l’ho anche scritto in un post, mi ero illuso che dopo tutte le seghe sull’etica ilpost.it uscisse diverso, ma articoli come i tuoi mi hanno fatto concludere che è la solita sbobba, cambia solo la confezione, ma per il resto siamo sempre lì, tra Il Riformista e Il Foglio, nella palude dei pallonari che se la tirano, i pallonarchic per rimaneggiare una vecchia definizione, ormai abusata. Roba meno inguardabile dei troglocazzari di scuola feltriana, ma sempre balle, appena meno rozze.
quindi nessuna rabbia, ho solo colto l’occasione di un link che mi ha portato su questo post, dopo è stato inevitabile rilevare l’ipocrisia di chi alza il ditino e moraleggia da una posizione del genere e ricordarti quella cosuccia lasciata in sospeso
tutto qui, scusa del disturbo e continua pure a fare come sempre, sei in abbondante compagnia e non ti mancheranno attestati di stima e gratificazioni a lenire queste ed altre critiche, c’è gente che a forza di fantasie è finita in parlamento, buona fortuna
Francesco,
quel “capisco che tu sia schierato come un soldatino nella trincea pro-Israele” è una metafora di una violenza e arroganza inaudita. Chi non è come loro è sempre un traditore passato al nemico, non può essere un libero pensatore, un indipendente. O con noi o contro di noi sembra essere il motto di questi che a ogni opinione che si scosta dalla loro gridano “tutte cazzate, balle, troglocazzari, ipocrisia, palude di pallonari e via dicendo”. Violenza concettuale che fa molti danni anche ai palestinesi. Viene da dire che se tu sei un soldataccio israeliano, lui è un kamikaze, così bisognerebbe ragionare a rigor di logica. Ma per fortuna Francesco, non è o te o lui, come in amore, ma è te, perchè non sei violento, non sei rabbioso, non hai bisogno di urlare ne’ Shalom (pace) nè Allah U Akbar. Semmai Salaam.
Vedi Francesco, preferisco essere insultato che preso per i fondelli come hai fatto tu. Sei tu che mi hai mancato due volte di rispetto, la prima come lettore e la seconda come persona che stava civilmente discutendo un tuo errore, oggi hai riprovato prendermi in giro, ma va bene così, ti sono grato per le conferme, non mi serve altro, ti avevo già salutato.
Non ti ho dato del traditore, ti ho dato del soldatino e non ho esercitato alcuna violenza concettuale, ti ho accusato di mentire, non ti ho accusato di tradire (che cosa, poi?)
Quindi è perfettamente inutile che fai il il numero di quello del partito dell’ammmore contro il feroce terrorista, anche perché stai sparando a caso e questo non ti aiuta
sfiga, non tengo nemmeno per i palestinesi, o per gli iraniani, semplicemente tengo per la forza del diritto e non per il diritto della forza, per questo mi capita ogni tanto di sbattere contro furbacchioni che di fronte all’ineludibilità di certe norme, ne danno traduzioni di fantasia o ne negano addirittura l’esistenza come hai fatto tu
e tu che fai? mi metti l’etichetta del filocattivo e nemmeno ti rendi conto… capisci perchè al di là del linguaggio colorito che tu traduci in violenza, ho proprio riso di te?
nemmeno darmi del cattivo perché parlo sporco non ti servirà, le tue macchie e le tue palle si vedono lo stesso e non è un bel vedere ;)
aloha
p.s. secondo me facevi molto prima ad ammettere di aver scritto una cazzata e rettificare, hai presente “fool me once…”?
Secondo me prima di scrivere un commento dovresti fare un bel respirone e leggere per bene, magari due o tre volte. Prima mi hai scritto cinque righe rispondendo a una cosa che non ti avevo mai scritto, ora me ne scrivi trenta come se il commento precedente, a cui rispondi, l’avessi scritto io. Tutta questa foga ti fa accatastare cazzate: non è un bello spettacolo. Un bel respiro, su.
lol, in effetti oggi vado davvero di fretta e sono con un coso piccolo, ho preso il fracesco all’inizio per la firma
niente foga comunque, fastidio semmai… e credo di aver già spiegato perché, il commento di pickysurfer è talmente già visto che è tipico nel suo appoggiare la maniera di fare comunicazione che ho criticato, puoi quindi approfittarne lo stesso, anche se ho capito che non ne hai voglia e preferisci lasciar perdere