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Salvarli da se stessi

Bisogna essere scemi, ma scemi davvero, per combinare un disastro come quello combinato oggi da Israele sulla nave diretta a Gaza. Si tratta della classica decisione presa per amministrare e gestire – male – l’immediato, il contingente, il caso delle navi che stavano per raggiungere Gaza, anche a costo di compromettere e deteriorare ulteriomente la situazione su un periodo lungo anche solo un paio di settimane.

Detto questo, non sarebbe saggio bersi ciecamente la versione degli uni o degli altri. È vero che dentro quelle navi c’era di tutto e di più: parlamentari, giornalisti, attivisti, pacifisti e anche diversi fiancheggiatori di Hamas – e a Israele non è stato permesso nemmeno di avere la lista dei materiali trasportati. Aspetto di vedere i nomi delle persone uccise e qualche documentazione in più sul blitz per risolvermi a considerare l’accaduto come l’uccisione a sangue freddo di persone inermi, come la sproporzionata reazione alla più telefonata delle provocazioni o come la risposta a un’aggressione.

Il video che segue documenta l’arrivo dei soldati israeliani a bordo della nave, e purtroppo quello che documenta farebbe escludere la prima ipotesi. Dico purtroppo perché è davvero un peccato: è un peccato che parlamentari e pacifisti con le migliori intenzioni si siano mischiati alla peggiore feccia, è un peccato che si definisca “nave della pace” un calderone con dentro un po’ di tutto, e soprattutto è un peccato che si sia dato a Israele l’ennesimo pretesto per mostrare la sua faccia più idiota e feroce.

Ha ragione Giovanni, che dice che questo episodio è la perfetta metafora del conflitto arabo-israeliano. Qualcuno un giorno dovrà farsi carico di salvarli da se stessi.

(grazie a Marco B.)

update: altro video, peggio ancora.

80 commenti

  1. pasquale:

    aveva visto il video su nyt. Non ci ho capito granché, mi sembra un vecchio videogioco (versione aggiornata del lemmings di haaretz) però a 0:25 il grosso oggetto metallico mi pare niente altro che una pompa dell’acqua. Lo dico senza malizia; non mi sorprenderebbe che violenti e armi ci fossero, la qual cosa non cambierebbe l’errore (e l’orrore) dell’arrembaggio israeliano

  2. Jan:

    da sto video non si capisce nè poco nè niente

  3. Tooby:

    Ho scritto da me una conclusione simile qualche ora fa, ma con una differenza: che non solo toccherà a qualcuno salvarli da sé stessi, ma pure il resto del mondo da loro. Se scoppia un conflitto serio coinvolgerà mezzo mondo.

    Io in un primo momento ho anche auspicato che si ammazzassero fra di loro come l’Europa durante la seconda guerra mondiale, e che arrivassero alla pace dopo aver sepolto milioni di cadaveri, e non solo qualche migliaio. Se non fosse che poi ho realizzato, appunto, che non ne saremmo usciti illesi neppure noi.

    (Non credo, in tutta sincerità, che gli occupanti della nave fossero armati, se non di coltelli e bastoni trovati qua e là sulla nave. Pare che molti soldati siano stati feriti semplicemente da fionde e biglie di vetro).

  4. Stefano:

    Erano pure in acque internazionali. Quanto alle armi è evidente che non ce n’erano, altrimenti a quest’ora i corpi dei 10 facinorosi terroristi armati di AK47 e di pistole sarebbero già stati esibiti urbi et orbi.
    Molto più probabile che il capolavoro di oggi sia merito del soldato tontolone di turno, che avrà scambiato un pezzo di legno per una pistola. Nel dubbio, si sa, prima sparare e poi chiedere i documenti. Ci vuole un attimo, con 2-3 colpi di mitra, ad ammazzare una decina di persone.

  5. Piero:

    A me quello che pare evidente è che l’azione dei “pacifisti” non ha avuto nulla di umanitario e molto di militare. Del tutto indicativo, ad esempio, è il fatto che non abbiano seguito le indicazioni impartite dalla marina israeliana (http://www.youtube.com/watch?v=3E2REKHzUoI&feature=player_embedded) che avrebbe permesso loro di recapitare gli aiuti umanitari permettendo un ovvio controllo del carico da parte dell’esercito. Cercando di forzare il blocco i possibili risultati non potevano che essere due: o creare un precedente per rompere l’embargo delle armi per Hamas, oppure disporre di qualche cadavere da esibire all’opinione pubblica, soprattutto a quella molto sensibile al cattivone Israele. In entrambi i casi vince Hamas, in entrambi i casi perde il processo di pace, a dimostrazione che ai “pacifisti” la pace importa poco.
    La cosa che per me veramente preoccupante è questa incontrovertibile discesa in campo della Turchia a fianco del fondamentalismo islamico, prima siglando accordi con l’Iran e ora sponsorizzando un attacco frontale – ancorché mediatico – ad Israele di concerto con Hamas. Sicuramente a bordo di quelle navi ci saranno state degnissime persone inconsapevoli, ma di utili idioti è piena purtroppo la storia.

  6. 1972:

    Hai dimenticato di citare Haaretz e di fare un richiamo al Post.

    Saluti.

    Enzo

  7. dasnake:

    Secondo me Francesco *oggi* facevi meglio a non tentare questa difesa d’israele.
    La linea “ci hanno attaccato” e` quella che campeggia sui media israeliani e magari c’e` pure un fondo di verita`, ma aspettare il risultato delle prime inchieste o quantomeno che si raffreddassero i corpi sarebbe stato buon gusto se non buon senso.

  8. Gianluca Aiello:

    Concordo con quanto scrive Stefano.
    La nave era in acque internazionali ed è avvenuto un abbordaggio militare (o pirata) senza alcun diritto. Qualunque reazione con bastoni mi pare del tutto legittima.
    Dove sono le foto dei facinorosi armati e delle loro armi?

  9. francescocosta:

    Dasnake, dove leggi la difesa d’Israele? Penso solo che il fatto che abbiano evidentemente fatto una cazzata gigantesca non debba farci chiudere gli occhi sul resto, tipo chi era su quelle navi e come hanno deliberatamente cercato lo scontro.

    (e il video mostra piuttosto chiaramente che al primo soldato non hanno manco dato il tempo di fiatare: arriva, lo prendono a calci e lo buttano di sotto, i pacifisti inermi)

  10. dasnake:

    Come dove la leggo la difesa d’israele?
    Hai riportato *esattamente* l’interpretazione del governo israeliano: http://www.mfa.gov.il/MFA ovvero che i soldati hanno *risposto* ad un attacco. Nei prossimi giorni fara` la differenza una versione rispetto all’altra (i soldati israeliani hanno assaltato senza provocazione), fa la differenza tra una “cazzata gigantesca” intesa come reazione un po’ sporporzionata che ci fa storcere la bocca e “cazzata pazzesca” intesa come grave crimine contro una nazione membro della NATO.

    E` evidente che chi oggi vuole difendere israele non puo’ dire “hanno fatto bene”, nemmeno il governo israeliano ci prova, chi vuole difendere israele fa quello che fai tu.

    Intendiamoci: magari hai ragione, magari tra qualche giorno ci sono le prove, le inchieste dimostrano quello che dici e la Turchia e la NATO si calmano. Magari no. Io fossi stato un giornalista avrei aspettato a gettarmi sul carrozzone della propaganda israeliana, tutto qui.

  11. Carlo:

    Io non riesco a capire come una forza armata moderna ed efficiente come quella israeliana abbia combinato un casino simile. Ad attacco morbido bisogna rispondere con una difesa morbida. Se butti giù venti teste di cuoio da un elicottero è ovvio che ci scappa il morto.

    Avrebbero semplicemente dovuto aspettare che le navi arrivassero nelle acque territoriali e poi costringerli sotto la minaccia delle armi a seguirli in un porto militare

  12. Barbara:

    resta che attaccare una nave che batte bandiera turca in acque internazionali è, per il diritto internazionale, esattamente come dichiarare guerra alla Turchia. E che quella fosse una provocazione non c’è dubbio, ma l’assedio di Gaza cos’è, se non una gigantesca provocazione?? O dobbiamo continuare a concedere ad Israele, in eterno, lo stato d’eccezione? Certo, noi italiani allo stato d’eccezione siamo evidentemente abituati, ed è perfino troppo ovvio notare come certi “dubbi” su questa storia siano apertamente coltivati solo qui da noi (e negli USA, ma lì il problema politico interno è di per sè molto più grosso)
    Mi spiace, ma temo che l’atteggiamento pilatesco, oltre ad essere IMHO deprecabile di per sé, non si addica al caso: è esattamente come a Genova al G8, ma un po’ peggio. Cioè una scelta tattica pensata apposta, e a tavolino, per provocare lo scontro fisico. La scelta della polizia, intendo, non quella scontata dei black blok. Una scelta che voleva servire a dimostrare come tutti i manifestanti fossero “violenti” per consentirne, da lì in poi, la repressione preventiva senza che l’opinione pubblica alzasse un dito.
    Qui di ben più grave c’è che, come già detto, il tutto è avvenuto in acque internazionali, e che sono stati inviati i seals. Che è come ammazzare la zanzara col bazooka: come fai a non aspettarti che ci saranno danni collaterali??
    Io credo proprio che il rischio fosse calcolato: nella migliore delle ipotesi, doveva servire da deterrente per il futuro, nella peggiore, questa, a riconfermare a livello mondiale come Israele reclami per sè e in eterno lo stato d’eccezione. Fino a quando glielo si vorrà consentire? E non volendo scomodare categorie come il giusto e l’ingiusto, il cui filo in questa storia pare definitivamente perduto.

  13. Barbara:

    Francesco, scrivi: e il video mostra piuttosto chiaramente che al primo soldato non hanno manco dato il tempo di fiatare: arriva, lo prendono a calci e lo buttano di sotto, i pacifisti inermi

    ebbene, ti pare che il fatto che fossero seals di un esercito anziché pirati li autorizzi a comportarsi come tali?? Loro abbordano in acque internazionali una nave e chi sta sulla nave deve accoglierli con l’animo ben disposto, alzando le mani e facendosi arrestare quando sono nel proprio buon diritto di essere dove sono?? Maddai!!!

  14. Piero:

    In Italia, ed in molti altri paesi civili, se qualcuno forza un posto di blocco della polizia è possibile che venga preso di mira con armi da fuoco, ed è anche possibile che soccomba. POI si potrà sapere se era un delinquente, un ubriaco, un semplice cretino. Questo può accadere QUI in Italia, in tempo di pace, e non mi pare che i titoli dei giornali in questi casi parlino di ATTACCO delle forze dell’ordine verso un civile, e non credo che nessuno lo pensi. Figuriamoci in un teatro di guerra. Si può discutere se la reazione sia stata sproporzionata alla circostanza, e speriamo nelle prossime ore di avere dei dettagli più precisi sulla sequenza degli eventi e sulle regole d’ingaggio, ma, almeno a vedere i filmati, mi pare che gli attacchi fisici siano partiti CONTRO i soldati non appena essi si sono calati sulla nave. Trovo vergognoso come la quasi totalità della stampa, e l’immancabile “Club dei dittatori” (l’ONU) abbiano rivoltato la responsabilità contro Israele, quando è del tutto evidente che l’atto ostile è iniziato nel momento in cui le navi hanno fatto rotta su Gaza, e quando hanno ignorato sistematicamente l’invito dell’esercito a farsi scortare nel porto di Ashdod per poter poi proseguire via terra col carico di aiuti. Ripeto, questa NON era un’azione umanitaria.

  15. f.b.:

    giuste le considerazioni sugli pseudopacifisti, ma – occhio – perché in realtà israele con questa azione ha violato un bel po’ di norme di diritto internazionale: dalla convenzione di montego bay sul diritto del mare ai protocolli di ginevra sull’assistenza alle popolazioni civili alla carta onu.
    la motivazione della “provocazione” non è sufficiente per invocare la legittima difesa…
    http://nonunacosaseria.blogspot.com/2010/05/israele-attacca-nave-ong-per-gaza-il.html

  16. Barbara:

    In Italia e in molti paesi civili, sicuramente, ma un posto di blocco a Lugano però no Francesco.
    Il resto, lo dici da solo: i soldati si sono calati sulla nave, fra l’altro al buio o semi-buio.
    Chiedo di usare in modo un po’ più corretto i termini:
    – le acque internazionali non sono come il giardino di casa propria, considerarle tali per Israele non è giustificabile;
    – se si parla di “guerra” in senso lato e puramente discorsivo, per Gaza, posso accettarlo, ma se mi si giustifica l’eccezionalità dell’azione con lo “stato di guerra”, allora sono costretta a far rilevare come a Gaza non ci sia nessuna guerra in senso proprio, ma, ma un’occupazione manu militari come voi stessi avete raccontato.
    E ciò senza bisogno di sfoggio di maiuscole.

  17. Barbara:

    PS intendevo: un posto di blocco della polizia italiana a Lugano, naturalmente :-)

  18. John Doe:

    Io sono completamente d’accordo con la prima frase del post di Costa: “bisogna essere scemi…”.
    Ora i satelliti ci diranno che due pacifisti avevano coltelli in tasca, e ci faranno sentire cosa dicevano, mentre centinaia di testimoni affermeranno il contrario, cioè che non avevano neanche le tasche.

    Quello che conta, a questo punto, è la straordinaria arma di propaganda costruita e consegnata, in mondovisione, ai suoi nemici. Dove sia la ragione non ha più nessuna importanza, la prova di inadeguatezza è stata davvero impressionante.
    Ci sono morti e, a essere davvero obiettivi si può pensare che fosse lo scopo politico di quella scampagnata in mare.
    Ma in ogni caso ci sono morti, famiglie che piangono e…..bisogna essere scemi!

  19. francescocosta:

    John Doe, non servono i satelliti: ci sono i video, ce n’è un altro ancora più eloquente.
    http://www.youtube.com/watch?v=9fYUW2pMqsY&feature=player_embedded

    Poi tu sei libero di credere a quello che ti pare, pure a Babbo Natale.

  20. Rosario:

    Nel 2005 ho partecipato direttamente alla Carovana dei Diritti partita da Strasburgo e diretta a Gerusalemme. I mezzi di comunicazione italiani hanno ignorato l’iniziativa, anche in quella occasione molti in rete parlavano di fiancheggiatori dei terroristi. Circa 150 attivisti europei hanno attraversato Francia, Svizzera, Italia, Slovenia, Croazia, Serbia, Turchia, Siria e Giordania, con le auto, furgoni e camper strapieni di materiale didattico e bandiere della Pace. Io personalmente ero con un camper stracarico di quaderni e pennarelli donati da molte scuole piemontesi. Israele ci ha impedito di entrare nei territori che occupa, violando decine di risoluzioni ONU, timbrando i nostri passaporti con l’infamia di “INDESIDERATI”. Questa è la grande democrazia del Medioriente. Su questa esperienza si può visionare un video che parla molto più delle parole.
    http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=4689

  21. Giovanni Fontana:

    C’è da dire che se vedessimo il video del dopo, di quando li ammazzano – che sicuramente c’è, ma non vedremo mai – la nostra percezione della situazione cambierebbe.

    Gli israeliani sono dei maestri nello spararla un po’ meno grossa dei palestinesi, per dire di non averla sparata.

  22. dasnake:

    @francesco: fammi capire la tua logica, se degli uomini armati si calano da un elicottero su una barca in acque internazionali e la barca fa resistenza ad essere “attaccati” sono gli uomini armati? Perche` il titolo del video che posti dice questo.
    Se la cosa che ci tieni a sottolineare e` che gli attivisti sulla nave non abbiano seguito una linea di condotta ghandiana, come se questo fosse la prova di losche intenzioni che l’IDF non poteva ignorare, allora mi pare un bel salto logico degno delle migliori teorie cospirazioniste.

    @giovanni: mi pare che il video in cui i soldati israeliani sparano ad alzo zero sia ampiamente disponibile, e` il primo che e` spuntato fuori perche` sulla nave turca c’era un giornalista di Al Jazeera che e` riuscito a trasmetterlo (http://english.aljazeera.net/). C’era pure su repubblica.

  23. francescocosta:

    Tu sostieni che Israele avrebbe dovuto decidere ieri di sciogliere l’embargo a Gaza. Avrebbe dovuto dire, all’improvviso: fate pure, abbiamo cambiato idea, passate. Cambiare in dieci minuti una decisione politica su cui si gioca la sorte di un governo. Sarebbe piaciuto anche a me, ma mi pare una cosa semplicemente impossibile. L’embargo c’è e non da ieri. La nave era diretta lì e ha detto chiaramente che aveva intenzione di violarlo, a qualsiasi costo: Israele ha chiesto di deviare e non hanno deviato, ha chiesto di avere la lista del carico e non gliel’hanno dato. E quindi è successo quello che sarebbe successo a qualsiasi nave intenzionata a violare qualsiasi embargo in qualsiasi paese del mondo: li hanno abbordati. Potevano farsi trovare tutti lì con le mani in alto, visto che si qualificavano come pacifisti inermi: li avrebbero portati ad Ashdod, li avrebbero rilasciati dopo tre giorni e nel frattempo il carico sarebbe stato controllato e inviato a Gaza (come già successo negli anni scorsi in simili occasioni). Invece hanno preso il primo soldato e l’hanno buttato giù, gli altri li hanno presi a bastonate e coltellate, eccetera. A ennesima dimostrazione che colpire Israele e violare il blocco era un obiettivo almeno un briciolo più sentito di portare soccorso a Gaza.

  24. francescocosta:

    Riguardo i morti: certo che vedere il video coi dieci morti sarebbe scioccante e forse cambierebbe la nostra percezione. Il punto è che una volta iniziato il linciaggio dei soldati – e sappiamo che inizia subito, senza che i soldati facciano nulla – l’alternativa a quel video non c’è. O meglio, c’è: è un video con dieci soldati morti.

  25. John Doe:

    @ Francesco Costa: guarda che hai capito male, o più probabilmente mi sono spiegato male io. Io posso pure credere a Babbo Natale (e in effetti ci credo) ma dicevo che ora ci convinceranno di tutto e del suo contrario, con prove inoppugnabili e/o testimonianze dirette. E per questo dicevo che,da questo momento in poi, io non credo a nulla.

    L’unica cosa che mi premeva sottolineare è che, qualunque fosse lo scopo di quella scampagnata, e io sospetto come te che non fosse solo quello di portare carrozzine per disabili, israele ha fallito la sua missione, che gli si è ritorta contro per inadeguatezza e poca comprensione delle conseguenze.

    A meno che, come scrive oggi Lerner (che Dio mi perdoni ma sono tentato di apprezzare il suo articolo), non stiano giocando al “tanto peggio tanto meglio”.

  26. gio:

    “Il punto è che una volta iniziato il linciaggio dei soldati – e sappiamo che inizia subito, senza che i soldati facciano nulla…”

    Già, magari si sarebbero messi a distribuire caramelle! Ma perfavore! I militari israeliani hanno assaltato in acque internazionali una nave turca carica di aiuti umanitari (tipo depuratori idrici, sedie a rotelle, medicinali, giocattoli e cioccolata, insomma quella robba che israele vieta ai palestinesi per “combattere il terrorismo”). E quale reazione hanno dovuto affrontare? Quella di una piccola parte dell’equipaggio che brandiva perlopiù sedie di plastica e qualche palo d’ombrellone! Minchia! Certo che per vedere nelle immagini che indichi la giustificazione ad una carneficina compiuta da soldati professionisti dotati dei migliori equipaggiamenti militari a disposizione, ce ne vuole di pelo sullo stomaco! Per rendersi conto di quanto sia ingiustificabile l’eccidio compiuto da israele, basta porsi una semplice domanda: cosa sarebbe accaduto se non fosse avvenuto?

  27. paolo b.:

    “sedie di plastica e qualche palo d’ombrellone”
    http://idfspokesperson.com/2010/05/31/pictures-of-weapons-found-on-the-mavi-marmara-flotilla-ship-31-may-2010/

  28. Sergio:

    Mai stato un fan degli estremisti filo palestinesi, anzi.
    Ma un attacco in acque internazionali di questo tipo si chiama pirateria. Poco da aggiungere.

  29. dasnake:

    @francesco: mi sa che leggi troppi dispacci del governo israeliano. Su http://savegaza.eu/eng/ c’e` una simpatica mappina con google maps dove c’e` la posizione della nave. Quando e` stata assaltata era ancora molto lontana dalla destinazione (guarda dove e` stata rimandata indietro quella dell’anno scorso), era ferma e aveva deviato dalla rotta per la notte. Nessuno si aspettava l’attacco in quel momento, non lo dicono solo gli attivisti, ma anche i giornalisti presenti sulla nave.
    La lista passeggeri e merci era disponibile e pubblica, almeno cosi` affermano i siti degli attivisti (devo ammettere pero` di non averla trovata, ma non e` scontato che “pubblica” significhi pdf sul sito). Sicuramente le autorita` portuali cipriote sapevano cosa c’era sulla nave avendola ispezionata. Tu da che fonte trovi la notizia che le autorita` israeliane non erano state informate?

    Queste navi verso Gaza ci sono state ogni anno, ogni tanto sono fatte passare ogni tanto no, questa volta c’e` stato un massacro. E` evidente che l’esercito non avesse solo le opzioni attaccare o togliere l’embargo, mi sembra malafede sostenerlo.

  30. John Doe:

    Ok gio, lo so che non serve a nulla ma facciamo questo gioco.
    Io guido il mio camion in italia o dove ti pare, carico di medicine, documenti a posto e tutto in regola, le porto al bambin gesù a roma, al reparto di oncologia infantile. Sono molto fiero del mio lavoro.
    Mi ferma un carabiniere ubriaco che mi accusa di portare droga, mi arresta e sequestra tutto. Può succedere e non escludo sia già successo.

    Quindi secondo te che faccio, lui è armato e mi vuole arrestare, io prendo il cric e tento di spaccargli la testa? Ho ragione eh, questo non ce lo dimentichiamo, è tutto in regola e ho ragione.
    Perciò faccio bene a buttarlo da un muretto e spaccargli la testa con un palo di ombrellone?
    Ora che ne parlo mi sono ricordato di una cosa simile, invece che in mare eravamo a Genova, e invece che un palo di ombrellone era un estintore…

    Io non escludo affatto, per chiuderla qui, che qualche babbeo poco dotato (da una parte e dall’altra) abbia fatto il gioco di chi cercava il morto da sbattere in mondovisione.

  31. Francesco Costa:

    Le hanno fatte passare quando a bordo c’erano solo pacifisti con le migliori intenzioni, e non pacifisti e feccia. Durante la guerra a Gaza le hanno rimbalzate due volte, chiedendo di deviare su Ashdod. Quelle volte lo fecero, ieri hanno tirato dritto.

    @John Doe: A Gaza c’è l’embargo. Non è un “carabiniere ubriaco”.

  32. gio:

    Accidenti Paolo, hanno rinvenuto addirittura un cacciavite, una chiave inglese e qualche martello! E chi se lo sarebbe mai aspettato, su una nave! Chi sa quante brugole ci mostreranno, se abbiamo pazienza!
    I militari israeliani, invece, quelli che hanno assaltato in acque internazionali una nave carica di aiuti umanitari, avevano con se soltanto tanto amore, vero? Del resto il bilancio della “legittima difesa” dal carico di carrozzine e biglie colorate parla chiaro: dieci (venti?) a zero per i tremendi agitatori di arredi da barca.

    P.S. Il set di coltelli da cucina della foto è identico a quello che ho in casa.

  33. gio:

    John Doe, il tuo esempio non c’entra una beneamata ceppa. Se un gruppo di tifosi laziali organizza una marcia pacifica per protestare contro l’omicidio di Gabriele Sandri da parte della polizia, e il nostro governo per bloccare la “provocazione” contro le forze dell’ordine decide di calare con gli elicotteri le teste di cuoio armate fino ai denti in mezzo ai manifestanti, e si finisce con morti e feriti, la responsabilità di chi è? Ripeto, per rendersi conto di quanto questa carneficina sia esclusiva responsabilità d’israele, basta una porsi una semplice domanda: cosa sarebbe successo se i militari israeliani non avessero agito come hanno agito? Delle navi avrebbero sbarcato a Gaza qualche tonnellata di aiuti umanitari destinati ad una popolazione messa in ginocchio e umiliata da un embargo criminale e criminogeno. Era necessario trasformare una nave turca in un macello per impedire ai palestinesi di mangiare cioccolata o farsi uno shampo col balsamo (che israele vieta ai palestinesi, per combattere il terrorismo coi capelli grassi).

  34. gio:

    Ah dimenticavo, e meno male che la Striscia di Gaza “non è più occupata”. Pensate se lo fosse, gli israeliani avrebbero bombardato direttamente Ankara…

  35. dasnake:

    @francesco: continui a sostenere che abbiano tirato dritto al momento dell’arrembaggio, contro le dichiarazioni degli attivisti e dei giornalisti presenti sulla nave. Da dove prendi queste informazioni?

    @johndoe: il tuo esempio non calza per un piccolo particolare, affatto irrilevante. Il tuo camion viaggia su strade italiane dove il carabiniere seppur ubriaco ha autorita`. La nave *turca* era in acque internazionali dove i militari israeliani non hanno nessuna autorita`. Quello e` un atto di pirateria, la cui differenza con un assalto dei pirati somali sta solo nello scopo, non nel metodo. Se poi vogliamo dire che fare i pirati e ammazzare attivisti turchi e` comunque giustificato perche` il bene d’Israele (il bene?) e` superiore … insomma basta essere consapevoli del peso delle proprie affermazioni, poi son tutte legittime.

  36. Melone:

    Un massacro di civili in acque internazionali. E poi il sequestro di navi e passeggeri, sempre in acque internazionali. Un atto tra pirateria e terrorismo di stato. Il governo israeliano è indifendibile.

    Per ulteriori esercizi di equilibrismo suggerirei di aspettare nuove veline dell’IDF. Già qualcosa comincia a muoversi: vedi “set di coltelli da cucina” di gio (N° 32).

    Fai come il buon Meotti, che non ha ancora scritto una riga sull’avvenuto. Perché non c’è nulla da dire, nessun sottile distinguo da fare.

  37. francescocosta:

    @dasnake:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Gaza_flotilla_clash#Events_leading_up_to_the_clash
    http://www.youtube.com/watch?v=qKOmLP4yHb4

    @melone:
    Per la cronaca, sei disinformato: Meotti ha scritto mezza pagina sul Foglio di oggi e due post sul suo blog. Sul fatto che quelli siano “coltelli da cucina” non è necessario aggiungere altro, tanto è già ridicolo di suo. Le molotov erano bottiglie di vodka, probabilmente.

  38. dasnake:

    @francesco: citi un video dell’ “IDF Spokesperson’s Unit” come fonte imparziale e attendibile?! (il link a wikipedia e` un po’ una caduta di stile per un professionista dell’informazione, comunque se guardi bene wikipedia usa come fonte lo stesso video)

    Inoltre, sempre wikipedia cita al jazeera http://english.aljazeera.net/news/middleeast/2010/05/201053133047995359.html dove c’e` scritto:

    “Organisers of the flotilla carrying 10,000 tonnes of humanitarian aid then diverted their ships and slowed down to avoid a confrontation during the night.”

    Ora dimmi un po’, se ti dicessero che su un dato evento hai due versioni, una e` la velina di un governo e l’altra e` il reportage di un giornalista sul posto, a quale delle due dai piu` peso?

  39. gio:

    “Le molotov erano bottiglie di vodka, probabilmente.”

    Hanno anche mostrato il giubetto squarciato di un soldato? No perchè in tal caso avremmo la violazione dei diritti, se non umani, quantomeno d’autore (Copyright Genova 2001).

    Mi chiedo ancora: ma i militari israeliani che in acque internazionali hanno assaltato una nave turca carica di aiuti umanitari subendo la ferocissima reazione di spietati agitatori di arredi da barca, cosa imbracciavano? Tubi di baci perugina? E ancora, scusate se insisto, era necessario trasformare una nave in una “macelleria messicana” per impedire, chessò, a qualche sfigato della Striscia di Gaza di cagare nei contenitori biologici “islamofascisti” trasportati dai turchi?

  40. Melone:

    Ti riferisci a questi?
    http://www.ilfoglio.it/soloqui/5279
    http://www.ilfoglio.it/zakor/502
    http://www.ilfoglio.it/zakor/501

    Il primo porta l’elefantino che, correggimi se sbaglio, è la firma del Direttore Ferrara. Il Secondo post è una cartina della Palestina, e non si parla assolutamente dell’accaduto. Il terzo, intitolato “Un commento su Gaza, non è un commento di Meotti ma di tale Gianni Vernetti deputato PD. Andiamo sempre meglio, continua così.

    Su “[l]e molotov erano bottiglie di vodka, probabilmente.” non ho nulla da dire, si commenta da sola.

  41. pasquale:

    Entrano nelle tue acque, fai quello che ti pare, anche se sarebbe meglio, in primo luogo per te, scortarli verso un altro porto. Se li attacchi ancora in armi internazionali hai torto, punto, anche se puntano verso i tuoi confini. Era una provocazione, una trappola? Certo. E il fatto che sia riuscita è colpa – contingente, tattica, vedi tu quale aggettivo abbisogni per accettare il concetto – solo di Israele.

  42. Giancarlo:

    Rimango sempre stupito di come gente dotata di buoni mezzi intellettuali non esiti a fare la figura del cretino pur di difendere il proprio tifo, come un ultras decerebrato qualsiasi.
    O forse saranno gli effetti della wodka.
    E questo ad di la di ogni considerazione su torti e ragioni. Basterebbero le foto dei coltelli da cucina, dei cacciaviti e di qualche altra cianfrusaglia opposta a uno degli eserciti più addestrati del mondo per capire che parlare di aggressione da parte degli aggrediti è tratto direttamente dalla favola dell’agnello che sporca l’acqua al lupo.

  43. Stefano:

    Toh,
    sono stati abbordati in acque internazionali, e si sono pure ribellati. Si vede che erano proprio dei disgraziati…!

    Ma di cosa stiamo parlando?! Se una nave viene abbordata di militari di uno Stato straniero in acque internazionali, e’ normale che si ribelli. Ed e’ anche un atto di guerra di fronte a cui la Turchia avrebbe potuto chiedere una risposta della Nato. E in quel caso come l’avremmo messa?

    Se la cosa fosse successa nelle acque israeliane sarebbe stato diverso, perche’ li’ Israele puo’ vantare diritti che fuori dai propri confini non ha. Al di la’ di quanto sia buono o cattivo chi sta sulla nave.

  44. Billy Pilgrim:

    Scusa, Francesco, con tutte le buone intenzioni del mondo, ma a leggere tutta la conversazione ti dimostri pesantemente parziale (e, vista la tua intelligenza, sembra tu lo stia facendo apposta): quello degli israeliani è stato un abbordaggio in acque internazionali.
    Te l’hanno ripetuto in tanti, più volte, ma sul punto non hai provato a formulare risposta, costantemente glissando.
    La mancanza consegna di una lista recante il carico preciso delle navi (comunque in gran parte pubblica, anche se parziale), ad esempio, rileva solo per questioni secondarie di tipo strategico (sulle navi saranno presenti dei razzi?, si potrebbe essere chiesto l’esercito – ma a questo punto c’è da domandarsi quale tipo di collaborazione sarebbe stata necessaria perché l’IDF si convincesse dell’assenza di armi sulle navi), e non di diritto – e, dunque, non in sede di attribuzione di responsabilità.

    Come altri ti hanno detto l’azione dell’esercito israeliano ha violato più d’una convenzione internazionale sul diritto marino. Si è trattato di un’azione preannunciata, questo è chiaro, ma anche preventiva.

    Ammesso che davvero si voglia tentare di districare quest’ingarbugliata situazione, sulla quale ha finora scritto benissimo in due post consecutivi Giovanni, che almeno lo si faccia tenendo in considerazione tutti gli elementi, e non scartando quelli che avevamo commesso una leggerezza nel non considerare, pur di non tornare – almeno parzialmente – sui nostri passi.

  45. lunogled:

    Esercizio per Francesco:

    Una nave ingaggiata dall’opposizione Iraniana, carica di materiale umanitario, viene abbordata dai Pasdaran in acque internazionali. I Pasdaran iniziano a sparare, uccidono 10 persone.

    Ahmadinejad dice che e’ legittima difesa: Dopo l’abbordaggio, dopo che i Pasdaran hanno incominciato a sparare, qualcuno li ha bastonati.

    Commenta.

  46. Luca Simonetti:

    Esercizio per lunogled:
    Una nave ingaggiata dall’opposizione Iraniana, asseritamente carica di materiale umanitario, viene abbordata dai Pasdaran in acque internazionali.
    I Pasdaran invitano dapprima l’equipaggio della nave a fornire l’elenco del materiale presente a bordo, ma l’equipaggio rifiuta. Successivamente invitano la nave a seguirli in un porto iraniano, da cui l’equipaggio e il materiale presente a bordo potranno procedere per via di terra verso la loro destinazione originaria. Ma anche questa richiesta viene rifiutata.
    Allora i Pasdaran abbordano la nave, e i primi saliti vengono aggrediti a bastonate. A quel punto sparano e fanno 10 morti.
    Commenta.

  47. luny:

    PS: E per i “ma Israele e’ una democrazia”, leggetevi un pochino la storia di Issam Makhoul, cittadino Israeliano attivista per i diritti civili, che viene arrestato per “spionaggio” e firma una confessione qualche giorno di “trattamenti” dopo.
    http://www.jkcook.net/Articles3/0486.htm#Top

    Israele e’ il nuovo Sud Africa. L’esito migliore di questa tragedia e’ che il mondo se ne sta accorgendo, e le veline degli ambasciatori non convincono piu.

  48. luny:

    http://www.repubblica.it/esteri/2010/06/01/news/testimoni-nave-4490487/

    Flotilla, parlano i testimoni
    “A bordo non c’erano armi”
    La deputata arabo-israeliana Zuabi: “Hanno lasciato morire due feriti”. Nilufer Cetin viaggiava col figlio di 1 anno: “La nave era piena di sangue”. Un ex deputato tedesco: “Solo bastoni”

    Flotilla, parlano i testimoni “A bordo non c’erano armi” La conferenza stampa dei tre deputati della Linke che erano sulla Marmara

    ROMA – Cominciano a trapelare le prime testimonianze dirette dei membri della spedizione Freedom Flotilla che si trovavano a bordo della nave Mavi Marmara, assaltata ieri notte dalla Marina israeliana 1 mentre era in viaggio verso la Striscia di Gaza. Sono racconti drammatici, che rivelano dettagli sconcertanti della dinamica dell’accaduto e insistono su un punto: a bordo della nave non c’erano armi.

    Lo conferma la deputata arabo-israeliana Hanin Zuabi, che si trovava a bordo di una delle sei imbarcazioni, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Nazaret poco dopo il suo rilascio. La Zuabi ha dichiarato che i militari israeliani hanno lasciato morire due feriti ignorando la sua richiesta di aiuto, come riferisce il quotidiano spagnolo El Mundo. “Saranno state le 4 e mezzo quando abbiamo visto le luci delle imbarcazioni della marina israeliana. Io ne ho contate almeno 14, che si avvicinavano a grande velocità. In cielo c’era un elicottero, che ha anche sparato a scopo intimidatorio – ha raccontato la deputata – Era evidente che la situazione era divenuta seria: qualcuno ha issato bandiera bianca”. Durante il blitz dei militari, Hanin Zuabi si trovava al secondo piano della nave. Lei non ha visto alcun atto di violenza da parte dei passeggeri contro i militari israeliani. “Allora – le viene chiesto – come è avvenuto che sette militari sono rimasti feriti, due in modo grave?” La tesi di Zuabi è che l’esercito israeliano avesse preparato un attacco brutale per scoraggiare altre missioni umanitarie verso Gaza in futuro. “Io ho visto persone innocenti uccise dai soldati. Ho visto feriti gravi abbandonati per ore, senza soccorsi. Quando i militari israeliani uccidono, possono anche aspettarsi una reazione delle loro vittime”.

    La donna, appartenente al partito Balad, rilasciata proprio grazie al suo status di deputato, ha detto di aver ”scritto in ebraico su un cartello rivolto ai militari che c’erano a bordo due feriti molto gravi che avevano bisogno di assistenza”. I soldati, pero’, ”lo hanno ignorato. Ho scritto nuovamente il cartello in lingua inglese e nemmeno allora sono intervenuti. Dopo mezz’ora i due sono morti, avevano ferite al petto”, ha raccontato. ”Ho visto l’esercito circondare le nostre navi e sparare prima dell’assalto contro la nostra barca”, ha aggiunto. Zuabi ”ha visto 5 morti nei primi 15 minuti”. ”E’ stato un massacro”, ha ribadito.

    “La nave era piena di sangue”. Nilufer Cetin viaggiava con suo figlio di un anno sul traghetto Oggi, tornata ad Istanbul, racconta così quei momenti di terrore. “Con mio figlio siamo rimasti in cabina a giocare mentre fuori si sentivano gli spari. Ma non ho avuto paura. Non avevo bisogno di proteggere mio figlio. Tutti sapevano che c’era un bambino a bordo. L’ho protetto restando in cabina. Le tendine degli oblò erano chiuse e così non si vedeva quello che succedeva sul ponte. Si udivano solo gli spari e le voci. Poi io ho messo una maschera anti-gas e gli ho fatto indossare un giubbetto salvagente”. Una volta sul ponte uno spettacolo drammatico: “Ho visto persone ferite, qualcuno in maniera leggera, alcuni più gravi”.

    Poi, quando le armi hanno taciuto, sono scattati gli arresti. leim però, è stata lasciata andare. “Mi hanno lasciata libera – conclude la donna – perché avevo il bambino, ma hanno sequestrato tutti i nostri oggetti, compresi i telefoni cellulari e i computer portatili”.

    “Controlli all’imbarco”. Sono tante le voci che raccontano quei momenti. Compresa quella di un cameraman di Al Jazeera che era a bordo dell’imbarcazione greca, presa di mira assieme a quella turca. Affermazioni che smentiscono la versione dell’esercito israeliano che ha parlato di pacifisti “armati”: “Gli organizzatori della flotta sono stati sempre molto vigili nell’assicurarsi che nessuno avesse con se armi, per evitare di provocare eventuali scontri con gli israeliani”. Questa la sua ricostruzione dell’attacco: “Quando gli israeliani hanno assaltato la nave su cui eravamo a bordo, non hanno distinto tra giornalisti e attivisti e hanno usato fumogeni, bombe acustiche, ci hanno picchiato e presi a calci”.

    “Usati solo bastoni”. Stessa versione anche da parte di un gruppo di tedeschi che erano a bordo della Marmara: “Ho visto personalmente che venivano usato dei bastoni di legno. Non c’era altro”, ha testimoniato Norman Paech, 72 anni, ex deputato del partito di estrema sinistra Die Linke. “Non abbiamo mai visto coltelli usati come armi, la gente si è difesa con i bastoni – ha aggiunto – Eravamo al di fuori dell’area di difesa militare israeliana, in acque internazionali. Avevamo il diritto di difenderci e persino di usare le armi con cui venivamo attaccati”. L’assalto ha colto di sorpresa i passeggeri, aggiunge Paech: “Non ce l’aspettavamo. Prima della partenza ci ripetevamo: niente violenze, niente resistenze perché sapevamo che di fronte a dei soldati non avremmo avuto possibilità”. Insieme a Paech, sulla Marmara c’erano altre due deputate della Linke, Inge Hoeger e Annette Groth, 59 e 56 anni, che hanno confermato le sue parole: “Nessuno era armato, ci hanno sparato con proiettili veri, non con proiettili di gomma”.

  49. Billy Pilgrim:

    Mi sembra non occorra prendere le distanze dalle minchiate postate da luny, perché invece una posizione più riflessiva sulla vicenda possa contenere anche l’ammissione che un intervento in acque internazionali, considerati stanti il principio di libertà dei mari e quello della delimitazione del mare territoriale e della zona contigua, non può essere considerato che un attacco diretto al territorio dello stato di bandiera.

  50. gio:

    Gli israeliani festeggiano la strage sotto l’ambasciata turca:

  51. Fabio B.:

    Secondo me non è in dubbio che l’atto di Israele abbia violato convenzioni internazionali, sia stato spropositatamente violento e a tutti gli effetti criminale. Si può discutere invece su quanto fossero sincere le intenzioni umanitarie della Freedom Flotilla, se non fosse almeno per alcuni invece una (legittima) provocazione politica, magari con la consapevolezza di poter poi recitare il ruolo di vittima del “cattivo” Israele.
    Una cosa non esclude l’altra. Se Israele è criminale, gli altri non sono per forza santi.

  52. antonio:

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=184

  53. dasnake:

    il nostro ospite avra` avuto sicuramente un sacco di cose molto piu` importanti da fare, ma non posso fare a meno di notare una certa tendenza a lasciar perdere piuttosto che rettificare, quand’anche i suoi ammiratori fanno notare d’aver detto qualcosa di non proprio giusto.

    Ritornando ON topic: l’annuncio della NATO mi sembra molto duro e serio, non la classica dichiarazione vuota. Che Israele abbia perso piu` che la faccia questa volta? Sui giornali israeliani mi pare che la NATO venga appositamente citata pochissimo, mentre si sparla sull’ONU (che ha una pessima reputazione in quel paese).

  54. paolo:

    caro dasnake, la tendenza che denunci è lo stile del titolare di questo blog. Lo seguo da tempo e con sincerità me ne rammarico; a volte poi l’atteggiamento sembra un “continuate a parlare pure tra di voi, io ora passo ad altro”. Peccato.

  55. francescocosta:

    Il titolare del blog lavora dodici ore al giorno, e nelle restanti dodici cerca di stare lontano da qui: a volte non riesco nemmeno a leggerli per tempo, i commenti, figuriamoci a rispondervi. Riguardo le acque internazionali: certo che Israele ha fatto una cazzata e un abuso. Questo non rende “inermi pacifisti” quelli che stavano sulle navi, né trasforma quelle navi in “navi della pace” e gli alleati di Hamas in colombe, né giustifica la reazione di chi non ha nemmeno provato a risolvere le cose pacificamente, ma all’abbordaggio dei soldati ha messo deliberatamente e fin dal primo secondo le cose sul piano della violenza (tra l’altro, che idioti: un mucchio di coltelli e spranghe contro uno degli eserciti meglio armati del mondo).

    Questo post definisce Israele “idiota e feroce”, gli israeliani degli irresponsabili, “scemi, ma scemi davvero”: ma è eretico lo stesso, perché si permette anche di dire che un pacifista dovrebbe reputare offensiva l’equiparazione alla feccia che stava su quelle navi, e segnalare che dentro quelle navi c’erano anche materiali poco “umanitari” e personaggi poco “umanitari”.

    A un certo punto bisognerà prendere coscienza del fatto che in tutta questa tragica e infinita vicenda non c’è una parte che ha tutte le ragioni e un’altra che ha tutti i torti, sapete? A quel punto chiamatemi, che torno. Ciao.

  56. dasnake:

    Il tuo post non e` eretico e` solo brutto e partigiano. Hai riportato la velina del governo israeliano, le tue fonti sono quelle ufficiali dell’esercito e basta, hai usato le parole forti che si trovano su tutti gli editoriali di haaretz ed esattamente come (quasi tutti) loro condanni la spregiudicatezza, ma ammetti la legittimita` dell’azione.

    Dalle tue parole: “Aspetto […] per risolvermi a considerare l’accaduto come l’uccisione a sangue freddo di persone inermi [..] o come la risposta a un’aggressione.”

    Ma non aspetti:

    “Il video che segue […] farebbe escludere la prima ipotesi.”

    Sei tu che non vedi che se e` pur vero che la ragione non sta sempre da una parte solamente in *questo caso* il *crimine* (e` la parola che non usi) l’ha commesso una parte sola.

    PS: un po’ come wikipedia come fonte, la scusa “lavoro dodici ore al giorno” – anche se verissima, non lo metto in dubbio – e` un po’ scontata, dai su, una caduta di stile.

  57. Billy Pilgrim:

    Il titolare lavora dodici ore al giorno, e ciò giustifica tempismo e frequenza dei commenti, ci mancherebbe; ma ciò non gli dà il diritto di decidere quale sia il momento di premere il tasto play sugli avvenimenti oggetto di discussione, perché così, nonostante tutte le premesse che possa fare, sposta il peso della colpa su una parte o su un’altra.
    Nel caso di questo post e delle tue reazioni ai commenti non posso che prendere atto che, alle obiezioni di chi è perfettamente moderato, tanto da astenersi dal dare un giudizio sull’azione dell’IDF che non muova dalla mera legalità internazionale, addirittura affiancandovi supposte (ma sconosciute) decisioni tattiche che potrebbero aver indotto l’IDF a strappare il tessuto normativo con una qualche giustificazione, tu rispondi con la frase più ovvia:

    A un certo punto bisognerà prendere coscienza del fatto che in tutta questa tragica e infinita vicenda non c’è una parte che ha tutte le ragioni e un’altra che ha tutti i torti, sapete?

    Questa frase screma gli interlocutori, decidendo di concedere spazio ai moderati rispetto agli estremisti (dasnake, ad esempio, in questo caso è estremista, soprattutto quando imputa ai giornali israeliani di stare soffocando le opinioni critiche, quando invece praticamente tutti gli editoriali dei maggiori giornali parlano di fallimento e danno gravissimo per l’immagine di Israele – e, com’è ovvio, non possono che contestualizzare le parole della Nato).
    Ma invece è sulla ripartizione di ragioni e torti in questa singola vicenda, e non in tutte, che chi è davvero moderato sta cercando di discutere. E non può fare a meno di prendere atto del fatto che ancora una volta, sul punto, hai dato una mezza risposta, perché la decisione di intervenire in acque internazionali è stata dei soldati dell’IDF e di nessun altro.

  58. piergiorgio:

    Io penso questo, in sintesi e nell’ordine:
    1) Israele ha deliberato un embargo contro Gaza. Questo embargo, pur senza voler usare toni esacerbati, si ritorce sulla vita di 1 milione e mezzo di civili, e ha determinato e sta detemrinando seri problemi umanitari. Perciò secondo me questo embargo, alla luce del diritto internazionale,è illegittimo.
    Fosse almeno utile! Ma in realtà non si risolvono i problemi rendendo la vita semi-impossibile a milioni di persone: finchè Israele continuerà a pensare di poter risolvere i suoi problemi con questi mezzi, non riuscirà mai a garantirsi la sopravvivenza in medio oriente nel lungo termine.
    2) Pertanto essendo illegittimo l’embargo, ritengo legittime forme di protesta e azioni di provocazione, volte ad attirare l’attenzione dei media, dell’opinione pubblica interna e internazionale, e a sollecitare l’intervento della comunità internazionale, oltre a portare effettivamente aiuti materiali alle popolazioni interssate.
    3) La freedom flotilla poteva rappresentare un pericolo realistico per la sicureza di israele? No. Parlo di pericolo concreto, attuale.
    Che sopra le navi ci fosse anche qualche facinoroso non muta la risposta a questo quesito; se per quello di fiancheggiatori di Hamas ce ne sono già anche troppi a Gaza!
    Quanto alle armi, intese come armi che potessero essere usate da terroristi per attentati, strategie militari ecc. non ce n’erano: su questo mi pare concordi pure Israele, che, al massimo ha parlato di coltelli, bastoni e rivltelle (? forse, non provato) usate lì sulla nave, nella guerriglia. Ma di Armi con la maiuscola per azioni terroristiche nulla. Dunque nessun pericolo per la sicurezza.
    Se poi vogliamo parlare non a livello realistico, ma a livello politico, vabbè allora entriamo nel domino dell’opinabilissimo: certo qno può dire “il pericolo per Israele era l’immagine di debolezza che avrebbe dato lasciandoli passare” o “il precedente che si sarebbe creato ecc.”. Per me al contrario lasciandoli passare e allentando momentaneamente il blocco Israele avrebbe solo dimostrato flessibilità e saggezza= minor pericolo per sé.

    Pertanto ritengo l’azione di Israele sbagliata, e ingiustificata.

    Se poi si aggiunge che ha assalito militarmente la nave addirittura in acque internazionali, che ha usato una forza sproporzionata e che ha determinato un grave spargimento di sangue (certo che non l’hanno predeterminato a sangue fraddo!!! e ci mancherebbe pure! ma hanno pianificato un’ operazione con questo rischio) mi pare davvero che questo atto sia indifendibile sotto qualunque profilo. Un atto da censurare punto.

    4)Israele è una democrazia. Si, e l’unica dell’area. Ma attenzione! La democrazia per sua natura intrinseca è qsa di dinamico, qsa che si attua costantemente (e che si deve dunque difendere costantemente) NOn è una targa, un pezzo di carta che si appende alla parete dell’ufficio, un titolo che hai “a prescindere”.
    POchi giorni fa ho rivisto la Battaglia di Algeri di Pontecorvo. Non era, e non è una grande democrazia, la Francia? una grande, storica, consolidata, democrazia; allora perfino ben memore della drammatica lotta con il nazifascismo! Eppure in Algeria non si comportò da democrazia.
    5) Come occidentale, europeo, e amico di Israele il mio problema
    dunque è che Israele riesca a continuare ad essere una democrazia, a tutto tondo. E che non si incammini ulteriormente nel sentiero di sindrome da isolamento su cui si stà vieppiù incamminando (non mi posso dilungare, ma basta citare i recenti sgarbi plateali perfino coll’Alleato Usa, ai tempi della visita di Biden ecc.) ‘E un sentiero senza via di uscita.
    6) I buoni e i cattivi non stanno mai da una parte sola. Certo, ovvio. Così anche qua. Quando anch’io dico “Israele” uso solo una convenzione linguistica, per comodità. Ovvio che in Israele, come fra i palestinesi ci sono persone che remano per una soluzione, e altre che remano contro. Il problema però sono le azioni. Ci sono azioni che vanno in un senso “buono”, e azioni che vanno in un senso “cattivo”. Questa purtroppo va nel senso cattivo, e favorisce proprio i “cattivi” che stanno da entrambe le parti.

  59. pibianco:

    L’argomentazione dell’illegalità dell’attacco in quanto effettuato in acque internazionale è debole: il diritto marittimo prevede infatti il contrasto al “contrabbando di guerra”. Le marine militari sono autorizzate a controllare anche in acque internazionali se i carichi trasportati da navi merci trasportano beni suscettibili di uso duale, pacifico o bellico, da parte di nazioni belligeranti. Quindi Israele poteva avere il diritto di effettuare ispezioni alle navi mercantili anche in acque internazionali. Per approfondimenti: http://www.marina.difesa.it/editoria/rivista/gloss/c.asp#contraguerra

  60. Piero:

    @piergiorgio
    riporto un estratto dell’articolo di Ugo Volli su Informazione Corretta:

    “Sul piano giuridico, il territorio di Gaza è sottoposto da Israele a blocco Navale. Il blocco navale è una pratica di guerra antica (risale almeno alle guerre napoleoniche) e legittima (sancita dal Congresso di Parigi del 1856). Esso consente alla potenza bloccante di catturare o anche affondare tutte le navi che cercano di violare il blocco anche in mare aperto, senza limiti di acque territoriali. Chi viola il blocco è un contrabbandiere in zona di guerra e agisce contro la legge, è dunque un obiettivo legittimo della forza militare. Il blocco riguarda tutte le navi, anche quelle neutrali (http://it.wikipedia.org/wiki/Blocco_navale). Israele ha seguito tutte le procedure del blocco, comunicandolo molte volte e in particolare segnalandolo agli stati interessati e anche alle navi della flottiglia, come si vede da questo video: http://www.youtube.com/watch?v=qKOmLP4yHb4&feature=player_embedded. In generale le forze militari hanno diritto di ispezione anche in alto mare e fuori dalle acque territoriali le navi di passaggio. Questi diritti si chiamano “diritto di visita” e in casi di conflitto possono diventare legittime “operazioni di interdizione marittima” (Maritime Interdiction Operation, per definizioni e limiti di queste istituzioni giuridiche vedete le voci relative sul glossario di diritto del mare della Marina italiana: http://www.marina.difesa.it/editoria/rivista/gloss/a.asp e qui:http://en.wikipedia.org/wiki/Maritime_Interdiction_Operations .

    La logica del blocco navale a Gaza deriva dal fatto che dopo il ritiro israeliano di quattro anni fa vi si è stabilito con un colpo di stato il regime terrorista di Hamas, che assale i militari ma anche i civili israeliani con razzi, colpi di mortaio e agguati. Il territorio di Gaza è stato dichiarato ufficialmente dal governo israeliano zona nemica e per questa ragione sottoposto a varie operazione militari. Neppure un testo così antisraeliano come il Rapporto Goldstone ha negato a Israele il diritto di autodifesa, che è basilare nella carta dell’Onu, e quindi non ha potuto negare la legittimità dell’Operazione Piombo fuso (se non delle sue forme) e del blocco navale e terrestre, che mira a impedire rifornimenti di armi e materiali che potrebbero aggravare l’aggressione.”

    Questo parrebbe far decadere gli argomenti ai punti 1) e 2), per chi ha la pazienza di controllare le fonti citate.
    Punto 3) Io sono del parere opposto: allentare per un secondo il blocco navale avrebbe comportato per lo stato di Israele un rischio estremo, perché il ventre molle chiama il coltello. Aggiungo che Israele non deve dimostrare proprio niente riguardo all’atteggiamento umanitario nei confronti dei civili di Gaza:
    – migliaia di tonnellate di aiuti umanitari passano regolarmente i valichi terrestri sotto il controllo dell’esercito, e così sarebbe stato (e sono sicuro che sarà) per quelli trasportati dalla flotilla
    – i civili di Gaza hanno accesso agli ospedali israeliani per cure mediche particolarmente importanti
    – durante l’operazione Piombo Fuso l’esercito, prima di ogni bombardamento, ha disseminato le zone da colpire di volantini per avvisare la popolazione civile (cosa mai fatta da nessun esercito della storia dell’umanità)
    Se buona parte della popolazione di Gaza è alla fame questo è dovuto unicamente alla volontà di Hamas che accaparra e gestisce gli aiuti internazionali, tiene deliberatamente in miseria il suo popolo e, sempre durante i bombardamenti, si preoccupa non di salvare vite umane ma di avere scudi umani per procurarsi cadaveri da esibire ai media internazionali.
    Quello che naturalmente Israele non può sopportare, e lo deve impedire ad ogni costo, è il supporto militare ad Hamas, quindi, se si fa passare la prima flotilla, ci sarà presto la seconda flotilla, e poi la terza, con un carico sempre più misterioso e inaccessibile. Non avevano semplicemente scelta.
    @dasnake
    Meglio, molto meglio, infinitamente meglio riportare le veline del governo israeliano che quelle di Hamas, un’organizzazione che, insieme ai sodali Ayatollah e a Hezbollah, si richiama culturalmente, politicamente e nella pratica in modo diretto, esplicito, riconosciuto e orgogliosamente palesato ai principi del “Mein Kampf” e del nazionalsocialismo. Tali veline, a cui la sinistra italiana si abbevera tutti i giorni, si possono trovare su Repubblica, l’Unità, Manifesto, ecc. che, inspiegabilmente, pretendono di essere giornali di sinistra.
    Posso aggiungere solo che ritengo che i soldati israeliani siano caduti in una trappola abilmente confezionata (comunque andava Israele aveva perso), è possibile che ci sia stato qualche errore di valutazione – ma aspetto di sapere qualcosa di più sull’esatta dinamica dei fatti – ed escludo in modo categorico che si siano calati sul ponte di quella nave allo scopo di provocare una strage deliberata.

  61. gio:

    Il blocco che israele impone a Gaza non ha alcuna legittimità, è un embargo illegale e criminale con cui uno stato arrogante e terrorista colpisce da TRE ANNI oltre un milione di persone innocenti. L’assalto in acque internazionali di una nave carica di aiuti umanitari, peraltro scrupolosamente ispezionata prima dalla sua partenza da Cipro, non ha alcuna giustificazione. La carneficina, premeditata o meno, seguita all’assalto piratesco condotto dalla marina israeliana è di sua esclusiva responsabilità. Riguardo poi il governo di Hamas, da che pulpito arrivano le prediche! Non c’è un governo israeliano da quello del maiale Sharon, il Mladic mediorientale, a quello di Netanyau passando per quello del macellaio Olmert, responsabile della mattanza di Gaza, che non meritasse di trovarsi di fronte ad una corte internazionale sotto processo per crimini contro l’umanità.

  62. gio:

    “durante l’operazione Piombo Fuso l’esercito, prima di ogni bombardamento, ha disseminato le zone da colpire di volantini per avvisare la popolazione civile (cosa mai fatta da nessun esercito della storia dell’umanità)”

    Ahahahahh! Mai nessuno? Ma che dici, lo hanno sempre fatto tutti, semmai! Lo facevano anche i russi in Cecenia prima dei bombardamenti su Grozny!
    Affermazioni come questa rendono perfettamente l’idea dell’ignoranza, della superficialità e dell’ipocrisia dei filoisraeliani che tentano sempre di far passare la balla dell'”esercito più umano del mondo”, un branco di macellai travestiti da agnellini…

  63. dasnake:

    @billy: mi dai dell’estremista e lo sono sicuramente in un sacco di contesti, ma sulla mia opinione riguardo ai giornali israeliani permettimi di spiegare, che credo non sia questo il caso.

    Ho letto molti degli editoriali apparsi su Haaretz (in giorni come questo andare sul Jerusalem Post significa solo farsi il sangue cattivo, un po’ come Il Giornale) e penso che la stragrande maggioranza di essi dica un sacco di cose sensate, gravi e accusatorie contro Israele. Pero` non posso fare a meno di notare che sono (quasi tutti) esclusivamente concentrati sul danno inflitto all’immagine pubblica e alla situazione politica internazionale del paese.
    Un po’ come i film americani sul vietnam c’e` un grosso sforzo di analizzare le proprie colpe, ma ignorando l’esistenza del nemico, la principale vittima degli accadimenti.

    Questo e` quello che contesto agli editoriali israeliani: si parla di colpe, si parla di danno, ma queste colpe e questo danno non sono i morti sul ponte della nave. E` indicativo dello stato di allucinazione in cui e` in questo momento israele, in parte allucinazione dovuta a una difficolta` anche da parte dei migliori intellettuali israeliani di abbandonare il mito dell’eccezionalita` d’israele, dall’altra un’allucinazione dovuta allo stretto controllo governativo sulla *notizia* intesa come cronaca degli eventi.

    Varrebbe la pena di discuterne, senza estremismi.

  64. The fool or the scholar?:

    Mah, i giudizi devono essere commisurati alla realtà oggettiva. Che parla di nove morti e alcune decine di feriti. Per una spedizione organizzata da gente che probabilmente ha ghignato sotto i baffi alla notizia dello scontro (come ha fatto Ismail Haniyeh, peraltro). Capisco che esistano tutte le distorsioni cognitive possibili, ma adesso non esageriamo a considerarla la nuova Srebrenica.

    E’ un dato di fatto che Israele viva in una sorta di autismo sociale, per cui i palestinesi sinceramente non esistono. Sono la sporcizia sotto il tappeto, né più né meno. E se gli israeliani non si renderanno conto di questo problema rischiano la disintegrazione.

    Sul merito: si tratta di un’operazione sconsideratamente aggressiva finita in maniera disastrosa. Come successe a Lillehammer, quando pensavano di uccidere Ali Salameh e invece ammazzarono un povero cristo che non c’entrava niente.

    Tutto qua. Certo, che dopo 60 anni una parte del mondo viva in uno stato di guerra permanente è preoccupante. Ma quando sento l’Egitto denunciare che Gaza è in una condizione di assedio, o l’Iran e la Turchia denunciare l’inumanità del “regime” israeliano beh, mi sento ben preso per i fondelli.

  65. dasnake:

    @fool: hai ragione, ma se si parte col “da che pulpito” non si finisce piu`. C’e` sempre una strage peggiore della tua, c’e` sempre una colpa piu` grande, mi pare una cosa naturale determinata da millenni di storia dell’idiozia umana.
    Bisogna avere la forza di giudicare i fatti con la ragione, ignorando il rumore di fondo.

  66. rino:

    Non c’è retorica che tenga. Non ci sono parole.

    Un attimo, aspetta, ora me ne viene una, ma vi avverto che è un po’forte:
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    .
    “scemi”.

    Vi avevo avvertito.

  67. The fool or the scholar?:

    Dasnake, a me i pulpiti e le prediche annoiano, sotto qualsiasi forma vengano propinati. Gli Stati nazionali, nessuno escluso, hanno sempre un’abbondante presenza di scheletri nell’armadio. Non facciamo quindi le anime belle che si strappano le vesti per un’azione militare contro civili. Non è la prima e non sarà l’ultima.

    Precisato ciò, i fatti dicono questo. Che Israele, dopo la lunga sbornia post-1967 (in cui l’idea che la Palestina potesse costruire un proprio stato faceva quantomeno sorridere) e la fase delle colombe degli anni 90, è entrato in un periodo storico contrassegnato dall’inesistenza di un disegno strategico per il proprio futuro, che vada oltre il rivoltarsi come tarantolati appena vengono sfiorati. I palestinesi, li compatisco. Non hanno mai avuto una classe dirigente capace di prendersi la responsabilità di costruire uno Stato.

    Iran, Hamas e Hizbullah ringraziano e si dirigono verso la cassa.

  68. piergiorgio:

    @Piero Il diritto internazionale, per fortuna, non è rimasto nè alle guerre napoleoniche, nè al 1856.
    Dall’epoca dell’imperialismo nazionalista ottocentesco è passata parecchia acqua sotto i ponti. Parecchia storia, parecchia cultura.
    Anche tradizioni precedenti che si volessero ritenere tuttora “vigenti” (qui ci sarebbe da aprire un lungo discorso sulla natura stessa del diritto internazionale: infatti nessun settore del diritto è più incerto di questo, ma non è questa la sede opportuna) vanno sempre interpretate alla luce della sensibilità, della concezione del mondo e dei rapporti internazionali che abbiamo oggi.
    Se poi uno, Volli o chi per esso, vuole interpretare le azioni degli Stati sovrani solo alla luce della mentalità ottocentesca, cioè è legittimo tutto ciò che è nel mio interesse, purchè “approvato” dalla consuetudine (che magari ho creato io stesso, con la mia forza!) INDIPENDENTEMENTE dalle conseguenze umanitarie, faccia pure. Stia bene attento però, a dove si va a finire con una simile concezione, che poi bisognerebbe coerentemente sempre applicare.

    Io invece mi riferivo al diritto umanitario, chiamiamolo così, sancito nelle più solenni dichiarazioni universali, nelle più solenni Carte fondative delle maggiori istituzioni internazionali, e oggetto di una lunga e progressiva elaborazione che diventa particolarmente consapevole, direi , dai primi del novecento, trova poi un momento particolarmente significativo dopo “l’inutile strage” della prima guera mondiale, e infine raggiunge forse un apice di sensibilità dopo la tragedia universale della seconda. Arrivando così alla contemporaneità.

    La questione dell’embargo non si può dunque risolvere con tecnicismi militareschi. Certo Israele ha ragione di difendersi da possibili attacchi teroristici, e certo a Gaza c’è Hamas. Il problema però è che per sconfiggere Hamas, Israele non può ridurre allo stremo, o cmq in condizioni difficilissime di vita un’intera popolazione di civili.
    Per ciò quel che sta facendo con le modalità con cui lo sta facendo è da ritenersi illegittimo, a mio avviso.

    D’altra parte, se è vero che non si può vincere a qualunque prezzo, è anche vero poi, come dicevo sopra, che si può dubitare assai del fatto che strategie simili, prolungate per anni, possano portare a una “vittoria” o ad un “risultato” duraturo per la sicurezza di Israele.

    Quanto a quel che dici sulle condizioni a Gaza, anche qui, com’è naturale, esistono molte versioni e il quadro a cambia assai a seconda delle fonti che si scelgono.
    Io preferisco diffidare delle fonti governative (o di organizzazioni militari, terroristiche ecc. paragovernative) che ovviamente hanno interesse a fare propaganda pro domo propria.
    E preferisco fidarmi delle testimonianze indipendenti di giornalisti, medici, ong, ecc. attivi sul campo.
    Faccio un solo esempio. Tu dici che i malati possono essere curati negli ospedali israeliani, ma io proprio l’altra notte ho sentito l’intervista su Rainews a un giornalista che era stato lì e che riferiva di come sia difficile, talvolta impossibile, e in ogni caso incompatibile coi tempi delle cure mediche, ottenere i permessi, e di come la gente muoia, centinaia di persone, perchè non può essere operata, perchè mancano le valvole cardiache, per dire, o altri presidi sanitari.
    E così via.
    La teoria delle comunicazioni burocratiche, della propaganda ufficiale è una cosa, la pratica un altra.
    Idem dicasi per i rifornimenti umanitari ecc. Certo qualche aiuto arriverà se no a quest’ora…Non siamo mica al genocidio, per carità ci mancherebbe. Io infatti ho parlato di “seri” problemi umanitari, non mi piacciono le esagerazioni.
    Tuttavia le condizioni di mobilità, di libertà personale, la possibilità di lavorare, di studiare, di farsi curare, e in generale di vivere un esistenza SICURA, libera, dignitosa, sono oggi a Gaza estremamente ridotte, a quanto pare.

  69. Stefano:

    @pibianco

    Ti sfugge il dettaglio che quella nave batteva bandiera turca. Non un Paese belligerante, ma un membro della Nato, che ha subito un abbordaggio in acque internazionali da parte di una forza armata straniera, autorizzato dai piu’ alti vertici dello Stato.

    Prova a sostituire “Israele” con qualunque altra nazione, e dimmi cosa ne penseresti.

  70. francescocosta:

    Una volta per tutte (parlando di versioni bevute): quella nave NON batteva bandiera turca.

    http://en.wikipedia.org/wiki/MV_Mavi_Marmara
    http://www.marinetraffic.com/ais/it/shipdetails.aspx?mmsi=616952000
    http://www.digital-seas.com/vessel_search/vessel_details/on/d6fu2_m_s_mavi_marmara_q2052726.html

  71. dasnake:

    esiste anche una mavi marmara battente bandiera turca:
    http://www.digital-seas.com/vessel_search/vessel_details/on/tcby_mavi_marmara_q59107.html?tx_fleetmonportal_pi1position=4

    cmq, se una nave batte bandiera comoros si puo` assaltare?

  72. francescocosta:

    Ne esisterà anche una che batte bandiera argentina o francese: intanto quella assaltata non batteva bandiera turca, come in molti anche qui hanno ripetuto. La prendano come un invito ad allargare lo spettro delle loro fonti, per lo meno.

  73. Stefano:

    Intanto il nostro governo ha detto no all’istituzione di una commissione di inchiesta internazionale. La motivazione di Frattini è ovviamente ridicola. Secondo lui Israele in quanto paese democratico è in grado di indagare in maniera imparziale.

    Quindi secondo Frattini il governo che ex ante ha autorizzato i militari ad assaltare le navi e che ex post li ha difesi a spada tratta (vedasi le numerose dichiarazioni di fuoco di Barak e Netanyahu), sarà in grado eventualmente di punire se stesso.

    Ci sarebbe da ridere se la cosa non fosse tragica

  74. dasnake:

    @francesco: la nave e` la stessa, ovviamente, c’e` un po’ di confusione su quale bandiera batta in questo momento, come puoi notare dagli identificativi utilizzati. Poteva essere un buon spunto per indagare un po’ meglio, ma vabbuo`, oggi e` festa. Comunque le navi erano sei, addirittura una americana (visto che s’usa wikipedia come fonte http://en.wikipedia.org/wiki/Gaza_flotilla_raid).
    Ma secondo te se non c’era qualche spunto per una violazione la NATO se ne usciva con un comunicato come questo http://www.nato.int/cps/en/SID-F20E68DD-53FAEE6B/natolive/news_63983.htm?mode=pressrelease “As a matter of urgency, I also request the immediate release of the detained civilians and ships held by Israel.”
    Ripeto la NATO, non l’ONU.

  75. Stefano:

    @Francesco

    Mi scuso per l’errore, se effettivamente non batteva bandiera turca. In quel caso resterebbe un atto illegittimo , ma non si configurerebbe come un attacco ad un paese Nato. La differenza è ovviamente soltanto strategica, e non giuridica o etica.

    Come nota a margine, io inviterei a considerare l’azione di Israele non solo e non tanto “scema” (che passa per “superficiale” e “controproducente”), ma “criminale”. Perchè se no sembra l’equivalente geopolitico di una marachella, mentre è qualcosa di molto più grave.

  76. stufo:

    smettiamola con le palle, i soldati israeliani si sono presentati lanciando granate e sparando proiettili di gomma (dicono loro), per liberare lo sbarco, invece hanno solo fatto infuriare quelli ai quali hanno sparato addosso, poi li hanno uccisi imbottendoli di colpi a distanza ravvicinata, buona parte dei morti ha ferite “da dietro”, quindi Cost e altri come lui dovrebbero scrivere post con titoli ben visibili nei quali chiedono scusa ai morti o in alternativa rassegnarsi ad essere considerati dei pallisti disonesti come Fede, Feltri, Facci e compagnia cantante

  77. Giancarlo:

    Temo sia vera la seconda :)

  78. Billy Pilgrim:

    A parte le minchiate qui sopra: la Rachel Corrie è stata abbordata via mare, anziché calandosi dagli elicotteri, e pur senza sottovalutare la collaborazione del personale di bordo è difficile negare che sarebbe stato il metodo da seguire in ogni caso.
    Calarsi dalle corde in un punto della nave in cui ti stanno evidentemente attendendo per farti il culo è stata davvero la tattica più assurda che si potesse scegliere.

  79. dasnake:

    Dove per “collaborazione” intendi non provare a fare resistenza, anche le rapine a mano armata funzionano meglio quando il rapinato “collabora”, senza dubbio, ma detta cosi` sembra che fossero d’accordo con l’esercito.

    Riguardo alla tattica hai ragione, io mi sto sempre piu` convincendo che l’israele supertattico superfico con agenti supersegreti e militari superuomini sia una creatura di hollywood. La storia recente mi pare dipinga un quadro diverso, purtroppo, perche` molte morti sarebbero evitate se fossero piu` capaci.

  80. francescocosta:

    Qui ci sono un po’ di risposte, specie a chi mi ha chiesto delle acque internazionali, ma anche su tutto il resto.
    http://www.francescocosta.net/2010/06/06/piu-del-dove-il-se-e-il-come/