37 commenti

  1. Alessandro:

    Francesco, ti vedo aggressivo, me ne dolgo. Ma credo che se ragioni con calma tu comprenda che parlare ancora di attori, giornalisti, cabarettisti e soubrette – nell’epoca in cui ormai da tempo la comunicazione è un grande amalgama e FA cultura, fa opinione, fa politica – è un po’ scemetto, quello sì. Sempre con stima, ciao.

  2. francescocosta:

    Alessandro, è che certe cose fanno cadere le braccia. Ho come la sensazione che se Vianello avesse fatto una qualche pubblica dichiarazione di voto per il Pci o avesse partecipato a qualche manifestazione di sinistra non l’avremmo ritenuto un peccato mortale. Era un attore. Chi vorrà fargli un monumento, glielo vorrà fare per quello: non perché votava Forza Italia e lo disse in tv. Non chiediamo a Totti di dirci per chi vota, prima di pensare che meriti un monumento. Francamente, chi se ne frega.

  3. jack:

    Nel 2008 votò e lo disse pubblicamente PD al Senato per la presenza di Veronesi.

    Ma naturalmente per i professionisti dell’antiberlusconismo, le sentenze di condanna morale valgono anche oltre la morte. Viva il buon gusto.

  4. Alessandro:

    Francesco,
    Vianello divertiva anche me e la questione non è per chi ha votato. La questione è il ruolo che lui ha svolto come importante comprotagonista della comunicazione televisiva in un momento particolare della storia italiana. E l’elogio incondizionato di una persona per il fatto che è scomparsa è molto, molto ipocrita: rivela solo una gran paura della morte e il non accettarla come componente della vita, specie se uno se ne va a quasi novant’anni. A me, sia detto con educazione, fa cadere le braccia che una persona della tua intelligenza non lo capisca. A volte ho impressione che la tua avversione verso l’antiberlusconismo ti accechi proprio come l’ideologia che dici di combattere. Grazie e ciao.

  5. Apotropaico:

    Gilioli ha saltato lo squalo.

  6. giorgio:

    alessandro: quindi, come da titolo, immagino che quando morirà, chessò, crozza, spero tra due bilioni di anni, quelli di destra dimostreranno intelligenza dicendo che non gli si devono elogi in quanto comico di sinistra. il fanatismo penetra nel cervello e lo rosicchia, che tu ti chiami mccarty o pincopallo l’effetto è uguale.

  7. francescocosta:

    Alessandro, lungi da me pensare che chi muore abbia diritto alla santificazione (qualche post fa mi accusavano di cattivo gusto per aver dato del “famigerato” al defunto presidente polacco Kaczyinski). Capisco che un personaggio ci possa stare più o meno simpatico anche per via delle sue idee politiche. Ma dico che se vogliamo un paese normale dovremmo iniziare a comportarci da tale: non possiamo santificare gli attori di sinistra – con le drammatiche conseguenze che conosciamo – e stigmatizzare quelli di destra. E ti dirò: dieci volte megliio Vianello – la cui commistione tra politica e tv inizia e finisce con quella battuta – di molti altri che hanno usato la loro appartenenza politica per vendere tonnellate di dvd e biglietti, a fronte della loro assoluta mancanza di talento. In ogni caso, se vorranno fargli un monumento, glielo faranno per le sue qualità di attore. E il fatto che votasse a destra, ammesso che sia vero, semplicemente non è un argomento per non farglielo.

  8. The fool or the scholar?:

    In proposito si veda quanto già detto più di una decina d’anni fa:

    http://www.youtube.com/watch?v=gCdnANpsWR8

    (programma sottovalutatissimo)

  9. Jack Skellington:

    Per una volta non riesco a condividere per niente le motivazioni di Gilioli. Si dovrebbe banalmente scindere il piano artistico da quello politico. Vianello è stato un pezzo di storia dello spettacolo italiano, un gigante, dotato di una raffinatezza, un’intelligenza e un talento che quasi tutti i vari attorucoli e comici in voga a sinistra si sognano. E sì, ha avuto un ruolo di una qualche rilevanza nel passaggio dell’Italia al berlusconismo. Questo cancella forse la sua grandezza di attore, autore, intrattenitore, umorista?
    Céline era antisemita, Pirandello aderì al fascismo: questo cambia qualcosa sul giudizio che abbiamo di loro?

  10. cacioman:

    Sì, chi se ne frega di quello che pensava Raimondo, come chi se ne frega di quello che pensava Mike; la De Filippi, Costanzo, ecc, chi se ne frega anche di cosa pensava e pensa quell’allegra macchina da guerra televisiva, misto di perbenismo e consumismo, che ha partecipato a stendere la nostra democrazia.
    Sì, chi se ne frega. Erano solo attori, nani e ballerine. E noi dei parrucconi illivoriti di antiberlusconismo.

  11. Manuele:

    Io apprezzavo l’attore, senza giri di parole.
    La critica sulle sue esternazioni direi che non va fatta nel MERITO della parte politica, ma nel METODO che all’epoca investì come un carro armato un paese ancora ingenuo, televisivamente parlando. Ma la colpa di quel metodo, è mia opinione, non la darei a lui in particolare, ma a chi tirava i fili e approfittava della (sono sicuro) buona fede delle sue star televisive.

  12. Antonio:

    Jack Skellington, mi pare che Celine ancora oggi non sia proprio ben visto.

  13. Skeight:

    Scusate, ma mi sembra chiaro che il problema non fosse l’appoggio generale di Raimondo Vianello a Berlusconi, ma il fatto specifico che lo abbia “sponsorizzato” durante una trasmissione sportiva di cui lui era tra i conduttori. C’è una bella differenza (e infatti nessuno se la prende con la presenza dei Vianello nel libro “Una storia italiana”, o con i vari volti di mediaset che, nel 1995, hanno partecipato agli spot contro i referendum anti-Berlusconi – appunto perché erano spazi esplicitamente politici, e la partecipazione ad essi legale e più che legittima)!

  14. Albe:

    Vianello era un grandissimo, senza se e senza ma! Come i Pearl Jam x uno di destra: li ammira anche se cantano cose molto molto
    di sinistra.

  15. chamberlain:

    Francesco, hai ragione. E’ solo che stiamo diventando come loro.

  16. Champ:

    temo ci sia poco da fare, ma insistere male non fa

  17. luca:

    >l’elogio incondizionato di una persona per il fatto che è scomparsa è molto,
    >molto ipocrita: rivela solo una gran paura della morte e il non accettarla
    >come componente della vita, specie se uno se ne va a quasi novant’anni.

    Allora si potrebbe dire che questa dietrologia sulle motivazioni di Costa non è altro che il controesorcismo di Gilioli alla sua paura della morte. Non se ne viene fuori.

    E comunque che cazzo c’entra il monumento? Adesso serve il permesso di Gilioli per tirarne su uno? E se uno volesse fargli un monumento proprio per il suo appoggio a Berlusconi, non può?

    La memoria, individuale o collettiva, funziona in modo più complesso, passa sopra tante cose, anche le prescrizioni di Gilioli. Che sono anch’esse ipocrite e consolatorie, basta guardarle sotto la giusta angolatura. I buoni di qua e i cattivi di là. Gilioli giudica che Vianello era bravo (“divertiva anche me”), ma non era “buono”.

  18. domenico:

    Costa ha ragione. Post del giornalista dell’Espresso fa incazzare non tanto per sua inconsistenza quanto per sua assoluta non necessarietà. Problema va ben oltre giudizi su Vianello personaggio pubblico o su buon gusto di questionare personaggio subito dopo sua morte. Problema è assurda e infantile compulsione o auto-imposto obbligo di utilizzare schemino buoni/cattivi per non far mancare indispensabile commento a qualsiasi avvenimento che abbia anche solo lontanamente a che fare con politica italiana.

  19. Filippo Zuliani:

    Una volta, alla morte di una persona si faceva un minuto di silenzio. Cordoglio. Oggi nemmeno quello. La lotta delle tifoserie non lascia piu’ spazio nemmeno alla morte.

    Concordo con te, Francesco. Cosa voleva dire il post di Gilioli? Che Vianello lavora per Berlusconi? Lo sappiamo. Che si era esposto, come tutti quelli che lavorano per Mediaset, al conflitto di interessi? Niente di nuovo. E allora?

  20. prostata:

    Gilioli si sta metilparabenizzando.

  21. Champ:

    come ho scritto da me (spero) con un po’ di ironia, credo che il problema sia proprio il solito. Il solito perché tante volte stigmatizzato su questo blog, sul mio e da pochi altri: il fatto che quando c’è di mezzo berlusconi un pezzo di sinistra ha mandato il cervello all’ammasso e ha solo riflessi pavloviani.

    E questo (anche questa è una riflessione fatta tante volte) è il più grosso successo di berlusconi e soci

  22. Andrea Privitera:

    Francesco, sono d’accordo con te quando dici che la discussione non dovrebbe vèrtere sulle opinioni politiche individuali di Raimondo Vianello, ma sul suo ruolo di personaggio televisivo, di comunicatore. In questo senso, riesumare la dichiarazione su Salò è, come dici tu, un’operazione che serve a poco, perché si tratta di una questione soggettiva, e quindi scandalosa per Alessandro Gilioli ma condivisibile per altri.

    Però l’endorsement a Silvio Berlusconi non può essere ridotto alle sole opinioni personali di Vianello. Tutti gli elementi in cui si è sviluppata quella dichiarazione (pensaci bene: la pronunciò nel 1994, da Italia 1, accompagnato dalla pessima recitazione di Antonella Elia) fanno pensare più a un perfetto e riuscitissimo esempio di propaganda televisiva dell’era berlusconiana più che a una sincera dichiarazione del presentatore.

    Anch’io voglio ricordare Raimondo Vianello come un bravo professionista e uno storico volto della nostra televisione, ma facendo così allora devo anche ricordarmi di questo triste endorsement. Non per accusarlo di essere un nemico della mia causa, ma per mero spirito critico.

  23. domenico:

    Non sono d’accordo. Più grosso successo di Berlusconi e soci è che loro governano e ‘noi’ no.

  24. Stefano:

    “e infatti nessuno se la prende con la presenza dei Vianello nel libro “Una storia italiana”, o con i vari volti di mediaset che, nel 1995, hanno partecipato agli spot contro i referendum anti-Berlusconi – appunto perché erano spazi esplicitamente politici, e la partecipazione ad essi legale e più che legittima”

    Ma anche no.
    Ricordo benissimo quei mesi. Non passava giorno che i vari Castagna, Vianello, Costanzo, Bongiorno, e la Dalla Chiesa (la peggiore di tutti) non si ritagliassero qualche minutino nelle loro trasmissioni per invitarci a votare NO ai tre quesiti referendari sulle tv. Con argomentazioni che spaziavano dal “noi e altre migliaia di persone perderemo il lavoro” al “pensate a quante belle trasmissioni la Fininvest ha portato nelle vostre case”.

    Fu anche a causa di quegli eccessi mediatici da Repubblica delle Banane che qualche anno più tardi si giunse a varare quella brutta legge sulla Par Condicio.

    Detto questo ritengo il post di Gilioli fuoriluogo. Semplicemente perché nessuno, mi pare, ha ancora chiesto di erigere un monumento in onore di Vianello. E’ morto uno che ha passato 50 anni in tv, parecchi dei quali da protagonista, e mi pare fisiologico che nella giornata della sua scomparsa ci sia la solita carrellata di gente che vuole dire due parole in suo onore e ricordo.
    Su eventuali santificazioni di Vianello sarà il caso di discutere o polemizzare se e quando verranno proposte.

  25. Champ:

    Domenico, quella è una conseguenza

  26. Felcemirtillo:

    Non fregherà nulla a nessuno ma voglio dire anche la mia: delle simpatie politiche e delle sponsorizzazioni di Vianello non me ne può fregare una mazza, è morto un uomo che ha “fatto” anche lui la televisione, quella che tanto ora rimpiangiamo e che non tornerà mai più.
    Certe prese di posizione, nel non riconoscere le qualità artistiche di qualcuno solo perché non appartenente al proprio schieramento, mi pare mettersi sullo stesso inqualificabile livello di chi, di queste misere battaglie, se ne fa paladino.

  27. Leo Perutz:

    Il post di Gilioli e’ assai discutibile (come molti altri) perche’ subordina e dequalifica pesantemente le valutazioni artistiche del personaggio alle sue testimonianze politiche e ideologiche.
    E’ qualcosa di culturalmente scorretto.
    Le affermazioni: Tizio era bravo nella sua arte e Tizio ha veicolato messaggi politici utilizzando la sua arte, dovrebbero rimanere distinte nella loro legittimita’. E poi perche’ parlare sarcasticamente di “monumenti”, invocando cioe’ un eccesso, nel momento in cui si e’ parlato ieri essenzialmente di riconoscimenti (giusti per giunta)?
    Costa azzecca il punto, soprattutto nella sua prima risposta ad Alessandro: quello di Gilioli e’ trito conformismo. Generato, aggiungo io, dalla necessita’ compulsiva di mettersi alla tastiera e di scrivere la prima cosa che ti viene in mente.
    Augurando a Vergassola di campare ancora 100 anni potremmo parlare invece di conformismi riferendoci al “sinistrorso” Tornatore, l’autore di Baaria, il film-colossal prodotto dalla Medusa e lanciato in pompa magna sul mercato con intervento diretto di Sua Maesta’ la scorsa estate. Tornatore ha lavorato per il Nano, ha messo volontariamente la sua arte al servizio dell’Egoarca, ne ha promosso le casse personali e cosi facendo il potere. Quando qualcuno gli ha fatto notare la “contraddizione” tra la sua fede politica, ostentata con grazia facendo ricorso alla solita sequela di luoghi comuni sul PD, e le sue scelte professionali, il regista rispose in maniera vaga (per tacere invece delle rispostacce date da Placido a domande simili).
    Avra’ scritto qualcosa a riguardo Gilioli?
    Almeno Vianello lavorava per il padrone senza fingere di sputare nel piatto in cui mangiava.
    Saluti

  28. gabriele:

    Vianello grandissmo attore, nessuno lo mette in discussione.
    Però neanch’io riesco a dimenticare la sua squallida dichiarazione di voto, sua e di mille altri come lui (tutti i volti mediaset, appunto, e anche le mie leggende del milan).
    Si trattava di esplicito endorsement per il suo datore di lavoro, non della semplice espressione di una preferenza politica: che pena, ricordo che ero in imbarazzo io per lui!

  29. lucap:

    Ma non e’ solo l’endorsement (che e’ comunque qualcosa di significativo) ma il fatto che sia stato uno dei protagonisti del successo di mediaset e abbia contibuito a creare dei modelli, e questo prescinde persino dal chi votava (per dire, Gullotta potra’ votare anche a sinistra, ma fa sempre il bagaglino). E’ la questione della commistione tra un certo tipo di comunicazione televisiva e la politica attuale. Mi sembra che Gilioli abbia piuttosto ragione qui.

    E questo chiaramente non c’entra col fatto che il Vianello che ho seguito io (Casa Vianello e Pressing, il resto ero troppo piccolo o non c’ero) mi divertiva molto ed era bravo.

  30. Leo Perutz:

    No Luca, Gilioli punta su due soli elementi: il famigerato endorsement e il passato repubblichino di Vianello, non compie nessuna analisi sulla commistione tra comunicazione televisiva e attuale sistema di potere.
    E comunque se vogliamo parlare di questo dovremmo ammettere che tutto l’universo Mediaset e’ allora “funzionale”, asservito e fisiologico alla promozione del sistema di potere basato sulla televisione berlusconiana: comiciuccoli di Zelig, Claudio Bisio, Gialappas, Iene, Ficara & Picone compresi.
    Chi si spende per un solo minuto sulle reti del Nano concorre a mantenere stabile il valore degli spazi pubblicitari delle sue televisioni, quindi a sostenere la raccolta, a finanziare l’impero mediatico e a “conservare” percio’ il potere del B.
    Non possiamo onestamente pensare che, essendo il potere berlusconiano di sostanziale origine capitalista-finanziaria, il consenso nelle sue televisioni venga costruito esclusivamente sulle professioni di fede di qualche decina di tirapiedi che animano le trasmissioni Mediaset che “non sono” di nostro gradimento.
    SAluti

  31. lo scorfano:

    Vi piace Ungaretti? Pensate che sia un grandissimo poeta? Pensate che meriti un monumento o almeno la titolazione di una strada o di una piazza?
    Io credo di sì, che lo pensate. Anch’io lo penso. Anche se so (e magari qualcuno di voi invece no) che la prima edizione delle sue poesie uscì con la prefazione di Benito Mussolini.
    Era un grande poeta. Punto.

  32. lucap:

    l’analisi e’ sottintesa, e poi ci torna sopra nei commenti a questo post.
    comunque il punto e’ sempre lo stesso, dividersi in ultras di una o dell’altra versione, qualunque essa sia. io dico semplicemente che vianello era bravo e tutto il resto, ma ha contribuito a far grande un certo sistema mediatico oltre a fare endorsement. E no, la situazione attuale e’ diversa, e comunque che io sappia Bisio non ha mai detto di votare Berlusconi (e soprattutto non l’ha detto nel 94) e lasciamo perdere ungaretti, dali’, pound e tutto il resto va.

  33. Champ:

    Scorfano, ben ritrovato!
    (A me ungaretti non piaceva tanto: troppo ermetico, ma un monumento o due se li è meritati tutti…)

  34. holdenC:

    roba da espresso. cestinare e passare oltre

  35. piergiorgio:

    no ragazzi ma è allucinante questa discussione…non pensavo…

    ‘E morto un grande attore, un grande presentatore, un personaggio popolarissimo per decine di milioni di persone, un volto davvero storico della televisione italiana, dunque un “pezzo” di immaginario popolare italiano. ‘E ovvio che se ne parli, se ne parli molto, si facciano degne commemorazioni ecc. cioè che si faccia, se vogliamo chiamarlo così, “il monumento”. Per forza! stiamo scherzando?
    Come avrebbe detto un suo collega, sommo tra i sommi, “a prescindere”.

    Aggiungo che per me era anche una “brava persona” anche se l’espressione suona un pò retrò. Ma rende l’idea. Le brave persone possono anche avere idee politiche che io non condivido, e magari giudico deleterie, restando non pertanto brave persone.
    Un gentleman, un uomo che, al di là delle doti attoriali, trasmetteva simpatia, empatia, una persona amabile e amata, un professionista serio che ha lavorato per 60 anni, il protagonista di una storia d’amore vero,quotidiano,vissuto come non ce ne sono più, che oggi commuove mezza italia pensando alla moglie anziana e malata rimasta sola dopo un sodalizio così duraturo e profondo, una persona di sobria eleganza, un esempio di discrezione e dignità, anche nella malattia…insomma, diciamolo, questi sono tutti valori positivi, apprezzabili (senza con ciò escluderne altri, alternativi).

    Ha fatto un endorsement per Berlusconi nel ’94? bah manco me lo ricordavo…e le dichiarazioni sui ragazzi di salò? embè?
    Ma dai!
    Tutti fanno cose criticabili. E allora? Mò se uno muore andiamo a spulciare nel passato per trovare.. Aver fatto delle specifiche cose criticabili, come quelle che ciascuno di noi fa in continuazione, non modifica certo l’immagine complessiva, non dico del professionista e dell’artista, ma nemmeno dell’uomo.
    Voglio dire: se dovesse capitare un discorso, un occasione, in cui appositiamente si parlasse di quello specifico argomento (che so: gli endorsement a berlusconi nel ’94) potrei capire, verrebbe fuori anche il suo e, vabbè, uno volendo potrebbe dire: “bè quella volta secondo me fece male” potrebbe fare insomma una critica motivata.
    Ma andare a ripescare questi particolari appena morto per il timore (davvero pavloviano) che commemorare Vianello contribuisca a glorificare il “regime” berlusconiano, è ridicolo, patetico.

    La cosa più assurda a leggere certi commenti è l’aver fatto di Vianello una specie di “colaborazionista” del regime!
    Potrei capire al limite se fosse stato una Sgarbi, uno che afruttando la sua popolarità di uomo pubblico avesse davvero fatto politica attiva, schierata.
    Ma Vianello era agli antipodi da quel modello.

  36. chiara:

    leggo spesso gilioli e anche io ho trovato il post su vianello irrilevante e un po’ acido. sul ‘niente monumenti’ sono d’accordissimo, ma lo sono completamente a prescindere dalle idee politiche. il ‘non santificare’ dovrebbe valere sempre e a priori, per i cari estinti come per i vivi; alzare un uomo allo status di idolo e’ sempre un triste indice di scarso spirito critico degli adoratori, tanto piu’ che ogni uomo (chi piu’ chi meno) ha il suo lato oscuro ;)

  37. riccardo:

    Finalmente un giornalista fresco, sincero.
    Francesco ma come hai fatto a non farti contaminare?
    E come hanno fatto a contaminare tutti gli altri?
    Continua così, continuo ad essere un tuo felice lettore, anche quando non la vediamo allo stesso modo.
    W l’Italia