Non ci provate
Per capirsi, il “modello Liguria” di cui parlano oggi Bersani e Letta è un’alleanza che comprende Partito Democratico, Italia dei Valori, Udc, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi, Partito Pensionati, magari pure i grillini. Nove sigle: nove. E mancano i Radicali, e l’Api di Rutelli, che non vorremmo mica lasciarli fuori. I gruppi parlamentari del centrosinistra ai tempi dell’Unione erano otto, giusto per avere un termine di paragone. Vorrei trovare un modo meno tranchant di dirlo ma ecco: non ci provate. Un governo non è una giunta regionale. Non ci provate. Abbiamo già dato ai tempi del governo più ridicolo del dopoguerra, resuscitando Berlusconi e lasciandoci scappare un’occasione storica. Non ci provate. Abbiamo tre anni: non chiedo grandi svolte e rinnovamenti, d’altra parte la leadership del Pd non è stata eletta su questa piattaforma, ma mi piacerebbe vedere almeno qualche tentativo e passo avanti sulle cose su cui Bersani ha vinto il congresso. L’organizzazione solida e radicata. Il partito «che parla al nord». I «ceti popolari e produttivi». Tutte cose che finora, come abbiamo visto, non hanno funzionato granché e altro che «inversione di tendenza» o «missione compiuta»: continuano a peggiorare, anche dove ancora si vince – e chissà per quanto ancora. Sulle alleanze però, davvero: non ci provate. Se uno i voti non ce li ha, se li cerca; non corteggia marxisti, trotzkisti, grillini, clericali, democristiani, radicali e dipietristi cercando di convincerli a mettere insieme un altro circo. Se invece uno pensa di non riuscire a trovarli, i voti, lascia che a provarci sia qualcun altro. Magari non ci riesce, ma meglio di star lì a perdere tempo e far danni.
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sottoscrivo
Sono molto d’accordo. il tema non è (solo) vincere, ma essere credibili ed autorevoli. e non puoi di certo esserlo presentandoti con una coalizione così frastagliata
Sono d’accordo, ci sono 3 anni per lavorare a qualcosa di serio e credibile che non sia una mera sommatoria di partitini e movimenti. La rincorsa esasperata al Popolo Viola, a Di Pietro, a Grillo, alla piccola percentuale di voti di Vendola andrebbe fermata sul nascere da qualche personalità seria del PD. Ciao grazie
Ok, siamo d’accordo. E poi ?
Ho letto da qualche parte, il Corsera ?, che Vendola annuncerà un “rompete le righe” dei suoi sostenitori partitici in Puglia. Così a distanza a me pare potrebbe essere una buona idea, tanto in termini oggettivi che di comunicazione. Fosse anche la cosa da fare a livello nazionale. Che tanto abbiamo anni per lavorare sul serio, ed è questa la sola buona notizia che ci porta l’ennesimo mancato risultato. E non è proprio un ‘ Ultima Ora . E se non lo facessero chiederglielo, chiederglielo forte, ma forte assai !
Ciao
Errata Corrigo: foRse .
Mi viene in mente quel segnalibri che mi regalarono in america eoni fa: ” I live like I Type: fast and with a lot of mistakes.
chissà perché ma invece ho l’impressione che è quello esattamente il baratro in cui i due geni bersani-letta stanno portando il pd …
Io sono d’accordo con te, ma la maggioranza del partito, votando Bersani alle primarie, ha espresso un opinione diversa
sono d’accordo pure io.
Bersani fino ad oggi ha detto “bisogna parlare di lavoro”, ma non ha avanzato proposte sul lavoro, ha detto “bisogna parlare degli italiani che non arrivano a fine mese”, ma non ha avanzato proposte per far arrivare gli italiani a fine mese, ha detto “bisogna parlare di scuola e di ricerca”, ma non ha avanzato proposte sulla scuola e sulla ricerca.
per l’ennesima volta Berlusconi ha trasformato una consultazione elettorale in un referendum sulla sua sacra persona e per l’ennesima volta il centrosinistra gli è andato dietro, dimenticando di fare proposte, di presentarsi come VERA alternativa sulle questioni concrete.
Un ultimo appunto. Bersani ha riscoperto i cancelli di Mirafiori. Era l’ultimo giorno di campagna elettorale. Spero che, ora li ha riscoperti, non li ri-dimentichi fino all’ultimo giorno della prossima campagna elettorale. Che poi, una volta là, mica è necessario fare i discorsi da Fiom. Puoi tranquillamente avanzare le tue proposte: se le spieghi, se ci sei, se presìdi il terreno e se queste proposte sono intelligenti, vengono capite. Certo, se pensi di vincere la demagogia berlusconianleghista con i discorsi in tv…
ma quanta severità con perluigi Bersani, diventato segretario il 25/10/2009 , circa 150 giorni fa !
e che doveva fare, prendere il 33. 3 % ?
siamo vivi, questo era l’obiettivo, ed è stato largamente raggiunto.
si temeva un tracollo, che non c’è stato, checchè ne dica chi si fa esaltare dai boatos i giorni prima del voto .
il governo ha strappato 4 regioni, in due eravamo indifendibili e divisi, e le altre 2 per un soffio.
in Lombardia e Veneto ripete le prestazioni di 5 anni fa, in una situazione per noi favorevole.
non ci tengo a minimizzare, ma nemmeno ci sto a far passare questo risultato come una tranvata…non lo è stata.
e che non lo è stata lo si capisce guardando i voti che hanno preso loro…bene la lega, ma molto male il PDL (-8)
me lo aspetto anche io, qualche innovazione da bersani, come voi.
spero che sia capace di dare al PD un’identità per ora latitante…ma ci vorranno anni, non mesi.
anni, di visite ai cancelli.
se ogni anno si ridiscute il segretario, siamo fritti !
Sull’analisi ognuno è libero di dire quel che gli pare, ma sui dati no. In Lombardia e Veneto non abbiamo affatto ripetuto le prestazioni di cinque anni fa, manco lontanamente:
http://www.repubblica.it/speciale/2005/elezioni/regionali/lombardia.html
http://www.repubblica.it/speciale/2005/elezioni/regionali/veneto.html
Siamo vivi, dici? E cosa doveva succedere, peggio di così, per considerarci morti? Non so, perdere la Toscana o l’Emilia, come di questo passo avverrà certamente tra cinque anni?
Caro Costa, ci proveranno, oh, se ci proverannno! ci stanno già provando.
E allora che si fa, oltre a dire (giustamente) “non ci provate”?
Ci si tura il naso per l’ennesima volta? Si dice siamo in dissenso? Lo sai come funzionano e funzionavano queste cose….
sinespe
alle volte…cosa doveva succedere ?
se succedeva quello che è successo nel 2009 si rimaneva con 3 regioni 3 !
invece siamo a 7.
per meno di centomila voti, non siamo a 9.
se “non si facevano ammucchiate” si rimaneva a 4 : era meglio, per te ?
il PDL perde tantissimi voti, e i partiti che sostengono il governo arretrano, rispetto al 2008 e 2009, e di parecchio.
in percentuale e in dati assoluti.
il centro sinistra arretra in dati assoluti, ma non in percentuale rispetto al 2009.
ma che vai dicendo, costa ?
hai detto bene te : sulle interpretazioni si può discutere, sui dati no.
Ma non prendiamoci in giro, su. Non puoi paragonare il dato nazionale del 2009 con quello di ieri, senza sette regioni. Mettici Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Friuli, e vediamo come diventa il dato nazionale.
Totalmente in accordo con il tuo pensiero: NON CI PROVATE!!
Il “tutti dentro” non basta, come non basta l’”andiamo da soli”.
Magari andare un po’ di più in mezzo alla gente. Magari.
Vabbè costa è anche vero che, per sapere come è andata OGGI non si può sommare quel che OGGI non c’è: ovvero appunto le altre regioni. Possiamo fare solo supposizioni su come è piazzato il PD attualmente in quelle altre regioni.
Cmq io concordo sia con Marco sia con te.
Con Marco per l’analisi non distruttiva: lo scrivevo anch’io ieri, non cominciamo a buttarci giù per carità! a darci addosso! non serve, anzi porta male. Siamo obbiettivi, riconosciamo che “inversioni di tendenza” per ora non ce ne sono, ma anche sereni: 6 mesi fa questo risultato sarebbe andato benissimo. Lo sai anche tu, lo scrivevi anche tu che c’era il rischio cappotto e per questo apprezzavi la scelta tattica di flirtare con l’UDC nelle varie regioni.
Certo, ora dici una cosa che riguarda invece il futuro. E qui son d’accordo con te. Il grande rischio di queste elezioni è la tentazione del carrozzone 2. Anche qui scrivevo ieri: con queste elezioni pare che servano tutti.
Un bel guaio, una bel grattacapo per i dirigenti.
Io davvero non vorrei essere nei loro panni.
Il fatto è che Di Pietro ha dimostrato di non essere un fenomeno effimero, almeno per qualche tempo. Piglia voti ale politiche, alle europee, alle regionali…si radica, fa l’amministratore. Come si farà a tagliarlo fuori?
L’UDC ha pure i suoi motivi di soddisfazione.
Vendola è un fenomeno particolare, più che altro locale, ma con queste elezioni si è cucito addosso gli allori di salvatore della patria.
Che grattacapo…
L’unica cosa certa è che non bisogna RIDURRE la politica del PD alle alleanze. Al “cantiere” della coalizione anti-berlusconi. Quando sento parlare del cantiere…brrrrrrrrrr
Bisogna concentrarsi sulle proposte. 2,3,4 cose “grandi” chiare, comprensibili, da lanciare e su cui ingaggiare una battaglia politica, senza stare al traino delle iniziative della maggioranza.
Però i media sono queli che sono.
Però il problema alleanze cmq alla fine tornerà…
le non-ammucchiate le abbiamo sperimentate nel 2008: ottimo risultato per il PD, ormai lo si puo’ dire un 33,4% irripetibile grazie, glie ne va dato atto, all’effetto Veltroni. Pessimo risultato di coalizione -9% nn si ricorda negli almanacchi. Il PD da quando e’ nato ha perso (male tutte) le competizioni. Dal punto di vista dei voti percentuali facevano + Margherita e DS.
Costa sta volta nun ciai preso. in Italia in politica come nel calcio conta il risultato. Berlusconi ha ri-vinto con Piemonte e Lazio anche se con un gol al 94′ in furigioco.
Grillo ha fatto perdere la Bresso ECCOME.
Ecco, questa cosa qui di Vendola, dicevo più su : http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/03/30/visualizza_new.html_1738561494.html
Vedo che qui non è stata commentata, e altrove è già dileggiata.
Ora io invece vorrei sapere se sono io che sono sciocco ( la cosa non mi stupirebbe nè offenderebbe ) o che altro. Qualcuno mi dice, senza fretta, cosa ne pensa? Grazie .
Oddio, non vedo cosa ci sia da dileggiare. Il discorso di Vendola è di puro buon senso. In un certo qual modo professa pure umiltà, visto che si inserisce fra quelli che devono fare un passo indietro. Che poi può voler dire molte cose, fra cui cercare di recuperare un punto di vista complessivo che permetta di comprendere meglio cosa bisogna davvero fare.
Per tornare al post di Farncesco Costa: impossibile non condividere il suo appello. Anche se forse lui lo fa da posizioni diverse dalle mie. Tuttavia temo che la china sia questa, ormai. Nella “piattaforma programmatica” della segreteria Bersani si leggeva già in controluce tutto quanto sta avvenendo e avverrà nei prossimi tre anni. La stessa disonestà intellettuale con cui si grida al successo del “modello Liguria” (!!!) e si fa finta di non sapere che l’identico schema ha floppato pesantemente in Piemonte, la dice lunga. Pare proprio che l’idea di fare politica, di creare consenso – e non solo di fare aritmetica elettorale – beh, pare proprio che non transiti neanche lontanamente dalle parti di certe menti (presunte) illuminate.
> Sull’analisi ognuno è libero di dire quel che gli pare, ma sui dati no.
> http://www.repubblica.it/speciale/2005/elezioni/regionali/veneto.html
Questi dati non sono confrontabili con quelli di ieri, a meno di non accompagnarli con un’analisi. Che come minimo deve tener conto della maggior forza di Zaia rispetto a Galan.
Il csx in Veneto ha comunque la colpa di una campagna elettorale da sconfitti: candidato debole, scelto tardivamente, poco supportato e lasciato a raccogliere solo i voti dello zoccolo duro (30% scarso).
Fino a venerdì si poteva almeno fingere di crederci.
(Ah, Laura Puppato a Treviso è arrivata a 26.230 preferenze, solo 130 in meno del più votato, Massimo Giorgetti del PdL, candidato a Verona)
Per quanto riguarda la proposta Vendola di sciogliere tutti i partiti mi sembra eccessiva, la casa del centrosinistra c’è già, ed è il PD. Lui non vuole entrarci perchè perderebbe purezza agli occhi di alcuni ma i partiti personali come SEL, API e IDV non servono perchè non creano consenso sono unicamente pacchetti di voti (e pure pochi). Ricominciare ogni volta da capo non è utile, è snervante ed allontana la gente.
Pienamente daccordo. Il baratro lo avremo nel 2013 e solo allora ci sarà la possibilità di spazzare via gli attuali dirigenti e pretendere una nuova generazione. Quello sarà il momento in cui il PD inizierà ad esistere perchè fin’ora è una lettera morta.
Sono d’accordo con Vendola e con Valerio. Come sarebbe a dire la casa del centro-sinistra c’è già ed è il PD? Il PD è uno dei partiti del centro-sinistra, non si capisce perché chi non ha condiviso niente di quel percorso dovrebbe considerarlo la propria casa. Non dico sciogliersi, ma aprirsi, diventare permeabili gli uni agli altri (anche e soprattutto alla sinistra, senza la quale non si dà un centro-sinistra, e lasciando perdere l’UDC che ha fatto vincere la Polverini), secondo me questo è l’unico tentativo praticabile.
Ma il 15/20/25% che manca per vincere le elezioni il PD dove lo dovrebbe trovare, per l’esattezza?
guarda che il “modello Liguria”, ammesso che di modello si possa parlare, è proprio questo: radicamento sul territorio, rapporto costante con le associazioni, le categorie, i sindacati, i “corpi intermedi” e poi (anche e infine) un’alleanza larga.