Countdown
I lavori alla camera stanno per iniziare, per un po’ si discuterà dell’ordine dei lavori e poi si partirà con la discussione. La diretta video è su C-SPAN. Altri liveblogging su Talking points memo, Politico e FiveThirtyEight – oltre che su questo blog. Chiacchiera e cazzeggio nei commenti e sulla mia pagina di Friendfeed.
Le incertezze riguardo i voti si riducono di fatto al deputato anti-abortista Stupak e al gruppetto che è riuscito a mettere insieme: nei giorni scorsi erano dodici, ieri erano otto, oggi sono certamente meno di sei. La riforma potrebbe passare anche senza il loro voto ma i negoziati sono ancora in corso perché giustamente la Casa Bianca non vuole correre alcun rischio (l’oggetto del negoziato sarebbe un ordine esecutivo successivo all’approvazione della legge, che “chiarisce” il linguaggio della riforma riguardo l’aborto, probabilmente ribadendo il divieto sul finanziamento dell’aborto coi fondi federali). Speriamo non serva. Molto dipende anche dall’andamento del voto finale, una volta che sarà cominciato. Non ci saranno chiamate al voto in ordine alfabetico e solitamente in circostanze come questa gli indecisi votano per ultimi, così da aspettare da capire se la loro scelta sarà o no determinante nell’approvare o respingere la legge: se e quando i democratici saranno arrivati a quota 216, gli indecisi – spesso attesi da una difficile campagna elettorale in collegi tendenzialmente repubblicani – saranno liberi di votare no senza conseguenze; se invece il loro voto sarà necessario, diversi di loro voteranno sì e basta.
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non capisco la spasmodica attesa, una volta tramontata la public option si parla di una riforma meramente cosmetica, incapace d’intaccare minimamente gli interessi delle assicurazioni e che servirà solo a dire “abbiamo già dato” e rinviare la copertura sanitaria per tutti gli americani al giorno del poi del mese del mai
evitiamo di prestarci a questi giochetti…
“Meramente cosmetica”? Trenta milioni di non assicurati che vengono coperti? Buona questa.
non incidendo sulla sostanza è un’operazione cosmetica, non cambia il sistema e quei trenta milioni di assicurati diventeranno clienti delle assicurazioni private sussidiate dal governo o dai datori di lavoro (con più di 50 dipendenti, gli altri sono esenti) e non tutti gli americani saranno comunque coperti
già ora la sanità americana è tra le più care e meno inclusive, non si vede proprio come questa “riforma” potrà cambiare le cose, basta guardare in borsa come vanno le grandi assicurazioni, per rendersi conto chi è che fa l’affare, non per niente non c’è l public option che temevano come il diavolo perché -orrore- avrebbe introdotto un elemento di concorrenza al ribasso e rotto il cartello che tiene alti i prezzi e munge gli americani a costo delle loro vite.
a me sembr mlto ingenuo scambiarla e spacciarla come una grande riforma, è appena una pezza a un sistema sfasciato