La diplomazia del bullismo

C’è un piccolo caso diplomatico in corso in questi giorni tra Stati Uniti e Israele. È successo infatti che mentre il vicepresidente Biden si trovava in visita ufficiale in Israele, alcuni funzionari governativi israeliani hanno annunciato la costruzione di nuove colonie in un territorio ancora oggetto di dispute con i palestinesi. Si tratta di un notevole affronto all’amministrazione Obama, che ha sempre considerato il congelamento degli insediamenti come una condizione necessaria (per quanto non sufficiente) al successo delle trattative per la pace e ha chiesto più volte – anche a muso duro – che Israele interrompesse il suo programma di creazione di nuovi insediamenti. Biden ha detto che l’annuncio è un atto «che mina la fiducia reciproca di cui abbiamo bisogno», Hillary Clinton ha parlato di gesto «offensivo», secondo il Wall Street Journal Obama si sarebbe infuriato al punto da decidere di lasciare che fosse la stessa Clinton a fare una tesa telefonata di rimostranze al primo ministro Netanyahu, durata oltre 45 minuti.

U.S. officials described President Barack Obama as “livid” over the treatment of Mr. Biden in Jerusalem. They added that Mr. Obama’s anger was among the reasons Mrs. Clinton placed the call Friday. The Israeli embassy declined to comment on the matter. Mr. Netanyahu apologized to Mr. Biden during his stay. But U.S. officials Friday said the Israeli leader’s actions were insufficient, as he appeared more concerned about the timing of the announcement than its substance. ”The prime minister’s response wasn’t enough,” said a senior U.S. official briefed on the exchange. “It calls into question what type of partner Israel wants to be in the peace process going forward.”

Oggi Netanyahu ha aperto un’inchiesta interna per capire di chi sia la responsabilità del timing degli annunci, che lui stesso ha definito «uno sfortunato incidente». Ma si tratta più di un atto dovuto che di una reale intenzione di fare chiarezza, a fronte dell’ennesima prova che i rapporti tra Obama e Netanyahu sono tutt’altro che idilliaci.

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14.03.10 - Diario
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20 commenti »

  1. Io non so cosa ne pensi tu, ma la cosa più assurda di questa vicenda è che si parli di “timing” e non di contenuti. Si stanno incazzando per una figura di merda e non perchè Israele continua a fare quello che vuole, quando vuole. Io non me ne capacito.

    Commento di Aubrey del 14 March 2010 alle ore 16:29
  2. Beh, si incazzano da mesi per il fatto che continuano a fare quello che vogliono. Questa provocazione è stata un po’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

    Commento di francescocosta del 14 March 2010 alle ore 16:31
  3. Speriamo. Dalle notizie che ho letto io (corriere e altri) mi pareva più che si parlasse di “Non dovevate dirlo adesso” che di “Non dovevate farlo”. Dalla luna al dito insomma.
    PS: spero tu non ne abbia a male, ma ti segnalerei un blog di una cara amica che lavora temporaneamente per l’Alternative Information Center. (http://visualeperiferica.wordpress.com/)

    Commento di Aubrey del 14 March 2010 alle ore 19:38
  4. Finche` Rahm Emanuel sta al suo posto temo che si continuera` a parlare di forma e non di contenuti. La forma pero` e` decisamente importante, soprattutto per presentarsi degnamente al tavolo degli altri paesi arabi.

    Commento di dasnake del 14 March 2010 alle ore 20:49
  5. Eh già, Rahm Emanuel è ebreo (Aubrey, grazie).

    Commento di francescocosta del 14 March 2010 alle ore 22:01
  6. Ebreo sarebbe irrilevante, e` decisamente filo-israeliano, ha combattuto volontario nell’esercito israliano e suo padre e` ha fatto parte di un gruppo terroristico in palestina.
    Con queste premesse i palestinesi sono spacciati e lo sanno benissimo, della sorte dei palestinesi pero` anche ai paesi arabi interessa solo la forma piu` che la sostanza e questo credo che sia la cosa che fa veramente irritare l’amministrazione USA.

    Commento di dasnake del 14 March 2010 alle ore 22:42
  7. Ma dai, riesci a fondare le cose che pensi su qualcosa che non sia un pregiudizio ideologico? Ma se l’amministrazione Obama fosse – a causa di Rahm Emanuel, poi – così filo israeliana che i palestinesi sono spacciati, perché da mesi Obama e Netanyahu non fanno altro che litigare, arrivando all’apice di questi giorni?

    Commento di francescocosta del 14 March 2010 alle ore 22:47
  8. Non si tratta di pregiudizi, si tratta di giudizi. Se tu scegli nella tua amministrazione una persona con una certa storia non lo fai del tutto a caso. Non si tratta di un luminare irrinunciabile, per sceglierlo devi avere un motivo.
    Che poi Netanyahu sia un falco, molto piu` falco di quanto l’amministrazione Obama (o quella Bush probabilmente) e` in grado di sopportare e` un’altra storia. Una storia che ha piu` a che vedere con la strategia regionale in medio oriente, con gli arabi e con gli iraniani, che con i palestinesi. La storia di questi giorni e` l’ulteriore conferma di questo: Israele puo` accelerare sull’annessione dei territori, indisturbato nella sostanza (sostanza == agevolazioni fiscali e aiuti militari, per intenderci), basta che non lo faccia cosi` sfacciatamente.

    Commento di dasnake del 14 March 2010 alle ore 22:58
  9. Siamo su livelli di cospirazionismo mica male. Rahm Emanuel è uno che conosce come pochi altri il congresso, era il terzo democratico più importante alla camera ed è tra i principali artefici della riscossa democratica 2006 e 2008. Per te il presidente degli Usa lo ha scelto come suo chief of staff a causa delle sue idee in materia di Medioriente – “per sceglierlo devi avere un motivo” – sempre ammesso che siano non quelle che dice lui bensì quelle che dici tu sulla base di cosa faceva suo padre. Eh, beato te che la sai così lunga.

    Commento di francescocosta del 14 March 2010 alle ore 23:03
  10. Vabbuo`, che ti devo dire, se uno non vuol vedere non veda, tanto qui si fa per parlare. Non mi pare pero` d’aver detto che Emanuel sia stato scelto per i programmi di Obama in medio oriente, ma che i programmi di Obama (per dire, degli stati uniti in generale) in medio oriente siano il motivo di scontro con Netanyahu e quei programmi riguardino marginalmente i palestinesi.
    Poi magari mi sbaglio e prima della fine del mandato Obama vedremo una soluzione della situazione palestinese in maniera dignitosa per entrambe le parti. Eh, beato te che sei cosi` ottimista.

    Commento di dasnake del 14 March 2010 alle ore 23:18
  11. L’alternative information center, fra l’altro,e’ stato iniziato da un dissidente Israeliano messo in galera per aver pubblicato, sul suo giornale, una testimonianza sui Lager in cui venivano detenuti “terroristi” Palestinesi (naturalmente senza processo).

    Vorrei vedere cosa avrebbe scritto Francesco se una cosa del genere l’avesse fatta Chavez.

    Commento di lunogled del 15 March 2010 alle ore 05:31
  12. PS: Su Rahm emanuel, sentiamo un pochino cosa ne pensa suo padre;
    Da idea del tipo (il figlio, dopo un bel po’ di pubblicita’, e’ stato costretto a chiedere scusa)
    —————-
    “Obviously he’ll influence the president to be pro-Israel. Why wouldn’t he? What is he, an Arab? He’s not going to be mopping floors at the White House,”
    ————————

    Commento di lunogled del 15 March 2010 alle ore 05:54
  13. Anche a pensiero reazionario non siamo messi male, vista la teorizzazione del fatto che le colpe dei padri ricadono automaticamente sui figli. Dovreste fare amicizia, voi due.

    Commento di francescocosta del 15 March 2010 alle ore 11:40
  14. Ma a parte “complottismo” e “pensiero reazionario” una risposta seria no?
    Non si tratta di colpe dei padri si tratta di logica: se un animale ha la forma di un cane e fa bau, non e` complottismo reazionario pensare che sia un cane.

    Dimmi tu se e` ragionevole che un tipo com Emanuel, con la sua storia, con la famiglia dove e` cresciuto e con le azioni che ha fatto, non sia in qualche maniera biased pro-israele. Dimmi tu se e` ragionevole pensare che una persona del genere in un posto del genere non funzioni anche da garanzia che certi interessi non vengano toccati piu` di tanto (e non sto parlando di religione, la religione e` irrilevante).

    No, e` li solo perche` e` un grande esperto di politica, perche` si sa che la politica seleziona sempre i migliori nel loro campo senza nessun pregiudizio ideologico. Un pensiero un po’ ingenuo?

    Commento di dasnake del 15 March 2010 alle ore 11:56
  15. Oltre a questo genere di fantasie ci vorrebbero elementi, fatti, argomenti. Citami fatti inerenti ai rapporti tra l’amministrazione Obama e Israele che mostrano come in questi sedici mesi l’influenza di Emanuel ha garantito che “certi interessi non vengano toccati più di tanto”. Come le scelte dell’amministrazione Usa – ripeto, raramente nella storia così ostili e decise nei confronti di Israele – sarebbero state determinate dall’influenza di Emanuel (e dalle idee di suo padre, concetto fascista che continui a ribadire) e non da quelle di Obama, per dire, che è il Presidente e mi pare non abbia parenti ebrei (cosa che, specularmente, dovrebbe rassicurarti). Altrimenti rimangono fantasie, cospirazionismo un tanto al chilo.

    Commento di francescocosta del 15 March 2010 alle ore 12:07
  16. Ostili e decise? Citami tu, a parte sparate retoriche, una qualche azione USA per fare leva su Israele. E guarda che ce ne sarebbero tante di leve che gli USA potrebbero usare, l’economia Israeliana e` molto dipendente dallo status fiscale privilegiato di cui gode.

    Guarda ad esempio il tentativo europeo (http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,680380,00.html) per farti un’idea di cosa intendo come “azione decisa”.

    In questi sedici mesi Israele e` andato avanti con la politica degli insediamenti relativamente indisturbato, o mi sbaglio?

    Inoltre tu continui a darmi di fascista e nemmeno velatamente di antisemita, ma continuo a ripeterti che la religione e` del tutto irrilevante. Quello che muove il cuore della politica americana sono i soldi e di soldi ce ne sono molti che girano attorno ad israele e la questione palestinese.

    Inoltre non mi pare nemmeno di aver detto che Emanuel sia la mente dietro la politica medio orientale di Obama, ma che Emanuel sia una rassicurazione per certi interessi per la sua storia personale piu` che per quello che realmente ha fatto e fara`.

    Vuoi un po’ di citazioni?

    Cosi` e` come la notizia della scelta di Obama e` stata vista a gerusalemme:
    http://www.jpost.com/International/Article.aspx?id=119544

    Puoi notare cosa il giornalista ha voluto mettere in risalto.

    Puoi notare anche su quali argomenti vertono i giudizi su Emanuel in Israele:
    http://www.haaretz.com/hasen/spages/1104187.html

    Ora, hai sicuramente ragione tu e Emanuel e` un onestissimo politico ed e` ragionevole che stia in quel posto per le sue capacita` politiche (e c’e` chi la pensa come te in israele http://cgis.jpost.com/Blogs/rosner/entry/what_rahm_emanuel_s_appointment), ma far finta che la sua storia non suoni anche come un segnale per certi interessi e` veramente fare un po’ troppo gli ingenui.

    Poi Emanuel o non Emanuel mi pare innegabile che l’orizzonte palestinese sia tutto fuorche` limpido. Continuo a preferire l’interpretazione dei rapporti tesi tra Israele-USA come un problema su scala regionale piu` che su scala locale-palestinese.

    Commento di dasnake del 15 March 2010 alle ore 13:11
  17. Andiamo, sai bene delle pressioni Usa contro gli insediamenti. Altro che “relativamente indisturbato”. Poi certo, Israele decide la sua politica. A me il principio di sovranità nazionale interessa molto meno di tante altre cose, ma tu devi decidere se è solo l’Iran a goderne o anche gli altri stati sovrani (magari pure democratici). Io penso che l’amministrazione Usa stia facendo quello che può, in modo tutt’altro che retorico e rituale. Leggi qui: http://mideast.foreignpolicy.com/posts/2010/03/14/the_petraeus_briefing_biden_s_embarrassment_is_not_the_whole_story
    Emanuel è stato messo lì perché è stato ritenuto bravo per fare quel mestiere lì, il più importante dopo quello dello stesso presidente: non si viene scelti per quel mestiere lì sulla base di cosa ha fatto o non ha fatto tuo padre, e nemmeno sulla base di come verrà recepita la tua nomina in Israele (specie per un presidente la cui agenda è improntata quasi esclusivamente su questioni interne).

    Commento di francescocosta del 15 March 2010 alle ore 13:22
  18. Certo che sei buffo, accusi gli altri di complottismo da due soldi (cosi` come d’essere fascisti e antisemiti, ma vedo che non ti piace ritrattare su certe affermazioni un po’ affrettate eh?) e poi mi citi un articolo che dovrebbe contenere qualcosa di “tutt’altro che retorico” basato su una presunta presentazione powerpoint tra militari del 16 gennaio e un memo di Petraeus alla casa bianca poi smentito dallo stesso Patraeus …

    Quali sarebbero le azioni non retoriche e rituali? Senti, per capirci, gli USA hanno una vastissima gamma di strumenti per influenzare gli altri paesi che vanno dall’invasione in forze, al finanziamento di movimenti sovversivi, all’embargo economico, alle sanzioni internazionali, alle ridiscussioni di regimi fiscali privilegiati. Questi strumenti li hanno usati e li usano tutt’ora, anche con gli amici e alleati (vedi i periodici scazzi sulle tariffe doganali e aiuti all’agricoltura tra EU e USA), con Israele praticamente niente di tutto questo. Qualcosa vorra` pur dire, no?

    E non voglio dire che bisogna leggerci un complotto mondiale di oscuri Shylock o idiozie analoghe, ma semplicemente che le persone che hanno interessi economici nella regione e nella particolare situazione in cui la regione si trova sono in questo momento abbastanza influenti da evitare forme d’intervento piu` serie di qualche dichiarazione. Per ora, quantomeno, non e` sempre stato cosi` e il vento puo` cambiare. Non mi pare tanto azzardato dire che questi interessi vedano nella nomina di uno come Emanuel una certa forma di rassicurazione, dagli articoli che ti ho citato vedi che la nomina e` stata indubbiamente percepita come influente sulla politica nei confronti d’Israele.

    Comunque sia la tesi di fondo dell’articolo mi pare che dia ragione a quello che dico: l’interesse USA ai problemi Israelo-Palestinesi e` fondamentalmente regionale ampio, perche` la questione e` la maggior leva che hanno i gruppi anti-USA con cui l’esercito e la politica estera si trovano tutti i giorni a combattere. Non mi pare che l’interesse del popolo palestinese figuri da nessuna parte in questo ragionamento.

    Un’ultima battuta. Dal tuo ragionamento sulla selezione di Emanuel devo supporre che la persona che ha occupato il posto piu` importante prima di quello del chief of staff dal 2001 al 2008, cioe` George W. Bush, fosse stato scelto per quel mestiere li assolutamente non per cosa ha fatto o non ha fatto suo padre o per gli interessi che rappresentava, ma per le sue eccezionali qualita` politiche. Giusto?

    Commento di dasnake del 15 March 2010 alle ore 14:57
  19. Per le qualità che il presidente gli riconosce, che sono naturalmente opinabili: e tra questi può certamente esserci l’influenza e conoscenze che si ritengono importante per il lavoro che si deve svolgere e per come lo si deve fare. Converrai che è cosa diversa dall’assumere qualcuno perché è ebreo e ha un padre membro di organizzazione terroristica per dare non meglio specificate garanzie a non meglio specificati soggetti in Israele.

    Commento di francescocosta del 15 March 2010 alle ore 16:21
  20. Il tuo commento sembra la risposta a qualcosa, ma non vedo la domanda relativa nella discussione precedente, guarda che quel punto interrogativo stava su una battuta su Bush. Per altro continui a insistere sul fatto che Emanuel sia ebreo, cercare di zittire le discussioni su israele con l’antisemitismo pensavo fosse una tecnica da nirenstein qualunque, non da giornalista intelligente.

    Farebbe invece piacere un commento sensato su dove stanno le azioni concrete nell’articolo che citi, visto che pensi che ci siano. Sei un professionista, sei sicuramente piu` bravo di me a leggere le notizie, quindi puoi illuminarmi?

    Commento di dasnake del 15 March 2010 alle ore 16:51

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