links for 2010-01-31

  • "CODE 58 (working title) is a comedic look at what happens when an old-school cop and a modern-day detective try to expose the big picture of small crime. DAN STARK (Bradley Whitford, "The West Wing") was once a big-shot Dallas detective. Thirty years later, Dan Stark is a washed-up detective who spends most of his time drunk or re-hashing his glory days. Dan's new partner, JACK BAILEY (Colin Hanks, "Mad Men," "Numb3rs"), is an ambitious, by-the-book and overall promising detective, but is sometimes a bit too snarky for his own good. His habit of undermining himself has earned him a dead-end position in the department. Jack may not see it, but he has little chance of getting out of his situation; his knack for making enemies at the station has assured he is not going anywhere anytime soon".
  • "Tutti i dati statistici sono suscettibili di errori, sistematici e strumentali. Come ogni statistica, poi, anche queste abbisognano di un costante aggiornamento. Ma, ad oggi, la corrispondenza tra il tasso d’immigrazione e quello di criminalità non è provata. Ricordatelo a chi vi dice che gli stranieri vengono in Italia per rubare".

Sullo stesso tema:

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  2. La casta degli anticasta
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  4. Razzista io?
  5. 24


01.02.10 - Un clic
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13 commenti »

  1. Tanto per fare un esempio:
    http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/violenza-sessuale-3/stupri-viminale/stupri-viminale.html
    Gli italiani fanno il 61% degli stupri. (Quindi gli stranieri il restante 39%.) Visto che gli stranieri sono il 7% della popolazione sul territorio nazionale e gli italiani il restante 93%, risulta che facendo il rapporto %stupri/%popolazione gli stranieri hanno una propensione allo stupro 8,5 volte quella degli italiani.
    Leggevo ieri sul Corriere che sì, tra italiani e stranieri c’è la stessa percentuale di criminali. Se poi si analizzano i dati per tipologia di reato, c’è chi è più specializzato per ogni settore: gli italiani fanno frodi finanziarie, gli stranieri stuprano e spacciano.
    Ed alla fine la CEI dice che non c’è un legame tra immigrazione e criminalità. Grazie tante. Le ragazze vanno in giro con lo spray al peperoncino per difendersi nel caso incontrassero un evasore fiscale.

    Commento di Ugo del 1 February 2010 alle ore 12:01
  2. @ Ugo: diversificare per reato e per allarme sociale non è il punto. Come scrivevo nel post che Francesco ha – davvero troppo gentilmente – linkato, gli stranieri in Italia hanno una tendenza a delinquere comunque doppia rispetto agli italiani.
    Quello che non è provato, invece, è la corrispondenza tra tasso d’immigrazione e tasso di criminalità degli stranieri. Anzi, a fronte di un aumento di circa il 100% della popolazione straniera in cinque anni (dato di cui dovremmo tener conto: il flusso è d’importanza storica, difficile farvi fronte con leggi che lo criminalizzano), i reati sono aumentati solo del 46%. Cioè: mano a mano che la popolazione straniera, i reati diminuiscono in rapporto alla popolazione.
    L’immigrazione perciò non genera criminalità ma, stando ai meri dati macrostatistici, non scorporati per fascia d’età, paese d’origine, etnia e religione d’appartenenza, contribuisce ad alzare la soglia di accesso alla criminalità nel nostro paese. E’ questo, il dato paradossale da sottolineare duecento volte.

    Commento di Billy Pilgrim del 1 February 2010 alle ore 13:11
  3. billy temo che sia un caso di bad statistics e purtroppo il numero di reati che puoi stimare dovuti agli stranieri e` raddoppiato con la popolazione.

    Andando a spanne: tu hai nel 2001 circa 2164k reati di cui 513k contro autori noti. Facciamo conto che le denunce siano tutte veritiere: denuncia == reato fatto da (non cambia nulla fin tanto che non c’e` un bias sulla veridicita` della denuncia tra stranieri e italiani). Fai l’ipotesi, ragionevole senza altre informazioni, che il rapporto tra italiani e stranieri sia uguale nella parte nota e in quella non nota. Puoi stimare che il numero *totale* di reati riconducibili a stranieri sia 460k.

    Passiamo al 2005 e se ripetiamo il ragionamento viene che il numero *totale* di reati riconducibili a stranieri e` 806k, cioe` piu` o meno raddoppiato in linea col raddoppio degli stranieri.

    Detto questo: e` una statistica del cavolo comunque, vorrei vedere una bella statistica fatta per classe sociale (un indicatore qualsiasi) e per italiani/stranieri. Sono pronto a scommettere che non troveresti nessuna differenza apprezzabile tra italiani e stranieri nella stessa classe sociale.

    E` la poverta` che genera (quei) reati.

    Commento di dasnake del 1 February 2010 alle ore 17:28
  4. Uhmm…solo un chiarimento @ugo: “Gli italiani fanno il 61% degli stupri. (Quindi gli stranieri il restante 39%)” siamo sicuri? Voglio dire: non è che nel 100% è ricompresa anche una percentuale di casi non accertati per cui non si sa se attribuibili a italiano o straniero? Domando perchè non ho idea.

    Commento di piergiorgio del 1 February 2010 alle ore 18:14
  5. @ dasnake: ho fatto i calcoli utilizzando la stima che proponi, e in effetti i risultati riducono l’importanza dell’abbassamento del tasso di criminalità degli stranieri rispetto all’intera popolazione italiana, ma non nella misura che proponi tu.

    Allora, abbiamo:
    2001 (in migliaia)
    Totale denunce 2164, totale denunce note 513, cioè note/ignote = 23,7% (come riportato in tabella). Denunce contro italiani 424, contro stranieri 89.
    Perciò stima su stranieri: 89*100/23.7 = 375 [e non 460, come sostieni], e stima su italiani = 1787 (la somma tra le due dà infatti il totale – o meglio dà 2162, perché stiamo utilizzando numeri semplificati).

    2005 (in migliaia)
    Totale denunce 2579, totale denunce note 551, cioè note/ignote = 21,3% (come riportato in tabella). Denunce contro italiani 420, contro stranieri 130.
    Perciò stima su stranieri: 130*100/21,3 = 610 [e non 806, come sostieni], e stima su italiani = 1972 (la somma tra le due è 2582, poco sopra il totale, sempre per via degli errori di semplificazione).

    Perciò, aumento totale delle denunce stimate per il periodo 2001-2005: (610 – 375) / 375 = 235 / 375 = + 62,7 %.
    A fronte di un aumento della popolazione stranieri del 100%, le denunce stimabili verso stranieri sono aumentate circa del 63%. Un 17% in più rispetto a quel 46% presente in tabella, ma sempre molto meno rispetto all’aumento della popolazione straniera.

    Commento di Billy Pilgrim del 1 February 2010 alle ore 18:44
  6. (postilla: anche nel caso la stima fosse stata la tua – errata, seconod i miei calcoli -, (806-460)/460 non fa certo +100, ma +75% :) )

    Commento di Billy Pilgrim del 1 February 2010 alle ore 18:52
  7. @piergiorgio
    Beh, mettiamola così: “il 7,8% dei violentatori, è romeno, mentre il 6,3% è marocchino”. (fonte articolo linkato)
    Confrontalo con la percentuale di romeni e marocchini ed avrai la risposta.

    Commento di Ugo del 1 February 2010 alle ore 19:03
  8. billy, pardon, la stima giusta e` la tua – non ti sto a dire da quale errore vengono i miei numeri.
    Cmq cambia poco per quanto mi riguarda (con una stima spannometrica del genere non c’e` troppa differenza tra +63%, +75% o +100%), la parte rilevante del mio discorso e` quella finale: stiamo parlando di reati e a meno di non pensare che esista una propensione innata al commettere reato (cesare lombroso vive e lotta assieme a noi) scoprire che gli stranieri commettono piu` reati degli italiani, in proporzione, significa scoprire che gli stranieri in italia vivono in quelle condizioni socioeconomiche in cui i reati vengono commessi.

    Se vuoi vederla diversamente: se il dato dell’aumento non proporzionale tra stranieri e reati commessi da stranieri fosse consistente vorrebbe dire che le politiche d’immigrazione e accoglienza operate tra il 2001 e il 2005 sono andate nella direzione giusta. Puo` anche darsi.

    Commento di dasnake del 1 February 2010 alle ore 19:18
  9. E’ chiaro che l’estensione del tuo discorso, dasnake, sia importante, ma – come scrivevo al link che ha postato Francesco -si tratta qui di dati macrostatistici che danno d’un colpo le dimensioni del problema. E se non partiamo da quelli, per quanto grezzi e bruti e sbozzati siano, non potremo mai addentrarci nell’analisi più precisa della condizione sociale (per arrivare, come dici benissimo, a statistiche che mettano in relazione benessere economico e livello di criminalità – che però sono complesse, eh: ad esempio, gli italiani commettono molti più crimini contro il patrimonio, di associazione mafiosa e contro l’amministrazione della giustizia, mentre gli stranieri ci superano nelle violazioni delle leggi sulla droga, sulla prostituzione e nei reati contro la persona).

    Infine, consentimi: tra 63, 75 e 100% c’è una differenza abissale, tanto che nel primo caso la tendenza è ancora perfettamente confermata, nel secondo diventa un po’ più discutibile, nel terzo si annulla (e non è dato il quarto caso, in cui una maggiore concentrazione di stranieri aumenti il numero di reati da loro commessi).

    Commento di Billy Pilgrim del 1 February 2010 alle ore 19:39
  10. La differenza tra 63, 75 e 100 non dipende (solo) dal loro valore, ma dall’errore che ci associ. Evidentemente sono meno fiducioso di te sulla spannometria applicata e ci associo grandi errori.

    Proprio per il fatto che citi in quest’ultimo commento, cioe` che il rapporto tra italiani e stranieri non e` uguale per tipologia di reato, puo` portare ad altri fenomeni che mascherano quel dato in maniera buffa. Metti che dal 2001 al 2005 siano stati depenalizzati alcuni reati sull’evasione fiscale e contributiva: su quel 2580k ci sono meno italiani di quanti ne abbiamo stimati prima e l’aumento dovuto agli stranieri potrebbe essere piu` grande. Oppure supponi che l’ipotesi di prima sul rapporto tra italiani e stranieri nei reati senza autore noto sia sbagliata, perche` ci ricadono reati con una proporzione italiani/stranieri diversa, allora quel numero e` ancora diverso. Insomma io a quel 63% ci assocerei un bell’errore e non lo vedo incompatibile con il 100% (o con il 20%, per lo stesso ragionamento).

    Inoltre guardare un dato aggregato senza fare le dovute ipotesi e` sempre pericoloso. Suppongo conoscerai gia` la storia della pirateria e del riscaldamento globale …

    In altre parole: o hai l’idea che l’essere straniero (o una particolare caratteristica dell’essere straniero: folklore? religione? colore della pelle?) *sia* un fattore discriminante valido e in tal caso hai ragione tu che da un’idea anche se con grandi margini d’errore oppure andare a guardarlo in un dato cosi` aggregato e` fuorviante e concettualmente sbagliato.

    Commento di dasnake del 1 February 2010 alle ore 20:01
  11. io a quel 63% ci assocerei un bell’errore e non lo vedo incompatibile con il 100% (o con il 20%, per lo stesso ragionamento).

    In parte hai ragione: come dicevo, la statistica è statistica, e gli errori possono essere diversi, e anche belli grandi. Ma resta il fatto che quel 63%, ottenuto con un errore anche evidente, dovrebbe essere più sbagliato da una parte per sovvertire il rapporto e farlo precipitare oltre il 100%. Siccome l’errore può ripercuotersi da una parte e dall’altra – non abbiamo alcuna stima della sua direzione – chi si trovasse a dover sviluppare politiche pubbliche basandosi su dati oggettivi e non su pregiudizi avrebbe un’unica cosa ragionevole da fare: fidarsi.

    Poi, ovviamente, chiedere agli esperti di approfondire scorporando il dato in più modi. La Caritas lo fa ammortizzandolo per fasce d’età. Immagino che una statistica per fasce economiche richieda molte più risorse.

    Inoltre guardare un dato aggregato senza fare le dovute ipotesi e` sempre pericoloso.

    Su questo hai, evidentemente, stra-ragione. Semplificare un problema è sempre sbagliato, e non pretendo di imporre un macrofenomeno (la diminuzione del tasso di criminalità relativa tra gli stranieri, a mano a mano che gli stranieri aumentano) come autoevidente. Peraltro la statistica non spiega il dato, e le ipotesi che possiamo fare sono esclusivamente nostre:il numero relativo di ingressi nel periodo da parte di stranieri di una certa etnia, o provenienti da una certa regione, o appartenenti ad una certa religione, ecc.
    Al netto di questo, mi sembra sempre utile diffondere dati che sovvertano le convinzioni comuni e più radicate.

    Commento di Billy Pilgrim del 1 February 2010 alle ore 22:08
  12. che alcuni reati particolarmente odiosi (es. stupri) siano commessi da immigrati in misura più che proporzionale alla loro incidenza sulla popolazione residente (regolare e irregolare) è certo.
    che questo fenomeno abbia molte cause diverse (socio economiche ma anche culturali, perchè il rispetto delle donne non è uguale dappertutto) è ovvio.
    che le eventuali cause genetiche di certi comportamenti criminosi (ce ne sono) non abbiano un collegamento diretto a etnie e nazionalità è pure abbastanza sicuro.

    resta il fatto che se, per esempio, mi trovo a vivere in quartiere con forte immigrazione romena o marocchina le mie figlie corrono un rischio di stupro più elevato: sul piano politico bisogna rispondere a questo genere di preoccupazioni se si vuole contrastare l’ascesa di movimenti razzisti o pseudo tali.
    Le belle parole contro lombroso, le disquisizioni statistiche su dati già in partenza poco significativi e le recriminazioni sulle condizioni di vita disagiate degli immigrati servono a poco se non sono seguite da iniziative concrete per il rafforzamento della sicurezza (anche percepita) e per la regolamentazione dei flussi in ingresso.
    su questi temi pratici si aspettano idee e proposte, anche dalla caritas.
    Ma mi rendo conto che scagliarsi a parole contro il razzismo è più facile che proporre dei criteri per stabilire chi può entrare e chi no, e come lo si controlla.

    Commento di enrico del 2 February 2010 alle ore 06:50
  13. La sicurezza “percepita” non è che l’insicurezza volontariamente diffusa o meno dai media a seconda delle convenienze del momento.

    Commento di piergiorgio del 2 February 2010 alle ore 18:28

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