Nel tempo libero faccio il senatore
Si potrebbe scrivere un trattato di cattiva politica sul progetto di legge presentato da undici senatori del Pd (tra questi Ceccanti, Chiti, Lumia, Pinotti, Tonini e Treu) sull’esposizione per legge del crocifisso nelle aule. La questione è piuttosto microscopica, ma nella proposta dei magnifici undici c’è davvero tutto un mondo. Il contenuto della proposta sarebbe, in sintesi:
- in ogni aula deve esserci un crocifisso.
- se alcuni genitori si offendono e protestano, il dirigente scolastico trova una soluzione, magari anche esponendo altri simboli religiosi.
- se ancora non si trova nessuna soluzione, il dirigente scolastico “adotta, previo parere del consiglio di circolo o di istituto, una soluzione che operi un giusto contemperamento delle convinzioni religiose e di coscienza di tutti gli alunni della classe coinvolti e che realizzi il più ampio consenso possibile”. Insomma, decida un po’ come gli pare.
Ora, io credo che chi ama parlare di semplificazione legislativa e taglio delle leggi inutili – Ceccanti, parlo con te – dovrebbe evitare di proporre leggi così evidentemente inutili. Avrebbe avuto più senso una legge che imponesse il crocifisso nelle aule e basta. Invece qui si dice alle scuole: mettete il crocifisso nelle aule, al limite aggiungeteci quel che vi pare, male che vada sbrigatevela voi. Una norma completamente inutile, oltre che ridicola, ispirata alla peggiore tradizione del multiculturalismo europeo, quella relativista e subalterna alle religioni. Senza contare che si tratterebbe di una legge smaccatamente ed esplicitamente incostituzionale:
Ma il punto principale è che la proposta di legge è del tutto incompatibile con il principio di laicità. Essa individua ancora una confessione privilegiata, quella cattolica, il cui simbolo è esposto per default, mentre gli appartenenti ad altre religioni sono costretti all’iter di una apposita richiesta, il cui esito, per giunta, non sembra neppure scontato. Il richiamo alla privacy del disegno di legge assume qui tutti i caratteri dell’ipocrisia: il singolo, per vedere rispettata anche la propria confessione – magari poco popolare o controversa agli occhi della maggioranza – deve uscire allo scoperto, mentre ai cattolici è risparmiato ogni sforzo. Da notare come non si faccia neppure cenno, con insensibilità rivelatrice, ai costi degli altri simboli da esporre: saranno a carico delle famiglie o dell’istituzione scolastica? Questi rilievi farebbero pensare a una possibile incostituzionalità di una legge articolata su queste linee, per violazione dell’art. 3 Cost. prima ancora che dell’art. 8.
In Italia le possibilità che le proposte di legge presentate dagli esponenti dell’opposizione siano calendarizzate in aula – figuriamoci diventare leggi dello stato – sono notoriamente pochissime. In certe legislature, come questa, vicine allo zero. Naturalmente si fanno lo stesso: teoricamente dovrebbero servire per comunicare agli elettori di avere tante e buone idee, e a incalzare il governo tentando di metterlo in difficoltà. A quale obiettivo risponde la presentazione di questo progetto di legge?
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Follia pura.
A parte la contrarietà assoluta nel merito per i motivi che ben esponi tu, l’assurdo è proprio l’idea che lo stato intervenga (con una legge poi!) a regolamentare queste cose.
Si è perso proprio il senso di cosa è, cosa dovrebbe essere, una legge.
E con questo si è persa completamente la concezione dello Stato di diritto Liberale: uno stato che cerca di assicurare le condizioni della convivenza civile, non che va a intrufolarsi come un cane da tartufi in ogni piega della vita degli individui.
Invece in questi anni ne abbiamo sentite di ogni, dalla legge proposta dalla Malandri per regolare le taglie delle modelle in passerella a non so cosa.
Sempre con ottimi e nobili intenti (in quel caso: combattere l’anoressia) ma la via per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.
Il problema è che non si capisce più, non si vuole capire, o si fa finta di non capire, che lo Stato non può fare tutto, non è suo compito fare tutto, e quando cerca di fare cose che non gli competono, fallisce generando più problemi di quelli che immaginava di risolvere.
Nei medesimi anni abbiamo visto scoppiare, a titolo di esempio, la più grave crisi finanziaria dagli anni trenta, una cosa mai vista dalle attuali generazioni, per evidente deficit regolatorio del mercato finanziario. Oppure assistiamo all’incapacità di gestire fenomeni di importanza epocale come l’immigrazione.
Ecco.
A me sembra che la folle logorrea legislativa di questi anni, l’abbondanza di leggi manifesto, la perdita di laicità dello Stato, siano l’altra faccia dell’impotenza rispetto ai veri problemi sui quali non si riesce più ad intervenire.
Scusate il doppio post…ma quest’idea è davvero balzana.
Nel merito oltre quel che hai detto tu: ma che senso ha tutto ciò? cioè perchè partire dall’idea di base che in un aula scolastica debbano essere esposti simboli religiosi? in base a quali principi o linee guida?
da lì poi a cascata tutti gli altri casini.
E poi questo peloso, pagliaccesco multiuculturalismo…questa finta laicità intesa(male) come semplice giustapposizione: non va bene solo questo? bè allora sommiamoci questo e quest’altro…
E su tutto quella penosa impressione di una proposta elaborata col “cencelli” dell’equilibrio interno, per cercare di accontentare le varie e separate anime di un partito che non riesce più, ahimé, ad essere nè autenticamente laico, nè pragmatico: all’insegna del “io ci metto e ottengo questo, tu ci metti e ottieni quello”.
Maaaammmma. Si salvi chi può da un PD così. Speriamo che l’anno nuovo porti novità per il futuro…
Hai ragione su tutto, riprendendo la tua ultima domanda “A quale obiettivo risponde la presentazione di questo progetto di legge?”
Dato che ovviamente non risponde all’obiettivo di farsi belli di fronte al proprio elettorato (nel PD le posizioni ultracattoliche sono minoritarie, anche se presenti) a che obiettivo risponde?
Io sono sempre indeciso su che linea tenere: o dare la colpa alla generica idiozia di questi personaggi o invece pensare che siano delle mosse pensate, anche se magari maldestre. In quest’ultimo caso l’unico obiettivo ragionevole che mi viene in mente e` il farsi belli di fronte a certi poteri vaticani.
Un po’ come dire: “a votarmi sara` pure la sinistra, ma la politica che faremo sara` di centro e di quello conservatore sulle questioni religiose”.
La legge ci vuole, è necessaria:
in aula nessun simbolo religioso.
Mi pare il minimoin uno stato laico. Un po’ come hanno fatto in Francia.
La questione è di una semplicità imbarazzante. L’esposizione del crocifisso o è espressione di un sentimento intimo e personale o è un atto di proselitismo: entrambi non devono trovare posto in un ufficio pubblico, la cui neutralità rispetto alla sfera privata, deve essere pretesa, neanche per civiltà, ma per buona educazione.
“Ora, io credo che chi ama parlare di semplificazione legislativa e taglio delle leggi inutili – Ceccanti, parlo con te – dovrebbe evitare di proporre leggi così evidentemente inutili. Avrebbe avuto più senso una legge che imponesse il crocifisso nelle aule e basta. Invece qui si dice alle scuole: mettete il crocifisso nelle aule, al limite aggiungeteci quel che vi pare, male che vada sbrigatevela voi. Una norma completamente inutile, oltre che ridicola, ispirata alla peggiore tradizione del multiculturalismo europeo, quella relativista e subalterna alle religioni”
sottoscrivo ogni singola lettera e segno d’interpunzione.
l’obiettivo della legge è che ci sia una legge. Finora la Corte Costituzionale si è sempre trincerata (giustamente)dietro al fatto che la norma che impone il crocefisso è un regolamento, quindi non è competente a decidere ecc. Diamogli in pasto una legge, una volta per tutte, qualunque cosa dica. E vediamo cosa ne esce fuori.
Bè insomma…fare una legge di sospetta incostituzionalità per “stanare” la Corte Costituzionale e farsela bocciare…se fosse così saremmo al teatro pirandelliano applicato alla legislazione.
Ma ovviamente anche i regolamenti devono essere conformi (oltre che alle leggi ordinarie) a costituzione. Cambia solo il giudice che in questo caso sarà il giudice amministrativo. Adesso non ricordo bene la faccenda ma so che c’è stato un giudizio piuttosto controverso…
Post che condivido in pieno.