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Il Fatto non sussiste

Sul Riformista di oggi Emanuele Macaluso ha qualcosa da dire su come il Fatto di qualche giorno lo abbia tirato in mezzo in un articolo molto discutibile

Caro direttore, la disonestà giornalistica ormai non ha più limiti. Il Fatto quotidiano ha pubblicato una pagina con titoli subdoli e foto truccate per dire che i comunisti miglioristi erano dentro il sistema corruttivo di Craxi il quale sarebbe diventato il loro eroe. Non c’è un solo fatto, uno, che abbia coinvolto con sentenza Napolitano, Cervetti, Ranieri e Macaluso messi al centro della pagina.

Il mio nome è fatto senza riferimento a una sentenza o a una archiviazione, ma nemmeno a un’indagine. Nulla. Tuttavia, va sottolineato il metodo ignobile del giustizialismo giornalistico di chiamare in causa persone, chiunque esse siano, la cui vicenda giudiziaria si è conclusa con una archiviazione o una assoluzione che, semmai, documentano errori degli inquirenti e un danno alle persone coinvolte.

Ma gli eroi di cartone del Fatto senza fatti, si sono identificati con eroi veri che sono Pertini, Berlinguer, Borsellino, Falcone e Ambrosoli. Pertini è stato un grande del socialismo italiano e un eccellente presidente della Repubblica, e fu lui a dare per tre volte l’incarico di presidente del Consiglio a Craxi. Quando finì il settennato come senatore a vita non si iscrisse, come altri, al gruppo misto ma al gruppo socialista (craxiano).

Enrico Berlinguer, nel momento in cui Craxi era all’apice della sua vicenda politica, chiese a me (non a Padellaro) di fare il direttore dell’Unità soprattutto negli anni in cui il leader socialista fu presidente del Consiglio. Enrico sapeva bene quali erano le mie posizioni politiche, ma sapeva anche su quale fronte io e gli altri “miglioristi” combattevamo.

Giorgio Ambrosoli è certo un eroe. E la relazione di minoranza della Commissione, che indagò sul caso Sindona e diede forza al suo operato, porta la mia firma e di altri miglioristi e fui io a inchiodare non solo il bancarottiere ma tutti i complici politici, Andreotti in primis, illustrando quella relazione in un discorso pronunciato al Senato nella seduta del 29 ottobre 1984. Non so cosa fece Padellaro nei giornali in cui lavorava.

Infine, Giovanni Falcone quando andò a lavorare al ministero di Giustizia con il ministro Martelli fu lapidato dagli eroi dell’antimafia delle chiacchiere. L’accusa? Collaborazionismo col nemico craxiano”. E il dipietrista Leoluca Orlando (altro eroe), e i suoi soci che la pensano come lui, accusò Falcone di tenere nel cassetto pratiche scottanti che riguardavano Andreotti e Lima. Ricordiamo tutti il “veto” sulla sua nomina a Procuratore nazionale antimafia e la drammatica seduta del Csm in cui Falcone fu costretto a difendersi da accuse infamanti. Continuare ad elencare serve a qualcosa?