Verdi e rossi
Certo il film di Cameron lo stanno dando da noi in 925 sale di cui 416 velocemente attrezzate per far venire la nausea con gli occhiali verdi e rossi del 3D (con risultati pessimi su chi già porta occhiali da vista). [...] Quanto agli effetti tridimensionali, dopo cinque minuti non te ne accorgi più, tanto vale vedere il film senza occhialini che almeno non viene il mal di testa.
(Natalia Aspesi su Repubblica di oggi, a proposito di Avatar – e c’è molto altro)
Inizia a diventare significativa la presenza di editorialisti ottuagenari tra coloro che hanno saltato lo squalo. Forse arrivati a una certa età bisognerebbe riconsiderare la propria capacità di capire e giudicare quel che succede, oltre che mettere in discussione l’idea di fare un mestiere che non necessita il pensionamento.
(hat tip: cose rosse)
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Bè non so. Proprio ieri dal parrucchiere, una delle assistenti, una ragazzina che non avrà 20 anni, mi ha detto la stessa cosa: che dopo un pò gli occhialini per il 3d le avevano dato fastidio, le facevano venire il mal di testa ecc. e che, d’altra parte, se li togli poi non puoi vedere bene, ti viene cme sgranato ecc..
Io che sono molto miope a sto punto temo che anche l’altra notazione della Aspesi sia vera, e che mi convenga vedere il film nelle sale dove lo proiettano in 2d.
Forse appunto in alcune sale il sistema è stato messo su male, oppure la tecnologia non è ancora ben rodata, oppure boh, certo che però quella di ieri non era ottuagenaria, e non era editorialista!
Il punto sarebbe che la Aspesi ha recensito il film e l’esperienza della visione in 3D, con tanto di mal di testa e tutto il resto, senza averlo visto, altrimenti saprebbe che gli occhiali non sono affatto verdi e rossi, come quelli che davano su Topolino quindici anni fa. Per quel che vale, io sono miope e non ho avuto problemi: l’unica cosa alla lunga fastidiosa è il peso di portare sul naso due paia di occhiali.
Sui problemi legati all’uso degli occhiali 3D c’è stata una discussione interessante sul blog di Paolo Attivissimo, nei commenti alla sua recensione del film: http://attivissimo.blogspot.com/2010/01/avatar-wow.html#comments
Sull’Aspesi, concordo.
Scusa Francesco, ma la recensione della Aspesi urla vendetta per i giornalisti che si informano. Il 3D con gli occhialetti rosso-verdi e’ preistoria di 20 anni fa. La Aspesi confonde il 3D rosso-verde col nuovo 3D a lenti polarizzate (che di rosso-verde non ha nulla, semmai sfuma i colori un pochinino sul grigio).
http://www.3dswitch.eu/tech.htm
A me sembra che la Aspesi manco abbia buttato nemmeno un occhio ad Avatar, prima di “recensirlo”.
Non scusarti con me, io la penso come te :)
ma anche dire che l’effetto 3D dopo 5 minuti svanisce è una boiata pazzesca. L’effetto tridimensionale è presente in tutte le scene e per tutta la durata del film. Con anche notevoli miglioramenti nella riproduzione fedele dei colori. Senz’altro un passo avanti per questa tecnologia rispetto anche a pellicole recentissime come L’Era Glaciale, Up o Coraline.
Poi il film è quello che è, ovvero un giocattolone fantascientifico fatto apposta per far soldi, ma il 3D funziona eccome.
Più che probabile che molte sale in cui viene proiettato qui in Italia non siano all’altezza di riprodurlo come si deve.
Ma dubito che la Aspesi sia andata in uno di quelli
La Aspesi è rincoglionita, ma Avatar è brutto, e non poco. Mi accorgo di essere in minoranza, e che gli argomenti di chi è intelligente e dall’altra parte della barricata non lesinino in critiche in chi – si sostiene – non sa andare oltre i cliché ad apprezzare: a) la tecnica; b) la materia filmica.
E invece Avatar non soltanto costituisce un passo avanti ma non certo il punto d’arrivo della tecnica 3D (si vedano gli errori madornali di mantenere sfondi e oggetti in primo piano fuori fuoco: in un mondo tridimensionale dev’essere TUTTO a fuoco, e lo spettatore deve poter scegliere con i propri occhi cosa mettere a fuoco – e lenti multifocali e i blur volontari del digitale sono del tutto senza scusanti), ma a mio parere fa parecchi passi indietro anche sulla strada delle – bruttissime – riflessioni ecologiste (Miyazaki) e politiche (The Dark Knight).
Ciao Francesco, ti posso assicurare che la Aspesi il film l’ha visto, perché l’ho vista in sala all’anteprima stampa. Che poi sia troppo pigra per accorgersi che gli occhiali sono polarizzati e non verdi e rossi, questa è un’altra storia.
Ti segnalo comunque, tanto per girare il coltello nella piaga, che quel pezzo per Repubblica si concludeva con un confronto con il Signore degli Anelli (“quello sì, un film emozionante”). Peccato che all’epoca la Aspesi non risparmiò badilate di merda anche per il film di Peter Jackson