Salviamo lo stato dallo stato

All’indomani dei fatti di Rosarno, Giuliano Ferrara aveva scritto sul Foglio delle responsabilità che lo stato – e lo statalismo, e l’assistenzialismo – hanno avuto nel generare una situazione di tale degrado.

Non è l’assenza caritatevole dello stato il responsabile del degrado di Rosarno e della sua appendice naturale di violenza, ma la presenza dello stato, invece, nella forma truffaldina dell’assistenza che diventa il brodo di coltura e il bottino della ‘ndrangheta, il grande alibi per la generale assenza di libertà e di responsabilità. Solo una ondata distruttiva e creatrice di capitalismo, con i suoi costi e ricavi, può rimettere a posto la società meridionale, che divide con gli ultimi della terra la propria infinita miseria e di tanto in tanto deve subire il dramma della loro rivolta.

La tesi è tagliata con l’accetta ma sta in piedi, per quanto bisognerebbe  distinguere la presenza dello stato nell’economia dalla presenza dello stato sul territorio. In posti come la Calabria o la stessa Sicilia la presenza invasiva dello stato nell’economia si accompagna alla latitanza e alla debolezza delle istituzioni sul territorio, generando gli effetti disastrosi che conosciamo. Due dei migliori articoli scritti su Rosarno in questi giorni – Giuseppe Salvaggiulo sulla Stampa e Roberto Rossi sull’Unità – spiegano la stessa cosa e raccontano di quante enormi responsabilità hanno l’assistenzialismo, i finanziamenti a pioggia e la mai abbastanza criticata Politica agricola comune dell’Unione europea.

Sullo stesso tema:

  1. La rivolta degli schiavi
  2. Reality check
  3. Niente che non sappiamo già
  4. Sulla notizia
  5. Lo stato dell’arte


13.01.10 - Diario
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4 commenti »

  1. Giusto.
    Ferrara abilmente fa dimenticare che serve la presenza dello Stato come garanzia della legalità; tuttavia sulla “presenza” dello Stato come assistenzialismo son d’accordo.

    Commento di piergiorgio del 13 January 2010 alle ore 03:25
  2. Lei considera favorevole il federalismo fiscale?

    Commento di Antonio del 13 January 2010 alle ore 11:24
  3. “Federalismo fiscale” è una formula dentro la quale ognuno mette quello che gli fa più comodo. Non ho nulla in contrario se si tratta di dare maggiore autonomia e responsabilità finanziaria alle regioni (d’altra parte è la stessa Costituzione a parlare apertamente di federalismo fiscale in questi termini) fatti salvi alcuni temi che secondo me necessitano di una gestione omogenea da parte dello stato, quali l’istruzione, la difesa e molte scelte nel settore della sanità.

    Commento di francescocosta del 13 January 2010 alle ore 11:31
  4. Forse il post è solo un memo e se approfondissimo la conversazione mi sentirei meno a disagio… così invece mi sembra un po’ insostenibile. Nel 2010 affidare alla forza distruttiva del capitalismo la guida della società non è sensato.

    Il meridione è un problema grosso: di ricette ne ha viste tante, non capisco perché preferire all’analisi e allo studio, citazioni vecchie e logorate.

    Rosarno è problema meridionale?
    Cosa ha fallito a Rosarno?
    Cosa ha causato Rosarno?

    Inutile parlare di federalismo fiscale: Ferrara diceva ben altro.

    Commento di paolo del 13 January 2010 alle ore 16:47

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