Scusate, ecco, se non è di troppo disturbo
Da quando è iniziata la partita delle regionali in Lazio, Stefano Pedica (Idv) smania per candidarsi a qualsiasi cosa: per capirsi, è quello che qualche giorno fa si è proposto in ticket con Marino e Adinolfi. Ora che la candidatura Bonino col Pd sembra (ho detto sembra) cosa fatta, il suo commento è quello che segue (notare il giro largo).
«Emma Bonino è senza dubbio un nome di alto valore. Tuttavia, qualora si volesse riflettere concretamente sulla possibilità di appoggiarla contro la destra, credo che il nome della leader radicale dovrebbe essere affiancato, in un ticket, da un altro che sappia rappresentare anche la matrice cattolica, che comunque appartiene anche al popolo del centro sinistra». Lo afferma il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Stefano Pedica. «Se si percorresse questa strada- continua- io credo che l’Italia dei Valori potrebbe esprimere la figura adatta per affiancare, agli importanti temi politici portati avanti dai Radicali e dal Pd, anche le tematiche più care all’elettorato cattolico. L’IdV, infatti, pur con una impostazione laica per ciò che riguarda i rapporti fra Stato e Chiesa, ha sensibilità profonde per tanti aspetti che costituiscono punti di riferimento per i cittadini cattolici». Conclude Pedica: «In questo caso sarei disposto ad affiancare il mio nome a quello della Vicepresidente del Senato».
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Tristezza infinita.
la pochezza politica dell’IDV è unica!
eh beh.. certo che la bonino da sola farebbe ben poco. se invece avesse la grande opportunità e il grande onore di “affiancare il suo nome” effettivamente sconosciuto ai più a quello di stefano pedica…
ahah. comunque l’articolo che hai citato è bellissimo perchè cita esattamente cosa avrebbe fatto Mario Adinolfi, personaggio di un certo calibro che abbiamo l’onore di avere nel pd. avanti con Emma, speriamo bene
Questa storia dei ticket sta diventando come l’arca di Noe’. A parte la confusione di ruoli che si genera nelle candidature in ticket, in cui non si capisce dove finisca la responsabilita’ di uno e cominci quella dell’altro, e’ compito della politica proporre un nome di un candidato. Se eletto, quel candidato comporra’ il suo staff. Usare ticket con due-tre persone serve solo a palesare l’incapacita’ di trovare un candidato unico per tutti, quando ognuno coltiva il suo orticello e propone il suo candidato-ticket. Perche’ non proporre un ticket a tre tra PD-IDV-UDC. Ognuno piazza il suo candidato e sono tutti contenti. Poi, chi governa se si vince non si sa.
ma un ticket con un romanista e un laziale no?