«Mando la mail e andiamo»

Io capisco che quando a parlare di corto circuito mediatico-giudiziario sono Bondi e Ghedini si fa fatica a dar loro ascolto. E capisco pure che Piergianni Prosperini – quello dei tossicodipendenti da prendere a nerbate e i gay da torturare con la garrota – non sia esattamente il personaggio ideale verso il quale provare solidarietà. Però ieri è successo che Prosperini ha appreso del suo arresto quando i lanci di agenzia erano già in giro e una tv locale ha deciso di chiamarlo al telefono, mentre lui era a casa e non ne sapeva niente. Insomma, prima hanno mandato i comunicati stampa e poi sono andati ad arrestarlo.

(hat tip: Luca Cicca)

update: pare che mentre Prosperini era al telefono la Guardia di finanza era già nel suo studio e lo stava perquisendo. La cosa non solleva le responsabilità della procura per quel che riguarda la fuga di notizie – Prosperini non era ancora in stato di arresto, altrimenti dubito che potesse parlare così liberamente al telefono – ma fornisce qualche spiegazione alla reticenza di Prosperini nel dire dove si trovava e cosa stava succedendo

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17.12.09 - Diario
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20 commenti »

  1. Niente di nuovo, d’altronde lo scopo è proprio quello.

    Commento di Marco del 17 December 2009 alle ore 18:11
  2. Sei sicuro che fosse a casa? sei sicuro che non ne sapesse niente? “Tu dove sei in questo momento?”
    “Io sono in.. non posso venire, dimmi.”
    Guarda un po’, ho idea che avesse i finanzieri davanti, mentre ripeteva che non poteva parlare e doveva chiudere, ma era là, tranquillo, bello paciarotto.

    Commento di scirocco del 17 December 2009 alle ore 18:21
  3. Non sono certo che sia andata così: Prosperini durante la telefonata era molto reticente – del tutto legittimamente, beninteso -, siamo sicuri che non gli fosse stato comunicato nulla? Se invece davvero sono state informate prima le agenzie di stampa, è una cosa gravissima, nessun dubbio.

    Commento di Luca Gras del 17 December 2009 alle ore 18:22
  4. Beh, di certo non era in stato di arresto: dubito che ti facciano parlare in diretta con un programma televisivo.

    Commento di francescocosta del 17 December 2009 alle ore 18:23
  5. Anche lui dubitava, infatti nel dubbio non voleva approfittare della cortesia di chi aveva davanti.
    Se sono venuti a prenderti e ti hanno portato in caserma, ma ti lasciano le mani libere per rispondere al telefono, ho l’impressione che puoi già considerarti in arresto.

    Di certo c’è solo che non era a casa, e che sapeva già tutto.

    Commento di scirocco del 17 December 2009 alle ore 18:35
  6. Come fai a essere certo che sapeva già tutto?

    Commento di francescocosta del 17 December 2009 alle ore 18:36
  7. Ma l’hai sentita la telefonata?
    E’ ovvio che sia già in caserma (o sulla strada per), perchè quando lo splendido gli chiede dov’è lui risponde che.. non può venire. Ti risparmio il resoconto del resto della telefonata, che puoi ascoltare da solo sforzandoti (non ci vuole molto, giuro) di immaginarlo al cospetto dei finanzieri.
    Dunque è già in arresto, dunque già sa.

    Commento di scirocco del 17 December 2009 alle ore 18:50
  8. Pensavo che quando dicessi “è certo” ti riferissi a una qualche prova e non a una tua deduzione. Quindi intanto chiariamo che è evidente che non sia affatto “certo”.

    La telefonata l’ho sentita e, ancora, dubito fortemente che a una persona in arresto per corruzione e turbativa d’asta sia concesso di fare e rispondere alle telefonate. Anzi, diciamo proprio che è certo: Prosperini è stato arrestato proprio perché non potesse reiterare il reato o inquinare le prove, pensa se lo fanno stare al telefono. A te non capita mai di ricevere una chiamata in un momento in cui non puoi stare al telefono? Gli sarà scappata la cacca.

    Commento di francescocosta del 17 December 2009 alle ore 18:53
  9. E aggiungo: magari lo sapeva già. Anzi, magari gli stavano suonando alla porta e lui sapeva che erano i poliziotti. Le cose non cambiano. Fatto sta che le agenzie sul suo arresto giravano già da diversi minuti, e lui non era ancora stato arrestato.

    Commento di francescocosta del 17 December 2009 alle ore 18:55
  10. Il mio “è certo che” rispondeva al tuo. Ho dedotto come hai dedotto tu, e mentre mi spieghi che da una deduzione non si può ricavare una certezza, mi ribadisci la tua.

    Diciamo che ho forti dubbi che fosse a casa e non ne sapesse niente, mentre concordo sull’ipotesi che si stesse realizzando l’augurio di molti che lo hanno conosciuto.
    Poi, vedi tu.

    Commento di scirocco del 17 December 2009 alle ore 19:04
  11. Beh, scusa, che una persona in stato di arresto non possa stare al telefono è un fatto. Se tu pensi il contrario, dovresti avere degli elementi a sostegno di questa tesi.

    È come se io ti dicessi che l’autore di uno scippo avvenuto stamattina è Mario, che è in galera da dieci anni. Fino a prova contraria, uno che sta in galera non può uscire: posso dire che è certo anche se non l’ho visto con i miei occhi. Per sostenere che è stato Mario servono delle prove.

    Commento di francescocosta del 17 December 2009 alle ore 19:08
  12. Beh, prendo atto che da dubbio è diventato un fatto. Non m’intendo di queste procedure, ma mettiamo che sia proprio così. Converrai che un fatto, al limite, sarebbe l’esistenza della norma, non l’ineluttabilità della sua applicazione.

    Io penso semplicemente che per tante circostanze possibili è verosimile che gli abbiano concesso la cortesia di rispondere alla telefonata.
    Ma dovresti essere tu ad avere la certezza provata dell’accusa che hai fatto: “(…) lui era a casa e non ne sapeva niente. Insomma, prima hanno mandato i comunicati stampa e poi sono andati ad arrestarlo.”

    Commento di scirocco del 17 December 2009 alle ore 19:21
  13. non vorrei sbagliarmi ma al tg hanno detto che mentre era al telefono con la trasmissione la finanza stava perquisendogli casa, ma ancora non era stato arrestato

    Commento di gigi del 17 December 2009 alle ore 19:31
  14. Questa potrebbe essere già una spiegazione sensata, che non solleva le responsabilità della fuga di notizie (le agenzie dicevano “arrestato”) e dà una spiegazione alla reticenza di Prosperini al telefono.

    Commento di francescocosta del 17 December 2009 alle ore 19:32
  15. Ma quella di Prosperini non era una generica reticenza.
    Lo splendido gli chiede non a caso “ma tu dove sei in questo momento?” e lui risponde “io sono in.. gngngn.. non posso venire, dimmi.”
    Che ci voleva a rispondere ‘sono a casa’? poi magari poteva aggiungere ‘non posso venire’, in ossequio alla drammatica circostanza. Ma che motivo aveva di mangiarsi la lingua?

    Commento di scirocco del 17 December 2009 alle ore 19:43
  16. il tg5 delle 13 dice:”mentre era al telefono con antenna 3 aveva davanti a se i finanzieri che gli stavano perquisendo gli uffici”

    Commento di gigi del 17 December 2009 alle ore 20:08
  17. Dalla telefonata si sente benissimo che sta battendo su una tastiera. E’ evidente che stesse facendo qualcosa al computer (dalle informazioni di cui disponiamo, immagino di casa). Inoltre, è impossibile che possa fingere di non sapere niente “io in arresto? Ellamadonna” con i finanzieri davanti.
    Insomma, la sicumera di scirocco era evidentemente eccessiva.

    La mia ipotesi è che i finanzieri si fossero presentati con il mandato di perquisizione, per non farlo insospettire, e solo dopo la telefonata gli abbiano notificato anche il mandato di arresto. Resta gravissimo che la notizia fosse trapelata prima che la persona fosse arrestata, anche se resta spiegabile a causa del fatto che i finanzieri fossero già entrati nell’appartamento.

    Commento di Billy Pilgrim del 18 December 2009 alle ore 00:25
  18. La mia “sicumera” rispondeva alla certezza di Francesco, che ha scritto che Prosperini “era a casa e non ne sapeva niente”.
    Che non ne sapesse niente, pare evenienza piuttosto remota per il fatto ormai assodato che aveva i finanzieri davanti mentre parlava.
    Che fosse a casa o nel suo ufficio, per carità, è possibile, ma non si capisce perchè avrebbe dovuto non dirlo, dunque rimane aperta la possibilità che invece fosse già in caserma in stato di fermo (basta ammettere l’eventualità che gli abbiano usato la cortesia di farlo rispondere alla telefonata, anche semplicemente per far presente che non poteva andare alla trasmissione in cui era atteso).
    A me pare che la certezza provata della sua accusa avrebbe dovuto portarla Francesco, e assieme a lui i due Luchi.

    Commento di scirocco del 18 December 2009 alle ore 14:06
  19. a mia ipotesi è che i finanzieri si fossero presentati con il mandato di perquisizione, per non farlo insospettire, e solo dopo la telefonata gli abbiano notificato anche il mandato di arresto.

    Questa mi sembra la versione più credibile e precisa, tant’è che quando il conduttore dice a Prosperini quello che scrivono le agenzie lui lo ripete ad alta voce, come a chiedere conferma da chi ha attorno. Questo vuol dire che non era in stato di arresto, come hanno detto tutti i giornali il giorno dopo, ma gli agenti stavano perquisendo il suo studio. Possiamo ammettere l’eventualità che gli abbiano fatto la cortesia di rispondere mentre era in arresto, ma come possiamo ammetttere qualsaisi eventualità non provata e anzi smentita da ogni altro racconto e resoconto. Sarebbe come ammettere l’eventualità che al telefono non fosse Prosperini ma un imitatore: può essere, ma in assenza di prove possiamo ragionevolmente dire che è andata in un altro modo.

    Riguardo quello che ho scritto, mi sono sbagliato sul fatto che Prosperini era in casa, visto che invece sembra fosse nel suo studio. Ma tutto sembra dire che non era in arresto: forse sapeva che lo sarebbe stato di lì a poco, forse no, fatto sta che quando le agenzia hanno battuto la notizia lui non era ancora in arresto.

    Commento di francescocosta del 18 December 2009 alle ore 18:23
  20. Non c’è nulla che lascia supporre che potesse trattarsi di un imitatore: non prove, naturalmente, ma nemmeno indizi o semplici ragionevoli motivate supposizioni. Non c’è alcun motivo per dubitare che fosse proprio lui, aldilà di un improbabile argomentare.
    L’ipotesi invece della risposta telefonica concessagli in stato di arresto è sostenuta dalla reticenza a rispondere su dove si trovasse. Non nego che possa esistere un’altra spiegazione plausibile a questa deprecabile circostanza, solo che mi piacerebbe leggerla.
    Nel frattempo, rimanendo in piedi questa ipotesi (che non confligge con il fatto che ripeta ad alta voce ciò che il conduttore gli legge, come a chiedere retoricamente conferma, certo, ma anche a tergiversare prima di decidersi poi a negare spudoratamente), può essere che quando le agenzie hanno battuto la notizia lui fosse appunto già in arresto. Basta che lo abbiano visto uscire in mezzo ai finanzieri, et voilà.
    Per questo la prima domanda dello splendido conduttore è la domanda chiave, e infatti lui si morde la lingua mentre sta per rispondere.
    E per questo io insisto sul punto.
    E per questo il punto è ignorato da chi vuol metterla diversamente.

    E anche per questo io mi sarei un po’ stancato: perchè ho l’impressione che il minuetto possa durare ancora a lungo, sempre incagliato nel medesimo passo.

    Commento di scirocco del 19 December 2009 alle ore 03:08

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