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Oh, sveglia

Ancora tre cose. La prima è che anche nel tentativo di giustificare l’ingiustificabile, bisognerebbe avere l’onestà di non cadere in contraddizioni grandi quanto burroni. Chi sostiene che quanto accaduto ieri è conseguenza diretta di un clima d’odio e intolleranza fra gli schieramenti politici, generato da azioni e linguaggi politicamente violenti, credo non possa fare a meno di includere nell’elenco anche chi quotidiamente sostiene che Berlusconi è come Hitler, come Videla o come Mussolini (a quel punto la resistenza anche violenta sarebbe non tanto un rischio, quanto un diritto e forse un dovere) e soltanto qualche giorno fa diceva che «il governo è sordo alle richieste dei cittadini e se non si assume responsabilità ci potrebbe scappare l’azione violenta». Se uno pensa che è Berlusconi è un tiranno al pari dei più grandi sterminatori del Novecento, forse dovrebbe essere conseguente fino in fondo con la sua impegnativa asserzione, oppure magari evitare di delirare dall’alto di un pulpito che dovrebbe comportare grandi responsabilità. In ogni caso, va da sé che non si può contemporaneamente sostenere sia questa tesi che quella secondo cui si è trattato del gesto isolato di un pazzo e quindi non c’è niente di cui preoccuparsi.

La seconda cosa, che pensavo fosse già chiara qui, è che a mio parere il problema non è tanto quello che è accaduto ieri, che comunque rimarrà tristemente nella storia della nostra democrazia, bensì le reazioni a quel che è successo. E tra le prevedibili e opportuniste reazioni degli sciacalli della destra e quelle compiaciute di una gran fetta della sinistra a me preoccupano molto più le seconde, non fosse altro perché sono quelle che hanno a che fare con la mia parte, quella che vorrei fosse migliore dell’altra.

La terza cosa è che non serve essere dei sordidi terzisti per dire delle cose più sobrie e sensate di quelle dette da Di Pietro e Bindi. Ci è riuscito persino De Magistris:

«L’aggressione al presidente del Consiglio è un atto esecrabile e criminale, sul quale la magistratura deve fare piena luce e che va condannato perchè la politica, anche nella sua forma più aspra e conflittuale, non ha nulla a che vedere con la violenza fisica, indegna di un Paese civile e democratico». Lo afferma l’europarlamentare dell’Idv Luigi De Magistris. «Questo -aggiunge- non significa rinunciare ad un’opposizione ferma e decisa alle politiche di Berlusconi e del suo governo, ad una resistenza pacifica senza se e senza ma, oppure alla denuncia di quel clima di scontro manicheo alimentato anche dalle dichiarazioni dello stesso presidente del Consiglio, il quale quotidianamente scalfisce la democrazia e lo Stato di diritto». «La persona umana, prima ancora che il politico, non può essere trasformata in bersaglio della violenza fisica. La sconfitta del peronismo berlusconiano va attuata sul piano politico, con la non-violenza, la cultura e la pratica di una politica onesta e trasparente che tuteli, in primo luogo, gli interessi dei più deboli. Un’altra Italia la realizzeremo, in modo pacifico, con ideali nobili, in difesa ed attuazione della Costituzione, dalla parte del lavoro e -conclude De Magistris- con il massimo di partecipazione democratica».