La nausea

C’è poco da dire su Massimo Tartaglia, un povero disgraziato e malato le cui giornate da domani in poi saranno ben peggiori di quelle che ha vissuto finora. Ci sarebbe molto da dire invece su quelli che davanti all’aggressione violenta a un politico provano soddisfazione e compiacimento, e magari si spingono a trasformare quella soddisfazione e quel compiacimento in un gruppo su Facebook di cui mandare allegri gli inviti in giro. Su quelli che non riescono che a rimbrottare severamente che «questo è controproducente», o su quelli che anche questa volta non riusciranno a trattenersi dal produrre le teorie del complotto più ridicole. Ci sarebbe qualcosa da dire anche sul personaggio più squallido che la cosiddetta sinistra italiana abbia mai annoverato tra i suoi esponenti, quell’Antonio Di Pietro secondo cui Berlusconi se l’è cercata, perché «con il suo menefreghismo e i suoi comportamenti istiga alla violenza», per di più dall’alto della gigantesca responsabilità che comporta l’essere il capo di un partito – per proseguire poi con quelli che neanche dopo questa tragica e incredibile uscita decideranno di consegnare la loro stima e la loro fiducia a persone più degne, o a nessun altro. Ci sarebbe molto da dire su di voi. Potremmo cominciare col fatto che siete, più di qualsiasi altra legge e leggina che sia passata in Parlamento, la minaccia più concreta alla salute della democrazia di questo paese. Che siete, più di qualsiasi Mastella e di qualsiasi Latorre, un gigantesco problema della sinistra italiana. Io non ho l’aspirazione né tantomeno la necessità di sostenere uno schieramento o una coalizione in cui tutti la pensino come me su tutto. Sono disponibile a confrontarmi, discutere e litigare su centinaia di cose, comprese quelle su cui ho meno dubbi e che mi stanno più a cuore. Ma davvero non ho nulla da spartire con voi che esultate, con voi che nicchiate, con voi che non riuscite a dire semplicemente che in una democrazia l’aggressione violenta a un politico è una schifezza triste, aberrante e fascista.

63 commenti

  1. jack:

    Ti beccherai improperi a non finire da parte dei dipietristi e travaglini che infestano queste pagine solo con lo scopo di rompertio il cazzo. Fin da ora, la mia solidarietà personale e l’approvazione totale, virgole incluse, di questo post.

  2. elvi:

    Che Antonio di Pietro sia un esponente della sinistra è uno degli equivoci più diffusi degli ultimi anni. Solo per essere precisi.

  3. 1972:

    Francesco, sapevo che per leggere qualcosa di decente da sinistra stasera dovevo venire qui. Ho aspettato fino a tardi ma ne è valsa la pena. Non avevo dubbi. Buonanotte.

    Enzo

  4. f:

    in realtà anche travaglio pare aver scritto cose di buon senso http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2399683&yy=2009&mm=12&dd=13&title=berlusconi_e_la_violenza_la_fo

  5. Luca:

    Il buon senso di Travaglio passa sempre per l’auspicio di severe punizioni.

  6. Gray:

    Premessa: ho votato Di Pietro e spesso leggo Travaglio

    “in una democrazia l’aggressione violenta a un politico è una schifezza triste, aberrante e fascista”

    Io penso che su questo si sia quasi tutti d’accordo. Persino le persone che su facebook si iscrivono ai gruppi “pro-Tartaglia” lo fanno solo per provocazione e goliardia, e non condividono realmente quel gesto, per lo più. Io personalmente quando ho visto le immagini ho provato semplicemente paura e tristezza. Si, mi è dispiaciuto. Ma questo non deve impedire di andare oltre la condanna del gesto. Non per giustificare ma per spiegare, per capire. Che Berlusconi insulti la metà degli italiani che non vota per lui da 15 anni è un dato di fatto. Che prima o poi qualche folle commetta un gesto sconsiderato è questione di tempo. Almeno così la penso io.
    Sicuramente il gesto va condannato senza riserve, e così è stato, anche da parte di Di Pietro. Ma fermarsi a questo è da ingenui, secondo me, in un paese dove, dopo l’aggressione (e prima che si sapesse che si trattava di uno psicotico), il Ministro Carfagna ha accusato l’opposizione (tutta) di covare in seno “terroristi assassini”.

  7. Lorenzo D'Amelio:

    Credo ci sia troppa sicurezza in questa tua riflessione. Sinceramente alcuni dubbi mi restano, ossia ci rendiamo veramente conto di quanta gente esasperata c’è in Italia per il malgoverno di Berlusconi & Co. (sinistra compresa)?

    A parte il caso di questo ragazzo che, condivido come dici te si tratta di un poveretto, c’è molta gente che non ha più nulla da perdere. Molti si suicidano, allora quella violenza è accettabile?

    Non giustifico in alcun modo la violenza (amo Terzani), ma è semplicemente un comportamento da aristocratici o meglio da cechi non accorgersi che di questo clima di esasperazione non possono essere accusati ancora una volta i meno fortunati.
    Lorenzo

  8. Severo rimbrotto:

    Fermo restando la personale perplessità sulla forma “io” vs “voi”, che mi evoca stranote strategie comunicative di cui sono francamente stremata. Con il gucciniano “ruggito che diventa belato” mi permetto, abbastanza umilmente da sperare di non urtare la tua indubbia tensione non violenta, di ricordare l’infinita rassegna di statuine nelle gengive che ci arrivano puntualmente da giorni e mesi e anni, con l’unica differenza che il sangue ce lo laviamo a casa aspettando che passi ‘a nuttata. E non è un segreto che il sangue diluito, nascosto e privato “non fa notizia”. Ora che ci hai tirato la nocciolina in fronte, con la sapiente sicumera di chi sa vedere oltre le parti, lasciaci alle conseguenze del gesto, e ai relativi sanguinamenti ultramediatizzati. Il senso della giustizia da queste parti sposa il tuo stesso ordine di priorità, la tua indignazione dovrebbe uscirne debitamente gratificata.

  9. Marco:

    Francesco, codnvido solo in parte qullo che hai scritto.
    Qualche mese fa, ci chiedevamo quanto peso dovesse essere dato al gruppo “Uccidi B” ed ad alfano chiese alla magistratura di indagare. Ora cosa verrà chiesto: di chiudere i social network?
    Non ti pare che dovremmo distinguere i comportamenti violenti di uno psicolabile da un commento su FB? Davvero, Francesco, sono queste persone il grande problema della democrazia in Italia? Su FB la pagina di Massimo Tartaglia ha raccolto in poche ore 35.000 adesioni. Che dici se consigliamo alla polizia di schedarli tutti? non si sa mai, dovessero passare dalla boutade ai fatti.

  10. Filippo:

    Buon per te Francesco che pensi che la violenza sia conosciuta arginata ed esorcizata mentre scrivi da un computer e non t’e’ successo forse di averlo davanti il gran giullare sporco di un sangue altrui che non lo sporca mai.Il corpo umano fa tremare quando e’ violato,succede a tutti,ma che tu riesca ad essere sicuro che il signor berlusconi debba passare ingiudicato tra le mani di chiunque,che davvero nessuno non possa provare l’istintivo desiderio di meritargli un bell’occhio nero,beh,penso sia un pensiero comodo,da scrivere proprio seduti ad un pc.
    La prossima volta che abbraccera’ il malcapitato di turno per fare share penserai magari che neppure sta volta la misura e’ colma,io avrei invece tanti,tanti dubbi.

  11. gigi:

    perfetto nell’analisi, come sempre. Ormai la tua è una opinione oggettivamente autorevole. Molto probabilmente fra qualche anno leggerò i tuoi editoriali sui maggiori quotidiani italiani oppure ti vedrò ricoprire qualche importante carica istituzionale.

  12. Gambero:

    Quindi per te “la minaccia più concreta alla salute della democrazia di questo paese”, e “un gigantesco problema della sinistra italiana” sarebbero le persone iscritte ai gruppi Facebook pro-Tartaglia? Come analisi politico-sociale-culturale mi sembra povera, povera.

    Un politico responsabile non insulta gli oppositori e metà Paese, non attacca gli organi costituzionali di garanzia, non mina alle basi lo Stato. Niente può giustificare un attacco fisico alla persona. Niente. Ma chi indica le cause di questo clima d’odio rivolgendosi a sinistra è di un’ipocrisia stucchevole.

  13. scirocco:

    Io francamente non riesco a vederla come “l’aggressione violenta a un politico” (aldilà della lettera). Triste senz’altro, e anche aberrante, ma non capisco cosa possa esserci di fascista nello scatto incontrollato di uno psicopatico.
    Vedo invece moltissimo, di fascista, nel fatto che il poveretto sia stato sottratto al linciaggio della folla – quella oceanica che pochi minuti prima gridava “silvio-silvio!” – e che nessuno abbia nulla da dire sulla giustizia primitiva e feroce che stava per essere fatta sul quel marciapiedi.

  14. Andrea:

    Se tutto finisse con il diventare fan di tartaglia su facebook ok, un po di cazzeggio ci puo’ stare…. il problema e’ che questo accade in ogni aspetto della vita sociale… siamo un popolo di tifosi del cavolo… e facciamo il suo gioco… questa e’ la cosa triste

  15. sdl:

    io non la prenderei così sul serio. stiamo parlando di qualche gruppo su FB

  16. Piero:

    Uno dei commenti che ho sentito a caldo è stato: “Berlusconi se l’è cercata”. La memoria mi è tornata immediatamente ai primi commenti che ho sentito a sinistra l’11 settembre 2001: gli sta bene agli americani, se la sono cercata. Proviamo ad evocare altri fatti simili. Montanelli se l’era cercata quando gli hanno sparato? e Tobagi, D’Antona, Biagi, e tutti gli altri? Quale è la relazione tra il gesto e quello che il gesto ha motivato? Domani – forse – scopriremo che Tartaglia non si è neanche accorto di quello che stava facendo, ma il punto non è questo, quello che a me pare è che emerge una disperazione per non essere riusciti a colpire Berlusconi con altri mezzi. Mi chiedo: il fallimento dell’”operazione Spatuzza” (la bomba atomica, ricordate?) marca questo cambio di passo? La mia convinzione è che dietro al gesto si nasconde una ammissione di fallimento, che è un fallimento individuale per quel povero disgraziato che l’ha commesso, ed è un fallimento politico per un intero settore della sinistra che continua a ritenere che la sconfitta di Berlusconi debba passare dalla sua uscita di scena e non dalla vittoria di una politica migliore.

  17. farfintadiesseresani:

    Bravo, Francesco.

  18. Eugenia:

    Ho girato e rigirato e finalmente qui sono approdata!
    Vorrei che Di Pietro uscisse dall’opposizione. Il PD avrà il mio voto finchè continuerà a dissociarsi dalle personalissime iniziative del signore in questione!
    Ti condivido pienamente.
    Buona giornata,
    Eugenia

  19. Luca Gras:

    Io, semplicemente, penso che i problemi della democrazia italiana siano altri.

  20. francescocosta:

    Alcune risposte ad alcune obiezioni – gli altri mi perdoneranno se dedico loro soltanto un pensiero.

    Primo. Non nascondiamoci dietro il dito di Facebook. Se aveste letto quello che scrivono, oltre a diventare fan di una pagina, non avreste dubbi sulla natura assolutamente non goliardica di quella cosa lì. E quei trentamila sono persone, con nomi e cognomi: non anonimi troll che seminano messaggi intimidatori a destra e a manca. Sono i vostri ex compagni di scuola e i vostri colleghi di lavoro, quelli che stanno su Facebook e quelli che non ci stanno. Poi magari possiamo minimizzare la cosa e dire che si tratta in realtà di poca gente molto rumorosa: non lo escludo e ne sarei sollevato. Ma non è che siccome stanno su Facebook non esistono. Esistono e sono un problema, per questa e per tutte le altre cose idiote che dicono o pensano.

    Secondo. Nessuno sta equiparando loro al povero disgraziato Tartaglia, né pensa che dovremmo schedare qualcuno. Mi riservo però il diritto di pensare che si tratta di emeriti coglioni, e di questo parla il post.

    Terzo. Ammesso di voler prendere in considerazione l’incandescenza del clima politico come possibile causa – se non addirittura giustificazione – del gesto di questo pazzo e di quello che potrebbero fare altri non pazzi ma semplicemente “disperati”, mi chiedo perché di questa incandescenza non siano artefici e complici quelli che hanno paragonato Berlusconi a Hitler o a Videla, o quelli che hanno detto che «il governo è sordo alle richieste dei cittadini e se non si assume responsabilità ci potrebbe scappare l’azione violenta».

    Quarto. Non tollero che mi si dica che posso pensare quello che scrivo perché sto seduto davanti a un pc, o perché non sono “disperato” e quindi non capisco come possa essere normale “desiderare di fare un occhio nero al premier”. In primo luogo perché non è un argomento, anzi: se scrivere una cosa seduti al pc vuol dire usare più la razionalità e meno l’istinto, mi sembrerebbe tuttalpiù una cosa buona. In secondo luogo perché non sapete nulla di me e del mio stato d’animo: e se fossi “disperato” anch’io, ma magari meno coglione? In terzo luogo perché davvero, forse vi sfugge la gravità di quello che è successo e di determinate reazioni.

  21. Umberto:

    onore a te, Francesco: ma non avevo alcun dubbio. e comunque, da avversario in termini di idee, credo che tutto il PD abbia detto le cose giuste, con l’eccezione di Rosy Bindi (ma è l’eccezione che conferma la regola, in questo caso). speriamo bene, qualsiasi cosa voglia dire

  22. stone:

    nausea sartreriana

  23. lucacicca:

    Francesco Costa idolo

  24. Gianni:

    D’ accordo su tutto con il Costa, ma anche di piu’. Il Tartaglia e’ uno squilibrato e fa cose del genere. C’e’ invece chi non e’ abbstanza squilibrato per farle ma abbastanza qualunquista per auspicarle (o per compiacersene). Se fossi in lui, sarei andato in piazza lo scorso sabato.

  25. Giovanni Fontana:

    @SDL

    io non la prenderei così sul serio. stiamo parlando di qualche gruppo su FB

    No, sdl, non stiamo parlando di quelli. Non frega nulla a nessuno, di quelli.

    Stiamo parlando, soprattutto, dei controproducentisti. Quelli che dicono: è sbagliato perché non conviene.

    E se convenisse?

  26. franco rivera:

    bravo francesco
    ti ho letto con grande piacere

  27. Fata:

    L’unica cosa grave di questo gesto, secondo me, è che un aggressore di Berlusconi sia arrivato a tirargli un souvenir senza che nessuna guardia del corpo fotogenica, nessun poliziotto e nessun agente dei servizi l’abbia fermato. Per il resto, è stato un gesto di una persona con problemi psichici che non ha avuto e non avrebbe potuto avere nessuna conseguenza grave, se non per l’aggressore, che come ha detto La Russa quasi con fierezza è stato sottratto al linciaggio (la fierezza risiedeva nel fatto che il Popolo della Libertà lo avrebbe linciato). Per questo, il gesto fa un po’ ridere, la risata di chi sa che tanto Berlusconi è intoccabile, questa vicenda magari lo rafforzerà, comunque di certo non lo indebolirà, continuerà imperterrito a chiedere numeri di telefono alle ragazze per fare le battute, a farsi appoggiare nei suoi maneggi per non essere processato da un partito politico xenofobo, a guidare il suo governo demagogico e poco efficace, mentre le menti brillanti del pd pensano che il pericolo sono quelli che su facebook sono diventati fan di Tartaglia. A me la cosa che ha dato più fastidio in tutta questa pantomima, è stato il post di Luca Sofri che rivuole il suo paese. Come se il punto più basso che si è raggiunto fosse la statuetta in faccia a Berlusconi (e come se uno dei simboli della storia italiana non fosse Piazzale Loreto, se ci fa impressione, giustamente, il corpo violato). Ecco come siamo messi. Secondo me il PD non si può votare finché fa fare gli intellettuali organici a chi non ha proprio il senso della realtà.

  28. Luca Gras:

    Come in altri casi, non concordo assolutamente con Francesco Costa (e tutte le volte mi dispiace, perché lo stimo molto, e lui spero che lo sappia).
    La vera notizia, come ha già scritto qualcuno, è il “buco” clamoroso dei servizi di sicurezza. Clamoroso e grave, perché su questo Berlusconi ha ragione: poteva finire peggio, almeno un po’ peggio. Per il resto, il mondo è pieno di persone che desiderano colpire un leader: facinorosi, mitomani, squilibrati esistono dovunque, a prescindere dalle virtù e dai difetti politici e umani dei leaders stessi.
    La violenza va condannata. Seccamente. E stop. Che Francesco, invece, a questo punto si butti in una requisitoria contro Di Pietro additandolo come il male peggiore per la nostra democrazia è una cosa che non sta né in cielo né in terra, anche perché – a differenza delle dichiarazioni dei vari Bondi e Bonaiuti – in Francesco mi tocca di presupporre il disinteresse e la buona fede.
    Come dice sacrosantamente la Bindi – l’unica, francamente, che mi sembri unire lucio distacco e coraggio -, di questo clima d’odio ci sono molti responsabili, e non da oggi. Mi è bastato sentire ieri quello che diceva in TV il vicedirettore de Il Giornale, di fronte a un allibito La Torre che non si capacitava come mai il buon Sallusti, invece di coalizzarsi con lui a stigmatizzare il perfido Di Pietro, non si faceva alcuno scrupolo a additare non la sinistra tutta, anzi l’opposizione tutta, anzi di più da Fini in giù, come i “mandanti morali” dell’aggressione.
    Rispetto a persone di questo genere non ho nessuna intenzione di fare anch’io la parte dell’utile idiota. Condanna secca dell’aggressione, come di qualunque aggressione, sì. Ma poi stop.

    E’ chiaro che persone come quelle che si iscrivono ai gruppi Facebook pro-Tartaglia (ho appena visto entrare nel novero, come prima azione mattutina, mie pacifiche amiche cattoliche e francescane) compiono un atto irresponsabile favorito dall’ingannevole “leggerezza” del mezzo informatico.
    Ma Francesco dovrebbe aver chiaro che – per deprecabile che possiamo giudicarlo – il clima di compiacimento e – possiamo dirlo? – consolazione perché Berlusconi si è beccato una botta in faccia è molto diffuso, ben al di là delle conventicole di estrema sinistra, dei circoli dipietristi o del “popolo viola”. E mi sembra che non sia tanto inversamente proporzionale alla dose di moderazione politica, quanto invece a quella di educazione, riservatezza e pudore, nonché di “ingenuità” politica.
    Anche questo è un dato – politico o prepolitico, appunto – con cui occorre fare i conti. E’ chiaro che è un problema. Non basta minimamente prendere le distanze da questi scoppi di energia negativa, eppure così vitale. L’opposizione – in disperata ricerca di vitalità – deve riuscire a riconvertire e catalizzare questa energia che si agita nel profondo del paese per trasformarla in energia positiva e democratica. Perché ci siano sempre meno persone disposte a esultare perché Berlusconi si è pigliato una botta nei denti, e sempre più persone disposte a combattere con gli strumenti nonviolenti della democrazia perché Berlusconi, un giorno che non sarà mai abbastanza presto, possa essere finalmente sconfitto nelle urne.

  29. vittorio:

    @giovanni fontana puoi spiegare meglio cosa intendi?

    personalmente una delle prime cose che ho pensato è stata proprio: “ecco, dopo sto gesto governa altri mille anni”

    [per la cronaca, le altre sono state: "ma chi sono le guardie del corpo, i cugini di topo gigio?" e "ora ho anche io una immagine storica da ricordare". l'hotel raphael lo ricordo solo perchè da piccolo mi aveva colpito la canzoncina sull'aria di guantanamera e l'"eccolo eccolo" della giornalista, ma questa è un'altra storia]

  30. francescocosta:

    La notizia non è il buco nella sicurezza, che pure è un lato della questione (secondo me marginale: non si possono perquisire tutte le persone che si avvicinano a meno di un metro da un primo ministro, e non è un problema solo di Berlusconi). E non è vero che “poteva finire almeno un po’ peggio”: bastava che Tartaglia avesse portato con sé un coltello da cucina e chissà di che staremmo a parlare adesso. Bindi è stata penosa quanto Di Pietro, a dire che «Berlusconi non deve fare la vittima». E comunque. a questo siamo: all’opposizione che deve catalizzare l’energia di chi gode perché uno ha spaccato la faccia a Berlusconi. Io faccio volentieri i conti con chi ne gode, e penso che si tratta di piccoli idioti e violenti, che mi fanno schifo, e che lo stesso dovrebbero fare a chi ha conservato un minimo di amor proprio. Non è che Tizio o Caio non godono del fatto che uno ha spaccato la faccia a Berlusconi perché sono educati, moderati riservati o pudici, come affermi: semplicemente gli fa schifo la violenza fisica su un politico, e non conoscono se e ma che possano giustificarla. Mi sembra davvero tutto molto semplice.

  31. andrea mollica:

    Potremmo cominciare col fatto che siete, più di qualsiasi altra legge e leggina che sia passata in Parlamento, la minaccia più concreta alla salute della democrazia di questo paese.

    Il senso dell’intervento lo condivido, ma il tono complessivo e questa frase son esagerati e alla fine sbagliati. Mi pare, giusto per citarne uno, che la mafia e il resto della malavita organizzata sia un pericolo per la salute della democrazia un pelo più grave. Un po’ di sobrietà non guasta

  32. pier:

    bravo francesco, sacrosanto quello che dici.

  33. masaccio:

    Non ho festeggiato, non festeggio, non ritengo ci sia nulla da festeggiare. Personalmente trovo questa vicenda di scarsissimo interesse, di nessuna rilevanza politica e significativa solo per due cose: l’inefficienza della sicurezza (come ha scritto Matteo Bordone) e la pantomima mediatica delle condanne della mancate condanne (in cui questo post si inscrive pienamente) che si scatena sempre in questi casi.
    Intervengo solo per dire che mi compiaccio, Francesco, della tua improvvisa avversione nei confronti della “violenza fascista”. Vorrei solo sapere dov’eri l’altro ieri, quando a Roma la polizia di questa democratica Repubblica caricava un corteo autorizzato che avanzava a mani alzate e a viso scoperto. Perché se c’è una cosa che dà la nausea a me, cari tutti, è la visione di questi pseudodemocraticini che si ricordano della nonviolenza e della legalità solo quando le prende un politico, mentre non dicono una parola quando a trovarsi con la faccia spaccata è uno studente pacifico e disarmato in un corteo autorizzato (e devo dire, da non dipietrista, che l’unico giornale a raccontare i fatti di venerdì come sono veramente andati è stato Il Fatto, che ha coraggiosamente e inaspettatamente testimoniato l’assurdo e illegale comportamento della polizia). Nausea.

  34. Maurizio:

    Il dibattito dalle parti del PD (che ho pure votato) continua a sembrarmi surreale. Che la violenza non si giustifichi è pacifico. Ma, cristo, è il gesto di un folle. Non so chi qui abbia mai avuto a che fare coi matti. Quello che è surreale è la lettura, subito accettata, o non controbattuta, da sinistra, di questo gesto come frutto del clima d’odio del paese. Già questo è discutibile: dire che Berlusconi ha rapporti con mafiosi fin dagli anni ’70 quando i suoi elettori lo credono san francesco è alimentare un clima d’odio? Siamo seri. E’ la verità e lo sappiamo tutti. E poi che questo “clima d’odio”, presunto ma preso per provato, sia ovviamente colpa della sinistra: questa è un’inferenza ovvia dal momento che la vittima è di destra. Come se tirar su la tensione non fosse lo sport preferito dei feltri, dei belpietro, dei ghedini, dei bossi, dei maroni, dei berlusconi. Questo circa il clima: non circa la giustificazione, impossibile, del gesto di un folle.

    Un folle, disorganizzato, solitario, in un mare di gente, che per negligenze della security, si è trovato ad un passo da B, che, secondo i suoi servizi di sicurezza, avrebbe pure fatto meglio (da mesi) a non esporsi. Non è una giustificazione: è prender atto che in una società complessa c’è di tutto, anche il folle isolato. Che oltretutto era armato piuttosto rudimentalmente; ma anche fosse stato armato di pistola (dio non voglia), sempre gesto di folle sarebbe stato. In America è successo altre volte, i mitomani esistono, magari risentono anche del clima sociale: ma non è colpa di qualcuno, non di una parte, se il clima è teso. Un clima teso non può equivalere ad un “mandato morale”. Non siamo nei ’70, nessuno teorizza che i morti compensano i morti e roba del genere, e fa comizi in tal senso, né ha legami con organizzazioni pronte alla lotta armata (credo: comunque non in questo caso). La società è complessa, il matto ci scappa, colpa anche della sicurezza e della voglia di strafare del nostro (se è vero che era stato sconsigliato), ma certo non di responsabilità politiche. La cosa assurda è trattare l’episodio come se dimostrasse una degenerazione. Non è niente di diverso da quel che succede di continuo, solo con gente meno nota. L’altro giorno una vecchietta malata di mente ha ammazzato la sorella in casa e poi ha vagato per giorni con il cadavere lì. Ahimé, è triste, ma capita: bisogna evitare che capiti, ma ci si devono mettere tutti. E dopo bisogna evitare che degeneri. Prima di tutto sdrammatizzando (e anche non facendo la vittima, certo; non significa non aver subito un danno o corso un rischio; significa essere responsabili). Mi pare non stia succedendo.

  35. enrico:

    curioso che pochi post fa mi pareva di leggere una certa ammirazione per chi giustificava l’uso della violenza per il raggiungimento della pace.
    Adesso la violenza è deprecabile.
    Mi piacerebbe avere un’elenco delle situazioni in cui la violenza è permessa. Di modo da poter capire bene quando un’aggressione ad un paese straniero è il modo di raggiungere la pace e quando invece un duomo in faccia è un modo per arrivare al fascismo.
    Grazie.

  36. francescocosta:

    C’è scritto, Enrico: in una democrazia non è permessa. In un posto dove non esistono strumenti democratici e non violenti per far valere le proprie ragioni, né una legge uguale per tutti, dove i deboli sono sistematicamente oppressi e qualcuno esercita violenza su persone indifese e innocenti, la violenza può essere un male necessario per riportare pace e giustizia.

  37. Luca Gras:

    Ringrazio Francesco dell’interlocuzione.
    Sulla sicurezza: se ho scritto “poteva finire almeno un po’ peggio” era proprio per far riflettere che – anche senza necessariamente pensare all’eventualità peggiore, e senza presupporre altre armi, che forse sarebbero peraltro state identificate meglio – è stato solo un caso che Berlusconi non abbia riportato danni comunque più seri.
    Ma quindi, secondo il tuo ragionamento, è normale per i livelli di sicurezza delle nazioni occidentali che uno squilibrato possa arrivare a spaccare la faccia a un leader politico? Voglio dire, non è certo eccezionale che un pazzo o un fanatico cerchino di attentare all’incolumità di un leader. E quindi?

    Ma vengo al punto più importante. Ti scandalizza quello che ho scritto, e che riassumi scrivendo “a questo siamo: all’opposizione che deve catalizzare l’energia di chi gode perché uno ha spaccato la faccia a Berlusconi”.
    Ho scritto che quest’energia dev’essere “riconvertita”, e che deve passare da energia negativa – e distruttiva – a energia positiva – e costruttiva.
    Non esprimo nessuna attenuazione della negatività che questo fatto (il “godere”, come scrivi) esprime. Fosse anche solo perché presuppone una colpevole attenuazione “ad personam” della pietà umana e cristiana.
    Ma la tua (“piccoli idioti e violenti”) è una grossissima sottovalutazione, una banalizzazione, una semplificazione che posso concedere al tuo risentimento, non al tuo acume di giornalista. Mentre leggo “piccoli idioti e violenti” ho in mente – perché li conosco bene – visi e volti di persone miti, impegnate, intelligenti e nonviolente. Non certo di impiegatucoli frustrati che covano rancori nei loro cubicoli, o di disoccupati disperati e ringhiosi.
    Il vero dato che si può trarre – e su questo penso che concorderai! – è la gravissima carenza di educazione politica – e di questo sì che dovremmo imputare responsabilità alla nostra opposizione. Ma non perché non prendiamo abbastanza le distanze, eccetera eccetera (ieri abbiamo preso le distanze al limite del martirio, come se davvero l’aggressione fosse colpa nostra, come se davvero avessimo qualcosa da nascondere, e mi chiedo se non sia paradossale!): ma perché non sappiamo dire alla gente che è stufa di Berlusconi “ragazzi, è inutile scrivere fregnacce su Facebook come se foste dei dodicenni che si lamentano dei prof: se volete fare qualcosa di utile – come molti di voi sono abituati a fare in molti altri settori della vostra vita – venite qua, iscrivetevi a un partito, fate militanza, fate la vostra parte perché Berlusconi non lo si caccia né a colpi di statuine né di cazzate su internet ma a colpi di voti, di intelligenza, di partecipazione”.
    Su questo non pensi che potremmo essere d’accordo?

  38. Antonio:

    Ad ogni modo: qualcuno ha visto il rivoltante spettacolo di Sallusti ad Omnibus stamattina?

  39. Luca Gras:

    Sallusti era già sufficientemente osceno ieri notte. Anche per questo penso quel che penso e ho scritto quel che ho scritto.

  40. enrico:

    @ Francesco: precisazione più che giusta. Smantellato il paragone senza troppi giri di parole. Ancora c’è qualcosa che non mi piace e stona nella faccenda, ma è una sensazione, non riesco a trasformarla in pensiero ragionato…

    @Luca Gras:
    bel post.

  41. Luca Gras:

    @enrico

    Grazie. Si cerca solo di riflettere, eh.

  42. Antonio:

    Si, ma stamattina ha superato se stesso. Ad un certo punto il conduttore ha tirato fuori il pezzo di Mario Calabresi. Bene, Sallusti ha cominciato a paragonare il presunto clima di odio politico che c’è in questi giorni a quello che ha portato alla morte del commissario Calabresi. Ed ha detto i nomi di coloro che lo avrebbero sparato, includendo Sofri. Gli fanno notare che al massimo sarebbe il mandante e non l’esecutore materiale, almeno secondo la sentenza. E lui comincia da interrompere e ad urlacchiare :”Sofri è un assassino”. Persino Moncalvo ha protestato.
    Una roba da vomito.

  43. francescocosta:

    Ma quindi, secondo il tuo ragionamento, è normale per i livelli di sicurezza delle nazioni occidentali che uno squilibrato possa arrivare a spaccare la faccia a un leader politico? Voglio dire, non è certo eccezionale che un pazzo o un fanatico cerchino di attentare all’incolumità di un leader. E quindi?

    No, non dico che è normale, dico che è un rischio che esiste e vale per tutti i leader politici, non solo Berlusconi, e per il quale non si è ancora trovata una soluzione definitiva e probabilmente non si troverà mai. Reagan venne colpito nonostante l’apparato di sicurezza meglio addestrato del globo. Corrono più rischi politici come Berlusconi o Sarkozy più imprudenti e istintivi nel rapporto con la folla. Dico quindi che per quanto si possa essere ben addestrati e organizzati, certe cose purtroppo possono capitare.

    Ma la tua (”piccoli idioti e violenti”) è una grossissima sottovalutazione, una banalizzazione, una semplificazione che posso concedere al tuo risentimento, non al tuo acume di giornalista. Mentre leggo “piccoli idioti e violenti” ho in mente – perché li conosco bene – visi e volti di persone miti, impegnate, intelligenti e nonviolente. Non certo di impiegatucoli frustrati che covano rancori nei loro cubicoli, o di disoccupati disperati e ringhiosi.

    Dài Luca, non far difetto neanche tu alla tua intelligenza. Se uno è non violento non può dire o pensare determinate cose, davanti alla faccia insanguinata di Berlusconi. Davvero. Fosse anche solo per empatia. Poi va bene scherzare, si scherza su tutto, ma il livore – per quanto umano e comprensibile – è esecrabile. Concordo naturalmente su quello che dici riguardo la carenza di educazione politica del popolo dell’opposizione, ammesso che sia lecito usare una definizione così vaga. Penso che questa educazione vada fatta spiegando non solo che Berlusconi va cacciato con la politica e non a colpi di firme su Repubblica o gruppi su Facebook (tantomeno statuette in faccia), ma soprattutto che noi, che siamo meglio di lui e dei suoi sodali, queste cose non le facciamo. E che solo essendo e dimostrandoci migliori di lui, avremo qualche speranza di batterlo. Anche perché se no avrebbe poco senso.

  44. masaccio:

    Continuo a chiedermi cosa si dovrebbe “dire o pensare” “se uno è non violento” di fronte alla foto che era in prima pagina sul Fatto di sabato, del volto sanguinante di un ragazzino, picchiato illegalmente dalla polizia di questa democratica Repubblica in testa a un corteo assolutamente pacifico. Democrazia, nonviolenza e legalità, ma solo per la casta?

  45. francescocosta:

    Masaccio, detto che quella foto a me suscita un’empatia ancora maggiore, per l’ovvia ragione di una più facile immedesimazione, ci sarebbero decine e decine di libri di politologia, diritto e filosofia che ti spiegano il senso del monopolio della violenza da parte dello stato – eccezion fatta per la legittima difesa – e di come questo sia una pietra fondante dello stato di diritto. Questo poi non vuol dire, naturalmente, che siano giustificabili i crimini e gli errori delle forze dell’ordine, che proprio per questa ragione sono anzi più gravi di quelli dei privati cittadini. Ma sono due cose diverse, e il tema di questo post non è fare la classifica: non penso che il fatto avvenuto sia il più grave fatto violento mai registrato in Italia, se è quello che mi chiedi. E questo post, più che del colpo in faccia a Berlusconi, parla delle reazioni degli altri, dopo.

  46. Giona2:

    Tartaglia, se sarà riconosciuto infermo di mente, non può essere condannato.

  47. rosalucsemburg:

    Scusa, non riesco bene a capire: o è un atto di un povero malato, come dici all’inizio (e concordo), o è un atto fascista. Le due cose insieme non sono possibili. Poi, gioire di una cosa del genere è demenziale. Fa parte della incommensurabile catastrofe in cui siamo.

  48. francescocosta:

    È l’atto (fascista, se vogliamo) di un povero ossessionato. Ma il post, ripeto, parla delle reazioni di chi malato non è.

  49. iMelon:

    Premessa: non ho mai votato IDV (né mai lo farò), non ero al noBday e leggo Travaglio/IlFatto come qualsiasi altro giornalista/giornale italiano. Diciamo che seguo con interesse e speranza il dibattito interno al centro-sinistra.

    Poi, però, leggo la retorica strumentale di questo post – ‘intellettuale organico’ è proprio il termine giusto, Fata – e mi cadono le braccia. Di Pietro è il problema della democrazia italiana? Non un Primo Ministro che viene nominato (basta questo per quanto mi riguarda) nei processi per le stragi di mafia? Di Pietro contribuisce al surriscaldamento del clima politico italiano? Non un pluri-imputato che da 15 anni de-umanizza i suoi oppositori politici, definendoli coglioni, e attacca tutte le istituzioni democratiche? Che c’entra Di Pietro con il gesto di un folle isolato e l’inettitudine dei servizi di sicurezza del nostro Premier (come fanno notare in molti, giustamente)? Perché le affermazioni della Bindi – simili a quelle di Di Pietro – non vengono incluse nel post?
    Leggo spesso questo blog, partecipo (raramente) ai dibattiti e continuerò a leggerlo. Solo che certe volte mi chiedo quale sia la differenza tra il suo autore e un Capezzone qualsiasi.

  50. Wizardo:

    Scusate, ma io a parte qualche adolescente brufoloso che ha postato minchiate su facebook, io non ho sentito ne visto in giro reazioni di soddisfazione o compiacimento a sinistra. Piuttosto preoccupazione per il clima che si vive nel paese e certezza che da un punto di vista politico la vicenda sarà sfruttata ad arte per continuare a coprire lo sfacelo di un governo inetto e indifendibile.
    La violenza è ignobile e disgustosa, verso chicchessia. Che in Italia un presidente del consiglio sia preso a sassate è un segno del degrado del paese. Ed è un degrado che anche il presidente del consiglio, e la sua coalizione (qualcuno ricorda i fucili?), ha contribuito a creare, anche attraverso una indecente deleggittimazione delle istituzioni democratiche. Il commento della Bindi mi sembra quindi condivisibile. Il vuoto lasciato da istituzioni lacere è facile preda di populismi con velleità totalitarie e\o atti di violenza nichilisti da parte del folle di turno.
    Ma adesso dipingere il centro-sinistra come un covo di violenti, mandanti morali, o peggio, è cosa da poco e non fa onore a chi vi si associa.
    Per ciò che riguarda Di Pietro, non lo voto e mai lo voterò, però mi fa schifo il linciaggio morale nei suoi confronti di queste ore. C’è puzza di folla e di forconi.

  51. MO:

    “C’è puzza di folla e di forconi.”

    No no, non era un forcone, era una statuina del Duomo di Milano.

  52. masaccio:

    Non faccio di classifiche. Però su questo atto ci si indigna, si parla di “violenza fascista” (l’hai scritto tu), di eversione, si chiedono prese di distanze, ecc.
    Sugli atti della polizia di due giorni fa c’è invece un’omertà pressoché totale, che trovo vergognosa. Non ne faccio una questione di classifiche, ma chi condanna la violenza e l’illegalità antidemocratiche a giorni alterni mi dà la nausea.
    Guardando la foto di Berlusconi tu e gran parte della stampa e della politica nazionale avete sentito l’impulso di indignarvi, di condannare pubblicamente la “violenza fascista” e le reazioni di chi non si univa alla vostra condanna. Non ho visto niente del genere due giorni fa, quando le vittime di una violenza fascista e illegale erano degli studenti in un corteo pacifico e autorizzato. Mi limito a constatarlo. E a concludere che questo, a me, dà la nausea.

  53. francescocosta:

    Ripeto: l’oggetto della mia indignazione e della mia condanna non è l’aggressione, che semmai suscita tristezza, bensì le reazioni compiaciute di chi se la ride sotto i baffi.

  54. luca:

    A proposito di Facebook e compagnia, ricorderei che la democrazia garantisce entro certi limiti anche l’esercizio dell’imbecillità e del cattivo gusto. Non è necessario star sempre lì a prendere le distanze da chi scorreggia.
    Intanto Maroni ha detto che è ora di finirla con questi gruppi Facebook, e la Gelmini pensa che sia necessaria una legge contro fatti come quello di ieri (ma in che paese crede di vivere? Quella legge c’è già).

  55. francescocosta:

    Su questo non ho il minimo dubbio: ognuno ha diritto di dire e scrivere quello che gli pare, e il governo sta dando come sempre il peggio di sé.

  56. masaccio:

    A me sembra che il post si concluda con la richiesta a tutta la sinistra (pena finire nel novero di quelli con cui non vuoi avere niente a che fare) di condannare “l’aggressione violenta a un politico” in quanto “schifezza triste, aberrante e fascista”.
    Dato che io considero “l’aggressione violenta” a un pacifico corteo di studenti “una schifezza triste, aberrante e fascista”, dovrei quindi concludere che chi “non riesce a dire semplicemente” questa verità, cioè tu, il tuo partito, e gran parte della stampa italiana, non ha niente a che fare con me e con la sinistra.
    Insomma: lo standard della coerenza a sinistra, per me, non si fissa solo sulla violenza al politico, ma anche e soprattutto su quello dello stato. Altrimenti sono capaci tutti.

  57. ...:

    Che boria incommensurabile. Che stanchezza.

  58. Carlo M:

    e finalmente! è ora di incominciarlo a dire che di pietro in questo paese rappresenta la rovina dell’opposizione e la garanzia di vita eterna per berlusconi e per i suoi sodali. l’idv è il vero alleato forte del pdl.

  59. mazzetta:

    mi sembra che Masaccio abbia colto il punto che rende l’articolo un semplice esercizio di scrittura adatta a Il Riformista o giù di lì

    io il gesto lo condanno senza problemi, non m’appartiene in nessun senso, ma non ci sto a tacere mentre si strumentalizza quel gesto per dare la patente di violento a buona parte degli italiani e imporre il silenziatore alla critica al governo

    perché è quello che si sono buttati a fare non appena è successo il fatto, è sotto gli occhi di tutti, anche di chi finge di non vederlo

    il governo di Berlusconi è un raro esempio di violenza, dall’emarginazione del parlamento, giù fino alla caterva d’insulti che ha riversato sugli avversari e anche sui semplici elettori, la cifra della comunicazione di Berlusconi è violenta, nei modi come nella potenza e ossessività del fuoco, le vergognose aggressioni che da agosto a oggi hanno investito prima il povero Boffo e poi altri, sono violenza pura e per giunta impunita, perché di schiene dritte ce ne sono poche

    tutta roba che che con la democrazia non c’entra niente, ne converrà anche francesco, spero

    pezzi del genere provocano fastidio perchè sembra che gli autori non sappiano che da anni la musica è questa http://www.youtube.com/watch?v=bbfTU7XSuzs (radio padania, oggi)
    che gli operai prendono maganellate, che gli studenti prendono manganellate e che Berlusconi è quello della “macelleria messicana” alla Diaz, quello che i suoi giornali annunciavano attacchi al g8 con siringhe e sacche di sangue infetto con l’aids e altre nefandezze ancora, ma nel paese senz memoria tutti sembrno riverginati ogni 5 minuti…

    per questo, pur deplorando l’aggressione, non ci sto assolutamente a tacere e a non contrastare questo ennesimo, patetico quanto violento, tentativo di criminalizzare mezzo paese ingiustamente, ancora meno in un paese sull’orlo del collasso economico e culturalmente a rotoli, che i suoi associati stanno macellando

    il mondo è più complesso di come lo rappresenti Francesco ;)

  60. piergiorgio:

    Non ho letto bene tutti i post…cmq la condanna dell’aggressione è ovvia e, a quanto mi consta, tutti gli esponenti dell’opposizione si sono uniti nell’esprimerla.
    Sulle reazioni: distinguiamo chi ha responsabilità politica, e parla in sede seria e rappresentativa, e chi invece non ce l’ha e parla (o scrive) in sede di ordinaria conversazione o cazzeggio:facebook e dintorni.
    -Quanto a questi ultimi, si, si possono leggere grandi cavolate, toni esagerati, compiacimenti poco empatici. Però bisogna sempre tener presente il mezzo e l’occasione: credo che Luca Gras abbia ragione, quelle stesse persone che lì si lasciano andare allo sfogo e alla goliardia, interrogate seriamente non direbbero certo le stesse cose.
    Insomma, una volta precisato che, in sede seria, quel compiacimento è inaccettabile non credo ci sia molto altro da aggiungere.
    -Più preoccupante, invece, e, concordo, sbagliata (oltrechè controproducente) la reazione di Di Pietro.
    Un responsabile politico, in democrazia, deve condannare un’aggressione violenta, punto.
    Anche se ormai lo standard della nostra democrazia, a mio avviso,si presenta come alquanto ribassato rispetto a quello degli altri grandi paesi occidentali, e questo pure va ribadito con la necessaria forza, essendo la dmeocrazia il problema dei problemi.
    Diverso, trovo, il caso Bindi. La Bindi è stata intempestiva e poco abile(o poco furba) nell’esprimersi. Ma il concetto è assolutamente condivisibile. Infatti: ovvio che Berlusconi è di fatto vittima di un’aggressione: di questo può certo ben dolersi a pieno diritto! Verso il responsabile naturalmente: chi lo ha aggredito.
    Ma la Bindi si riferiva, è chiaro, al vittimismo politico, a quell’operazione di sciacallaggio anti opposizione per cui se c’è uno (pazzo o estremista che sia per me non farebbe cmq differenza) che ti aggredisce è subito colpa del clima politico ecc. ecc. ecc. , operazione che difatti è immediatamente partita.
    Io trovo che dichiarazioni come quelle di Bossi o della Gelmini rappresentano un problema grave. Per fortuna che lamentano il clima di odio! E che si dovrebbe dire di una che accusa l’opposzione tout court di fomentare i terroristi?! I terroristi non sono forse odiati dal popolo? e chi li fomenta non è “odiabile”? non sarebbero da mettere tutti in galera e buttare la chiave?
    Insomma: l’opposizione deve starsi zitta e basta.

  61. riccardo r:

    Concordo pienamente: la gente non si picchia, i politici non si picchiano, gli la gente anziana in politica men che mai.

    Chi lo fa o lo giustifica è arrogante prepotente violento fascista, o malato.

    Però questo gruppo trovato su FB è irresistibile:
    “Certo che sotto natale i souvenir te li tirano proprio dietro “

  62. pasquale:

    Io sono uno di quei piccoli idioti e violenti. Non mi sono iscritto ai gruppi su Facebook, e sono lontanissimo dal votare Di Pietro. Come mi sembra molti lettori del tuo blog, giovane, bello e attivo nel PD. Non posso negare di non aver sentito dentro di me nessuna pietà per il “vecchio sanguinante”, e anzi di averne gioito. Leggendo le tue e altre parole mi sono fatto un esame di coscienza. Ma non mi sembra di aver perso umanità, e nemmeno di aver obliato i concetti democratici e i sentimenti che li innervano.
    Allora perché ho avuto quella reazione? A me pare che tu tocchi il punto senza volertici soffermare. La differenze tra me (idiota, vigliacco e violento) e te è il punto dove si tracciano i confini della democrazia. Per me Berlusconi li ha superati, incarnando nella maniera più fedele possibile il bonapartismo, tentando con strappi sempre più violenti di porsi al di sopra dei checks and balances che sono coessenziali alla democrazia quanto il momento elettorale.
    MI pare di capire che per te per superarli deve diventare Videla. Può darsi; rimane il fatto che non ho ben capito per te Berlusconi chi sia. Per me non è il male assoluto, ma neanche un normale leader dello schieramento avversario.
    Io non credo che, definendo SB non certo “dittatore” ma quantomeno “diversamente democratico”, non ci sia più spazio per la politica (e spero non mi considererai così idiota da credere che la scomparsa di Berlusconi si porti la scomparsa dei problemi del paese); ma considero realismo, e non cinismo, pensare che chi gioca a fare il sovrano, rischia di trovare il suo Bresci. E se succede qualcosa, pur con i fremiti e i pensieri che qualcosa di brutto si rannuvoli all’orizzonte, lo stomaco (il mio), pur umano e capitiniano, tra le due diverse infrazioni della democrazia, va contro quella dell’aspirante sovrano.
    Io comprendo e rispetto la posizione di chi non gioisce; ma, obnubilato dal problema Di Pietro, mi pare tu faccia torto alla tua intelligenza nel ritenere che la colpa sia nel “definire” di x, y, z intorno a Berlusconi (Sartori e Zagrebelesky sono eversori?) piuttosto che nell’”essere” di Berlusconi.

  63. Anonimo:

    E chi ce lo dice che quelli che creano gruppi su Facebook contro Berlusconi siano “comunisti”? Non potrebbe essere esattamente il contrario come probabilmente è?
    Tra l’altro tra i pochi politici che un po’ di ragione ce l’hanno, penso non vi sia dubbio che tra questi ci sia proprio Di Pietro. Se parla e agisce come un uomo di Neandertal, purtroppo vuol dire che è quello che l’Italia si merita (assieme a Berlusconi).